{"help": "https://dati.regione.umbria.it/api/3/action/help_show?name=datastore_search", "success": true, "result": {"include_total": true, "limit": 100, "records_format": "objects", "resource_id": "1ae8a517-4083-44e2-b141-0c8e613b6052", "total_estimation_threshold": null, "records": [{"_id":1,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21379591,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-giovanni-battista-marsciano","denominazione":"Chiesa di San Giovanni Battista - Marsciano","descrizione sintetica":"La chiesa di San Giovanni battista è situata nell'omonima piazza, al centro di Marsciano.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Giovanni Battista - Marsciano","descrizioni attrattore":"La chiesa di San Giovanni battista è situata nell'omonima piazza, al centro di Marsciano. Ricostruito intorno al 1896, l'edificio ha una facciata in murata e cotto con un ampio rosone.<br />\r\nAl suo interno sono conservati \"Madonna con Bambino\" di scuola perugina del XVI secolo, una tela del 1831 del pittore Vincenzo Chialli raffigurante l'Incredulità di S. Tommaso ed un crocifisso ligneo del XIII secolo. ","categorie attrattore":"Marsciano | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145","latitudine":42.9517217,"longitudine":12.323481600000036,"comune":"Marsciano","codice ISTAT comune":54027,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":2,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21379476,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-dinamico-del-laterizio-e-delle-terrecotte","denominazione":"Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte","descrizione sintetica":"Il museo ha sede nel trecentesco palazzo Pietromarchi di Marsciano, principale centro dell’Umbria di produzione di laterizi e città interamente costruita in mattoni.","keywords":"","titolo testo":"Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte","descrizioni attrattore":"Il museo ha sede nel trecentesco palazzo Pietromarchi di Marsciano, principale centro dell’Umbria di produzione di laterizi e città interamente costruita in mattoni. <p>L’edificio oggi trasformato in museo fu costruito nel Trecento dalla famiglia dei conti Bulgarelli di Marsciano.</p>\r\n\r\n<p>Il museo dinamico del laterizio e delle terrecotte “Enzo Briziarelli” si configura come punto di partenza per un percorso di visita esteso all’intera area comunale comprendendo i siti produttivi di Compignano e di San Fortunato, antiche fornaci che documentano la produzione preindustriale dei laterizi, e le antenne museali di Compignano e Spina, poli espositivi che fungono da centri di documentazione sulle tradizioni del territorio.</p>\r\n\r\n<p>Dal 2004 gli ambienti del restaurato palazzo Pietromarchi espongono numerosi laterizi, cioè i mattoni, le tegole e i materiali per l’edilizia in genere, nonché le terrecotte decorative e di uso comune che hanno contraddistinto la produzione documentata nell’area comunale dall’età romana ad oggi. L’esposizione illustra anche le trasformazioni sociali e demografiche legate a questa attività con particolare riguardo alle fasi della lavorazione che hanno caratterizzato la produzione &nbsp;preindustriale e quella industriale del luogo. Alcuni ambienti ospitano mostre permanenti, come quelle dedicate all’artista marscianese Antonio Ranocchia (1915-1989) e ai fischietti in terracotta.</p> ","categorie attrattore":"Marsciano | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145","latitudine":42.9517217,"longitudine":12.323481600000036,"comune":"Marsciano","codice ISTAT comune":54027,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":3,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21379712,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-della-concordia-marsciano","denominazione":"Teatro della Concordia - Marsciano","descrizione sintetica":"Costruito nel 1873 dalla Società “Della Concordia”, sorta con lo scopo di “offrire il diletto e l’educazione col dare trattenimenti morali sia pubblici che privati“, con progetto e disegno dell’Ing. Nazareno Biscarini.","keywords":"","titolo testo":"Teatro della Concordia - Marsciano","descrizioni attrattore":"Costruito nel 1873 dalla Società “Della Concordia”, sorta con lo scopo di “offrire il diletto e l’educazione col dare trattenimenti morali sia pubblici che privati“, con progetto e disegno dell’Ing. Nazareno Biscarini. La bella facciata è in cotto è l’unica parte superstite del corpo primitivo.<br />\r\nNel 1986 il Comune, divenutone proprietario, poté finanziare ed avviare i lavori di ristrutturazione che si conclusero nel 1990, anno in cui il nuovo cinema-teatro viene restituito ai cittadini con i suoi 366 posti suddivisi tra platea e galleria, un ottimo impianto cinematografico e un palcoscenico ampliato ed ammodernato.<br />\r\nIl passaggio al digitale avvenuto nel 2012, è coinciso con un ulteriore &nbsp;intervento di ammodernamento strutturale e restyling generale.<br />\r\nOggi il Concordia dispone di 323 comode poltrone suddivise fra platea e galleria. [Fonte: www.cineconcordia.it] ","categorie attrattore":"Marsciano | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145","latitudine":42.9517217,"longitudine":12.323481600000036,"comune":"Marsciano","codice ISTAT comune":54027,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":4,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21379688,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-marsciano","denominazione":"Chiesa di Santa Maria Assunta - Marsciano","descrizione sintetica":"La costruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta risale ad un periodo precedente al 1163: questa è la prima data di cui si hanno notizie certe dell’edificio.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Santa Maria Assunta - Marsciano","descrizioni attrattore":"La costruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta risale ad un periodo precedente al 1163: questa è la prima data di cui si hanno notizie certe dell’edificio. La Chiesa si trova al centro del paese con la facciata principale con l’ingresso su piazza Beato Giacomo e il campanile su piazza XXV aprile. All’interno del campanile, si trova una campana realizzata nel 1394.<br />\r\nLa facciata principale è piana con grande portale in mattoni sagomati con mosaico nella lunetta datato 1984. Superiormente una finestra arcuata con mostre in mattoni.<br />\r\nLa Chiesa è certamente nota per la ricchezza delle opere d’arte in essa contenute; la più importante si trova sulla parete destra del presbiterio ed è un affresco con San Sebastiano del 1478, la più antica opera autentica di Pietro Vannucci detto il Perugino, proveniente dalla cappella di Maria Maddalena distrutta nel 1779. [Fonte: www.cerqueto.com] ","categorie attrattore":"Marsciano | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145","latitudine":42.9517217,"longitudine":12.323481600000036,"comune":"Marsciano","codice ISTAT comune":54027,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":5,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21465007,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-museo-bourbon-del-monte","denominazione":"Palazzo Museo Bourbon del Monte","descrizione sintetica":"Il Palazzo Museo di Monte Santa Maria ha sede in Palazzo Bourbon del Monte in Piazza Castello 1, nel borgo di Monte Santa Maria Tiberina.","keywords":"","titolo testo":"Palazzo Museo Bourbon del Monte","descrizioni attrattore":"Il Palazzo Museo di Monte Santa Maria ha sede in Palazzo Bourbon del Monte in Piazza Castello 1, nel borgo di Monte Santa Maria Tiberina. Il percorso museale illustra la storia della famiglia Bourbon del Monte e del loro Marchesato, che fu feudo imperiale dal 1250 al 1815, e del suo rapporto con la città e con il territorio dell'Alta Valle del Tevere. Recentemente è stata arricchita da una sezione archeologica che documenta i ritrovamenti del territorio. ","categorie attrattore":"Monte Santa Maria Tiberina | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718","latitudine":43.4213873,"longitudine":12.128971500000034,"comune":"Monte Santa Maria Tiberina","codice ISTAT comune":54032,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":6,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21464946,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-e-cappella-bourbon","denominazione":"Chiesa di Santa Maria e Cappella Bourbon","descrizione sintetica":"Edificata all'inizio del XI secolo, la chiesa presenta una facciata in pietra molto semplice che ne rivela le origini romaniche.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Santa Maria e Cappella Bourbon","descrizioni attrattore":"Edificata all'inizio del XI secolo, la chiesa presenta una facciata in pietra molto semplice che ne rivela le origini romaniche.&nbsp; <p>Il campanile, pur avendo anch’esso forme romaniche, è invece un’aggiunta del XIX secolo in seguito al crollo dell'originale.<br />\r\nL’interno è disposto su una pianta a croce latina con cinque capriate a sorreggere il peso del tetto.<br />\r\nDall’ingresso, procedendo verso l’altare è possibile osservare:</p>\r\n\r\n<p>PARETE SINISTRA<br />\r\nIl fonte battesimale, di forma ottagonale e costruito in pietra arenaria, risalente al XVI secolo, è opera di autore ignoto. Tra i vari simboli su di esso scolpiti si può notare lo stemma dei marchesi Bourbon del Monte Santa Maria, ricavato nel piedistallo del fonte, a forma di zampa leonina.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>PARETE DESTRA<br />\r\nAll’interno di una piccola cappella è conservata una lastra in pietra databile al XII secolo e raffigurante simbologie relative al Vecchio e al Nuovo Testamento. Continuando lungo la parete destra, una pregevole cancellata in ferro battuto, risalente al XVI secolo, dà accesso alla CAPPELLA GENTILIZIA BOURBON, fatta erigere nel 1613 dal marchese Gianbattista Bourbon del Monte.</p>\r\n\r\n<p>ALTARE MAGGIORE<br />\r\nDescritto per la prima volta nella visita pastorale del 1784, è in stile barocco ed ogni decorazione è stata ricavata dalla lavorazione della pietra serena. La teca centrale ospita una pregevole riproduzione lignea della Madonna con il Bambino, opera di un ignoto scultore del XIV secolo. Considerata fin dal Medioevo non solo protettrice, ma anche prima Castellana di Monte Santa Maria, la statua reca al braccio le chiavi in argento del borgo, le quali vengono tradizionalmente consegnate alla Vergine nell’occasione della festa dell’Ascensione, festività principale del borgo, durante la quale la statua viene portata in processione solenne attorno alle mura dell’abitato.</p>\r\n\r\n<p>CAPPELLA SINISTRA DELL’ALTARE<br />\r\nAl suo interno è conservata la parte esterna di un sarcofago in pietra arenaria risalente al XVI secolo, incassato nel muro. Un altro sarcofago, questa volta risalente all’epoca paleocristiana, funge ora da base per l’altare moderno.<br />\r\nA destra dell’altare maggiore e di fronte all’organo moderno, una grande botola in legno consente l’accesso alla cripta della chiesa, adibita com’era uso fino all’epoca napoleonica alle sepolture. Questo ambiente &nbsp;– non visitabile – reca ancora tombe e resti di defunti.</p> [Fonte: <a href=\"http://www.turismo.montesantamariatiberina.org/\" target=\"_blank\">http://www.turismo.montesantamariatiberina.org/</a>] ","categorie attrattore":"Monte Santa Maria Tiberina | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718","latitudine":43.4213873,"longitudine":12.128971500000034,"comune":"Monte Santa Maria Tiberina","codice ISTAT comune":54032,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":7,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22143818,"id contenuti relazionati":"93935","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porta-amerina-montecastrilli","denominazione":"Porta Amerina - Montecastrilli","descrizione sintetica":"Caratterizzata da due archi, Porta Amerina è conosciuta anche come Torre del Belvedere.","keywords":"","titolo testo":"Porta Amerina - Montecastrilli","descrizioni attrattore":"Caratterizzata da due archi, Porta Amerina è conosciuta anche come Torre del Belvedere. Insieme a Porta Medioevale, è quanto resta dell'antico complesso fortificato di Montecastrilli, di cui sono ancora visibili le mura cittadine incorniciate da una serie di torri merlate. 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Poco più a monte, nei pressi di porta degli Ortacci, l'area oggi occupata dal settecentesco ospedale, dalla chiesa di San Francesco e da piazza Quaranta Martiri ha restituito una serie di strutture con la prima fase edilizia risalente agli anni a cavallo tra il II e il I secolo a.C, coeva alla pianificazione del nuovo quartiere, cui era collegato un&nbsp;<strong>impianto termale</strong>.&nbsp; Più a nord il settore era occupato da una grande&nbsp;<em>domus&nbsp;</em>costruita su almeno due livelli, con pavimenti in signino e a mosaico. Al di sotto di palazzo Vispi e nelle sue immediate adiacenze sono visibili alcune&nbsp;<strong>strutture&nbsp;</strong>relative ai resti di una&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;con peristilio e alcune basi di pilastri pertinenti forse ad una via porticata tracciata in direzione del teatro, di cui in questo punto è emerso un tratto basolato. Più a sud, tra le numerose&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;(alcune non visitabili) estese lungo via Buozzi, la più significativa e di notevole livello è quella&nbsp; cosiddetta del&nbsp;<strong>\"banchetto</strong>\", per la presenza di un ambiente pavimentato a mosaico figurato con rappresentazione di una Venere Marina con una compagna o&nbsp;<em>domina</em>, affiancati da Bacco che versa del vino. L'<em>emblema</em>&nbsp;fu inserito tra il III e IV secolo d.C., contestualmente alla&nbsp; ristrutturazione della casa avvenuta in epoca tardo antica. Resti di un'altra&nbsp;<strong><em>domus</em></strong>&nbsp;sono visibili all'interno dell'<em>Antiquarium,&nbsp;</em>con l'ambiente maggiore costituito da una ricca pavimentazione musiva in bianco e nero a motivi geometrici, in cui era inserita un motivo decorativo centrale policromo formato da piccolissime tessere musive (tecnica a&nbsp;<em>vermiculatum)&nbsp;</em>che raffigura l'episodio della nave di Ulisse e Scilla (ora al museo archeologico di Perugia). È databile alla fine del II secolo a.C. e discende da un modello pittorico di età ellenistica. Al centro dell'area della Guastuglia sorge il&nbsp;<strong>teatro</strong>&nbsp;(I secolo a.C.), uno dei più capienti del tempo con una cavea dal diametro di oltre 70 metri che poteva accogliere circa 6000 spettatori. A sud-ovest dell'edificio per spettacoli è riemerso un tratto del muro di&nbsp;<strong>terrazzamento</strong>&nbsp;in opera vittata che delimitata in questo punto l'area della città romana. Tra questo settore e la chiesa di San Biagio è stato identificato un grosso&nbsp;<strong>scarico di ceramica</strong>&nbsp;(visitabile su richiesta) con materiali databili tra l'età arcaica e la fine del II secolo a.C.. Lungo via Ubaldi è visibile il&nbsp;<strong>mausoleo</strong>&nbsp;cosiddetto \"di Pomponio Grecino\", attribuito erroneamente ad uno dei membri di una importante famiglia senatoria locale, figlio del console del 16 d.C.. Inserita in una piccola area di necropoli, della struttura si conserva il nucleo in opera cementizia alto circa 9 m. Il monumento è databile al terzo quarto del I secolo a.C.. Nella sezione archeologica del&nbsp;<strong>Museo Civico</strong>, allestito nei locali sottostanti al palazzo dei Consoli, sono illustrate le vicende della città e del territorio dalla protostoria all'alto Medioevo e nella sala superiore sono esposte le&nbsp;<strong>Tavole Iguvine</strong>, documento fondamentale della lingua umbra e dei rituali religiosi, inciso tra la fine del III e l'inizio del I secolo a.C., costituito da sette tavole bronzee rinvenute nel 1444 nei pressi del teatro romano.</p>\r\n<strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />\r\nPer la visita all'area rivolgersi all'<em>Antiquarium</em><br />\r\nVia del Teatro Romano<br />\r\n06024 Gubbio<br />\r\n<a href=\"http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/\"><strong>www.archeopg.arti.beniculturali.it</strong></a> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586","latitudine":43.3513193,"longitudine":12.575316599999951,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":10,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22229407,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-del-carmine-montefranco","denominazione":"Chiesa della Madonna del Carmine - Montefranco","descrizione sintetica":"La Chiesa della Madonna del Carmine si trova nel borgo di Montefranco, centro fortificato immerso tra olivi e boschi di querce, ricco di tesori artistici ed architettonici.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa della Madonna del Carmine - Montefranco","descrizioni attrattore":"La Chiesa della Madonna del Carmine si trova nel borgo di Montefranco, centro fortificato immerso tra olivi e boschi di querce, ricco di tesori artistici ed architettonici.&nbsp; L'edificio presenta un elegante campanile e conserva al suo interno affreschi del XVII secolo di scuola umbra ed una \"Ascensione\" cinquecentesca. ","categorie attrattore":"Montefranco | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742","latitudine":42.6011461,"longitudine":12.753737199999932,"comune":"Montefranco","codice ISTAT comune":55019,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":11,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22229468,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-bernardino-montefranco","denominazione":"Chiesa di San Bernardino - Montefranco","descrizione sintetica":"Costruita su di un antico oratorio benedettino, la Chiesa di San Bernardino si trova poco lontano dal centro abitato di Montefranco.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Bernardino - Montefranco","descrizioni attrattore":"Costruita su di un antico oratorio benedettino, la Chiesa di San Bernardino si trova poco lontano dal centro abitato di Montefranco.&nbsp; Caratterizzata da due edifici contigui, è dedicata al santo patrono del paese che, intorno al 1444, si trovò a Montefranco per la predicazione.&nbsp;<br />\r\nLa chiesa conserva al suo interno &nbsp;affreschi attribuiti a Orlando Merlini, allievo di Benozzo Gozzoli. Edificata nel 1454, è stata poi ricostruita nel XV secolo, con annesso un convento dei Padri Osservanti, ed ha ancora ben visibili sulla facciata le tracce della primitiva edificazione. L'interno, a navata unica e copertura a botte, custodisce numerosi affreschi di diversi artisti, che vanno dal XV al XVI secolo. ","categorie attrattore":"Montefranco | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742","latitudine":42.6011461,"longitudine":12.753737199999932,"comune":"Montefranco","codice ISTAT comune":55019,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":12,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22172557,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/concattedrale-della-santissima-annunziata-todi","denominazione":"Concattedrale della Santissima Annunziata - Todi","descrizione sintetica":"Il duomo di Todi è intitolato a Maria SS. Annunziata.<br />\r\nFu iniziato nel XII secolo, continuato nel XIII ma completato solo nel XIV secolo.","keywords":"","titolo testo":"Concattedrale della Santissima Annunziata - Todi","descrizioni attrattore":"Il duomo di Todi è intitolato a Maria SS. Annunziata.<br />\r\nFu iniziato nel XII secolo, continuato nel XIII ma completato solo nel XIV secolo. <p><strong>Esterno</strong></p>\r\n\r\n<p>La facciata duecentesca, a coronamento orizzontale, fu modificata più volte, l'ultima nei primi anni del Cinquecento.</p>\r\n\r\n<p>In alto spicca il magnifico rosone centrale, i cui vetri originali furono sostituiti, col rinnovamento ottocentesco dell'intero edificio, dagli odierni di Francesco Moretti su cartoni di Eliseo Fattorini e Giuseppe Francisci.</p>\r\n\r\n<p>Il portale maggiore è decorato da una fascia con girali di acanto, culminanti al centro con la figura di <em>Cristo benedicent</em>e.</p>\r\n\r\n<p>Da notare il portone di legno scolpito, i cui quattro pannelli superiori, in legno di noce, sono opera di Antonio Bencivenni da Mercatello, che vi raffigurò la <em>Vergine Annunziata</em>, l'<em>Arcangelo Gabriele</em>, <em>S. Pietro</em> <em>e S. Paolo</em>.<br />\r\nI sei pannelli inferiori, in legno di quercia, furono invece realizzati da Carlo Lorenti, su commissione del vescovo Ulderico di Carpegna, in sostituzione degli originali, danneggiati.</p>\r\n\r\n<p>Sul lato destro spica il campanile, forse duecentesco.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Interno</strong></p>\r\n\r\n<p>La navata destra è aperta da arcate gotiche su colonne ottagonali verso una quarta navata, suddivisa in sette cappelle, dove si trovano numerose opere d'arte: l'affresco della <em>Natività</em> di un maestro peruginesco, la vetrata con <em>Battesimo di Cristo</em>, copia dal Perugino eseguita nel 1860 da Eliseo Fattorini, la tavola <em>Madonna col Bambino e i Ss. Caterina d'Alessandria e Rocco</em>, eseguita intorno al 1516 da Giannicola di Paolo.</p>\r\n\r\n<p>L'altare gotico è documentato dal 1343, fu modificato e arricchito con colonne marmoree nel 1574; al di sopra il lampadario composto da un'aquila bicipite in lastra d'argento, realizzato da Giovanni Giardini.</p>\r\n\r\n<p>A sinistra del presbiterio, si trova la Cappella Cesi, la cui volta è stata affrescata dal Faenzone.</p>\r\n\r\n<p>Nella cripta sono conservate tre sculture provenienti dalla facciata, raffiguranti <em>Madonna col Bambino</em>, <em>Angelo che guida Vescovo e Santa</em>, le prime due attribuite a Giovanni Pisano, la terza allo scultore Rubeus.</p> ","categorie attrattore":"Todi | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441","latitudine":42.7819352,"longitudine":12.406568600000014,"comune":"Todi","codice ISTAT comune":54052,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":13,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22143954,"id contenuti relazionati":"90422","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-perugia","denominazione":"Palazzo dei Priori - Perugia","descrizione sintetica":"Il palazzo dei Priori è collocato ad angolo tra la piazza IV Novembre e corso Vannucci di Perugia.","keywords":"","titolo testo":"Palazzo dei Priori - Perugia","descrizioni attrattore":"Il palazzo dei Priori è collocato ad angolo tra la piazza IV Novembre e corso Vannucci di Perugia. <p>Il primo nucleo edilizio, risalente agli anni Settanta del XIII secolo, era costituito. Dall’ultimo decennio del Duecento, intorno a un complesso architettonico di proprietà privata si sviluppò il “palatium novum populi”, la cui realizzazione verrà attuata per fasi successive, con il risultato di un’architettura di impianto irregolare, ricca di asimmetrie e movimento. Un primo nucleo del palazzo, realizzato tra 1293 e 1297, è costituito dalle tre trifore al secondo piano e dal portale sul lato di piazza, oltre che da dieci trifore che si aprono su corso Vannucci. Durante un primo ampliamento (1333-1337) furono aggiunte sulla facciata di piazza, due trifore ai lati del portale e la scalinata (originariamente non a ventaglio) opera di Ambrogio Maitani (la scalinata semicircolare risale al 1902).<br />\r\nSuccessivamente il volume di destra fu costruito inglobando la preesistente chiesa di San Severo di piazza, anteponendole un portico ad arcate irregolari. Nel 1353 il palazzo raggiunse l’attuale via dei Priori. Nel secolo seguente continuò l’ampliamento che, scavalcando via dei Priori con un arco, inglobò anche una torre medievale. Un ulteriore estensione fu effettuata tra 1429 e 1443. Salendo la scalinata della facciata di piazza, oltrepassando il portale ad ogiva, sormontato da due copie dei duecenteschi Grifo e Leone bronzei, simboli della città (gli originali sono all’interno del Palazzo) si entra nella sala dei Notari. In origine aula delle assemblee popolari, l'ambiente rettangolare, con una volta sostenuta da otto arconi romanici, è interamente decorata con affreschi raffiguranti leggende, favole e storie bibliche databili all’ultimo decennio del Duecento, forse opera del Maestro del Farneto e del Maestro Espressionista di Santa Chiara, oltre che con stemmi di podestà e capitani del popolo succedutisi nel governo della città. La facciata sul corso presenta oltre alla serie di trifore e quadrifore, che alleggeriscono il senso orizzontale della massa muraria, un ricco portale a tutto sesto, databile al XIV secolo, affiancato da pilastri retti da leoni: sul pilastro di sinistra sono raffigurate le allegorie della Magnanimità, della Fertilità e della Superbia. Sul pilastro destro l’Avarizia, l’Abbondanza e Umiltà. I pilastri sono sormontati da due grifi che soggiogano dei vitelli, simbolo dell’arte dei Macellai che commissionò l’opera mentre nell’arcone sono scene della vita dell’uomo. Nella lunetta copie (originali in Galleria Nazionale dell’Umbria) delle statue raffiguranti San Ludovico da Tolosa, San Lorenzo e Sant’Ercolano. Al primo piano del Palazzo, sede dell’amministrazione comunale, sono varie pitture murali tra cui degne di nota quelle di Bernardino Pinturicchio nella sala Consiliare. Al terzo piano, sede della<a href=\"/-/galleria-nazionale-dell-umbria-perugia\"> Galleria Nazionale dell’Umbria</a>, è la cappella dei Priori, affrescata da Benedetto Bonfigli con Storie della vita di San Ludovico da Tolosa e Sant’Ercolano (1454-1480). Nello stesso edificio, lungo corso Vannucci, si trovano anche il Collegio del Cambio, sede della corporazione dei cambiavalute, che conserva preziosi affreschi realizzati tra il 1498 e il 1500 da Pietro Vannucci detto il Perugino, una delle più alte esemplificazioni dell’arte rinascimentale italiana, e quello della Mercanzia, cioè dei mercanti, con un elegante rivestimento in legno di noce e pioppo intagliato probabilmente opera di maestranze d’oltralpe.</p> ","categorie attrattore":"Perugia | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718","latitudine":43.1107168,"longitudine":12.390827899999977,"comune":"Perugia","codice ISTAT comune":54039,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":14,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22257907,"id contenuti relazionati":"90494","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-sebastiano-panicale","denominazione":"Chiesa di San Sebastiano - Panicale","descrizione sintetica":"<p>La chiesa di San Sebastiano fu edificata certamente fra il XIV ed il XV secolo e venne modificata nella forma attuale nel 1623.</p>","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Sebastiano - Panicale","descrizioni attrattore":"<p>La chiesa di San Sebastiano fu edificata certamente fra il XIV ed il XV secolo e venne modificata nella forma attuale nel 1623.</p> <p>Venne ornata con capitelli, cornicioni, due altari e due coretti.</p>\r\n\r\n<p>All'interno della Chiesa si nota l’affresco del \"Martirio di San Sebastiano\" di Pietro Perugino.</p>\r\n\r\n<p>All'esterno della Chiesa nella parte sinistra in alto, compaiono due formelle in cotto recanti le date 1690 e 1725, mentre nella parte esterna dell'orto si trova la data 1692.</p>\r\n\r\n<p>È molto difficile interpretare queste tre date. Si suppone che la data 1690 sia dell'anno in cui le Monache presero possedimento dell'edificio grazie ad un lascito del Monsignor Paolo Corsetti al Collegio delle Vergini.</p>\r\n\r\n<p>Verosimile anche la data 1725 che potrebbe rimandare ad un altro lascito al Collegio.</p>\r\n\r\n<p>Riguardo all'ultima data 1692 senza alcun dubbio da riferirsi alla costruzione del muro di cinta per iniziativa delle Monache del Collegio.