﻿_id	tipo	lingua	id contenuto	id contenuti relazionati	url risorsa	denominazione	descrizione sintetica	keywords	titolo testo	descrizioni attrattore	categorie attrattore	link esterni associati	immagine spalla destra	latitudine	longitudine	comune	codice ISTAT comune	via o piazza	località	cap	altri indirizzi	file kml
1	Attrattore	it_IT	21379591	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-giovanni-battista-marsciano	Chiesa di San Giovanni Battista - Marsciano	La chiesa di San Giovanni battista è situata nell'omonima piazza, al centro di Marsciano.	""	Chiesa di San Giovanni Battista - Marsciano	"La chiesa di San Giovanni battista è situata nell'omonima piazza, al centro di Marsciano. Ricostruito intorno al 1896, l'edificio ha una facciata in murata e cotto con un ampio rosone.<br />
Al suo interno sono conservati ""Madonna con Bambino"" di scuola perugina del XVI secolo, una tela del 1831 del pittore Vincenzo Chialli raffigurante l'Incredulità di S. Tommaso ed un crocifisso ligneo del XIII secolo. "	Marsciano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.9517217	12.323481600000036	Marsciano	54027	""	""		[  ]	""
2	Attrattore	it_IT	21379476	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-dinamico-del-laterizio-e-delle-terrecotte	Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte	Il museo ha sede nel trecentesco palazzo Pietromarchi di Marsciano, principale centro dell’Umbria di produzione di laterizi e città interamente costruita in mattoni.	""	Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte	"Il museo ha sede nel trecentesco palazzo Pietromarchi di Marsciano, principale centro dell’Umbria di produzione di laterizi e città interamente costruita in mattoni. <p>L’edificio oggi trasformato in museo fu costruito nel Trecento dalla famiglia dei conti Bulgarelli di Marsciano.</p>

<p>Il museo dinamico del laterizio e delle terrecotte “Enzo Briziarelli” si configura come punto di partenza per un percorso di visita esteso all’intera area comunale comprendendo i siti produttivi di Compignano e di San Fortunato, antiche fornaci che documentano la produzione preindustriale dei laterizi, e le antenne museali di Compignano e Spina, poli espositivi che fungono da centri di documentazione sulle tradizioni del territorio.</p>

<p>Dal 2004 gli ambienti del restaurato palazzo Pietromarchi espongono numerosi laterizi, cioè i mattoni, le tegole e i materiali per l’edilizia in genere, nonché le terrecotte decorative e di uso comune che hanno contraddistinto la produzione documentata nell’area comunale dall’età romana ad oggi. L’esposizione illustra anche le trasformazioni sociali e demografiche legate a questa attività con particolare riguardo alle fasi della lavorazione che hanno caratterizzato la produzione &nbsp;preindustriale e quella industriale del luogo. Alcuni ambienti ospitano mostre permanenti, come quelle dedicate all’artista marscianese Antonio Ranocchia (1915-1989) e ai fischietti in terracotta.</p> "	Marsciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.9517217	12.323481600000036	Marsciano	54027	""	""		[  ]	""
3	Attrattore	it_IT	21379712	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-della-concordia-marsciano	Teatro della Concordia - Marsciano	Costruito nel 1873 dalla Società “Della Concordia”, sorta con lo scopo di “offrire il diletto e l’educazione col dare trattenimenti morali sia pubblici che privati“, con progetto e disegno dell’Ing. Nazareno Biscarini.	""	Teatro della Concordia - Marsciano	"Costruito nel 1873 dalla Società “Della Concordia”, sorta con lo scopo di “offrire il diletto e l’educazione col dare trattenimenti morali sia pubblici che privati“, con progetto e disegno dell’Ing. Nazareno Biscarini. La bella facciata è in cotto è l’unica parte superstite del corpo primitivo.<br />
Nel 1986 il Comune, divenutone proprietario, poté finanziare ed avviare i lavori di ristrutturazione che si conclusero nel 1990, anno in cui il nuovo cinema-teatro viene restituito ai cittadini con i suoi 366 posti suddivisi tra platea e galleria, un ottimo impianto cinematografico e un palcoscenico ampliato ed ammodernato.<br />
Il passaggio al digitale avvenuto nel 2012, è coinciso con un ulteriore &nbsp;intervento di ammodernamento strutturale e restyling generale.<br />
Oggi il Concordia dispone di 323 comode poltrone suddivise fra platea e galleria. [Fonte: www.cineconcordia.it] "	Marsciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.9517217	12.323481600000036	Marsciano	54027	""	""		[  ]	""
4	Attrattore	it_IT	21379688	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-marsciano	Chiesa di Santa Maria Assunta - Marsciano	La costruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta risale ad un periodo precedente al 1163: questa è la prima data di cui si hanno notizie certe dell’edificio.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta - Marsciano	"La costruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta risale ad un periodo precedente al 1163: questa è la prima data di cui si hanno notizie certe dell’edificio. La Chiesa si trova al centro del paese con la facciata principale con l’ingresso su piazza Beato Giacomo e il campanile su piazza XXV aprile. All’interno del campanile, si trova una campana realizzata nel 1394.<br />
La facciata principale è piana con grande portale in mattoni sagomati con mosaico nella lunetta datato 1984. Superiormente una finestra arcuata con mostre in mattoni.<br />
La Chiesa è certamente nota per la ricchezza delle opere d’arte in essa contenute; la più importante si trova sulla parete destra del presbiterio ed è un affresco con San Sebastiano del 1478, la più antica opera autentica di Pietro Vannucci detto il Perugino, proveniente dalla cappella di Maria Maddalena distrutta nel 1779. [Fonte: www.cerqueto.com] "	Marsciano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.9517217	12.323481600000036	Marsciano	54027	""	""		[  ]	""
5	Attrattore	it_IT	21465007	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-museo-bourbon-del-monte	Palazzo Museo Bourbon del Monte	Il Palazzo Museo di Monte Santa Maria ha sede in Palazzo Bourbon del Monte in Piazza Castello 1, nel borgo di Monte Santa Maria Tiberina.	""	Palazzo Museo Bourbon del Monte	Il Palazzo Museo di Monte Santa Maria ha sede in Palazzo Bourbon del Monte in Piazza Castello 1, nel borgo di Monte Santa Maria Tiberina. Il percorso museale illustra la storia della famiglia Bourbon del Monte e del loro Marchesato, che fu feudo imperiale dal 1250 al 1815, e del suo rapporto con la città e con il territorio dell'Alta Valle del Tevere. Recentemente è stata arricchita da una sezione archeologica che documenta i ritrovamenti del territorio. 	Monte Santa Maria Tiberina | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4213873	12.128971500000034	Monte Santa Maria Tiberina	54032	""	""		[  ]	""
6	Attrattore	it_IT	21464946	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-e-cappella-bourbon	Chiesa di Santa Maria e Cappella Bourbon	Edificata all'inizio del XI secolo, la chiesa presenta una facciata in pietra molto semplice che ne rivela le origini romaniche.&nbsp;	""	Chiesa di Santa Maria e Cappella Bourbon	"Edificata all'inizio del XI secolo, la chiesa presenta una facciata in pietra molto semplice che ne rivela le origini romaniche.&nbsp; <p>Il campanile, pur avendo anch’esso forme romaniche, è invece un’aggiunta del XIX secolo in seguito al crollo dell'originale.<br />
L’interno è disposto su una pianta a croce latina con cinque capriate a sorreggere il peso del tetto.<br />
Dall’ingresso, procedendo verso l’altare è possibile osservare:</p>

<p>PARETE SINISTRA<br />
Il fonte battesimale, di forma ottagonale e costruito in pietra arenaria, risalente al XVI secolo, è opera di autore ignoto. Tra i vari simboli su di esso scolpiti si può notare lo stemma dei marchesi Bourbon del Monte Santa Maria, ricavato nel piedistallo del fonte, a forma di zampa leonina.&nbsp;</p>

<p>PARETE DESTRA<br />
All’interno di una piccola cappella è conservata una lastra in pietra databile al XII secolo e raffigurante simbologie relative al Vecchio e al Nuovo Testamento. Continuando lungo la parete destra, una pregevole cancellata in ferro battuto, risalente al XVI secolo, dà accesso alla CAPPELLA GENTILIZIA BOURBON, fatta erigere nel 1613 dal marchese Gianbattista Bourbon del Monte.</p>

<p>ALTARE MAGGIORE<br />
Descritto per la prima volta nella visita pastorale del 1784, è in stile barocco ed ogni decorazione è stata ricavata dalla lavorazione della pietra serena. La teca centrale ospita una pregevole riproduzione lignea della Madonna con il Bambino, opera di un ignoto scultore del XIV secolo. Considerata fin dal Medioevo non solo protettrice, ma anche prima Castellana di Monte Santa Maria, la statua reca al braccio le chiavi in argento del borgo, le quali vengono tradizionalmente consegnate alla Vergine nell’occasione della festa dell’Ascensione, festività principale del borgo, durante la quale la statua viene portata in processione solenne attorno alle mura dell’abitato.</p>

<p>CAPPELLA SINISTRA DELL’ALTARE<br />
Al suo interno è conservata la parte esterna di un sarcofago in pietra arenaria risalente al XVI secolo, incassato nel muro. Un altro sarcofago, questa volta risalente all’epoca paleocristiana, funge ora da base per l’altare moderno.<br />
A destra dell’altare maggiore e di fronte all’organo moderno, una grande botola in legno consente l’accesso alla cripta della chiesa, adibita com’era uso fino all’epoca napoleonica alle sepolture. Questo ambiente &nbsp;– non visitabile – reca ancora tombe e resti di defunti.</p> [Fonte: <a href=""http://www.turismo.montesantamariatiberina.org/"" target=""_blank"">http://www.turismo.montesantamariatiberina.org/</a>] "	Monte Santa Maria Tiberina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4213873	12.128971500000034	Monte Santa Maria Tiberina	54032	""	""		[  ]	""
7	Attrattore	it_IT	22143818	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porta-amerina-montecastrilli	Porta Amerina - Montecastrilli	Caratterizzata da due archi, Porta Amerina è conosciuta anche come Torre del Belvedere.	""	Porta Amerina - Montecastrilli	Caratterizzata da due archi, Porta Amerina è conosciuta anche come Torre del Belvedere. Insieme a Porta Medioevale, è quanto resta dell'antico complesso fortificato di Montecastrilli, di cui sono ancora visibili le mura cittadine incorniciate da una serie di torri merlate. 	Montecastrilli | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.6460124	12.482361399999945	Montecastrilli	55017	""	""		[  ]	""
8	Attrattore	it_IT	22143721	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-parrocchiale-di-san-nicolo-montecastrilli	Chiesa Parrocchiale di San Nicolò - Montecastrilli	La chiesa di San Nicolò sorge all’interno di Montecastrilli ed è la chiesa parrocchiale del paese.	""	Chiesa Parrocchiale di San Nicolò - Montecastrilli	"La chiesa di San Nicolò sorge all’interno di Montecastrilli ed è la chiesa parrocchiale del paese. <p>Venne edificata nel X-XI secolo e fu completamente restaurata, soprattutto nella facciata e nella torre campanaria, nel 1964.<br />
All’interno la chiesa è articolata in sei cappelle votive di cui tre in stile barocco e conserva decorazioni pittoriche eseguite dagli Zuccari, un’icona della Madonna Refugium Peccatorum del XVI secolo, un crocifisso ligneo del XV secolo e due importanti tele del XVI secolo opera di Bartolomeo Poliziano ed Archiatra Ricci.</p>

<p>[Fonte: http://www.montecastrilliturismo.it]</p> "	Montecastrilli | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.6460124	12.482361399999945	Montecastrilli	55017	""	""		[  ]	""
9	Attrattore	it_IT	125229	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/area-archeologica-della-guastuglia	Area archeologica della Guastuglia	L'area archeologica si estende in pianura, fuori dalle mura medievali occidentali di&nbsp;<strong>Gubbio</strong>	""	Area archeologica della Guastuglia	"<p>L'area archeologica si estende in pianura, fuori dalle mura medievali occidentali di&nbsp;<strong>Gubbio</strong>, in una zona compresa tra viale del teatro Romano – via Matteotti, ai lati di Porta degli Ortacci, e viale Parruccini – via Ubaldi – via Perugina.<br />
A partire dalla fine del II secolo a.C., nell'attuale area della Guastuglia, opportunamente livellata e terrazzata, si espanse la città che, in età augustea (I secolo a.C) accolse un vasto quartiere abitativo, centrato sul teatro e circondato da un anello quasi continuo di necropoli.<br />
L'area della Guastuglia è il settore dove rimangono i resti più consistenti della città romana, tuttora in corso di scavo, e che rappresenta il primo itinerario guidato nella città di&nbsp;<em>Iguvium,</em>&nbsp;dotato di punti informativi e pannelli esplicativi che consentono&nbsp; il godimento pubblico delle strutture.&nbsp; Il percorso può essere completato con la visita all'<em><strong>Antiquarium</strong></em>, che ingloba i resti di una abitazione romana riccamente decorata e conserva diversi reperti di epoca preromana e romana provenienti dagli scavi delle necropoli e della città.<br />
<br />
<strong>Descrizione</strong><br />
Scavi effettuati a più riprese hanno scoperto un vasto quartiere esteso per circa 25 ettari, densamente abitato nella metà del I secolo a.C., come rivela la presenza di numerosi pavimenti in signino, e utilizzato con continuità fino almeno il IV secolo d.C. Poco più a monte, nei pressi di porta degli Ortacci, l'area oggi occupata dal settecentesco ospedale, dalla chiesa di San Francesco e da piazza Quaranta Martiri ha restituito una serie di strutture con la prima fase edilizia risalente agli anni a cavallo tra il II e il I secolo a.C, coeva alla pianificazione del nuovo quartiere, cui era collegato un&nbsp;<strong>impianto termale</strong>.&nbsp; Più a nord il settore era occupato da una grande&nbsp;<em>domus&nbsp;</em>costruita su almeno due livelli, con pavimenti in signino e a mosaico. Al di sotto di palazzo Vispi e nelle sue immediate adiacenze sono visibili alcune&nbsp;<strong>strutture&nbsp;</strong>relative ai resti di una&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;con peristilio e alcune basi di pilastri pertinenti forse ad una via porticata tracciata in direzione del teatro, di cui in questo punto è emerso un tratto basolato. Più a sud, tra le numerose&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;(alcune non visitabili) estese lungo via Buozzi, la più significativa e di notevole livello è quella&nbsp; cosiddetta del&nbsp;<strong>""banchetto</strong>"", per la presenza di un ambiente pavimentato a mosaico figurato con rappresentazione di una Venere Marina con una compagna o&nbsp;<em>domina</em>, affiancati da Bacco che versa del vino. L'<em>emblema</em>&nbsp;fu inserito tra il III e IV secolo d.C., contestualmente alla&nbsp; ristrutturazione della casa avvenuta in epoca tardo antica. Resti di un'altra&nbsp;<strong><em>domus</em></strong>&nbsp;sono visibili all'interno dell'<em>Antiquarium,&nbsp;</em>con l'ambiente maggiore costituito da una ricca pavimentazione musiva in bianco e nero a motivi geometrici, in cui era inserita un motivo decorativo centrale policromo formato da piccolissime tessere musive (tecnica a&nbsp;<em>vermiculatum)&nbsp;</em>che raffigura l'episodio della nave di Ulisse e Scilla (ora al museo archeologico di Perugia). È databile alla fine del II secolo a.C. e discende da un modello pittorico di età ellenistica. Al centro dell'area della Guastuglia sorge il&nbsp;<strong>teatro</strong>&nbsp;(I secolo a.C.), uno dei più capienti del tempo con una cavea dal diametro di oltre 70 metri che poteva accogliere circa 6000 spettatori. A sud-ovest dell'edificio per spettacoli è riemerso un tratto del muro di&nbsp;<strong>terrazzamento</strong>&nbsp;in opera vittata che delimitata in questo punto l'area della città romana. Tra questo settore e la chiesa di San Biagio è stato identificato un grosso&nbsp;<strong>scarico di ceramica</strong>&nbsp;(visitabile su richiesta) con materiali databili tra l'età arcaica e la fine del II secolo a.C.. Lungo via Ubaldi è visibile il&nbsp;<strong>mausoleo</strong>&nbsp;cosiddetto ""di Pomponio Grecino"", attribuito erroneamente ad uno dei membri di una importante famiglia senatoria locale, figlio del console del 16 d.C.. Inserita in una piccola area di necropoli, della struttura si conserva il nucleo in opera cementizia alto circa 9 m. Il monumento è databile al terzo quarto del I secolo a.C.. Nella sezione archeologica del&nbsp;<strong>Museo Civico</strong>, allestito nei locali sottostanti al palazzo dei Consoli, sono illustrate le vicende della città e del territorio dalla protostoria all'alto Medioevo e nella sala superiore sono esposte le&nbsp;<strong>Tavole Iguvine</strong>, documento fondamentale della lingua umbra e dei rituali religiosi, inciso tra la fine del III e l'inizio del I secolo a.C., costituito da sette tavole bronzee rinvenute nel 1444 nei pressi del teatro romano.</p>
<strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
Per la visita all'area rivolgersi all'<em>Antiquarium</em><br />
Via del Teatro Romano<br />
06024 Gubbio<br />
<a href=""http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/""><strong>www.archeopg.arti.beniculturali.it</strong></a> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3513193	12.575316599999951	""		""	""		[  ]	""
10	Attrattore	it_IT	22229407	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-del-carmine-montefranco	Chiesa della Madonna del Carmine - Montefranco	La Chiesa della Madonna del Carmine si trova nel borgo di Montefranco, centro fortificato immerso tra olivi e boschi di querce, ricco di tesori artistici ed architettonici.&nbsp;	""	Chiesa della Madonna del Carmine - Montefranco	"La Chiesa della Madonna del Carmine si trova nel borgo di Montefranco, centro fortificato immerso tra olivi e boschi di querce, ricco di tesori artistici ed architettonici.&nbsp; L'edificio presenta un elegante campanile e conserva al suo interno affreschi del XVII secolo di scuola umbra ed una ""Ascensione"" cinquecentesca. "	Montefranco | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.6011461	12.753737199999932	Montefranco	55019	""	""		[  ]	""
11	Attrattore	it_IT	22229468	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-bernardino-montefranco	Chiesa di San Bernardino - Montefranco	Costruita su di un antico oratorio benedettino, la Chiesa di San Bernardino si trova poco lontano dal centro abitato di Montefranco.&nbsp;	""	Chiesa di San Bernardino - Montefranco	"Costruita su di un antico oratorio benedettino, la Chiesa di San Bernardino si trova poco lontano dal centro abitato di Montefranco.&nbsp; Caratterizzata da due edifici contigui, è dedicata al santo patrono del paese che, intorno al 1444, si trovò a Montefranco per la predicazione.&nbsp;<br />
La chiesa conserva al suo interno &nbsp;affreschi attribuiti a Orlando Merlini, allievo di Benozzo Gozzoli. Edificata nel 1454, è stata poi ricostruita nel XV secolo, con annesso un convento dei Padri Osservanti, ed ha ancora ben visibili sulla facciata le tracce della primitiva edificazione. L'interno, a navata unica e copertura a botte, custodisce numerosi affreschi di diversi artisti, che vanno dal XV al XVI secolo. "	Montefranco | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.6011461	12.753737199999932	Montefranco	55019	""	""		[  ]	""
12	Attrattore	it_IT	22172557	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/concattedrale-della-santissima-annunziata-todi	Concattedrale della Santissima Annunziata - Todi	"Il duomo di Todi è intitolato a Maria SS. Annunziata.<br />
Fu iniziato nel XII secolo, continuato nel XIII ma completato solo nel XIV secolo."	""	Concattedrale della Santissima Annunziata - Todi	"Il duomo di Todi è intitolato a Maria SS. Annunziata.<br />
Fu iniziato nel XII secolo, continuato nel XIII ma completato solo nel XIV secolo. <p><strong>Esterno</strong></p>

<p>La facciata duecentesca, a coronamento orizzontale, fu modificata più volte, l'ultima nei primi anni del Cinquecento.</p>

<p>In alto spicca il magnifico rosone centrale, i cui vetri originali furono sostituiti, col rinnovamento ottocentesco dell'intero edificio, dagli odierni di Francesco Moretti su cartoni di Eliseo Fattorini e Giuseppe Francisci.</p>

<p>Il portale maggiore è decorato da una fascia con girali di acanto, culminanti al centro con la figura di <em>Cristo benedicent</em>e.</p>

<p>Da notare il portone di legno scolpito, i cui quattro pannelli superiori, in legno di noce, sono opera di Antonio Bencivenni da Mercatello, che vi raffigurò la <em>Vergine Annunziata</em>, l'<em>Arcangelo Gabriele</em>, <em>S. Pietro</em> <em>e S. Paolo</em>.<br />
I sei pannelli inferiori, in legno di quercia, furono invece realizzati da Carlo Lorenti, su commissione del vescovo Ulderico di Carpegna, in sostituzione degli originali, danneggiati.</p>

<p>Sul lato destro spica il campanile, forse duecentesco.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Interno</strong></p>

<p>La navata destra è aperta da arcate gotiche su colonne ottagonali verso una quarta navata, suddivisa in sette cappelle, dove si trovano numerose opere d'arte: l'affresco della <em>Natività</em> di un maestro peruginesco, la vetrata con <em>Battesimo di Cristo</em>, copia dal Perugino eseguita nel 1860 da Eliseo Fattorini, la tavola <em>Madonna col Bambino e i Ss. Caterina d'Alessandria e Rocco</em>, eseguita intorno al 1516 da Giannicola di Paolo.</p>

<p>L'altare gotico è documentato dal 1343, fu modificato e arricchito con colonne marmoree nel 1574; al di sopra il lampadario composto da un'aquila bicipite in lastra d'argento, realizzato da Giovanni Giardini.</p>

<p>A sinistra del presbiterio, si trova la Cappella Cesi, la cui volta è stata affrescata dal Faenzone.</p>

<p>Nella cripta sono conservate tre sculture provenienti dalla facciata, raffiguranti <em>Madonna col Bambino</em>, <em>Angelo che guida Vescovo e Santa</em>, le prime due attribuite a Giovanni Pisano, la terza allo scultore Rubeus.</p> "	Todi | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.7819352	12.406568600000014	Todi	54052	""	""		[  ]	""
13	Attrattore	it_IT	22143954	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-perugia	Palazzo dei Priori - Perugia	Il palazzo dei Priori è collocato ad angolo tra la piazza IV Novembre e corso Vannucci di Perugia.	""	Palazzo dei Priori - Perugia	"Il palazzo dei Priori è collocato ad angolo tra la piazza IV Novembre e corso Vannucci di Perugia. <p>Il primo nucleo edilizio, risalente agli anni Settanta del XIII secolo, era costituito. Dall’ultimo decennio del Duecento, intorno a un complesso architettonico di proprietà privata si sviluppò il “palatium novum populi”, la cui realizzazione verrà attuata per fasi successive, con il risultato di un’architettura di impianto irregolare, ricca di asimmetrie e movimento. Un primo nucleo del palazzo, realizzato tra 1293 e 1297, è costituito dalle tre trifore al secondo piano e dal portale sul lato di piazza, oltre che da dieci trifore che si aprono su corso Vannucci. Durante un primo ampliamento (1333-1337) furono aggiunte sulla facciata di piazza, due trifore ai lati del portale e la scalinata (originariamente non a ventaglio) opera di Ambrogio Maitani (la scalinata semicircolare risale al 1902).<br />
Successivamente il volume di destra fu costruito inglobando la preesistente chiesa di San Severo di piazza, anteponendole un portico ad arcate irregolari. Nel 1353 il palazzo raggiunse l’attuale via dei Priori. Nel secolo seguente continuò l’ampliamento che, scavalcando via dei Priori con un arco, inglobò anche una torre medievale. Un ulteriore estensione fu effettuata tra 1429 e 1443. Salendo la scalinata della facciata di piazza, oltrepassando il portale ad ogiva, sormontato da due copie dei duecenteschi Grifo e Leone bronzei, simboli della città (gli originali sono all’interno del Palazzo) si entra nella sala dei Notari. In origine aula delle assemblee popolari, l'ambiente rettangolare, con una volta sostenuta da otto arconi romanici, è interamente decorata con affreschi raffiguranti leggende, favole e storie bibliche databili all’ultimo decennio del Duecento, forse opera del Maestro del Farneto e del Maestro Espressionista di Santa Chiara, oltre che con stemmi di podestà e capitani del popolo succedutisi nel governo della città. La facciata sul corso presenta oltre alla serie di trifore e quadrifore, che alleggeriscono il senso orizzontale della massa muraria, un ricco portale a tutto sesto, databile al XIV secolo, affiancato da pilastri retti da leoni: sul pilastro di sinistra sono raffigurate le allegorie della Magnanimità, della Fertilità e della Superbia. Sul pilastro destro l’Avarizia, l’Abbondanza e Umiltà. I pilastri sono sormontati da due grifi che soggiogano dei vitelli, simbolo dell’arte dei Macellai che commissionò l’opera mentre nell’arcone sono scene della vita dell’uomo. Nella lunetta copie (originali in Galleria Nazionale dell’Umbria) delle statue raffiguranti San Ludovico da Tolosa, San Lorenzo e Sant’Ercolano. Al primo piano del Palazzo, sede dell’amministrazione comunale, sono varie pitture murali tra cui degne di nota quelle di Bernardino Pinturicchio nella sala Consiliare. Al terzo piano, sede della<a href=""/-/galleria-nazionale-dell-umbria-perugia""> Galleria Nazionale dell’Umbria</a>, è la cappella dei Priori, affrescata da Benedetto Bonfigli con Storie della vita di San Ludovico da Tolosa e Sant’Ercolano (1454-1480). Nello stesso edificio, lungo corso Vannucci, si trovano anche il Collegio del Cambio, sede della corporazione dei cambiavalute, che conserva preziosi affreschi realizzati tra il 1498 e il 1500 da Pietro Vannucci detto il Perugino, una delle più alte esemplificazioni dell’arte rinascimentale italiana, e quello della Mercanzia, cioè dei mercanti, con un elegante rivestimento in legno di noce e pioppo intagliato probabilmente opera di maestranze d’oltralpe.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
14	Attrattore	it_IT	22257907	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-sebastiano-panicale	Chiesa di San Sebastiano - Panicale	<p>La chiesa di San Sebastiano fu edificata certamente fra il XIV ed il XV secolo e venne modificata nella forma attuale nel 1623.</p>	""	Chiesa di San Sebastiano - Panicale	"<p>La chiesa di San Sebastiano fu edificata certamente fra il XIV ed il XV secolo e venne modificata nella forma attuale nel 1623.</p> <p>Venne ornata con capitelli, cornicioni, due altari e due coretti.</p>

<p>All'interno della Chiesa si nota l’affresco del ""Martirio di San Sebastiano"" di Pietro Perugino.</p>

<p>All'esterno della Chiesa nella parte sinistra in alto, compaiono due formelle in cotto recanti le date 1690 e 1725, mentre nella parte esterna dell'orto si trova la data 1692.</p>

<p>È molto difficile interpretare queste tre date. Si suppone che la data 1690 sia dell'anno in cui le Monache presero possedimento dell'edificio grazie ad un lascito del Monsignor Paolo Corsetti al Collegio delle Vergini.</p>

<p>Verosimile anche la data 1725 che potrebbe rimandare ad un altro lascito al Collegio.</p>

<p>Riguardo all'ultima data 1692 senza alcun dubbio da riferirsi alla costruzione del muro di cinta per iniziativa delle Monache del Collegio.</p>

<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>

<p>[Fonte: www.comune.panicale.pg.it]</p> "	Panicale | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0286281	12.097475300000042	Panicale	54037	""	""		[  ]	""
15	Attrattore	it_IT	22229367	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-di-mongiovino-panicale	Santuario della Madonna di Mongiovino - Panicale	<p>Il Santuario di Mongiovino o della Madonna di Mongiovino sorge a breve distanza da Panicale (7 km. circa) ed appena sotto l’antico Castello&nbsp; di Mongiovino.</p>	""	Santuario della Madonna di Mongiovino - Panicale	"Il Santuario di Mongiovino o della Madonna di Mongiovino sorge a breve distanza da Panicale (7 km. circa) ed appena sotto l’antico Castello&nbsp; di Mongiovino. <p>Venne costruito nel 1524 da Rocco da Vicenza per sostituire una cappella più antica che conservava all’interno una miracolosa immagine della Madonna.</p>

<p>Il santuario, in pietra arenaria, presenta una pianta a croce greca ed una cupola ottagonale sostenuta all’interno da quattro pilastri.</p>

<p>Degni di nota sono anche i portali dell’edificio, opera dello stesso Rocco, di Giuliano da Verona, di Bernardino da Siena e di Lorenzo da Carrara.</p>

<p>L’interno presenta una pianta quadrata con quattro cappelle agli angoli più la cappella principale che custodisce il dipinto miracoloso.</p>

<p>Tra le opere degne di nota sono la Deposizione dalla Croce di Arrigo Fiammingo, una Resurrezione di Nicolò Pomarancio, l’Incoronazione di Maria rappresentata sulla cupola da Mattia Batini ed altre importanti immagini sacre tra cui soprattutto quella miracolosa che rappresenta la Madonna col Bambino e che risale al XIV secolo.</p>

<p>Oltre alle opere pittoriche sono da notare anche l’altare maggiore in pietra e le statue in terracotta collocate nelle nicchie dell’organo ed eseguite da Bevignate da Perugia ed Arrigo Fiammingo.</p> "	Panicale | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0286281	12.097475300000042	Panicale	54037	""	""		[  ]	""
16	Attrattore	it_IT	4064934	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fontana-in-memoria-dei-caduti-di-ivan-theimer	Fontana in memoria dei Caduti di Ivan Theimer	"<p>La Fontana in memoria dei Caduti Ivan Theimer si trova in piazza don Minzoni a Foligno. Si tratta di un'opera di arte contemporanea che i folignati hanno ribattezzo la ""fontana delle tartarughe"", a causa delle testuggini in bronzo che si trovano intorno alla fonte.&nbsp;</p>"	""	Fontana in memoria dei Caduti di Ivan Theimer	"<p>La Fontana in memoria dei Caduti Ivan Theimer si trova in piazza don Minzoni a Foligno. Si tratta di un'opera di arte contemporanea che i folignati hanno ribattezzo la ""fontana delle tartarughe"", a causa delle testuggini in bronzo che si trovano intorno alla fonte.&nbsp;</p> <p>La fontana, nata al posto del seicentesco palazzo Rodati, distrutto dal bombardamento del marzo 1944, unisce in un blocco di travertino a forma di clessidra il bronzo, la pietra del Guatemala e l'acqua.<br />
Alla base vi è l'incisione: ""Ognuno costruisce la vittoria della pace"".</p>

<p>L'opera è un fiore all'occhiello dello scultore ceco Ivan Theimer specializzato nell'utilizzo del bronzo e realizza, generalmente, sculture dal solido impatto classico. Tra le più importanti, i tre obelischi del giardino del Palazzo dell'Eliseo e un altorilievo in bronzo per la facciata degli Archivi Nazionali a Parigi. Foligno, oltre ad ospitare la Fontana in memoria dei Caduti, conserva un'altra opera di Theimar: il monumento a Giuseppe Piermarini.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9559732	12.702066699999932	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
17	Attrattore	it_IT	5429195	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-infraportas	Chiesa di Santa Maria Infraportas	La chiesa di Santa Maria Infraportas affaccia sul lato occidentale di piazza San Domenico nel centro storico di Foligno.	""	Chiesa di Santa Maria Infraportas	"La chiesa di Santa Maria Infraportas affaccia sul lato occidentale di piazza San Domenico nel centro storico di Foligno. <div>La chiesa documentata come pieve dal 1138 fu costruita nel luogo ove esisteva una cappella dell'VIII secolo dedicata all'Assunta, a San Pietro e a San Paolo. Con la costruzione della chiesa romanica, nel XII secolo, la cappella fu inglobata all'interno della navata sinistra.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>La chiesa, &nbsp;tra le più antiche di Foligno, oltre ad esser uno dei più importanti esempi di architettura romanica del territorio folignate, &nbsp;è &nbsp;ricca di decorazioni votive di notevole interesse.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>La facciata, di pietra bianca e rosa, con una bifora ad archi trilobi che ha sostituito il bel rosone originario demolito nell'Ottocento, si conclude con un timpano triangolare.</div>

<div>L'ingresso è preceduto da un portico &nbsp;con tre archi sorretti da quattro colonne con capitelli romanici. A destra del portico è un'edicola del 1480 con affresco mentre in fondo al fianco destro è la torre campanaria romanica.</div>

<div>Il livello del pavimento del portico e quello della chiesa sono più bassi rispetto al livello della strada.</div>

<div>L'interno, a pianta rettangolare, è diviso in tre navate da pilastri.&nbsp;</div>

<div>La navata centrale, più alta, è con volta a botte, mentre le laterali, aggiunte nel XV secolo, sono coperte con volte a crociera.</div>

<div>Nella navata sinistra sul primo pilastro è una Madonna del Latte attribuita a Giovanni di Corraduccio mentre sulla parete una Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista su un fondo dipinto con un arazzo sorretto da Angeli, opera firmata da Ugolino di Gisberto e datatabile al XVI secolo; sulla faccia interna del secondo pilastro, entro un'edicola, è una Madonna con Bambino in stucco policromato della fine del XV secolo e una lastra tombale con l'immagine del giacente.</div>

<div>Sul terzo pilastro, sotto l'arco a destra sono raffigurati San Rocco e Angeli.</div>

<div>Nella navata centrale presso la porta è un San Girolamo attribuito sempre a Pierantonio Mezzastris; sul primo pilastro è raffigurata entro nicchia una Madonna con il Bambino tra Angeli opera attribuita a Lattanzio di Niccolò; seguono affreschi &nbsp;del XIV secolo raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, la Madonna con il Bambino poppante, l'Annunciazione; nel secondo pilastro a sinistra, all'interno di una nicchia è un busto in cartapesta policromata del XVI secolo, raffigurante Gesù con le mani legate e la corona di spine.</div>

<div>La navata di destra ha nelle nicchie immagini di Crocifissioni; sotto il primo arco è un Cristo portacroce attribuito a Niccolò Alunno; sul secondo pilastro Santa Lucia e Sant'Amico, di Pierantonio Mezzastris; sotto il secondo arco un San Pietro martire riferibile a Niccolò Alunno. Presso l'altare affreschi raffiguranti Santa Caterina d'Alessandria e San Girolamo di Pierantonio Mezzastris.</div>

<div>Nella parte terminale della navata sinistra si apre una cappella che &nbsp;presenta due belle bifore alla parete destra: nello strombo di una di esse è un affresco raffigurante l'Arcangelo Gabriele e Disma (il buon ladrone), della seconda metà del XII secolo; nella nicchia di fondo è un Cristo benedicente tra San Pietro e San Paolo e una decorazione che sembra rifarsi ad un arazzo orientale mentre la statua lignea romanica della Madonna &nbsp;è databile al XII secolo.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><strong>Curiosità</strong></div>

<div>Fino al XIII secolo la chiesa era esterna alle mura della città ed era chiamata ""foris portam""; con la costruzione della nuova cinta alla fine del Duecento, l'edifico venne a trovarsi fra le due mura urbiche e prese il nome di "" infra portas"".</div> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	42.9536696	12.700805100000025	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
18	Attrattore	it_IT	21351153	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-lisciano-niccone	Castello di Lisciano Niccone	Ha origini molto antiche. Fu costruito infatti sulla cima della collina che sovrasta il paese da Est, intorno al IX-X secolo. Nel 1202, per opera dei marchesi del Monte che lo possedevano, si pose sotto la protezione di Perugia, di cui seguì le sorti.	""	Castello di Lisciano Niccone	"Ha origini molto antiche. Fu costruito infatti sulla cima della collina che sovrasta il paese da Est, intorno al IX-X secolo. Nel 1202, per opera dei marchesi del Monte che lo possedevano, si pose sotto la protezione di Perugia, di cui seguì le sorti. <p>Dopo un breve periodo in cui appartenne alla famiglia Casali di Cortona, nel 1479 tornò sotto il governo pontificio e vi restò sino a quando, nel 1861, non fu unito al Regno d'Italia. Appartenuto anche ai Marchesi di Sorbello, del vecchio castello rimangono oggi solo pochi ruderi, a testimonianza della sua imponente mole. Qui aveva sede il comune, prima di essere trasferito a valle. In località Val di Rose, vicino alla frazione di Crocicchie, si trova la chiesa di S. Niccolò che custodisce una pala di scuola raffaelliana dipinta, intorno al 1515, da Eusebio di San Giorgio.</p>