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>[Fonte: www.comune.panicale.pg.it]</p> ","categorie attrattore":"Panicale | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240","latitudine":43.0286281,"longitudine":12.097475300000042,"comune":"Panicale","codice ISTAT comune":54037,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":15,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":22229367,"id contenuti relazionati":"90494","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-di-mongiovino-panicale","denominazione":"Santuario della Madonna di Mongiovino - Panicale","descrizione sintetica":"<p>Il Santuario di Mongiovino o della Madonna di Mongiovino sorge a breve distanza da Panicale (7 km. circa) ed appena sotto l’antico Castello&nbsp; di Mongiovino.</p>","keywords":"","titolo testo":"Santuario della Madonna di Mongiovino - Panicale","descrizioni attrattore":"Il Santuario di Mongiovino o della Madonna di Mongiovino sorge a breve distanza da Panicale (7 km. circa) ed appena sotto l’antico Castello&nbsp; di Mongiovino. <p>Venne costruito nel 1524 da Rocco da Vicenza per sostituire una cappella più antica che conservava all’interno una miracolosa immagine della Madonna.</p>\r\n\r\n<p>Il santuario, in pietra arenaria, presenta una pianta a croce greca ed una cupola ottagonale sostenuta all’interno da quattro pilastri.</p>\r\n\r\n<p>Degni di nota sono anche i portali dell’edificio, opera dello stesso Rocco, di Giuliano da Verona, di Bernardino da Siena e di Lorenzo da Carrara.</p>\r\n\r\n<p>L’interno presenta una pianta quadrata con quattro cappelle agli angoli più la cappella principale che custodisce il dipinto miracoloso.</p>\r\n\r\n<p>Tra le opere degne di nota sono la Deposizione dalla Croce di Arrigo Fiammingo, una Resurrezione di Nicolò Pomarancio, l’Incoronazione di Maria rappresentata sulla cupola da Mattia Batini ed altre importanti immagini sacre tra cui soprattutto quella miracolosa che rappresenta la Madonna col Bambino e che risale al XIV secolo.</p>\r\n\r\n<p>Oltre alle opere pittoriche sono da notare anche l’altare maggiore in pietra e le statue in terracotta collocate nelle nicchie dell’organo ed eseguite da Bevignate da Perugia ed Arrigo Fiammingo.</p> ","categorie attrattore":"Panicale | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240","latitudine":43.0286281,"longitudine":12.097475300000042,"comune":"Panicale","codice ISTAT comune":54037,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":16,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4064934,"id contenuti relazionati":"90590","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fontana-in-memoria-dei-caduti-di-ivan-theimer","denominazione":"Fontana in memoria dei Caduti di Ivan Theimer","descrizione sintetica":"<p>La Fontana in memoria dei Caduti Ivan Theimer si trova in piazza don Minzoni a Foligno. Si tratta di un'opera di arte contemporanea che i folignati hanno ribattezzo la \"fontana delle tartarughe\", a causa delle testuggini in bronzo che si trovano intorno alla fonte.&nbsp;</p>","keywords":"","titolo testo":"Fontana in memoria dei Caduti di Ivan Theimer","descrizioni attrattore":"<p>La Fontana in memoria dei Caduti Ivan Theimer si trova in piazza don Minzoni a Foligno. Si tratta di un'opera di arte contemporanea che i folignati hanno ribattezzo la \"fontana delle tartarughe\", a causa delle testuggini in bronzo che si trovano intorno alla fonte.&nbsp;</p> <p>La fontana, nata al posto del seicentesco palazzo Rodati, distrutto dal bombardamento del marzo 1944, unisce in un blocco di travertino a forma di clessidra il bronzo, la pietra del Guatemala e l'acqua.<br />\r\nAlla base vi è l'incisione: \"Ognuno costruisce la vittoria della pace\".</p>\r\n\r\n<p>L'opera è un fiore all'occhiello dello scultore ceco Ivan Theimer specializzato nell'utilizzo del bronzo e realizza, generalmente, sculture dal solido impatto classico. Tra le più importanti, i tre obelischi del giardino del Palazzo dell'Eliseo e un altorilievo in bronzo per la facciata degli Archivi Nazionali a Parigi. Foligno, oltre ad ospitare la Fontana in memoria dei Caduti, conserva un'altra opera di Theimar: il monumento a Giuseppe Piermarini.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"Foligno | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275","latitudine":42.9559732,"longitudine":12.702066699999932,"comune":"Foligno","codice ISTAT comune":54018,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":17,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5429195,"id contenuti relazionati":"90590","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-infraportas","denominazione":"Chiesa di Santa Maria Infraportas","descrizione sintetica":"La chiesa di Santa Maria Infraportas affaccia sul lato occidentale di piazza San Domenico nel centro storico di Foligno.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Santa Maria Infraportas","descrizioni attrattore":"La chiesa di Santa Maria Infraportas affaccia sul lato occidentale di piazza San Domenico nel centro storico di Foligno. <div>La chiesa documentata come pieve dal 1138 fu costruita nel luogo ove esisteva una cappella dell'VIII secolo dedicata all'Assunta, a San Pietro e a San Paolo. Con la costruzione della chiesa romanica, nel XII secolo, la cappella fu inglobata all'interno della navata sinistra.</div>\r\n\r\n<div>&nbsp;</div>\r\n\r\n<div>La chiesa, &nbsp;tra le più antiche di Foligno, oltre ad esser uno dei più importanti esempi di architettura romanica del territorio folignate, &nbsp;è &nbsp;ricca di decorazioni votive di notevole interesse.</div>\r\n\r\n<div>&nbsp;</div>\r\n\r\n<div>La facciata, di pietra bianca e rosa, con una bifora ad archi trilobi che ha sostituito il bel rosone originario demolito nell'Ottocento, si conclude con un timpano triangolare.</div>\r\n\r\n<div>L'ingresso è preceduto da un portico &nbsp;con tre archi sorretti da quattro colonne con capitelli romanici. A destra del portico è un'edicola del 1480 con affresco mentre in fondo al fianco destro è la torre campanaria romanica.</div>\r\n\r\n<div>Il livello del pavimento del portico e quello della chiesa sono più bassi rispetto al livello della strada.</div>\r\n\r\n<div>L'interno, a pianta rettangolare, è diviso in tre navate da pilastri.&nbsp;</div>\r\n\r\n<div>La navata centrale, più alta, è con volta a botte, mentre le laterali, aggiunte nel XV secolo, sono coperte con volte a crociera.</div>\r\n\r\n<div>Nella navata sinistra sul primo pilastro è una Madonna del Latte attribuita a Giovanni di Corraduccio mentre sulla parete una Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista su un fondo dipinto con un arazzo sorretto da Angeli, opera firmata da Ugolino di Gisberto e datatabile al XVI secolo; sulla faccia interna del secondo pilastro, entro un'edicola, è una Madonna con Bambino in stucco policromato della fine del XV secolo e una lastra tombale con l'immagine del giacente.</div>\r\n\r\n<div>Sul terzo pilastro, sotto l'arco a destra sono raffigurati San Rocco e Angeli.</div>\r\n\r\n<div>Nella navata centrale presso la porta è un San Girolamo attribuito sempre a Pierantonio Mezzastris; sul primo pilastro è raffigurata entro nicchia una Madonna con il Bambino tra Angeli opera attribuita a Lattanzio di Niccolò; seguono affreschi &nbsp;del XIV secolo raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, la Madonna con il Bambino poppante, l'Annunciazione; nel secondo pilastro a sinistra, all'interno di una nicchia è un busto in cartapesta policromata del XVI secolo, raffigurante Gesù con le mani legate e la corona di spine.</div>\r\n\r\n<div>La navata di destra ha nelle nicchie immagini di Crocifissioni; sotto il primo arco è un Cristo portacroce attribuito a Niccolò Alunno; sul secondo pilastro Santa Lucia e Sant'Amico, di Pierantonio Mezzastris; sotto il secondo arco un San Pietro martire riferibile a Niccolò Alunno. Presso l'altare affreschi raffiguranti Santa Caterina d'Alessandria e San Girolamo di Pierantonio Mezzastris.</div>\r\n\r\n<div>Nella parte terminale della navata sinistra si apre una cappella che &nbsp;presenta due belle bifore alla parete destra: nello strombo di una di esse è un affresco raffigurante l'Arcangelo Gabriele e Disma (il buon ladrone), della seconda metà del XII secolo; nella nicchia di fondo è un Cristo benedicente tra San Pietro e San Paolo e una decorazione che sembra rifarsi ad un arazzo orientale mentre la statua lignea romanica della Madonna &nbsp;è databile al XII secolo.</div>\r\n\r\n<div>&nbsp;</div>\r\n\r\n<div><strong>Curiosità</strong></div>\r\n\r\n<div>Fino al XIII secolo la chiesa era esterna alle mura della città ed era chiamata \"foris portam\"; con la costruzione della nuova cinta alla fine del Duecento, l'edifico venne a trovarsi fra le due mura urbiche e prese il nome di \" infra portas\".</div> ","categorie attrattore":"Foligno | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488","latitudine":42.9536696,"longitudine":12.700805100000025,"comune":"Foligno","codice ISTAT comune":54018,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":18,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21351153,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-lisciano-niccone","denominazione":"Castello di Lisciano Niccone","descrizione sintetica":"Ha origini molto antiche. Fu costruito infatti sulla cima della collina che sovrasta il paese da Est, intorno al IX-X secolo. Nel 1202, per opera dei marchesi del Monte che lo possedevano, si pose sotto la protezione di Perugia, di cui seguì le sorti.","keywords":"","titolo testo":"Castello di Lisciano Niccone","descrizioni attrattore":"Ha origini molto antiche. Fu costruito infatti sulla cima della collina che sovrasta il paese da Est, intorno al IX-X secolo. Nel 1202, per opera dei marchesi del Monte che lo possedevano, si pose sotto la protezione di Perugia, di cui seguì le sorti. <p>Dopo un breve periodo in cui appartenne alla famiglia Casali di Cortona, nel 1479 tornò sotto il governo pontificio e vi restò sino a quando, nel 1861, non fu unito al Regno d'Italia. Appartenuto anche ai Marchesi di Sorbello, del vecchio castello rimangono oggi solo pochi ruderi, a testimonianza della sua imponente mole. Qui aveva sede il comune, prima di essere trasferito a valle. In località Val di Rose, vicino alla frazione di Crocicchie, si trova la chiesa di S. Niccolò che custodisce una pala di scuola raffaelliana dipinta, intorno al 1515, da Eusebio di San Giorgio.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> [Fonte: www.lisciano.org] ","categorie attrattore":"Lisciano Niccone | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186","latitudine":43.2472265,"longitudine":12.142029800000046,"comune":"Lisciano Niccone","codice ISTAT comune":54025,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":19,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21351275,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-nicolo-lisciano-niccone","denominazione":"Chiesa di San Nicolò - Lisciano Niccone","descrizione sintetica":"La Chiesa di San Nicolò si trova in località Val di Rose, frazione di Crocicchie, nel comune di Lisciano Niccone.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Nicolò - Lisciano Niccone","descrizioni attrattore":"La Chiesa di San Nicolò si trova in località Val di Rose, frazione di Crocicchie, nel comune di Lisciano Niccone.&nbsp; Con pareti in muratura, internamente intonacate ed esternamente in pietra a vista, la chiesa ha pianta rettangolare, con due accessi laterali che immettono nella sacrestia.<br />\r\nAl suo interno custodisce una pala dipinta intorno al 1515 da Eusebio di Jacopo di Cristoforo detto da Sangiorgio, allievo di Raffaello, raffigurante una Madonna con Bambino in trono tra san Nicola di Bari, san Romualdo, il beato Bucarello e santa Francesca Romana.&nbsp; ","categorie attrattore":"Lisciano Niccone | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186","latitudine":43.2472265,"longitudine":12.142029800000046,"comune":"Lisciano Niccone","codice ISTAT comune":54025,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":20,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21351196,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-reschio","denominazione":"Castello di Reschio","descrizione sintetica":"Si trova al confine del territorio perugino con quello toscano, nel comune di Lisciano Niccone, su una collina a circa 3 Km dalla Statale della Valle del Niccone. Fu costruito prima dell'anno 1000 ed appartenne nel 1200 ai marchesi del Monte.","keywords":"","titolo testo":"Castello di Reschio","descrizioni attrattore":"Si trova al confine del territorio perugino con quello toscano, nel comune di Lisciano Niccone, su una collina a circa 3 Km dalla Statale della Valle del Niccone. Fu costruito prima dell'anno 1000 ed appartenne nel 1200 ai marchesi del Monte. Si ha notizia, infatti, che nel 1202 Uguccione e Guido, figli del marchese Raniero, concessero e sottomisero a Perugia, fra le altre, la zona di Reschio. Nel Medioevo fu a lungo conteso dai signori di Perugia, Firenze e Città di Castello per la sua posizione strategica. E' in uno stato di buona conservazione e presenta ancora le sue caratteristiche rinascimentali, dopo i ripetuti rifacimenti di cui è stato oggetto. &nbsp;Al suo interno si trova la chiesa parrocchiale di Reschio dedicata a San Michele Arcangelo che dal Sec. XIV dipende dalla chiesa priorale di Preggio. [Fonte: www.lisciano.org] ","categorie attrattore":"Lisciano Niccone | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186","latitudine":43.2472265,"longitudine":12.142029800000046,"comune":"Lisciano Niccone","codice ISTAT comune":54025,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":21,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20836362,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-fabro","denominazione":"Castello di Fabro","descrizione sintetica":"Il castello di Fabro, parte del territorio comunale di Fabro, è posizionato su un panoramico colle ( m. 364) a est del torrente Chiani.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Castello di Fabro","descrizioni attrattore":"Il castello di Fabro, parte del territorio comunale di Fabro, è posizionato su un panoramico colle ( m. 364) a est del torrente Chiani.&nbsp; Di matrice fortificata, con caratteristica forma a mandorla, fu fondato intorno al Mille e restaurato nel Quattrocento e ancora nel Cinquecento. L’intervento progettuale cinquecentesco è opera di Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze 1484- Terni 1564).<br />\r\nIl complesso, oggi di proprietà privata, mostra una struttura ancora in gran parte integra con possente e compatta cinta muraria e grande torrione cilindrico.<br />\r\nIl castello fu feudo dei Filippeschi dalla fondazione fino al 1313; passò poi ai Monaldeschi e nel 1488 a Cesario Bandini di Città della Pieve, i cui eredi a causa delle lotte di potere con la città di Orvieto, furono costretti ad andarsene nel 1494.<br />\r\nIn seguito divenne roccaforte di grande importanza per lo stato pontificio.<br />\r\nNel XVII secolo la località divenne comune con i propri Statuti mentre nel 1817 apparteneva ai marchesi Antinori.<br />\r\nA causa della distruzione dell’ archivio comunale, conservato nel Palazzo Comunale della cittadina, sono andate perduta la maggior parte delle &nbsp; memorie storiche del castello.&nbsp; ","categorie attrattore":"Fabro | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860","latitudine":42.8725104,"longitudine":12.016545400000041,"comune":"Fabro","codice ISTAT comune":55011,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":22,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20836550,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-martino-fabro","denominazione":"Chiesa di San Martino - Fabro","descrizione sintetica":"In bella posizione panoramica, al centro di Fabro, si trova la chiesa di San Martino, intitolata al santo patrono dei cavalieri e dei viaggiatori.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Martino - Fabro","descrizioni attrattore":"In bella posizione panoramica, al centro di Fabro, si trova la chiesa di San Martino, intitolata al santo patrono dei cavalieri e dei viaggiatori. Fu edificata nel XIX secolo. La piacevole facciata, realizzata in mattoni, è coronata da una semplice sagomatura.&nbsp;<br />\r\nDue lesene laterali riquadrano il fronte.&nbsp;<br />\r\nL’interno della chiesa, molto semplice, è a croce latina con unica navata ed abside semicircolare. Fra gli arredi va ricordato un bassorilievo ligneo del 1930 scolpito in Val Gardena e raffigurante San Martino. ","categorie attrattore":"Fabro | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860","latitudine":42.8725104,"longitudine":12.016545400000041,"comune":"Fabro","codice ISTAT comune":55011,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":23,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20836459,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-carnaiola","denominazione":"Castello di Carnaiola","descrizione sintetica":"«Castrum» costruito attorno all'anno Mille dagli orvietani per vigilare sul guado del Chiani, nel punto dove in età romana era stato eretto come argine praticabile il «muro grosso» venne trasformato in possente castello con bastioni angolari nel XVI secolo (all'interno, affreschi del XVI-XVII secolo).&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Castello di Carnaiola","descrizioni attrattore":"«Castrum» costruito attorno all'anno Mille dagli orvietani per vigilare sul guado del Chiani, nel punto dove in età romana era stato eretto come argine praticabile il «muro grosso» venne trasformato in possente castello con bastioni angolari nel XVI secolo (all'interno, affreschi del XVI-XVII secolo).&nbsp; Appartenuto ai Filippeschi prima e ai conti di Marsciano poi, ha dato origine al borgo di Carnaiola, dalla forma lineare. ","categorie attrattore":"Fabro | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860","latitudine":42.8725104,"longitudine":12.016545400000041,"comune":"Fabro","codice ISTAT comune":55011,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":24,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20836594,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-vecchia-ficulle","denominazione":"Chiesa di Santa Maria Vecchia - Ficulle","descrizione sintetica":"La bella chiesa di Santa Maria Vecchia si trova subito fuori le mura di Ficulle. 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","categorie attrattore":"Ficulle | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860","latitudine":42.836976,"longitudine":12.06561099999999,"comune":"Ficulle","codice ISTAT comune":55013,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":25,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20836703,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-della-maesta","denominazione":"Chiesa della Madonna della Maestà","descrizione sintetica":"Le più antiche e certe notizie della chiesa risalgono ai Resoconti delle Visite Pastorali degli inizi del 1600. 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Nel 1926, abbattuto il muro di divisione, venne unificata la copertura delle due costruzioni, mentre nel 1980 si rese necessario, per motivi di restauro e conservazione, il distacco dell'affresco.</p>\r\n\r\n<p>La corona che cinge la testa della Madonna - quella visibile è una copia dell'originale aureo - è stata donata dalla popolazione del paese, in segno di ringraziamento, per la scampata distruzione dopo la seconda guerra mondiale.</p>\r\n\r\n<p>Nell'antisacrestia è collocata una tela raffigurante la Madonna Addolorata, posta in adorazione nel 1799.</p>\r\n\r\n<p>Molto forte e particolare è la devozione che i Ficullesi nutrono verso la Madonna della Maestà , festeggiata ogni anno il 21 novembre, quando folle di devoti, anche dai paesi vicini, accorrono alle celebrazioni liturgiche che si svolgono ininterrottamente per tutta la giornata.</p> ","categorie attrattore":"Ficulle | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860","latitudine":42.836976,"longitudine":12.06561099999999,"comune":"Ficulle","codice ISTAT comune":55013,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":26,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20951069,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-sabino","denominazione":"Chiesa di San Sabino","descrizione sintetica":"La nuova chiesa parrocchiale è stata la seconda opera del cardinale Giovambattista Altieri.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Sabino","descrizioni attrattore":"La nuova chiesa parrocchiale è stata la seconda opera del cardinale Giovambattista Altieri.&nbsp; <p>A navata unica, con un’aula rettangolare sormontata da una volta a botte - questa abbellita dalle stelle altieriane al centro e ai lati - e spezzata dalle finestre laterali, il tutto con una spinta verso l’alto che dà un senso di grande spazialità. Quattro arcate per lato, che sorreggono cornicioni molto sporgenti, e due arcate per ogni parete ospitano cappelle.</p>\r\n\r\n<p>La facciata semplice è di Giovanni Antonio Fratini da Forlì, portale e finestre da un certo Maestro Marcello Rainaldi e il timpano in cemento sopra la porta è del 1944.</p>\r\n\r\n<p>Il modulo decorativo delle quattro cappelle è lo stesso, anche se in parte differenziato.<br />\r\nLa prima cappella di destra, detta della Madonna del Carmine o di Sant’Antonio, apparteneva alla Confraternita del Santissimo Sacramento e della Misericordia. Il quadro rappresenta la Madonna del Carmine con i Santi Antonio da Padova, Vito, Antonio abate e Filippo Neri. L’autore è ignoto, come la data certa della sua esecuzione, ma possiamo collocarlo alla metà del sec. XVII.<br />\r\nIl gruppo della Madonna con Bambino è spostato leggermente sulla sinistra per dare armonia al gruppo di figure. Questa composizione che porta lo sguardo verso l’alto tramite un percorso sinuoso, termina a sinistra con due cherubini e una nuvola che copre lo scenario.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>Nella parte alta della cappella troviamo la statua di San Michele Arcangelo, copia di un’opera di Andrea Sansovino, ed è una delle opere che provengono dalle realtà religiose precedenti a questa chiesa.&nbsp;<br />\r\nLa seconda cappella di destra, oggi detta della Madonna, era in origine l’altare intitolato a San Bernardino da Siena, qui traslato dalla chiesa precedente insieme al beneficio che possedeva.</p>\r\n\r\n<p>La prima cappella di sinistra è l’unica gentilizia. Apparteneva alla famiglia Gentiloni, di Todi, e dedicata a Sant’Orsola. È di sicuro la più barocca di tutte: non ha una composizione rigida come le altre, e segue lo sviluppo in altezza della chiesa.&nbsp;<br />\r\nL’ultima cappella, la seconda a sinistra, era gestita dalla Confraternita del Santissimo Rosario. È l’altare della Madonna del rosario, e il nome le deriva dalla pregevolissima pala d’altare che lo decora, opera matura del più importante pittore del primo Barocco a Todi, Andrea Polinori, raffigurante la Madonna del Rosario e santi, tra i quali si riconoscono San Domenico e Santa Caterina da Siena in primo piano, mentre quelli in secondo piano non sono riconoscibili.&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"Fratta Todina | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441","latitudine":42.8579325,"longitudine":12.363445500000012,"comune":"Fratta Todina","codice ISTAT comune":54020,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":27,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20951130,"id contenuti relazionati":"90566","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-altieri","denominazione":"Palazzo Altieri","descrizione sintetica":"Palazzo Altieri, antica sede di vescovi e celebre per i suoi giardini, si trova nel centro storico di Fratta Todina.","keywords":"","titolo testo":"Palazzo Altieri","descrizioni attrattore":"Palazzo Altieri, antica sede di vescovi e celebre per i suoi giardini, si trova nel centro storico di Fratta Todina. Fatta costruire nella seconda metà del Cinquecento dal vescovo Angelo Cesi, dal 1643 al 1654 il cardinale Altieri portò il palazzo al massimo della sua bellezza facendolo ampliare ed arricchire di giardini con grandiosi e fantasiosi giochi d'acqua, corpi di fabbrica e fontane che l'architetto Ludovico Gattelli aveva progettato con ardite opere di ingegneria idraulica.<br />\r\nIl cortile ha due lati a portico, una loggia con decorazioni in stucco ed un magnifico balcone su grandi mensole, che si apre sul giardino.<br />\r\nSotto il balcone si innalza la fontana del palazzo episcopale.<br />\r\nAll’interno ospita una galleria con affreschi di scuola romana raffiguranti scene bibliche.<br />\r\nOggi è sede della congregazione “Ancelle dell'Amore Misericordioso” ed è visitabile solo su richiesta. 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","categorie attrattore":"Fratta Todina | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441","latitudine":42.8579325,"longitudine":12.363445500000012,"comune":"Fratta Todina","codice ISTAT comune":54020,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":28,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":21008725,"id contenuti relazionati":"90590","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-agosti-1","denominazione":"Chiesa di Sant'Agostino","descrizione sintetica":"La chiesa di Sant'Agostino è la più antica di Gualdo Cattaneo.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Sant'Agostino","descrizioni attrattore":"La chiesa di Sant'Agostino è la più antica di Gualdo Cattaneo. Fu costruita nel 1136 per volere dei padri Benedettini che vi costruirono accanto anche un piccolo convento, soppresso nel 1652 da papa Innocenzo X ed attualmente non più esistente; oggi vi si trova edificata la casa parrocchiale e un complesso abitativo di proprietà dell’Istituto diocesano sostentamento clero dato in locazione all’Arma dei Carabinieri. La chiesa, originariamente dedicata all’Annunziata e a S. Benedetto, nel 1258 passò agli Agostiniani eremitani: la restaurarono e la intitolarono al santo vescovo di Ippona; il priore della comunità era il beato Ugolino da Gualdo Cattaneo. Restaurata nel 1926, e più recentemente intorno agli inizi degli anni ’90 del ‘900, fu indicata come chiesa parrocchiale nel 1988. Oggi, invece, la chiesa parrocchiale è quella dei santi Antonio e Antonino, situata nella centralissima piazza di Gualdo. &nbsp;<br />\r\nLa facciata originaria è caratterizzata da un portale ogivale in pietra rosa e la struttura da conci di arenaria. 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","categorie attrattore":"Gualdo Cattaneo | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275","latitudine":42.9120496,"longitudine":12.556193399999984,"comune":"Gualdo Cattaneo","codice ISTAT comune":54022,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":29,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":95785,"id contenuti relazionati":"19117723","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/spello-uno-dei-borghi-piu-belli-d-italia","denominazione":"Spello, uno dei borghi più belli d'Italia","descrizione sintetica":"Splendidissima Colonia Julia in epoca romana, &nbsp;Spello ti conquisterà con le vie medievali, l'Infiorata e gli affreschi di Pintoricchio","keywords":"Spello, Pintoricchio, Infiorata, Splendidissima Colonia Julia, chiesa di Santa Maria Maggiore, balconi fioriti, villa Fidelia, Terme francescane","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Spello, adagiata sulla pendice meridionale del <strong>Monte Subasio</strong>, tra Assisi e Foligno, fa parte del club de \"I Borghi più Belli d'Italia\" per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico Antico centro di origine umbra, \"Hispellum\" dal &nbsp;I secolo a.C. , è importante municipio romano ricordata con il titolo di \"<strong>Splendidissima Colonia Julia</strong>\". Qui importanti ed imponenti testimonianze del periodo romano convivono magnificamente con l'attuale aspetto urbano medievale.