<p>&nbsp;</p> [Fonte: www.lisciano.org] "	Lisciano Niccone | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2472265	12.142029800000046	Lisciano Niccone	54025	""	""		[  ]	""
19	Attrattore	it_IT	21351275	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-nicolo-lisciano-niccone	Chiesa di San Nicolò - Lisciano Niccone	La Chiesa di San Nicolò si trova in località Val di Rose, frazione di Crocicchie, nel comune di Lisciano Niccone.&nbsp;	""	Chiesa di San Nicolò - Lisciano Niccone	"La Chiesa di San Nicolò si trova in località Val di Rose, frazione di Crocicchie, nel comune di Lisciano Niccone.&nbsp; Con pareti in muratura, internamente intonacate ed esternamente in pietra a vista, la chiesa ha pianta rettangolare, con due accessi laterali che immettono nella sacrestia.<br />
Al suo interno custodisce una pala dipinta intorno al 1515 da Eusebio di Jacopo di Cristoforo detto da Sangiorgio, allievo di Raffaello, raffigurante una Madonna con Bambino in trono tra san Nicola di Bari, san Romualdo, il beato Bucarello e santa Francesca Romana.&nbsp; "	Lisciano Niccone | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2472265	12.142029800000046	Lisciano Niccone	54025	""	""		[  ]	""
20	Attrattore	it_IT	21351196	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-reschio	Castello di Reschio	Si trova al confine del territorio perugino con quello toscano, nel comune di Lisciano Niccone, su una collina a circa 3 Km dalla Statale della Valle del Niccone. Fu costruito prima dell'anno 1000 ed appartenne nel 1200 ai marchesi del Monte.	""	Castello di Reschio	Si trova al confine del territorio perugino con quello toscano, nel comune di Lisciano Niccone, su una collina a circa 3 Km dalla Statale della Valle del Niccone. Fu costruito prima dell'anno 1000 ed appartenne nel 1200 ai marchesi del Monte. Si ha notizia, infatti, che nel 1202 Uguccione e Guido, figli del marchese Raniero, concessero e sottomisero a Perugia, fra le altre, la zona di Reschio. Nel Medioevo fu a lungo conteso dai signori di Perugia, Firenze e Città di Castello per la sua posizione strategica. E' in uno stato di buona conservazione e presenta ancora le sue caratteristiche rinascimentali, dopo i ripetuti rifacimenti di cui è stato oggetto. &nbsp;Al suo interno si trova la chiesa parrocchiale di Reschio dedicata a San Michele Arcangelo che dal Sec. XIV dipende dalla chiesa priorale di Preggio. [Fonte: www.lisciano.org] 	Lisciano Niccone | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2472265	12.142029800000046	Lisciano Niccone	54025	""	""		[  ]	""
21	Attrattore	it_IT	20836362	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-fabro	Castello di Fabro	Il castello di Fabro, parte del territorio comunale di Fabro, è posizionato su un panoramico colle ( m. 364) a est del torrente Chiani.&nbsp;	""	Castello di Fabro	"Il castello di Fabro, parte del territorio comunale di Fabro, è posizionato su un panoramico colle ( m. 364) a est del torrente Chiani.&nbsp; Di matrice fortificata, con caratteristica forma a mandorla, fu fondato intorno al Mille e restaurato nel Quattrocento e ancora nel Cinquecento. L’intervento progettuale cinquecentesco è opera di Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze 1484- Terni 1564).<br />
Il complesso, oggi di proprietà privata, mostra una struttura ancora in gran parte integra con possente e compatta cinta muraria e grande torrione cilindrico.<br />
Il castello fu feudo dei Filippeschi dalla fondazione fino al 1313; passò poi ai Monaldeschi e nel 1488 a Cesario Bandini di Città della Pieve, i cui eredi a causa delle lotte di potere con la città di Orvieto, furono costretti ad andarsene nel 1494.<br />
In seguito divenne roccaforte di grande importanza per lo stato pontificio.<br />
Nel XVII secolo la località divenne comune con i propri Statuti mentre nel 1817 apparteneva ai marchesi Antinori.<br />
A causa della distruzione dell’ archivio comunale, conservato nel Palazzo Comunale della cittadina, sono andate perduta la maggior parte delle &nbsp; memorie storiche del castello.&nbsp; "	Fabro | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.8725104	12.016545400000041	Fabro	55011	""	""		[  ]	""
22	Attrattore	it_IT	20836550	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-martino-fabro	Chiesa di San Martino - Fabro	In bella posizione panoramica, al centro di Fabro, si trova la chiesa di San Martino, intitolata al santo patrono dei cavalieri e dei viaggiatori.	""	Chiesa di San Martino - Fabro	"In bella posizione panoramica, al centro di Fabro, si trova la chiesa di San Martino, intitolata al santo patrono dei cavalieri e dei viaggiatori. Fu edificata nel XIX secolo. La piacevole facciata, realizzata in mattoni, è coronata da una semplice sagomatura.&nbsp;<br />
Due lesene laterali riquadrano il fronte.&nbsp;<br />
L’interno della chiesa, molto semplice, è a croce latina con unica navata ed abside semicircolare. Fra gli arredi va ricordato un bassorilievo ligneo del 1930 scolpito in Val Gardena e raffigurante San Martino. "	Fabro | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.8725104	12.016545400000041	Fabro	55011	""	""		[  ]	""
23	Attrattore	it_IT	20836459	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-carnaiola	Castello di Carnaiola	«Castrum» costruito attorno all'anno Mille dagli orvietani per vigilare sul guado del Chiani, nel punto dove in età romana era stato eretto come argine praticabile il «muro grosso» venne trasformato in possente castello con bastioni angolari nel XVI secolo (all'interno, affreschi del XVI-XVII secolo).&nbsp;	""	Castello di Carnaiola	«Castrum» costruito attorno all'anno Mille dagli orvietani per vigilare sul guado del Chiani, nel punto dove in età romana era stato eretto come argine praticabile il «muro grosso» venne trasformato in possente castello con bastioni angolari nel XVI secolo (all'interno, affreschi del XVI-XVII secolo).&nbsp; Appartenuto ai Filippeschi prima e ai conti di Marsciano poi, ha dato origine al borgo di Carnaiola, dalla forma lineare. 	Fabro | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.8725104	12.016545400000041	Fabro	55011	""	""		[  ]	""
24	Attrattore	it_IT	20836594	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-vecchia-ficulle	Chiesa di Santa Maria Vecchia - Ficulle	La bella chiesa di Santa Maria Vecchia si trova subito fuori le mura di Ficulle. Fu l’antica parrocchiale fino alla fine del Cinquecento.&nbsp;	""	Chiesa di Santa Maria Vecchia - Ficulle	"La bella chiesa di Santa Maria Vecchia si trova subito fuori le mura di Ficulle. Fu l’antica parrocchiale fino alla fine del Cinquecento.&nbsp; La struttura della facciata è quella tipica del gotico, con un bel portale del XIII secolo. L’ingresso è rialzato e vi si accede mediante doppia scalinata.<br />
Restaurata, all’interno custodisce affreschi del XIV e XV secolo, due statue lignee raffiguranti Santa Cristina e l’Assunta del Cinquecento e un interessantissimo cippo romano che presenta la raffigurazione del dio Mitra. Notevoli i capitelli con bassorilievi altomedioevali. "	Ficulle | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.836976	12.06561099999999	Ficulle	55013	""	""		[  ]	""
25	Attrattore	it_IT	20836703	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-della-maesta	Chiesa della Madonna della Maestà	"Le più antiche e certe notizie della chiesa risalgono ai Resoconti delle Visite Pastorali degli inizi del 1600. La chiesa, in quel periodo, era già &nbsp;centro di grande devozione e, nel documento del 1616, viene nominata per la prima volta con l'appellativo di Maestà ""sub titolo Majestatis""."	""	Chiesa della Madonna della Maestà	"Le più antiche e certe notizie della chiesa risalgono ai Resoconti delle Visite Pastorali degli inizi del 1600. La chiesa, in quel periodo, era già &nbsp;centro di grande devozione e, nel documento del 1616, viene nominata per la prima volta con l'appellativo di Maestà ""sub titolo Majestatis"". <p>Il titolo è indubbiamente legato alla raffigurazione della Madonna col Bambino su un trono di nubi, tra Angeli e Santi, affrescata sulla parete di fondo.</p>

<p>L'attuale aspetto è il risultato di vari e successivi interventi: la piccola cappella d'origine, ingrandita nel 1848, subì una radicale trasformazione nel 1890 con l'edificazione di una chiesa gemella. Nel 1926, abbattuto il muro di divisione, venne unificata la copertura delle due costruzioni, mentre nel 1980 si rese necessario, per motivi di restauro e conservazione, il distacco dell'affresco.</p>

<p>La corona che cinge la testa della Madonna - quella visibile è una copia dell'originale aureo - è stata donata dalla popolazione del paese, in segno di ringraziamento, per la scampata distruzione dopo la seconda guerra mondiale.</p>

<p>Nell'antisacrestia è collocata una tela raffigurante la Madonna Addolorata, posta in adorazione nel 1799.</p>

<p>Molto forte e particolare è la devozione che i Ficullesi nutrono verso la Madonna della Maestà , festeggiata ogni anno il 21 novembre, quando folle di devoti, anche dai paesi vicini, accorrono alle celebrazioni liturgiche che si svolgono ininterrottamente per tutta la giornata.</p> "	Ficulle | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.836976	12.06561099999999	Ficulle	55013	""	""		[  ]	""
26	Attrattore	it_IT	20951069	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-sabino	Chiesa di San Sabino	La nuova chiesa parrocchiale è stata la seconda opera del cardinale Giovambattista Altieri.&nbsp;	""	Chiesa di San Sabino	"La nuova chiesa parrocchiale è stata la seconda opera del cardinale Giovambattista Altieri.&nbsp; <p>A navata unica, con un’aula rettangolare sormontata da una volta a botte - questa abbellita dalle stelle altieriane al centro e ai lati - e spezzata dalle finestre laterali, il tutto con una spinta verso l’alto che dà un senso di grande spazialità. Quattro arcate per lato, che sorreggono cornicioni molto sporgenti, e due arcate per ogni parete ospitano cappelle.</p>

<p>La facciata semplice è di Giovanni Antonio Fratini da Forlì, portale e finestre da un certo Maestro Marcello Rainaldi e il timpano in cemento sopra la porta è del 1944.</p>

<p>Il modulo decorativo delle quattro cappelle è lo stesso, anche se in parte differenziato.<br />
La prima cappella di destra, detta della Madonna del Carmine o di Sant’Antonio, apparteneva alla Confraternita del Santissimo Sacramento e della Misericordia. Il quadro rappresenta la Madonna del Carmine con i Santi Antonio da Padova, Vito, Antonio abate e Filippo Neri. L’autore è ignoto, come la data certa della sua esecuzione, ma possiamo collocarlo alla metà del sec. XVII.<br />
Il gruppo della Madonna con Bambino è spostato leggermente sulla sinistra per dare armonia al gruppo di figure. Questa composizione che porta lo sguardo verso l’alto tramite un percorso sinuoso, termina a sinistra con due cherubini e una nuvola che copre lo scenario.&nbsp;</p>

<p>Nella parte alta della cappella troviamo la statua di San Michele Arcangelo, copia di un’opera di Andrea Sansovino, ed è una delle opere che provengono dalle realtà religiose precedenti a questa chiesa.&nbsp;<br />
La seconda cappella di destra, oggi detta della Madonna, era in origine l’altare intitolato a San Bernardino da Siena, qui traslato dalla chiesa precedente insieme al beneficio che possedeva.</p>

<p>La prima cappella di sinistra è l’unica gentilizia. Apparteneva alla famiglia Gentiloni, di Todi, e dedicata a Sant’Orsola. È di sicuro la più barocca di tutte: non ha una composizione rigida come le altre, e segue lo sviluppo in altezza della chiesa.&nbsp;<br />
L’ultima cappella, la seconda a sinistra, era gestita dalla Confraternita del Santissimo Rosario. È l’altare della Madonna del rosario, e il nome le deriva dalla pregevolissima pala d’altare che lo decora, opera matura del più importante pittore del primo Barocco a Todi, Andrea Polinori, raffigurante la Madonna del Rosario e santi, tra i quali si riconoscono San Domenico e Santa Caterina da Siena in primo piano, mentre quelli in secondo piano non sono riconoscibili.&nbsp;</p> "	Fratta Todina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8579325	12.363445500000012	Fratta Todina	54020	""	""		[  ]	""
27	Attrattore	it_IT	20951130	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-altieri	Palazzo Altieri	Palazzo Altieri, antica sede di vescovi e celebre per i suoi giardini, si trova nel centro storico di Fratta Todina.	""	Palazzo Altieri	"Palazzo Altieri, antica sede di vescovi e celebre per i suoi giardini, si trova nel centro storico di Fratta Todina. Fatta costruire nella seconda metà del Cinquecento dal vescovo Angelo Cesi, dal 1643 al 1654 il cardinale Altieri portò il palazzo al massimo della sua bellezza facendolo ampliare ed arricchire di giardini con grandiosi e fantasiosi giochi d'acqua, corpi di fabbrica e fontane che l'architetto Ludovico Gattelli aveva progettato con ardite opere di ingegneria idraulica.<br />
Il cortile ha due lati a portico, una loggia con decorazioni in stucco ed un magnifico balcone su grandi mensole, che si apre sul giardino.<br />
Sotto il balcone si innalza la fontana del palazzo episcopale.<br />
All’interno ospita una galleria con affreschi di scuola romana raffiguranti scene bibliche.<br />
Oggi è sede della congregazione “Ancelle dell'Amore Misericordioso” ed è visitabile solo su richiesta. Il Centro Speranza è un servizio riabilitativo per bambini, ragazzi e adulti disabili che fin dalla nascita presentano difficoltà nello sviluppo neuropsicologico.<br />
Nel corso degli ultimi venti anni, questo ha subito modificazioni strutturali al fine di renderlo idoneo, in conformità delle vigenti leggi. "	Fratta Todina | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8579325	12.363445500000012	Fratta Todina	54020	""	""		[  ]	""
28	Attrattore	it_IT	21008725	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-agosti-1	Chiesa di Sant'Agostino	La chiesa di Sant'Agostino è la più antica di Gualdo Cattaneo.	""	Chiesa di Sant'Agostino	"La chiesa di Sant'Agostino è la più antica di Gualdo Cattaneo. Fu costruita nel 1136 per volere dei padri Benedettini che vi costruirono accanto anche un piccolo convento, soppresso nel 1652 da papa Innocenzo X ed attualmente non più esistente; oggi vi si trova edificata la casa parrocchiale e un complesso abitativo di proprietà dell’Istituto diocesano sostentamento clero dato in locazione all’Arma dei Carabinieri. La chiesa, originariamente dedicata all’Annunziata e a S. Benedetto, nel 1258 passò agli Agostiniani eremitani: la restaurarono e la intitolarono al santo vescovo di Ippona; il priore della comunità era il beato Ugolino da Gualdo Cattaneo. Restaurata nel 1926, e più recentemente intorno agli inizi degli anni ’90 del ‘900, fu indicata come chiesa parrocchiale nel 1988. Oggi, invece, la chiesa parrocchiale è quella dei santi Antonio e Antonino, situata nella centralissima piazza di Gualdo. &nbsp;<br />
La facciata originaria è caratterizzata da un portale ogivale in pietra rosa e la struttura da conci di arenaria. Al centro della porta, sul concio di chiave dell’arco, è scolpita la figura del protettore del Comune di Gualdo Cattaneo, San Michele Arcangelo. L'interno, con uno splendido soffitto ligneo a capriate, custodisce un grande affresco del 1482 della Scuola del pittore folignate Nicolò Alunno raffigurante la ""Crocifissione""; c’è anche un dipinto del Quattrocento ed una tavola del XIV sec. di Maestro Bastiano. "	Gualdo Cattaneo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9120496	12.556193399999984	Gualdo Cattaneo	54022	""	""		[  ]	""
29	Attrattore	it_IT	95785	19117723	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/spello-uno-dei-borghi-piu-belli-d-italia	Spello, uno dei borghi più belli d'Italia	Splendidissima Colonia Julia in epoca romana, &nbsp;Spello ti conquisterà con le vie medievali, l'Infiorata e gli affreschi di Pintoricchio	Spello, Pintoricchio, Infiorata, Splendidissima Colonia Julia, chiesa di Santa Maria Maggiore, balconi fioriti, villa Fidelia, Terme francescane	""	"Spello, adagiata sulla pendice meridionale del <strong>Monte Subasio</strong>, tra Assisi e Foligno, fa parte del club de ""I Borghi più Belli d'Italia"" per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico Antico centro di origine umbra, ""Hispellum"" dal &nbsp;I secolo a.C. , è importante municipio romano ricordata con il titolo di ""<strong>Splendidissima Colonia Julia</strong>"". Qui importanti ed imponenti testimonianze del periodo romano convivono magnificamente con l'attuale aspetto urbano medievale.<br />
Il tuo itinerario di visita può partire dalla parte bassa della città. Entrerai nel cuore cittadino attraverso la monumentale <strong>porta Consolare</strong> (I secolo a.C.), così chiamata perché segnava l'ingresso in città della <strong>via Flaminia</strong>; segui quello che era il tracciato dell'antica via in salita e lasciati affascinare dalla convivenza di isolati romani, che si aprono a destra e l'urbanizzazione medievale che potrai ammirare sulla sinistra fino ad arrivare allo slargo che ospita la <strong>chiesa di Santa Maria Maggiore. </strong>Entra in chiesa e ammira nel lato sinistro della navata la <strong>cappella Baglioni</strong> affrescata nel 1501da Bernardino di Betto detto il <strong>Pintoricchio</strong>, tra i maggiori artisti del rinascimento umbro e italiano. Quando sarai di fronte agli affreschi il nostro consiglio è di prenderti tutto il tempo necessario per scoprire i tanti gustosissimi particolari, con cui l'artista, tra preziose grottesche, con grande fantasia ha raffigurato nella volta le <em>Sibille in trono</em>, nella parete sinistra l'<em>Annunciazione</em> -da notare entro una cornice l'autoritratto firmato dell'artista- e nella parete di fondo <em>l'Adorazione dei pastori e l'arrivo dei Magi</em> con veduta della campagna umbra; a destra la <em>Disputa</em><em> nel Tempio</em>.<br />
Del Pintoricchio è anche la grande tavola con <em>Madonna e Santi</em> (1508) custodita nella duecentesca <strong>chiesa di Sant'Andrea</strong>, chiesa francescana in città situata a pochi passi da Santa Maria Maggiore. Riprendendo il percorso in salita ti consigliamo una piccola deviazione in via Torri di Properzio per ammirare la monumentale <strong>porta Venere, </strong>di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri di Properzio a pianta dodecagonale.<br />
<br />
Ritornato sulla via principale continua a salire verso piazza della Repubblica, ove è ubicato il <strong>palazzo Comunale</strong>, e lasciati tentare dalle botteghe di prodotti tipici e artigianato oltre che dai numerosi negozi d'arte. Qui, lungo i due lati del corso incontrerai numerose <strong>osterie, ristoranti e enoteche</strong> ove potrai gustare cucina e prodotti del territorio.<br />
Raggiungi il <strong>Belvedere, </strong>antica terrazza su cui era costruito il <strong>foro romano</strong>, godi del panorama sulla valle del Topino&nbsp; e sull'arco collinare che va da Montefalco ad Assisi.<br />
Perditi tra le viuzze medievali abbellite da coloratissimi <strong>balconi fioriti</strong>; ai quali, il giorno del Corpus Domini, si aggiungono preziosi tappeti di fiori, la famosa <strong>Infiorata di Spello</strong>, veri e propri quadri di arte sacra realizzati con i petali di fiori.<br />
Visita l'antica <strong>villa romana</strong> in località Sant'Anna dove potrai ammirare 360 metri quadri di pavimenti a mosaico appena restaurati e datati tra III - inizi IV sec. d.C..<br />
Se hai ancora qualche ora da spendere ti consigliamo una passeggiata nei giardini del parco di <strong>Villa Fidelia</strong> e un po' di relax presso le <strong>terme Francescane di Spello</strong> ove potrai godere dei benefici dell'acqua solforosa che sgorga nella pianura sottostante. "	Spello | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.987653	12.67118979999998	""		""	""		[  ]	""
30	Attrattore	it_IT	12820245	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-andrea-e-del-suo-viaggio-con-moglie-e-figli	La storia di Andrea e del suo viaggio con moglie e figli	<p>La via di Francesco in famiglia</p>	Via di Francesco, Umbria Tourism, spiritualità in Umbria, Francesco di Assisi, pellegrinaggi in Umbria	La storia di Andrea e del suo viaggio con moglie e figli	"<p align=""left"">Intraprendere un viaggio lungo la via di Francesco per molti è un'esperienza introspettiva, da affrontare da soli, alla ricerca di se stessi. Può diventare, però, anche un'esperienza diversa, fatta di condivisione, spirito di squadra, amore, se si decide di affrontare questo viaggio insieme alla propria famiglia, in particolare con i propri figli piccoli.</p> <p align=""left"">Pensate che sia troppo difficile o impegnativo? Che i vostri figli si potrebbero annoiare? L'esperienza di Andrea e della sua famiglia e l'entusiasmo dei suoi racconti, probabilmente, vi faranno cambiare idea e faranno crescere in voi la voglia di partire. Ovviamente con le dovute precauzioni e con la giusta organizzazione.</p>

<p align=""left"">Andrea vive a Palombara Sabina, trenta chilometri da Roma, e ha percorso la via di Francesco nel luglio del 2014 insieme a sua moglie Francesca Maria, ai figli Chiara e Francesco, che all'epoca del viaggio avevano rispettivamente 4 e 6 anni, e al loro fedele ""Motored"". Che cos'è il Motored? Ce lo spiega direttamente Andrea: ""<em>Il Motored è un carrellino da bici pensato per portare i bambini, che noi abbiamo adattato per ""trasportare"" i nostri figli quando non ce la facevano più a camminare. Quando non è attaccato alla bici gli si può applicare una rotella come supporto anteriore e diventa una sorta di grande passeggino con ammortizzatori, freno e ruote molto scorrevoli. E' pesante, però si riesce a spingere molto bene ed è stato il nostro compagno di viaggio. Ci abbiamo trasportato anche l'acqua e altri oggetti per alleggerire i nostri zaini. Il nome Motored glielo ha dato il piccolo Francesco, perché era rosso e quando frenava faceva il rumore della moto…"".</em></p>

<p align=""left"">Andrea e la sua famiglia sono partiti direttamente da casa, adeguando la Via di Roma e la Via di Francesco alle loro esigenze di viaggio e raggiungendo Assisi dopo 13 tappe e 240 chilometri. Ovviamente, infatti, percorrere la via con dei bambini piccoli richiede un'attenta preparazione e programmazione per evitare inutili rischi.</p>

<p align=""left"">""<em>Ho iniziato a pianificare il viaggio 4 mesi prima di partire</em> – ci racconta Andrea – <em>poiché prima di tutto ho dovuto rivedere le tappe in base alle nostre esigenze. Con il carrellino da bici e i bimbi piccoli non potevamo percorrere i sentieri di montagna e fare tappe troppo lunghe, &nbsp;così ho modificato la Via cercando delle strade alternative ma parallele e più vicine possibili al percorso ""originale"". La nostra idea era quella di percorrere la via nella massima semplicità, utilizzando ospitalità povera e così, nella fase di preparazione, ho anche raccolto il maggior numero possibile di contatti e numeri di telefono di Pro Loco, Comuni, Chiese, Conventi, Monasteri e altri luoghi che ci avrebbero potuto ospitare. Inoltre ho cercato tutte le informazioni possibili, che lungo il cammino non sono mai troppe, soprattutto se con te hai dei bambini piccoli"".</em></p>

<p align=""left"">Andrea contattava le strutture dove poter dormire il giorno stesso o il giorno precedente, in base al luogo in cui si trovava con la famiglia. ""<em>Essere accolti in questi luoghi di ospitalità ""povera""</em> – racconta con entusiasmo Andrea - <em>è stata una delle esperienze più belle del nostro viaggio, poiché tutte le persone che ci hanno ospitato ci hanno aperto il cuore e si sono comportate in maniera straordinaria. Molti addirittura non hanno voluto nemmeno offerte, perché dicevano che eravamo noi che con il nostro viaggio in famiglia insegnavamo qualcosa a loro. Stupendo. </em></p>

<p align=""left""><em>""Non posso dimenticare l'umanità di Don Franco, parroco di Arrone, che ci ha ospitato in chiesa e ci ha fatto mangiare a casa sua, o l'accoglienza delle suore di Spello. Ma in generale l'ospitalità e l'accoglienza di tutte le persone lungo il percorso è stata straordinaria: persone che quando ci incontravano ci offrivano la colazione, o tornavano a casa a prendere biscotti o latte per il bambini. Oppure i ciclisti che abbiamo incrociato sul tratto della Ex ferrovia Spoleto-Norcia che ci incitavano e ci davano consigli sulle strade da fare e quelle da evitare. Durante il viaggio abbiamo veramente ricevuto tanto dalle persone che abbiamo incontrato. Una grande solidarietà e disponibilità che ci ha fatto fare pace con il mondo, perché malgrado</em> <em>i brutti esempi che ogni giorno vediamo in Tv, ti rendi conto che esistono ancora tante persone buone"".</em></p>

<p align=""left"">Affrontare la Via di Francesco con la famiglia è qualcosa di estremamente particolare, molto diverso rispetto ad affrontare un cammino da soli. Un'esperienza che lega e rafforza e Andrea ce lo fa capire bene: ""<em>Noi non siamo camminatori abituali, ma io avevo percorso da solo il cammino di Santiago nel 2006. Bene, intraprendere un viaggio di questo genere con la famiglia è una cosa completamente diversa perché non puoi più ascoltare solo &nbsp;le tue esigenze, ma devi adattarti a quelle delle famiglia e in particolare dei bambini. Devi seguire il loro ritmo, le loro richieste.&nbsp; Parti come una famiglia, ma nel corso del viaggio diventi una squadra, in cui ognuno è pronto ad aiutare l'altro, a ""sacrificarsi"" per venire incontro alle esigenze degli altri. La famiglia ne esce incredibilmente rafforzata"".</em></p>

<p align=""left"">E un'esperienza di questo tipo rafforza e rimane impressa anche nella memoria dei bambini: <em>""Francesco e Chiara si sono divertiti tantissimo. Chiara per l'accoglienza che ha ricevuto si sentiva ovunque arrivavamo come una principessa. Francesco è consapevole di aver fatto una grande cosa per la sua età, visto che ha camminato per più di 50 chilometri, facendo tappe in salita anche di 9 chilometri sotto il diluvio. Questo viaggio ha dato loro tanta sicurezza nei propri mezzi e ha fatto crescere&nbsp; la fiducia in loro stessi e il senso di appartenenza alla famiglia, la capacità di essere una squadra e fare qualcosa insieme"".</em></p>

<p align=""left"">Come abbiamo detto, naturalmente, preparare un viaggio di questo tipo con i propri figli piccoli richiede attenzione e programmazione, poiché bisogna essere pronti ad ogni evenienza. Sentiamo i consigli di Andrea per tutti coloro che vogliono intraprendere un'avventura simile:</p>

<p align=""left""><em>""Per prima cosa è fondamentale coinvolgere i propri bambini sin da subito, dalle fasi di preparazione al viaggio, per far loro capire che cosa andrete a fare insieme. I nostri Chiara e Francesco hanno ""partecipato"" alla stesura dell'itinerario, abbiamo ascoltato quello che ne pensavano, erano insieme a me e mia moglie quando abbiamo acquistato il Motored su internet. Ovviamente poi le decisioni finali le abbiamo prese noi, ma è stato fondamentale, e molto bello, coinvolgerli. </em></p>

<p align=""left""><em>""Poi consiglio di valutare bene la fattibilità della cosa, in particolare capire se il peso dei vostri figli è sufficientemente contenuto per poterli trasportare quando non ce la fanno più a camminare. In alternativa credo sia meglio aspettare che siano più grandi e possano fare il cammino insieme a voi, ma in autonomia. Poi, ovviamente, è necessario organizzare tutto in anticipo, pianificando le tappe per tempo, raccogliendo i riferimenti dei luoghi dove dormire e quante più informazioni possibili, che non sono mai troppe. </em></p>

<p align=""left""><em>Infine non resta che partire con lo spirito giusto, per condividere un'avventura con la vostra famiglia, sapendo che ogni giorno sarà una sorpresa"".</em></p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Per informazioni sulla Via di Francesco: <a href=""http://www.francescosways.com/"">www.francescosways.com</a></p>

<p align=""left"">&nbsp;</p> "	Assisi | Norcia | Spello | Spoleto | Arrone	""	""	43.0707017	12.619596600000023	""		""	""		[  ]	""
31	Attrattore	it_IT	18355599	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-memoria-assisi-1943-1944	Museo della Memoria, Assisi 1943-1944	"<p>Allestito nelle sale del primo piano della pinacoteca comunale di palazzo Vallemani, il ""<strong>Museo della Memoria, Assisi 1943-1944</strong>"" racconta la storia di trecento ebrei salvati grazie allo spirito dell'accoglienza francescana di Assisi.</p>"	""	Museo della Memoria, Assisi 1943-1944	"<p>Allestito nelle sale del primo piano della pinacoteca comunale di palazzo Vallemani, il ""<strong>Museo della Memoria, Assisi 1943-1944</strong>"" racconta la storia di trecento ebrei salvati grazie allo spirito dell'accoglienza francescana di Assisi.</p> <p>Documenti inediti, foto, riconoscimenti, saggi e oggetti su quel terribile periodo storico che ha rappresentato la seconda guerra mondiale, quando sfollati da ogni parte d'Italia e d'Europa arrivarono nella città serafica per cercare aiuto, e sui vari personaggi che si spesero in prima persona per salvare gli ebrei: questo e molto altro è quanto raccoglie l'esposizione ideata e curata da Marina Rosati, con i testi di Annabella Donà e realizzata dall'Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Curia di Assisi.</p>

<p>Da Don Aldo Brunacci, già fondatore dell'Opera Casa Giovanni, all'allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini, che tirò le fila dell'organizzazione clandestina che spontaneamente si era venuta a creare, da padre Rufino Niccacci, frate minore e padre guardiano del convento di San Damiano, al podestà di Assisi Arnaldo Fortini, dal colonnello tedesco Muller al frate conventuale padre Michele Todde: loro e tutti gli altri che si prodigarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione, sono tra i tanti personaggi ricordati all'interno della mostra.</p>

<p>Uno spazio importante è dedicato anche a Luigi e Trento Brizi, i tipografici assisani che stamparono i documenti falsi per gli ebrei ed insieme ad immagini e riconoscimenti è esposta anche l'antica macchina tipografica con cassettiere, taglierina e timbri.</p>

<p>La mostra, in doppia lingua (italiano-inglese), si sviluppa su quattro stanze e, oltre agli scritti, prevede anche una parte video con le interviste ad alcuni dei protagonisti, raccolte prima della loro scomparsa, che raccontano direttamente cosa fecero per salvare gli ebrei, oltre a degli approfondimenti sul periodo storico.</p> <p><strong>Orari di apertura</strong></p> <p>La mostra è aperta tutti i giorni secondo gli orari della Pinacoteca comunale di Assisi.</p>

<p><em>Novembre-Febbraio</em></p>

<p>10.30–13.00 / 14.00–17.00 tutti i giorni</p>

<p><em>Marzo-Maggio</em></p>

<p>10.00–13.00 / 14.30–18.00 tutti i giorni</p>

<p><em>Giugno-Agosto</em></p>

<p>10.00–13.00 / 14.30–19.00 tutti i giorni</p>

<p><em>Settembre e Ottobre</em></p>

<p>10.00–13.00 / 14.30–18.00 tutti i giorni</p>

<p>Chiuso il 25 dicembre ed il 1 gennaio</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Museo della Memoria</strong></p>

<p>Via San Francesco, 12 – Assisi (PG)</p>

<p>Telefono: 075 8197021 – Fax: 075 8155234</p>

<p>E-mail: info@assisisi.com</p>

<p><a href=""https://www.facebook.com/Museo-della-Memoria-675655982594479/"" target=""_blank"">https://www.facebook.com/Museo-della-Memoria-675655982594479/&nbsp;</a></p> "	Assisi | Luoghi della cultura	https://www.facebook.com/Museo-della-Memoria-675655982594479/	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813			Assisi	54001	""	""		[  ]	""
32	Attrattore	it_IT	17132453	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/lo-zafferano-d-amare	Zafferano, l'ingrediente dell'amore	<p>Questa spezia aromatica fin dall'antichità simboleggiava l'amore in tutte le sue declinazioni: nel mito greco si narra la storia di Crocos e Smilace. Lui, mortale, innamorato della ninfa Smilace, bella e giovane per l'eternità, fu trasformato nella pianta dello zafferano e lei in quella della smilax aspera.&nbsp;</p>	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	Zafferano, l'ingrediente dell'amore	"<p>Arricchisce i piatti con il suo aroma avvolgente, ricco di proprietà benefiche per l'organismo, utilizzato da secoli per la colorazione di stoffe orientaleggianti grazie alle sue sfumature sgargianti; si tratta dello zafferano, una preziosa delizia della gastronomia umbra.</p> <p><strong>Giallo zafferano: colore e profumo dell'Umbria</strong></p>

<p>La produzione di zafferano, il cosiddetto <strong><em>oro rosso</em></strong>, interessava l'Umbria fin dai tempi molto antichi; nel famoso poemetto <em>‘‘De croci cultu''</em>, Pierfrancesco Giustolo descrive minuziosamente la pratica colturale dell'antico <em>zaffarame</em>.</p>

<p>All'epoca i fiori erano preziosi per la <strong>tintura</strong> dei tessuti pregiati, grazie al tipico color giallastro, derivante dal colore del pistillo.</p>

<p>Il prezzo è proporzionale non solo alla materia prima, ma soprattutto al fine e minuzioso lavoro che viene svolto per ottenere il prodotto finale.</p>

<p>Ogni grammo di zafferano è composto da circa 200 stigmi, raccolti nel breve periodo di fioritura nelle prime ore del giorno, sfruttando il momento di apertura dei fiori, così da non causare traumi alla pianta. Dopo una minuziosa selezione, o viene essiccato in modo naturale o si passa alla tostatura affinché il fiore assuma una consistenza polverosa.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Lo zafferano tra le eccellenze della regione Umbria</strong></p>

<p>In questi ultimi anni l'Umbria ha rinnovato l'interesse per questa coltura, affiancando questa produzione a quello delle <strong>tradizionali attività produttive gastronomiche</strong>. Numerosissimi sono i consorzi di produttori e le associazioni che portano alto il nome dello zafferano umbro.</p>

<p>Motivo d'orgoglio per la Regione, questa produzione accompagna la storia del territorio, esaltando le peculiarità dei luoghi di coltura e confezione.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Lo zafferano d'amare</strong></p>

<p>Questa spezia aromatica fin dall'antichità simboleggiava <strong>l'amore</strong> in tutte le sue declinazioni: nel mito greco si narra la storia di Crocos e Smilace. Lui, mortale, innamorato della ninfa Smilace, bella e giovane per l'eternità, fu trasformato nella pianta dello zafferano e lei in quella della smilax aspera.</p>

<p>Il dio Ermes usava questa spezia per risvegliare la voglia di amarsi delle coppie stanche, per le sue note proprietà afrodisiache.</p>

<p>Per un menù di ricevimento <strong>profumato e colorato</strong>, lo zafferano in cucina si rivela essere sorprendentemente versatile; dai primi piatti alla carne, con le verdure nei formaggi, nei dolci e nei liquori, colorerà d'oro tutti i vostri piatti.</p>

<p>Colorato e delicato, è apprezzato anche per confezionare le <strong>bomboniere</strong>, inserendo i fiori essiccati&nbsp;in vasetti o fialette; una soluzione originale per un matrimonio elegante che inneggia alle meravigliose eccellenze dell'Umbria.</p>

<p>&nbsp;</p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
33	Attrattore	it_IT	18524870	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-cahen	Villa Cahen	La Villa fu costruita nel territorio del Comune di Allerona nel 1880 dal ricchissimo finanziere di Anversa Edouard Cahen, il quale, innamorato dell'Italia e dei suoi paesaggi, aveva acquistato dalla nobile famiglia dei Bourbon del Monte la tenuta che si estendeva per una trentina di chilometri di circonferenza tra un crinale e l'altro della valle del fiume Paglia nella zona ora nota con il nome di Selva di Meana.&nbsp;	""	Villa Cahen	"La Villa fu costruita nel territorio del Comune di Allerona nel 1880 dal ricchissimo finanziere di Anversa Edouard Cahen, il quale, innamorato dell'Italia e dei suoi paesaggi, aveva acquistato dalla nobile famiglia dei Bourbon del Monte la tenuta che si estendeva per una trentina di chilometri di circonferenza tra un crinale e l'altro della valle del fiume Paglia nella zona ora nota con il nome di Selva di Meana.&nbsp; <p>La caratteristica particolare e affascinante di questo luogo è costituita dal giardino all'italiana ricco delle più varie specie arboree e erbacee, anche rarissime, che il proprietario faceva arrivare dai luoghi più lontani. Si tratta di una architettura studiata con molta cura e arricchita da arredi naturali e artificiali che ne fanno un raro esempio di stile liberty. Altre particolarità &nbsp;sono costituite dalla limonaia e dalle serre per la protezione delle piante durante l'inverno. Recentemente è stato restaurato anche il giardino giapponese posto, nel parco, tra il giardino all'italiana e le serre.</p>

<p>La villa ha una forma esterna sobria ed elegante, nello stile dell'epoca, il Liberty. La struttura esterna della Villa è esaltata dalle superfici candide delle pareti cui aggiungono note di colore le persiane, le modulazioni degli aggetti e soprattutto il corpo della torretta.&nbsp;</p>

<p>La villa è distribuita su vari piani: un piano seminterrato adibito a magazzini e locali per i servizi elettrici e termici, un piano terra per le sale da studio, da ricevere e da pranzo ampie e signorili, un terzo piano per le camere da letto e loro annessi riservati ai proprietari, un ulteriore piano per le stanze da letto per la servitù.</p> "	Allerona | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.81255590000001	11.973852999999963	Allerona	55002	""	""		[  ]	""
34	Attrattore	it_IT	18524932	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-di-villalba	Parco di Villalba	Area boschiva di oltre 20 ha. situata ad un'altitudine fra i 600 ed i 700 metri ed è stata destinata dalla Comunità Montana a parco attrezzato.&nbsp;	""	Parco di Villalba	"Area boschiva di oltre 20 ha. situata ad un'altitudine fra i 600 ed i 700 metri ed è stata destinata dalla Comunità Montana a parco attrezzato.&nbsp; <p>L'area, situata al confine con la Riserva Naturale di Monte Rufeno e all'interno della vasta foresta demaniale della Selva di Meana presenta caratteristiche di elevato pregio dal punto di vista ambientale ed è ricompresa in una vasta area destinata a Parco Interregionale.</p>

<p>I boschi, avviati ad alto fusto, sono caratterizzati prevalentemente dalla presenza di specie quercine, con altre specie sporadiche o rare, ma comunque significative quali aceri, frassini, faggi e castagni. Tra gli arbusti è possibile annoverare la rara frassinella, mentre si segnalano numerose orchidee selvatiche, di cui sono state censite oltre trenta specie diverse proprio all'interno del parco.&nbsp;</p>