<br />\r\nIl tuo itinerario di visita può partire dalla parte bassa della città. Entrerai nel cuore cittadino attraverso la monumentale <strong>porta Consolare</strong> (I secolo a.C.), così chiamata perché segnava l'ingresso in città della <strong>via Flaminia</strong>; segui quello che era il tracciato dell'antica via in salita e lasciati affascinare dalla convivenza di isolati romani, che si aprono a destra e l'urbanizzazione medievale che potrai ammirare sulla sinistra fino ad arrivare allo slargo che ospita la <strong>chiesa di Santa Maria Maggiore. </strong>Entra in chiesa e ammira nel lato sinistro della navata la <strong>cappella Baglioni</strong> affrescata nel 1501da Bernardino di Betto detto il <strong>Pintoricchio</strong>, tra i maggiori artisti del rinascimento umbro e italiano. Quando sarai di fronte agli affreschi il nostro consiglio è di prenderti tutto il tempo necessario per scoprire i tanti gustosissimi particolari, con cui l'artista, tra preziose grottesche, con grande fantasia ha raffigurato nella volta le <em>Sibille in trono</em>, nella parete sinistra l'<em>Annunciazione</em> -da notare entro una cornice l'autoritratto firmato dell'artista- e nella parete di fondo <em>l'Adorazione dei pastori e l'arrivo dei Magi</em> con veduta della campagna umbra; a destra la <em>Disputa</em><em> nel Tempio</em>.<br />\r\nDel Pintoricchio è anche la grande tavola con <em>Madonna e Santi</em> (1508) custodita nella duecentesca <strong>chiesa di Sant'Andrea</strong>, chiesa francescana in città situata a pochi passi da Santa Maria Maggiore. Riprendendo il percorso in salita ti consigliamo una piccola deviazione in via Torri di Properzio per ammirare la monumentale <strong>porta Venere, </strong>di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri di Properzio a pianta dodecagonale.<br />\r\n<br />\r\nRitornato sulla via principale continua a salire verso piazza della Repubblica, ove è ubicato il <strong>palazzo Comunale</strong>, e lasciati tentare dalle botteghe di prodotti tipici e artigianato oltre che dai numerosi negozi d'arte. Qui, lungo i due lati del corso incontrerai numerose <strong>osterie, ristoranti e enoteche</strong> ove potrai gustare cucina e prodotti del territorio.<br />\r\nRaggiungi il <strong>Belvedere, </strong>antica terrazza su cui era costruito il <strong>foro romano</strong>, godi del panorama sulla valle del Topino&nbsp; e sull'arco collinare che va da Montefalco ad Assisi.<br />\r\nPerditi tra le viuzze medievali abbellite da coloratissimi <strong>balconi fioriti</strong>; ai quali, il giorno del Corpus Domini, si aggiungono preziosi tappeti di fiori, la famosa <strong>Infiorata di Spello</strong>, veri e propri quadri di arte sacra realizzati con i petali di fiori.<br />\r\nVisita l'antica <strong>villa romana</strong> in località Sant'Anna dove potrai ammirare 360 metri quadri di pavimenti a mosaico appena restaurati e datati tra III - inizi IV sec. d.C..<br />\r\nSe hai ancora qualche ora da spendere ti consigliamo una passeggiata nei giardini del parco di <strong>Villa Fidelia</strong> e un po' di relax presso le <strong>terme Francescane di Spello</strong> ove potrai godere dei benefici dell'acqua solforosa che sgorga nella pianura sottostante. 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Può diventare, però, anche un'esperienza diversa, fatta di condivisione, spirito di squadra, amore, se si decide di affrontare questo viaggio insieme alla propria famiglia, in particolare con i propri figli piccoli.</p> <p align=\"left\">Pensate che sia troppo difficile o impegnativo? Che i vostri figli si potrebbero annoiare? L'esperienza di Andrea e della sua famiglia e l'entusiasmo dei suoi racconti, probabilmente, vi faranno cambiare idea e faranno crescere in voi la voglia di partire. Ovviamente con le dovute precauzioni e con la giusta organizzazione.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Andrea vive a Palombara Sabina, trenta chilometri da Roma, e ha percorso la via di Francesco nel luglio del 2014 insieme a sua moglie Francesca Maria, ai figli Chiara e Francesco, che all'epoca del viaggio avevano rispettivamente 4 e 6 anni, e al loro fedele \"Motored\". Che cos'è il Motored? Ce lo spiega direttamente Andrea: \"<em>Il Motored è un carrellino da bici pensato per portare i bambini, che noi abbiamo adattato per \"trasportare\" i nostri figli quando non ce la facevano più a camminare. Quando non è attaccato alla bici gli si può applicare una rotella come supporto anteriore e diventa una sorta di grande passeggino con ammortizzatori, freno e ruote molto scorrevoli. E' pesante, però si riesce a spingere molto bene ed è stato il nostro compagno di viaggio. Ci abbiamo trasportato anche l'acqua e altri oggetti per alleggerire i nostri zaini. Il nome Motored glielo ha dato il piccolo Francesco, perché era rosso e quando frenava faceva il rumore della moto…\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Andrea e la sua famiglia sono partiti direttamente da casa, adeguando la Via di Roma e la Via di Francesco alle loro esigenze di viaggio e raggiungendo Assisi dopo 13 tappe e 240 chilometri. Ovviamente, infatti, percorrere la via con dei bambini piccoli richiede un'attenta preparazione e programmazione per evitare inutili rischi.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">\"<em>Ho iniziato a pianificare il viaggio 4 mesi prima di partire</em> – ci racconta Andrea – <em>poiché prima di tutto ho dovuto rivedere le tappe in base alle nostre esigenze. Con il carrellino da bici e i bimbi piccoli non potevamo percorrere i sentieri di montagna e fare tappe troppo lunghe, &nbsp;così ho modificato la Via cercando delle strade alternative ma parallele e più vicine possibili al percorso \"originale\". La nostra idea era quella di percorrere la via nella massima semplicità, utilizzando ospitalità povera e così, nella fase di preparazione, ho anche raccolto il maggior numero possibile di contatti e numeri di telefono di Pro Loco, Comuni, Chiese, Conventi, Monasteri e altri luoghi che ci avrebbero potuto ospitare. Inoltre ho cercato tutte le informazioni possibili, che lungo il cammino non sono mai troppe, soprattutto se con te hai dei bambini piccoli\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Andrea contattava le strutture dove poter dormire il giorno stesso o il giorno precedente, in base al luogo in cui si trovava con la famiglia. \"<em>Essere accolti in questi luoghi di ospitalità \"povera\"</em> – racconta con entusiasmo Andrea - <em>è stata una delle esperienze più belle del nostro viaggio, poiché tutte le persone che ci hanno ospitato ci hanno aperto il cuore e si sono comportate in maniera straordinaria. Molti addirittura non hanno voluto nemmeno offerte, perché dicevano che eravamo noi che con il nostro viaggio in famiglia insegnavamo qualcosa a loro. Stupendo. </em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><em>\"Non posso dimenticare l'umanità di Don Franco, parroco di Arrone, che ci ha ospitato in chiesa e ci ha fatto mangiare a casa sua, o l'accoglienza delle suore di Spello. Ma in generale l'ospitalità e l'accoglienza di tutte le persone lungo il percorso è stata straordinaria: persone che quando ci incontravano ci offrivano la colazione, o tornavano a casa a prendere biscotti o latte per il bambini. Oppure i ciclisti che abbiamo incrociato sul tratto della Ex ferrovia Spoleto-Norcia che ci incitavano e ci davano consigli sulle strade da fare e quelle da evitare. Durante il viaggio abbiamo veramente ricevuto tanto dalle persone che abbiamo incontrato. Una grande solidarietà e disponibilità che ci ha fatto fare pace con il mondo, perché malgrado</em> <em>i brutti esempi che ogni giorno vediamo in Tv, ti rendi conto che esistono ancora tante persone buone\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Affrontare la Via di Francesco con la famiglia è qualcosa di estremamente particolare, molto diverso rispetto ad affrontare un cammino da soli. Un'esperienza che lega e rafforza e Andrea ce lo fa capire bene: \"<em>Noi non siamo camminatori abituali, ma io avevo percorso da solo il cammino di Santiago nel 2006. Bene, intraprendere un viaggio di questo genere con la famiglia è una cosa completamente diversa perché non puoi più ascoltare solo &nbsp;le tue esigenze, ma devi adattarti a quelle delle famiglia e in particolare dei bambini. Devi seguire il loro ritmo, le loro richieste.&nbsp; Parti come una famiglia, ma nel corso del viaggio diventi una squadra, in cui ognuno è pronto ad aiutare l'altro, a \"sacrificarsi\" per venire incontro alle esigenze degli altri. La famiglia ne esce incredibilmente rafforzata\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">E un'esperienza di questo tipo rafforza e rimane impressa anche nella memoria dei bambini: <em>\"Francesco e Chiara si sono divertiti tantissimo. Chiara per l'accoglienza che ha ricevuto si sentiva ovunque arrivavamo come una principessa. Francesco è consapevole di aver fatto una grande cosa per la sua età, visto che ha camminato per più di 50 chilometri, facendo tappe in salita anche di 9 chilometri sotto il diluvio. Questo viaggio ha dato loro tanta sicurezza nei propri mezzi e ha fatto crescere&nbsp; la fiducia in loro stessi e il senso di appartenenza alla famiglia, la capacità di essere una squadra e fare qualcosa insieme\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Come abbiamo detto, naturalmente, preparare un viaggio di questo tipo con i propri figli piccoli richiede attenzione e programmazione, poiché bisogna essere pronti ad ogni evenienza. Sentiamo i consigli di Andrea per tutti coloro che vogliono intraprendere un'avventura simile:</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><em>\"Per prima cosa è fondamentale coinvolgere i propri bambini sin da subito, dalle fasi di preparazione al viaggio, per far loro capire che cosa andrete a fare insieme. I nostri Chiara e Francesco hanno \"partecipato\" alla stesura dell'itinerario, abbiamo ascoltato quello che ne pensavano, erano insieme a me e mia moglie quando abbiamo acquistato il Motored su internet. Ovviamente poi le decisioni finali le abbiamo prese noi, ma è stato fondamentale, e molto bello, coinvolgerli. </em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><em>\"Poi consiglio di valutare bene la fattibilità della cosa, in particolare capire se il peso dei vostri figli è sufficientemente contenuto per poterli trasportare quando non ce la fanno più a camminare. In alternativa credo sia meglio aspettare che siano più grandi e possano fare il cammino insieme a voi, ma in autonomia. Poi, ovviamente, è necessario organizzare tutto in anticipo, pianificando le tappe per tempo, raccogliendo i riferimenti dei luoghi dove dormire e quante più informazioni possibili, che non sono mai troppe. </em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><em>Infine non resta che partire con lo spirito giusto, per condividere un'avventura con la vostra famiglia, sapendo che ogni giorno sarà una sorpresa\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Per informazioni sulla Via di Francesco: <a href=\"http://www.francescosways.com/\">www.francescosways.com</a></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"Assisi | Norcia | Spello | Spoleto | Arrone","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"","latitudine":43.0707017,"longitudine":12.619596600000023,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":31,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":18355599,"id 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d'Italia e d'Europa arrivarono nella città serafica per cercare aiuto, e sui vari personaggi che si spesero in prima persona per salvare gli ebrei: questo e molto altro è quanto raccoglie l'esposizione ideata e curata da Marina Rosati, con i testi di Annabella Donà e realizzata dall'Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Curia di Assisi.</p>\r\n\r\n<p>Da Don Aldo Brunacci, già fondatore dell'Opera Casa Giovanni, all'allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini, che tirò le fila dell'organizzazione clandestina che spontaneamente si era venuta a creare, da padre Rufino Niccacci, frate minore e padre guardiano del convento di San Damiano, al podestà di Assisi Arnaldo Fortini, dal colonnello tedesco Muller al frate conventuale padre Michele Todde: loro e tutti gli altri che si prodigarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione, sono tra i tanti personaggi ricordati all'interno della mostra.</p>\r\n\r\n<p>Uno spazio importante è dedicato anche 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Lui, mortale, innamorato della ninfa Smilace, bella e giovane per l'eternità, fu trasformato nella pianta dello zafferano e lei in quella della smilax aspera.</p>\r\n\r\n<p>Il dio Ermes usava questa spezia per risvegliare la voglia di amarsi delle coppie stanche, per le sue note proprietà afrodisiache.</p>\r\n\r\n<p>Per un menù di ricevimento <strong>profumato e colorato</strong>, lo zafferano in cucina si rivela essere sorprendentemente versatile; dai primi piatti alla carne, con le verdure nei formaggi, nei dolci e nei liquori, colorerà d'oro tutti i vostri piatti.</p>\r\n\r\n<p>Colorato e delicato, è apprezzato anche per confezionare le <strong>bomboniere</strong>, inserendo i fiori essiccati&nbsp;in vasetti o fialette; una soluzione originale per un matrimonio elegante che inneggia alle meravigliose eccellenze dell'Umbria.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"","latitudine":null,"longitudine":null,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":33,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":18524870,"id contenuti relazionati":"90542","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-cahen","denominazione":"Villa Cahen","descrizione sintetica":"La Villa fu costruita nel territorio del Comune di Allerona nel 1880 dal ricchissimo finanziere di Anversa Edouard Cahen, il quale, innamorato dell'Italia e dei suoi paesaggi, aveva acquistato dalla nobile famiglia dei Bourbon del Monte la tenuta che si estendeva per una trentina di chilometri di circonferenza tra un crinale e l'altro della valle del fiume Paglia nella zona ora nota con il nome di Selva di Meana.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Villa Cahen","descrizioni attrattore":"La Villa fu costruita nel territorio del Comune di Allerona nel 1880 dal ricchissimo finanziere di Anversa Edouard Cahen, il quale, innamorato dell'Italia e dei suoi paesaggi, aveva acquistato dalla nobile famiglia dei Bourbon del Monte la tenuta che si estendeva per una trentina di chilometri di circonferenza tra un crinale e l'altro della valle del fiume Paglia nella zona ora nota con il nome di Selva di Meana.&nbsp; <p>La caratteristica particolare e affascinante di questo luogo è costituita dal giardino all'italiana ricco delle più varie specie arboree e erbacee, anche rarissime, che il proprietario faceva arrivare dai luoghi più lontani. Si tratta di una architettura studiata con molta cura e arricchita da arredi naturali e artificiali che ne fanno un raro esempio di stile liberty. Altre particolarità &nbsp;sono costituite dalla limonaia e dalle serre per la protezione delle piante durante l'inverno. Recentemente è stato restaurato anche il giardino giapponese posto, nel parco, tra il giardino all'italiana e le serre.</p>\r\n\r\n<p>La villa ha una forma esterna sobria ed elegante, nello stile dell'epoca, il Liberty. 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della Concordia </strong></p>\r\n\r\n<p>Nel piccolo borgo umbro di Monte Castello di Vibio, racchiuso in meno di cento metri quadrati, sorge una piccola perla tutta italiana.</p>\r\n\r\n<p>Il teatro della Concordia è <strong>il più piccolo teatro del mondo</strong>; costruito nel 1808, riproduce in miniatura la tipica struttura del teatro all'italiana, in vero stile goldoniano, mantenendone le proporzioni ed un'acustica di altissimo livello.</p>\r\n\r\n<p>La tipica struttura lignea sorregge due ordini di palchi ed una platea per un totale di soli 99 spettatori.</p>\r\n\r\n<p>Tutte le sue peculiarità lo rendono una vera e propria opera esclusiva, diventato di recente anche una location originale per <strong>sposarsi a teatro.</strong></p>\r\n\r\n<p>Gli sposi che <em>\"mettono in scena\"</em> il loro giorno più importante possono adottare le soluzioni più originali e creative per intrattenere amici e parenti.</p>\r\n\r\n<p>Cantare, recitare poesie d'amore o ballare; c'è chi sceglie la favola, con l'arrivo trionfale a bordo di una carrozza trainata da cavalli bianchi, mentre alcuni scelgono di fare un tuffo nel passato sfoggiando i costumi storici della Monte Castello medievale.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Teatro Mancinelli</strong></p>\r\n\r\n<p>Il Teatro Mancinelli è un luogo elegante e raffinato dove pronunciare il fatidico \"Sì\", dove l'intera festa si trasforma in un invito a teatro.</p>\r\n\r\n<p>A pochi passi dal Duomo di Orvieto, il <strong>Teatro Mancinelli</strong> si presenta come un edificio neoclassico, considerato un meraviglioso esempio architettonico tra i teatri ottocenteschi italiani.</p>\r\n\r\n<p>La location dove viene celebrata la cerimonia civile è l'elegantissimo <em>foyer</em>, situato al piano nobile.</p>\r\n\r\n<p>Particolarmente accogliente, il <em>foyer</em> ha al suo interno una bellissima galleria con volta a botte interamente affrescata, location ideale per allestire anche il banchetto nuziale.</p>\r\n\r\n<p>Lo scambio delle fedi avviene tradizionalmente nella sala centrale, mentre la platea è la zona più suggestiva dove scattare le fotografie come le vere stelle del palcoscenico.</p>\r\n\r\n<p>Quale location migliore per sentirvi i veri <strong><em>protagonisti </em></strong>del vostro giorno più bello, se non nei teatri più suggestivi dell'Umbria?&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"","latitudine":null,"longitudine":null,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":37,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":19682533,"id contenuti relazionati":"90454","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-malacologico-malakos-di-citta-di-castello","denominazione":"Museo Malacologico Malakos di Città di Castello","descrizione sintetica":"<p>Dal Pacifico all'Oceano Indiano, dal Mar Rosso al Mediterraneo: è \"Malakos\" che, con circa 600mila esemplari catalogati, rappresenta la collezione privata di conchiglie più grande d'Europa.</p>","keywords":"","titolo testo":"Museo Malacologico Malakos di Città di Castello","descrizioni attrattore":"<p>Dal Pacifico all'Oceano Indiano, dal Mar Rosso al Mediterraneo: è \"Malakos\" che, con circa 600mila esemplari catalogati, rappresenta la collezione privata di conchiglie più grande d'Europa.</p> <p>La raccolta, nella sede di Villa Cappelletti a Città di Castello, è un vero e proprio viaggio esplorativo attraverso le conchiglie di tutti i mari.</p>\r\n\r\n<p>Il museo è il frutto del lavoro decennale del biologo Gianluigi Bini, fiorentino di nascita ma tifernate d'adozione, che ha raccolto e studiato circa 15mila specie diverse, provenienti da ogni angolo del pianeta.</p>\r\n\r\n<p>La sezione di biologia introduce al mondo dei molluschi con le loro incredibili curiosità, mentre la sala di paleontologia aiuta a capire come si è formata la terra, permettendo di incontrare anche alcuni invertebrati del lontano passato.</p>\r\n\r\n<p>Nelle sale di biogeografia ogni vetrina ricostruisce la fauna e le abitudini di vita di ogni mare, ma non solo: è possibile scoprire ambienti inusuali come i pericolosi mangrovieti e le zone abissali, fare la conoscenza di simpatiche lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge e di predatori marini dal veleno mortale.</p>\r\n\r\n<p>Malakos ospita, inoltre, anche la ricostruzione di una barriera corallina, composta da materiali provenienti dai sequestri del corpo forestale dello stato, con specie mai viste.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Orari</strong></p>\r\n\r\n<p>Dal 1 aprile al 31 ottobre: 10.00 - 12.30/15.00 - 18.30 (chiuso il lunedì).</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>\r\n\r\n<p><a href=\"http://www.malakos.it/\">http://www.malakos.it/</a><a href=\"http://www.malakos.it/\" target=\"_blank\">&nbsp;</a></p> ","categorie attrattore":"Città di Castello | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718","latitudine":43.4577876,"longitudine":12.231904799999938,"comune":"Città di Castello","codice ISTAT comune":54013,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":38,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":12819953,"id contenuti relazionati":"12648926","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-simone-e-piccolaccoglienza-gubbio","denominazione":"La storia di Simone e PiccolAccoglienza Gubbio","descrizione sintetica":"<p>Racconti di amicizia, solidarietà e supporto al pellegrino</p>","keywords":"Via di Francesco, Gubbio, Umbria, Umbria Tourism, Umbria eventi, religiosità in Umbria, pellegrinaggio, Francesco di Assisi","titolo testo":"La storia di Simone e PiccolAccoglienza Gubbio","descrizioni attrattore":"<p align=\"left\">A volte quello che rende un cammino unico non è solo la bellezza paesaggistica dei luoghi toccati o la perfetta organizzazione del percorso, ma è l'umanità e la sensibilità delle persone che vi si incontrano, che aiutano chi si trova a passare di lì, offrendo il loro lavoro e la loro disponibilità, aprendo il proprio cuore.</p> <p align=\"left\">Questa è la storia di Simone e di PiccolAccoglienza Gubbio, un progetto nato nel 2013 che&nbsp; ha come obiettivo quello di aiutare e supportare i pellegrini che percorrono la Via di Francesco.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">\"<em>Tutto è nato nel marzo del 2013</em> – ci racconta Simone, che coordina il gruppo di circa 15 persone di PiccolAccoglienza Gubbio – <em>quando con la Diocesi di Gubbio abbiamo creato l'Ufficio per la Pastorale del Tempo libero, Pellegrinaggi, Turismo e Sport. In poco tempo ci siamo accorti che quello del pellegrinaggio è un mondo molto vasto e straordinario e così abbiamo sviluppato il nostro progetto e il 1 marzo 2014 è nata PiccolAccoglienza Gubbio</em>\".</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Inizialmente l'aiuto ai pellegrini consisteva soprattutto nel fornire informazioni di carattere tecnico, ma ben presto l'attività si è ampliata ad altri servizi.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">\"<em>Con il tempo abbiamo creato l'infoline del pellegrino, un numero di cellulare che gestiamo tra noi del gruppo in base alla disponibilità di tempo in modo da poter essere sempre operativi e abbiamo iniziato a coordinare le strutture dedicate all'accoglienza povera del pellegrino nel territorio della Diocesi di Gubbio, ricordando sempre che il pellegrino è prima di tutto una persona e come tale va trattata. Per questo abbiamo pensato alla \"Cartolina del Pellegrino\", un regalo da distribuire a tutti coloro che si fermano nei luoghi di accoglienza povera. Ogni anno la cartolina è illustrata dall'opera di un artista diverso e dal 2013 in poi ne sono state distribuite oltre 6.000</em>\"</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Il progetto Piccola Accoglienza Gubbio (<a href=\"http://www.piccolaccoglienzagubbio.it/\">http://www.piccolaccoglienzagubbio.it</a>) ha come sede i locali della Diocesi in via Baldassini a Gubbio e coinvolge un gruppo di circa 15 persone, tutte eugubine, tutte volontarie che nella vita fanno altro. Simone è geometra, poi c'è chi fa la casalinga, chi l'impiegato, chi studente, chi libero professionista, ma tutti sono accomunati da questa passione nell'aiutare i pellegrini, nell'ascoltare i loro bisogni e, soprattutto, nel fare tutto questo con il cuore.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Nel &nbsp;primo anno di vita Piccola Accoglienza Gubbio ha fornito informazioni o comunque è entrata in contatto con 500 pellegrini, l'anno successivo con 1500, nel 2015 con 2500 e ad agosto di quest'anno già con 2800. Numeri che fanno capire quanto sia cresciuto il numero di pellegrini lungo la Via di Francesco, ma anche quanto sia apprezzato e importante il lavoro di Piccola Accoglienza Gubbio, che dal marzo del 2016 si occupa anche di inviare la Credenziale del Pellegrino a chi ne fa richiesta.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">L'attività di Piccola Accoglienza Gubbio ha contribuito a supportare tanti pellegrini in transito nel comprensorio di Gubbio, ma ha svolto anche un ruolo fondamentale di sensibilizzazione delle persone che vivono sul territorio. \"<em>Per noi è bellissimo vedere come sia cresciuto in tutto il territorio l'interesse per la Via di Francesco</em> – continua a raccontarci con entusiasmo Simone – <em>La gente è sempre più disposta ad accogliere e ad aiutare i pellegrini. Mi capita spesso, per esempio,di &nbsp;vedere delle persone che durante violenti temporale vanno in aiuto dei pellegrini sorpresi dal maltempo, li caricano in macchina e li accompagnano al riparo nella propria casa o in una delle strutture della Diocesi. Un'attività di sostegno che è svolta anche da altre associazioni, come le 100 ramazze di Gubbio (</em><a href=\"http://www.100ramazze.org/\"><em>http://www.100ramazze.org/</em></a><em>), un gruppo di cittadinanza attiva eugubina che organizza progetti a spot per sistemare aree della città e che nel 2015, in occasione dell'evento \"Vivi la Via\", ha ripulito un lungo tratto della Via da Caprignone a San Pietro in Vigneto . E' questo spirito che rende la Via autentica e unica nel suo genere</em>\".</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Questa partecipazione e senso di appartenenza da parte delle persone del territorio è cresciuta un po' alla volta, anche grazie alle attività e agli eventi organizzati lungo la Via, sempre grazie all'impegno di PiccolAccoglienza Gubbio: il progetto \"Conoscere la Via\", ad esempio, &nbsp;organizzato insieme all'associazione Maggio Eugubino e alla Diocesi, iniziato nell'ottobre del 2014 e che vuole far scoprire il territorio e i luoghi di Francesco ai molti eugubini che non li conoscono. In pratica ogni 4-6 settimane viene organizzata una passeggiata di circa 15 km su una delle tappe della Via a cui partecipano sempre dalle 40 alle 90 persone. I prossimi due appuntamenti, che chiuderanno questa iniziativa, saranno il 18 settembre con la tappa Via Maggio-Pieve Santo Stefano e il 30 ottobre con la Valfabbrica-Assisi.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Attraverso questa attività Simone e il gruppo della PiccolAccoglienza Gubbio dà tanto ai pellegrini, sia in termini di informazioni tecniche sia di rapporti umani. Ma dai suoi racconti, dall'entusiasmo delle sue parole, si capisce che riceve anche molto: \"<em>E' bellissimo vedere il rapporto umano che si crea lungo il cammino tra i pellegrini, che magari si incontrano, si conoscono e alla fine diventano amici, confidandosi in pochi giorni cose che non avevano mai detto neanche al migliore amico. Anche nel rapporto tra noi di Piccola Accoglienza Gubbio e i pellegrini si crea spesso qualcosa di speciale: si inizia con la richiesta di informazioni tecniche su tappe e percorso, ma poi si finisce per diventare amici, condividere pezzi della propria vita. Le parole chiave in tutto questo sono amicizia, accoglienza, riconciliazione</em>\".</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Nel condividere le proprie esperienze di vita, Simone ha avuto modo di scoprire tante belle storie di persone lungo la Via di Francesco, tutte diverse ma tutte ugualmente importanti e mosse sempre dallo spirito di amicizia. Dal gruppo di ragazzi che dopo la maturità ha accompagnato un amico lungo la via come momento propedeutico all'entrata in seminario, &nbsp;agli sposi che insieme a testimoni e amici hanno deciso di organizzare il loro addio al celibato e nubilato andando in tre giorni da Gubbio ad Assisi. O al dipendente della Fiat, che in cambio dell'aiuto ricevuto, senza aver detto nulla, dopo pochi giorni ha fatto recapitare il pezzo di ricambio necessario a riparare il pullmino della Diocesi.