<p>Ricca anche la fauna con la presenza di ungulati, predominante quella del cinghiale, ma significative anche quelle di daini e caprioli, numerosi sono poi i rapaci.</p> "	Allerona | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.81255590000001	11.973852999999963	Allerona	55002	""	""		[  ]	""
35	Attrattore	it_IT	126382	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-gallenga-stuart	Palazzo Gallenga-Stuart	Palazzo Gallenga-Stuart si trova a&nbsp;<strong>Perugia</strong>&nbsp;in piazza Fortebraccio vicino all'imponente Arco Etrusco.&nbsp;	""	""	"<p>Palazzo Gallenga-Stuart si trova a&nbsp;<strong>Perugia</strong>&nbsp;in piazza Fortebraccio vicino all'imponente Arco Etrusco. Sede principale dell'Università per Stranieri di Perugia, fu per lungo tempo dimora gentilizia della famiglia Antinori.<br />
&nbsp;Una visita al palazzo è consigliata per ammirare la sua architettura in stile tardo-barocco ma anche per vedere le sue sale riccamente decorate. Inoltre, per chi ama delle belle viste panoramiche, salendo agli ultimi piani del palazzo, si ha splendida vista sull'acquedotto duecentesco. La piazza Fortebracci, ove affaccia il palazzo, è luogo di ritrovo di innumerevoli studenti stranieri che seguono all'università corsi di lingua e cultura italiana.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Il palazzo, in stile tardo-barocco, fu eretto nel 1748-58 dall'architetto perugino Pietro Carattoli, su progetto di Francesco Bianchi. Durante gli anni Trenta del Novecento, il conte americano Frederich Thorne Rider finanziò la costruzione della parte a ponente rimasta incompiuta. La facciata è scandita da pilastri e cornicioni in mattoni che separano le grandi finestre. L'interno è decorato con affreschi del Giuli e del Carattoli. In aula magna si ammira il dipinto dell<em>'apoteosi di Roma</em>&nbsp;del pittore futurista Gerardo Dottori. Il piccolo teatro del palazzo vide recitare Carlo Goldoni quando era ancora bambino.<br />
Dal 1926 palazzo Gallenga-Stuart è sede dell'Università Italiana per Stranieri, finalizzata alla conoscenza ed alla diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
La piazza Fortebracci dove sorge il palazzo viene detta anche Grimana in ricordo del cardinale Marino Grimani, promotore della sua costruzione nel 1536 per colmare l'avvallamento che separava la città murata dal borgo Sant'Angelo.</p>

<p>&nbsp;</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.114933	12.389730800000052	""		""	""		""	""
36	Attrattore	it_IT	17132351	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sposarsi-non-e-mai-stato-cosi-teatrale	Teatro, location matrimoniale d'eccellenza	<p>Se il matrimonio è per antonomasia l'atto di più profonda sincerità verso la persona amata, è anche vero che c'è un modo fuori dal comune per dire <em>Sì lo voglio</em>…recitando (ma non troppo!)</p>	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	Teatro, location matrimoniale d'eccellenza	"<p><strong>Sposarsi non è mai stato così… <em>teatrale</em></strong></p>

<p>Se il matrimonio è per antonomasia l'atto di più profonda sincerità verso la persona amata, è anche vero che c'è un modo fuori dal comune per dire <em>Sì lo voglio</em>…recitando (ma non troppo!)</p> <p><strong>Teatro della Concordia </strong></p>

<p>Nel piccolo borgo umbro di Monte Castello di Vibio, racchiuso in meno di cento metri quadrati, sorge una piccola perla tutta italiana.</p>

<p>Il teatro della Concordia è <strong>il più piccolo teatro del mondo</strong>; costruito nel 1808, riproduce in miniatura la tipica struttura del teatro all'italiana, in vero stile goldoniano, mantenendone le proporzioni ed un'acustica di altissimo livello.</p>

<p>La tipica struttura lignea sorregge due ordini di palchi ed una platea per un totale di soli 99 spettatori.</p>

<p>Tutte le sue peculiarità lo rendono una vera e propria opera esclusiva, diventato di recente anche una location originale per <strong>sposarsi a teatro.</strong></p>

<p>Gli sposi che <em>""mettono in scena""</em> il loro giorno più importante possono adottare le soluzioni più originali e creative per intrattenere amici e parenti.</p>

<p>Cantare, recitare poesie d'amore o ballare; c'è chi sceglie la favola, con l'arrivo trionfale a bordo di una carrozza trainata da cavalli bianchi, mentre alcuni scelgono di fare un tuffo nel passato sfoggiando i costumi storici della Monte Castello medievale.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Teatro Mancinelli</strong></p>

<p>Il Teatro Mancinelli è un luogo elegante e raffinato dove pronunciare il fatidico ""Sì"", dove l'intera festa si trasforma in un invito a teatro.</p>

<p>A pochi passi dal Duomo di Orvieto, il <strong>Teatro Mancinelli</strong> si presenta come un edificio neoclassico, considerato un meraviglioso esempio architettonico tra i teatri ottocenteschi italiani.</p>

<p>La location dove viene celebrata la cerimonia civile è l'elegantissimo <em>foyer</em>, situato al piano nobile.</p>

<p>Particolarmente accogliente, il <em>foyer</em> ha al suo interno una bellissima galleria con volta a botte interamente affrescata, location ideale per allestire anche il banchetto nuziale.</p>

<p>Lo scambio delle fedi avviene tradizionalmente nella sala centrale, mentre la platea è la zona più suggestiva dove scattare le fotografie come le vere stelle del palcoscenico.</p>

<p>Quale location migliore per sentirvi i veri <strong><em>protagonisti </em></strong>del vostro giorno più bello, se non nei teatri più suggestivi dell'Umbria?&nbsp;</p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
37	Attrattore	it_IT	19682533	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-malacologico-malakos-di-citta-di-castello	Museo Malacologico Malakos di Città di Castello	"<p>Dal Pacifico all'Oceano Indiano, dal Mar Rosso al Mediterraneo: è ""Malakos"" che, con circa 600mila esemplari catalogati, rappresenta la collezione privata di conchiglie più grande d'Europa.</p>"	""	Museo Malacologico Malakos di Città di Castello	"<p>Dal Pacifico all'Oceano Indiano, dal Mar Rosso al Mediterraneo: è ""Malakos"" che, con circa 600mila esemplari catalogati, rappresenta la collezione privata di conchiglie più grande d'Europa.</p> <p>La raccolta, nella sede di Villa Cappelletti a Città di Castello, è un vero e proprio viaggio esplorativo attraverso le conchiglie di tutti i mari.</p>

<p>Il museo è il frutto del lavoro decennale del biologo Gianluigi Bini, fiorentino di nascita ma tifernate d'adozione, che ha raccolto e studiato circa 15mila specie diverse, provenienti da ogni angolo del pianeta.</p>

<p>La sezione di biologia introduce al mondo dei molluschi con le loro incredibili curiosità, mentre la sala di paleontologia aiuta a capire come si è formata la terra, permettendo di incontrare anche alcuni invertebrati del lontano passato.</p>

<p>Nelle sale di biogeografia ogni vetrina ricostruisce la fauna e le abitudini di vita di ogni mare, ma non solo: è possibile scoprire ambienti inusuali come i pericolosi mangrovieti e le zone abissali, fare la conoscenza di simpatiche lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge e di predatori marini dal veleno mortale.</p>

<p>Malakos ospita, inoltre, anche la ricostruzione di una barriera corallina, composta da materiali provenienti dai sequestri del corpo forestale dello stato, con specie mai viste.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Orari</strong></p>

<p>Dal 1 aprile al 31 ottobre: 10.00 - 12.30/15.00 - 18.30 (chiuso il lunedì).</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.malakos.it/"">http://www.malakos.it/</a><a href=""http://www.malakos.it/"" target=""_blank"">&nbsp;</a></p> "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4577876	12.231904799999938	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
38	Attrattore	it_IT	12819953	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-simone-e-piccolaccoglienza-gubbio	La storia di Simone e PiccolAccoglienza Gubbio	<p>Racconti di amicizia, solidarietà e supporto al pellegrino</p>	Via di Francesco, Gubbio, Umbria, Umbria Tourism, Umbria eventi, religiosità in Umbria, pellegrinaggio, Francesco di Assisi	La storia di Simone e PiccolAccoglienza Gubbio	"<p align=""left"">A volte quello che rende un cammino unico non è solo la bellezza paesaggistica dei luoghi toccati o la perfetta organizzazione del percorso, ma è l'umanità e la sensibilità delle persone che vi si incontrano, che aiutano chi si trova a passare di lì, offrendo il loro lavoro e la loro disponibilità, aprendo il proprio cuore.</p> <p align=""left"">Questa è la storia di Simone e di PiccolAccoglienza Gubbio, un progetto nato nel 2013 che&nbsp; ha come obiettivo quello di aiutare e supportare i pellegrini che percorrono la Via di Francesco.</p>

<p align=""left"">""<em>Tutto è nato nel marzo del 2013</em> – ci racconta Simone, che coordina il gruppo di circa 15 persone di PiccolAccoglienza Gubbio – <em>quando con la Diocesi di Gubbio abbiamo creato l'Ufficio per la Pastorale del Tempo libero, Pellegrinaggi, Turismo e Sport. In poco tempo ci siamo accorti che quello del pellegrinaggio è un mondo molto vasto e straordinario e così abbiamo sviluppato il nostro progetto e il 1 marzo 2014 è nata PiccolAccoglienza Gubbio</em>"".</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Inizialmente l'aiuto ai pellegrini consisteva soprattutto nel fornire informazioni di carattere tecnico, ma ben presto l'attività si è ampliata ad altri servizi.</p>

<p align=""left"">""<em>Con il tempo abbiamo creato l'infoline del pellegrino, un numero di cellulare che gestiamo tra noi del gruppo in base alla disponibilità di tempo in modo da poter essere sempre operativi e abbiamo iniziato a coordinare le strutture dedicate all'accoglienza povera del pellegrino nel territorio della Diocesi di Gubbio, ricordando sempre che il pellegrino è prima di tutto una persona e come tale va trattata. Per questo abbiamo pensato alla ""Cartolina del Pellegrino"", un regalo da distribuire a tutti coloro che si fermano nei luoghi di accoglienza povera. Ogni anno la cartolina è illustrata dall'opera di un artista diverso e dal 2013 in poi ne sono state distribuite oltre 6.000</em>""</p>

<p align=""left"">Il progetto Piccola Accoglienza Gubbio (<a href=""http://www.piccolaccoglienzagubbio.it/"">http://www.piccolaccoglienzagubbio.it</a>) ha come sede i locali della Diocesi in via Baldassini a Gubbio e coinvolge un gruppo di circa 15 persone, tutte eugubine, tutte volontarie che nella vita fanno altro. Simone è geometra, poi c'è chi fa la casalinga, chi l'impiegato, chi studente, chi libero professionista, ma tutti sono accomunati da questa passione nell'aiutare i pellegrini, nell'ascoltare i loro bisogni e, soprattutto, nel fare tutto questo con il cuore.</p>

<p align=""left"">Nel &nbsp;primo anno di vita Piccola Accoglienza Gubbio ha fornito informazioni o comunque è entrata in contatto con 500 pellegrini, l'anno successivo con 1500, nel 2015 con 2500 e ad agosto di quest'anno già con 2800. Numeri che fanno capire quanto sia cresciuto il numero di pellegrini lungo la Via di Francesco, ma anche quanto sia apprezzato e importante il lavoro di Piccola Accoglienza Gubbio, che dal marzo del 2016 si occupa anche di inviare la Credenziale del Pellegrino a chi ne fa richiesta.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">L'attività di Piccola Accoglienza Gubbio ha contribuito a supportare tanti pellegrini in transito nel comprensorio di Gubbio, ma ha svolto anche un ruolo fondamentale di sensibilizzazione delle persone che vivono sul territorio. ""<em>Per noi è bellissimo vedere come sia cresciuto in tutto il territorio l'interesse per la Via di Francesco</em> – continua a raccontarci con entusiasmo Simone – <em>La gente è sempre più disposta ad accogliere e ad aiutare i pellegrini. Mi capita spesso, per esempio,di &nbsp;vedere delle persone che durante violenti temporale vanno in aiuto dei pellegrini sorpresi dal maltempo, li caricano in macchina e li accompagnano al riparo nella propria casa o in una delle strutture della Diocesi. Un'attività di sostegno che è svolta anche da altre associazioni, come le 100 ramazze di Gubbio (</em><a href=""http://www.100ramazze.org/""><em>http://www.100ramazze.org/</em></a><em>), un gruppo di cittadinanza attiva eugubina che organizza progetti a spot per sistemare aree della città e che nel 2015, in occasione dell'evento ""Vivi la Via"", ha ripulito un lungo tratto della Via da Caprignone a San Pietro in Vigneto . E' questo spirito che rende la Via autentica e unica nel suo genere</em>"".</p>

<p align=""left"">Questa partecipazione e senso di appartenenza da parte delle persone del territorio è cresciuta un po' alla volta, anche grazie alle attività e agli eventi organizzati lungo la Via, sempre grazie all'impegno di PiccolAccoglienza Gubbio: il progetto ""Conoscere la Via"", ad esempio, &nbsp;organizzato insieme all'associazione Maggio Eugubino e alla Diocesi, iniziato nell'ottobre del 2014 e che vuole far scoprire il territorio e i luoghi di Francesco ai molti eugubini che non li conoscono. In pratica ogni 4-6 settimane viene organizzata una passeggiata di circa 15 km su una delle tappe della Via a cui partecipano sempre dalle 40 alle 90 persone. I prossimi due appuntamenti, che chiuderanno questa iniziativa, saranno il 18 settembre con la tappa Via Maggio-Pieve Santo Stefano e il 30 ottobre con la Valfabbrica-Assisi.</p>

<p align=""left"">Attraverso questa attività Simone e il gruppo della PiccolAccoglienza Gubbio dà tanto ai pellegrini, sia in termini di informazioni tecniche sia di rapporti umani. Ma dai suoi racconti, dall'entusiasmo delle sue parole, si capisce che riceve anche molto: ""<em>E' bellissimo vedere il rapporto umano che si crea lungo il cammino tra i pellegrini, che magari si incontrano, si conoscono e alla fine diventano amici, confidandosi in pochi giorni cose che non avevano mai detto neanche al migliore amico. Anche nel rapporto tra noi di Piccola Accoglienza Gubbio e i pellegrini si crea spesso qualcosa di speciale: si inizia con la richiesta di informazioni tecniche su tappe e percorso, ma poi si finisce per diventare amici, condividere pezzi della propria vita. Le parole chiave in tutto questo sono amicizia, accoglienza, riconciliazione</em>"".</p>

<p align=""left"">Nel condividere le proprie esperienze di vita, Simone ha avuto modo di scoprire tante belle storie di persone lungo la Via di Francesco, tutte diverse ma tutte ugualmente importanti e mosse sempre dallo spirito di amicizia. Dal gruppo di ragazzi che dopo la maturità ha accompagnato un amico lungo la via come momento propedeutico all'entrata in seminario, &nbsp;agli sposi che insieme a testimoni e amici hanno deciso di organizzare il loro addio al celibato e nubilato andando in tre giorni da Gubbio ad Assisi. O al dipendente della Fiat, che in cambio dell'aiuto ricevuto, senza aver detto nulla, dopo pochi giorni ha fatto recapitare il pezzo di ricambio necessario a riparare il pullmino della Diocesi.</p>

<p align=""left"">Tutte storie di amicizia, umanità, solidarietà che si possono vivere lungo la via e che esistono anche grazie all'attività delle persone come Simone che lungo tutta la Via di Francesco mettono il cuore in quello che fanno.</p>

<p align=""left"">Per informazioni sulla Via di Francesco: <a href=""http://www.francescosways.com/"">www.francescosways.com</a></p> "	Gubbio	""	""	43.3513193	12.575316599999951	""		""	""		[  ]	""
39	Attrattore	it_IT	12820120	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-anna	La storia di Anna	<p>La via di Francesco insieme al vostro cane</p>	Umbria Tourism, Via di Francesco, Francesco di Assisi, spiritualità in Umbria	La storia di Anna	"<p align=""left"">Vorreste percorrere la Via di Francesco con il vostro fido amico a 4 zampe, ma non siete sicuri di potercela fare? Avete paura che ci possano essere problemi con le strutture o che il vostro cane potrebbe non farcela? Allora vi raccontiamo la storia di Anna, pellegrina che ha percorso la via di Francesco con i suoi due Pastori Australiani, Ombra e Ken, vivendo una bellissima avventura.</p> <p align=""left"">Anna oggi vive tra Bergamo e Brescia nella tenuta di campagna di famiglia e gestisce una pensione per cani, dove unisce la passione con il lavoro, e non a caso è stata la prima pellegrina a viaggiare in compagnia di amici a 4 zampe lungo la Via.</p>

<p align=""left"">Ha percorso il cammino nel maggio del 2013, quando l'idea di poter effettuare la Via con i cani era ancora agli albori. E' partita da Piediluco e in una settimana è arrivata fino ad Assisi, passando per la Valnerina e la Valle Umbra, seguendo con esattezza le tappe della Via.</p>

<p align=""left"">Sentiamo la sua storia, cosa questo viaggio in compagnia dei suoi cani le ha lasciato, ma soprattutto quali consigli si sente di dare a chi pensa di intraprendere questa avventura con il proprio cane.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Anna, come ti &nbsp;è venuta l'idea di viaggiare sulla Via di Francesco?</strong></p>

<p align=""left"">L'dea è nata quasi per caso, poiché ho visto una servizio sulla Via di Francesco in una rivista di viaggi. Così mi sono incuriosita, ho chiesto informazioni ai responsabili del sito viadifrancesco.it e sono entrata in contatto con il consorzio Francesco's Way, che mi ha aiutato a organizzare il viaggio, in particolare a trovare strutture che potessero ospitare i miei cani e a organizzarmi il trasporto bagagli. La mia esigenza primaria, infatti, era quella che i cani potessero dormire con me in camera.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Inizialmente hai pensato di viaggiare da sola o hai subito immaginato di affrontare il cammino con i tuoi cani?</strong></p>

<p align=""left"">Ho pensato subito di viaggiare con i miei cani. Io ho iniziato a camminare insieme ai cani e oggi, ogni giorno, cerco di fare almeno un'ora di camminata insieme a loro. Credo che il movimento per i cani sia una cosa fondamentale e se non ti muovi tu non si muovono neanche loro. Non c'è giardino o spazio aperto intorno a casa che sia sufficiente, è troppo importante fargli fare attività insieme a noi.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Prima di partire, come ti sei dovuta organizzare per gestire al meglio il viaggio con i tuoi amici a 4 zampe?</strong></p>

<p align=""left"">Io mi sono affidata al consorzio, quindi non ho dovuto gestire la parte logistica, anche perché non avevo esigenze particolari se non quella di poter tenere i cani in camera. Chi viaggia in autonomia, ovviamente, dovrà prima di tutto cercare strutture che siano disposte ad ospitare i cani.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Che difficoltà hai trovato durante il viaggio?</strong></p>

<p align=""left"">In realtà nessuna difficoltà in particolare, o almeno niente di insormontabile. Il secondo giorno Ombra si era un po' screpolata una zampa, ma avevo con me tutto l'occorrente per poterla curare. Per fortuna a maggio non abbiamo trovato un gran caldo e quindi non abbiamo avuto il problema dell'acqua, che per i cani potrebbe essere la preoccupazione principale. In Valnerina avevamo sempre il fiume vicino, poi ho potuto sfruttare qualche fontanella lungo il percorso e comunque avevo sempre una piccola riserva d'acqua con me in caso di bisogno.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Qual è stata la tappa più impegnativa, per te e peri tuoi cani? Come mai?</strong></p>

<p align=""left"">Sicuramente quella da Spoleto a Poreta, in particolare perché ho sbagliato percorso uscendo dalla via e ho fatto fatica ad orientarmi. Alla fine ho camminato per molti chilometri in più del previsto e sono arrivata a fine tappa solo nel tardo pomeriggio.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Qual è invece la tappa o il luogo che ti sono rimasti nel cuore? </strong></p>

<p align=""left"">Mi è piaciuta molto tutta la zona della Valnerina, immersa nella natura, anche perché è quella che conoscevo di meno. In particolare il luogo che mi è piaciuto di più è stato Castel di Lago, un piccolo borgo veramente caratteristico che rende perfettamente l'idea dell'Umbria e della via di Francesco.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Che cosa ti ha lasciato il viaggio sulla Via di Francesco?</strong></p>

<p align=""left"">E' stata un'esperienza veramente positiva, che mi ha rafforzato molto. Io tendo spesso a sminuirmi e ad avere l'esigenza di programmare tutto. Invece affrontare questo viaggio da sola, insieme solamente ai miei due cani, riuscire a portarla a termine, vivendo all'avventura e affrontando anche piccole difficoltà, mi ha dato molta sicurezza. Quando ho percorso la Via vivevo ancora a Monza e non lavoravo; lungo il cammino, da sola con i miei cani, ho avuto modo di riflettere e pensare molto, e probabilmente questa esperienza mi ha dato anche il coraggio di cambiare vita, trasferendomi nella tenuta di famiglia e iniziando il mio attuale lavoro.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left""><strong>Che cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la via di Francesco con uno o più cani? </strong></p>

<p align=""left"">Prima di tutto di scegliere un periodo non troppo caldo, perché la necessità d'acqua è il problema principale per i cani. Doverne portare nello zaino un grosso quantitativo significa appesantire molto il bagaglio e quindi fare molta più fatica.</p>

<p align=""left"">Poi è necessario valutare bene il proprio allenamento e quello del proprio cane, scegliendo tappe adatte ed evitando di sottoporli a sforzi eccessivi. In questo modo vivrete un'esperienza bellissima, che vi legherà ancora di più ai vostri amici a 4 zampe. Inoltre vi consiglio di prendervi qualche giorno in più del necessario per poter viaggiare con calma, magari arrivare nelle città più importanti e prevedere un giorno di riposo per visitare i centri storici. In questo modo anche il vostro cane avrà il tempo per riposare e non essere troppo sotto stress.</p>

<p align=""left"">Non dimenticate tutto quello che può servire per qualche piccola medicazione, come è successo con la zampa della mia&nbsp; Ombra nel secondo giorno di cammino.</p>

<p align=""left"">Infine è necessario prestare attenzione alle persone e agli altri cani che si possono incontrare sul percorso, in particolare a quelli all'interno di proprietà private. Lungo il cammino li ho sempre lasciati liberi, ad eccezione dei centri abitati, ma avevo il guinzaglio a portata di mano per poterli legare in caso di necessità.</p>

<p align=""left"">Una bella storia, quella di Anna, un'avventura insieme a splendidi amici a 4 zampe che rimarrà sicuramente nella sua memoria, anche perché in piccolo ha contribuito a dare una svolta alla sua vita.</p>

<p align=""left"">Oggi viaggiare sulla via di Francesco con i propri cani è ancora più facile e sicuro di quanto lo è stato per Anna,&nbsp; grazie ai tanti i servizi di supporto creati dal consorzio Francesco's way, che hanno reso il cammino pet friendly. Si va dall'elenco di strutture ricettive che accolgono gli animali, al kit di accoglienza contenente una ciotola, un tappetino per dormire e un gioco. Si potrà anche avere un collare con tracker gps che permetterà &nbsp;di rintracciare il proprio animale in caso di smarrimento.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Per informazioni: <a href=""http://www.francescosways.com/"">www.francescosways.com</a></p> "	Assisi | Terni | Valnerina	""	""	43.0707017	12.619596600000023	""		""	""		[  ]	""
40	Attrattore	it_IT	19711071	93935 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/centro-di-paleontologia-vegetale-della-foresta-fossile-di-dunarobba	Centro di Paleontologia vegetale della foresta fossile di Dunarobba	Il Centro di Paleontologia Vegetale è stato realizzato alla fine degli anni '90 per supportare l'attività di studio sulla Foresta Fossile di Dunarobba ricostruendone le caratteristiche geologiche, climatiche, faunistiche attraverso reperti, pannelli esplicativi e modelli in scala.&nbsp;	""	Centro di Paleontologia vegetale della foresta fossile di Dunarobba	"Il Centro di Paleontologia Vegetale è stato realizzato alla fine degli anni '90 per supportare l'attività di studio sulla Foresta Fossile di Dunarobba ricostruendone le caratteristiche geologiche, climatiche, faunistiche attraverso reperti, pannelli esplicativi e modelli in scala.&nbsp; <p>La Foresta Fossile venne alla luce verso la fine degli anni '70, all'interno di una cava di argilla destinata alla fabbricazione di mattoni per l'edilizia. I resti dei circa cinquanta tronchi di gigantesche conifere attualmente visibili costituiscono un'eccezionale e rara testimonianza di alcune essenze vegetali che caratterizzavano questo settore della penisola italiana nell'arco di tempo compreso fra i 3 e i 2 milioni di anni fa, cioè nel periodo geologico noto come Pliocene.<br />
Ancora in gran parte sepolta dal sedimento, questa antica foresta indica condizioni ambientali sostanzialmente diverse da quelle attuali, caratterizzate anche da un clima sensibilmente più caldo.<br />
La conservazione dei tronchi in posizione di vita e il mantenimento pressoché totale delle caratteristiche del legno originario, sono ragionevolmente ascrivibili ad un seppellimento continuo e graduale avvenuto all'interno di un'area paludosa situata sulle rive di un ampio lago. Inoltre l'area era sottoposta ad un graduale sprofondamento, cioè ad fenomeno geologico noto come subsidenza.<br />
Le particolari caratteristiche di questo sito paleontologico lo rendono un monumento naturalistico unico al mondo e di grande rilevanza scientifica.<br />
La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, negli anni successivi alla scoperta ha iniziato un lungo lavoro di documentazione finalizzato allo studio, alla salvaguardia e conservazione del sito paleontologico.<br />
Attualmente i maggiori sforzi sono finalizzati a contrastare il disfacimento del legno da parte degli agenti atmosferici, causa principale di degrado.</p> <p>Clicca <a href=""http://www.forestafossile.it/storia.asp"" target=""_blank"">qui</a> per orari e visite.</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.forestafossile.it/"" target=""_blank"">http://www.forestafossile.it</a>/</p> "	Avigliano Umbro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410			""		""	""		[  ]	""
41	Attrattore	it_IT	19767414	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-centro-geografico-d-italia-peninsulare-ponte-cardona	Il Centro Geografico d'Italia Peninsulare – Ponte Cardona	<p>Sono diverse le località tra Umbria e Lazio che ne rivendicano l'esatta ubicazione, tuttavia secondo una serie di verifiche condotte da Giuseppe Angeletti, studioso e appassionato geografo di Perugia, e l'Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico d'Italia peninsulare sarebbe posizionato lungo il percorso dell'acquedotto romano della Formina, vicino a uno dei ponti romani più suggestivi della città di Narni, ponte Cardona.</p>	Il Centro Geografico d'Italia Peninsulare – Ponte Cardona	""	"<p>Dove si trova il Centro d'Italia?</p>

<p>&nbsp;</p> Sono diverse le località tra Umbria e Lazio che ne rivendicano l'esatta ubicazione, tuttavia secondo una serie di verifiche condotte da Giuseppe Angeletti, studioso e appassionato geografo di Perugia, e l'Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico d'Italia peninsulare sarebbe posizionato lungo il percorso dell'<a href=""/-/acquedotto-della-formina"">acquedotto romano della Formina</a>, vicino a uno dei ponti romani più suggestivi della città di Narni, ponte Cardona.
<p>Il luogo è attualmente segnalato da un cippo con rilievo a spirale terminante con un elemento in acciaio, che permette al visitatore di toccare materialmente questo punto ideale e dall'alto valore simbolico.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Ponte Cardona</strong></p>

<p>Il Ponte si trova in località ""il Montello"": lo si può raggiungere attraverso un percorso accompagnato da grandi querce e lecci.</p>

<p>Si tratta di un ponte romano realizzato in opera quadrata con conci di travertino.</p>

<p>Si presenta ad un unico arco a tutto sesto leggermente rialzato e conserva della struttura originaria&nbsp;l'armilla, la volta, i piedritti e parte delle spalle.</p>

<p>Un'architettura vecchia di duemila anni emerge nel groviglio di una vegetazione spontanea e forte, a voler ricordare come l'uomo, quando vuole, può accordarsi perfettamente con la natura.&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.pontecardona.it"" target=""_blank"">http://www.pontecardona.it</a></p> "	Narni | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		[  ]	""
42	Attrattore	it_IT	126465	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-d-aries	Rocca d'Aries	La rocca d'Aries, nei pressi di&nbsp;<strong>Montone</strong>, ha origini molto antiche, fu eretta dalla famiglia Fortebracci sui resti di un antico fortilizio a difesa della primitiva popolazione.	""	Rocca d'Aries	"Località Bagnolo &nbsp;06014 &nbsp;MONTONE &nbsp;PG <p>La rocca d'Aries, nei pressi di&nbsp;<strong>Montone</strong>, ha origini molto antiche, fu eretta dalla famiglia Fortebracci sui resti di un antico fortilizio a difesa della primitiva popolazione.<br />
La rocca ha subito nel tempo le vicende storiche di Montone, assumendo nei secoli una funzione difensiva e residenziale, ma dal Cinquecento si è resa indipendente dalla cittadina umbra.<br />
A pianta rettangolare, con torre circolare su un lato, ha subito diversi interventi per essere adattata a scopi abitativi, nonostante mantenga ancora intatta la massiccia struttura fortificata.<br />
Già dall'anno mille se ne hanno notizie, ma è dal 1376 che la rocca comincia ad intrecciare la sua storia con la famiglia Fortebracci.&nbsp;In quell'anno Oddo III, padre del famoso Braccio, la conquistò, riportandola sotto l'egemonia della vicina&nbsp;<strong>Città di Castello</strong>.<br />
Dopo pochi anni i magistrati perugini, ripresane la proprietà, decisero di far diventare rocca d'Aries molto più massiccia per renderla inespugnabile, affidando la direzione dei lavori, viste le sue grandi capacità, a Oddo III Fortebracci.&nbsp;<br />
Nel 1380 la struttura era terminata, e negli anni successivi fu sempre contesa tra&nbsp;<strong>Perugia</strong>&nbsp;e Città di Castello, perché considerata difficilmente attaccabile.<br />
Nel XV secolo diventò possedimento di Braccio Fortebracci, che nel frattempo divenne signore assoluto di gran parte dell'Umbria. Vi soggiornava spesso la sua famiglia, in particolare la moglie Nicola Varano.<br />
Nel Cinquecento la proprietà della rocca passò alla famiglia Bentivoglio, e le notizie successive sono del 1596, anno in cui la fortezza fu attaccata da seicento banditi che, in quel periodo, scorrazzavano per tutto il territorio eugubino, creando una serie infinita di danni.<br />
Intanto cambiarono anche i proprietari della rocca, dai Bentivoglio era stata venduta per 15.000 scudi romani al conte Giambattista Cantalmaggi e da questo, per diritti ereditari, passò alla famiglia Della Porta. Negli anni ottanta del Novecento apparteneva ancora a questa famiglia quando fu comprata dalla Regione Umbria.<br />
<br />
<br />
Bibliografia<br />
Amoni D. (1999),&nbsp;<em>Castelli fortezze e rocche dell'Umbria</em>, Perugia, Quattroemme.</p>

<p>&nbsp;</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi3.png/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1423752871768	43.3623228	12.32368729999996	""		""	""		""	""
43	Attrattore	it_IT	126633	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tomba-degli-hescanas-a-orvieto	Tomba degli Hescanas	Il sepolcro è situato in località Molinella presso Castel Rubello nel comune di&nbsp;<strong>Porano</strong>, e scavato nel tufo di una piccola collina boscosa, lambita alla base dal torrente Montacchione.	""	La tomba della famiglia Hescanas	"<p>Il sepolcro è situato in località Molinella presso Castel Rubello nel comune di&nbsp;<strong>Porano</strong>, e scavato nel tufo di una piccola collina boscosa, lambita alla base dal torrente Montacchione.<br />
Appartenne all'aristocratica famiglia&nbsp;<em>Hescanas</em>&nbsp;che, vissuta alla fine del IV secolo a.C., commissionò la decorazione pittorica della tomba incentrata sul tema di moda in quel tempo: il banchetto funebre celebrato alla presenza del defunto.<br />
Visitare la tomba degli&nbsp;<em>Hescanas</em>&nbsp;è un'occasione per scoprire le usanze del popolo etrusco viste negli aspetti della vita quotidiana e delle credenze religiose, raffigurati nelle pitture parietali ancora conservate sul posto. Nello stesso territorio di Porano si trovano le due tombe Golini (dal nome dello scopritore) che assieme a quella degli<em>Hescanas</em>&nbsp;sono le uniche tombe dipinte finora scoperte nel territorio orvietano.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Scoperta già depredata alla fine dell'Ottocento nel corso di lavori per l'estrazione del tufo, la tomba degli&nbsp;<em>Hescanas&nbsp;</em>– dal nome dei titolari della tomba – è un ipogeo scavato nel tufo, a pianta quadrata preceduto da un corridoio lungo circa 16 metri, in leggero declivio verso l'ingresso della tomba, nella quale si entra attraverso una doppia porta. Le pareti del piccolo vano d'ingresso erano intonacate e su entrambe era dipinto un serpente, motivo funerario assai diffuso. Oggi si scorgono scarsissime tracce di colore. Il soffitto a doppio spiovente riproduce l'intelaiatura lignea del tetto con finti travi ricavati nel tufo. Lungo le pareti corre una banchina su cui sono deposti due sarcofagi in peperino che imitano casse di legno, un coperchio di urna e un'urna con coperchio, sul quale è incisa l'iscrizione:&nbsp;<em>vel hescnas&nbsp;</em>restituente il prenome maschile&nbsp;<em>vel</em>&nbsp;e il gentilizio&nbsp;<em>hescnas</em>&nbsp;(Hescanas) dei titolari della tomba, ripetuto poi nelle iscrizioni dipinte sulle pareti e oggi quasi del tutto scomparse.&nbsp;<br />
Tutte le pareti erano interessate da un fregio pittorico definito in basso da un motivo ad onde, ma larghe zone di intonaco sono cadute con la conseguente perdita di parte della decorazione pittorica. A destra dell'ingresso è rappresentato il defunto che su una biga dai cavalli rossi si dirige verso l'oltretomba; ma la figura forse meglio rappresentata della tomba indossa un abito giallo bordato in rosso da un motivo a fiamme e incede verso sinistra appena sollevando la veste e dirigendosi verso due giovani abbracciati: accanto ad uno di essi era dipinta un'epigrafe in cui si leggeva la parola&nbsp;<em>zil&nbsp;</em>(<em>zilath</em>) che indicava un'importante carica della magistratura etrusca, corrispondente al latino&nbsp;<em>praetor&nbsp;</em>. Un corteo di tre personaggi precedeva il defunto al suo ingresso negli inferi. Altri personaggi e scene di purificazione erano sulla parete di fondo ma oggi sono quasi illeggibili. La parte sinistra era occupata da una rappresentazione assai frequente nelle tombe etrusche dipinte: quella del banchetto, che terminava a sinistra dell'ingresso con la raffigurazione del tavolo con i vasi destinati al convito. La tomba degli Hescanas è datata alla fine del IV secolo a.C., anche se alcuni materiali rinvenuti al suo interno ne testimoniano un uso anche in epoca successiva.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
La tomba degli Hescanas, assieme alle numerose necropoli e tombe disseminate nei dintorni di Orvieto, riflette la volontà del nuovo ceto sociale di tipo aristocratico, che dall'inizio del IV secolo a.C. comincia a prediligere la campagna alla città e a preferire aree più distanti dall'insediamento urbano come luogo di sepoltura. Non è un caso che parallelamente cessano di essere frequentate dalle famiglie più eminenti le grandi necropoli urbane di&nbsp;<strong>Cannicella</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>Crocefisso del Tufo</strong>, poste ad anello sulla rupe tufacea di&nbsp;<strong>Orvieto</strong>.</p> "	Porano | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337	42.6868778	12.102810699999964	Porano	55028	""	""		""	""
44	Attrattore	it_IT	126731	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tomba-del-faggeto	Tomba del Faggeto	La tomba del Faggeto rappresenta un bell'esempio di architettura funeraria&nbsp;	""	""	"<p>Inserita in un contesto extraurbano, a 18 Km a nord del centro di Perugia, la tomba del Faggeto rappresenta un bell'esempio di architettura funeraria con volta a botte diffusa in età ellenistica (III-I sec.a.C.) nel territorio perugino. Ubicata alle pendici del Monte Tezio, in una area dominata&nbsp; da rilievi di bassa altura, la tomba si apre scavata nel terreno arenaceo della zona, lungo il&nbsp; versante orientale di Cresta della Fornace, nel bosco di faggi da cui deriva il toponimo che ha dato il nome al sepolcro.&nbsp;<br />
<br />
La tomba, scoperta casualmente agli inizi del Novecento è costituita da un unico ambiente preceduto da uno stretto corridoio d'accesso (<em>dromos</em>) a cielo aperto. Le modeste dimensioni della camera interna (m. 1,26 x 1,12) restituiscono un ambiente a pianta rettangolare alto poco più di m. 1, con le pareti interne costruite in blocchi di pietra locale perfettamente combacianti,&nbsp; uniti senza malta e disposti su tre filari. Sulla parete di fondo è addossata una banchina per la deposizione dell'urna e del corredo funebre che occupa la metà esatta del pavimento, formato da un unico lastrone. Per costruire la copertura a volta della tomba sono stati impiegati 5 blocchi disposti radialmente nel senso della profondità della camera e perfettamente combacianti in modo da creare un profilo semicircolare. La chiusura della tomba era garantita da una lastra di pietra parallelepipeda esternamente ben lisciata e con le estremità munite di perni troncoconici in funzione di cardini su cui far girare il battente. La porta e il grosso blocco di pietra triangolare posto sopra a coronamento della costruzione presentano la superficie perfettamente lisciata, ed erano &nbsp;quindi destinate a rimanere in vista.<br />
<br />
L'urna in travertino, rinvenuta dagli scopritori sulla banchina all'interno della camera, ha il coperchio a duplice spiovente e la cassetta, contenente le ceneri e le ossa mal combuste del defunto, con la fronte ben lisciata e priva di decorazione. Sulla faccia anteriore è l'iscrizione con lettere incise in alfabeto neoetrusco che riporta il prenome –&nbsp;<em>arnth</em>&nbsp;- e il gentilizio del defunto:&nbsp;<em>cairnina</em>. A questo, &nbsp;gli studiosi hanno proposto di ricollegare il nome del torrente Caina, le cui sorgenti sgorgano a poca distanza dalla tomba. Diversi interventi di consolidamento, volti anche ad assicurare l'agibilità del luogo, si sono succeduti nel tempo, apportando sensibili modifiche all'impianto originario, come l'ampliamento del corridoio di accesso e il consolidamento dei blocchi della copertura manomessa all'atto della scoperta.&nbsp;<br />
&nbsp;</p>

<p><br />
Bibliografia<br />
Pianu G. (1985), ""Perugia"", Itinerari Etruschi 1, Milano, Electa&nbsp;<br />
Matteini Chiari M. (1975), ""La tomba del Faggeto in territorio perugino"", Quad. Ist. Arch. Univ. di Perugia, 3, Roma, De Luca</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423752871341	43.221855	12.326443400000016	""		""	""		""	""
45	Attrattore	it_IT	13082130	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-storia-di-manuela-e-luca	La storia di Manuela e Luca	"<p>Lavorare lungo la Via di Francesco, ma con ""spirito pellegrino""</p>"	via di francesco, assisi, san francesco, umbriatourism, umbria, citerna,	La storia di Manuela e Luca	"<p align=""left"">Nel nostro viaggio alla scoperta dei volti e delle persone che rendono la Via di Francesco un cammino unico abbiamo avuto modo di raccontare le storie di chi la Via l'ha percorsa, di chi si impegna attivamente ed in maniera del tutto volontaria per migliorare l'accoglienza ai pellegrini, del senso profondo della Statio Peregrinorum di Assisi.</p> <p align=""left"">Lungo la Via di Francesco, però, si incontrano anche tante persone che ci lavorano, che offrono servizi e attività di accoglienza, magari non in maniera ""povera"", ma comunque in profonda empatia con i pellegrini e con il territorio. Qui vi racconteremo la storia di Manuela e Luca, che hanno aperto un B&amp;B a ""misura di pellegrino"" ai piedi di Citerna, ma lungo il percorso avrete la possibilità di incontrare molte persone come loro, capaci di coniugare un'attività lavorativa con lo spirito e le esigenze dei Pellegrini.</p>

<p align=""left"">Manuela è nata a Chieti, è stata una giocatrice professionista di pallavolo fino a pochi anni fa e già dall'età di 15 anni ha lasciato la sua terra d'origine per girare l'Italia inseguendo il suo sogno sportivo, passando da una squadra ad un'altra. Luca è nato ad Anghiari, pochi chilometri da Citerna, e fa il fisioterapista. A farli incontrare sono state proprio le loro passioni, visto che si sono conosciuti nell'ambito della nazionale di pallavolo, dove Luca era fisioterapista e Manuela giocatrice. Dal loro amore, coronato dal matrimonio nel 2013, sono nati due figli, uno di 3 anni e uno di 1 anno e mezzo. Una bellissima storia, ma che apparentemente poco c'entra con la Via di Francesco… Manuela però ci spiega meglio un po' tutto:</p>

<p align=""left"">""<em>Luca aveva una terra edificabile proprio in questa zona e così 7 anni fa abbiamo costruito la casa in cui viviamo e che ora è anche B&amp;B lungo la Via di Francesco. E' stata un po' una scelta di vita, poiché Luca ha continuato a svolgere il suo lavoro mentre io ho deciso di stare con i miei bambini e, allo stesso tempo, di aprire e gestire questo B&amp;B che si trova proprio a pochi metri dalla Via di Francesco.</em></p>

<p align=""left"">""<em>La nostra filosofia, al di là del discorso commerciale, è stata quella di creare una struttura a misura di pellegrino, incentrata sull'ospitalità, sulla condivisione, sulla voglia di ascoltare storie. Perché &nbsp;il pellegrino non è un viaggiatore come gli altri, porta con sé un bagaglio di esperienze e di storie particolari e interessanti. Capita spesso di trovarci a chiacchierare come se ci si conoscesse da anni, perché i pellegrini si aprono molto e sono sempre ben disposti al racconto se tu hai voglia di ascoltare. E allora scopri le motivazioni del loro mettersi in viaggio, che sono le più diverse, dalla voglia di ritrovare se stessi, o la necessità di dimenticare delusioni di vita, oppure semplicemente ritrovare il rapporto stretto con la natura e scappare da una vita troppo frenetica. Di sicuro l'incontro con le persone che periodicamente si fermano qui ci ha arricchito tantissimo</em>"".</p>

<p align=""left"">Manuela ci racconta che al loro B&amp;B arrivano persone di ogni genere: viaggiatori solitari, coppie, ma spesso pellegrini che si sono incontrati lungo il cammino e che magari procedono insieme. Con questi ospiti Manuela e Luca scambiano le loro storie di vita sfruttando anche degli appositi ""luoghi"" che hanno creato attorno alla struttura principale. ""<em>Qui</em> – ci racconta Manuela mentre ci accompagna fuori dal B&amp;B – <em>abbiamo creato delle aree di convivialità, in particolare l'amaca del pellegrino e uno spazio dove la sera, d'estate, accendiamo il ""fuoco del pellegrino"": un falò attorno al quale ci riuniamo con i nostri ospiti, magari i nostri vicini di casa e parliamo, raccontiamo. Si crea un'empatia, si condividono esperienze, che è lo spirito con cui abbiamo iniziato questa attività</em>"".</p>

<p align=""left"">Un senso di amicizia e di accoglienza che rappresenta quello che si può trovare nelle piccole comunità e nei piccoli borghi che si incontrano lungo il percorso della Via di Francesco, come Citerna, dove tutti si conoscono e i pellegrini vengono accolti a braccia aperte, hanno modo di scoprire l'autenticità di questi luoghi: ""<em>A Citerna</em> – ci racconta Manuela – <em>i pellegrini incontrano spesso le persone del paese e si fermano a fare due chiacchiere, magari con il proprietario del Bar, che è appassionato realizzatore di bastoni per camminare, conosce le storie dei miracoli ""delle formiche"" e ""della strega"" che San Francesco fece a Citerna e&nbsp; non vede l'ora di raccontarle a qualcuno, oppure il parroco, giovane e ricco di entusiasmo che sa trasmettere a pellegrini e parrocchiani"".</em></p>

<p align=""left"">Manuela e Luca, così come molti altri che si trovano a lavorare o vivere sulla via di Francesco, sono anche persone preziose per la manutenzione della Via e per le informazioni che sanno offrire ai loro ospiti.</p>

<p align=""left"">Manuela, infatti, ha percorso la via da Sansepolcro a Gubbio in modo da poterla vivere e conoscere meglio, e periodicamente cammina in tratti della loro zona per vedere se è tutto a posto, se ci sono interventi da fare e segnalarli tempestivamente a chi si deve occupare della manutenzione.</p>

<p align=""left"">Un esempio, come molti altri lungo la via di Francesco, che lo spirito pellegrino, l'accoglienza e la condivisione possono essere ideali da seguire anche per chi lungo la Via ha deciso di viverci e lavorarci. Un altro valore aggiunto che rende la Via di Francesco un cammino unico e straordinario.</p>

<p align=""left""><strong>Per informazioni sulla Via di Francesco:</strong> <a href=""http://www.francescosways.com/"">www.francescosways.com</a></p> "	Citerna	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4980125	12.11784590000002	Citerna	54011	""	""		[  ]	""
46	Attrattore	it_IT	13049490	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-mosaico-spirituale-dell-umbria	Il mosaico spirituale dell'Umbria	L'Umbria nell'amore spirituale di San Francesco e Santa Chiara d'Assisi.	wedding in umbria, sposarsi in umbria, matrimonio, umbria, umbriatourism, wedding, san francesco, santa chiara, sposarsi in chiesa	Il mosaico spirituale dell'Umbria	"<p>Terra di San Francesco d'Assisi e dell'amore che nutre l'esistenza stessa dell'uomo. Terra di Santa Chiara d'Assisi, e dell'elevazione e devozione spirituale. Terra di poteri terreni ed ultraterreni, e dei colori della natura. L'Umbria è tutto questo; è il luogo d'eccellenza per qualunque coppia d'amanti che voglia vivere al meglio il proprio amore, attraverso un percorso spirituale sulle tracce di quella sublime ed eterna <em>affinità elettiva</em> che legava San Francesco alla sua Chiara. Sposarsi in Umbria rappresenta la consapevolezza della volontà di dedicare completamente la propria vita al partner che cammina al nostro fianco.</p> <p>Ecco dunque aprirsi un ventaglio di località per chi nell'animo abbia intenzione di coniugarsi nel sacro vincolo matrimoniale: l'imponente Basilica di San Francesco (Assisi), la Cattedrale di San Feliciano (Foligno), la Basilica di San Pietro (Perugia), il Duomo di Spoleto, la Cattedrale di Santa Maria Assunta (Orvieto), la Chiesa di San Francesco (Città di Castello), la Basilica di San Ubaldo (Gubbio) e numerosi altri tesori d'architettura spirituale.</p>

<p>Tuttavia, il viaggio nelle antiche radici spirituali dell'Umbria non si esaurisce di certo qui: in un dondolare di tappe immerse nella natura si snodano i numerosi Percorsi dello spirito, itinerari nascosti tra boschi e vette montuose come la Via di San Francesco. Si tratta di un percorso da compiere tutto a piedi e che permette al visitatore di ripercorrere le tappe principali della predicazione francescana,&nbsp; un viaggio interiore ed intimo alla&nbsp; ricerca&nbsp; delle parole e delle gesta del Santo, vero quel sentimento di pace interiore ed amore per il creato che ancora oggi caratterizza l'Umbria.</p>
Terza protagonista dell'eredità spirituale dell'Umbria è infine Santa Rita da Cascia. Nel monastero a lei dedicato le monache offrono alle future spose la possibilità di poter scegliere il loro abito nuziale tra i tanti che vengono qui lasciati in dono, in nome di quello spirito di beneficenza e puro sentimento d'amore di cui Santa Rita era massima rappresentante. <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://lovemeinumbria.com/"" target=""_blank"">Wedding in Umbria</a></p> "	Assisi | Città di Castello | Gubbio | Orvieto | Perugia | Spoleto | Foligno	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.0707017	12.619596600000023	""		""	""		[  ]	""
47	Attrattore	it_IT	20441222	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-amelia	Cattedrale di Amelia	"È l'edificio religioso più importante di Amelia e fu eretto sul ""Sacrum Verticem"" della città nell'anno 872. Nel 1629 un vasto incendio distrusse la cattedrale che venne ricostruita in forme barocche."	""	Cattedrale di Amelia	"È l'edificio religioso più importante di Amelia e fu eretto sul ""Sacrum Verticem"" della città nell'anno 872. Nel 1629 un vasto incendio distrusse la cattedrale che venne ricostruita in forme barocche. <p>La facciata completata nel XIX secolo, è in cotto rosato. L'interno grandioso e solenne custodisce importanti opere d'arte tra le quali: tele di F. Zuccari, G. F. Perini, Niccolò Pomarancio, una tavola a cuspide di scuola senese attribuita per lungo tempo a Duccio da Buoninsegna, successivamente ad un pittore locale, una tavoletta raffigurante la Madonna col Bambino attribuita ad Antoniazzo Romano.</p>

<p>Notevole è la cappella del SS. Sacramento (sec. XVI) in forma ottagonale che conserva una interessante tavola attribuita a Taddeo Zuccari e i monumenti marmorei dei Vescovi Bartolomeo e Baldo Farrattini, quest'ultimo splendida opera d'arte dell'artista orvietano Ippolito Scalsa.</p>

<p>Le pareti sono affrescate dal Luigi Fontana. Nella cattedrale sono inoltre presenti sculture di Agostino di Duccio, Ippolito Scalza e del Dosio. Da evidenziare inoltre il fonte battesimale in stile rinascimentale, con piccola statua in marmo di S. Giovanni Battista riferibile forse alla scuola del Donatello. Da ricordare che sotto l'altare si custodiscono i corpi dei Santi protettori di Amelia Santa Fermina e Sant'Olimpiade.</p>

<p>Sulla parete a sinistra dell'altare è esposta la copia della ""Croce dell'Evangelizzazione"" che, nel 1514, fu benedetta ed innalzata da Mons. Alessandro Geraldini, primo Vescovo che arrivò nell'Isola ""La Española"" corrispondente attualmente alla Repubblica Dominicana e ad Haiti che Giovanni Paolo II ha consegnato nel 1986 alla Diocesi di Amelia.<br />
Infine sono conservati nella cattedrale due importanti organi: L'organo grande costruito nel 1904 dalla ditta Rieger di Jaegerndorf nella Slesia Austriaca dentro la cassa settecentesca posta in cornu epistulae nel presbiterio e un raro organo ad ala del 1600 recentemente restaurato.</p> "	Amelia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
48	Attrattore	it_IT	3208881	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-margherita-narni	Chiesa di Santa Margherita Narni	<p>La chiesa è sorta insieme al monastero annesso delle monache benedettine, ora soppresso. Fu compiuta nel 1602 come testimoniano le iscrizioni che si leggono sulla volta.</p>	""	Chiesa di Santa Margherita Narni	"La chiesa è sorta insieme al monastero annesso delle monache benedettine, ora soppresso. Fu compiuta nel 1602 come testimoniano le iscrizioni che si leggono sulla volta. <p>La facciata del tardo '500 è a forma bipartita. Belli i portali di travertino, sopra cui si estendoni dei festoni e altri ornati di stucchi. Nella parte superiore si notano due belle finestre con un ovale in alto.</p>

<p>Un bel timpano completa l'opera, che si impone per armonia di linee e proporzioni. L'interno si presenta nel suo insieme armonico e solenne, si nota la nascente linea barocca piena di nobiltà e luminosità.</p>

<p>Sulla volta si notano dei bei stucchi, di cui quello centrale più grande, rappresenta S. Margherita, che si impone per la linea e per l'arditezza del rilievo.</p>

<p>Alle pareti il pennello degli Zuccari (forse Federico) ha lasciato una sequenza di episodi della vita della Santa, dalla sua cattura, alla flagellazione, alla prova dell'olio bollente ed alla decapitazione in cui il realismo viene contemperato dalla espressione manieristica.</p>

<p>Intorno agli altari laterali si osservano altri affreschi raffiguranti immagini di santi, mentre un ornato grottesco agilissimo viene a dare vivacità alle linee della piccola abside.</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi20.png/24b896a7-7453-4e0b-85bc-c474b32f17bc?t=1423749274264	42.5170865	12.517556600000034	Narni	55022	""	""		""	""
49	Attrattore	it_IT	3208921	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ipogeo-di-villa-sperandio	Ipogeo di Villa Sperandio	La necropoli etrusca detta dello Sperandio si raggiunge facilmente partendo dall'Arco di Augusto, attraverso Corso Garibaldi e via dello Sperandio fino ad arrivare alla proprietà della Villa dello Sperandio, attorno alla quale si trovano sparsi i resti della necropoli.&nbsp;	""	Ipogeo di Villa Sperandio	"La necropoli etrusca detta dello Sperandio si raggiunge facilmente partendo dall'Arco di Augusto, attraverso Corso Garibaldi e via dello Sperandio fino ad arrivare alla proprietà della Villa dello Sperandio, attorno alla quale si trovano sparsi i resti della necropoli.&nbsp; <p>Si estendeva, dunque, a nord di Perugia, in quella fascia di territorio immediatamente esterna alla cinta muraria, occupata da altre necropoli urbane a partire almeno dal VI secolo a.C (età arcaica). A questa fase risale il noto sarcofago dello Sperandio, scoperto nel 1843 forse entro tomba a camera, che conteneva le spoglie di un guerriero il cui corredo comprendeva armi in ferro. Il sarcofago rientra nella classe dei rilievi definiti in ""pietra fetida"", e presenta scene di banchetto sui lati brevi, mentre sulla fronte della cassa è rappresentata una scena eccezionale, variamente interpretata: si va dal ver sacrum (""migrazione"" di una parte del gruppo sociale) al corteo funebre alla scena a carattere dionisiaco. Per materiale e caratteri stilistici, il sarcofago è stato fabbricato a Chiusi, città con la quale Perugia stringe rapporti culturali ed economici già dall' età arcaica; ma l'aristocratico committente del sarcofago si rivolge agli artigiani chiusini con richieste piuttosto precise ed atipiche rispetto alla loro produzione abituale, che comprende per lo più cippi e urne cinerarie, dal momento che l'individuo sceglie di essere inumato. Il sarcofago è oggi esposto al Museo Archeologico Nazionale di Perugia</p>

<p>Nella fase subito successiva, inquadrabile tra la metà del V e la prima metà del IV secolo a.C., quando cioè aumentano i ritrovamenti concentrati nelle aree più strettamente legate al contesto urbano, la necropoli dello Sperandio restituisce (scavi 1857-1858) uno stamnos attribuito al gruppo di Polignoto, trovato all'interno di una nicchia ricavata nella parete di una camera sepolcrale e forse utilizzato come cinerario; e la celebre anfora a punta del Pittore&nbsp; di Perugia, deposta presso la testa dell'inumato. Durante gli scavi svolti tra il 1900 e il 1903 venne scoperto l'unico contesto funerario completo della necropoli, che restituì una sepoltura inviolata posta sul fondo di una camera scavata nella pietra, con porta in arenaria decorata da due borchie in bronzo, tutt'ora miracolosamente conservate nonostante i secoli. Si tratta di una inumazione singola in cassone di arenaria lungo circa 2 metri, che conteneva i resti di un defunto di sesso femminile, riconosciuto sulla base del ricco corredo, disposto sia all'esterno sia all'interno della cassa. A diretto contatto con lo scheletro vennero rinvenuti alcuni preziosi oggetti di ornamento personale in oro (un diadema, orecchini); mentre intorno al sarcofago era deposta la maggior parte del corredo, costituita da vasellame e oggetti in bronzo. Altri contesti funerari scoperti nella necropoli e risalenti a questa fase, tra la fine del IV e il III secolo a.C., presentano caratteristiche peculiari: il defunto sepolto in cassa viene posto in alcuni casi al centro o sul fondo della camera funeraria e intorno ad esso vengono distribuite le sepolture successive, entro urne, attribuibili ad una fase successiva. La necropoli dello Sperandio offre, dunque, un ricco panorama della tipologia funeraria adottata durante il lungo periodo in cui è rimasta in uso, inquadrabile tra il VI e il III secolo a.C.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1213722	12.386574600000017	Perugia	54039	""	""		""	""
50	Attrattore	it_IT	3237543	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-san-lorenzo	Cattedrale di San Lorenzo	La cattedrale di San Lorenzo si trova nel centro storico di Perugia in piazza IV Novembre di cui definisce il lato settentrionale.	""	Cattedrale di San Lorenzo	"<p>La cattedrale di San Lorenzo si trova nel centro storico di Perugia in piazza IV Novembre di cui definisce il lato settentrionale.</p> <p>La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la&nbsp;<em>Deposizione della Croce&nbsp;</em>di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell'anello nuziale della Vergine.<br />
Un tempo era custodita nella chiesa anche la pala della&nbsp;<em>Madonna in trono tra i Santi Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo ed Ercolano&nbsp;</em>di Luca Signorelli, oggi nel Museo Capitolare (accesso dal chiostro della cattedrale).</p>

<p>Una prima chiesa dedicata al protomartire Lorenzo, martirizzato a Roma nel 258 d.C., sorse a partire dal IX secolo sopra l'antico foro della città etrusco-romana. Ma della prima costruzione non restano tracce.</p>

<p>L'attuale chiesa, progettata nel Trecento come ampliamento di una precedente chiesa, &nbsp;ha assunto le&nbsp;forme attuali nel XV secolo.</p>

<p>L'esterno, lasciato incompiuto, presenta facciata e fiancata rivestiti con marmo rosso e bianco.&nbsp;<br />
La facciata, assai meno maestosa del lato che affaccia sulla piazza IV Novembre, si apre su piazza Danti ed è vivacizzata da un portale barocco del 1729 opera di Pietro Carattoli.<br />
La fiancata è invece caratterizzata da un portale dell'Alessi del 1538 sopra il quale, in una nicchia, è collocato il <em>Crocifisso </em>ligneo postovi dai perugini nel 1540 durante la guerra del sale contro papa Paolo III. A destra, proseguendo lungo il fianco, si trova il&nbsp; pulpito da cui, secondo la leggenda, San Bernardino da Siena, tra il 1425 e il 1427, predicò ai perugini; notevole anche la statua di papa Giulio III in bronzo, opera del XVI secolo di Vincenzo Danti.<br />
L'interno, con tre navate di cinque campate ciascuna separate da possenti pilastri, è completato da crociera, bracci del transetto e cinque cappelle absidali.<br />
Le volte sono coperte da fitti motivi decorativi che costituiscono una vera e propria antologia della pittura del Settecento.<br />
Tra le opere conservate nella chiesa si ricordano in controfacciata il&nbsp; sarcofago del vescovo Giovanni Andrea Baglioni opera di Urbano da Cortona (1451) e la grande tela di Giovanni Antonio Scaramuccia con la<em> Vergine fra i patroni della città e i Santi Agostino, Domenico e Francesco</em>. Per la devozione particolarmente importante è la cappella del Sant'Anello, decorata sull'altar maggiore con una tela di Jean-Baptiste Wicar che sostituisce un dipinto di Pietro Perugino dello stesso soggetto oggi conservato nel museo di Caen mentre all'inizio della navata destra, dietro la cancellata in ferro battuto della fine del XV secolo, è la <em>Deposizione della Croce,</em> di Federico Barocci (1569).&nbsp;<br />
Un elegante portale quattrocentesco alla destra del transetto immette poi in sacrestia dove si conserva uno dei più bei cicli manieristi di Perugia. Dall'oscurità dell'abside ettagona emergono i colori delle vetrate e il coro ligneo intagliato nel 1486 opera di Giuliano da Maiano e Domenico del Tasso.<br />
Nella navata sinistra degni di nota sono i resti dell'altare della Pietà, scolpito da Agostino di Antonio di Duccio nel 1473 e l'altare del Gonfalone ove è collocato lo stendardo professionale eseguito da Berto di Giovanni nel 1526 in occasione&nbsp; di una grave pestilenza che costituisce uno dei più completi documenti iconografici di Perugia prima della costruzione della rocca Paolina e delle conseguenti trasformazioni urbanistiche.<br />
Nel chiostro della cattedrale ha sede il museo Capitolare di San Lorenzo.</p>

<p>Nella chiesa si conserva la venerata reliquia dell'anello nuziale della Vergine, sottratto agli abitanti di Chiusi nel 1473. L'anello, inserito in un apposito reliquiario e racchiuso in una cassaforte con sette serrature, fu posto ad otto metri di altezza entro vano protetto da inferriata dorata protetta da altre quattro chiavi. Il sant'Anello viene mostrato solo due volte all'anno, tra 29 e 30 luglio e nella penultima domenica di gennaio, quando si celebra la festa dello Sposalizio e vengono benedetti gli anelli nuziali.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1122097	12.388895899999966	Perugia	54039	""	""		""	""
51	Attrattore	it_IT	3350875	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-vetro	Museo del vetro	Il Museo del vetro di Piegaro è allestito all'interno dell'antica fabbrica del vetro risalente ai primi dell'Ottocento posta nel centro storico del paese.&nbsp;	""	""	"Il Museo del vetro di Piegaro è allestito all'interno dell'antica fabbrica del vetro risalente ai primi dell'Ottocento posta nel centro storico del paese.&nbsp; <p>L'edificio, acquistato dall'Amministrazione comunale nel 1989 e recentemente ristrutturato mantenendo inalterata l'architettura e la disposizione dei locali, ricostruisce fedelmente l'antica fabbrica.&nbsp; L'intervento di restauro ha infatti salvaguardato le peculiarità dell'edificio mettendo in luce e valorizzando la struttura architettonica e quanto in essa era ancora contenuto: la ciminiera, il forno fusorio con il vetro solidificato dell'ultima fusione, i cunicoli per il recupero del calore, i condotti di aerazione e raffreddamento.<br />
<br />
Costituisce uno dei pochi esempi conservati in Italia di strutture pre industriali per la lavorazione del vetro. In esposizione i manufatti vetrari qui prodotti nel corso dei secoli: da bicchieri, bottiglie e caraffe finemente lavorati a mano (alcuni dei quali con decorazioni in oro zecchino) a damigiane e fiaschi impagliati che hanno caratterizzato nel tempo la produzione della fabbrica.</p>

<p>Attraverso una successione di ambienti di grande suggestione distribuiti su due livelli, il percorso di visita segue quello dell'antico ciclo produttivo, dall'arrivo delle materie prime al prodotto finito, passando per le fasi della fusione del vetro e della lavorazione, manuale (per soffiatura) e successivamente semiautomatica.<br />
<br />
Le due sale del piano principale, che conservano le pareti annerite dal fumo, si sviluppano intorno ai resti del forno fusorio. Il piano seminterrato, in antico principalmente destinato a magazzino per materie prime e prodotti finiti, conserva un'intricata rete di cunicoli, tra i quali si distinguono quelli per la circolazione del calore al di sotto del forno. Al centro di esso, un'imponente colata di vetro verde, qui convogliato in occasione dello spegnimento definitivo della fornace, avvenuto nel 1968.<br />
<br />
Grazie al ricco apparato illustrativo multimediale, vengono approfonditi gli aspetti tecnici della produzione del vetro, dall'antichità all'epoca contemporanea, e la storia di Piegaro e del suo territorio, da sempre strettamente legata a quella delle vetrerie. Alcuni interessanti documenti del XIII-XIV secolo testimoniano che nella vetreria di Piegaro venivano realizzate lastre di vetro e tessere musive utilizzate per le vetrate ed i mosaici del Duomo di Orvieto. Questa ricca tradizione non si è mai interrotta e, a seguito dell'incremento della produzione e delle esigenze di innovazione, ha portato alla nascita di un moderno stabilimento industriale, ubicato a valle dell'antico centro di Piegaro, e che oggi rappresenta la più importante realtà economica del territorio.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> <p>Via Garibaldi,&nbsp;20&nbsp; &nbsp;06066&nbsp; &nbsp;PIEGARO&nbsp; Tel. 075 8358525<br />
<br />
<strong>E-mail:</strong> <a href=""mailto:museodelvetro@comune.piegaro.pg.it"">museodelvetro@comune.piegaro.pg.it</a></p>

<p><strong>Sito Web:</strong>&nbsp;<a href=""http://www.museodelvetropiegaro.it/"">Visita il sito&nbsp;</a></p> "	Piegaro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9701671	12.086302400000022	Piegaro	54040	""	""		""	""
52	Attrattore	it_IT	3350829	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/convento-e-chiesa-di-san-damiano	Convento e chiesa di San Damiano	La chiesa e il convento di San Damiano si trovano poco distanti dal centro storico di Assisi.	""	Convento e chiesa di San Damiano	"<p><strong>Dove si trova</strong><br />
La chiesa e il convento di San Damiano si trovano poco distanti dal centro storico di Assisi.</p> <p><strong>Un tempo fu</strong><br />
La chiesa, costruita tra l'VIII ed il IX secolo in onore del santo medico Damiano, nel 1030 era importante priorato benedettino. In seguito venne progressivamente abbandonata.</p>

<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />
San Francesco proprio in questo luogo udì per la prima volta la voce di Cristo. Il Crocifisso, oggi custodito nella basilica di Santa Chiara, disse al santo ""Francesco, và e ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina"" (alludendo alla crisi della Chiesa). Il santo da queste parole ricevette forza e conferma nella sua vocazione.<br />
Il primo restauro della chiesa di San Damiano è stato compiuto proprio da san Francesco che nel 1212 vi accolse santa Chiara e le sue compagne e&nbsp;qui compose il Cantico delle Creature.<br />
Le Clarisse edificarono un piccolo dormitorio e rimasero a san Damiano fino al 1260, poco dopo la morte di santa Chiara.&nbsp;</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La semplice facciata della chiesa è preceduta da un ampio portico; nella parete superiore si apre la porta dalla quale santa Chiara mise in fuga i Saraceni mostrando l'ostensorio.<br />
Sotto il portico, a destra, si trova la <em>cappella di San Girolamo</em> dove sono visibili affreschi di Tiberio d'Assisi (1517) con la <em>Madonna col Bambino tra San Francesco</em>, <em>Santa Chiara</em>, <em>San Girolamo</em> e <em>San Bernardino</em>. Sulla parete di fondo <em>San Sebastiano</em> e <em>San Rocco</em> (1522).<br />
L'interno è a navata unica. Entrando, subito a destra, è possibile vedere la finestrella dalla quale Francesco gettò i denari rifiutati per il restauro della chiesa. L'episodio è qui ricordato da un ignoto pittore trecentesco.<br />
Poco più avanti si apre la cinquecentesca cappella che ospita un Crocifisso ligneo, intagliato da fra' Innocenzo da Palermo nel 1637. Su di un lato sono visibili due vetri istoriati che evocano il Cantico delle Creature.<br />
Nell'altare delle reliquie è conservata la scatola d'avorio in cui santa Chiara teneva il Santissimo Sacramento.<br />
Il catino absidale della chiesa è decorato da affreschi di un ignoto pittore umbro del XIV secolo, con <em>San Damiano</em>, <em>San Rufino </em>e <em>Madonna col Bambino</em>. Al di sotto, un coro ligneo del 1504.<br />
Sopra l'altare maggiore è collocata una copia del Crocifisso che parlò a san Francesco.<br />
Adiacente alla chiesa si trova la sagrestia; al suo interno un piccolo vano fu il rifugio di san Francesco inseguito dal padre.<br />
Attraverso una scala si raggiunge l'oratorio costituito da una piccola camera con absidiola, dove alloggiò santa Chiara inferma. La conca absidale è decorata da affreschi del XIV secolo.<br />
A destra, pochi scalini conducono al dormitorio, una croce segna il luogo della morte della santa, 11 agosto 1253.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Nella basilica Superiore di san Francesco, una delle scene del ciclo giottesco, descrive il momento in cui il Crocifisso parlò a San Francesco, all'interno della diroccata chiesa di San Damiano.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
A piedi (circa 1 Km) dal centro storico di Assisi, dopo aver oltrepassato porta Nuova bisogna percorre un breve tratto di viale Vittorio Emanuele II e girare a sinistra in località Santuraggio; poco più avanti un piazzale immette al convento di San Damiano.<br />
Dal centro storico e dalla stazione ferroviaria è possibile usufruire del servizio taxi o di autobus di linea APM.<br />
Nel piccolo piazzale antistante al convento è permesso parcheggiare un numero limitato di mezzi di trasporto.<br />
Il convento è visitabile in determinati orari: per maggiori informazioni contattare lo IAT del Comprensorio Assisano.</p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.0615671	12.618184100000008	Assisi	54001	""	""		""	""
53	Attrattore	it_IT	122412	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/grechetto-o-grechetto-di-orvieto-	Grechetto (o Grechetto di Orvieto)	""	""	""	"<p>È soltanto nel 1975 che grazie ad uno studio condotto presso l'Università degli Studi di Perugia si è riusciti finalmente a definire, almeno formalmente, le differenze tra le due tipologie di Grechetto maggiormente coltivate in Umbria, quello di Orvieto e quello di Todi. Appartenente all'ampia famiglia dei Greci, si tratta di uno dei più antichi vitigni coltivati in Italia, probabilmente arrivato nella penisola in epoche diverse ma proveniente dalla stessa macroarea geografica.</p>

<p>È vitigno ampiamente diffuso in tutta la regione, spina dorsale della maggioranza dei vini bianchi prodotti tanto in provincia di Perugia quanto di Terni. Il Grechetto, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino giallo paglierino caratterizzato da lievi profumi fruttati e floreali, di buon grado alcolico ed acidità. Tradizionalmente utilizzato in assemblaggio, in particolare ad Orvieto, per le sue naturali caratteristiche è uva che si presta molto bene anche alla produzione di vini dolci.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337	42.7185068	12.110744599999975	""		""	""		""	""
54	Attrattore	it_IT	122497	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sagrantino	Sagrantino	""	""	""	"<p>Impossibile nominare il Sagrantino e non pensare subito al suo territorio di origine, Montefalco. Vitigno antico, le cui tracce risalgono addirittura al I secolo D.C., è sempre rimasto ben ancorato all'area che lo ha visto nascere e che rappresenta il suo naturale habitat. Prodotto tradizionalmente nella versione passita è solo a partire dalla fine degli anni settanta e dai primi anni ottanta che si è cominciato a vinificarlo con costanza nella versione secca. Nel 1992 il Sagrantino di Montefalco è diventato il dodicesimo vino italiano ad ottenere la DOCG ed è oggi riconosciuto come una delle bandiere del vino italiano nel mondo.</p>

<p>È vitigno coltivato quasi esclusivamente nel territorio di Montefalco, in provincia di Perugia. Il Sagrantino dà origine ad un vino rosso rubino scuro caratterizzato da profumi fruttati e speziati, di grande struttura, ricco e dall'inimitabile trama tannica. Nella versione passita regala vini di straordinaria intensità e complessità, in cui la dolcezza bilancia perfettamente quelle che sono le sue naturali parti più dure. Un vino che si presta molto bene ad un lungo invecchiamento.&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.88929359999999	12.650284300000067	""		""	""		""	""
55	Attrattore	it_IT	122481	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/malvasia-toscana-o-malvasia-lunga-	Malvasia Toscana (o Malvasia Lunga)	""	""	""	"<p>Presente in Italia da molti secoli, la Malvasia Toscana fa parte di un'ampia famiglia di vitigni che comprende almeno altre diciassette varietà. Vitigno aromatico, sembra abbia origine nella penisola ellenica e che grazie alla fitta rete di scambi commerciali della Venezia dell'undicesimo secolo abbia cominciato a diffondersi lungo tutta la costa adriatica.</p>

<p>È vitigno ampiamente diffuso in tutta la regione, dove contribuisce alla produzione di moltissimi vini bianchi tanto in provincia di Perugia quanto in provincia di Terni.</p>

<p>La Malvasia, quando vinificata in purezza, dà origine ad un vino giallo paglierino caratterizzato da profumi aromatici, di buon grado alcolico e morbidezza. Normalmente viene utilizzata come taglio per conferire ai vini bianchi maggiori profumi e corpo.</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
56	Attrattore	it_IT	123786	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/mazzafegati	Mazzafegati	""	""	""	"<p>Prodotti in versione dolce o salata, da cuocere ancor freschi oppure semistagionati, i mazzafegati sono salsicce di fegato di suino particolarmente saporite. La ricetta tipica prevede una metà di ""cornette di maiale"" ed una metà di interiora miste con un'elevata presenza di fegato. Il loro nome ha almeno due spiegazioni: c'è chi propende per ""mezzo fegato"", per indicarne cioè il contenuto, e chi per ""ammazza fegato"", visto che non si tratta di un prodotto dal sapore particolarmente delicato. Sono apprezzati da chi ama i gusti forti, da consumarsi con del pane casereccio e, ovviamente, del vino rosso. Il Mazzafegato dell'alta valle del Tevere è uno dei sei presidi Slow Food dell'Umbria.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi3.png/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1423749271768	43.46397830000001	12.24048689999995	""		""	""		""	""
57	Attrattore	it_IT	125498	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/l-antico-borgo-di-bettona	L'antico borgo di Bettona	Bettona, l'antica <em>Vettona</em>, occupa la sommità di un colle in prossimità della confluenza dei fiumi&nbsp;Chiascio e Topino	L'antico borgo di Bettona	""	"<p>L'insediamento presenta un impianto urbanistico ellissoidale, strutturato sul principale asse viario nord-sud, riprodotto dall'allineamento di via S. Caterina – Corso Marconi – via XX Settembre, che attraversa in tutta la sua lunghezza la cresta del colle.<br />
<br />
Racchiuso dalla <strong>cinta muraria</strong> etrusca, poi ricostruita in epoca medievale, l'abitato è strutturato&nbsp;sullo spazio centrale formato dalle piazze Cavour, luogo dell'antico Foro, e Garibaldi dove affacciano i principali edifici civili e religiosi: il palazzo del Podestà (XIV secolo) oggi sede del&nbsp;<strong>museo civico</strong>, che ospita una ricca collezione storico artistica con alcune tavole dipinte attribuite ai pittori Perugino, l'Alunno, Tiberio di Assisi e Dono Doni. Sul lato opposto il <strong>palazzo comunale </strong>e oltre, su piazza Garibaldi a ridosso della cinta muraria, la chiesa intitolata al patrono <strong>San Crispolto.</strong><br />
Sul lato meridionale di piazza Cavour, affaccia la chiesa di <strong>Santa Maria Maggiore</strong>,&nbsp;eretta nel XIII secolo e più volte trasformata nel corso del Seicento, dalla quale provengono molte opere conservate al museo;&nbsp;<strong>l'oratorio di Sant'Andrea</strong>, che conserva un pregevole affresco del 1394 con la <em>Passione di Cristo.</em><br />
<br />
Ancora oggi il centro si caratterizza per la <strong>presenza di case dotate di un piccolo orto-giardino recintato</strong>, di una cisterna per l'acqua piovana e il pozzo, che crea un felice equilibrio tra l'edificato e gli spazi ancora verdi.<br />
Uscendo dalla porta settentrionale del paese si possono raggiungere il <strong>monastero di Sant'Antonio</strong>, le <strong>chiese di San Gregorio</strong> e di <strong>San Quirico</strong> e, nella frazione in piano di Passaggio di Bettona, <strong>l'ex abbazia di San Crispolto</strong>, nota come <strong>Badia</strong>.<br />
Nel pendio opposto, a Colle di Bettona, è visitabile la <strong>tomba etrusca</strong> con volta a botte (II-I secolo a.C.) con&nbsp;pregevoli oggetti di corredo oggi esposti al <strong>museo archeologico nazionale di Perugia</strong>.</p> "	Bettona | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0115564	12.486326500000018	""		""	""		""	""
58	Attrattore	it_IT	122367	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ciliegiolo	Ciliegiolo	""	""	""	"<p>Probabilmente di origine spagnola, anche se alcuni studiosi sostengono sia sinonimo del ""Ciregiolo"" di cui si hanno tracce in Toscana già dal seicento, il Ciliegiolo deve il nome al suo tipico aroma fruttato, di ciliegia.&nbsp;</p>