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Tutte storie di amicizia, umanità, solidarietà che si possono vivere lungo la via e che esistono anche grazie all'attività delle persone come Simone che lungo tutta la Via di Francesco mettono il cuore in quello che fanno.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Per informazioni sulla Via di Francesco: <a href=\"http://www.francescosways.com/\">www.francescosways.com</a></p> ","categorie attrattore":"Gubbio","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"","latitudine":43.3513193,"longitudine":12.575316599999951,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":39,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":12820120,"id contenuti relazionati":"12648926","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-anna","denominazione":"La storia di Anna","descrizione sintetica":"<p>La via di Francesco insieme al vostro cane</p>","keywords":"Umbria Tourism, Via di Francesco, Francesco di Assisi, spiritualità in Umbria","titolo testo":"La storia di Anna","descrizioni attrattore":"<p align=\"left\">Vorreste percorrere la Via di Francesco con il vostro fido amico a 4 zampe, ma non siete sicuri di potercela fare? Avete paura che ci possano essere problemi con le strutture o che il vostro cane potrebbe non farcela? Allora vi raccontiamo la storia di Anna, pellegrina che ha percorso la via di Francesco con i suoi due Pastori Australiani, Ombra e Ken, vivendo una bellissima avventura.</p> <p align=\"left\">Anna oggi vive tra Bergamo e Brescia nella tenuta di campagna di famiglia e gestisce una pensione per cani, dove unisce la passione con il lavoro, e non a caso è stata la prima pellegrina a viaggiare in compagnia di amici a 4 zampe lungo la Via.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Ha percorso il cammino nel maggio del 2013, quando l'idea di poter effettuare la Via con i cani era ancora agli albori. E' partita da Piediluco e in una settimana è arrivata fino ad Assisi, passando per la Valnerina e la Valle Umbra, seguendo con esattezza le tappe della Via.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Sentiamo la sua storia, cosa questo viaggio in compagnia dei suoi cani le ha lasciato, ma soprattutto quali consigli si sente di dare a chi pensa di intraprendere questa avventura con il proprio cane.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Anna, come ti &nbsp;è venuta l'idea di viaggiare sulla Via di Francesco?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">L'dea è nata quasi per caso, poiché ho visto una servizio sulla Via di Francesco in una rivista di viaggi. Così mi sono incuriosita, ho chiesto informazioni ai responsabili del sito viadifrancesco.it e sono entrata in contatto con il consorzio Francesco's Way, che mi ha aiutato a organizzare il viaggio, in particolare a trovare strutture che potessero ospitare i miei cani e a organizzarmi il trasporto bagagli. La mia esigenza primaria, infatti, era quella che i cani potessero dormire con me in camera.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Inizialmente hai pensato di viaggiare da sola o hai subito immaginato di affrontare il cammino con i tuoi cani?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Ho pensato subito di viaggiare con i miei cani. Io ho iniziato a camminare insieme ai cani e oggi, ogni giorno, cerco di fare almeno un'ora di camminata insieme a loro. Credo che il movimento per i cani sia una cosa fondamentale e se non ti muovi tu non si muovono neanche loro. Non c'è giardino o spazio aperto intorno a casa che sia sufficiente, è troppo importante fargli fare attività insieme a noi.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Prima di partire, come ti sei dovuta organizzare per gestire al meglio il viaggio con i tuoi amici a 4 zampe?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Io mi sono affidata al consorzio, quindi non ho dovuto gestire la parte logistica, anche perché non avevo esigenze particolari se non quella di poter tenere i cani in camera. Chi viaggia in autonomia, ovviamente, dovrà prima di tutto cercare strutture che siano disposte ad ospitare i cani.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Che difficoltà hai trovato durante il viaggio?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">In realtà nessuna difficoltà in particolare, o almeno niente di insormontabile. Il secondo giorno Ombra si era un po' screpolata una zampa, ma avevo con me tutto l'occorrente per poterla curare. Per fortuna a maggio non abbiamo trovato un gran caldo e quindi non abbiamo avuto il problema dell'acqua, che per i cani potrebbe essere la preoccupazione principale. In Valnerina avevamo sempre il fiume vicino, poi ho potuto sfruttare qualche fontanella lungo il percorso e comunque avevo sempre una piccola riserva d'acqua con me in caso di bisogno.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Qual è stata la tappa più impegnativa, per te e peri tuoi cani? Come mai?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Sicuramente quella da Spoleto a Poreta, in particolare perché ho sbagliato percorso uscendo dalla via e ho fatto fatica ad orientarmi. Alla fine ho camminato per molti chilometri in più del previsto e sono arrivata a fine tappa solo nel tardo pomeriggio.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Qual è invece la tappa o il luogo che ti sono rimasti nel cuore? </strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Mi è piaciuta molto tutta la zona della Valnerina, immersa nella natura, anche perché è quella che conoscevo di meno. In particolare il luogo che mi è piaciuto di più è stato Castel di Lago, un piccolo borgo veramente caratteristico che rende perfettamente l'idea dell'Umbria e della via di Francesco.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Che cosa ti ha lasciato il viaggio sulla Via di Francesco?</strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">E' stata un'esperienza veramente positiva, che mi ha rafforzato molto. Io tendo spesso a sminuirmi e ad avere l'esigenza di programmare tutto. Invece affrontare questo viaggio da sola, insieme solamente ai miei due cani, riuscire a portarla a termine, vivendo all'avventura e affrontando anche piccole difficoltà, mi ha dato molta sicurezza. Quando ho percorso la Via vivevo ancora a Monza e non lavoravo; lungo il cammino, da sola con i miei cani, ho avuto modo di riflettere e pensare molto, e probabilmente questa esperienza mi ha dato anche il coraggio di cambiare vita, trasferendomi nella tenuta di famiglia e iniziando il mio attuale lavoro.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Che cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la via di Francesco con uno o più cani? </strong></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Prima di tutto di scegliere un periodo non troppo caldo, perché la necessità d'acqua è il problema principale per i cani. Doverne portare nello zaino un grosso quantitativo significa appesantire molto il bagaglio e quindi fare molta più fatica.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Poi è necessario valutare bene il proprio allenamento e quello del proprio cane, scegliendo tappe adatte ed evitando di sottoporli a sforzi eccessivi. In questo modo vivrete un'esperienza bellissima, che vi legherà ancora di più ai vostri amici a 4 zampe. Inoltre vi consiglio di prendervi qualche giorno in più del necessario per poter viaggiare con calma, magari arrivare nelle città più importanti e prevedere un giorno di riposo per visitare i centri storici. In questo modo anche il vostro cane avrà il tempo per riposare e non essere troppo sotto stress.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Non dimenticate tutto quello che può servire per qualche piccola medicazione, come è successo con la zampa della mia&nbsp; Ombra nel secondo giorno di cammino.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Infine è necessario prestare attenzione alle persone e agli altri cani che si possono incontrare sul percorso, in particolare a quelli all'interno di proprietà private. Lungo il cammino li ho sempre lasciati liberi, ad eccezione dei centri abitati, ma avevo il guinzaglio a portata di mano per poterli legare in caso di necessità.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Una bella storia, quella di Anna, un'avventura insieme a splendidi amici a 4 zampe che rimarrà sicuramente nella sua memoria, anche perché in piccolo ha contribuito a dare una svolta alla sua vita.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Oggi viaggiare sulla via di Francesco con i propri cani è ancora più facile e sicuro di quanto lo è stato per Anna,&nbsp; grazie ai tanti i servizi di supporto creati dal consorzio Francesco's way, che hanno reso il cammino pet friendly. Si va dall'elenco di strutture ricettive che accolgono gli animali, al kit di accoglienza contenente una ciotola, un tappetino per dormire e un gioco. Si potrà anche avere un collare con tracker gps che permetterà &nbsp;di rintracciare il proprio animale in caso di smarrimento.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">&nbsp;</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Per informazioni: <a href=\"http://www.francescosways.com/\">www.francescosways.com</a></p> ","categorie attrattore":"Assisi | Terni | Valnerina","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"","latitudine":43.0707017,"longitudine":12.619596600000023,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":40,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":19711071,"id contenuti relazionati":"93935 | 15726642","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/centro-di-paleontologia-vegetale-della-foresta-fossile-di-dunarobba","denominazione":"Centro di Paleontologia vegetale della foresta fossile di Dunarobba","descrizione sintetica":"Il Centro di Paleontologia Vegetale è stato realizzato alla fine degli anni '90 per supportare l'attività di studio sulla Foresta Fossile di Dunarobba ricostruendone le caratteristiche geologiche, climatiche, faunistiche attraverso reperti, pannelli esplicativi e modelli in scala.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Centro di Paleontologia vegetale della foresta fossile di Dunarobba","descrizioni attrattore":"Il Centro di Paleontologia Vegetale è stato realizzato alla fine degli anni '90 per supportare l'attività di studio sulla Foresta Fossile di Dunarobba ricostruendone le caratteristiche geologiche, climatiche, faunistiche attraverso reperti, pannelli esplicativi e modelli in scala.&nbsp; <p>La Foresta Fossile venne alla luce verso la fine degli anni '70, all'interno di una cava di argilla destinata alla fabbricazione di mattoni per l'edilizia. I resti dei circa cinquanta tronchi di gigantesche conifere attualmente visibili costituiscono un'eccezionale e rara testimonianza di alcune essenze vegetali che caratterizzavano questo settore della penisola italiana nell'arco di tempo compreso fra i 3 e i 2 milioni di anni fa, cioè nel periodo geologico noto come Pliocene.<br />\r\nAncora in gran parte sepolta dal sedimento, questa antica foresta indica condizioni ambientali sostanzialmente diverse da quelle attuali, caratterizzate anche da un clima sensibilmente più caldo.<br />\r\nLa conservazione dei tronchi in posizione di vita e il mantenimento pressoché totale delle caratteristiche del legno originario, sono ragionevolmente ascrivibili ad un seppellimento continuo e graduale avvenuto all'interno di un'area paludosa situata sulle rive di un ampio lago. Inoltre l'area era sottoposta ad un graduale sprofondamento, cioè ad fenomeno geologico noto come subsidenza.<br />\r\nLe particolari caratteristiche di questo sito paleontologico lo rendono un monumento naturalistico unico al mondo e di grande rilevanza scientifica.<br />\r\nLa Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, negli anni successivi alla scoperta ha iniziato un lungo lavoro di documentazione finalizzato allo studio, alla salvaguardia e conservazione del sito paleontologico.<br />\r\nAttualmente i maggiori sforzi sono finalizzati a contrastare il disfacimento del legno da parte degli agenti atmosferici, causa principale di degrado.</p> <p>Clicca <a href=\"http://www.forestafossile.it/storia.asp\" target=\"_blank\">qui</a> per orari e visite.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>\r\n\r\n<p><a href=\"http://www.forestafossile.it/\" target=\"_blank\">http://www.forestafossile.it</a>/</p> ","categorie attrattore":"Avigliano Umbro | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410","latitudine":null,"longitudine":null,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":41,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":19767414,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-centro-geografico-d-italia-peninsulare-ponte-cardona","denominazione":"Il Centro Geografico d'Italia Peninsulare – Ponte Cardona","descrizione sintetica":"<p>Sono diverse le località tra Umbria e Lazio che ne rivendicano l'esatta ubicazione, tuttavia secondo una serie di verifiche condotte da Giuseppe Angeletti, studioso e appassionato geografo di Perugia, e l'Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico d'Italia peninsulare sarebbe posizionato lungo il percorso dell'acquedotto romano della Formina, vicino a uno dei ponti romani più suggestivi della città di Narni, ponte Cardona.</p>","keywords":"Il Centro Geografico d'Italia Peninsulare – Ponte Cardona","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Dove si trova il Centro d'Italia?</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> Sono diverse le località tra Umbria e Lazio che ne rivendicano l'esatta ubicazione, tuttavia secondo una serie di verifiche condotte da Giuseppe Angeletti, studioso e appassionato geografo di Perugia, e l'Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico d'Italia peninsulare sarebbe posizionato lungo il percorso dell'<a href=\"/-/acquedotto-della-formina\">acquedotto romano della Formina</a>, vicino a uno dei ponti romani più suggestivi della città di Narni, ponte Cardona.\r\n<p>Il luogo è attualmente segnalato da un cippo con rilievo a spirale terminante con un elemento in acciaio, che permette al visitatore di toccare materialmente questo punto ideale e dall'alto valore simbolico.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Ponte Cardona</strong></p>\r\n\r\n<p>Il Ponte si trova in località \"il Montello\": lo si può raggiungere attraverso un percorso accompagnato da grandi querce e lecci.</p>\r\n\r\n<p>Si tratta di un ponte romano realizzato in opera quadrata con conci di travertino.</p>\r\n\r\n<p>Si presenta ad un unico arco a tutto sesto leggermente rialzato e conserva della struttura originaria&nbsp;l'armilla, la volta, i piedritti e parte delle spalle.</p>\r\n\r\n<p>Un'architettura vecchia di duemila anni emerge nel groviglio di una vegetazione spontanea e forte, a voler ricordare come l'uomo, quando vuole, può accordarsi perfettamente con la natura.&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>\r\n\r\n<p><a href=\"http://www.pontecardona.it\" target=\"_blank\">http://www.pontecardona.it</a></p> ","categorie attrattore":"Narni | Luoghi della cultura | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724","latitudine":42.5176022,"longitudine":12.515629900000022,"comune":"Narni","codice ISTAT comune":55022,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":42,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":126465,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-d-aries","denominazione":"Rocca d'Aries","descrizione sintetica":"La rocca d'Aries, nei pressi di&nbsp;<strong>Montone</strong>, ha origini molto antiche, fu eretta dalla famiglia Fortebracci sui resti di un antico fortilizio a difesa della primitiva popolazione.","keywords":"","titolo testo":"Rocca d'Aries","descrizioni attrattore":"Località Bagnolo &nbsp;06014 &nbsp;MONTONE &nbsp;PG <p>La rocca d'Aries, nei pressi di&nbsp;<strong>Montone</strong>, ha origini molto antiche, fu eretta dalla famiglia Fortebracci sui resti di un antico fortilizio a difesa della primitiva popolazione.<br />\r\nLa rocca ha subito nel tempo le vicende storiche di Montone, assumendo nei secoli una funzione difensiva e residenziale, ma dal Cinquecento si è resa indipendente dalla cittadina umbra.<br />\r\nA pianta rettangolare, con torre circolare su un lato, ha subito diversi interventi per essere adattata a scopi abitativi, nonostante mantenga ancora intatta la massiccia struttura fortificata.<br />\r\nGià dall'anno mille se ne hanno notizie, ma è dal 1376 che la rocca comincia ad intrecciare la sua storia con la famiglia Fortebracci.&nbsp;In quell'anno Oddo III, padre del famoso Braccio, la conquistò, riportandola sotto l'egemonia della vicina&nbsp;<strong>Città di Castello</strong>.<br />\r\nDopo pochi anni i magistrati perugini, ripresane la proprietà, decisero di far diventare rocca d'Aries molto più massiccia per renderla inespugnabile, affidando la direzione dei lavori, viste le sue grandi capacità, a Oddo III Fortebracci.&nbsp;<br />\r\nNel 1380 la struttura era terminata, e negli anni successivi fu sempre contesa tra&nbsp;<strong>Perugia</strong>&nbsp;e Città di Castello, perché considerata difficilmente attaccabile.<br />\r\nNel XV secolo diventò possedimento di Braccio Fortebracci, che nel frattempo divenne signore assoluto di gran parte dell'Umbria. Vi soggiornava spesso la sua famiglia, in particolare la moglie Nicola Varano.<br />\r\nNel Cinquecento la proprietà della rocca passò alla famiglia Bentivoglio, e le notizie successive sono del 1596, anno in cui la fortezza fu attaccata da seicento banditi che, in quel periodo, scorrazzavano per tutto il territorio eugubino, creando una serie infinita di danni.<br />\r\nIntanto cambiarono anche i proprietari della rocca, dai Bentivoglio era stata venduta per 15.000 scudi romani al conte Giambattista Cantalmaggi e da questo, per diritti ereditari, passò alla famiglia Della Porta. Negli anni ottanta del Novecento apparteneva ancora a questa famiglia quando fu comprata dalla Regione Umbria.<br />\r\n<br />\r\n<br />\r\nBibliografia<br />\r\nAmoni D. (1999),&nbsp;<em>Castelli fortezze e rocche dell'Umbria</em>, Perugia, Quattroemme.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi3.png/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1423752871768","latitudine":43.3623228,"longitudine":12.32368729999996,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":43,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":126633,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tomba-degli-hescanas-a-orvieto","denominazione":"Tomba degli Hescanas","descrizione sintetica":"Il sepolcro è situato in località Molinella presso Castel Rubello nel comune di&nbsp;<strong>Porano</strong>, e scavato nel tufo di una piccola collina boscosa, lambita alla base dal torrente Montacchione.","keywords":"","titolo testo":"La tomba della famiglia Hescanas","descrizioni attrattore":"<p>Il sepolcro è situato in località Molinella presso Castel Rubello nel comune di&nbsp;<strong>Porano</strong>, e scavato nel tufo di una piccola collina boscosa, lambita alla base dal torrente Montacchione.<br />\r\nAppartenne all'aristocratica famiglia&nbsp;<em>Hescanas</em>&nbsp;che, vissuta alla fine del IV secolo a.C., commissionò la decorazione pittorica della tomba incentrata sul tema di moda in quel tempo: il banchetto funebre celebrato alla presenza del defunto.<br />\r\nVisitare la tomba degli&nbsp;<em>Hescanas</em>&nbsp;è un'occasione per scoprire le usanze del popolo etrusco viste negli aspetti della vita quotidiana e delle credenze religiose, raffigurati nelle pitture parietali ancora conservate sul posto. Nello stesso territorio di Porano si trovano le due tombe Golini (dal nome dello scopritore) che assieme a quella degli<em>Hescanas</em>&nbsp;sono le uniche tombe dipinte finora scoperte nel territorio orvietano.</p>\r\n\r\n<p><strong>Descrizione</strong><br />\r\nScoperta già depredata alla fine dell'Ottocento nel corso di lavori per l'estrazione del tufo, la tomba degli&nbsp;<em>Hescanas&nbsp;</em>– dal nome dei titolari della tomba – è un ipogeo scavato nel tufo, a pianta quadrata preceduto da un corridoio lungo circa 16 metri, in leggero declivio verso l'ingresso della tomba, nella quale si entra attraverso una doppia porta. Le pareti del piccolo vano d'ingresso erano intonacate e su entrambe era dipinto un serpente, motivo funerario assai diffuso. Oggi si scorgono scarsissime tracce di colore. Il soffitto a doppio spiovente riproduce l'intelaiatura lignea del tetto con finti travi ricavati nel tufo. Lungo le pareti corre una banchina su cui sono deposti due sarcofagi in peperino che imitano casse di legno, un coperchio di urna e un'urna con coperchio, sul quale è incisa l'iscrizione:&nbsp;<em>vel hescnas&nbsp;</em>restituente il prenome maschile&nbsp;<em>vel</em>&nbsp;e il gentilizio&nbsp;<em>hescnas</em>&nbsp;(Hescanas) dei titolari della tomba, ripetuto poi nelle iscrizioni dipinte sulle pareti e oggi quasi del tutto scomparse.&nbsp;<br />\r\nTutte le pareti erano interessate da un fregio pittorico definito in basso da un motivo ad onde, ma larghe zone di intonaco sono cadute con la conseguente perdita di parte della decorazione pittorica. A destra dell'ingresso è rappresentato il defunto che su una biga dai cavalli rossi si dirige verso l'oltretomba; ma la figura forse meglio rappresentata della tomba indossa un abito giallo bordato in rosso da un motivo a fiamme e incede verso sinistra appena sollevando la veste e dirigendosi verso due giovani abbracciati: accanto ad uno di essi era dipinta un'epigrafe in cui si leggeva la parola&nbsp;<em>zil&nbsp;</em>(<em>zilath</em>) che indicava un'importante carica della magistratura etrusca, corrispondente al latino&nbsp;<em>praetor&nbsp;</em>. Un corteo di tre personaggi precedeva il defunto al suo ingresso negli inferi. Altri personaggi e scene di purificazione erano sulla parete di fondo ma oggi sono quasi illeggibili. La parte sinistra era occupata da una rappresentazione assai frequente nelle tombe etrusche dipinte: quella del banchetto, che terminava a sinistra dell'ingresso con la raffigurazione del tavolo con i vasi destinati al convito. La tomba degli Hescanas è datata alla fine del IV secolo a.C., anche se alcuni materiali rinvenuti al suo interno ne testimoniano un uso anche in epoca successiva.</p>\r\n\r\n<p><strong>Curiosità</strong><br />\r\nLa tomba degli Hescanas, assieme alle numerose necropoli e tombe disseminate nei dintorni di Orvieto, riflette la volontà del nuovo ceto sociale di tipo aristocratico, che dall'inizio del IV secolo a.C. comincia a prediligere la campagna alla città e a preferire aree più distanti dall'insediamento urbano come luogo di sepoltura. Non è un caso che parallelamente cessano di essere frequentate dalle famiglie più eminenti le grandi necropoli urbane di&nbsp;<strong>Cannicella</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>Crocefisso del Tufo</strong>, poste ad anello sulla rupe tufacea di&nbsp;<strong>Orvieto</strong>.</p> ","categorie attrattore":"Porano | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337","latitudine":42.6868778,"longitudine":12.102810699999964,"comune":"Porano","codice ISTAT comune":55028,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":44,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":126731,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tomba-del-faggeto","denominazione":"Tomba del Faggeto","descrizione sintetica":"La tomba del Faggeto rappresenta un bell'esempio di architettura funeraria&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Inserita in un contesto extraurbano, a 18 Km a nord del centro di Perugia, la tomba del Faggeto rappresenta un bell'esempio di architettura funeraria con volta a botte diffusa in età ellenistica (III-I sec.a.C.) nel territorio perugino. Ubicata alle pendici del Monte Tezio, in una area dominata&nbsp; da rilievi di bassa altura, la tomba si apre scavata nel terreno arenaceo della zona, lungo il&nbsp; versante orientale di Cresta della Fornace, nel bosco di faggi da cui deriva il toponimo che ha dato il nome al sepolcro.&nbsp;<br />\r\n<br />\r\nLa tomba, scoperta casualmente agli inizi del Novecento è costituita da un unico ambiente preceduto da uno stretto corridoio d'accesso (<em>dromos</em>) a cielo aperto. Le modeste dimensioni della camera interna (m. 1,26 x 1,12) restituiscono un ambiente a pianta rettangolare alto poco più di m. 1, con le pareti interne costruite in blocchi di pietra locale perfettamente combacianti,&nbsp; uniti senza malta e disposti su tre filari. Sulla parete di fondo è addossata una banchina per la deposizione dell'urna e del corredo funebre che occupa la metà esatta del pavimento, formato da un unico lastrone. Per costruire la copertura a volta della tomba sono stati impiegati 5 blocchi disposti radialmente nel senso della profondità della camera e perfettamente combacianti in modo da creare un profilo semicircolare. La chiusura della tomba era garantita da una lastra di pietra parallelepipeda esternamente ben lisciata e con le estremità munite di perni troncoconici in funzione di cardini su cui far girare il battente. La porta e il grosso blocco di pietra triangolare posto sopra a coronamento della costruzione presentano la superficie perfettamente lisciata, ed erano &nbsp;quindi destinate a rimanere in vista.<br />\r\n<br />\r\nL'urna in travertino, rinvenuta dagli scopritori sulla banchina all'interno della camera, ha il coperchio a duplice spiovente e la cassetta, contenente le ceneri e le ossa mal combuste del defunto, con la fronte ben lisciata e priva di decorazione. Sulla faccia anteriore è l'iscrizione con lettere incise in alfabeto neoetrusco che riporta il prenome –&nbsp;<em>arnth</em>&nbsp;- e il gentilizio del defunto:&nbsp;<em>cairnina</em>. A questo, &nbsp;gli studiosi hanno proposto di ricollegare il nome del torrente Caina, le cui sorgenti sgorgano a poca distanza dalla tomba. Diversi interventi di consolidamento, volti anche ad assicurare l'agibilità del luogo, si sono succeduti nel tempo, apportando sensibili modifiche all'impianto originario, come l'ampliamento del corridoio di accesso e il consolidamento dei blocchi della copertura manomessa all'atto della scoperta.&nbsp;<br />\r\n&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><br />\r\nBibliografia<br />\r\nPianu G. (1985), \"Perugia\", Itinerari Etruschi 1, Milano, Electa&nbsp;<br />\r\nMatteini Chiari M. (1975), \"La tomba del Faggeto in territorio perugino\", Quad. Ist. Arch. Univ. di Perugia, 3, Roma, De Luca</p> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423752871341","latitudine":43.221855,"longitudine":12.326443400000016,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":45,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":13082130,"id contenuti relazionati":"12648926","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-manuela-e-luca","denominazione":"La storia di Manuela e Luca","descrizione sintetica":"<p>Lavorare lungo la Via di Francesco, ma con \"spirito pellegrino\"</p>","keywords":"via di francesco, assisi, san francesco, umbriatourism, umbria, citerna,","titolo testo":"La storia di Manuela e Luca","descrizioni attrattore":"<p align=\"left\">Nel nostro viaggio alla scoperta dei volti e delle persone che rendono la Via di Francesco un cammino unico abbiamo avuto modo di raccontare le storie di chi la Via l'ha percorsa, di chi si impegna attivamente ed in maniera del tutto volontaria per migliorare l'accoglienza ai pellegrini, del senso profondo della Statio Peregrinorum di Assisi.