<p>Lontano parente del Sangiovese viene spesso vinificato in uvaggio per la sua capacità di donare al vino profondità di colore e profumi.&nbsp;Presente a macchia di leopardo in tutta la regione ha trovato la sua terra d'elezione nella zona dei Colli Amerini, in provincia di Terni.&nbsp;Il Ciliegiolo, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino di colore rosso rubino intenso caratterizzato da profumi particolarmente fruttati, fresco e leggermente alcolico.&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi17.png/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1423749273803	42.5567718	12.414636100000052	""		""	""		""	""
59	Attrattore	it_IT	122381	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gamay-o-gamay-del-trasimeno-	Gamay (o Gamay del Trasimeno)	""	""	""	"<p>Da non confondere con il più noto Gamay d'oltralpe, diffuso in particolare in Borgogna, il Gamay del Trasimeno è presente in Umbria almeno dalla metà dell'ottocento. Recenti studi hanno dimostrato che si tratterebbe dello stesso vitigno che in Sardegna è conosciuto come Cannonau, in Veneto come Tai Rosso, in Francia come Grenache ed in Spagna come Garnacha. Si ipotizza che, ma non ci sono conferme in tal senso, nel percorso che lo ha portato dalla penisola ellenica vero il resto dell'Europa abbia trovato in Umbria un clima particolarmente favorevole al suo radicamento.</p>

<p>È coltivato quasi esclusivamente nell'ampia zona del Lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Il Gamay, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino di colore rosso rubino caratterizzato da profumi freschi e piuttosto fruttati, di ottimo corpo.</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
60	Attrattore	it_IT	122663	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-colli-altotiberini	Vini Doc e Docg Colli Altotiberini	""	""	""	"<p>L'ampia zona dei Colli Altotiberini, che comprende importanti cittadine come Città di Castello, Umbertide e Gubbio, prende il nome dalla zona collinare attraversata dal fiume Tevere. Già nel XVI secolo il filosofo Andrea Bacci descriveva così la zona: ""sui due lati (...) si allargano campi festosi e ricchi pascoli, dai quali si innalzano dolci colline, rivestite in parte di lunghe file di olivi e in parte di vigneti curatissimi"".</p>

<p>L'alta valle del Tevere rappresenta da sempre un importante luogo di sosta per i viaggiatori che si muovevano da nord a sud e le sue tradizioni gastronomiche sono particolarmente legate a quello che la terra può offrire, qui più che altrove. Erbe, verdure, legumi, funghi, carni, i prodotti di questa zona sono innumerevoli per varietà e stagionalità. Anche il vino rappresenta da sempre un tassello importante della gastronomia locale, le uve tipiche della zona sono il grechetto, il trebbiano ed il sangiovese cui si sono affiancate nel corso degli ultimi due decenni alcune varietà internazionali come il cabernet sauvignon ed il merlot.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.46397830000001	12.24048689999995	""		""	""		[  ]	""
61	Attrattore	it_IT	122637	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-assisi	Vini Doc e Docg Assisi	""	""	""	"<p>Dolcemente adagiata sulle pendici del monte Subasio e Patrimonio Mondiale dell'Umanità, Assisi accoglie da secoli fedeli provenienti da tutto il mondo. Città della pace, è famosa per aver dato i natali a San Francesco, patrono d'Italia e Santa Chiara. Le loro magnifiche basiliche, la cattedrale di San Rufino, la Rocca Maggiore sono solo alcuni dei grandi monumenti che nel corso degli anni continuano ad affascinare i tanti visitatori ed ispirare i più svariati artisti.</p>

<p>Ricchissima anche dal punto di vista gastronomico, la cucina di Assisi è da sempre molto influenzata dalla vicinanza del Subasio. Uno dei prodotti tradizionali più rinomati viene però dalla pianura di Cannara, famosa per la sua cipolla. L'olio extra vergine di oliva rappresenta un altro importantissimo tassello, insieme al vino. Le varietà tipiche della zona sono il grechetto, il trebbiano ed il sangiovese cui si sono affiancate nel corso degli ultimi due decenni alcune varietà internazionali come il cabernet sauvignon, il merlot, il pinot nero.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	43.0707017	12.619596600000023	""		""	""		[  ]	""
62	Attrattore	it_IT	122852	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-montefalco	Vini Doc e Docg Montefalco	""	""	""	"<p>Il Balcone dell'Umbria, come viene spesso chiamato Montefalco, è un piccolo borgo da cui godere di una magnifica vista a tutto tondo sulle valli circostanti. La sua posizione, appena distaccata ma al tempo stesso dominante rispetto alla vicina Via Flaminia, gli ha permesso di divenire da sempre un importante riferimento culturale per le località limitrofe. Ne sono testimonianza le tracce lasciate da artisti quali il Perugino, Benozzo Gozzoli, Francesco Melanzio.</p>

<p>Da sempre territorio a grande vocazione olivicola e vitivinicola, oggi Montefalco e tutta la vasta area dei Colli Martani rappresentano l'Umbria nel mondo grazie al sagrantino, vero protagonista del territorio e della denominazione. Un vino, il Sagrantino di Montefalco DOCG ed un vitigno protagonisti di una rivoluzione iniziata a cavallo tra gli anni ottanta e novanta che non sembra avere fine tanto da far pensare a Montefalco come ad un modello difficilmente imitabile altrove.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.88929359999999	12.650284300000067	""		""	""		[  ]	""
63	Attrattore	it_IT	125484	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-piccolo-borgo-di-avigliano	Il piccolo borgo di Avigliano	Avigliano Umbro è un piccolo borgo di origine romana che sorge sulla sommità di un colle a metà distanza tra <strong>Todi</strong> ed Amelia	Avigliano umbro, borghi	""	"Durante il medioevo Avigliano Umbro ed il suo territorio vennero a lungo contesi tra Todi ed Amelia e di ciò ne rimane il ricordo sulla porta principale della città con l'aquila in marmo, simbolo di Todi.<br />
All'interno del paese merita attenzione la <strong>chiesa della Santissima Trinità</strong> che conserva al suo interno una tela raffigurante la <em>Madonna del Rosario</em> attribuita ad Andrea Polinori, noto pittore tuderte. Del tessuto urbano medievale rimangono invece tracce nelle mura, nella porta d'accesso e nel grande torrione di base cilindrica sopra il quale spicca l'orologio pubblico.<br />
Degno di nota è anche il&nbsp;teatro Comunale, costruito all'inizio del XX secolo e ben conservato negli interni.<br />
Appena fuori da Avigliano Umbro si trovano alcuni interessanti edifici religiosi come la <strong>chiesa di Santa Vittorina</strong>, la <strong>chiesa di Sant'Egidio</strong> e la chiesa di <strong>Sant'Angelo</strong> mentre nelle sue frazioni meritano una visita alcuni castelli e fortezze.<br />
Il <strong>castello di Santa Restituta</strong> innanzitutto che sorge accanto ad un'importante zona archeologica, la <strong>Grotta Bella</strong>, nella quale sono state rinvenute numerose statuette di epoca protostorica e romana, il <strong>castello di Toscolano</strong> accanto al quale sorge la <strong>cappella della Maestà di Toscolano</strong> contenente affreschi attribuibili a Pier Matteo d'Amelia ed il <strong>castello di Sismano</strong>, con le due imponenti torri laterali.<br />
A Dunarobba infine si trova una imponente <strong>fortezza</strong> quadrangolare dominata sui quattro lati da grossi torrioni cilindrici. Questa sorge nei pressi della famosa <strong>foresta Fossile</strong>, un impressionante parco naturale preistorico formatosi all'incirca un milione e mezzo di anni fa e costituito dai resti di imponenti sequoie "	Avigliano Umbro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi18.png/a3332bd7-6b1b-432f-8d61-905fbc40ab33?t=1423749273981	42.6516036	12.429611000000023	""		""	""		[  ]	""
64	Attrattore	it_IT	125465	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/preci-e-l-antica-scuola-di-chirurgia	Preci e l'antica scuola di chirurgia	Il caratteristico borgo di Preci sorge non distante da <strong>Norcia</strong> a confine con la regione Marche.&nbsp;	Preci e l'antica scuola di chirurgia	""	"<p>Il caratteristico borgo di Preci sorge non distante da <strong>Norcia</strong> a confine con la regione Marche. Secondo una tradizione locale il primitivo insediamento si sarebbe costituito intorno ad un eremo pre-benedettino fondato dal monaco siriano Eutizio (V secolo).<br />
Castello di pendio nella seconda metà del Duecento, sotto la giurisdizione di Norcia, venne devastato dal terremoto nel 1328. Durante la prima metà del XVI secolo Preci, luogo di rifugio di fuoriusciti, fu distrutta per ben due volte dal legato pontificio delle Marche e dai Nursini. La pace con Norcia, siglata nel 1555, ed il fiorire della scuola chirurgica portò ad un rinnovato impulso edilizio che conferisce al borgo il suo aspetto attuale.<br />
L'insediamento urbano risulta molto compatto ed ha aspetto cinquecentesco; il nucleo storico è caratterizzato dalla presenza di numerosi palazzi gentilizi, costruiti tra il XVI ed il XVIII secolo dalle numerose famiglie di medici preciani. La scuola chirurgica di fama mondiale trae origine dalle conoscenze mediche dei monaci siriani insediatisi nella vicina Valle Castoriana. L'<strong>abbazia di Sant'Eutizio</strong>, dotata di un'infermeria e di un'importante biblioteca, è stata per secoli il centro più importante di questa attività. L'oculistica e l'estrazione chirurgica dei calcoli erano le specialità dei medici preciani, facilitati dalla tradizione e dall'abilità nella lavorazione delle carni suine.<br />
All'interno del paese sorge l'interessante <strong>chiesa parrocchiale di Santa Maria</strong> e la chiesa di Santa Caterina.</p>

<p>Nella parte alta del borgo si trova il quartiere Scacchi con case cinquecentesche dei medici Scacchi e Mensurati caratterizzate da decorati portali e da curiose iscrizioni con motti sugli architravi.<br />
A borgo Preci, recente insediamento commerciale lungo la Valle Campiano, è da segnalare la chiesa della Madonna della Peschiera.<br />
Il territorio comunale di Preci è molto suggestivo sia dal punto di vista naturalistico, poiché si estende tra la <strong>Valnerina</strong> ed il <strong>Parco Nazionale dei Monti Sibillini</strong>, sia dal punto di vista storico ed artistico, con le caratteristiche frazioni di <strong>Castelvecchio</strong>, Roccanolfi, Poggio di Croce e Montebufo.</p> "	Preci | Valnerina | Valnerina da scoprire	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8806639	13.039638500000024	""		""	""		[  ]	""
65	Attrattore	it_IT	125451	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-piccolo-borgo-di-castelvecchio	Il piccolo borgo di Castelvecchio di Preci	Il castello di epoca tardo medievale (XIII-XIV secolo) non presenta più tracce di fortificazione.&nbsp;	castelvecchio, preci, abbazia di sant'eutizio, umbria	""	"Il piccolo borgo, sotto la giurisdizione del comune di <strong>Preci</strong>, è stato pesantemente trasformato nei secoli XVI e XVII. Il nucleo abitato ha forma quasi rettangolare ed è attraversato da strade che si intersecano ad effetto scacchiera. Al suo interno si trova la chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa di Santa Maria e la chiesa della Madonna della Colonna.<br />
Le porte d'ingresso al paese sono poste sui due lati maggiori e corrispondono agli antichi percorsi per Corone a sud e per Saccovescio a nord.<br />
Da visitare, poco distante, la splendida <strong>abbazia di Sant'Eutizio</strong>. "	Preci | Valnerina | Valnerina da scoprire	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8901564	13.01949239999999	""		""	""		[  ]	""
66	Attrattore	it_IT	125870	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-alo	Chiesa di Sant'Alò	La chiesa di Sant'Alò si trova in via Sant'Alò, uno slargo che si apre lungo la Via XI Febbraio di Terni	""	Chiesa di Sant'Alò	"<p>La chiesa di Sant'Alò si trova in via Sant'Alò, uno slargo che si apre lungo la Via XI Febbraio di Terni. Il nome della chiesa deriva da Aloysius (Eligio) santo protettore degli orafi e dei maniscalchi.<br />
Secondo la tradizione fu costruita sopra un antico edificio dedicato a Cibele, alla fine del XI secolo. La chiesa appartenne prima agli agostiniani, poi ai francescani quindi ai cavalieri di Malta.&nbsp;<br />
Nel Trecento la facciata, di tipo romanico, fu inglobata da una casa che le sorse accanto, fatto questo che determinò il cambio di accesso alla chiesa, &nbsp;realizzato sulla parete destra.<br />
L'esterno privo di facciata, conserva frammenti scultorei di spoglio come i due leoni di epoca romana posti al termine della scalinata d'ingresso&nbsp; o i fregi floreali di epoca alto-medievale.&nbsp;<br />
Internamente la chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate scandite da un'alternanza di pilastri e colonne realizzati con materiale di recupero e sormontati da capitelli. Le navate laterali sono coperte da volte a botte mentre quella centrale, più ampia e alta, è coperta con travi a vista. L'abside semicircolare, divisa in cinque scomparti da semicolonne, presenta una copertura a catino ed &nbsp;è decorata da affreschi eseguiti tra il XII e il XVI secolo.<br />
&nbsp;</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423752873521	43.0873343	12.37394	""		""	""		""	""
67	Attrattore	it_IT	3580456	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-domeni-2	Chiesa di San Domenico	La chiesa monumentale, iniziata per volere dei padri Domenicani, presenta &nbsp;un'ampia struttura ad una navata, a tetto, con coro a croce. Fu consacrata solo nel 1426. &nbsp;	""	Chiesa di San Domenico	"La chiesa monumentale, iniziata per volere dei padri Domenicani, presenta &nbsp;un'ampia struttura ad una navata, a tetto, con coro a croce. Fu consacrata solo nel 1426. &nbsp; <p>La chiesa monumentale, iniziata per volere dei padri Domenicani, presenta &nbsp;un'ampia struttura ad una navata, a tetto, con coro a croce. Fu consacrata solo nel 1426. &nbsp;La facciata è incompiuta. Sul fianco sinistro si alza, quadrata, la torre campanaria. Nonostante l'ampio intervento subìto, il portale rimane esempio della tecnica&nbsp; delle&nbsp; &nbsp;maestranze operanti in città nel XIV secolo. Semplice e severa è la linea architettonica dell'abside, con le tre cappelle di fondo sormontate da una volta&nbsp; ad arco gotico. Sulle pareti sono presenti affreschi quattrocenteschi di scuola senese, marchigiana ed umbra tra i quali una ""Crocifissione"" , una ""Annunciazione e Santi"" e un ""San Antonio Abate"" .</p>

<p>I due altari rinascimentali ai lati dell'altare maggiore custodivano la ""Crocifissione"" di Raffaello, dipinta attorno al 1503 per conto della famiglia Gavari, oggi alla National Gallery di Londra, e il ""Martirio di San Sebastiano"" di Luca Signorelli, dipinto nel 1498 per la famiglia Brozzi e oggi conservato nella Pinacoteca Comunale tifernate. Nell'altare maggiore è conservato il corpo della Beata Margherita (1287-1320) terziaria domenicana, detta la Cieca della Metola, dal luogo dove nacque. Il coro ligneo, formato da 26 stalli con splendidi intarsi, collocato nell'ampia abside, è una preziosa opera di Manno dei Cori. Il portale, restaurato nel 1939, è opera del maestro scalpellino Pietro Pazzaglia. &nbsp;Sopra il portale si trova un affresco del pittore tifernate &nbsp;Aldo Riguccini.&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> Fonte: IAT Città di Castello "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi36.png/c9583b6e-59bd-4b7b-98e6-5cf9b73f52b1?t=1423749276954	43.45555	12.239469999999983	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
68	Attrattore	it_IT	3721050	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-santissima-trinita	Chiesa della Santissima Trinità - Avigliano Umbro	La chiesa della Santissima Trinità sorge all'interno di&nbsp;Avigliano Umbro&nbsp;ed è la chiesa parrocchiale del paese. Venne edificata nel XVII secolo come parte integrante del castello della famiglia Vici e, come si legge in un documento, fu il vescovo di Todi Rodolfo che ne consacrò l'altare maggiore.	""	Chiesa della Santissima Trinità	"La chiesa della Santissima Trinità sorge all'interno di&nbsp;Avigliano&nbsp;Umbro&nbsp;ed è la chiesa parrocchiale del paese. Venne edificata nel XVII secolo come parte integrante del castello della famiglia Vici e, come si legge in un documento, fu il vescovo di Todi Rodolfo che ne consacrò l'altare maggiore. Nei secoli successivi fu completamente restaurata e questo purtroppo impoverì la decorazione pittorica dell'edificio. Infatti&nbsp; nel corso dei&nbsp; restauri molte pareti vennero imbiancate e ciò comportò la perdita di numerosi affreschi all'interno della chiesa. Numerose sono tuttavia le opere&nbsp; rimaste tra le quali si ammirano la&nbsp;<em>Madonna del Rosario tra San Giovanni Evangelista, San Domenico, Santa Caterina e Santa Cecilia</em>&nbsp;di Andrea Polinori, alcuni affreschi raffiguranti Santi tra cui un S<em>ant'Antonio Abate</em>&nbsp;ed una&nbsp;<em>Conversione di san Paolo</em>&nbsp;attribuiti a Bartolomeo Barbiani di Monteopulciano ed una&nbsp;<em>Madonna tra i Santi &nbsp;Antonio da Padova e Barbara</em>&nbsp;del XVII secolo.<br />
Meritano inoltre attenzione all'interno della chiesa una C<em>roce in argento</em>&nbsp;e smalto del XIV secolo e due dipinti, sempre del Polinori, raffiguranti la&nbsp;<em>Deposizione</em>&nbsp;e S<em>an Lorenzo.</em> <strong>Bibliografia</strong> Santini L. (1999),&nbsp;<em>Guida di Amelia e dell'Amerino</em>, Perugia, Quattroemme Editore.<br />
Caruso P. (1999),&nbsp;<em>Benvenuti in Umbria, guida ai 92 comuni</em>, Collazzone, Grilligraf Editrice.<br />
T.C.I.&nbsp;(2004),&nbsp;<em>Umbria</em>, Milano, Turing Editore. "	Avigliano Umbro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.651957	12.427511999999979	Avigliano Umbro	55033	""	""		[  ]	""
69	Attrattore	it_IT	4463263	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gamberi-di-fiume	Gamberi di fiume	"<p>Ecco cosa occorre per preparare un antipasto semplice e gustoso della tradizione umbra</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	""	"Ingredienti <p>Gamberi di fiume<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Sale<br />
Aglio<br />
Prezzemolo<br />
Peperoncino</p> Preparazione <p>Come prima cosa, fate soffriggere in un tegame due spicchi d'aglio e il peperoncino. Contemporaneamente pulite e lavate i gamberi; uniteli poi all'aglio quando questo inizia a colorirsi. Fateli rosolare e aggiungete – per dar sapore – del vino bianco secco. Mescolateli di tanto in tanto e lasciate cuocere coprendo il tutto con un coperchio. In genere, una volta pronti, vengono serviti cosparsi di prezzemolo tritato finemente, oppure, in alternativa, accompagnati dalla salsa verde a base di mentuccia.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
70	Attrattore	it_IT	4547282	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-pane-di-terni	Il pane di Terni	"<p>Ingredienti e ricetta di un'icona gastronomica umbra</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	""	"Ingredienti <p>800 g farina di grano tenero<br />
200 g lievito naturale<br />
440 g d'acqua minerale a temperatura ambiente<br />
8 g di lievito di birra fresco<br />
Un pizzico di sale<br />
Tritello di frumento</p> Farina, acqua, sale e poco altro. Spesso i sapori più semplici sono anche quelli che portiamo nel cuore. Come il pane tipico di Terni.<br />
<br />
Preparazione <p>Impastiamo la farina con una parte d'acqua fino a che non otteniamo un composto granuloso e umido e lasciamo riposare per almeno 30 minuti. Dopodiché aggiungiamo il sale, l'acqua rimasta e il lievito di birra continuando ad amalgamare il tutto. Il risultato è una massa omogenea e liscia che necessita di un tempo di fermentazione che varia dalle 2 alle 4 ore. Dopo aver impastato a mano nuovamente, formiamo delle pagnotte di circa 800 gr ciascuna che spolveriamo con il tritello di frumento e copriamo con un panno. Inforniamo tutto a 220 gradi circa e lasciamo cuocere fino&nbsp; doratura.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355	42.5657788	12.644896300000028	""		""	""		[  ]	""
71	Attrattore	it_IT	4752526	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-s-maria-assunta	Chiesa di S. Maria Assunta	La chiesa di S. Maria Assunta era la chiesa matrice, la più importante del paese. E' situata nei pressi della Porta Ternana lungo la via Sabina, oggi via Roma, un tempo la principale via di comunicazione che attraversava il centro abitato di Calvi.	""	Chiesa di S. Maria Assunta	"<p>La chiesa di S. Maria Assunta era la chiesa matrice, la più importante del paese. E' situata nei pressi della Porta Ternana lungo la via Sabina, oggi via Roma, un tempo la principale via di comunicazione che attraversava il centro abitato di Calvi.</p> <p>La sua costruzione risale alla seconda metà del XIII secolo e l'impianto originario era costituito da un edificio di dimensioni ridotte rispetto all'attuale con la facciata rivolta verso la porta d'ingresso del paese. A questa prima fase appartengono il prospetto lungo via Roma con tre monofore ad arco a tutto sesto e con l'originaria porta di accesso laterale, oggi tamponata, ed il portale a tre rincassi con decorazioni a foglie d'acanto nell'archivolto sorretto da colonnine, collocato su questo lato della chiesa nella prima metà del XVII secolo, ma originariamente posto sulla facciata. Negli anni 80 del XVI secolo venne costruita la torre campanaria, originariamente isolata e poi inglobata nell'attuale edificio.</p>

<p>La chiesa nel suo aspetto attuale è il risultato di un ampliamento avvenuto tra il 1620 ed il 1650 e rappresenta uno dei numerosi esempi di provincia dell'architettura della Controriforma e del Tardo Manierismo. Essa ha un impianto longitudinale a navata unica coperta con una volta a botte con costolonature ed ha pianta rettangolare con cinque cappelle lungo entrambi i lati lunghi; in fondo alla chiesa, al di sotto della cantoria in legno e dell'Organo del XVIII secolo, sono presenti due vani posti all'interno della struttura del campanile, di cui uno oggi tamponato. E' priva di transetto ed ha terminazione rettilinea, senza abside: al centro c'è la cappella presbiteriale con l'altare maggiore e la tela raffigurante la ""Madonna Assunta e S. Pancrazio"" di Salvatore Pierella, datata 1737; ai lati ci sono due cappelle gentilizie, più grandi rispetto alle altre: quella sulla sinistra è la Cappella Sernicoli, la più ricca nella decorazione di tutta la chiesa, sul suo altare troviamo la ""Madonna in trono con il Bambino tra i SS. Biagio e Berardo"" di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, dipinta intorno agli anni Trenta del Seicento; la cappella sulla destra, invece apparteneva alla famiglia Fioretti ed ospita la tela della ""Circonsione di Gesù"" opera di Calisto Calisti di Bagnaia, firmata e datata 1640. Le cappelle laterali erano patronato di famiglie private o delle confraternite che risiedevano in questa chiesa. Quelle che contengono le opere d'arte più significative sono la Cappella della Società del SS.mo Rosario contentente la grande tela con la ""Madonna del Rosario"", opera di un pittore fiammingo e realizzata alla fine degli anni 60 del Cinquecento; la cappella di s. giuseppe con la tela dello Sposalizio della Vergine di Vincenzo Manenti e la Cappella oggi chiamata del Battesimo con il Fonte Battesimale in marmo finemente intagliato, recante lo stemma della comunità di Calvi e quello della famiglia Ceri - Anguillara e riportante la data 1559.</p> "	Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.40075909999999	12.566573199999993	Calvi dell'Umbria	55008	""	""		[  ]	""
72	Attrattore	it_IT	4752435	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-santissima-trini-1	Chiesa della Santissima Trinità - Calvi dell'Umbria	""	""	Chiesa della Santissima Trinità - Calvi dell'Umbria	"La costruzione della chiesa, intitolata inizialmente alla Madonna delle Grazie, venne affidata dalla comunità di Calvi nel 1523 al maestro Rinaldo Iacovetti da Calvi, nel luogo in cui un'immagine della Madonna che era raffigurata sulla parete di un'abitazione aveva miracolosamente lacrimato. <p>Veniva chiamata anche Madonna dello Sportello perché si trovava presso un'antica porta del paese detta lo Sportello posta nell'antica cerchia muraria precedente l'espansione verso valle del centro abitato. L'edificio si sviluppa su più livelli, ""arrampicandosi"" sul costone roccioso del paese e in pianta è composto da un ottagono nella zona presbiteriale e da un rettangolo in quella riservata ai fedeli: queste due parti, la prima coperta da una cupola la seconda da una volta a crociera, sono collegate da un grande arco trionfale che conferisce unitarietà all'ambiente.</p>

<p>All'interno è presente un affresco raffigurante una Madonna con Bambino databile alla metà del XV secolo.</p>

<p>All'esterno sono da notare il portale in pietra calcarea scolpita con l'architrave recante la scritta AVE REGINA CELORUM, le pianelle decorate dello sporto di gronda e la lanterna ottagonale caratterizzata da paraste con cornici e capitelli in cotto e coperta con scandole di laterizio, giustapposte le une alle altre.</p> "	Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4038614	12.569369400000028	Calvi dell'Umbria	55008	""	""		[  ]	""
73	Attrattore	it_IT	5189980	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/arrosto-morto-di-piccione	Arrosto morto di piccione	<p>Una ricetta appartenente alla tradizione umbra</p>	""	""	"Ingredienti Piccioni<br />
Aglio<br />
Rosmarino<br />
Salvia<br />
Pepe<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Vino bianco<br />
Olive Preparazione <p>Mettete in una casseruola i piccioni e fate scaldare con olio extravergine di oliva. A piacere, aggiungete aglio, salvia, rosmarino e fate rosolare il tutto. Sfumateli con vino bianco e insaporite con olive nere, sale e pepe. Copriteli e lasciate cuocere a fuoco basso per circa quaranta minuti.</p>

<p>Esiste anche un'altra variante, più sostanziosa, che prevede alla fine l'aggiunta di panna liquida e il riso come accompagnamento.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
74	Attrattore	it_IT	5365122	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-san-francesco	Chiesa San Francesco - Acquasparta	<p>Posta fuori le mura di Acquasparta, fu fatta costruire nel 1294 dal Cardinale Matteo Bentivenga d'Acquasparta.</p>	""	Chiesa San Francesco	"<p>Posta fuori le mura di Acquasparta, fu fatta costruire nel 1294 dal Cardinale Matteo Bentivenga d'Acquasparta.</p>

<p>&nbsp;</p> <p>La chiesa, espressione tipica dell'architettura francescana ""povera"", è un esempio assai interessante di quell'arte di transizione dal romanico.<br />
Dietro l'abside della chiesa rimane il grazioso e piccolo chiostro francescano recentemente riacquistato e ristrutturato dal Comune, il refettorio e parte dei dormitori.</p>

<p>All'interno vi è una interessante icona rappresentante la Vergine col Figlio in braccio della prima metà del XIV secolo, invocata da sempre dagli Acquaspartani, con il titolo di Madonna della Stella. L'immagine di questa Madonnina compare in tutta la storia di Acquasparta, specialmente in occasione di pestilenze, di terremoti, di guerre.&nbsp;</p>

<p>Si conserva inoltre una tela francescana copia della celebre tela di Margheritone di Arezzo che si trova in Firenze agli Uffizi e raffigurante San Francesco e, sui lati, noti episodi della vita del Poverello di Assisi.<br />
Da ultimo si deve ricordare l'antichissimo Crocifisso ligneo (sec. XIV), portato in questa chiesa da San Giovanni di Butris.</p> "	Acquasparta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.69289550000001	12.545620900000017	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
75	Attrattore	it_IT	5365268	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-cecilia	Chiesa di Santa Cecilia	La Chiesa di Santa Cecilia (Patrona della città) risale al XII secolo come si può notare dall'abside.&nbsp;	""	Chiesa di Santa Cecilia	"<p>La Chiesa di Santa Cecilia (Patrona della città) risale al XII secolo come si può notare dall'abside. Di notevole interesse al suo interno è la cappella Cesia, fatta costruire nel 1581 da Isabella Liviani Cesi bisnonna di Federico II il Linceo.</p>

<p>&nbsp;</p> Nella insigne collegiata di S. Cecilia si trovano sette tele collocate nelle cappelle opere di diversi pittori che vanno dalla fine del XVI secolo alla seconda metà del XVIII secolo. "	Acquasparta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.6904699	12.546306500000014	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
76	Attrattore	it_IT	5365168	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-del-sacramento	Chiesa del Sacramento	La Chiesa del sacramento fu costruita nel 1684 in contrada la Piazza Vecchia della Società del Santissimo Sacramento	""	Chiesa del Sacramento	La Chiesa del sacramento fu costruita nel 1684 in contrada la Piazza Vecchia della Società del Santissimo Sacramento.&nbsp; E' di forma quadrata e con tetto in legno con capriata fino alla metà del XIX secolo. All'interno è possibile ammirare un pezzo di mosaico romano proveniente dalla antica città di Carsulae 	Acquasparta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.6904699	12.546306500000014	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
77	Attrattore	it_IT	3350933	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-di-santa-rita	Santuario di Santa Rita	Il santuario di Santa Rita si trova nella parte più alta del nucleo abitativo di Cascia e si inserisce nel contesto urbano rompendo ogni modulo dimensionale e stilistico.&nbsp;	""	Santuario di Santa Rita	"<p>Santuario di Santa Rita<br />
Contesto: urbano<br />
Datazione: XX SECOLO</p>

<p><strong>Dove si trova</strong><br />
Il santuario di Santa Rita si trova nella parte più alta del nucleo abitativo di&nbsp;Cascia&nbsp;e si inserisce nel contesto urbano rompendo ogni modulo dimensionale e stilistico.&nbsp;</p> <p>Vi si arriva attraverso una strada esterna che lambisce il paese oppure, internamente, dove le ripide salite sono attenuate da sistemi di scale mobili.</p>

<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />
La basilica intitolata alla santa è una costruzione moderna, nata&nbsp;nel XX&nbsp;secolo, edificata nell'arco di nove anni, importante sia da un punto di vista artistico che architettonico. All'interno della chiesa, nella <em>cappella di Santa Rita</em>, un'urna in cristallo, del 1930, contiene il corpo della santa. Il basamento marmoreo è stato decorato da Eros Pellini. Sopra l'altare contribuiscono a creare una mistica atmosfera alcuni candelieri e una croce in argento sbalzato del XVII secolo.<br />
Sulla sinistra, attraverso una porta molto stretta, si accede alla <em>chiesa della beata Rita</em>, qui è stato venerato il corpo della santa dal 1577 al 1947. La chiesa è stata in gran parte demolita per far spazio al nuovo santuario, rimangono solamente il portale ed alcuni altari.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Il santuario fu eretto nel 1937-47 sul luogo dell'antica chiesa agostiniana annessa al monastero dove morì santa Rita, 1457.<br />
Su progetto dell'ingegnere del Vaticano monsignor Spirito Maria Chiapetta, l'edificio venne modificato in corso d'opera da Giuseppe Martinenghi.<br />
Ai fianchi del portale si trovano dieci formelle a rilievo realizzate di Eros Pellini con <em>Storie della vita di santa Chiara</em>. Sull'architrave corre l'iscrizione tratta dall'antico sarcofago della santa ""Salve Rita vas amoris, sponsa Christi dolorosa / tu de spinis Salvatoris pulchra nasceris ut rosa"". Salve Rita vaso d'amore sposa di Cristo dolorosa / tu dalle spine del Salvatore bella nasci come una rosa.<br />
L'interno, a croce greca con bracci absidati, è di struttura bizantineggiante. Tutto intorno al perimetro della struttura si aprono le logge del matroneo.<br />
L'abside principale è stato rinnovato nel 1981 dagli architetti Caproni, Genco, Srimieri. L'<strong>altare maggiore</strong>, su disegno di Giuseppe Martinenghi, è decorato da rilievi con l'<em>Ultima Cena</em> di Eros Pellini e custodisce il ""Corpus Christi"", il culto fu riconosciuto da Bonifacio IX. Gli arredi sono opera del grande scultore contemporaneo Giacomo Manzù. Molto bello il tabernacolo ovale con al centro una rosa tra spighe di grano e tralci di vite ed il crocifisso con croce a forma di palme d'ulivo.<br />
Gli affreschi, <em>Ultima Cena</em>, sono opera di Luigi Filocamo, le vetrate con <em>miracoli eucaristici</em> di Armando Marrocco.<br />
La zona centrale del santuario è coperta da una cupola dove il pittore Luigi Montanarini ha raffigurato la colomba e la gloria dei santi agostiniani.<br />
L'abside d'ingresso è stato affrescato da Silvio Consadori nel 1956; i personaggi in processione si recano ad adorare la croce,&nbsp;a sinistra l'autoritratto dell'artista coperto da un mantello verde e con un libro rosso in mano. Ai lati sono gli <em>altari di santa Lucia e di san Giuseppe</em>.<br />
L'abside detta dell'Assunta è stata dipinta da Gisberto Ceracchini, con <em>L'Assunzione di Maria al cielo</em>, nel 1950 poco dopo la proclamazione del dogma da parte di Pio XII. Il disegno delle vetrate, <em>Storie della vita di Maria</em>, è di Consadori.<br />
Nell'abside di santa Rita si trova un piccolo quadro della <em>Madonna del Buon Consiglio</em>, XVIII secolo, e la pergamena con cui papa Pio XII elevò la chiesa a santuario il primo agosto 1955. I dipinti sono di Ferruccio Ferrazzi.<br />
La <strong><em>cappella di santa Rita</em></strong><em>, in cui è <strong>custodito il suo corpo</strong>,</em> si apre dietro una grande cancellata in ferro battuto. Sotto l'altare della <em>cappella della Consolazione</em> è invece conservato il corpo del beato agostiniano Simone Fidati (1295-1348), grande scrittore e predicatore che portò a Cascia il ""Corpus Christi"" oggi custodito nell'altare maggiore. Il miracolo avvenne nel 1330 a Siena: un sacerdote, mentre andava a portare la comunione ad un infermo, pose l'ostia nel breviario. Giunto a casa del malato vide che l'ostia era diventata sangue, le macchie di sangue avevano la forma di un profilo di volto umano.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Nella notte tra il 21 e il 22 maggio di ogni anno Cascia tributa a santa Rita una festa grandiosa, le Celebrazioni Ritiane, in cui a momenti puramente celebrativi si alternano spazi di riflessione e liturgia.</p>
<strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
All'ingresso di Cascia si trova un grande parcheggio che grazie ad ascensori e scale mobile college con il centro storico e il santuario di santa Rita.<br />
Nei dintorni merita una visita il centro di Roccaporena, paese natale della santa, ove si possono ancora ammirare la casa, oggi trasformata in cappella, dove la santa visse, lo scoglio della preghiera, in cui meditava, il roseto e l'orto del miracolo, dove in un freddo inverno del 1457 pochi giorni prima della sua morte, fiorì una rosa e maturò un fico. "	Cascia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.7169225	13.011907299999962	Cascia	54007	""	""		[  ]	""
78	Attrattore	it_IT	3523954	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-pesca-del-lago-trasimeno	Museo della Pesca del Lago Trasimeno	"Il Museo della Pesca si trova lungo la via principale del caratteristico borgo di San Feliciano che sorge sulle sponde del lago Trasimeno.<br />
&nbsp;"	""	Museo della Pesca del Lago Trasimeno	"Il Museo della Pesca si trova lungo la via principale del caratteristico borgo di San Feliciano che sorge sulle sponde del lago Trasimeno. <p>Nelle sale del museo si illustra&nbsp;l'origine e l'evoluzione del Trasimeno che ebbe origine circa un milione e settecentomila anni fa quando, in seguito a movimenti tettonici, si creò una depressione nel livello del suolo in cui si raccolsero le acque. Nel corso dei secoli la linea della riva subì variazioni notevoli per evitare le quali, nel XV secolo, Braccio da Montone, fece realizzare un emissario artificiale. Nel XX secolo venne poi realizzato un secondo &nbsp;emissario dallo sfruttamento eccessivo del quale deriva il notevole abbassamento del livello lago avvenuto negli ultimi anni.<br />
<br />
Il percorso si&nbsp; articola in quattro grandi sale (alba, mezzogiorno, pomeriggio, sera) dedicate alle tecniche della pesca dalla preistoria al periodo attuale; interessanti a tale proposito i pesi da rete in terracotta per reti da posta e a strascico risalenti all'età del Bronzo ed al periodo etrusco-romano o le esche in pietra sempre di epoca preistorica; tra gli acquarelli va citato quello di Elio Pasquali che rappresenta la tecnica di pesca detta ""gorro"" eseguita con una grande rete a strascico e quello che riproduce la lavorazione delle piante palustri, che, sino a pochi decenni orsono, venivano utilizzate per realizzare reti, ceste e corde per la pesca, oltre che per alcuni tipi di lavori artigianali come l'impagliatura delle sedie e il rivestimento di damigiane e fiaschi.<br />
Lo sviluppo della pesca lacustre seguì le vicende della diffusione del Cristianesimo. A partire da quest'epoca infatti si vennero sperimentando nuove tecniche di pesca con impianti fissi per sopperire alla maggiore richiesta di pesce che proveniva dalla città di Perugia in particolare durante il periodo della Quaresima.<br />
Seguono l'esposizione di strumenti utilizzati per la pesca, una sala multimediale a forma di barcone e due grandi acquari che documentano la fauna ittica che oggi popola il lago.</p> "	Magione | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1421257	12.203915000000052	Magione	54026	""	""		[  ]	""
79	Attrattore	it_IT	3580938	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-del-leone	Rocca del Leone	Ubicata all'interno dell'abitato di Castiglione del Lago, la Rocca del Leone domina la parte orientale di questo che si protende verso il Lago Trasimeno.&nbsp;	""	Rocca del Leone	"<p>Datazione: XII SECOLO<br />
Attuale uso: Anfiteatro<br />
Proprieta: Pubblica&nbsp;</p>