</p> <p align=\"left\">Lungo la Via di Francesco, però, si incontrano anche tante persone che ci lavorano, che offrono servizi e attività di accoglienza, magari non in maniera \"povera\", ma comunque in profonda empatia con i pellegrini e con il territorio. Qui vi racconteremo la storia di Manuela e Luca, che hanno aperto un B&amp;B a \"misura di pellegrino\" ai piedi di Citerna, ma lungo il percorso avrete la possibilità di incontrare molte persone come loro, capaci di coniugare un'attività lavorativa con lo spirito e le esigenze dei Pellegrini.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Manuela è nata a Chieti, è stata una giocatrice professionista di pallavolo fino a pochi anni fa e già dall'età di 15 anni ha lasciato la sua terra d'origine per girare l'Italia inseguendo il suo sogno sportivo, passando da una squadra ad un'altra. Luca è nato ad Anghiari, pochi chilometri da Citerna, e fa il fisioterapista. A farli incontrare sono state proprio le loro passioni, visto che si sono conosciuti nell'ambito della nazionale di pallavolo, dove Luca era fisioterapista e Manuela giocatrice. Dal loro amore, coronato dal matrimonio nel 2013, sono nati due figli, uno di 3 anni e uno di 1 anno e mezzo. Una bellissima storia, ma che apparentemente poco c'entra con la Via di Francesco… Manuela però ci spiega meglio un po' tutto:</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">\"<em>Luca aveva una terra edificabile proprio in questa zona e così 7 anni fa abbiamo costruito la casa in cui viviamo e che ora è anche B&amp;B lungo la Via di Francesco. E' stata un po' una scelta di vita, poiché Luca ha continuato a svolgere il suo lavoro mentre io ho deciso di stare con i miei bambini e, allo stesso tempo, di aprire e gestire questo B&amp;B che si trova proprio a pochi metri dalla Via di Francesco.</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">\"<em>La nostra filosofia, al di là del discorso commerciale, è stata quella di creare una struttura a misura di pellegrino, incentrata sull'ospitalità, sulla condivisione, sulla voglia di ascoltare storie. Perché &nbsp;il pellegrino non è un viaggiatore come gli altri, porta con sé un bagaglio di esperienze e di storie particolari e interessanti. Capita spesso di trovarci a chiacchierare come se ci si conoscesse da anni, perché i pellegrini si aprono molto e sono sempre ben disposti al racconto se tu hai voglia di ascoltare. E allora scopri le motivazioni del loro mettersi in viaggio, che sono le più diverse, dalla voglia di ritrovare se stessi, o la necessità di dimenticare delusioni di vita, oppure semplicemente ritrovare il rapporto stretto con la natura e scappare da una vita troppo frenetica. Di sicuro l'incontro con le persone che periodicamente si fermano qui ci ha arricchito tantissimo</em>\".</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Manuela ci racconta che al loro B&amp;B arrivano persone di ogni genere: viaggiatori solitari, coppie, ma spesso pellegrini che si sono incontrati lungo il cammino e che magari procedono insieme. Con questi ospiti Manuela e Luca scambiano le loro storie di vita sfruttando anche degli appositi \"luoghi\" che hanno creato attorno alla struttura principale. \"<em>Qui</em> – ci racconta Manuela mentre ci accompagna fuori dal B&amp;B – <em>abbiamo creato delle aree di convivialità, in particolare l'amaca del pellegrino e uno spazio dove la sera, d'estate, accendiamo il \"fuoco del pellegrino\": un falò attorno al quale ci riuniamo con i nostri ospiti, magari i nostri vicini di casa e parliamo, raccontiamo. Si crea un'empatia, si condividono esperienze, che è lo spirito con cui abbiamo iniziato questa attività</em>\".</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Un senso di amicizia e di accoglienza che rappresenta quello che si può trovare nelle piccole comunità e nei piccoli borghi che si incontrano lungo il percorso della Via di Francesco, come Citerna, dove tutti si conoscono e i pellegrini vengono accolti a braccia aperte, hanno modo di scoprire l'autenticità di questi luoghi: \"<em>A Citerna</em> – ci racconta Manuela – <em>i pellegrini incontrano spesso le persone del paese e si fermano a fare due chiacchiere, magari con il proprietario del Bar, che è appassionato realizzatore di bastoni per camminare, conosce le storie dei miracoli \"delle formiche\" e \"della strega\" che San Francesco fece a Citerna e&nbsp; non vede l'ora di raccontarle a qualcuno, oppure il parroco, giovane e ricco di entusiasmo che sa trasmettere a pellegrini e parrocchiani\".</em></p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Manuela e Luca, così come molti altri che si trovano a lavorare o vivere sulla via di Francesco, sono anche persone preziose per la manutenzione della Via e per le informazioni che sanno offrire ai loro ospiti.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Manuela, infatti, ha percorso la via da Sansepolcro a Gubbio in modo da poterla vivere e conoscere meglio, e periodicamente cammina in tratti della loro zona per vedere se è tutto a posto, se ci sono interventi da fare e segnalarli tempestivamente a chi si deve occupare della manutenzione.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\">Un esempio, come molti altri lungo la via di Francesco, che lo spirito pellegrino, l'accoglienza e la condivisione possono essere ideali da seguire anche per chi lungo la Via ha deciso di viverci e lavorarci. Un altro valore aggiunto che rende la Via di Francesco un cammino unico e straordinario.</p>\r\n\r\n<p align=\"left\"><strong>Per informazioni sulla Via di Francesco:</strong> <a href=\"http://www.francescosways.com/\">www.francescosways.com</a></p> ","categorie attrattore":"Citerna","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718","latitudine":43.4980125,"longitudine":12.11784590000002,"comune":"Citerna","codice ISTAT comune":54011,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":46,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":13049490,"id contenuti relazionati":"12907185 | 22371268","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-mosaico-spirituale-dell-umbria","denominazione":"Il mosaico spirituale dell'Umbria","descrizione sintetica":"L'Umbria nell'amore spirituale di San Francesco e Santa Chiara d'Assisi.","keywords":"wedding in umbria, sposarsi in umbria, matrimonio, umbria, umbriatourism, wedding, san francesco, santa chiara, sposarsi in chiesa","titolo testo":"Il mosaico spirituale dell'Umbria","descrizioni attrattore":"<p>Terra di San Francesco d'Assisi e dell'amore che nutre l'esistenza stessa dell'uomo. Terra di Santa Chiara d'Assisi, e dell'elevazione e devozione spirituale. Terra di poteri terreni ed ultraterreni, e dei colori della natura. L'Umbria è tutto questo; è il luogo d'eccellenza per qualunque coppia d'amanti che voglia vivere al meglio il proprio amore, attraverso un percorso spirituale sulle tracce di quella sublime ed eterna <em>affinità elettiva</em> che legava San Francesco alla sua Chiara. Sposarsi in Umbria rappresenta la consapevolezza della volontà di dedicare completamente la propria vita al partner che cammina al nostro fianco.</p> <p>Ecco dunque aprirsi un ventaglio di località per chi nell'animo abbia intenzione di coniugarsi nel sacro vincolo matrimoniale: l'imponente Basilica di San Francesco (Assisi), la Cattedrale di San Feliciano (Foligno), la Basilica di San Pietro (Perugia), il Duomo di Spoleto, la Cattedrale di Santa Maria Assunta (Orvieto), la Chiesa di San Francesco (Città di Castello), la Basilica di San Ubaldo (Gubbio) e numerosi altri tesori d'architettura spirituale.</p>\r\n\r\n<p>Tuttavia, il viaggio nelle antiche radici spirituali dell'Umbria non si esaurisce di certo qui: in un dondolare di tappe immerse nella natura si snodano i numerosi Percorsi dello spirito, itinerari nascosti tra boschi e vette montuose come la Via di San Francesco. 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Margherita, che si impone per la linea e per l'arditezza del rilievo.</p>\r\n\r\n<p>Alle pareti il pennello degli Zuccari (forse Federico) ha lasciato una sequenza di episodi della vita della Santa, dalla sua cattura, alla flagellazione, alla prova dell'olio bollente ed alla decapitazione in cui il realismo viene contemperato dalla espressione manieristica.</p>\r\n\r\n<p>Intorno agli altari laterali si osservano altri affreschi raffiguranti immagini di santi, mentre un ornato grottesco agilissimo viene a dare vivacità alle linee della piccola abside.</p> ","categorie attrattore":"","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi20.png/24b896a7-7453-4e0b-85bc-c474b32f17bc?t=1423749274264","latitudine":42.5170865,"longitudine":12.517556600000034,"comune":"Narni","codice ISTAT comune":55022,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":49,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3208921,"id contenuti relazionati":"90422","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ipogeo-di-villa-sperandio","denominazione":"Ipogeo di Villa Sperandio","descrizione sintetica":"La necropoli etrusca detta dello Sperandio si raggiunge facilmente partendo dall'Arco di Augusto, attraverso Corso Garibaldi e via dello Sperandio fino ad arrivare alla proprietà della Villa dello Sperandio, attorno alla quale si trovano sparsi i resti della necropoli.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Ipogeo di Villa Sperandio","descrizioni attrattore":"La necropoli etrusca detta dello Sperandio si raggiunge facilmente partendo dall'Arco di Augusto, attraverso Corso Garibaldi e via dello Sperandio fino ad arrivare alla proprietà della Villa dello Sperandio, attorno alla quale si trovano sparsi i resti della necropoli.&nbsp; <p>Si estendeva, dunque, a nord di Perugia, in quella fascia di territorio immediatamente esterna alla cinta muraria, occupata da altre necropoli urbane a partire almeno dal VI secolo a.C (età arcaica). A questa fase risale il noto sarcofago dello Sperandio, scoperto nel 1843 forse entro tomba a camera, che conteneva le spoglie di un guerriero il cui corredo comprendeva armi in ferro. Il sarcofago rientra nella classe dei rilievi definiti in \"pietra fetida\", e presenta scene di banchetto sui lati brevi, mentre sulla fronte della cassa è rappresentata una scena eccezionale, variamente interpretata: si va dal ver sacrum (\"migrazione\" di una parte del gruppo sociale) al corteo funebre alla scena a carattere dionisiaco. Per materiale e caratteri stilistici, il sarcofago è stato fabbricato a Chiusi, città con la quale Perugia stringe rapporti culturali ed economici già dall' età arcaica; ma l'aristocratico committente del sarcofago si rivolge agli artigiani chiusini con richieste piuttosto precise ed atipiche rispetto alla loro produzione abituale, che comprende per lo più cippi e urne cinerarie, dal momento che l'individuo sceglie di essere inumato. Il sarcofago è oggi esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia</p>\r\n\r\n<p>Nella fase subito successiva, inquadrabile tra la metà del V e la prima metà del IV secolo a.C., quando cioè aumentano i ritrovamenti concentrati nelle aree più strettamente legate al contesto urbano, la necropoli dello Sperandio restituisce (scavi 1857-1858) uno stamnos attribuito al gruppo di Polignoto, trovato all'interno di una nicchia ricavata nella parete di una camera sepolcrale e forse utilizzato come cinerario; e la celebre anfora a punta del Pittore&nbsp; di Perugia, deposta presso la testa dell'inumato. Durante gli scavi svolti tra il 1900 e il 1903 venne scoperto l'unico contesto funerario completo della necropoli, che restituì una sepoltura inviolata posta sul fondo di una camera scavata nella pietra, con porta in arenaria decorata da due borchie in bronzo, tutt'ora miracolosamente conservate nonostante i secoli. Si tratta di una inumazione singola in cassone di arenaria lungo circa 2 metri, che conteneva i resti di un defunto di sesso femminile, riconosciuto sulla base del ricco corredo, disposto sia all'esterno sia all'interno della cassa. A diretto contatto con lo scheletro vennero rinvenuti alcuni preziosi oggetti di ornamento personale in oro (un diadema, orecchini); mentre intorno al sarcofago era deposta la maggior parte del corredo, costituita da vasellame e oggetti in bronzo. Altri contesti funerari scoperti nella necropoli e risalenti a questa fase, tra la fine del IV e il III secolo a.C., presentano caratteristiche peculiari: il defunto sepolto in cassa viene posto in alcuni casi al centro o sul fondo della camera funeraria e intorno ad esso vengono distribuite le sepolture successive, entro urne, attribuibili ad una fase successiva. La necropoli dello Sperandio offre, dunque, un ricco panorama della tipologia funeraria adottata durante il lungo periodo in cui è rimasta in uso, inquadrabile tra il VI e il III secolo a.C.</p> ","categorie attrattore":"Perugia | Luoghi della cultura | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718","latitudine":43.1213722,"longitudine":12.386574600000017,"comune":"Perugia","codice ISTAT comune":54039,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":50,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3237543,"id contenuti relazionati":"90422","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-san-lorenzo","denominazione":"Cattedrale di San Lorenzo","descrizione sintetica":"La cattedrale di San Lorenzo si trova nel centro storico di Perugia in piazza IV Novembre di cui definisce il lato settentrionale.","keywords":"","titolo testo":"Cattedrale di San Lorenzo","descrizioni attrattore":"<p>La cattedrale di San Lorenzo si trova nel centro storico di Perugia in piazza IV Novembre di cui definisce il lato settentrionale.</p> <p>La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la&nbsp;<em>Deposizione della Croce&nbsp;</em>di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell'anello nuziale della Vergine.<br />\r\nUn tempo era custodita nella chiesa anche la pala della&nbsp;<em>Madonna in trono tra i Santi Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo ed Ercolano&nbsp;</em>di Luca Signorelli, oggi nel Museo Capitolare (accesso dal chiostro della cattedrale).</p>\r\n\r\n<p>Una prima chiesa dedicata al protomartire Lorenzo, martirizzato a Roma nel 258 d.C., sorse a partire dal IX secolo sopra l'antico foro della città etrusco-romana. Ma della prima costruzione non restano tracce.</p>\r\n\r\n<p>L'attuale chiesa, progettata nel Trecento come ampliamento di una precedente chiesa, &nbsp;ha assunto le&nbsp;forme attuali nel XV secolo.</p>\r\n\r\n<p>L'esterno, lasciato incompiuto, presenta facciata e fiancata rivestiti con marmo rosso e bianco.&nbsp;<br />\r\nLa facciata, assai meno maestosa del lato che affaccia sulla piazza IV Novembre, si apre su piazza Danti ed è vivacizzata da un portale barocco del 1729 opera di Pietro Carattoli.<br />\r\nLa fiancata è invece caratterizzata da un portale dell'Alessi del 1538 sopra il quale, in una nicchia, è collocato il <em>Crocifisso </em>ligneo postovi dai perugini nel 1540 durante la guerra del sale contro papa Paolo III. A destra, proseguendo lungo il fianco, si trova il&nbsp; pulpito da cui, secondo la leggenda, San Bernardino da Siena, tra il 1425 e il 1427, predicò ai perugini; notevole anche la statua di papa Giulio III in bronzo, opera del XVI secolo di Vincenzo Danti.<br />\r\nL'interno, con tre navate di cinque campate ciascuna separate da possenti pilastri, è completato da crociera, bracci del transetto e cinque cappelle absidali.<br />\r\nLe volte sono coperte da fitti motivi decorativi che costituiscono una vera e propria antologia della pittura del Settecento.<br />\r\nTra le opere conservate nella chiesa si ricordano in controfacciata il&nbsp; sarcofago del vescovo Giovanni Andrea Baglioni opera di Urbano da Cortona (1451) e la grande tela di Giovanni Antonio Scaramuccia con la<em> Vergine fra i patroni della città e i Santi Agostino, Domenico e Francesco</em>. Per la devozione particolarmente importante è la cappella del Sant'Anello, decorata sull'altar maggiore con una tela di Jean-Baptiste Wicar che sostituisce un dipinto di Pietro Perugino dello stesso soggetto oggi conservato nel museo di Caen mentre all'inizio della navata destra, dietro la cancellata in ferro battuto della fine del XV secolo, è la <em>Deposizione della Croce,</em> di Federico Barocci (1569).&nbsp;<br />\r\nUn elegante portale quattrocentesco alla destra del transetto immette poi in sacrestia dove si conserva uno dei più bei cicli manieristi di Perugia. Dall'oscurità dell'abside ettagona emergono i colori delle vetrate e il coro ligneo intagliato nel 1486 opera di Giuliano da Maiano e Domenico del Tasso.<br />\r\nNella navata sinistra degni di nota sono i resti dell'altare della Pietà, scolpito da Agostino di Antonio di Duccio nel 1473 e l'altare del Gonfalone ove è collocato lo stendardo professionale eseguito da Berto di Giovanni nel 1526 in occasione&nbsp; di una grave pestilenza che costituisce uno dei più completi documenti iconografici di Perugia prima della costruzione della rocca Paolina e delle conseguenti trasformazioni urbanistiche.<br />\r\nNel chiostro della cattedrale ha sede il museo Capitolare di San Lorenzo.</p>\r\n\r\n<p>Nella chiesa si conserva la venerata reliquia dell'anello nuziale della Vergine, sottratto agli abitanti di Chiusi nel 1473. L'anello, inserito in un apposito reliquiario e racchiuso in una cassaforte con sette serrature, fu posto ad otto metri di altezza entro vano protetto da inferriata dorata protetta da altre quattro chiavi. Il sant'Anello viene mostrato solo due volte all'anno, tra 29 e 30 luglio e nella penultima domenica di gennaio, quando si celebra la festa dello Sposalizio e vengono benedetti gli anelli nuziali.</p> ","categorie attrattore":"Perugia | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718","latitudine":43.1122097,"longitudine":12.388895899999966,"comune":"Perugia","codice ISTAT comune":54039,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":51,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3350875,"id contenuti relazionati":"90494","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-vetro","denominazione":"Museo del vetro","descrizione sintetica":"Il Museo del vetro di Piegaro è allestito all'interno dell'antica fabbrica del vetro risalente ai primi dell'Ottocento posta nel centro storico del paese.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Il Museo del vetro di Piegaro è allestito all'interno dell'antica fabbrica del vetro risalente ai primi dell'Ottocento posta nel centro storico del paese.&nbsp; <p>L'edificio, acquistato dall'Amministrazione comunale nel 1989 e recentemente ristrutturato mantenendo inalterata l'architettura e la disposizione dei locali, ricostruisce fedelmente l'antica fabbrica.&nbsp; L'intervento di restauro ha infatti salvaguardato le peculiarità dell'edificio mettendo in luce e valorizzando la struttura architettonica e quanto in essa era ancora contenuto: la ciminiera, il forno fusorio con il vetro solidificato dell'ultima fusione, i cunicoli per il recupero del calore, i condotti di aerazione e raffreddamento.<br />\r\n<br />\r\nCostituisce uno dei pochi esempi conservati in Italia di strutture pre industriali per la lavorazione del vetro. In esposizione i manufatti vetrari qui prodotti nel corso dei secoli: da bicchieri, bottiglie e caraffe finemente lavorati a mano (alcuni dei quali con decorazioni in oro zecchino) a damigiane e fiaschi impagliati che hanno caratterizzato nel tempo la produzione della fabbrica.</p>\r\n\r\n<p>Attraverso una successione di ambienti di grande suggestione distribuiti su due livelli, il percorso di visita segue quello dell'antico ciclo produttivo, dall'arrivo delle materie prime al prodotto finito, passando per le fasi della fusione del vetro e della lavorazione, manuale (per soffiatura) e successivamente semiautomatica.<br />\r\n<br />\r\nLe due sale del piano principale, che conservano le pareti annerite dal fumo, si sviluppano intorno ai resti del forno fusorio. 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Questa ricca tradizione non si è mai interrotta e, a seguito dell'incremento della produzione e delle esigenze di innovazione, ha portato alla nascita di un moderno stabilimento industriale, ubicato a valle dell'antico centro di Piegaro, e che oggi rappresenta la più importante realtà economica del territorio.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> <p>Via Garibaldi,&nbsp;20&nbsp; &nbsp;06066&nbsp; &nbsp;PIEGARO&nbsp; Tel. 075 8358525<br />\r\n<br />\r\n<strong>E-mail:</strong> <a href=\"mailto:museodelvetro@comune.piegaro.pg.it\">museodelvetro@comune.piegaro.pg.it</a></p>\r\n\r\n<p><strong>Sito Web:</strong>&nbsp;<a href=\"http://www.museodelvetropiegaro.it/\">Visita il sito&nbsp;</a></p> ","categorie attrattore":"Piegaro | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240","latitudine":42.9701671,"longitudine":12.086302400000022,"comune":"Piegaro","codice ISTAT comune":54040,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":52,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3350829,"id contenuti relazionati":"90470","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/convento-e-chiesa-di-san-damiano","denominazione":"Convento e chiesa di San Damiano","descrizione sintetica":"La chiesa e il convento di San Damiano si trovano poco distanti dal centro storico di Assisi.","keywords":"","titolo testo":"Convento e chiesa di San Damiano","descrizioni attrattore":"<p><strong>Dove si trova</strong><br />\r\nLa chiesa e il convento di San Damiano si trovano poco distanti dal centro storico di Assisi.</p> <p><strong>Un tempo fu</strong><br />\r\nLa chiesa, costruita tra l'VIII ed il IX secolo in onore del santo medico Damiano, nel 1030 era importante priorato benedettino. In seguito venne progressivamente abbandonata.</p>\r\n\r\n<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />\r\nSan Francesco proprio in questo luogo udì per la prima volta la voce di Cristo. Il Crocifisso, oggi custodito nella basilica di Santa Chiara, disse al santo \"Francesco, và e ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina\" (alludendo alla crisi della Chiesa). Il santo da queste parole ricevette forza e conferma nella sua vocazione.<br />\r\nIl primo restauro della chiesa di San Damiano è stato compiuto proprio da san Francesco che nel 1212 vi accolse santa Chiara e le sue compagne e&nbsp;qui compose il Cantico delle Creature.<br />\r\nLe Clarisse edificarono un piccolo dormitorio e rimasero a san Damiano fino al 1260, poco dopo la morte di santa Chiara.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Descrizione</strong><br />\r\nLa semplice facciata della chiesa è preceduta da un ampio portico; nella parete superiore si apre la porta dalla quale santa Chiara mise in fuga i Saraceni mostrando l'ostensorio.<br />\r\nSotto il portico, a destra, si trova la <em>cappella di San Girolamo</em> dove sono visibili affreschi di Tiberio d'Assisi (1517) con la <em>Madonna col Bambino tra San Francesco</em>, <em>Santa Chiara</em>, <em>San Girolamo</em> e <em>San Bernardino</em>. Sulla parete di fondo <em>San Sebastiano</em> e <em>San Rocco</em> (1522).<br />\r\nL'interno è a navata unica. Entrando, subito a destra, è possibile vedere la finestrella dalla quale Francesco gettò i denari rifiutati per il restauro della chiesa. L'episodio è qui ricordato da un ignoto pittore trecentesco.<br />\r\nPoco più avanti si apre la cinquecentesca cappella che ospita un Crocifisso ligneo, intagliato da fra' Innocenzo da Palermo nel 1637. Su di un lato sono visibili due vetri istoriati che evocano il Cantico delle Creature.<br />\r\nNell'altare delle reliquie è conservata la scatola d'avorio in cui santa Chiara teneva il Santissimo Sacramento.<br />\r\nIl catino absidale della chiesa è decorato da affreschi di un ignoto pittore umbro del XIV secolo, con <em>San Damiano</em>, <em>San Rufino </em>e <em>Madonna col Bambino</em>. Al di sotto, un coro ligneo del 1504.<br />\r\nSopra l'altare maggiore è collocata una copia del Crocifisso che parlò a san Francesco.<br />\r\nAdiacente alla chiesa si trova la sagrestia; al suo interno un piccolo vano fu il rifugio di san Francesco inseguito dal padre.<br />\r\nAttraverso una scala si raggiunge l'oratorio costituito da una piccola camera con absidiola, dove alloggiò santa Chiara inferma. La conca absidale è decorata da affreschi del XIV secolo.<br />\r\nA destra, pochi scalini conducono al dormitorio, una croce segna il luogo della morte della santa, 11 agosto 1253.</p>\r\n\r\n<p><strong>Curiosità</strong><br />\r\nNella basilica Superiore di san Francesco, una delle scene del ciclo giottesco, descrive il momento in cui il Crocifisso parlò a San Francesco, all'interno della diroccata chiesa di San Damiano.</p>\r\n\r\n<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />\r\nA piedi (circa 1 Km) dal centro storico di Assisi, dopo aver oltrepassato porta Nuova bisogna percorre un breve tratto di viale Vittorio Emanuele II e girare a sinistra in località Santuraggio; poco più avanti un piazzale immette al convento di San Damiano.<br />\r\nDal centro storico e dalla stazione ferroviaria è possibile usufruire del servizio taxi o di autobus di linea APM.<br />\r\nNel piccolo piazzale antistante al convento è permesso parcheggiare un numero limitato di mezzi di trasporto.<br />\r\nIl convento è visitabile in determinati orari: per maggiori informazioni contattare lo IAT del Comprensorio Assisano.</p> ","categorie attrattore":"Assisi | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275","latitudine":43.0615671,"longitudine":12.618184100000008,"comune":"Assisi","codice ISTAT comune":54001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":53,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122412,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/grechetto-o-grechetto-di-orvieto-","denominazione":"Grechetto (o Grechetto di Orvieto)","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>È soltanto nel 1975 che grazie ad uno studio condotto presso l'Università degli Studi di Perugia si è riusciti finalmente a definire, almeno formalmente, le differenze tra le due tipologie di Grechetto maggiormente coltivate in Umbria, quello di Orvieto e quello di Todi. Appartenente all'ampia famiglia dei Greci, si tratta di uno dei più antichi vitigni coltivati in Italia, probabilmente arrivato nella penisola in epoche diverse ma proveniente dalla stessa macroarea geografica.</p>\r\n\r\n<p>È vitigno ampiamente diffuso in tutta la regione, spina dorsale della maggioranza dei vini bianchi prodotti tanto in provincia di Perugia quanto di Terni. Il Grechetto, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino giallo paglierino caratterizzato da lievi profumi fruttati e floreali, di buon grado alcolico ed acidità. Tradizionalmente utilizzato in assemblaggio, in particolare ad Orvieto, per le sue naturali caratteristiche è uva che si presta molto bene anche alla produzione di vini dolci.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"I vini e l'olio | Sapori della terra","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337","latitudine":42.7185068,"longitudine":12.110744599999975,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":54,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122497,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sagrantino","denominazione":"Sagrantino","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Impossibile nominare il Sagrantino e non pensare subito al suo territorio di origine, Montefalco. Vitigno antico, le cui tracce risalgono addirittura al I secolo D.C., è sempre rimasto ben ancorato all'area che lo ha visto nascere e che rappresenta il suo naturale habitat. Prodotto tradizionalmente nella versione passita è solo a partire dalla fine degli anni settanta e dai primi anni ottanta che si è cominciato a vinificarlo con costanza nella versione secca. Nel 1992 il Sagrantino di Montefalco è diventato il dodicesimo vino italiano ad ottenere la DOCG ed è oggi riconosciuto come una delle bandiere del vino italiano nel mondo.