<p>Ubicata all'interno dell'abitato di Castiglione del Lago, la Rocca del Leone domina la parte orientale di questo che si protende verso il Lago Trasimeno.&nbsp;</p> <p>L'influenza della costruzione sul centro, ha determinato probabilmente anche le origini del suo nome, attraverso un processo di fusione di suoni dal nome originario del castello, Castello del Leone, a Castillonem, poi Castiglione.L'attuale struttura della Rocca è a forma di pentagono irregolare con mura merlate alla guelfa, difesa agli angoli principali da quattro torri; un imponente mastio triangolare (alto più di 30 metri) è posizionato all'interno della cinta muraria.<br />
I lavori per la sua realizzazione si intrapresero all'inizio del XII secolo, quando era imperatore Federico II di Svevia, per inserirlo nel sistema difensivo centrale che, partendo dalla Puglia, attraversava tutta l'Italia.<br />
Durante la guerra tra Perugia ed Arezzo avvenuta alla fine del 1100, il preesistente Castello del Leone, venne ridotto in rovina da Enrico IV di Franconia e nel corso del 1297 i magistrati perugini decisero di fortificare l'abitato e di costruire una rocca all'interno del castello.<br />
Gli interventi resero possibile la realizzazione della formidabile Rocca.<br />
Durante il ‘300 furono realizzati alcuni interventi da frate Elia Coppi da Cortona e dall'architetto senese Lorenzo Maitani. Come tutti i castelli di importanza strategica subì svariati attacchi durante il XIV e tutto il XV secolo, fino a quando Giampaolo Baglioni vi stabilì la propria residenza nel 1503, disponendone successivamente il restauro e l'ampliamento del complesso.<br />
Fu innalzato un ulteriore tratto di mura, in parte tutt'ora visibili, che partiva dal Palazzo ed arrivava nelle vicinanze del Mastio; questi aveva un sistema di accesso costituito da scale di legno poggianti su pianerottoli che, in caso di attacco, venivano ritirate.<br />
Gli interventi aggiuntivi ed il sistema interno al Mastio lo fecero considerare uno tra i castelli europei del ‘500 più difficili da espugnare .<br />
Nel 1550 il papa Giulio III promosse il luogo a marchesato consegnandolo in giurisdizione alla sorella ed al nipote Ascanio I Della Corgna.<br />
Nel 1554 Ascanio I provvide a realizzare all'interno della cinta muraria una serie di giardini all'italiana ed a sostituire due torri con bastioni cilindrici, poiché la superficie tonda dava maggiore sicurezza in seguito alla comparsa dei cannoni; inoltre fece realizzare il palazzo signorile restaurando edifici trecenteschi, pare su disegno del Vignola.<br />
La rocca è stata di proprietà della stessa famiglia fino alla morte di Fulvio II avvenuta nel 1647; poi passò sotto la giurisdizione della Camera Apostolica e dal 1860 è di proprietà del Comune di Castiglione del Lago.&nbsp;</p>

<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
AA. VV. (1992), <em>Guide De Agostini – UMBRIA, </em>Novara, Istituto Geografico De Agostini<br />
AA.VV. (2004), <em>Umbria - Piccoli Centri della Provincia di Perugia</em>, Cannara (PG), Arti Grafiche Antica Porziuncola<br />
Amoni D. (2000), <em>Castelli Fortezze e Rocche dell'Umbria, </em>Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme&nbsp;</p> "	Castiglione del Lago | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1277231	12.052688999999987	Castiglione del Lago	54009	""	""		[  ]	""
80	Attrattore	it_IT	4406625	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trota-al-tartufo-nero	Trota al tartufo nero	Ingredienti e ricetta di uno dei piatti tipici della tradizione umbra.&nbsp;	""	""	"Ingredienti <p>2 trote<br />
3 tartufi neri<br />
Succo di limone<br />
Aceto di vino rosso<br />
2 spicchi d'aglio<br />
Olio extravergine di oliva</p> Alla scoperta di due prodotti davvero unici: la trota e il tartufo. Un binomio vincente a tavola.<br />
<br />
Preparazione <p>La prima cosa da fare è pulire le trote e lavarle bene; dopo averle asciugate, lessatele in acqua salata. Togliere con cura la pelle, le lische e le pinne. Disponete i filetti di pesce uno accanto all'altro su un piatto da portata. Nel frattempo, lavorate in un mortaio i tartufi che avrete precedentemente pulito. Aggiungete poi l'aceto, l'aglio e il succo di limone. Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa ben amalgamata e riscaldatela con un po' di olio extravergine di oliva. A questo punto, non resta che versarla sulle trote e servirle.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi33.png/7e7aeec4-b9f1-4e58-b1ec-89b78102df5d?t=1423749276421	43.1421257	12.203915000000052	""		""	""		[  ]	""
81	Attrattore	it_IT	4435068	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tris-di-bruschette-umbre	Tris di bruschette umbre	Qualche idea semplice ma appetitosa per un pranzo unico e tradizionale.	""	""	"Ingredienti <p>3 fette di pane<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Aglio<br />
Sale<br />
Origano<br />
Pepe<br />
Tartufo nero<br />
Olive nere</p> La ricetta di un antipasto che non può mancare sulla vostra tavola: scegliete la vostra variante preferita e stupirete tutti gli invitati!<br />
<br />
Preparazione <p>Tagliate il pane facendo delle fette alte circa 2 centimetri. Tostatelo da entrambi i lati in forno o su una griglia, così da renderlo croccante e ben abbrustolito. Sfornate le fette e, ancora calde, strofinatele con l'aglio. Nel frattempo, avrete già preparato i tre tipi di condimento: la prima bruschetta con un paté di tartufo nero; la seconda con una salsa a base di olive nere o verdi, a seconda della vostra preferenza; la terza - e più semplice – con olio extravergine di oliva, origano, sale e pepe. Posizionatele su un piatto da portata e servite.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
82	Attrattore	it_IT	4752016	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-casa-contadina	Museo della Casa Contadina - Corciano	Il Museo è nato nel 1976 grazie alla passione di alcuni cittadini e della locale Pro Loco, alla cui iniziativa si deve la ricerca e la raccolta di oggetti legati al lavoro dei campi e alle attività domestiche e artigianali.&nbsp;	""	Museo della Casa Contadina - Corciano	"Il Museo è nato nel 1976 grazie alla passione di alcuni cittadini e della locale Pro Loco, alla cui iniziativa si deve la ricerca e la raccolta di oggetti legati al lavoro dei campi e alle attività domestiche e artigianali.&nbsp; <p>Ulteriori donazioni hanno nel tempo arricchito la collezione, impedendo la dispersione di un patrimonio che testimonia il passato agricolo di Corciano, oggi investito, al pari di numerosi altri centri della regione, da un imponente sviluppo industriale. Pur ispirandosi alle condizioni di vita di una famiglia che risiedeva all'interno delle mura cittadine, il Museo documenta il più ampio contesto rurale in cui si svolgeva il lavoro contadino e l'economia di sussistenza ad esso collegata. Gli ambienti in cui sono custoditi gli oggetti domestici e gli attrezzi agricoli ricostruiscono infatti quelli di una tradizionale casa contadina: il fondo-stalla, il granaio, la cucina e la camera da letto. Nel fondo, insieme ad oggetti che solitamente corredavano una tipica cantina rurale (la botte, il ""bigoncio"", i fiaschi), è sistemato il manufatto di maggior rilievo della raccolta corcianese, un telaio ligneo corredato dagli accessori per le attività di tessitura-filatura (fusi, naspi, conocchie e rocche). Nella cucina, dominata dal focolare attorno al quale si svolgevano le principali attività domestiche, e al contempo fulcro della vita sociale della casa, sono esposti un versatoio, l'""ascina"" per il bucato e la madia, un rustico mobile di legno utilizzato per la preparazione del pane. La camera è arredata da un letto in ferro su cui si trova il tradizionale saccone di foglie che serviva da materasso. Vi sono inoltre esposti il ""prete"", il ""girello"" per i bambini, il lavamano, lenzuola e asciugamani ricamati. Una serie di foto d'epoca e di immagini sacre contribuisce alla ricostruzione dell'ambiente sociale e religioso della società contadina dell'Ottocento corcianese.</p> "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
83	Attrattore	it_IT	4752281	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-municipale	Palazzo Municipale - Corciano	""	""	Palazzo Municipale - Corciano	"Il palazzo Municipale di Corciano si trova lungo corso Cardinale Luigi Rotelli. <p>Fu edificato intorno alla metà del XVI secolo dai duchi Della Corgna che dopo l'elezione al soglio pontificio di Giulio III (1550), zio di Fulvio della Corgna, realizzarono imponenti residenze nei territori a loro soggetti tra cui Corciano, Pieve del Vescovo, Castiglion del Lago e Città della Pieve.&nbsp; Il palazzo passò poi ai Doni, famiglia imparentata con i Della Corgna, che lo vendettero a Innocenzo Massini; questi lo cedette al conte Ungaro Oddi che lo utilizzò come casa di villeggiatura; passò poi alla famiglia Innamorati. L'Amministrazione Comunale acquisì il palazzo nel 1887 pagando a Luigi Innamorati 800 scudi.</p>

<p>Il palazzo sorse sopra abitazioni di epoca medievale di cui sono visibili tracce lungo tutto il perimetro esterno. La facciata è costituita da un avancorpo centrale rientrante su cui poggiano due avancorpi laterali. La realizzazione dell'edificio, contemporanea ai restauri del Castello di Pieve del Vescovo promossi dal vescovo Fulvio della Corgna, è variamente attribuita agli architetti Alessi e Vignola.</p>

<p>Articolato in tre piani, collegati tra loro sia esternamente che internamente il palazzo aveva nei piani inferiori i depositi le scuderie; al di sopra era il piano nobile o di rappresentanza con le sale affrescate da Salvio Savini, artista manierista di matrice zuccaresca. All'ultimo piano era l'appartamento privato. L'edificio, completamente ristrutturato nel 1980, conserva al piano terra una raccolta Paleontologica e una di reperti archeologici.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p> "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
84	Attrattore	it_IT	5016124	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gnocchi-al-ragu-di-agnello	Gnocchi al ragù di agnello	"<p>Ingredienti e ricetta di un piatto tipico di Perugia</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	""	"Ingredienti <p><strong>Per gli gnocchi:</strong><br />
700 grammi di patate<br />
200 grammi di farina<br />
1 uovo<br />
<br />
<strong>Per il ragù:</strong><br />
400 grammi di agnello<br />
Rosmarino<br />
Spicchi di aglio<br />
Cipolla<br />
Pomodori pelati<br />
Vino bianco<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Pecorino grattugiato<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione <p>Iniziate mettendo a bollire le patate con la buccia; una volta cotte, scolatele e pelatele. Dopodiché schiacciatele e impastatele con farina e uovo. Dovete lavorare manualmente fino a ottenere un impasto solido.<br />
Staccate dei pezzetti di pasta e trasformatele con l'aiuto di una forchetta per dare la tipica forma di gnocco. Fateli riposare su un tagliere.<br />
Nel frattempo preparate il ragù. Tritate la cipolla, l'aglio e il rosmarino e mettete tutto a soffriggere con l'olio extravergine di oliva.<br />
A questo punto, potete aggiungere l'agnello che avrete precedentemente tagliano a bocconcini piccoli. Fate rosolare per circa dieci minuti e copritelo con un po' di vino.<br />
Aggiungete pomodoro e lasciate sulla fiamma per almeno un'ora.<br />
Cuocete gli gnocchi e conditeli con il ragù. A piacere, spolverate il piatto con pecorino grattugiato.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
85	Attrattore	it_IT	5015742	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palomba-alla-ghiotta	Palomba alla ghiotta	"<p>La ricetta di un piatto tipico umbro</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	Palomba alla ghiotta	"Ingredienti <p>Colomba selvatica<br />
Vino rosso<br />
Olive nere secche<br />
Spicchi d'aglio<br />
Aceto<br />
Foglie di salvia<br />
Un pizzico di sale<br />
Limone<br />
Olio extravergine d'oliva<br />
Pepe<br />
Rosmarino</p> Preparazione <p>Cuocete la palomba – una sorta di piccione selvatico – allo spiedo o al forno. Cospargetela con olio e sale in base al vostro gusto. Mettetevi sotto un contenitore, così da raccogliere il grasso che cadrà dalla carne.<br />
Nel mentre, cuocete le interiora in un tegame di terracotta e insaporite il tutto con vino rosso, aceto, almeno due spicchi d'aglio e olio extravergine. Potete dare un tocco in più aggiungendo mezzo limone, rosmarino, salvia e olive nere.<br />
Lasciate cuocere a fuoco lento per circa tre ore. In questo modo il liquido si rapprenderà.<br />
Una volta pronta, immergete la palomba nella salsa che si è formata. Fatela a pezzi e lasciatela sul fuoco per altri dieci minuti.<br />
Servite in piatti fondi e accompagnate con pane tostato.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
86	Attrattore	it_IT	5335260	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-vicus-borgo-antico-martis-tudertium	Il Vicus (BORGO ANTICO) Martis Tudertium	La costruzione della romana&nbsp;via Flaminia<strong><em>,</em></strong>&nbsp;risalente alla seconda metà del III secolo a.C., aveva inizialmente una funzione di tipo militare e impiantava un'arteria di rapido collegamento fra Roma e il mare Adriatico. &nbsp;La presenza di un'infrastruttura come questa condizionò pesantemente l'evoluzione delle popolazioni limitrofe, portando un'apertura culturale, economica e sociale.&nbsp;	""	Il Vicus (BORGO ANTICO) Martis Tudertium	"<p>La costruzione della romana <strong><em>via Flaminia,</em></strong> risalente alla seconda metà del III secolo a.C., aveva inizialmente una funzione di tipo militare e impiantava un'arteria di rapido collegamento fra Roma e il mare Adriatico. &nbsp;La presenza di un'infrastruttura come questa condizionò pesantemente l'evoluzione delle popolazioni limitrofe, portando un'apertura culturale, economica e sociale.&nbsp;</p> <p>I piccoli insediamenti sorti come <em>stationes,</em> destinate al cambio dei cavalli o all'ospitalità dei viandanti, tesero gradualmente ad assumere i connotati di centri organizzati e complessi detti <em>vici</em>: agglomerati di edifici con tutte le caratteristiche architettoniche di un borgo antico.</p>

<p>Anche la diffusione della nuova religione cristiana, a partire dal II-III secolo d.C., iniziò la sua ascesa nelle zone periferiche della penisola, avvalendosi anche del formidabile supporto della rete stradale romana: la Flaminia divenne così uno dei canali privilegiati.</p>

<p><br />
Le invasioni barbariche e la decadenza dell'Impero, resa quest'ultima sempre più macroscopica nel corso del IV-V secolo d.C., portarono all'abbandono delle aree limitrofe alla strada, ormai non più sicuri luoghi di aggregazione e ritornando ai vecchi insediamenti di collina molto più facilmente difendibili.</p>

<p>Intorno alla chiesa di <strong>S.Maria in Pantano</strong>, realizzata nei secoli VII-VIII sfruttando un preesistente edificio romano, del quale se ne conservano ancora notevoli parti, si collocava il <strong><em>Vicus Martis Tudertium</em></strong>, attestato da numerose epigrafi provenienti da questa località, e da identificare con la <strong><em>Statio ad Martis</em></strong> sulla Flaminia.</p>

<p>Le operazioni di scavo hanno permesso di portare alla luce una serie di edifici con un invidiabile stato di conservazione dei muri perimetrali, dimostrando così l'esistenza del <em>vicus </em>dalle imponenti dimensioni, che copriva un'area di circa sette ettari, quindi l'esatta ubicazione del tratto della via Flaminia.</p> "	Massa Martana | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.7817411	12.528255700000045	""		""	""		[  ]	""
87	Attrattore	it_IT	5365403	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/monti-martani	Monti Martani	II massiccio dei Monti Martani si trova al centro dell'Umbria e si estende con andamento nord-sud per circa 45 Km.	Monti Martani, umbria	Monti Martani	"II massiccio dei Monti Martani si trova al centro dell'Umbria e si estende con andamento nord-sud per circa 45 Km. <p>I Martani hanno fianchi prevalentemente dolci solcati da valloni, dovuti alla presenza di rii torrentizi asciutti per la maggior parte dell'anno.<br />
L'alto grado di permeabilità delle rocce calcaree e la presenza del sistema di faglia hanno permesso l'instaurarsi di una circolazione idrica sotterranea profonda e complessa, in alcuni casi l'erosione dell'acqua ha prodotto forre molto profonde, con doline e inghiottitoi dovuti alla dissoluzione dei calcari; non mancano, infine, cavità e grotte.<br />
&nbsp;<br />
Le cime dei Martani sono per lo più arrotondate ed hanno carattere prativo.</p>

<p>Tra i boschi sicuramente più interessanti segnaliamo innanzitutto i sempreverdi, caratterizzati in primo luogo dal Leccio.<br />
Si segnalano inoltre, il Corbezzolo, il Terebinto , il Lentisco, l'Erica, L'Olivastro ed il bellissimo Pino d'Aleppo.<br />
&nbsp;<br />
Per quanto riguarda la fauna la sua diversificazione è legata alla varietà di ambienti vegetali sopra esaminati.<br />
Tra gli invertebrati vanno ricordati due splendidi insetti: la Farfalla del Corbezzolo (Charaxes jasius) una splendida farfalla diurna di grandi dimensioni e dai colori tipicamente tropicali, purtroppo sempre più rara, intimamente connessa al Corbezzolo (Arbutus unedo), pianta della quale il bruco si nutre; ed il Cerambice del Faggio (Rosalia alpina), un raro coleottero cerambicide, contraddistinto da una livrea celeste-cenere con elitre punteggiate da macchie nere vellutate, la cui esistenza è particolarmente legata ai boschi di Faggio.<br />
&nbsp;<br />
Tra gli Anfibi si segnala la bella e rara Salamandra pezzata e la piccola Salamandrina dagli occhiali. Per i Rettili ricordiamo il Cervone e la Vipera comune.<br />
&nbsp;<br />
Tra gli uccelli si segnalano: la Poiana, lo Sparviero ed altri rapaci diurni e notturni. Si segnala, inoltre, la presenza di specie rare come il Picchio verde, il Picchio rosso maggiore, il Martin Pescatore ed il Passero solitario. I Mammiferi, pur presenti in un certo numero di specie, sono di difficile osservazione per il ""non specialista"", la loro presenza è ricavabile solo da un'attenta analisi del terreno.<br />
Tra di essi si segnalano: l'Istrice, lo Scoiattolo, la Volpe, la Donnola, la Puzzola, la Faina e il Tasso.<br />
&nbsp;<br />
A metà degli anni ottanta per iniziativa della Regione Umbria nacque il Martani Trekking.<br />
Si tratta di un percorso ""a doppio anello"" o ""ad otto"" che si sviluppa su terreni diversi: sulle creste erbose e sulle dorsali ammantate dei boschi, tra i piccoli paesini medievali, su strade storiche e su sentieri: un percorso adatto ai tre tipi di escursionismo: a piedi, a cavallo e in mountain-bike.</p> "	Acquasparta | Giano dell'Umbria | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.573353	12.668104500000027	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
88	Attrattore	it_IT	5365457	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-capitano-del-popolo	Palazzo del Capitano del Popolo - Assisi	Il palazzo del Capitano del Popolo si trova in piazza del Comune a sinistra della chiesa di Santa Maria Sopra Minerva.	""	Palazzo del Capitano del Popolo - Assisi	"Il palazzo del Capitano del Popolo si trova in piazza del Comune a sinistra della chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. Costruito tra la metà del XIII secolo ed il 1282, fu ripristinato ampiamente nel restauro del 1927, quando il tetto originario venne sostituito da una merlatura guelfa che corona anche la vicina torre campanaria.<br />
Il palazzo ha tre ordini di finestre ai quali corrispondono altrettanti piani interni; al piano terra si aprono tre ampi archi a tutto sesto che accolgono ancora oggi attività commerciali.<br />
Da notare la base dell'adiacente torre del Popolo, costruita tra il 1275 ed il 1305, dove si trovano murate le misure delle tegole e dei mattoni utilizzati per le costruzioni del periodo. "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.07115	12.614799100000027	Assisi	54001	""	""		""	""
89	Attrattore	it_IT	20441298	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-amelia	Chiesa di San Francesco - Amelia	Nel 1287, stando alle cronache, frate Bartolomeo di Amelia fondò la chiesa di San Francesco dedicata inizialmente ai Santi Filippo e Giacomo. I lavori furono condotti da maestranza umbre, come il Menucci di Amelia, il Giovanni Di Nicola di Castel dell'Aquila, tra il 1401 ed il 1406.&nbsp;	""	Chiesa di San Francesco - Amelia	"Nel 1287, stando alle cronache, frate Bartolomeo di Amelia fondò la chiesa di San Francesco dedicata inizialmente ai Santi Filippo e Giacomo. I lavori furono condotti da maestranza umbre, come il Menucci di Amelia, il Giovanni Di Nicola di Castel dell'Aquila, tra il 1401 ed il 1406.&nbsp; <p>Nel 1447 i maestri Francesco e Guglielmo di Lombardia eressero il campanile. La muratura in pietra concia squadrata è visibile all'interno del campanile, mentre all'esterno mostra un'altra muratura, a sacco rasata, come una fodera costruita verosimilmente nel Settecento. Tra il ‘500 e il ‘600 la chiesa fu rinnovata per costruire la cantoria; furono eretti archi che soffocarono una cappella ora sconsacrata. A questo periodo si riferisce il rifacimento delle fonti di luce nell'abside e nell'aula. Nel sec. XVIII ci fu il rifacimento della chiesa, infatti le finestre furono rialzate più in alto della linea di gronda del coronamento originale. Al 1942 risale l'ultimo rifacimento ad opera dei Salesiani, quando il convento fu trasformato in Convitto.</p>

<p>L'esterno della chiesa si presenta ancora nella sua veste tardo romanica, con influssi gotici, soprattutto lungo i lati e nella parete absidale. La facciata, opera dei maestri scalpellini locali, di fattura semplice ed armoniosa in conci di travertino finemente lavorati, risale al 1401. Essa risulta divisa in due sezioni da una cornice dentellata; nella parte superiore vi è un doppio rosone concentrico ed incorniciatura sottotetto con motivo di archetti lobati, che formano la cuspide. Nella parte inferiore è il portale composto da elementi inseriti in successivi rimaneggiamenti (sia il rosone che il portale apparterrebbero all'originario edificio duecentesco). Il campanile, crollato in seguito al terremoto del 1915, fu ricostruito nel 1932 su progetto dell'ingegnere Gioacchino Santori.</p>

<p>L'interno, a croce latina, con le sue linee vagamente barocche, è stato ristrutturato nel 1767. Da segnalare, nella parte destra, la cappella intitolata a Sant'Antonio (dovuta al lombardo Antonio Pini), che ha mantenuto l'originario aspetto quattrocentesco ed i sei sepolcri della nobile famiglia Geraldini, fra cui spicca il ""Sepolcro di Matteo ed Elisabetta"", monumentale opera di Agostino di Duccio (1477).</p>

<p>Da notare il bel prospetto settecentesco dell'organo posto nella cantoria, sopra il portale d'ingresso; la meccanica originale è stata sostituita negli anni cinquanta. Nell'ingresso, a sinistra, entro l'ambiente scala d'accesso alla cantoria, è recentemente affiorata una bella porzione di affresco medioevale.</p> "	Amelia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
90	Attrattore	it_IT	2506706	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-vallingegno	Abbazia di Vallingegno	L'abbazia di Vallingegno sorge sulla cima di una collina a pochi chilometri da&nbsp;<b>Gubbio</b>, immersa nella bella natura della campagna umbra.	""	""	"<div>L'abbazia di Vallingegno sorge sulla cima di una collina a pochi chilometri da <b>Gubbio</b>, immersa nella bella natura della campagna umbra.</div>

<div>
<p>Il periodo di fondazione dell'abbazia non è noto, ma è già citata nella ""Legenda Sancti Verecundi"", del sec. VII, dove si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana.</p>

<p>Probabilmente di origine pagana - si parla infatti di un tempietto dedicato al dio Genio, da cui il nome Vallis Genii - l'abbazia, officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione, avvenuta intorno al 1442.</p>

<p>Il complesso attuale è composto dalla chiesa, dal monastero e dal campanile a vela, eretto sulla muratura della torre.</p>

<p><b>All'interno della chiesa</b>, a navata unica, si conservano tracce degli impianti preesistenti, in particolare nella cripta, a pianta quadrata con pilastro centrale a rinforzo della volta a crociera, vi sono capitelli scolpiti secondo stilemi antecedenti all'XI secolo.</p>

<p>All'abbazia sono legati molti fatti della vita di <b>San Francesco</b>. Le fonti la ricordano come il luogo in cui Francesco cercò rifugio dopo essere stato aggredito nei pressi di Caprignone; l'accoglienza del priore non fu delle migliori e al Santo furono assegnate mansioni da sguattero. Anni dopo, il priore dell'abbazia tornò a chiedergli perdono: da quel momento in poi, durante i frequenti pellegrinaggi verso La Verna, Francesco riceverà spesso ospitalità proprio a Vallingegno.</p>

<p>Si narra inoltre che nella stalla del monastero il Santo, commosso per la morte di un agnellino ucciso dal morso di una scrofa crudele, avesse lanciato una maledizione all'animale, che morì dopo tre giorni di sofferenze.</p>
</div> "	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	Vallingegno	6024	""	""
91	Attrattore	it_IT	2734729	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pieve-del-vescovo	Pieve del Vescovo	Il castello di Pieve del Vescovo, così chiamato perché da secoli è proprietà della Mensa Arcivescovile di Perugia, sorge su un verde colle che domina la valle del Caina, a un chilometro dal borgo di&nbsp;Corciano.&nbsp;	""	Pieve del Vescovo	"<p>Contesto:&nbsp;rurale<br />
Datazione:&nbsp;XVI SECOLO</p>

<p>Il castello di Pieve del Vescovo, così chiamato perché da secoli è proprietà della Mensa Arcivescovile di Perugia, sorge su un verde colle che domina la valle del Caina, a un chilometro dal borgo di&nbsp;Corciano.&nbsp;</p> L'edificio fortificato, dalla struttura imponente e massiccia,&nbsp; ha pianta quadrangolare con cortile interno e quattro torri d'angolo.<br />
Disposto su tre livelli, intorno al 1570 fu trasformato su progetto dell'architetto Gaelazzo Alessi in lussuosa residenza signorile, perdendo le sue rigide caratteristiche difensive.&nbsp;<br />
L'impostazione tardo rinascimentale, per la quale furono progettati anche splendidi giardini pensili e una peschiera ingentilisce l'edificio.<br />
All' interno si trovano ampi saloni affrescati da Taddeo Zuccari, &nbsp;la cappella dedicata a San Giovanni Battista, le segrete e le scuderie.<br />
Le prime notizie storiche sul sito risalgono al 1206, quando una Bolla di Innocenzo III pose la pieve di S. Giovanni sotto la giurisdizione del vescovo di Perugia; questa nel 1394 fu occupata da nobili perugini fuoriusciti e nel 1396 venne fortificata con mura di cinta ed alte torri da Biordo Michelotti che nel castello celebrò fastosamente il suo matrimonio con una principessa Orsini.<br />
Tra il 1560 e il 1570, per volere del cardinale Fulvio I Della Corgna, l'edificio fortificato fu trasformato in palazzo residenziale su progetto dell'architetto Galeazzo Alessi. Nella seconda metà dell'Ottocento fu residenza dell'arcivescovo di Perugia Gioacchino Pecci (poi papa Leone XIII).<br />
Nell' Ottocento fu gravemente danneggiata mentre durante l'ultimo conflitto mondiale diventò sede di una guarnigione militare. Il castello fu poi abbandonato, vertendo in uno stato di quasi totale degrado fino a quando nel 1999 la Scuola &nbsp;Edile di Perugia non ha dato inizio ai restauri.&nbsp;<br />
Dal maggio 2005 &nbsp;il Castello è &nbsp;diventato sede&nbsp; del&nbsp;Museo Diocesano Diffuso di Pieve del Vescovo. "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		""	""
92	Attrattore	it_IT	2592642	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/complesso-di-san-francesco-a-montone	Complesso di San Francesco a Montone	"<span style=""color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.8px;"">Il complesso di San Francesco a Montone è un ex insediamento francescano risalente al XIV secolo, costituito dalla chiesa gotica, dalla pinacoteca ospitata nell'adiacente convento e da un chiostro risalente al XVI-XVII secolo.</span>"	chiesa, Sa Francesco, Montone, museo	""	"<p>Il <strong>complesso di San Francesco a Montone </strong>è un ex insediamento francescano risalente al XIV secolo, costituito dalla chiesa gotica, dalla pinacoteca ospitata nell'adiacente convento e da un chiostro risalente al XVI-XVII secolo.</p>

<p><strong>La chiesa</strong></p>

<p>La chiesa, edificata nel XIV secolo, divenne successivamente il tempio della potente famiglia Fortebracci, che aveva la signoria del territorio.<br />
Lo stile è quello tipico degli ordini mendicanti: un'architettura caratterizzata da decorosa semplicità e da ampi spazi, di modo che i fedeli potessero ascoltare le prediche e seguire i riti senza ingombri visivi.<br />
La chiesa è infatti a navata unica, con copertura a capriate.<br />
La luce entra dalle monofore delle pareti laterali e dalle tre finestre, tra cui una bifora centrale, aperte sull'<strong>abside</strong> di forma poligonale.<br />
Questa è decorata dagli affreschi, purtroppo lacunosi, che Braccio da Montone commissionò al ferrarese Antonio Alberti, il quale, tra il 1422 e il 1424, dipinse episodi della vita di San Francesco e scene del Giudizio Universale. Di notevole interesse è inoltre il coro ligneo della fine del XV secolo.&nbsp;<br />
In <strong>contraffacciata</strong> e lungo la<strong> parete sinistra </strong>si possono individuare vari lacerti di affreschi databili al XIV e al XV secolo, tra cui un volto di San Giovanni Battista (attribuito a Berto di Giovanni, allievo del Perugino), un martirio di San Sebastiano e una scena della cena a casa del Fariseo.<br />
Alla stessa parete è addossato un'altare in pietra, realizzato nel XV secolo per volontà del conte Carlo Fortebracci come ex voto per la nascita del figlio Bernardino, decorato successivamente dal perugino Bartolomeo Caporali con un affresco raffigurante Sant'Antonio di Padova tra il Battista e l'Arcangelo Raffaele che reca per mano Tobiolo.<br />
Sempre alla parete sinistra si trova il Bancone dei Magistrati, realizzato in legno intagliato e intarsiato con motivi ispirati alle grottesche da un anonimo artista del XVI secolo.<br />
Fu l'allora padre guardiano del convento Stefano Cambi a commissionare Il bancone, destinato ad accogliere i Priori che assistevano alle funzioni religiose.<br />
Lungo la<strong> parete destra</strong>, si deve forse al generoso contributo di Margherita Malatesta, moglie di Carlo Fortebracci, la realizzazione dell'altare che ospitava un gonfalone dipinto da Bartolomeo Caporali, oggi nel museo comunale.<br />
Seguono altri lacunosi affreschi votivi, tra cui una Madonna della Misericordia, una Santa Caterina d'Alessandria attribuibile a un pittore perugino della fine del XIV secolo, e un episodio della Nascita della Vergine, forse parte di un ciclo decorativo più ampio dedicato al tema delle Storie della Vergine.<br />
Poco prima dell'abside, si aprono due nicchie che presentano affreschi di anonimo umbro del XV secolo, l'uno raffigurante una Vergine in trono col Bambino e Santi e l'altro Sant'Antonio da Padova, San Bernardino da Siena e committente.<br />
Degno di nota è infine il cinquecentesco<strong> portale ligneo intarsiato</strong>, opera del marchigiano Antonio Bencivenni da Mercatello, posto sul portico della chiesa, in esterno.<br />
Oltre ad essere alta testimonianza dell'arte umbra medievale e moderna, San Francesco ospita oggi numerose esposizioni di arte contemporanea e fotografia, che si fondono magnificamente con l'ambiente della chiesa.</p>

<p><strong>La pinacoteca</strong></p>

<p>Nel convento, annesso alla chiesa, dal 1995 è allestito il complesso museale di San Francesco, che ospita pitture, argenti e paramenti sacri di grande valore artistico, provenienti dall'omonima chiesa e da altre del territorio limitrofo.<br />
Tra le opere che si possono ammirare all'interno della pinacoteca, meritano menzione il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la Madonna della Misericordia, un gruppo ligneo del XIII secolo rappresentante la Deposizione dalla Croce, un tempo nella pieve di San Gregorio Magno fuori le mura, e ancora l'Annunciazione realizzata da Tommaso di Arcangelo detto il Papacello (scuola di Luca Signorelli) per la chiesa di San Fedele.<br />
Vi è infine una piccola sezione etnografica dedicata ala cultura orientale africana, il ""Tamburo parlante"", curata dall'antropologo Enrico Castelli.</p>

<p><strong>Informazioni</strong></p>

<p>Via San Francesco - Montone (PG)<br />
Telefono: 075 9306535 - Fax: 075 9306535&nbsp;<br />
montone@sistemamuseo.it<br />
Orari di apertura:<br />
da ottobre a marzo - sabato e domenica 10.30-13.00/15.00-17.30,<br />
da aprile a maggio - venerdì, sabato e domenica 10.30-13.00/15.30-18.00,<br />
da giugno a settembre - venerdì, sabato e domenica 10.30-13.00/16.00-18.30,<br />
chiuso il 25 dicembre e il 01 gennaio.<br />
Ingresso:<br />
intero 4,00 euro,<br />
ridotto 3,00 euro (per studenti universitari, gruppi oltre le 15 unità, over 65, soci Touring Club Italiano),<br />
ridotto B 2,00 euro per scolaresche e ragazzi tra 7 e 18 anni,<br />
gratuito per bambini fino a 6 anni e residenti nel comune di Montone.<br />
Visite guidate:<br />
euro 50,00 + biglietto di ingresso, durata 1 ora,<br />
per le scuole euro 30,00 + biglietto di ingresso;<br />
i gruppi per le visite guidate possono avere un massimo di 30 partecipanti.</p> "	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3623228	12.32368729999996	Montone	54033	""	""		""	""
93	Attrattore	it_IT	2734917	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/anfiteatro-romano	Anfiteatro Romano	Costruito nella prima metà del I° secolo. E' rimasto solo qualche muro della cavea, sfruttata per ricavarvi alcune abitazioni medievali. Conserva la forma tipica ellittica originaria.&nbsp;	""	Anfiteatro Romano	Costruito nella prima metà del I° secolo. E' rimasto solo qualche muro della cavea, sfruttata per ricavarvi alcune abitazioni medievali. Conserva la forma tipica ellittica originaria.&nbsp; 	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		""	""
94	Attrattore	it_IT	2735062	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-domeni-1	Chiesa di San Domenico	La chiesa di San Domenico a Narni, ubicata lungo via Mazzini, sorge sul luogo, ove secondo la tradizione, si trovava un' antico tempio dedicato alla Minerva.&nbsp;Eretta nel XII secolo, la chiesa era in origine l'antica cattedrale della città dedicata a Santa Maria Assunta. &nbsp;	""	Chiesa di San Domenico	"La chiesa di San Domenico a Narni, ubicata lungo via Mazzini, sorge sul luogo, ove secondo la tradizione, si trovava un' antico tempio dedicato alla Minerva.&nbsp;Eretta nel XII secolo, la chiesa era in origine l'antica cattedrale della città dedicata a Santa Maria Assunta. &nbsp; Assunse il nome di San Domenico nel 1304 quando con bolla papale fu assegnata ai frati di questo ordine.<br />
La facciata, del tipo a capanna, presenta una fisionomia eterogenea essendo stata più volte trasformata.<br />
Si riferiscono al periodo romanico &nbsp;lo splendido portale d'ingresso con cornice marmorea ricca di bassorilievi raffiguranti <em>girali vegetali</em> che racchiudono <em>clipei con busti degli apostoli</em> e le mensole della cornice con <em>protome umane </em>e <em>animali</em>.<br />
Al XIII secolo data invece l' apertura del grande finestrone al posto di una trifora decorata a mosaico di cui restano ancora visibili le tracce sopra il portale.<br />
L'interno è diviso in tre navate da pilastri con cappelle laterali.<br />
Sulle pareti sono visibili affreschi che vanno dal XIII alla fine del XVI secolo. Di particolare rilievo nel secondo pilastro a destra una <em>Crocifissione</em> attribuita ad Maestro della Dormitio, al quale si possono ricondurre anche le decorazioni con <em>Santi</em> che corrono verticalmente nelle facce contigue. Infondo alla navata sinistra degno di nota l'affresco con <em>Madonna fra i Santi Domenico e Tommaso</em> della scuola di Pier Matteo d' Amelia della fine del XV secolo.<br />
Addossato al pilastro dell'arco trionfale era un pregevole tabernacolo rinascimentale in marmo della scuola di Agostino di Duccio, oggi trasferito nella Pinacoteca Civica.<br />
A sinistra, nella grande <em>cappella del Rosario</em>, affrescata &nbsp;nella seconda metà del Quattrocento da artisti fiamminghi con <em>storie della Genesi</em>, sono ospitati materiali paleontologici del Pleistocene superiore e archeologici rinvenuti nel territorio.<br />
Nei sotterranei di San Domenico si trova inoltre una chiesetta protoromantica a unica navata che conserva tracce di affreschi databili tra XII e XIV secolo. "	Narni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423749273521	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		""	""
95	Attrattore	it_IT	2735036	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-bevignate	Chiesa di San Bevignate	La chiesa di San Bevignate si trova alle porte di Perugia, in via&nbsp;E. Da&nbsp;Pozzo, di fronte al cimitero monumentale.	""	Chiesa di San Bevignate	"La chiesa di San Bevignate si trova alle porte di Perugia, in via&nbsp;E. Da&nbsp;Pozzo, di fronte al cimitero monumentale. <p>Alla sua edificazione, intorno alla metà del XIII secolo, concorse una complessa serie di fattori: il movimento dei flagellanti di Raniero Fasani, che, partito dal capoluogo umbro nel 1260, si diffuse ovunque in Italia; il nuovo ceto del popolo, che, assunta la preminenza politica, sentì la necessità di legittimarsi con un proprio tempio ed un proprio santo e scelse il misterioso Bevignate, mai canonizzato e del quale non esiste documentazione certa. Infine le numerose esperienze di vita eremitica insediatesi in quell'area e la presenza dei templari che avevano bisogno di una nuova chiesa in sostituzione a quella di San Giustino d'Arna. Proprio i templari riuscirono ad ottenere dal pontefice il patronato dell'edificio.<br />
Dopo la distruzione dell'ordine, nel 1312 la chiesa passò ai cavalieri di San Giovanni Gerosolimitano, poi alle monache di San Giovanni e più tardi a varie confraternite fino a quando nel 1860, divenuta proprietà dello Stato, fu affidata al Comune di Perugia.<br />
La chiesa si presenta esternamente disadorna secondo il modello di edifici fatti costruire dai templari in Palestina. All'interno, a navata unica con due campate coperte da crociera e abside quadrata rialzata introdotta da arco trionfale, conserva affreschi due-trecenteschi di grande importanza come la <em>Processione dei flagellanti</em>, la<em> Lotta tra templari e mussulmani</em>, la<em> Leggenda di san Bevignate</em>, sul mantello del quale figurano graffiti incisi tra la fine del XV&nbsp; e il XVI secolo da pellegrini, fedeli e cavalieri templari.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Bibliografia</strong><br />
Mancini F. F. &amp;&nbsp; Casagrande G. (1982), <em>Perugia. Guida storico-artistica</em>, Bologna, Fotometalgrafica Emiliana.<br />
Roncetti M., Scalpellini P. et al. (1997), Templari e ospitalieri in Italia. <em>La chiesa di S.Bevignate a Perugia</em>, Milano.<br />
Montella M. (1993) (a cura di), <em>Perugia</em>, Perugia, Electa Editori Umbri.<br />
T.C.I. (2004), <em>Umbria</em>, Milano, Touring Editore.</p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		""	""
96	Attrattore	it_IT	3035079	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-faustino	Abbazia di San Faustino	Isolata nei pressi di Villa San Faustino, frazione di Massa Martana, l'abbazia fu costruita sopra un insediamento di epoca romana, come si evince da alcuni ruderi ancora presenti vicino all'edificio religioso.	""	Abbazia di San Faustino	"Isolata nei pressi di Villa San Faustino, frazione di Massa Martana, l'abbazia fu costruita sopra un insediamento di epoca romana, come si evince da alcuni ruderi ancora presenti vicino all'edificio religioso. La chiesa era, in età romana, una villa di residenza estiva, appartenuta all'amministratore della colonia romana di Todi, Giulio Marciano, e di sua moglie Onesta. La coppia era stimata e rispettata dalla popolazione, come testimonia la lapide, oggi alla destra della trifora di facciata, in cui sono riportati i giudizi positivi degli abitanti nei confronti dell'ufficiale romano.<br />
La villa andò poi in rovina e si deve all'intervento dei benedettini, intorno all'anno Mille, la ricostruzione di un edificio con il materiale di recupero della casa romana. I frati, per prima cosa, si occuparono della bonifica della zona, quindi cominciarono a costruire l'abbazia, edificando la chiesa con l'abside, il presbiterio, il portico ed infine il convento.<br />
L'uso del materiale romano è testimoniato anche dalle tre metope che si ritrovano in facciata e nella zona absidale.<br />
La prima documentazione in cui è nominata l'abbazia di San Faustino risale al 1104.<br />
La pianta è molto semplice, a unica navata con il soffitto coperto da capriate lignee e abside semicircolare. La facciata, restaurata nel 1956, è preceduta da un portico arioso e conserva in alto una trifora con accanto un frammento romano raffigurante bucrani e rosoni, anche questo riutilizzato dalla peesistente struttura.<br />
Esternamente l'abside è scandita da pilastri e conserva in basso una finestra rettangolare che da luce alla cripta.<br />
L'interno è stato alterato nel corso dei secoli, che ha visto anche la demolizione del presbiterio sopraelevato a copertura della cripta, che probabilmente fu demolita o crollò agli inizi del 1700.<br />
A seguito di ciò vennero interrati i sarcofagi, fu livellato il pavimento e innalzato l'altare maggiore.<br />
Con i restauri effettuati negli anni cinquanta del Novecento, l'altare fu abbattuto e tornarono alla luce i due sarcofagi, in uno dei quali furono rinvenute le reliquie di san Faustino.<br />
Oggi, sulla parete destra, si conserva una porta, dalla quale, passando per il coro, si accedeva al convento. I benedettini, infatti, come detto, avevano eretto anche un convento, adiacente alla chiesa abbaziale, che oggi è stato trasformato in abitazioni. "	Massa Martana | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	43.4429522	12.44858929999998	Massa Martana	54028	""	""		[  ]	""
97	Attrattore	it_IT	3035231	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/catacomba-di-villa-san-faustino	Catacomba di Villa San Faustino	Si estende in località Grotta Traiana, nella piccola frazione di Villa San Faustino nel comune di Massa Martana, a breve distanza dal tracciato antico della via Flaminia e dal Ponte Fonnaia	""	Catacomba di Villa San Faustino	"Si estende in località Grotta Traiana, nella piccola frazione di Villa San Faustino nel comune di Massa Martana, a breve distanza dal tracciato antico della via Flaminia e dal Ponte Fonnaia <p>È l'unica catacomba nota dell'Umbria e una preziosa testimonianza della diffusione del cristianesimo arrivato in questo territorio già dal IV secolo d..C proprio attraverso la Flaminia., che dovette continuare a svolgere il suo ruolo di collegamento e di mezzo di penetrazione, pur rivelando un declino nella frequentazione. La sistemazione definitiva dell'ingresso e della lunga galleria rende agevole la visita al sepolcreto ipogeico, basato sul sistema dei ""loculi"", che riflette il senso comunitario che animava i primi cristiani.</p>