</p>\r\n\r\n<p>È vitigno coltivato quasi esclusivamente nel territorio di Montefalco, in provincia di Perugia. Il Sagrantino dà origine ad un vino rosso rubino scuro caratterizzato da profumi fruttati e speziati, di grande struttura, ricco e dall'inimitabile trama tannica. Nella versione passita regala vini di straordinaria intensità e complessità, in cui la dolcezza bilancia perfettamente quelle che sono le sue naturali parti più dure. 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Il Mazzafegato dell'alta valle del Tevere è uno dei sei presidi Slow Food dell'Umbria.</p> ","categorie attrattore":"Sapori della terra","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi3.png/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1423749271768","latitudine":43.46397830000001,"longitudine":12.24048689999995,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":57,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":125498,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/l-antico-borgo-di-bettona","denominazione":"L'antico borgo di Bettona","descrizione sintetica":"Bettona, l'antica <em>Vettona</em>, occupa la sommità di un colle in prossimità della confluenza dei fiumi&nbsp;Chiascio e Topino","keywords":"L'antico borgo di Bettona","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>L'insediamento presenta un impianto urbanistico ellissoidale, strutturato sul principale asse viario nord-sud, riprodotto dall'allineamento di via S. 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Sul lato opposto il <strong>palazzo comunale </strong>e oltre, su piazza Garibaldi a ridosso della cinta muraria, la chiesa intitolata al patrono <strong>San Crispolto.</strong><br />\r\nSul lato meridionale di piazza Cavour, affaccia la chiesa di <strong>Santa Maria Maggiore</strong>,&nbsp;eretta nel XIII secolo e più volte trasformata nel corso del Seicento, dalla quale provengono molte opere conservate al museo;&nbsp;<strong>l'oratorio di Sant'Andrea</strong>, che conserva un pregevole affresco del 1394 con la <em>Passione di Cristo.</em><br />\r\n<br />\r\nAncora oggi il centro si caratterizza per la <strong>presenza di case dotate di un piccolo orto-giardino recintato</strong>, di una cisterna per l'acqua piovana e il pozzo, che crea un felice equilibrio tra l'edificato e gli spazi ancora verdi.<br />\r\nUscendo dalla porta settentrionale del paese si possono raggiungere il <strong>monastero di Sant'Antonio</strong>, le <strong>chiese di San Gregorio</strong> e di <strong>San Quirico</strong> e, nella frazione in piano di Passaggio di Bettona, <strong>l'ex abbazia di San Crispolto</strong>, nota come <strong>Badia</strong>.<br />\r\nNel pendio opposto, a Colle di Bettona, è visitabile la <strong>tomba etrusca</strong> con volta a botte (II-I secolo a.C.) con&nbsp;pregevoli oggetti di corredo oggi esposti al <strong>museo archeologico nazionale di Perugia</strong>.</p> ","categorie attrattore":"Bettona | Alla scoperta dei borghi","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718","latitudine":43.0115564,"longitudine":12.486326500000018,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":58,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122367,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ciliegiolo","denominazione":"Ciliegiolo","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Probabilmente di origine spagnola, anche se alcuni studiosi sostengono sia sinonimo del \"Ciregiolo\" di cui si hanno tracce in Toscana già dal seicento, il Ciliegiolo deve il nome al suo tipico aroma fruttato, di ciliegia.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>Lontano parente del Sangiovese viene spesso vinificato in uvaggio per la sua capacità di donare al vino profondità di colore e profumi.&nbsp;Presente a macchia di leopardo in tutta la regione ha trovato la sua terra d'elezione nella zona dei Colli Amerini, in provincia di Terni.&nbsp;Il Ciliegiolo, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino di colore rosso rubino intenso caratterizzato da profumi particolarmente fruttati, fresco e leggermente alcolico.&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"I vini e l'olio | Sapori della terra","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi17.png/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1423749273803","latitudine":42.5567718,"longitudine":12.414636100000052,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":59,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122381,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gamay-o-gamay-del-trasimeno-","denominazione":"Gamay (o Gamay del Trasimeno)","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Da non confondere con il più noto Gamay d'oltralpe, diffuso in particolare in Borgogna, il Gamay del Trasimeno è presente in Umbria almeno dalla metà dell'ottocento. Recenti studi hanno dimostrato che si tratterebbe dello stesso vitigno che in Sardegna è conosciuto come Cannonau, in Veneto come Tai Rosso, in Francia come Grenache ed in Spagna come Garnacha. Si ipotizza che, ma non ci sono conferme in tal senso, nel percorso che lo ha portato dalla penisola ellenica vero il resto dell'Europa abbia trovato in Umbria un clima particolarmente favorevole al suo radicamento.</p>\r\n\r\n<p>È coltivato quasi esclusivamente nell'ampia zona del Lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Il Gamay, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino di colore rosso rubino caratterizzato da profumi freschi e piuttosto fruttati, di ottimo corpo.</p> ","categorie attrattore":"I vini e l'olio | Sapori della terra","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582","latitudine":43.1295911,"longitudine":12.09468179999999,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":60,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122663,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-colli-altotiberini","denominazione":"Vini Doc e Docg Colli Altotiberini","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>L'ampia zona dei Colli Altotiberini, che comprende importanti cittadine come Città di Castello, Umbertide e Gubbio, prende il nome dalla zona collinare attraversata dal fiume Tevere. Già nel XVI secolo il filosofo Andrea Bacci descriveva così la zona: \"sui due lati (...) si allargano campi festosi e ricchi pascoli, dai quali si innalzano dolci colline, rivestite in parte di lunghe file di olivi e in parte di vigneti curatissimi\".</p>\r\n\r\n<p>L'alta valle del Tevere rappresenta da sempre un importante luogo di sosta per i viaggiatori che si muovevano da nord a sud e le sue tradizioni gastronomiche sono particolarmente legate a quello che la terra può offrire, qui più che altrove. Erbe, verdure, legumi, funghi, carni, i prodotti di questa zona sono innumerevoli per varietà e stagionalità. Anche il vino rappresenta da sempre un tassello importante della gastronomia locale, le uve tipiche della zona sono il grechetto, il trebbiano ed il sangiovese cui si sono affiancate nel corso degli ultimi due decenni alcune varietà internazionali come il cabernet sauvignon ed il merlot.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"I vini e l'olio | Sapori della terra","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813","latitudine":43.46397830000001,"longitudine":12.24048689999995,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":61,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":122637,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-assisi","denominazione":"Vini Doc e Docg Assisi","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Dolcemente adagiata sulle pendici del monte Subasio e Patrimonio Mondiale dell'Umanità, Assisi accoglie da secoli fedeli provenienti da tutto il mondo. Città della pace, è famosa per aver dato i natali a San Francesco, patrono d'Italia e Santa Chiara. Le loro magnifiche basiliche, la cattedrale di San Rufino, la Rocca Maggiore sono solo alcuni dei grandi monumenti che nel corso degli anni continuano ad affascinare i tanti visitatori ed ispirare i più svariati artisti.</p>\r\n\r\n<p>Ricchissima anche dal punto di vista gastronomico, la cucina di Assisi è da sempre molto influenzata dalla vicinanza del Subasio. Uno dei prodotti tradizionali più rinomati viene però dalla pianura di Cannara, famosa per la sua cipolla. L'olio extra vergine di oliva rappresenta un altro importantissimo tassello, insieme al vino. 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La sua posizione, appena distaccata ma al tempo stesso dominante rispetto alla vicina Via Flaminia, gli ha permesso di divenire da sempre un importante riferimento culturale per le località limitrofe. Ne sono testimonianza le tracce lasciate da artisti quali il Perugino, Benozzo Gozzoli, Francesco Melanzio.</p>\r\n\r\n<p>Da sempre territorio a grande vocazione olivicola e vitivinicola, oggi Montefalco e tutta la vasta area dei Colli Martani rappresentano l'Umbria nel mondo grazie al sagrantino, vero protagonista del territorio e della denominazione. 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Del tessuto urbano medievale rimangono invece tracce nelle mura, nella porta d'accesso e nel grande torrione di base cilindrica sopra il quale spicca l'orologio pubblico.<br />\r\nDegno di nota è anche il&nbsp;teatro Comunale, costruito all'inizio del XX secolo e ben conservato negli interni.<br />\r\nAppena fuori da Avigliano Umbro si trovano alcuni interessanti edifici religiosi come la <strong>chiesa di Santa Vittorina</strong>, la <strong>chiesa di Sant'Egidio</strong> e la chiesa di <strong>Sant'Angelo</strong> mentre nelle sue frazioni meritano una visita alcuni castelli e fortezze.<br />\r\nIl <strong>castello di Santa Restituta</strong> innanzitutto che sorge accanto ad un'importante zona archeologica, la <strong>Grotta Bella</strong>, nella quale sono state rinvenute numerose statuette di epoca protostorica e romana, il <strong>castello di Toscolano</strong> accanto al quale sorge la <strong>cappella della Maestà di Toscolano</strong> contenente affreschi attribuibili a Pier Matteo d'Amelia ed il <strong>castello di Sismano</strong>, con le due imponenti torri laterali.<br />\r\nA Dunarobba infine si trova una imponente <strong>fortezza</strong> quadrangolare dominata sui quattro lati da grossi torrioni cilindrici. 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Secondo una tradizione locale il primitivo insediamento si sarebbe costituito intorno ad un eremo pre-benedettino fondato dal monaco siriano Eutizio (V secolo).<br />\r\nCastello di pendio nella seconda metà del Duecento, sotto la giurisdizione di Norcia, venne devastato dal terremoto nel 1328. Durante la prima metà del XVI secolo Preci, luogo di rifugio di fuoriusciti, fu distrutta per ben due volte dal legato pontificio delle Marche e dai Nursini. La pace con Norcia, siglata nel 1555, ed il fiorire della scuola chirurgica portò ad un rinnovato impulso edilizio che conferisce al borgo il suo aspetto attuale.<br />\r\nL'insediamento urbano risulta molto compatto ed ha aspetto cinquecentesco; il nucleo storico è caratterizzato dalla presenza di numerosi palazzi gentilizi, costruiti tra il XVI ed il XVIII secolo dalle numerose famiglie di medici preciani. 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L'oculistica e l'estrazione chirurgica dei calcoli erano le specialità dei medici preciani, facilitati dalla tradizione e dall'abilità nella lavorazione delle carni suine.<br />\r\nAll'interno del paese sorge l'interessante <strong>chiesa parrocchiale di Santa Maria</strong> e la chiesa di Santa Caterina.</p>\r\n\r\n<p>Nella parte alta del borgo si trova il quartiere Scacchi con case cinquecentesche dei medici Scacchi e Mensurati caratterizzate da decorati portali e da curiose iscrizioni con motti sugli architravi.<br />\r\nA borgo Preci, recente insediamento commerciale lungo la Valle Campiano, è da segnalare la chiesa della Madonna della Peschiera.<br />\r\nIl territorio comunale di Preci è molto suggestivo sia dal punto di vista naturalistico, poiché si estende tra la <strong>Valnerina</strong> ed il <strong>Parco Nazionale dei Monti Sibillini</strong>, sia dal punto di vista storico ed artistico, con le caratteristiche frazioni di <strong>Castelvecchio</strong>, Roccanolfi, Poggio di Croce e Montebufo.</p> ","categorie attrattore":"Preci | Valnerina | Valnerina da scoprire","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566","latitudine":42.8806639,"longitudine":13.039638500000024,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":65,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":125451,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-piccolo-borgo-di-castelvecchio","denominazione":"Il piccolo borgo di Castelvecchio di Preci","descrizione sintetica":"Il castello di epoca tardo medievale (XIII-XIV secolo) non presenta più tracce di fortificazione.&nbsp;","keywords":"castelvecchio, preci, abbazia di sant'eutizio, umbria","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Il piccolo borgo, sotto la giurisdizione del comune di <strong>Preci</strong>, è stato pesantemente trasformato nei secoli XVI e XVII. 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","categorie attrattore":"Preci | Valnerina | Valnerina da scoprire","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566","latitudine":42.8901564,"longitudine":13.01949239999999,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":66,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":125870,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-alo","denominazione":"Chiesa di Sant'Alò","descrizione sintetica":"La chiesa di Sant'Alò si trova in via Sant'Alò, uno slargo che si apre lungo la Via XI Febbraio di Terni","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Sant'Alò","descrizioni attrattore":"<p>La chiesa di Sant'Alò si trova in via Sant'Alò, uno slargo che si apre lungo la Via XI Febbraio di Terni. Il nome della chiesa deriva da Aloysius (Eligio) santo protettore degli orafi e dei maniscalchi.<br />\r\nSecondo la tradizione fu costruita sopra un antico edificio dedicato a Cibele, alla fine del XI secolo. La chiesa appartenne prima agli agostiniani, poi ai francescani quindi ai cavalieri di Malta.&nbsp;<br />\r\nNel Trecento la facciata, di tipo romanico, fu inglobata da una casa che le sorse accanto, fatto questo che determinò il cambio di accesso alla chiesa, &nbsp;realizzato sulla parete destra.<br />\r\nL'esterno privo di facciata, conserva frammenti scultorei di spoglio come i due leoni di epoca romana posti al termine della scalinata d'ingresso&nbsp; o i fregi floreali di epoca alto-medievale.&nbsp;<br />\r\nInternamente la chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate scandite da un'alternanza di pilastri e colonne realizzati con materiale di recupero e sormontati da capitelli. 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Sulle pareti sono presenti affreschi quattrocenteschi di scuola senese, marchigiana ed umbra tra i quali una \"Crocifissione\" , una \"Annunciazione e Santi\" e un \"San Antonio Abate\" .</p>\r\n\r\n<p>I due altari rinascimentali ai lati dell'altare maggiore custodivano la \"Crocifissione\" di Raffaello, dipinta attorno al 1503 per conto della famiglia Gavari, oggi alla National Gallery di Londra, e il \"Martirio di San Sebastiano\" di Luca Signorelli, dipinto nel 1498 per la famiglia Brozzi e oggi conservato nella Pinacoteca Comunale tifernate. Nell'altare maggiore è conservato il corpo della Beata Margherita (1287-1320) terziaria domenicana, detta la Cieca della Metola, dal luogo dove nacque. Il coro ligneo, formato da 26 stalli con splendidi intarsi, collocato nell'ampia abside, è una preziosa opera di Manno dei Cori. Il portale, restaurato nel 1939, è opera del maestro scalpellino Pietro Pazzaglia. &nbsp;Sopra il portale si trova un affresco del pittore tifernate &nbsp;Aldo Riguccini.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> Fonte: IAT Città di Castello ","categorie attrattore":"Città di Castello | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi36.png/c9583b6e-59bd-4b7b-98e6-5cf9b73f52b1?t=1423749276954","latitudine":43.45555,"longitudine":12.239469999999983,"comune":"Città di Castello","codice ISTAT comune":54013,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":68,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3721050,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-santissima-trinita","denominazione":"Chiesa della Santissima Trinità - Avigliano Umbro","descrizione sintetica":"La chiesa della Santissima Trinità sorge all'interno di&nbsp;Avigliano Umbro&nbsp;ed è la chiesa parrocchiale del paese. 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Numerose sono tuttavia le opere&nbsp; rimaste tra le quali si ammirano la&nbsp;<em>Madonna del Rosario tra San Giovanni Evangelista, San Domenico, Santa Caterina e Santa Cecilia</em>&nbsp;di Andrea Polinori, alcuni affreschi raffiguranti Santi tra cui un S<em>ant'Antonio Abate</em>&nbsp;ed una&nbsp;<em>Conversione di san Paolo</em>&nbsp;attribuiti a Bartolomeo Barbiani di Monteopulciano ed una&nbsp;<em>Madonna tra i Santi &nbsp;Antonio da Padova e Barbara</em>&nbsp;del XVII secolo.<br />\r\nMeritano inoltre attenzione all'interno della chiesa una C<em>roce in argento</em>&nbsp;e smalto del XIV secolo e due dipinti, sempre del Polinori, raffiguranti la&nbsp;<em>Deposizione</em>&nbsp;e S<em>an Lorenzo.</em> <strong>Bibliografia</strong> Santini L. (1999),&nbsp;<em>Guida di Amelia e dell'Amerino</em>, Perugia, Quattroemme Editore.<br />\r\nCaruso P. (1999),&nbsp;<em>Benvenuti in Umbria, guida ai 92 comuni</em>, Collazzone, Grilligraf Editrice.<br />\r\nT.C.I.&nbsp;(2004),&nbsp;<em>Umbria</em>, Milano, Turing Editore. ","categorie attrattore":"Avigliano Umbro | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705","latitudine":42.651957,"longitudine":12.427511999999979,"comune":"Avigliano Umbro","codice ISTAT comune":55033,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":69,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4463263,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gamberi-di-fiume","denominazione":"Gamberi di fiume","descrizione sintetica":"<p>Ecco cosa occorre per preparare un antipasto semplice e gustoso della tradizione umbra</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Ingredienti <p>Gamberi di fiume<br />\r\nOlio extravergine di oliva<br />\r\nSale<br />\r\nAglio<br />\r\nPrezzemolo<br />\r\nPeperoncino</p> Preparazione <p>Come prima cosa, fate soffriggere in un tegame due spicchi d'aglio e il peperoncino. Contemporaneamente pulite e lavate i gamberi; uniteli poi all'aglio quando questo inizia a colorirsi. Fateli rosolare e aggiungete – per dar sapore – del vino bianco secco. Mescolateli di tanto in tanto e lasciate cuocere coprendo il tutto con un coperchio. 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Spesso i sapori più semplici sono anche quelli che portiamo nel cuore. Come il pane tipico di Terni.<br />\r\n<br />\r\nPreparazione <p>Impastiamo la farina con una parte d'acqua fino a che non otteniamo un composto granuloso e umido e lasciamo riposare per almeno 30 minuti. Dopodiché aggiungiamo il sale, l'acqua rimasta e il lievito di birra continuando ad amalgamare il tutto. Il risultato è una massa omogenea e liscia che necessita di un tempo di fermentazione che varia dalle 2 alle 4 ore. Dopo aver impastato a mano nuovamente, formiamo delle pagnotte di circa 800 gr ciascuna che spolveriamo con il tritello di frumento e copriamo con un panno. Inforniamo tutto a 220 gradi circa e lasciamo cuocere fino&nbsp; doratura.</p> ","categorie attrattore":"Le ricette della tradizione","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355","latitudine":42.5657788,"longitudine":12.644896300000028,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":71,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4752526,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-s-maria-assunta","denominazione":"Chiesa di S. Maria Assunta","descrizione sintetica":"La chiesa di S. Maria Assunta era la chiesa matrice, la più importante del paese. E' situata nei pressi della Porta Ternana lungo la via Sabina, oggi via Roma, un tempo la principale via di comunicazione che attraversava il centro abitato di Calvi.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di S. Maria Assunta","descrizioni attrattore":"<p>La chiesa di S. Maria Assunta era la chiesa matrice, la più importante del paese. E' situata nei pressi della Porta Ternana lungo la via Sabina, oggi via Roma, un tempo la principale via di comunicazione che attraversava il centro abitato di Calvi.</p> <p>La sua costruzione risale alla seconda metà del XIII secolo e l'impianto originario era costituito da un edificio di dimensioni ridotte rispetto all'attuale con la facciata rivolta verso la porta d'ingresso del paese. A questa prima fase appartengono il prospetto lungo via Roma con tre monofore ad arco a tutto sesto e con l'originaria porta di accesso laterale, oggi tamponata, ed il portale a tre rincassi con decorazioni a foglie d'acanto nell'archivolto sorretto da colonnine, collocato su questo lato della chiesa nella prima metà del XVII secolo, ma originariamente posto sulla facciata. Negli anni 80 del XVI secolo venne costruita la torre campanaria, originariamente isolata e poi inglobata nell'attuale edificio.</p>\r\n\r\n<p>La chiesa nel suo aspetto attuale è il risultato di un ampliamento avvenuto tra il 1620 ed il 1650 e rappresenta uno dei numerosi esempi di provincia dell'architettura della Controriforma e del Tardo Manierismo. Essa ha un impianto longitudinale a navata unica coperta con una volta a botte con costolonature ed ha pianta rettangolare con cinque cappelle lungo entrambi i lati lunghi; in fondo alla chiesa, al di sotto della cantoria in legno e dell'Organo del XVIII secolo, sono presenti due vani posti all'interno della struttura del campanile, di cui uno oggi tamponato. E' priva di transetto ed ha terminazione rettilinea, senza abside: al centro c'è la cappella presbiteriale con l'altare maggiore e la tela raffigurante la \"Madonna Assunta e S. Pancrazio\" di Salvatore Pierella, datata 1737; ai lati ci sono due cappelle gentilizie, più grandi rispetto alle altre: quella sulla sinistra è la Cappella Sernicoli, la più ricca nella decorazione di tutta la chiesa, sul suo altare troviamo la \"Madonna in trono con il Bambino tra i SS. Biagio e Berardo\" di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, dipinta intorno agli anni Trenta del Seicento; la cappella sulla destra, invece apparteneva alla famiglia Fioretti ed ospita la tela della \"Circonsione di Gesù\" opera di Calisto Calisti di Bagnaia, firmata e datata 1640. Le cappelle laterali erano patronato di famiglie private o delle confraternite che risiedevano in questa chiesa. Quelle che contengono le opere d'arte più significative sono la Cappella della Società del SS.mo Rosario contentente la grande tela con la \"Madonna del Rosario\", opera di un pittore fiammingo e realizzata alla fine degli anni 60 del Cinquecento; la cappella di s. giuseppe con la tela dello Sposalizio della Vergine di Vincenzo Manenti e la Cappella oggi chiamata del Battesimo con il Fonte Battesimale in marmo finemente intagliato, recante lo stemma della comunità di Calvi e quello della famiglia Ceri - Anguillara e riportante la data 1559.</p> ","categorie attrattore":"Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724","latitudine":42.40075909999999,"longitudine":12.566573199999993,"comune":"Calvi dell'Umbria","codice ISTAT comune":55008,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":72,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4752435,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-santissima-trini-1","denominazione":"Chiesa della Santissima Trinità - Calvi dell'Umbria","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"Chiesa della Santissima Trinità - Calvi dell'Umbria","descrizioni attrattore":"La costruzione della chiesa, intitolata inizialmente alla Madonna delle Grazie, venne affidata dalla comunità di Calvi nel 1523 al maestro Rinaldo Iacovetti da Calvi, nel luogo in cui un'immagine della Madonna che era raffigurata sulla parete di un'abitazione aveva miracolosamente lacrimato. <p>Veniva chiamata anche Madonna dello Sportello perché si trovava presso un'antica porta del paese detta lo Sportello posta nell'antica cerchia muraria precedente l'espansione verso valle del centro abitato. L'edificio si sviluppa su più livelli, \"arrampicandosi\" sul costone roccioso del paese e in pianta è composto da un ottagono nella zona presbiteriale e da un rettangolo in quella riservata ai fedeli: queste due parti, la prima coperta da una cupola la seconda da una volta a crociera, sono collegate da un grande arco trionfale che conferisce unitarietà all'ambiente.</p>\r\n\r\n<p>All'interno è presente un affresco raffigurante una Madonna con Bambino databile alla metà del XV secolo.</p>\r\n\r\n<p>All'esterno sono da notare il portale in pietra calcarea scolpita con l'architrave recante la scritta AVE REGINA CELORUM, le pianelle decorate dello sporto di gronda e la lanterna ottagonale caratterizzata da paraste con cornici e capitelli in cotto e coperta con scandole di laterizio, giustapposte le une alle altre.</p> ","categorie attrattore":"Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724","latitudine":42.4038614,"longitudine":12.569369400000028,"comune":"Calvi dell'Umbria","codice ISTAT comune":55008,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":73,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5189980,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/arrosto-morto-di-piccione","denominazione":"Arrosto morto di piccione","descrizione sintetica":"<p>Una ricetta appartenente alla tradizione umbra</p>","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Ingredienti Piccioni<br />\r\nAglio<br />\r\nRosmarino<br />\r\nSalvia<br />\r\nPepe<br />\r\nOlio extravergine di oliva<br />\r\nVino bianco<br />\r\nOlive Preparazione <p>Mettete in una casseruola i piccioni e fate scaldare con olio extravergine di oliva. A piacere, aggiungete aglio, salvia, rosmarino e fate rosolare il tutto. Sfumateli con vino bianco e insaporite con olive nere, sale e pepe. 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L'immagine di questa Madonnina compare in tutta la storia di Acquasparta, specialmente in occasione di pestilenze, di terremoti, di guerre.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>Si conserva inoltre una tela francescana copia della celebre tela di Margheritone di Arezzo che si trova in Firenze agli Uffizi e raffigurante San Francesco e, sui lati, noti episodi della vita del Poverello di Assisi.<br />\r\nDa ultimo si deve ricordare l'antichissimo Crocifisso ligneo (sec. XIV), portato in questa chiesa da San Giovanni di Butris.</p> ","categorie attrattore":"Acquasparta | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640","latitudine":42.69289550000001,"longitudine":12.545620900000017,"comune":"Acquasparta","codice ISTAT comune":55001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":75,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5365268,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-cecilia","denominazione":"Chiesa di Santa Cecilia","descrizione sintetica":"La Chiesa di Santa Cecilia (Patrona della città) risale al XII secolo come si può notare dall'abside.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Santa Cecilia","descrizioni attrattore":"<p>La Chiesa di Santa Cecilia (Patrona della città) risale al XII secolo come si può notare dall'abside. Di notevole interesse al suo interno è la cappella Cesia, fatta costruire nel 1581 da Isabella Liviani Cesi bisnonna di Federico II il Linceo.