<p>Segnalata nel 1691 dagli eruditi abitanti della zona col nome di Grotte di Traiano, la catacomba fu riscoperta nel 1900 e agli inizi degli anni Quaranta interessata da due campagne di scavo che liberarono dalla terra la maggior parte delle gallerie, poi utilizzate come rifugio antiaereo durante gli anni del Conflitto. Lavori di sistemazione volti a rendere agibile l'ipogeo al pubblico si sono susseguiti tra il 1996 e il 1997, nel corso dei quali è emersa una nuova area di frequentazione ubicata sulla superficie circostante la catacomba, relativa ad una piccola basilica funeraria destinata a funzioni più strettamente cultuali.<br />
La catacomba si sviluppa attraverso un corridoio rettilineo lungo circa 22 m, che penetra all'interno della collina fino ad una profondità di circa 7 m dal piano di campagna; da questo si dipartono quattro gallerie, due su ogni lato, di cui una con andamento semicircolare, larghe circa 1,50 m con copertura a volta schiacciata. Lungo le pareti si aprono file sovrapposte di loculi di varie misure, spesso chiusi da tegoloni, e aventi, come oggetti di corredo, semplici lucerne in terracotta mentre sul pavimento sono state scavate alcune formae, chiuse anch'esse con tegole, che recano segni circolari incisi prima della cottura. L'assenza di iscrizioni, in genere apposte sulle lastre di chiusura delle tombe che presentavano il nome del defunto, fa ritenere una appartenenza della catacomba ad un ceto non alfabetizzato. Le lucerne e gli altri materiali recuperati indicano una frequentazione dell'area compresa tra il IV e il V secolo d.C.</p>

<p>Il termine antico per designare questi luoghi è coemeterium, che deriva dal greco e significa ""dormitorio"". Il termine catacomba, che in origine definiva soltanto l'importante complesso di San Sebastiano sulla via Appia, fu poi esteso a tutti i cimiteri cristiani.</p> "	Massa Martana | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.7346311	12.532765799999993	Massa Martana	54028	""	""		""	""
98	Attrattore	it_IT	3035292	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-andrea-apostolo	Chiesa di Sant'Andrea Apostolo	Passeggiando lungo la centrale via Cavour di Spello, poco dopo la chiesa di Santa Maria Maggiore, si incontra la chiesa dedicata a Sant'Andrea.	""	Chiesa di Sant'Andrea Apostolo	"Passeggiando lungo la centrale via Cavour di Spello, poco dopo la chiesa di Santa Maria Maggiore, si incontra la chiesa dedicata a Sant'Andrea. Nel 1253 il beato Andrea Caccioli (1194-1254), che secondo la tradizione ricevette il saio direttamente dalle mani di Francesco, vi insediò una delle prime comunità di Frati Minori. La facciata conserva il portale romanico, mentre il rosone è stato distrutto per far spazio ad una finestra cinquecentesca. La pianta è a croce latina ed ha una navata unica.<br />
All'interno una grande tavola del Pintoricchio commissionata da Gentile Baglioni raffigurante la Madonna con il Bambino tra santi (1508). Molto interessante il Crocifisso su tavola di un ignoto maestro locale seguace di Giotto (XIV secolo) posto dietro il trecentesco altare maggiore. "	Spello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		""	""
99	Attrattore	it_IT	3035384	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pieve-di-san-gregorio-in-nido	Pieve di San Gregorio in Nido	"La pieve di San Gregorio si trova lungo la strada che unisce Castel Ritaldi a Colle del Marchese.<br />
La facciata, restaurata dopo il terremoto del 1997, è costituita da un'alternanza di strati orizzontali di pietra bianca e rossa, sulla quale si apre un portale a rincassi."	""	Pieve di San Gregorio in Nido	"La pieve di San Gregorio si trova lungo la strada che unisce Castel Ritaldi a Colle del Marchese.<br />
La facciata, restaurata dopo il terremoto del 1997, è costituita da un'alternanza di strati orizzontali di pietra bianca e rossa, sulla quale si apre un portale a rincassi. L'arco d'ingresso, al disopra del quale si legge la data di realizzazione&nbsp; della facciata, il 1141, è decorato da un susseguirsi di scene e figure: in basso a sinistra è un leone dalla cui bocca esce un tralcio che corre per tutta la lunetta e finisce nella bocca di un leone all'altra estremità. Dopo il leone da sinistra è rappresentato un uomo che addenta un grappolo d'uva, Sansone a cavalcioni del leone; un leone e un grifo che addentano il racemo fiorito; nella chiave dell'arco è una figura femminile, forse la Speranza; seguono un biscione alato, animali in lotta; e un pavone che con il becco cerca di spezzare il racemo.<br />
Al di sopra del portale si scorge una finestra ad arco policentrico con ai lati due piccole nicchie, ornate sul fianco interno da due colonne poggiate su una mensola ed coronate da un capitello ionico. Intorno sono i simboli degli Evangelisti sono due Demoni fiancheggiati da figure di Profeti.<br />
La stella del rosone originario è stata bizzarramente montata sul campanile a vela.<br />
L'interno della chiesa, completamente rifatto, presenta unica navata coperta da capriate lignee.<br />
La notizia documentaria più antica sulla chiesa risale al 1066; la primitiva costruzione fu in parte rifatta nel 1141 forse a causa di dissesti strutturali. La pieve è stata l'antica parrocchia di Castel Ritaldi fino al 1828, anno in cui il titolo venne trasferito all'interno del paese. "	Castel Ritaldi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.8249193	12.638743400000067	Castel Ritaldi	54008	""	""		""	""
100	Attrattore	it_IT	3035342	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-del-buon-riposo	Eremo del Buon Riposo	In un luogo isolato, posto sul monte Citerone, già ai tempi di Francesco esisteva un romitorio, costituito da alcune grotte naturali.	""	Eremo del Buon Riposo	"In un luogo isolato, posto sul monte Citerone, già ai tempi di Francesco esisteva un romitorio, costituito da alcune grotte naturali. <p>Il luogo sembra abbia acquisito la denominazione attuale di Buon Riposo, dalle parole pronunciate dallo stesso San Francesco che in questo eremo era solito fermarsi quando si recava a La Verna. L'eremo ospitò molti religiosi come Sant'Antonio da Padova, San Bonaventura, San Bernardino da Siena e il Beato Francesco da Pavia. La possibilità di visita è condizionata alla presenza dei gentili proprietari.</p>

<p>Fonti: ""La via di Francesco"" – Edizioni San Paolo S.r.l.</p> "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi31.png/fd1b61cd-6cf7-4e09-8219-3a8f24d252bf?t=1423749276046	43.4474327	12.192489199999955	Città di Castello	54013	""	""		""	""
101	Attrattore	it_IT	3035412	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pozzo-di-san-patrizio	Pozzo di San Patrizio	Al centro di Orvieto, vicino ai giardini che comprendono resti etruschi, si trova il pozzo di San Patrizio, seconda attrazione cittadina dopo il Duomo.	""	Pozzo di San Patrizio	"Al centro di Orvieto, vicino ai giardini che comprendono resti etruschi, si trova il pozzo di San Patrizio, seconda attrazione cittadina dopo il Duomo. <p>Il pozzo di San Patrizio venne realizzato nel XVI secolo per garantire acqua alla cittadina in ogni momento dell'anno, in caso di calamità oppure per un prolungato stato di assedio.</p>

<p>L'area in cui fu edificato il pozzo è interessante da più punti di vista. Consigliamo la visita innanzi tutto per il suggestivo panorama che si può ammirare su tutta la valle orvietana ma anche per la vicinanza con il tempio etrusco del Belvedere e la rocca, oggi sistemata a giardino pubblico. L'ingresso si trova accanto alla stazione superiore della funicolare, ideata per rendere più agevole il collegamento tra la parte inferiore e la parte superiore della rupe, quindi è anche facilmente raggiungibile.</p>

<p>Il pozzo di San Patrizio fu fatto scavare da papa Clemente VII che si era rifugiato ad Orvieto durante il sacco di Roma nel 1527. Il progetto volle affidarlo al fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane. Durante le assenze del Sangallo i lavori furono diretti da Giovanni Battista da Cortona, mentre le parti decorative sono di Simone Mosca. Nel 1532 alla profondità di duecento piedi si trovò anche un sepolcro pre-etrusco. Si scavò prima nel tufo e poi nell'argilla e, raggiunta la falda acquifera, si ricostruì in mattoni il profondo cilindro. I lavori finirono nel 1537.<br />
A sezione circolare è profondo sessantadue metri e largo tredici. Intorno alla canna del pozzo girano a spirale due scale a chiocciola progettate in maniera tale da correre sovrapposte l'una all'altra senza però comunicare tra loro: ciò serviva a far si che le persone con i muli che si recavano nel fondo del pozzo ad attingere acqua non intralciassero il cammino di chi, dopo essersi procurato l'acqua, stava risalendo in superficie.<br />
Ogni scala ha duecentoquarantotto scalini comodissimi, facili da scendere anche per le bestie da soma. Le scale prendono luce da settantadue finestre centinate aperte nella canna. La luce viene diminuendo a mano a mano che si discende, fino a diventare penombra. In fondo alla canna un piccolo ponte collega le due scale.<br />
La parte esterna del pozzo, consiste in una larga e bassa costruzione cilindrica, è decorata da gigli farnesiani di Paolo III, nella quale si aprono due porte ai punti diametralmente opposti.<br />
Sul fondo il livello dell'acqua, alimentata da una sorgente naturale, si mantiene costante per via di un emissario che fa defluire la quantità eventualmente in eccesso. Il ponte che unisce le due scale è sempre praticabile.<br />
Il pontefice incaricò anche Benvenuto Cellini di coniare una medaglia, oggi conservata ai musei Vaticani, con la scritta ""UT POPULUS BIBAT"" (""perché il popolo beva""), dove è rappresentato Mosè che colpisce con la verga una roccia da cui sgorga l'acqua davanti al popolo ebreo in fuga, mentre uno di essi ne attinge con una conchiglia.<br />
Sull'entrata la scritta ""quod natura munimento inviderat industria adiecit"" (""ciò che non aveva dato la natura, procurò l'industria"") celebra la potenza dell'ingegno umano capace di sopperire le carenze della natura.<br />
Purtroppo Clemente VII non vide mai realizzata l'opera, che fu portata a termine quando sul soglio pontificio sedeva Paolo III Farnese. Oggi è possibile visitare il pozzo, per intero, diventato museo.</p>

<p>L'etimologia del nome è piuttosto strana, in effetti questo pozzo è stato collegato ad un'enorme cavità, quasi senza fine, che si trova in Irlanda. In passato si pensava addirittura che questa cavità fosse collegata con il mondo dell'aldilà, cioè che oltre questa si aprissero le porte del Purgatorio. Qui san Patrizio, che in Irlanda fece opera di evangelizzazione per molto tempo, amava ritirarsi in preghiera.<br />
Il papa, che conosceva bene la storia del santo decise di dedicargli il pozzo perché gli ricordava, vista la sua profondità, il baratro irlandese in cui il santo pregava. Di conseguenza il pozzo da militare acquisì con il nuovo nome un'aurea di sacralità. Oggi con l'espressione ""pozzo di san Patrizio"" si usa anche indicare una riserva misteriosa e sconfinata di ricchezze.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Orvieto | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337	42.7232297	12.11923360000003	Orvieto	55023	""	""		""	""
102	Attrattore	it_IT	3035458	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-di-belvedere	Santuario della Madonna di Belvedere	Il Santuario, in cui si venera un'antichissima immagine della Madonna, si trova a circa cinque chilometri da Città di Castello, lungo la S.R. Apecchiese che, valicando l'Appennino, giunge fino al mare Adriatico.	""	Santuario della Madonna di Belvedere	Il Santuario, in cui si venera un'antichissima immagine della Madonna, si trova a circa cinque chilometri da Città di Castello, lungo la S.R. Apecchiese che, valicando l'Appennino, giunge fino al mare Adriatico. &nbsp;La chiesa sorge sul bel colle di Caprano, oggi chiamato Belvedere, e fu costruita in stile barocco negli anni 1669-84 su progetto di Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni. Presenta una pianta ottagonale con quattro brevi bracci, coperta da cupola. Dinanzi all'ingresso si erge un portico semicircolare; varcata la porta si può ammirare la preziosa bussola realizzata da un valente artigiano nel 1883. Tra le opere più importanti conservate all'interno del Santuario si ricorda il Martirio di San Vincenzo, dipinto da Giovanni Ventura Borghesi nel 1699, collocato nella cappella laterale destra dedicata al santo. In fondo alla chiesa domina l'altare maggiore al cui interno è collocata l'immagine prodigiosa della Vergine Maria. Nel corso del tempo la devozione verso la Madonna di Belvedere andò via via aumentando ed il Santuario divenne uno dei centri mariani più conosciuti dell'Italia centrale e la sua fama arrivò fino a Roma, tanto che nel 1703 la sacra immagine fu solennemente incoronata con licenza del Capitolo Vaticano. Dal piazzale antistante la chiesa si gode uno splendido panorama non solo sulla città, con i suoi campanili, ma anche sull'Alta Valle del Tevere, dal monte della Verna fino a Monte Acuto, nei pressi di Umbertide. 	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.3186037	12.216432299999951	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
103	Attrattore	it_IT	3180761	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/area-archeologica-di-scoppieto	Area Archeologica di Scoppieto	<p>Il sito esteso in località Scoppieto, nel comune di Baschi, occupa un pianoro dominante la valle del Tevere, in una zona ricca di giacimenti di argilla, di acqua e terre fertili.</p>	""	Area Archeologica di Scoppieto	"<p>Il sito esteso in località Scoppieto, nel comune di Baschi, occupa un pianoro dominante la valle del Tevere, in una zona ricca di giacimenti di argilla, di acqua e terre fertili.</p> <p>La visita allo scavo archeologico rappresenta il punto di partenza o di arrivo di un itinerario naturalistico - archeologico da effettuare nel Parco fluviale del Tevere, che offre un panorama degli insediamenti sorti in antico in funzione del fiume, agile mezzo di comunicazione e trasporto. La visita trova essenziale complemento in quella dell'Antiquarium comunale di Baschi, dove sono esposti i materiali messi in luce nell'area archeologica.</p>

<p>Le indagini, in corso dal 1995 da parte dell'Università degli Studi di Perugia, hanno riportato in luce un santuario di IV secolo a.C. su cui si impostò, dalla fine del I secolo a.C., un complesso produttivo di ceramiche. Cessata l'attività, l'area si trasformò in un quartiere residenziale fino al IV secolo d.C. L'officina, in funzione per circa un secolo, fabbricava vasellame da tavola detto ""terra sigillata"" , dal nome del timbro – sigillum – che serviva ad imprimere sulle matrici dei vasi i motivi decorativi. Oltre a coppe, tazze, piatti e ciotole, dalla caratteristica superficie levigata di colore rosso corallo, venivano prodotti anche lucerne e laterizi. Dall'area sinora scoperta, estesa per circa 2000 mq., sono riemerse le postazioni regolarmente allineate dei vasai, che sedevano vicino ad una vasca per l'argilla, al tornio e a un braciere; in situ si svolgevano anche le altre fasi della lavorazione, dalla depurazione dell'argilla alla cottura dei prodotti; le firme degli artigiani scoppietani apposte sulla ceramica consentono di risalire alla rete di distribuzione delle merci, diffuse su larga scala in tutto il bacino del Mediterraneo, attraverso la via fluviale del Tevere, estremamente vicina ed economica.</p> "	Baschi | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410	42.7234679	12.292881999999963	Baschi	55007	""	""		""	""
104	Attrattore	it_IT	20441416	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/mura-poligonali-amelia	Mura poligonali - Amelia	La città di Amelia, difesa a nord da uno sperone roccioso, è quasi per intero inanellata da possenti ed antichissime Mura Poligonali (VI e IV secolo a.C.).	""	Mura poligonali - Amelia	"La città di Amelia, difesa a nord da uno sperone roccioso, è quasi per intero inanellata da possenti ed antichissime Mura Poligonali (VI e IV secolo a.C.). <p>Quest'opera monumentale è eccezionale per estensione, vetustà e stato di conservazione. Le mura pre romane le più antiche si trovano all'interno del centro storico tra il teatro Sociale e la porta della Valle dove esisteva un perimetro più interno databile al VII – VI secolo a.C. Sono costituite da grandi blocchi di calcaree e a differenza delle altre in superficie sono ancora allo stato grezzo.</p>

<p>La seconda cerchia più esterna, la quale può essere ricondotta al IV – III secolo a.C. a seguito del notevole ampliamento urbano e alla minaccia di Roma, è sicuramente la più scenografica e turisticamente attrattiva dell'intera cinta. Si estende, ai due lati della centralissima Porta Romana per circa 800 metri ed è formato da blocchi megalitici detti poligonali per la loro forma geometrica, ma non regolare.</p>

<p>Nella parte superiore, e in altri punti della cinta l'opera difensiva invece è di periodo tardo romano e medievale. Questa muratura è senz'altro meno interessante della pre romana, ma contribuisce a dare continuità allo sviluppo dell'imponente perimetro difensivo di Amelia unico nel suo genere.<br />
Da segnalare sul lato Nord –Est uno degli ingressi originari alla cinta muraria, sopraelevato rispetto al piano stradale, la cosiddetta ""Porta del Sole"". I viaggiatori europei del ‘ 700 impressionati dalla massa dei blocchi e dalla possanza delle mura diffusero la credenza che la cinta fosse opera della mitica popolazione dei Pelasgi.</p> "	Amelia | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
105	Attrattore	it_IT	20441543	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-nacci-amelia	Palazzo Nacci - Amelia	L'edificio mostra le diverse fasi costruttive, infatti fu iniziato nel XIV secolo, accorpando tre edifici e fu ultimato nel secolo successivo.	""	Palazzo Nacci - Amelia	"L'edificio mostra le diverse fasi costruttive, infatti fu iniziato nel XIV secolo, accorpando tre edifici e fu ultimato nel secolo successivo. La facciata è divisa da due linee marcapiano, una con motivi di ovuli di origine romana, l'altra dentellata.<br />
Sono visibili nei piani superiori tracce di finestre di tipo guelfo con, sull'architrave in bassorilievo, lo stemma della famiglia Nacci.<br />
Da menzionare l'ingresso, sul lato di Via Pellegrino Carleni, con il bellissimo portale in travertino con decorazione in bassorilievo e il cortile del Palazzo con elegante scalinata ed una loggia ornata da colonne corinzie.<br />
Il palazzo è di proprietà privata. "	Amelia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
106	Attrattore	it_IT	20441364	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cisterne-romane-amelia	Cisterne romane - Amelia	Le cisterne sono situate sotto l'attuale piazza Matteotti, corrispondente alla piazza pubblica di età romana (forum), all'estremità settentrionale dell'abitato di Amelia.	""	Cisterne romane - Amelia	Le cisterne sono situate sotto l'attuale piazza Matteotti, corrispondente alla piazza pubblica di età romana (forum), all'estremità settentrionale dell'abitato di Amelia. Si tratta del principale monumento di ingegneria idraulica progettato in epoca romana, che il visitatore potrà esplorare attraverso un suggestivo percorso nell'Amelia sotterranea, alla scoperta del patrimonio culturale ipogeo. L'imponente costruzione è stata realizzata tra II e I secolo a.C., quando Amelia fu elevata a rango di municipio e dotata di una serie di infrastrutture funzionali (mura, terrazzamenti, strade). Composta da un grande ambiente rettangolare (57,50 x 19,60 metri) suddiviso in dieci vani paralleli coperti con volte a botte (alti in media 5,70 metri) scavati nella roccia calcarea e successivamente rivestiti internamente da una muratura in opera incerta, è caratterizzata da un nucleo in cementizio e da un paramento di pietre sbozzate incastonate nel nucleo. Eccezionale è lo stato di conservazione, con ancora in situ tutti i componenti fondamentali per il funzionamento dell'intero complesso, che comprendono il sistema di adduzione dell'acqua, il dispositivo interno di regolazione del livello massimo dell'acqua e il sistema di svuotamento della cisterna. 	Amelia | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
107	Attrattore	it_IT	2534651	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-silvestro-a-bevagna	Chiesa di San Silvestro a Bevagna	"<span style=""color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.8px;"">La chiesa di San Silvestro a Bevagna: testimonianza dell'architettura religiosa e&nbsp;</span><span style=""color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.8px;"">dello stile romanico&nbsp;</span><span style=""color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.8px;"">umbro.</span>"	San Silvestro, Bevagna, chiesa, Umbria	""	"<p>Sulla suggestiva piazza Silvestri del piccolo borgo di&nbsp;<strong>Bevagna</strong>&nbsp;si affaccia la&nbsp;<strong>chiesa di San Silvestro</strong>, alta testimonianza dell'architettura religiosa umbra e compendio di tutte le caratteristiche dello stile romanico del luogo.</p>

<p><strong>Descrizione</strong></p>

<p>Fondata nel 1195, come recita l'iscrizione posta a lato del portale di ingresso, la basilica mostra una&nbsp;<strong>facciata</strong>&nbsp;incompleta, che doveva probabilmente essere composta da due ordini sovrapposti ed essere coronata da un campanile, come la chiesa di San Michele, dall'altro lato della piazza.</p>

<p>Sotto la cornice orizzontale, decorata con rilievi figuranti scene di caccia, draghi, protomi umane ed animali, si aprono tre finestre, una trifora al centro e due bifore ai lati. La trifora è retta da colonne binate di marmo di recupero ed è riccamente decorata con motivi vegetali; le bifore sorgono su colonnine tortili le cui basi sono costituite da capitelli rovesciati.</p>

<p>In basso, il bel portale incassato è decorato con tralci di vite e animali in lotta.</p>

<p><strong>L'interno&nbsp;</strong>della chiesa, semplice e severo, ma al contempo monumentale, è a tre navate erette su tozze colonne. Degna di nota è la copertura a semibotte delle due navate laterali, motivo raro negli edifici religiosi umbri.</p>

<p>In fondo alla navata centrale, il presbiterio è sensibilmente rialzato sulla cripta, raccolta e mistica, a unica sala con due colonne che sostengono le volte a crociera.</p>

<p><strong>Curiosità</strong></p>

<p>Il paese di Bevagna e la chiesa di San Silvestro hanno fatto da sfondo al set per il terzo film dedicato a&nbsp;<strong>San Francesco&nbsp;</strong>di Luciana Cavani, andato in onda su Rai Uno nel 2014.</p> "	Bevagna | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.93728550000001	12.60926829999994	Bevagna	54004	""	""		[  ]	""
108	Attrattore	it_IT	2734807	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-monaldi	Rocca Monaldi	"Rocca Monaldi si erge isolata nei pressi di Magione, contornata da folta vegetazione.<br />
Con molta probabilità fu eretta nel XIV secolo, ma nel corso del tempo subì alcuni cambiamenti per renderla più conforme all'uso abitativo."	""	Rocca Monaldi	"<p>Contesto:&nbsp;isolato nel contesto agricolo<br />
Datazione:&nbsp;XIV SECOLO<br />
Proprieta:&nbsp;Privata</p>
Rocca Monaldi si erge isolata nei pressi di Magione, contornata da folta vegetazione.<br />
Con molta probabilità fu eretta nel XIV secolo, ma nel corso del tempo subì alcuni cambiamenti per renderla più conforme all'uso abitativo. La struttura è a pianta rettangolare con quattro bastioni agli angoli, ed è racchiusa da un'imponente cinta muraria esterna, alla quale si aggiungono altri tratti di mura a difesa del maschio. Tra le due cortine difensive si erge la residenza signorile.<br />
Fu Marco di Ceccolo Piccinino, con molta probabilità, ad edificare la fortezza, che inizialmente fu chiamata Rocca del conte Angelo, da Angelo di Giacomo Piccinino, parente di Marco, che l'abitò.<br />
Purtroppo l'otto giugno 1479 la fortezza subì un violento attacco da parte di truppe fiorentine che la danneggiarono in più parti.<br />
Con il Cinquecento la proprietà passò prima alla famiglia Baglioni, poi alla famiglia Monadi. Quest'ultima era una tra le più in vista dell'aristocrazia perugina, proprietaria anche dell'omonimo palazzo oggi in via Baglioni a&nbsp;Perugia, e fu con questa famiglia che la rocca intrecciò la sua storia fino ai primi del Novecento. Per cui dal XVI secolo in poi sarà chiamata rocca Monaldi, dal nome della famiglia che l'abitò per più tempo.<br />
Molti esponenti della casata Monaldi &nbsp;si distinsero in Umbria e non solo, Benedetto fu procuratore della Santa Sede e Vescovo di Perugia, Ludovico fu commissario apostolico a Gualdo Tadino e Carlo membro della Superiorità del Collegio La Sapienza di Perugia.<br />
Nei primi del Novecento la marchesa Nathan Monaldi era solita ospitare gli amici presentando piccoli spettacoli teatrali all'interno della rocca.<br />
Oggi la proprietà appartiene alla famiglia Veracchi. "	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423752871341	43.1421257	12.203915000000052	Magione	54026	""	""		""	""
109	Attrattore	it_IT	2772862	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-di-san-francesco	Eremo di San Francesco	Il santuario di San Francesco o Eremo francescano si trova a Monteluco, a 800 metri di altitudine, nei pressi di un antico bosco sacro e di alcune grotte naturali, frequentate da eremiti già in età paleocristiana.&nbsp;	""	Eremo di San Francesco	"Il santuario di San Francesco o Eremo francescano si trova a Monteluco, a 800 metri di altitudine, nei pressi di un antico bosco sacro e di alcune grotte naturali, frequentate da eremiti già in età paleocristiana.&nbsp; <p>Nel V secolo, vi si insediarono le comunità di eremiti fuggiti dalla Siria. Anche se le fonti sono incerte, è verosimile la tradizione secondo cui nel 1218 Francesco ricevette dai monaci benedettini la cappellina di Santa Caterina, che costituisce il nucleo più antico dell'eremo</p>

<p>L'antico oratorio di San Francesco, è situato all'interno del convento e la pietra che sorregge il cippo dell'altare pare sia stata utilizzata dal ""poverello d'Assisi"" come giaciglio.</p>

<p>Il Pozzo di San Francesco, situato nel cortile, è il luogo centrale dell'eremo; secondo la tradizione, per trovare l'acqua, il santo indicò di scavare nel punto più alto e, tra lo scetticismo dei compagni, che ritenevano il punto inadatto, l'acqua cominciò a sgorgare nel pozzo.</p>

<p>All'interno della cinta di clausura si trova la cappella di Santa Caterina d'Alessandria o Porziuncola di Monteluco; si tratta di un antichissimo romitorio, per secoli dedicato alla santa orientale che evoca il movimento eremitico siriano del VI secolo e segna l'inizio dell'eremo francescano.</p>

<p>Nel piccolo cortile a sinistra si trova la cappella di San Bernardino, eretta dieci anni dopo la morte del santo, più volte trasformata nel tempo.</p>

<p>L'oratorio di Sant'Antonio da Padova, è stato ricavato dai locali della vecchia legnaia negli anni cinquanta allo scopo di offrire spazio sufficiente ai fedeli della parrocchia durante le funzioni pastorali. Nel 1994 è stato completamente ristrutturato.</p>

<p>La piccola chiesa dei SS. Francesco d'Assisi e Caterina d'Alessandria conserva al suo interno alcune opere rilevanti: la cappella di destra è dedicata al beato Leopoldo da Gaiche, effigiato nella tela d'altare di Giuseppe Moscatelli; il suo corpo è racchiuso in una cassa trasparente posta sotto l'altare.</p>

<p>Nell'altare maggiore si trova la tela Madonna col Bambino e i santi Caterina, Francesco, Antonio di Padova e Giuseppe, di Lazzaro Baldi; in alto, ai lati dell'altare Madonna delle Grazie, tela del seicento di Carlo Dolci, e Decapitazione di S. Caterina, copia di Ercole Gennari dal Guercino; l'altare e il tabernacolo intagliati in legni pregiati sono opera di frate Bernardino di Collelungo e risalgono alla fine XVII secolo; dello stesso periodo sono gli armadi di noce di fianco all'altare, fatti eseguire dal patrizio spoletino Francesco Martorelli, che custodiscono una collezione di vetri di Murano con reliquie donate dalle famiglie Barberini e Cibo. Nell'abside è collocato un piccolo coro in noce.</p>

<p>All'interno del Santuario sono ancora visibili le cellette antiche dei frati: le sette piccole celle, superstiti del vecchio dormitorio, sono le stesse, secondo la tradizione, costruite da Francesco e dai suoi compagni. La povertà dei materiali utilizzati e la loro ristrettezza sono la testimonianza più suggestiva, ma al tempo stesso più rigorosa, del significato più autentico della povertà francescana.</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423752874409	42.72278790000001	12.754034300000058	Spoleto	54051	""	""		""	""
110	Attrattore	it_IT	2772844	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/acquedotto-della-formina	Acquedotto della Formina	"<p>L'acquedotto romano detto ""Formina"" è un esteso reticolo di cunicoli e corridoi realizzati nel I secolo d.C.sotto l'impero di Tiberio, che per secoli ha assicurato l'approvvigionamento idrico della città di Narni e di tutto il territorio circostante.</p>"	""	Acquedotto della Formina	"<p>L'acquedotto romano detto ""Formina"" è un esteso reticolo di cunicoli e corridoi realizzati nel I secolo d.C.sotto l'impero di Tiberio, che per secoli ha assicurato l'approvvigionamento idrico della città di Narni e di tutto il territorio circostante.</p> <p>L'acquedotto, rimasto in funzione fino al 1924, è lungo 13 km circa e mantiene una pendenza costante. Costruito in parte in muratura ed in parte in galleria entro le montagne, si snoda lungo le pendici delle colline, attraversa tre monti con altrettanti trafori e attraverso i ponti supera alcuni corsi d'acqua. Alimentato da sei sorgenti si estende da Sant'Urbano , passando per la città vecchia e culminando nel grande serbatoio di distribuzione.</p>

<p>Il Ponte Cardona, presente lungo il suo percorso, è stato dichiarato <a href=""/-/il-centro-geografico-d-italia-peninsulare-ponte-cardona"">Centro d'Italia</a> dall'Istituto Geografico Militare, in quanto situato a uguale distanza da Nord a Sud, da Est a Ovest dell'Italia.</p>

<p>L'acquedotto della Formina è visitabile lungo una galleria di 700 metri, larga mediamente 45/50 cm. e alta da 170 a 250 cm., con il soffitto caratterizzato in buona parte dalla presenza di suggestive stalattiti bianchissime, e termina in un pozzo scavato nella roccia profondo 18 metri, da cui, attraverso una ripida scala a chiocciola, si riemerge in superficie.</p> "	Narni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		[  ]	""
111	Attrattore	it_IT	2916729	15727054	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fichi-girotti	Fichi Girotti	<p>I fichi Girotti sono un prodotto tipico della città di Amelia. Farciti di cioccolata e frutta secca, vengono prodotti e confezionati dalla famiglia Girotti dal 1830 e sono tutt'oggi un prodotto di pasticceria molto diffuso.&nbsp;</p>	""	""	"<p>I <strong>Fichi Girotti</strong> sono un prodotto tipico della città di <strong>Amelia</strong>. Farciti di cioccolata e frutta secca, vengono prodotti e confezionati dalla famiglia Girotti dal 1830 e sono tutt'oggi un prodotto di pasticceria molto diffuso.&nbsp;</p>

<p>La città di Amelia è rinomata per la produzione dei fichi secchi già dall'antichità. Si racconta, infatti, che nel medioevo ogni anno gli amerini fossero obbligati a portare al Papa ""centum pignatuli ficuum"", proprio per la loro prelibatezza.</p>

<p>La ditta Antonio Girotti fu fondata nel 1830 prendendo il nome dal suo ideatore, Antonio Girotti, il quale, patriota e carbonaro, fu un uomo di spicco durante il periodo garibaldino, arrivando anche a ricoprire alcune cariche pubbliche. La ditta passò di generazione in generazione e divenne molto famosa quando negli anni venti ne prese le redini Quirino, il quale, spinto dall'ondata di rinnovamento cui si trovava l'Italia, decise di investire in pubblicità, facendone così crescere il fatturato e la fama.&nbsp;</p>