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p> Nella insigne collegiata di S. Cecilia si trovano sette tele collocate nelle cappelle opere di diversi pittori che vanno dalla fine del XVI secolo alla seconda metà del XVIII secolo. ","categorie attrattore":"Acquasparta | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705","latitudine":42.6904699,"longitudine":12.546306500000014,"comune":"Acquasparta","codice ISTAT comune":55001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":76,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5365168,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-del-sacramento","denominazione":"Chiesa del Sacramento","descrizione sintetica":"La Chiesa del sacramento fu costruita nel 1684 in contrada la Piazza Vecchia della Società del Santissimo Sacramento","keywords":"","titolo testo":"Chiesa del Sacramento","descrizioni attrattore":"La Chiesa del sacramento fu costruita nel 1684 in contrada la Piazza Vecchia della Società del Santissimo Sacramento.&nbsp; E' di forma quadrata e con tetto in legno con capriata fino alla metà del XIX secolo. All'interno è possibile ammirare un pezzo di mosaico romano proveniente dalla antica città di Carsulae ","categorie attrattore":"Acquasparta | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705","latitudine":42.6904699,"longitudine":12.546306500000014,"comune":"Acquasparta","codice ISTAT comune":55001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":77,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3350933,"id contenuti relazionati":"90518","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-di-santa-rita","denominazione":"Santuario di Santa Rita","descrizione sintetica":"Il santuario di Santa Rita si trova nella parte più alta del nucleo abitativo di Cascia e si inserisce nel contesto urbano rompendo ogni modulo dimensionale e stilistico.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Santuario di Santa Rita","descrizioni attrattore":"<p>Santuario di Santa Rita<br />\r\nContesto: urbano<br />\r\nDatazione: XX SECOLO</p>\r\n\r\n<p><strong>Dove si trova</strong><br />\r\nIl santuario di Santa Rita si trova nella parte più alta del nucleo abitativo di&nbsp;Cascia&nbsp;e si inserisce nel contesto urbano rompendo ogni modulo dimensionale e stilistico.&nbsp;</p> <p>Vi si arriva attraverso una strada esterna che lambisce il paese oppure, internamente, dove le ripide salite sono attenuate da sistemi di scale mobili.</p>\r\n\r\n<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />\r\nLa basilica intitolata alla santa è una costruzione moderna, nata&nbsp;nel XX&nbsp;secolo, edificata nell'arco di nove anni, importante sia da un punto di vista artistico che architettonico. All'interno della chiesa, nella <em>cappella di Santa Rita</em>, un'urna in cristallo, del 1930, contiene il corpo della santa. Il basamento marmoreo è stato decorato da Eros Pellini. Sopra l'altare contribuiscono a creare una mistica atmosfera alcuni candelieri e una croce in argento sbalzato del XVII secolo.<br />\r\nSulla sinistra, attraverso una porta molto stretta, si accede alla <em>chiesa della beata Rita</em>, qui è stato venerato il corpo della santa dal 1577 al 1947. La chiesa è stata in gran parte demolita per far spazio al nuovo santuario, rimangono solamente il portale ed alcuni altari.</p>\r\n\r\n<p><strong>Descrizione</strong><br />\r\nIl santuario fu eretto nel 1937-47 sul luogo dell'antica chiesa agostiniana annessa al monastero dove morì santa Rita, 1457.<br />\r\nSu progetto dell'ingegnere del Vaticano monsignor Spirito Maria Chiapetta, l'edificio venne modificato in corso d'opera da Giuseppe Martinenghi.<br />\r\nAi fianchi del portale si trovano dieci formelle a rilievo realizzate di Eros Pellini con <em>Storie della vita di santa Chiara</em>. Sull'architrave corre l'iscrizione tratta dall'antico sarcofago della santa \"Salve Rita vas amoris, sponsa Christi dolorosa / tu de spinis Salvatoris pulchra nasceris ut rosa\". Salve Rita vaso d'amore sposa di Cristo dolorosa / tu dalle spine del Salvatore bella nasci come una rosa.<br />\r\nL'interno, a croce greca con bracci absidati, è di struttura bizantineggiante. Tutto intorno al perimetro della struttura si aprono le logge del matroneo.<br />\r\nL'abside principale è stato rinnovato nel 1981 dagli architetti Caproni, Genco, Srimieri. L'<strong>altare maggiore</strong>, su disegno di Giuseppe Martinenghi, è decorato da rilievi con l'<em>Ultima Cena</em> di Eros Pellini e custodisce il \"Corpus Christi\", il culto fu riconosciuto da Bonifacio IX. Gli arredi sono opera del grande scultore contemporaneo Giacomo Manzù. Molto bello il tabernacolo ovale con al centro una rosa tra spighe di grano e tralci di vite ed il crocifisso con croce a forma di palme d'ulivo.<br />\r\nGli affreschi, <em>Ultima Cena</em>, sono opera di Luigi Filocamo, le vetrate con <em>miracoli eucaristici</em> di Armando Marrocco.<br />\r\nLa zona centrale del santuario è coperta da una cupola dove il pittore Luigi Montanarini ha raffigurato la colomba e la gloria dei santi agostiniani.<br />\r\nL'abside d'ingresso è stato affrescato da Silvio Consadori nel 1956; i personaggi in processione si recano ad adorare la croce,&nbsp;a sinistra l'autoritratto dell'artista coperto da un mantello verde e con un libro rosso in mano. Ai lati sono gli <em>altari di santa Lucia e di san Giuseppe</em>.<br />\r\nL'abside detta dell'Assunta è stata dipinta da Gisberto Ceracchini, con <em>L'Assunzione di Maria al cielo</em>, nel 1950 poco dopo la proclamazione del dogma da parte di Pio XII. Il disegno delle vetrate, <em>Storie della vita di Maria</em>, è di Consadori.<br />\r\nNell'abside di santa Rita si trova un piccolo quadro della <em>Madonna del Buon Consiglio</em>, XVIII secolo, e la pergamena con cui papa Pio XII elevò la chiesa a santuario il primo agosto 1955. I dipinti sono di Ferruccio Ferrazzi.<br />\r\nLa <strong><em>cappella di santa Rita</em></strong><em>, in cui è <strong>custodito il suo corpo</strong>,</em> si apre dietro una grande cancellata in ferro battuto. Sotto l'altare della <em>cappella della Consolazione</em> è invece conservato il corpo del beato agostiniano Simone Fidati (1295-1348), grande scrittore e predicatore che portò a Cascia il \"Corpus Christi\" oggi custodito nell'altare maggiore. Il miracolo avvenne nel 1330 a Siena: un sacerdote, mentre andava a portare la comunione ad un infermo, pose l'ostia nel breviario. Giunto a casa del malato vide che l'ostia era diventata sangue, le macchie di sangue avevano la forma di un profilo di volto umano.</p>\r\n\r\n<p><strong>Curiosità</strong><br />\r\nNella notte tra il 21 e il 22 maggio di ogni anno Cascia tributa a santa Rita una festa grandiosa, le Celebrazioni Ritiane, in cui a momenti puramente celebrativi si alternano spazi di riflessione e liturgia.</p>\r\n<strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />\r\nAll'ingresso di Cascia si trova un grande parcheggio che grazie ad ascensori e scale mobile college con il centro storico e il santuario di santa Rita.<br />\r\nNei dintorni merita una visita il centro di Roccaporena, paese natale della santa, ove si possono ancora ammirare la casa, oggi trasformata in cappella, dove la santa visse, lo scoglio della preghiera, in cui meditava, il roseto e l'orto del miracolo, dove in un freddo inverno del 1457 pochi giorni prima della sua morte, fiorì una rosa e maturò un fico. ","categorie attrattore":"Cascia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742","latitudine":42.7169225,"longitudine":13.011907299999962,"comune":"Cascia","codice ISTAT comune":54007,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":78,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3523954,"id contenuti relazionati":"90494","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-pesca-del-lago-trasimeno","denominazione":"Museo della Pesca del Lago Trasimeno","descrizione sintetica":"Il Museo della Pesca si trova lungo la via principale del caratteristico borgo di San Feliciano che sorge sulle sponde del lago Trasimeno.<br />\r\n&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Museo della Pesca del Lago Trasimeno","descrizioni attrattore":"Il Museo della Pesca si trova lungo la via principale del caratteristico borgo di San Feliciano che sorge sulle sponde del lago Trasimeno. <p>Nelle sale del museo si illustra&nbsp;l'origine e l'evoluzione del Trasimeno che ebbe origine circa un milione e settecentomila anni fa quando, in seguito a movimenti tettonici, si creò una depressione nel livello del suolo in cui si raccolsero le acque. Nel corso dei secoli la linea della riva subì variazioni notevoli per evitare le quali, nel XV secolo, Braccio da Montone, fece realizzare un emissario artificiale. Nel XX secolo venne poi realizzato un secondo &nbsp;emissario dallo sfruttamento eccessivo del quale deriva il notevole abbassamento del livello lago avvenuto negli ultimi anni.<br />\r\n<br />\r\nIl percorso si&nbsp; articola in quattro grandi sale (alba, mezzogiorno, pomeriggio, sera) dedicate alle tecniche della pesca dalla preistoria al periodo attuale; interessanti a tale proposito i pesi da rete in terracotta per reti da posta e a strascico risalenti all'età del Bronzo ed al periodo etrusco-romano o le esche in pietra sempre di epoca preistorica; tra gli acquarelli va citato quello di Elio Pasquali che rappresenta la tecnica di pesca detta \"gorro\" eseguita con una grande rete a strascico e quello che riproduce la lavorazione delle piante palustri, che, sino a pochi decenni orsono, venivano utilizzate per realizzare reti, ceste e corde per la pesca, oltre che per alcuni tipi di lavori artigianali come l'impagliatura delle sedie e il rivestimento di damigiane e fiaschi.<br />\r\nLo sviluppo della pesca lacustre seguì le vicende della diffusione del Cristianesimo. A partire da quest'epoca infatti si vennero sperimentando nuove tecniche di pesca con impianti fissi per sopperire alla maggiore richiesta di pesce che proveniva dalla città di Perugia in particolare durante il periodo della Quaresima.<br />\r\nSeguono l'esposizione di strumenti utilizzati per la pesca, una sala multimediale a forma di barcone e due grandi acquari che documentano la fauna ittica che oggi popola il lago.</p> ","categorie attrattore":"Magione | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186","latitudine":43.1421257,"longitudine":12.203915000000052,"comune":"Magione","codice ISTAT comune":54026,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":79,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3580938,"id contenuti relazionati":"90494","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-del-leone","denominazione":"Rocca del Leone","descrizione sintetica":"Ubicata all'interno dell'abitato di Castiglione del Lago, la Rocca del Leone domina la parte orientale di questo che si protende verso il Lago Trasimeno.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Rocca del Leone","descrizioni attrattore":"<p>Datazione: XII SECOLO<br />\r\nAttuale uso: Anfiteatro<br />\r\nProprieta: Pubblica&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>Ubicata all'interno dell'abitato di Castiglione del Lago, la Rocca del Leone domina la parte orientale di questo che si protende verso il Lago Trasimeno.&nbsp;</p> <p>L'influenza della costruzione sul centro, ha determinato probabilmente anche le origini del suo nome, attraverso un processo di fusione di suoni dal nome originario del castello, Castello del Leone, a Castillonem, poi Castiglione.L'attuale struttura della Rocca è a forma di pentagono irregolare con mura merlate alla guelfa, difesa agli angoli principali da quattro torri; un imponente mastio triangolare (alto più di 30 metri) è posizionato all'interno della cinta muraria.<br />\r\nI lavori per la sua realizzazione si intrapresero all'inizio del XII secolo, quando era imperatore Federico II di Svevia, per inserirlo nel sistema difensivo centrale che, partendo dalla Puglia, attraversava tutta l'Italia.<br />\r\nDurante la guerra tra Perugia ed Arezzo avvenuta alla fine del 1100, il preesistente Castello del Leone, venne ridotto in rovina da Enrico IV di Franconia e nel corso del 1297 i magistrati perugini decisero di fortificare l'abitato e di costruire una rocca all'interno del castello.<br />\r\nGli interventi resero possibile la realizzazione della formidabile Rocca.<br />\r\nDurante il ‘300 furono realizzati alcuni interventi da frate Elia Coppi da Cortona e dall'architetto senese Lorenzo Maitani. Come tutti i castelli di importanza strategica subì svariati attacchi durante il XIV e tutto il XV secolo, fino a quando Giampaolo Baglioni vi stabilì la propria residenza nel 1503, disponendone successivamente il restauro e l'ampliamento del complesso.<br />\r\nFu innalzato un ulteriore tratto di mura, in parte tutt'ora visibili, che partiva dal Palazzo ed arrivava nelle vicinanze del Mastio; questi aveva un sistema di accesso costituito da scale di legno poggianti su pianerottoli che, in caso di attacco, venivano ritirate.<br />\r\nGli interventi aggiuntivi ed il sistema interno al Mastio lo fecero considerare uno tra i castelli europei del ‘500 più difficili da espugnare .<br />\r\nNel 1550 il papa Giulio III promosse il luogo a marchesato consegnandolo in giurisdizione alla sorella ed al nipote Ascanio I Della Corgna.<br />\r\nNel 1554 Ascanio I provvide a realizzare all'interno della cinta muraria una serie di giardini all'italiana ed a sostituire due torri con bastioni cilindrici, poiché la superficie tonda dava maggiore sicurezza in seguito alla comparsa dei cannoni; inoltre fece realizzare il palazzo signorile restaurando edifici trecenteschi, pare su disegno del Vignola.<br />\r\nLa rocca è stata di proprietà della stessa famiglia fino alla morte di Fulvio II avvenuta nel 1647; poi passò sotto la giurisdizione della Camera Apostolica e dal 1860 è di proprietà del Comune di Castiglione del Lago.&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Bibliografia:</strong><br />\r\nAA. VV. (1992), <em>Guide De Agostini – UMBRIA, </em>Novara, Istituto Geografico De Agostini<br />\r\nAA.VV. (2004), <em>Umbria - Piccoli Centri della Provincia di Perugia</em>, Cannara (PG), Arti Grafiche Antica Porziuncola<br />\r\nAmoni D. (2000), <em>Castelli Fortezze e Rocche dell'Umbria, </em>Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"Castiglione del Lago | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186","latitudine":43.1277231,"longitudine":12.052688999999987,"comune":"Castiglione del Lago","codice ISTAT comune":54009,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":80,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4406625,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trota-al-tartufo-nero","denominazione":"Trota al tartufo nero","descrizione sintetica":"Ingredienti e ricetta di uno dei piatti tipici della tradizione umbra.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Ingredienti <p>2 trote<br />\r\n3 tartufi neri<br />\r\nSucco di limone<br />\r\nAceto di vino rosso<br />\r\n2 spicchi d'aglio<br />\r\nOlio extravergine di oliva</p> Alla scoperta di due prodotti davvero unici: la trota e il tartufo. Un binomio vincente a tavola.<br />\r\n<br />\r\nPreparazione <p>La prima cosa da fare è pulire le trote e lavarle bene; dopo averle asciugate, lessatele in acqua salata. Togliere con cura la pelle, le lische e le pinne. Disponete i filetti di pesce uno accanto all'altro su un piatto da portata. Nel frattempo, lavorate in un mortaio i tartufi che avrete precedentemente pulito. Aggiungete poi l'aceto, l'aglio e il succo di limone. Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa ben amalgamata e riscaldatela con un po' di olio extravergine di oliva. 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Tostatelo da entrambi i lati in forno o su una griglia, così da renderlo croccante e ben abbrustolito. Sfornate le fette e, ancora calde, strofinatele con l'aglio. Nel frattempo, avrete già preparato i tre tipi di condimento: la prima bruschetta con un paté di tartufo nero; la seconda con una salsa a base di olive nere o verdi, a seconda della vostra preferenza; la terza - e più semplice – con olio extravergine di oliva, origano, sale e pepe. 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Pur ispirandosi alle condizioni di vita di una famiglia che risiedeva all'interno delle mura cittadine, il Museo documenta il più ampio contesto rurale in cui si svolgeva il lavoro contadino e l'economia di sussistenza ad esso collegata. Gli ambienti in cui sono custoditi gli oggetti domestici e gli attrezzi agricoli ricostruiscono infatti quelli di una tradizionale casa contadina: il fondo-stalla, il granaio, la cucina e la camera da letto. Nel fondo, insieme ad oggetti che solitamente corredavano una tipica cantina rurale (la botte, il \"bigoncio\", i fiaschi), è sistemato il manufatto di maggior rilievo della raccolta corcianese, un telaio ligneo corredato dagli accessori per le attività di tessitura-filatura (fusi, naspi, conocchie e rocche). Nella cucina, dominata dal focolare attorno al quale si svolgevano le principali attività domestiche, e al contempo fulcro della vita sociale della casa, sono esposti un versatoio, l'\"ascina\" per il bucato e la madia, un rustico mobile di legno utilizzato per la preparazione del pane. La camera è arredata da un letto in ferro su cui si trova il tradizionale saccone di foglie che serviva da materasso. Vi sono inoltre esposti il \"prete\", il \"girello\" per i bambini, il lavamano, lenzuola e asciugamani ricamati. Una serie di foto d'epoca e di immagini sacre contribuisce alla ricostruzione dell'ambiente sociale e religioso della società contadina dell'Ottocento corcianese.</p> ","categorie attrattore":"Corciano | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341","latitudine":43.1237872,"longitudine":12.289259600000037,"comune":"Corciano","codice ISTAT comune":54015,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":83,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":4752281,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-municipale","denominazione":"Palazzo Municipale - Corciano","descrizione sintetica":"","keywords":"","titolo testo":"Palazzo Municipale - Corciano","descrizioni attrattore":"Il palazzo Municipale di Corciano si trova lungo corso Cardinale Luigi Rotelli. <p>Fu edificato intorno alla metà del XVI secolo dai duchi Della Corgna che dopo l'elezione al soglio pontificio di Giulio III (1550), zio di Fulvio della Corgna, realizzarono imponenti residenze nei territori a loro soggetti tra cui Corciano, Pieve del Vescovo, Castiglion del Lago e Città della Pieve.&nbsp; Il palazzo passò poi ai Doni, famiglia imparentata con i Della Corgna, che lo vendettero a Innocenzo Massini; questi lo cedette al conte Ungaro Oddi che lo utilizzò come casa di villeggiatura; passò poi alla famiglia Innamorati. L'Amministrazione Comunale acquisì il palazzo nel 1887 pagando a Luigi Innamorati 800 scudi.</p>\r\n\r\n<p>Il palazzo sorse sopra abitazioni di epoca medievale di cui sono visibili tracce lungo tutto il perimetro esterno. La facciata è costituita da un avancorpo centrale rientrante su cui poggiano due avancorpi laterali. La realizzazione dell'edificio, contemporanea ai restauri del Castello di Pieve del Vescovo promossi dal vescovo Fulvio della Corgna, è variamente attribuita agli architetti Alessi e Vignola.</p>\r\n\r\n<p>Articolato in tre piani, collegati tra loro sia esternamente che internamente il palazzo aveva nei piani inferiori i depositi le scuderie; al di sopra era il piano nobile o di rappresentanza con le sale affrescate da Salvio Savini, artista manierista di matrice zuccaresca. All'ultimo piano era l'appartamento privato. L'edificio, completamente ristrutturato nel 1980, conserva al piano terra una raccolta Paleontologica e una di reperti archeologici.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p> ","categorie attrattore":"Corciano | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341","latitudine":43.1237872,"longitudine":12.289259600000037,"comune":"Corciano","codice ISTAT comune":54015,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":84,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5016124,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gnocchi-al-ragu-di-agnello","denominazione":"Gnocchi al ragù di agnello","descrizione sintetica":"<p>Ingredienti e ricetta di un piatto tipico di Perugia</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>","keywords":"","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"Ingredienti <p><strong>Per gli gnocchi:</strong><br />\r\n700 grammi di patate<br />\r\n200 grammi di farina<br />\r\n1 uovo<br />\r\n<br />\r\n<strong>Per il ragù:</strong><br />\r\n400 grammi di agnello<br />\r\nRosmarino<br />\r\nSpicchi di aglio<br />\r\nCipolla<br />\r\nPomodori pelati<br />\r\nVino bianco<br />\r\nOlio extravergine di oliva<br />\r\nPecorino grattugiato<br />\r\nSale<br />\r\nPepe</p> Preparazione <p>Iniziate mettendo a bollire le patate con la buccia; una volta cotte, scolatele e pelatele. Dopodiché schiacciatele e impastatele con farina e uovo. Dovete lavorare manualmente fino a ottenere un impasto solido.<br />\r\nStaccate dei pezzetti di pasta e trasformatele con l'aiuto di una forchetta per dare la tipica forma di gnocco. Fateli riposare su un tagliere.<br />\r\nNel frattempo preparate il ragù. Tritate la cipolla, l'aglio e il rosmarino e mettete tutto a soffriggere con l'olio extravergine di oliva.<br />\r\nA questo punto, potete aggiungere l'agnello che avrete precedentemente tagliano a bocconcini piccoli. Fate rosolare per circa dieci minuti e copritelo con un po' di vino.<br />\r\nAggiungete pomodoro e lasciate sulla fiamma per almeno un'ora.<br />\r\nCuocete gli gnocchi e conditeli con il ragù. A piacere, spolverate il piatto con pecorino grattugiato.</p> ","categorie attrattore":"Le ricette della tradizione","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718","latitudine":43.0873343,"longitudine":12.37394,"comune":"","codice ISTAT comune":null,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":85,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5015742,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palomba-alla-ghiotta","denominazione":"Palomba alla ghiotta","descrizione sintetica":"<p>La ricetta di un piatto tipico umbro</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>","keywords":"","titolo testo":"Palomba alla ghiotta","descrizioni attrattore":"Ingredienti <p>Colomba selvatica<br />\r\nVino rosso<br />\r\nOlive nere secche<br />\r\nSpicchi d'aglio<br />\r\nAceto<br />\r\nFoglie di salvia<br />\r\nUn pizzico di sale<br />\r\nLimone<br />\r\nOlio extravergine d'oliva<br />\r\nPepe<br />\r\nRosmarino</p> Preparazione <p>Cuocete la palomba – una sorta di piccione selvatico – allo spiedo o al forno. Cospargetela con olio e sale in base al vostro gusto. Mettetevi sotto un contenitore, così da raccogliere il grasso che cadrà dalla carne.<br />\r\nNel mentre, cuocete le interiora in un tegame di terracotta e insaporite il tutto con vino rosso, aceto, almeno due spicchi d'aglio e olio extravergine. Potete dare un tocco in più aggiungendo mezzo limone, rosmarino, salvia e olive nere.<br />\r\nLasciate cuocere a fuoco lento per circa tre ore. In questo modo il liquido si rapprenderà.<br />\r\nUna volta pronta, immergete la palomba nella salsa che si è formata. 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non mancano, infine, cavità e grotte.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nLe cime dei Martani sono per lo più arrotondate ed hanno carattere prativo.</p>\r\n\r\n<p>Tra i boschi sicuramente più interessanti segnaliamo innanzitutto i sempreverdi, caratterizzati in primo luogo dal Leccio.<br />\r\nSi segnalano inoltre, il Corbezzolo, il Terebinto , il Lentisco, l'Erica, L'Olivastro ed il bellissimo Pino d'Aleppo.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nPer quanto riguarda la fauna la sua diversificazione è legata alla varietà di ambienti vegetali sopra esaminati.<br />\r\nTra gli invertebrati vanno ricordati due splendidi insetti: la Farfalla del Corbezzolo (Charaxes jasius) una splendida farfalla diurna di grandi dimensioni e dai colori tipicamente tropicali, purtroppo sempre più rara, intimamente connessa al Corbezzolo (Arbutus unedo), pianta della quale il bruco si nutre; ed il Cerambice del Faggio (Rosalia alpina), un raro coleottero cerambicide, contraddistinto da una livrea celeste-cenere con elitre punteggiate da macchie nere vellutate, la cui esistenza è particolarmente legata ai boschi di Faggio.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nTra gli Anfibi si segnala la bella e rara Salamandra pezzata e la piccola Salamandrina dagli occhiali. Per i Rettili ricordiamo il Cervone e la Vipera comune.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nTra gli uccelli si segnalano: la Poiana, lo Sparviero ed altri rapaci diurni e notturni. Si segnala, inoltre, la presenza di specie rare come il Picchio verde, il Picchio rosso maggiore, il Martin Pescatore ed il Passero solitario. I Mammiferi, pur presenti in un certo numero di specie, sono di difficile osservazione per il \"non specialista\", la loro presenza è ricavabile solo da un'attenta analisi del terreno.<br />\r\nTra di essi si segnalano: l'Istrice, lo Scoiattolo, la Volpe, la Donnola, la Puzzola, la Faina e il Tasso.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nA metà degli anni ottanta per iniziativa della Regione Umbria nacque il Martani Trekking.<br />\r\nSi tratta di un percorso \"a doppio anello\" o \"ad otto\" che si sviluppa su terreni diversi: sulle creste erbose e sulle dorsali ammantate dei boschi, tra i piccoli paesini medievali, su strade storiche e su sentieri: un percorso adatto ai tre tipi di escursionismo: a piedi, a cavallo e in mountain-bike.</p> ","categorie attrattore":"Acquasparta | Giano dell'Umbria | Parchi naturalistici e tematici","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705","latitudine":42.573353,"longitudine":12.668104500000027,"comune":"Acquasparta","codice ISTAT comune":55001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":88,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":5365457,"id contenuti relazionati":"90470","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-capitano-del-popolo","denominazione":"Palazzo del Capitano del Popolo - Assisi","descrizione sintetica":"Il palazzo del Capitano del Popolo si trova in piazza del Comune a sinistra della chiesa di Santa Maria Sopra Minerva.","keywords":"","titolo testo":"Palazzo del Capitano del Popolo - Assisi","descrizioni attrattore":"Il palazzo del Capitano del Popolo si trova in piazza del Comune a sinistra della chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. Costruito tra la metà del XIII secolo ed il 1282, fu ripristinato ampiamente nel restauro del 1927, quando il tetto originario venne sostituito da una merlatura guelfa che corona anche la vicina torre campanaria.<br />\r\nIl palazzo ha tre ordini di finestre ai quali corrispondono altrettanti piani interni; al piano terra si aprono tre ampi archi a tutto sesto che accolgono ancora oggi attività commerciali.<br />\r\nDa notare la base dell'adiacente torre del Popolo, costruita tra il 1275 ed il 1305, dove si trovano murate le misure delle tegole e dei mattoni utilizzati per le costruzioni del periodo. ","categorie attrattore":"Assisi | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275","latitudine":43.07115,"longitudine":12.614799100000027,"comune":"Assisi","codice ISTAT comune":54001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":89,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":20441298,"id contenuti relazionati":"93935","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-amelia","denominazione":"Chiesa di San Francesco - Amelia","descrizione sintetica":"Nel 1287, stando alle cronache, frate Bartolomeo di Amelia fondò la chiesa di San Francesco dedicata inizialmente ai Santi Filippo e Giacomo. I lavori furono condotti da maestranza umbre, come il Menucci di Amelia, il Giovanni Di Nicola di Castel dell'Aquila, tra il 1401 ed il 1406.&nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Francesco - Amelia","descrizioni attrattore":"Nel 1287, stando alle cronache, frate Bartolomeo di Amelia fondò la chiesa di San Francesco dedicata inizialmente ai Santi Filippo e Giacomo. I lavori furono condotti da maestranza umbre, come il Menucci di Amelia, il Giovanni Di Nicola di Castel dell'Aquila, tra il 1401 ed il 1406.&nbsp; <p>Nel 1447 i maestri Francesco e Guglielmo di Lombardia eressero il campanile. La muratura in pietra concia squadrata è visibile all'interno del campanile, mentre all'esterno mostra un'altra muratura, a sacco rasata, come una fodera costruita verosimilmente nel Settecento. Tra il ‘500 e il ‘600 la chiesa fu rinnovata per costruire la cantoria; furono eretti archi che soffocarono una cappella ora sconsacrata. A questo periodo si riferisce il rifacimento delle fonti di luce nell'abside e nell'aula. Nel sec. XVIII ci fu il rifacimento della chiesa, infatti le finestre furono rialzate più in alto della linea di gronda del coronamento originale. Al 1942 risale l'ultimo rifacimento ad opera dei Salesiani, quando il convento fu trasformato in Convitto.</p>\r\n\r\n<p>L'esterno della chiesa si presenta ancora nella sua veste tardo romanica, con influssi gotici, soprattutto lungo i lati e nella parete absidale. La facciata, opera dei maestri scalpellini locali, di fattura semplice ed armoniosa in conci di travertino finemente lavorati, risale al 1401. Essa risulta divisa in due sezioni da una cornice dentellata; nella parte superiore vi è un doppio rosone concentrico ed incorniciatura sottotetto con motivo di archetti lobati, che formano la cuspide. Nella parte inferiore è il portale composto da elementi inseriti in successivi rimaneggiamenti (sia il rosone che il portale apparterrebbero all'originario edificio duecentesco). Il campanile, crollato in seguito al terremoto del 1915, fu ricostruito nel 1932 su progetto dell'ingegnere Gioacchino Santori.</p>\r\n\r\n<p>L'interno, a croce latina, con le sue linee vagamente barocche, è stato ristrutturato nel 1767. Da segnalare, nella parte destra, la cappella intitolata a Sant'Antonio (dovuta al lombardo Antonio Pini), che ha mantenuto l'originario aspetto quattrocentesco ed i sei sepolcri della nobile famiglia Geraldini, fra cui spicca il \"Sepolcro di Matteo ed Elisabetta\", monumentale opera di Agostino di Duccio (1477).</p>\r\n\r\n<p>Da notare il bel prospetto settecentesco dell'organo posto nella cantoria, sopra il portale d'ingresso; la meccanica originale è stata sostituita negli anni cinquanta. 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VII, dove si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana.</p>\r\n\r\n<p>Probabilmente di origine pagana - si parla infatti di un tempietto dedicato al dio Genio, da cui il nome Vallis Genii - l'abbazia, officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione, avvenuta intorno al 1442.</p>\r\n\r\n<p>Il complesso attuale è composto dalla chiesa, dal monastero e dal campanile a vela, eretto sulla muratura della torre.</p>\r\n\r\n<p><b>All'interno della chiesa</b>, a navata unica, si conservano tracce degli impianti preesistenti, in particolare nella cripta, a pianta quadrata con pilastro centrale a rinforzo della volta a crociera, vi sono capitelli scolpiti secondo stilemi antecedenti all'XI secolo.</p>\r\n\r\n<p>All'abbazia sono legati molti fatti della vita di <b>San Francesco</b>. 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Il castello fu poi abbandonato, vertendo in uno stato di quasi totale degrado fino a quando nel 1999 la Scuola &nbsp;Edile di Perugia non ha dato inizio ai restauri.&nbsp;<br />\r\nDal maggio 2005 &nbsp;il Castello è &nbsp;diventato sede&nbsp; del&nbsp;Museo Diocesano Diffuso di Pieve del Vescovo. ","categorie attrattore":"Corciano | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341","latitudine":43.1237872,"longitudine":12.289259600000037,"comune":"Corciano","codice ISTAT comune":54015,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":92,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":2592642,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/complesso-di-san-francesco-a-montone","denominazione":"Complesso di San Francesco a Montone","descrizione sintetica":"<span style=\"color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.8px;\">Il complesso di San Francesco a Montone è un ex insediamento francescano risalente al XIV secolo, costituito dalla chiesa gotica, dalla pinacoteca ospitata nell'adiacente convento e da un chiostro risalente al XVI-XVII secolo.</span>","keywords":"chiesa, Sa Francesco, Montone, museo","titolo testo":"","descrizioni attrattore":"<p>Il <strong>complesso di San Francesco a Montone </strong>è un ex insediamento francescano risalente al XIV secolo, costituito dalla chiesa gotica, dalla pinacoteca ospitata nell'adiacente convento e da un chiostro risalente al XVI-XVII secolo.</p>\r\n\r\n<p><strong>La chiesa</strong></p>\r\n\r\n<p>La chiesa, edificata nel XIV secolo, divenne successivamente il tempio della potente famiglia Fortebracci, che aveva la signoria del territorio.<br />\r\nLo stile è quello tipico degli ordini mendicanti: un'architettura caratterizzata da decorosa semplicità e da ampi spazi, di modo che i fedeli potessero ascoltare le prediche e seguire i riti senza ingombri visivi.<br />\r\nLa chiesa è infatti a navata unica, con copertura a capriate.<br />\r\nLa luce entra dalle monofore delle pareti laterali e dalle tre finestre, tra cui una bifora centrale, aperte sull'<strong>abside</strong> di forma poligonale.<br />\r\nQuesta è decorata dagli affreschi, purtroppo lacunosi, che Braccio da Montone commissionò al ferrarese Antonio Alberti, il quale, tra il 1422 e il 1424, dipinse episodi della vita di San Francesco e scene del Giudizio Universale. Di notevole interesse è inoltre il coro ligneo della fine del XV secolo.&nbsp;<br />\r\nIn <strong>contraffacciata</strong> e lungo la<strong> parete sinistra </strong>si possono individuare vari lacerti di affreschi databili al XIV e al XV secolo, tra cui un volto di San Giovanni Battista (attribuito a Berto di Giovanni, allievo del Perugino), un martirio di San Sebastiano e una scena della cena a casa del Fariseo.<br />\r\nAlla stessa parete è addossato un'altare in pietra, realizzato nel XV secolo per volontà del conte Carlo Fortebracci come ex voto per la nascita del figlio Bernardino, decorato successivamente dal perugino Bartolomeo Caporali con un affresco raffigurante Sant'Antonio di Padova tra il Battista e l'Arcangelo Raffaele che reca per mano Tobiolo.<br />\r\nSempre alla parete sinistra si trova il Bancone dei Magistrati, realizzato in legno intagliato e intarsiato con motivi ispirati alle grottesche da un anonimo artista del XVI secolo.<br />\r\nFu l'allora padre guardiano del convento Stefano Cambi a commissionare Il bancone, destinato ad accogliere i Priori che assistevano alle funzioni religiose.<br />\r\nLungo la<strong> parete destra</strong>, si deve forse al generoso contributo di Margherita Malatesta, moglie di Carlo Fortebracci, la realizzazione dell'altare che ospitava un gonfalone dipinto da Bartolomeo Caporali, oggi nel museo comunale.<br />\r\nSeguono altri lacunosi affreschi votivi, tra cui una Madonna della Misericordia, una Santa Caterina d'Alessandria attribuibile a un pittore perugino della fine del XIV secolo, e un episodio della Nascita della Vergine, forse parte di un ciclo decorativo più ampio dedicato al tema delle Storie della Vergine.<br />\r\nPoco prima dell'abside, si aprono due nicchie che presentano affreschi di anonimo umbro del XV secolo, l'uno raffigurante una Vergine in trono col Bambino e Santi e l'altro Sant'Antonio da Padova, San Bernardino da Siena e committente.<br />\r\nDegno di nota è infine il cinquecentesco<strong> portale ligneo intarsiato</strong>, opera del marchigiano Antonio Bencivenni da Mercatello, posto sul portico della chiesa, in esterno.<br />\r\nOltre ad essere alta testimonianza dell'arte umbra medievale e moderna, San Francesco ospita oggi numerose esposizioni di arte contemporanea e fotografia, che si fondono magnificamente con l'ambiente della chiesa.</p>\r\n\r\n<p><strong>La pinacoteca</strong></p>\r\n\r\n<p>Nel convento, annesso alla chiesa, dal 1995 è allestito il complesso museale di San Francesco, che ospita pitture, argenti e paramenti sacri di grande valore artistico, provenienti dall'omonima chiesa e da altre del territorio limitrofo.<br />\r\nTra le opere che si possono ammirare all'interno della pinacoteca, meritano menzione il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la Madonna della Misericordia, un gruppo ligneo del XIII secolo rappresentante la Deposizione dalla Croce, un tempo nella pieve di San Gregorio Magno fuori le mura, e ancora l'Annunciazione realizzata da Tommaso di Arcangelo detto il Papacello (scuola di Luca Signorelli) per la chiesa di San Fedele.<br />\r\nVi è infine una piccola sezione etnografica dedicata ala cultura orientale africana, il \"Tamburo parlante\", curata dall'antropologo Enrico Castelli.</p>\r\n\r\n<p><strong>Informazioni</strong></p>\r\n\r\n<p>Via San Francesco - Montone (PG)<br />\r\nTelefono: 075 9306535 - Fax: 075 9306535&nbsp;<br />\r\nmontone@sistemamuseo.it<br />\r\nOrari di apertura:<br />\r\nda ottobre a marzo - sabato e domenica 10.30-13.00/15.00-17.30,<br />\r\nda aprile a maggio - venerdì, sabato e domenica 10.30-13.00/15.30-18.00,<br />\r\nda giugno a settembre - venerdì, sabato e domenica 10.30-13.00/16.00-18.30,<br />\r\nchiuso il 25 dicembre e il 01 gennaio.<br />\r\nIngresso:<br />\r\nintero 4,00 euro,<br />\r\nridotto 3,00 euro (per studenti universitari, gruppi oltre le 15 unità, over 65, soci Touring Club Italiano),<br />\r\nridotto B 2,00 euro per scolaresche e ragazzi tra 7 e 18 anni,<br />\r\ngratuito per bambini fino a 6 anni e residenti nel comune di Montone.<br />\r\nVisite guidate:<br />\r\neuro 50,00 + biglietto di ingresso, durata 1 ora,<br />\r\nper le scuole euro 30,00 + biglietto di ingresso;<br />\r\ni gruppi per le visite guidate possono avere un massimo di 30 partecipanti.</p> ","categorie attrattore":"Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718","latitudine":43.3623228,"longitudine":12.32368729999996,"comune":"Montone","codice ISTAT comune":54033,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":93,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":2734917,"id contenuti relazionati":"90470","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/anfiteatro-romano","denominazione":"Anfiteatro Romano","descrizione sintetica":"Costruito nella prima metà del I° secolo. 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Conserva la forma tipica ellittica originaria.&nbsp; ","categorie attrattore":"Assisi | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384","latitudine":43.0707017,"longitudine":12.619596600000023,"comune":"Assisi","codice ISTAT comune":54001,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":94,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":2735062,"id contenuti relazionati":"90438","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-domeni-1","denominazione":"Chiesa di San Domenico","descrizione sintetica":"La chiesa di San Domenico a Narni, ubicata lungo via Mazzini, sorge sul luogo, ove secondo la tradizione, si trovava un' antico tempio dedicato alla Minerva.&nbsp;Eretta nel XII secolo, la chiesa era in origine l'antica cattedrale della città dedicata a Santa Maria Assunta. &nbsp;","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Domenico","descrizioni attrattore":"La chiesa di San Domenico a Narni, ubicata lungo via Mazzini, sorge sul luogo, ove secondo la tradizione, si trovava un' antico tempio dedicato alla Minerva.&nbsp;Eretta nel XII secolo, la chiesa era in origine l'antica cattedrale della città dedicata a Santa Maria Assunta. &nbsp; Assunse il nome di San Domenico nel 1304 quando con bolla papale fu assegnata ai frati di questo ordine.<br />\r\nLa facciata, del tipo a capanna, presenta una fisionomia eterogenea essendo stata più volte trasformata.<br />\r\nSi riferiscono al periodo romanico &nbsp;lo splendido portale d'ingresso con cornice marmorea ricca di bassorilievi raffiguranti <em>girali vegetali</em> che racchiudono <em>clipei con busti degli apostoli</em> e le mensole della cornice con <em>protome umane </em>e <em>animali</em>.<br />\r\nAl XIII secolo data invece l' apertura del grande finestrone al posto di una trifora decorata a mosaico di cui restano ancora visibili le tracce sopra il portale.<br />\r\nL'interno è diviso in tre navate da pilastri con cappelle laterali.<br />\r\nSulle pareti sono visibili affreschi che vanno dal XIII alla fine del XVI secolo. Di particolare rilievo nel secondo pilastro a destra una <em>Crocifissione</em> attribuita ad Maestro della Dormitio, al quale si possono ricondurre anche le decorazioni con <em>Santi</em> che corrono verticalmente nelle facce contigue. Infondo alla navata sinistra degno di nota l'affresco con <em>Madonna fra i Santi Domenico e Tommaso</em> della scuola di Pier Matteo d' Amelia della fine del XV secolo.<br />\r\nAddossato al pilastro dell'arco trionfale era un pregevole tabernacolo rinascimentale in marmo della scuola di Agostino di Duccio, oggi trasferito nella Pinacoteca Civica.<br />\r\nA sinistra, nella grande <em>cappella del Rosario</em>, affrescata &nbsp;nella seconda metà del Quattrocento da artisti fiamminghi con <em>storie della Genesi</em>, sono ospitati materiali paleontologici del Pleistocene superiore e archeologici rinvenuti nel territorio.<br />\r\nNei sotterranei di San Domenico si trova inoltre una chiesetta protoromantica a unica navata che conserva tracce di affreschi databili tra XII e XIV secolo. ","categorie attrattore":"Narni | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423749273521","latitudine":42.5176022,"longitudine":12.515629900000022,"comune":"Narni","codice ISTAT comune":55022,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":95,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":2735036,"id contenuti relazionati":"90422","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-bevignate","denominazione":"Chiesa di San Bevignate","descrizione sintetica":"La chiesa di San Bevignate si trova alle porte di Perugia, in via&nbsp;E. Da&nbsp;Pozzo, di fronte al cimitero monumentale.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di San Bevignate","descrizioni attrattore":"La chiesa di San Bevignate si trova alle porte di Perugia, in via&nbsp;E. Da&nbsp;Pozzo, di fronte al cimitero monumentale. <p>Alla sua edificazione, intorno alla metà del XIII secolo, concorse una complessa serie di fattori: il movimento dei flagellanti di Raniero Fasani, che, partito dal capoluogo umbro nel 1260, si diffuse ovunque in Italia; il nuovo ceto del popolo, che, assunta la preminenza politica, sentì la necessità di legittimarsi con un proprio tempio ed un proprio santo e scelse il misterioso Bevignate, mai canonizzato e del quale non esiste documentazione certa. Infine le numerose esperienze di vita eremitica insediatesi in quell'area e la presenza dei templari che avevano bisogno di una nuova chiesa in sostituzione a quella di San Giustino d'Arna. Proprio i templari riuscirono ad ottenere dal pontefice il patronato dell'edificio.<br />\r\nDopo la distruzione dell'ordine, nel 1312 la chiesa passò ai cavalieri di San Giovanni Gerosolimitano, poi alle monache di San Giovanni e più tardi a varie confraternite fino a quando nel 1860, divenuta proprietà dello Stato, fu affidata al Comune di Perugia.<br />\r\nLa chiesa si presenta esternamente disadorna secondo il modello di edifici fatti costruire dai templari in Palestina. All'interno, a navata unica con due campate coperte da crociera e abside quadrata rialzata introdotta da arco trionfale, conserva affreschi due-trecenteschi di grande importanza come la <em>Processione dei flagellanti</em>, la<em> Lotta tra templari e mussulmani</em>, la<em> Leggenda di san Bevignate</em>, sul mantello del quale figurano graffiti incisi tra la fine del XV&nbsp; e il XVI secolo da pellegrini, fedeli e cavalieri templari.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p><strong>Bibliografia</strong><br />\r\nMancini F. F. &amp;&nbsp; Casagrande G. (1982), <em>Perugia. Guida storico-artistica</em>, Bologna, Fotometalgrafica Emiliana.<br />\r\nRoncetti M., Scalpellini P. et al. (1997), Templari e ospitalieri in Italia. <em>La chiesa di S.Bevignate a Perugia</em>, Milano.<br />\r\nMontella M. (1993) (a cura di), <em>Perugia</em>, Perugia, Electa Editori Umbri.<br />\r\nT.C.I. (2004), <em>Umbria</em>, Milano, Touring Editore.</p> ","categorie attrattore":"Assisi | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729","latitudine":43.1107168,"longitudine":12.390827899999977,"comune":"Perugia","codice ISTAT comune":54039,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":96,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3035079,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-faustino","denominazione":"Abbazia di San Faustino","descrizione sintetica":"Isolata nei pressi di Villa San Faustino, frazione di Massa Martana, l'abbazia fu costruita sopra un insediamento di epoca romana, come si evince da alcuni ruderi ancora presenti vicino all'edificio religioso.","keywords":"","titolo testo":"Abbazia di San Faustino","descrizioni attrattore":"Isolata nei pressi di Villa San Faustino, frazione di Massa Martana, l'abbazia fu costruita sopra un insediamento di epoca romana, come si evince da alcuni ruderi ancora presenti vicino all'edificio religioso. La chiesa era, in età romana, una villa di residenza estiva, appartenuta all'amministratore della colonia romana di Todi, Giulio Marciano, e di sua moglie Onesta. La coppia era stimata e rispettata dalla popolazione, come testimonia la lapide, oggi alla destra della trifora di facciata, in cui sono riportati i giudizi positivi degli abitanti nei confronti dell'ufficiale romano.<br />\r\nLa villa andò poi in rovina e si deve all'intervento dei benedettini, intorno all'anno Mille, la ricostruzione di un edificio con il materiale di recupero della casa romana. I frati, per prima cosa, si occuparono della bonifica della zona, quindi cominciarono a costruire l'abbazia, edificando la chiesa con l'abside, il presbiterio, il portico ed infine il convento.<br />\r\nL'uso del materiale romano è testimoniato anche dalle tre metope che si ritrovano in facciata e nella zona absidale.<br />\r\nLa prima documentazione in cui è nominata l'abbazia di San Faustino risale al 1104.<br />\r\nLa pianta è molto semplice, a unica navata con il soffitto coperto da capriate lignee e abside semicircolare. La facciata, restaurata nel 1956, è preceduta da un portico arioso e conserva in alto una trifora con accanto un frammento romano raffigurante bucrani e rosoni, anche questo riutilizzato dalla peesistente struttura.<br />\r\nEsternamente l'abside è scandita da pilastri e conserva in basso una finestra rettangolare che da luce alla cripta.<br />\r\nL'interno è stato alterato nel corso dei secoli, che ha visto anche la demolizione del presbiterio sopraelevato a copertura della cripta, che probabilmente fu demolita o crollò agli inizi del 1700.<br />\r\nA seguito di ciò vennero interrati i sarcofagi, fu livellato il pavimento e innalzato l'altare maggiore.<br />\r\nCon i restauri effettuati negli anni cinquanta del Novecento, l'altare fu abbattuto e tornarono alla luce i due sarcofagi, in uno dei quali furono rinvenute le reliquie di san Faustino.<br />\r\nOggi, sulla parete destra, si conserva una porta, dalla quale, passando per il coro, si accedeva al convento. 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","categorie attrattore":"Massa Martana | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441","latitudine":43.4429522,"longitudine":12.44858929999998,"comune":"Massa Martana","codice ISTAT comune":54028,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"[  ]","file kml":""},{"_id":97,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3035231,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/catacomba-di-villa-san-faustino","denominazione":"Catacomba di Villa San Faustino","descrizione sintetica":"Si estende in località Grotta Traiana, nella piccola frazione di Villa San Faustino nel comune di Massa Martana, a breve distanza dal tracciato antico della via Flaminia e dal Ponte Fonnaia","keywords":"","titolo testo":"Catacomba di Villa San Faustino","descrizioni attrattore":"Si estende in località Grotta Traiana, nella piccola frazione di Villa San Faustino nel comune di Massa Martana, a breve distanza dal tracciato antico della via Flaminia e dal Ponte Fonnaia <p>È l'unica catacomba nota dell'Umbria e una preziosa testimonianza della diffusione del cristianesimo arrivato in questo territorio già dal IV secolo d..C proprio attraverso la Flaminia., che dovette continuare a svolgere il suo ruolo di collegamento e di mezzo di penetrazione, pur rivelando un declino nella frequentazione. La sistemazione definitiva dell'ingresso e della lunga galleria rende agevole la visita al sepolcreto ipogeico, basato sul sistema dei \"loculi\", che riflette il senso comunitario che animava i primi cristiani.</p>\r\n\r\n<p>Segnalata nel 1691 dagli eruditi abitanti della zona col nome di Grotte di Traiano, la catacomba fu riscoperta nel 1900 e agli inizi degli anni Quaranta interessata da due campagne di scavo che liberarono dalla terra la maggior parte delle gallerie, poi utilizzate come rifugio antiaereo durante gli anni del Conflitto. Lavori di sistemazione volti a rendere agibile l'ipogeo al pubblico si sono susseguiti tra il 1996 e il 1997, nel corso dei quali è emersa una nuova area di frequentazione ubicata sulla superficie circostante la catacomba, relativa ad una piccola basilica funeraria destinata a funzioni più strettamente cultuali.<br />\r\nLa catacomba si sviluppa attraverso un corridoio rettilineo lungo circa 22 m, che penetra all'interno della collina fino ad una profondità di circa 7 m dal piano di campagna; da questo si dipartono quattro gallerie, due su ogni lato, di cui una con andamento semicircolare, larghe circa 1,50 m con copertura a volta schiacciata. Lungo le pareti si aprono file sovrapposte di loculi di varie misure, spesso chiusi da tegoloni, e aventi, come oggetti di corredo, semplici lucerne in terracotta mentre sul pavimento sono state scavate alcune formae, chiuse anch'esse con tegole, che recano segni circolari incisi prima della cottura. L'assenza di iscrizioni, in genere apposte sulle lastre di chiusura delle tombe che presentavano il nome del defunto, fa ritenere una appartenenza della catacomba ad un ceto non alfabetizzato. Le lucerne e gli altri materiali recuperati indicano una frequentazione dell'area compresa tra il IV e il V secolo d.C.</p>\r\n\r\n<p>Il termine antico per designare questi luoghi è coemeterium, che deriva dal greco e significa \"dormitorio\". Il termine catacomba, che in origine definiva soltanto l'importante complesso di San Sebastiano sulla via Appia, fu poi esteso a tutti i cimiteri cristiani.</p> ","categorie attrattore":"Massa Martana | Storia antica","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441","latitudine":42.7346311,"longitudine":12.532765799999993,"comune":"Massa Martana","codice ISTAT comune":54028,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":98,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3035292,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-andrea-apostolo","denominazione":"Chiesa di Sant'Andrea Apostolo","descrizione sintetica":"Passeggiando lungo la centrale via Cavour di Spello, poco dopo la chiesa di Santa Maria Maggiore, si incontra la chiesa dedicata a Sant'Andrea.","keywords":"","titolo testo":"Chiesa di Sant'Andrea Apostolo","descrizioni attrattore":"Passeggiando lungo la centrale via Cavour di Spello, poco dopo la chiesa di Santa Maria Maggiore, si incontra la chiesa dedicata a Sant'Andrea. Nel 1253 il beato Andrea Caccioli (1194-1254), che secondo la tradizione ricevette il saio direttamente dalle mani di Francesco, vi insediò una delle prime comunità di Frati Minori. La facciata conserva il portale romanico, mentre il rosone è stato distrutto per far spazio ad una finestra cinquecentesca. La pianta è a croce latina ed ha una navata unica.<br />\r\nAll'interno una grande tavola del Pintoricchio commissionata da Gentile Baglioni raffigurante la Madonna con il Bambino tra santi (1508). Molto interessante il Crocifisso su tavola di un ignoto maestro locale seguace di Giotto (XIV secolo) posto dietro il trecentesco altare maggiore. ","categorie attrattore":"Spello | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574","latitudine":42.987653,"longitudine":12.67118979999998,"comune":"Spello","codice ISTAT comune":54050,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":99,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3035384,"id contenuti relazionati":"93925","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pieve-di-san-gregorio-in-nido","denominazione":"Pieve di San Gregorio in Nido","descrizione sintetica":"La pieve di San Gregorio si trova lungo la strada che unisce Castel Ritaldi a Colle del Marchese.<br />\r\nLa facciata, restaurata dopo il terremoto del 1997, è costituita da un'alternanza di strati orizzontali di pietra bianca e rossa, sulla quale si apre un portale a rincassi.","keywords":"","titolo testo":"Pieve di San Gregorio in Nido","descrizioni attrattore":"La pieve di San Gregorio si trova lungo la strada che unisce Castel Ritaldi a Colle del Marchese.<br />\r\nLa facciata, restaurata dopo il terremoto del 1997, è costituita da un'alternanza di strati orizzontali di pietra bianca e rossa, sulla quale si apre un portale a rincassi. L'arco d'ingresso, al disopra del quale si legge la data di realizzazione&nbsp; della facciata, il 1141, è decorato da un susseguirsi di scene e figure: in basso a sinistra è un leone dalla cui bocca esce un tralcio che corre per tutta la lunetta e finisce nella bocca di un leone all'altra estremità. Dopo il leone da sinistra è rappresentato un uomo che addenta un grappolo d'uva, Sansone a cavalcioni del leone; un leone e un grifo che addentano il racemo fiorito; nella chiave dell'arco è una figura femminile, forse la Speranza; seguono un biscione alato, animali in lotta; e un pavone che con il becco cerca di spezzare il racemo.<br />\r\nAl di sopra del portale si scorge una finestra ad arco policentrico con ai lati due piccole nicchie, ornate sul fianco interno da due colonne poggiate su una mensola ed coronate da un capitello ionico. 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","categorie attrattore":"Castel Ritaldi | Luoghi della cultura","link esterni associati":"","immagine spalla destra":"https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409","latitudine":42.8249193,"longitudine":12.638743400000067,"comune":"Castel Ritaldi","codice ISTAT comune":54008,"via o piazza":"","località":"","cap":null,"altri indirizzi":"","file kml":""},{"_id":100,"tipo":"Attrattore","lingua":"it_IT","id contenuto":3035342,"id contenuti relazionati":"","url risorsa":"https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-del-buon-riposo","denominazione":"Eremo del Buon Riposo","descrizione sintetica":"In un luogo isolato, posto sul monte Citerone, già ai tempi di Francesco esisteva un romitorio, costituito da alcune grotte naturali.","keywords":"","titolo testo":"Eremo del Buon Riposo","descrizioni attrattore":"In un luogo isolato, posto sul monte Citerone, già ai tempi di Francesco esisteva un romitorio, costituito da alcune grotte naturali. <p>Il luogo sembra abbia acquisito la denominazione attuale di Buon Riposo, dalle parole pronunciate dallo stesso San Francesco che in questo eremo era solito fermarsi quando si recava a La Verna. 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