<p>Gestita sempre dalla stessa famiglia, che oggi è arrivata alla quinta generazione, la ditta ""Fichi Girotti"" è ancora considerata una delle più antiche e rinomate del settore a livello mondiale. La particolarità e l'eccellenza risiedono anche nel <strong>metodo di produzione che è interamente eseguito a mano</strong>: dopo una selezione accurata dei fichi migliori, vengono collocati in stampini in cui vengono farciti con mandorle, noci, canditi e cacao e poi pressati, facendo acquisire loro la tipica forma a ""rotelle"".</p> "	Amelia | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.5567718	12.414636100000052	""		""	""		[  ]	""
112	Attrattore	it_IT	20441662	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-petrignani-amelia	Palazzo Petrignani - Amelia	Sito nella suggestiva Piazza Marconi, è un notevole esempio di edificio nobiliare costruito nel 1500 in stile rinascimentale. L'edificio, rimasto incompleto, fu fatto costruire da Fantino Petrigani il quale conquistò posizione nella Curia Papale sotto la protezione di Papa Gregorio XIII.&nbsp;	""	Palazzo Petrignani - Amelia	"Sito nella suggestiva Piazza Marconi, è un notevole esempio di edificio nobiliare costruito nel 1500 in stile rinascimentale. L'edificio, rimasto incompleto, fu fatto costruire da Fantino Petrigani il quale conquistò posizione nella Curia Papale sotto la protezione di Papa Gregorio XIII.&nbsp; Le vicende del palazzo sono strettamente legate a quelle dei membri della famiglia Petrignani, specialmente a Fantino e Bartolomeo.&nbsp;<br />
Il palazzo si caratterizza all'esterno, nella parte che si affaccia sull'antica Platea major, per l'imponente facciata costruita in muratura in laterizi a cortina e articolata su quattro livelli orizzontali suddivisi in cinque sale verticali di finestre di varia grandezza. Sull'asse centrale il grande portone. Quest'ultimo costituisce un ingresso incompiuto in quanto lo scalone principale per accedere ai piani superiori non fu mai costruito. Il portone ha un imbotto lavorato in travertino, dove era collocato lo stemma di Bartolomeo Petrignani, rimosso nei primi del 1900. Gli angoli del palazzo sono evidenziati da bugnato in travertino, che parte da terra e giunge sino al sottotetto.&nbsp;<br />
I caratteri stilistici degli affreschi delle sale denotano la successione delle decorazioni di diverse maestranze e sono stati attribuiti principalmente alla scuola degli Zuccari (Taddeo e Federico) per la somiglianza del ciclo amerino con quello più importante e famoso di Palazzo Caprarola, eseguito dai due fratelli. Attribuzioni anche a Livio Agresti e al suo allievo Littardo Piccioli, oltre naturalmente ai pittori fiamminghi, sicuramente autori delle grottesche che fanno da protagoniste nella decorazione delle sale del palazzo. "	Amelia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
113	Attrattore	it_IT	20671428	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-cascia	Chiesa di San Francesco - Cascia	"La prima chiesa dedicata in Cascia al Santo d'Assisi fu fondata nel 1247, ventuno anni dopo la sua morte.<br />
&nbsp;"	""	Chiesa di San Francesco - Cascia	"La prima chiesa dedicata in Cascia al Santo d'Assisi fu fondata nel 1247, ventuno anni dopo la sua morte. <p>Nel 1270, vi fu sepolto il Beato Pace francescano.&nbsp;<br />
Nel 1291, Papa Nicolò IV concesse indulgenze alla primitiva Chiesa romanica di S. Francesco, della quale restano solo laceri di mura, un'elegante bifora e il portale.<br />
La chiesa attuale fu costruita da Antonio Elemosina di Cascia, francescano, vescovo di Nebia in Corsica.<br />
I lavori, iniziati nel 1339, terminarono nei 1424.</p>

<p>Elemento di spicco della facciata, opera di maestri comacini, è l'aereo rosone, scandito da 18 archetti trilobati e 18 colonnine che s'irraggiano dal quadrilobo centrale, in cui appare Maria in gloria col Bambino il portale s'apre a strombo, con quattro colonnine per parte che sorreggono l'arco ogivale.</p>

<p>L'interno della chiesa è a croce latina, con copertura a capriate in sostituzione delle volte a crociera danneggiate dal terremoto del 1703. Sui lati sono posti degli altari, sulla sinistra il primo è &nbsp;dedicato alla Concezione, il secondo a Santa Rita, mentre sul terzo è posta una tela che raffigura San Bartolomeo, San Pietro e San Paolo. Sempre sulla sinistra, nel transetto &nbsp;è collocata una grande mostra d'altare che faceva da sfondo all'altare centrale, dipinta alla fine del XVI secolo, il dipinto centrale, opera del Pomarancio, rappresenta l'Ascensione, mentre le tele laterali vennero attribuite a Guido Reni e a Perino Cesarei.</p>

<p>Sul lato destro del transetto è posta una grande tela del Cristo con la Vergine e gli Angeli apparsi San Francesco nella Pornizucola.</p> "	Cascia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7169499	13.011882600000035	Cascia	54007	""	""		[  ]	""
114	Attrattore	it_IT	20441700	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porta-romana-amelia	Porta Romana - Amelia	Porta Romana è la più centrale e maestosa delle quattro porte che permettono l'accesso al centro storico ed è anche la più moderna delle quattro, l'aspetto attuale risale infatti al sec. XVI quando fu modificata e costruita in travertino.&nbsp;	""	Porta Romana - Amelia	"Porta Romana è la più centrale e maestosa delle quattro porte che permettono l'accesso al centro storico ed è anche la più moderna delle quattro, l'aspetto attuale risale infatti al sec. XVI quando fu modificata e costruita in travertino.&nbsp; In epoca medievale, la porta era chiamata Busolina perché vi si conservava il ""bussolo"" per le elezioni della magistratura comunale. Nel 1703, usciti indenni da un forte terremoto, gli amerini consacrarono la loro città alla Madonna Assunta ponendo una lapide nel fastigio della porta. La porta è sormontata da caditoia rinascimentale in mattoni. E' visibile, tuttora sui cardini, l'antica porta lignea, mentre nel cielo voltato a botte appare l'affresco con l'arme della città - A.P.C.A. in banda bianco argento su campo azzurro - ""Antiani Populi Civitatis Ameriae"", che significa ""GLI ANZIANI DEL POPOLO DELLA CITTA' DI AMELIA"", ovvero l'organismo elettivo più importante del libero Comune, dal tempo degli Statuti del sec. XIV, nelle epoche trascorse. "	Amelia | Storia antica	""	""	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
115	Attrattore	it_IT	20441790	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-s-giovanni-battista-arrone	Chiesa di S. Giovanni Battista - Arrone	La chiesa di S. Giovanni Battista, costruzione gotica dei sec. XIII-XIV, ha una torre quadrata ed è caratterizzata da un abside poligonale.	""	Chiesa di S. Giovanni Battista - Arrone	"La chiesa di S. Giovanni Battista, costruzione gotica dei sec. XIII-XIV, ha una torre quadrata ed è caratterizzata da un abside poligonale. L'interno della chiesa è ad una sola navata, con la copertura a travatura di legno con tre capriate. Le pareti sono dipinte con figure di Santi, fatte eseguire dalle famiglie arronesi per grazie ricevute, al fine di essere protette dalle malattie e dalle disgrazie. All'autore, al quale vengono attribuiti anche gli affreschi dell'abside, fu dato il nome convenzionale di ""Maestro del trittico di Arrone"".&nbsp; "	Arrone | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.5840254	12.768178000000034	Arrone	55005	""	""		[  ]	""
116	Attrattore	it_IT	20671490	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-pancrazio	Chiesa di San Pancrazio	Databile al XVII secolo, la chiesa di San Pancrazio si trova al centro del paese in Piazza Giorgio della Rovere.	""	Chiesa di San Pancrazio	"Databile al XVII secolo, la chiesa di San Pancrazio si trova al centro del paese in Piazza Giorgio della Rovere. La rossa facciata è suddivisa da quattro scure lesene poste, a gruppi di due, a sostegno del timpano aggettante di coronamento. In basso si apre un semplice portale architravato e, al centro, una piccola finestra quadrata, entrambi ornati da una scura cornice in stucco.<br />
L'interno ha una sola navata con cappelle laterali ed abside semicircolare, un arco trionfale separa l'area absidale dal resto della chiesa. L'abside è stata affrescata in tempi recenti. "	Castel Giorgio | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.7078199	11.979396899999983	Castel Giorgio	55009	""	""		[  ]	""
117	Attrattore	it_IT	2734899	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-sopra-minerva	Chiesa di Santa Maria sopra Minerva	"La chiesa di Santa Maria sopra Minerva rende a contribuire ancora più suggestivo lo splendido scenario di piazza del Comune, all'interno del centro storico di Assisi.<br />
Adibita al culto nel 1539 per volere di papa Paolo III, è stata realizzata all'interno di un antico tempio romano."	""	Chiesa di Santa Maria sopra Minerva	"La chiesa di Santa Maria sopra Minerva rende a contribuire ancora più suggestivo lo splendido scenario di piazza del Comune, all'interno del centro storico di Assisi.<br />
Adibita al culto nel 1539 per volere di papa Paolo III, è stata realizzata all'interno di un antico tempio romano. <p>Già a partire dall'alto Medioevo la cella del tempio venne adibita a piccola chiesa dedicata a San Donato. Passato poi ai Benedettini l'intero complesso subì un ulteriore fase di degrado in quanto destinato a casupole e botteghe. Durante il XIII secolo venne rilevato dal Comune che divise la struttura in due piani destinando il piano inferiore a carcere e quello superiore ad aula del consiglio.<br />
L'attuale aspetto dell'interno risale ai secoli XVII-XVIII; nel 1634 la chiesa, già intitolata a Santa Maria sopra Minerva dal 1539, venne rialzata e prolungata su progetto di Giacomo Giorgetti.<br />
La volta è stata interamente affrescata nella metà del XVIII secolo da Francesco Appiani con la <em>Gloria di San Filippo e Virtù Cardinali e Teologali</em>.<br />
Dello stesso periodo sono i due altari laterali, su disegno di Pietro Carattoli, la cantoria ed i coretti. L'altare di destra è ornato da una tela con la <em>Morte di Sant'Andrea Avellino</em> di Anton Maria Garbi mentre quello di sinistra da la <em>Morte di San Giuseppe</em> dipinta da Martin Knoeller. Questi artisti hanno lavorato anche in altre tele che oggi si trovano in sagrestia.<br />
L'altare maggiore è decorato da pregevoli stucchi seicenteschi.<br />
Recentemente sono stati condotti lavori di restauro che hanno portato alla luce alcune testimonianze di epoca romana come l'antica pavimentazione del tempio ed un possente muro di sostegno.</p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		""	""
118	Attrattore	it_IT	2945017	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ciriole-alla-ternana	Ciriole alla ternana	Ciriole alla ternana	""	""	"Ingredienti <p><strong>Per le Ciriole:</strong><br />
500 g di farina<br />
Acqua q.b.<br />
<br />
<strong>Per il sugo:</strong><br />
600 g di passata di pomodoro<br />
2 spicchi di aglio<br />
1 ciuffo di prezzemolo<br />
1 peperoncino piccante<br />
Olio EVO q.b.<br />
Sale q.b.</p> Le Ciriole, piatto ""povero"" della cucina umbra, sono un tipo di pasta allungata, simile ai pici toscani, con forma di serpentelli. Fatte a mano, le Ciriole non contengono uova, ma acqua e farina e il nome deriva da ""cereus"", cioè bianco come la cera, proprio per il colore tipico della pasta senza uovo.<br />
<br />
<strong>Dosi:</strong> 6 persone.<br />
<strong>Difficoltà:</strong> media.<br />
<strong>Preparazione:</strong> 30 min. (+ 60 min. di riposo dell'impasto per le Ciriole)<br />
<br />
Preparazione <p><strong>Preparazione delle Ciriole</strong><br />
Disponete la farina ""a fontana"" su un ripiano. Con le mani spostate la farina dal centro in modo da creare un ""buco"" dove verserete una quantità d'acqua sufficiente per ottenere un impasto compatto. Lasciate riposare l'impasto in un panno umido per circa un'ora.<br />
Dopo aver lasciato riposare l'impasto, lavoratelo in modo da ricavare tanti serpentelli dello spessore di circa 3-4 mm e lunghi 10-15 cm.<br />
<br />
<strong>Preparazione del sugo</strong><br />
In una padella mettete a soffriggere l'aglio, il prezzemolo e il peperoncino. Quando si saranno rosolati a sufficienza, facendo attenzione a non bruciare l'aglio, aggiungete il pomodoro e lasciatelo cuocere per una quindicina di minuti a fuoco lento. Salate a fine cottura.<br />
A questo punto potete lessare le Ciriole in abbondante acqua salata. Una volta pronte, versatele nella pentola con il sugo e fate saltare il tutto per qualche istante.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi20.png/24b896a7-7453-4e0b-85bc-c474b32f17bc?t=1423749274264	42.5623412	12.645674500000041	""		""	""		[  ]	""
119	Attrattore	it_IT	3034975	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-dei-santi-fidenzio-e-terenzio	Abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio - Massa Martana	L'antica abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio risale al IX secolo, quando nel vicino monastero si era stabilita una comunità di monaci benedettini che resse il complesso fino alla conclusione del XIV secolo.	""	Abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio - Massa Martana	"L'antica abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio risale al IX secolo, quando nel vicino monastero si era stabilita una comunità di monaci benedettini che resse il complesso fino alla conclusione del XIV secolo. Precedente alla costruzione era un piccolo oratorio sorto sul luogo di sepoltura dei due martiri, le cui sacre spoglie riesumate nel 1629, furono trasferite nel vicino paese Bassano di Orte. La semplice facciata a capanna presenta il portale sormontato da un arco a tutto sesto e l'elegante bifora a coronamento del frontespizio.<br />
L'interno, dopo il radicale rifacimento subito nel XIII secolo, si presenta ad aula unica, con il presbiterio rialzato e terminante con una profonda abside dove è notevole la presenza di numerosi frammenti scultorei di età altomedievale riutilizzati nella sua costruzione. Interessante è la copertura con travi lignei e mattoni dipinti, rinforzati da archi gotici trasversali. Sopra allo stretto passaggio che conduce alla cripta, a sinistra della scalinata, è collocato un ambone con rilievi. L'ambone è composto da due grandi lastre di marmo interamente scolpite con una ricca decorazione eseguita a rilievo piatto, ovvero con brevi superfici piane in luce contrastate con netti incavi in ombra. L'effetto pittorico che ne segue è ben evidente nella lastra interna dell'ambone, dove il tradizionale motivo a nastro intrecciato forma dei grossi nodi dalla forma irregolare. Nella lastra esterna, che si affaccia sulla navata, il consueto repertorio iconografico dell'arte longobarda, si arricchisce di fiori, grappoli di frutta ed altri elementi simbolici desunti dall'arte classica.<br />
La cripta, databile alla fine del IX secolo, è dominata dalla grande colonna centrale in marmo grigio con capitello ionico che sorregge le volte, rinforzate con sottoarchi durante il rifacimento del '200. Lungo il lato sinistro della chiesa, sorge la possente torre campanaria che poggia su di un grande locale con volta a cupola di età tardo imperiale. "	Massa Martana | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.78364639999999	12.509375699999964	Massa Martana	54028	""	""		""	""
120	Attrattore	it_IT	12992357	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fra-jorge-e-la-statio-peregrinorum-luogo-di-arrivo-della-via-di-francesco	Fra Jorge e La Statio Peregrinorum, luogo di arrivo della Via di Francesco	<p>...e punto di condivisione di tante storie di cammino.</p>	via di francesco, san francesco, umbriatourism, tursmo, umbria, statio peregrinorum, sacro convento di assisi, umbria, assisi	Fra Jorge e La Statio Peregrinorum, luogo di arrivo della Via di Francesco	"<p align=""left"">La ""Statio Peregrinorum"" si trova a pochi metri dall'ingresso del Sacro Convento ad Assisi. E' un ufficio piccolo, ma di grande importanza per i pellegrini poiché costituisce il luogo in cui viene rilasciato il ""Testimonium"" al termine del proprio cammino di pellegrinaggio.</p> <p align=""left"">A coordinare l'attività della Statio Peregrinorum c'è Fra Jorge Fernandez,&nbsp; frate cordiale e pacato che viene dal Nord dell'Argentina, arrivato ad Assisi poco meno di due anni fa, dopo aver trascorso 6 anni a Roma e aver girato ben 16 paesi del Sud America.</p>

<p align=""left"">Fra Jorge parla italiano, inglese, spagnolo e portoghese e all'interno del Sacro Convento, oltre che di tante altre mansioni, si occupa di tutta l'attività che ruota intorno alla Statio Peregrinorum e a quello che questa significa per i pellegrini.</p>

<p align=""left"">""<em>La Statio Peregrinorum</em> – ci spiega Fra Jorge – <em>è&nbsp; aperta tutti i giorni dell'anno dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30 e costituisce un punto di accoglienza spirituale per i pellegrini che arrivano ad Assisi. La funzione principale è quella di rilasciare il ""Testimonium"" a coloro che hanno i requisiti per averlo, cioè aver percorso almeno 100km di cammino a piedi o 250 in bicicletta. Tuttavia, anche chi non ha questi requisiti o si presenta senza Credenziale, non viene mandato via a mani vuote, ma riceve una cartolina di Benedizione. Inoltre si rilascia anche il Testimonium per le mascotte che hanno accompagnato i pellegrini nel loro viaggio, come i cani e ogni genere di animale</em>.</p>

<p align=""left"">""<em>Oltre ai Testimonium</em> – continua Fra Jorge - <em>ci occupiamo di fornire informazioni a tutti i pellegrini, sia su Assisi che sui cammini, ascoltare le loro richieste, rilasciare qualche credenziale di ""emergenza"" a chi è in partenza per il cammino da Assisi e non sapeva che avrebbe dovuto richiederla in anticipo. Inoltre tutti i pellegrini che ricevono il Testimonium vengono invitati alla Messa del Pellegrino, che si tiene dal lunedì al sabato alle ore 18 e in cui i pellegrini presenti ricevono una speciale benedizione a loro dedicata</em>"".</p>

<p align=""left"">Fra Jorge, inoltre, si occupa di ""censire"" tutti i pellegrini a cui viene rilasciato il Testimonium o la cartolina di Benedizione, facendo compilare un breve questionario, molto importante anche da un punto di vista statistico.</p>

<p align=""left"">""<em>Il 50% dei pellegrini è italiano</em> – ci spiega Fra Jorge – <em>poi abbiamo tedeschi, austriaci, francesi e olandesi. Nell'ultimo periodo sono in forte crescita i pellegrini di origine anglofona, provenienti anche da Australia e Stati Uniti. Nel 2015, a partire dal giorno di inaugurazione avvenuto il 18 aprile, abbiamo registrato 1600 pellegrini; a fine agosto 2016 siamo già a circa 2300"".</em></p>

<p align=""left"">Oltre a rilasciare il Testimonium e registrare ed accogliere i pellegrini, la Statio Peregrinorum è anche un luogo di condivisione, di racconto delle proprie esperienze e storie, che fanno emergere le mille sfaccettature della Via di Francesco e di chi la percorre.</p>

<p align=""left""><em>""Il pellegrino normalmente è una persona che parla e si confida volentieri </em>– racconta sempre in modo chiaro e pacato Fra Jorge – <em>e quando non c'è troppa fila per il ritiro del Testimonium è bello stabilire un colloquio, condividere le ragioni profonde del loro pellegrinaggio ad Assisi.</em></p>

<p align=""left""><em>""Le motivazioni per cui una persona si mette in cammino sono molto diverse, si va dalla fede e dalla motivazione spirituale, a ragioni esistenziali di varia natura, all'amicizia con qualcuno che sta facendo il cammino e con cui lo si condivide, oppure per rendere omaggio a qualche persona cara</em>"".</p>

<p align=""left"">Fra Jorge, ovviamente, ascolta ogni giorno tante storie di cammino e ce ne racconta alcune veramente straordinarie, che fanno comprendere che valore abbia per le persone il pellegrinaggio e l'arrivo ad Assisi.</p>

<p align=""left"">""<em>Ci sono tante storie belle, ma alcune sicuramente mi sono rimaste maggiormente impresse. Mi ricordo una signora partita dal Belgio a piedi e che a metà cammino si è fatta male ed è dovuta tornare a casa. Appena si è rimessa si è fatta riportare nel luogo in cui si era fermata e da lì ha continuato fino ad Assisi a piedi.</em></p>

<p align=""left""><em>""Oppure un gruppo di polacchi ex detenuti, che in carcere avevano fatto un voto e sono arrivati dalla Polonia a Roma a piedi, passando per Assisi e trainando per tutto il viaggio un carro dove portavano con loro da mangiare, da bere e quello che occorreva per il pellegrinaggio.</em></p>

<p align=""left""><em>""Un'altra bellissima storia è quella di un signore inglese che è partito dall'Inghilterra diretto a piedi in Terra Santa e che durante il viaggio raccoglieva messaggi di pace.</em></p>

<p align=""left""><em>""Ci sono tante di queste storie, tutte bellissime, tutte diverse tra loro ma ugualmente importanti</em>"".</p>

<p align=""left"">Fra Jorge, che ha percorso la Via di Francesco nell'inverno del 2015 da La Verna ad Assisi e anche lui ne è rimasto affascinato, conclude il nostro incontro con un consiglio e una raccomandazione: <em>""Il pellegrino si mette in viaggio per molte motivazioni diverse, ma in ogni caso non deve essere considerato come un turista ""normale"".&nbsp; A volte vedo un'eccessiva inquietudine nel promuovere il cammino, seguendo troppo i valori commerciali e troppo poco quelli spirituali. La promozione del pellegrinaggio, invece, avviene grazie al passaparola tra i pellegrini, con lo scambio delle belle esperienze vissute lungo il cammino, in particolare legate allo spirito di accoglienza, all'amore all'apertura delle persone che si incontrano lungo la Via e che lungo la Via vivono"".</em></p>

<p align=""left"">Fra Jorge, insieme a tutti i Frati di Assisi, con la loro gentilezza e disponibilità, sono proprio alcune di queste persone; abbiamo imparato che come loro ce ne sono molte altre e sono proprio loro a rendere unica la Via di Francesco.</p> <p align=""left"">Per informazioni sulla Via di Francesco: <a href=""http://www.francescosways.com"">www.francescosways.com</a></p> "	Assisi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
121	Attrattore	it_IT	5365529	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori	Palazzo dei Priori - Assisi	""	""	Palazzo dei Priori - Assisi	"Il palazzo dei Priori si trova all'interno del suggestivo scenario di piazza del Comune, fulcro politico e culturale della città di Assisi. <p>L'edificio risale alla metà del XIV secolo anche se la costruzione del palazzo iniziò a partire dal 1275 con l'accorpamento di tre corpi di fabbrica preesistenti. Nel 1442 le milizie di Niccolò Piccinino lo abbatterono quasi integralmente. Il palazzo venne restaurato nel 1493 per volere di papa Sisto IV e dei cardinali Orsini e Savelli che lo ampliarono ulteriormente fino a comprendere il Monte di Pietà e la residenza del governatore apostolico. I Priori, documentati con certezza a partire dagli anni '30 del Trecento, abitavano il piano superiore mentre al di sotto si aprivano le botteghe.</p>

<p>Il palazzo dei Priori ospita gli uffici del Comune di Assisi; la sala della Conciliazione e la sala del Consiglio, completamente decorate, si possono visitare in occasione di eventi e convegni.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.071024	12.614798899999982	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
122	Attrattore	it_IT	5365349	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-giglio	Chiesa della Madonna Giglio	"<p>La chiesa della Madonna del Giglio, situata di fronte alla ""porta vecchia"" che nel passato consentiva l'accesso al paese, risale al 1600.&nbsp;</p>

<p>Al suo interno sono visibili numerosi affreschi alcuni dei quali ben conservati.</p>"	""	Chiesa della Madonna Giglio	"<p>La chiesa della Madonna del Giglio, situata di fronte alla ""porta vecchia"" che nel passato consentiva l'accesso al paese, risale al 1600.&nbsp;</p>

<p>Al suo interno sono visibili numerosi affreschi alcuni dei quali ben conservati.</p> "	Acquasparta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.6891425	12.547414600000025	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
123	Attrattore	it_IT	5393696	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-attigliano	Castello di Attigliano	Il castello di Attigliano sorge in posizione pittoresca e panoramica, sul margine di una terrazza dominante la valle del Tevere. Il toponimo, secondo la tradizione popolare, deriverebbe dai numerosi tigli che crescevano nelle vicinanze, dal latino ad tiliam.	""	Castello di Attigliano	"Il castello di Attigliano sorge in posizione pittoresca e panoramica, sul margine di una terrazza dominante la valle del Tevere. Il toponimo, secondo la tradizione popolare, deriverebbe dai numerosi tigli che crescevano nelle vicinanze, dal latino ad tiliam. L'antico borgo emana, ancora oggi, un fascino medioevale, nonostante non rimanga tanto dell'antico castello, solo tratti di mura, sei torrioni e il portale d'ingresso del XV secolo, recentemente restaurato.<br />
Originariamente intorno al castello doveva trovarsi un fossato, per cui vi si accedeva soltanto tramite un ponte levatoio.<br />
Nel corso dei secoli la proprietà del bene passò nelle mani di molte famiglie importanti.&nbsp;<br />
Nel 1130 le prime notizie, ne era signore Bonconte di Alviano, dopo di lui la proprietà passò prima al podestà di Todi, poi alla chiesa di Roma.<br />
Nei primi anni del Cinquecento, dai documenti, sappiamo che era uno dei feudi di Bartolomeo d'Alviano, il quale, essendo anche un valente architetto militare, vi apportò miglioramenti all'apparato difensivo. Durò poco, perché nel 1527 fu devastato dai Lanzichenetti.<br />
Dopo un lungo periodo di passaggi il feudo di Attigliano, insieme a quello di Alviano e Guardea, andò ad ingrandire il ducato di Castro, del quale ne era signore Pierluigi Farnese, figlio del papa. Accanto al castello, dove già esisteva un piccolo agglomerato abitativo, il Farnese fece costruire il palazzo baronale, purtroppo abbattuto qualche secolo dopo. "	Attigliano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.5168389	12.292241999999987	Attigliano	55006	""	""		[  ]	""
124	Attrattore	it_IT	5393708	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-lorenzo	Chiesa di San Lorenzo	"La Chiesa, di moderna concezione, risalente al 1983, si fregia di vetrate artistiche concretizzate attraverso l'uso del mosaico. Snella e imponente nella sua struttura moderna presenta sulla facciata grandi vetrate multicolori a ""Dalles"" che illustrano le verità della fede ed un grande mosaico raffigurante San Lorenzo che distribuisce le ricchezze della Chiesa ai poveri.&nbsp;"	""	Chiesa di San Lorenzo	"La Chiesa, di moderna concezione, risalente al 1983, si fregia di vetrate artistiche concretizzate attraverso l'uso del mosaico. Snella e imponente nella sua struttura moderna presenta sulla facciata grandi vetrate multicolori a ""Dalles"" che illustrano le verità della fede ed un grande mosaico raffigurante San Lorenzo che distribuisce le ricchezze della Chiesa ai poveri.&nbsp; All'interno una ""Via Crucis"" disegnata dal pittore Sassu e due statue in marmo di Carrara, la prima rappresenta Gesù che porta la Croce, l'altra raffigura la Madonna dell'Eucarestia. Notevole la monumentale porta in bronzo, opera della scultrice Nadia Rognoni, che ha per tema centrale la luce irradiata da un'ostia verso la quale convergono due angeli da direzione opposta. "	Attigliano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.515661	12.292450599999938	Attigliano	55006	""	""		[  ]	""
125	Attrattore	it_IT	5393796	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fontana-dei-delfini	Fontana dei Delfini	Posta nella principale piazza dell'antico borgo di Attigliano, la Fontana dei Delfini e dei Tritoni rimane uno dei simboli principali del luogo, insieme al castello. Venne realizzata nel 1885 ed ebbe la duplice funzione di arredo urbano e di approvigionamento idrico che era garantito da due fonti pubbliche.&nbsp;	""	Fontana dei Delfini	Posta nella principale piazza dell'antico borgo di Attigliano, la Fontana dei Delfini e dei Tritoni rimane uno dei simboli principali del luogo, insieme al castello. Venne realizzata nel 1885 ed ebbe la duplice funzione di arredo urbano e di approvigionamento idrico che era garantito da due fonti pubbliche.&nbsp; 	Attigliano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.514409	12.289209300000039	Attigliano	55006	""	""		[  ]	""
126	Attrattore	it_IT	5393962	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/antiquarium	Antiquarium - Baschi	L'Antiquarium di Baschi custodisce i reperti archeologici della fornace romana del I sec. d. C. rinvenuta in località Scoppieto. L'itinerario di visita all'interno del museo è organizzato in sezioni. Pannelli illustrati per spiegare le fasi di lavorazione dell'argilla, cartine geografiche con punti luminosi per individuare le località e modellini della fornace e delle navi da trasporto servono a creare un ambiente stimolante e ricco di spunti per le attività didattiche.&nbsp;	""	Antiquarium - Baschi	"L'Antiquarium di Baschi custodisce i reperti archeologici della fornace romana del I sec. d. C. rinvenuta in località Scoppieto. L'itinerario di visita all'interno del museo è organizzato in sezioni. Pannelli illustrati per spiegare le fasi di lavorazione dell'argilla, cartine geografiche con punti luminosi per individuare le località e modellini della fornace e delle navi da trasporto servono a creare un ambiente stimolante e ricco di spunti per le attività didattiche.&nbsp; La prima sezione è dedicata alla produzione della ceramica: qui i pannelli descrivono tutte le fasi di realizzazione della terra sigillata, dall'estrazione e decantazione dell'argilla, alla modellazione e cottura del vasellame.&nbsp;<br />
La seconda sezione è dedicata ai commerci e alla diffusione dei manufatti prodotti a Scoppieto in Italia e nei principali centri del bacino del Mediterraneo, fino a Alessandria d'Egitto.&nbsp;<br />
La terza ed ultima sezione del museo, che si sviluppa nei locali del piano interrato, consiste in una mostra fotografica dei reperti archeologici rinvenuti nei secoli scorsi nel territorio e oggi custoditi in vari musei italiani. "	Baschi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.66938649999999	12.216308400000003	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
127	Attrattore	it_IT	5393870	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-santissima-annunziata	Chiesa Santissima Annunziata	Poco fuori dal borgo di Toscolano nel Comune di Avigliano Umbro si trova la chiesa della Madonna dell'Annunziata, a navata unica, che ingloba al suo interno, come parete di fondo, l'edicola votiva, decorata con affreschi attribuiti al pittore Rinascimentale Umbro Piermatteo d'Amelia.	""	Chiesa Santissima Annunziata	"Poco fuori dal borgo di Toscolano nel Comune di Avigliano Umbro si trova la chiesa della Madonna dell'Annunziata, a navata unica, che ingloba al suo interno, come parete di fondo, l'edicola votiva, decorata con affreschi attribuiti al pittore Rinascimentale Umbro Piermatteo d'Amelia. È stata scoperta, nel 1985 e restaurata nel 1989 con l'intervento della Soprintendenza alle Belle Arti dell'Umbria.<br />
In essa, oltre a molti ex voto donati alla chiesa a seguito di una pestilenza, è visibile un grande affresco, una ""Maestà"", da Federico Zeri attribuita a Piermatteo d'Amelia (1481-83 ca.).<br />
Il ciclo, che si apre sul fronte dell'edicola, mostra a sinistra un angelo con foglio annunziante, al centro il Padre Eterno sotto forma di colomba, sulla destra la Vergine Annunziata con libro aperto in mano. "	Avigliano Umbro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi30.png/c67e0f5e-45b1-4b4d-9181-70e959197981?t=1423749275881	42.6579811	12.34881949999999	Avigliano dell'Umbria		""	""		[  ]	""
128	Attrattore	it_IT	5393974	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-nicolo	Chiesa di San Nicolò	"Nel 1576 ebbe inizio il rifacimento della chiesa di S. Niccolò (la prima risaliva al XII sec.), progettista Ippolito Scalza, ""urbevetanus"" (come si definisce lui stesso nella firma apposta sul gruppo marmoreo della Pietà, che si trova nel Duomo di Orvieto), il quale seguì personalmente i lavori per circa 10 anni; soltanto nell'ultimo periodo fu sostituito da Antonio Carrarino, durante la costruzione del campanile."	""	Chiesa di San Nicolò	"Nel 1576 ebbe inizio il rifacimento della chiesa di S. Niccolò (la prima risaliva al XII sec.), progettista Ippolito Scalza, ""urbevetanus"" (come si definisce lui stesso nella firma apposta sul gruppo marmoreo della Pietà, che si trova nel Duomo di Orvieto), il quale seguì personalmente i lavori per circa 10 anni; soltanto nell'ultimo periodo fu sostituito da Antonio Carrarino, durante la costruzione del campanile. <p>S. Niccolò è il primo edificio religioso dello Scalza. La chiesa ha un'intonazione toscana sia all'interno che all'esterno.&nbsp;</p>

<p>L'interno di S. Niccolò è ad una sola aula con due cappelle; alle pareti lo Scalza propone un ordine di paraste inquadranti archi, sormontato da un attico finestrato. La pietra grigia basaltina e l'intonaco danno un'intonazione toscana, brunelleschiana. Le finestre, internamente, presentano una rifinitura da esterno, nell'impossibilità di trattare le pareti esterne che sono rustiche. Il grande arco prima del coro è di ispirazione bramantesca. Nella cappella del SS. Sacramento, a destra, un prezioso trittico di Giovanni di Paolo, senese (1440), rappresenta la Madonna, S. Nicola e un altro santo. Sotto l'altare riposa il corpo di S. Longino, compatrono del paese. Il soffitto, a cassettoni, è stato restaurato da Paolo Zampi, ingegnere orvietano, nei primi anni del 1900; precedentemente era ricoperto da un grande telo sul quale erano dipinti la Madonna tra gli angeli sopra una grande nuvola e S. Nicola in basso. Sopra la porta centrale, nel 1700, fu posto un bellissimo organo.&nbsp;</p>

<p>Per quanto riguarda la facciata, ecco come viene osservata dall'architetto Renato Bonelli, di Orvieto: ""...armonia felice nella zona inferiore; purezza di linee, purezza compositiva e di disegno: una facciata disegnata che pian piano sfuma in alto in una diversa plastica. In basso la trabeazione corre rettilinea, non ha risalti, ha solo un risalto d'angolo, invece in alto la trabeazione è rotta più volte in corrispondenza del timpano secondario e delle lesene superiori. Quindi la facciata man mano che marcia verso l'alto si sfrangia, si articola, ha delle variazioni che contribuiscono a darle slancio. Le porte hanno un'aria fiorentina, sembrano disegnate da un toscano"".&nbsp;</p> "	Baschi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.6694651	12.216334800000027	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
129	Attrattore	it_IT	5394512	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gole-del-forello	Gole del Forello	La gola del Forello è una valle umbra situata tra Todi e Orvieto formata dal fiume Tevere che attraversa la dorsale Monte Peglia - Monti Amerini. Questo luogo, molto impervio e scarsamente antropizzato, costituisce il cuore del Parco fluviale del Tevere.	Gole del Forello, umbria, orvieto	Gole del Forello	La gola del Forello è una valle umbra situata tra Todi e Orvieto formata dal fiume Tevere che attraversa la dorsale Monte Peglia - Monti Amerini. Questo luogo, molto impervio e scarsamente antropizzato, costituisce il cuore del Parco fluviale del Tevere. <p>Vi si trovano importanti complessi di grotte scavate dall'acqua nelle rocce calcaree delle pareti, tra cui la grotta della Piana che si estende per 2500 m in un banco di travertino e che ha restituito reperti risalenti al neolitico e all'età del bronzo e la grotta del Vorgozzino, nella formazione della scaglia rossa, che raggiunge una profondità di 123 m.</p> 	Baschi | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.7358685	12.316608200000019	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
130	Attrattore	it_IT	5394268	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/borgo-storico-medievale-di-giove	Borgo storico medievale di Giove	Il centro storico di Giove è un classico esempio di impianto medioevale: una fitta serie di vicoli si intreccia all'interno del perimetro delimitato dalle mura medievali e caratterizzato dal sovrapporsi di archi, scale e contrafforti.	""	Borgo storico medievale di Giove	"Il centro storico di Giove è un classico esempio di impianto medioevale: una fitta serie di vicoli si intreccia all'interno del perimetro delimitato dalle mura medievali e caratterizzato dal sovrapporsi di archi, scale e contrafforti. <div>Sulla porta di ingresso del borgo è posto il monogramma di San Bernardino (IHS), che durante la sua opera di apostolato evangelizzò queste terre nei primi anni del XV secolo.</div>

<div>Nel medioevo il percorso aveva due poli: il Palazzo Comunale all'ingresso e la Chiesa di San Giovanni Battista sull'attuale Piazza Cento Tramonti al lato opposto.&nbsp;</div> "	Giove | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.5106975	12.334255299999995	Giove	55014	""	""		[  ]	""
131	Attrattore	it_IT	5394654	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-ducale	Palazzo Ducale - Giove	Il Castello di Giove, così come lo conosciamo oggi, è il risultato dell'opera di restauro iniziata dalla famiglia Farnese nel XVI secolo e continuata dai duchi Ciriaco e Asdrubale Mattei, su quella che era una fortificazione medievale a scopo difensivo.	""	Palazzo Ducale	"Il Castello di Giove, così come lo conosciamo oggi, è il risultato dell'opera di restauro iniziata dalla famiglia Farnese nel XVI secolo e continuata dai duchi Ciriaco e Asdrubale Mattei, su quella che era una fortificazione medievale a scopo difensivo. <p>La trasformazione da fortificazione a Palazzo Ducale fu eseguita su consiglio dell'architetto orvietano Ippolito Scalza. L'edificio si compone di due parti: una a nord, che si sviluppa su sei piani di altezza e nella quale si trova l'ingresso principale, e l'altra a sud, più antica e caratterizzata da tre piani e un torrione a pianta circolare.</p>

<p>L'ingresso è costituito da un portale di travertino bugnato attraverso il quale si entra in un vasto androne decorato da colonne doriche. Sulla destra, una rampa a spirale conduceva le carrozze alla loggia del palazzo dalla quale si poteva ammirare lo splendido panorama della Valle del Tevere, per poi percorrere un corridoio a portico che conduceva agli appartamenti. Verso est il castello è caratterizzato dalla presenza di un ampio mastio, cioè un'alta torre fortificata, coronata da un attico con cornice merlata del tipo ghibellino, aggettante su beccatelli. Il terzo piano è caratterizzato da sfarzosi saloni, i cui soffitti sono decorati con affreschi di argomento mitologico della Scuola bolognese e ferrarese, mentre i dipinti sono attribuiti a Domenico Zampieri detto il Domenichino (1581-1641), a Paolo Caliari detto il Veronese (1528-88) e a Orazio Alfani ( 1510-83). Al quarto piano si trovano alcune stanze adibite a prigione, con celle di isolamento e un trabocchetto dove venivano fatti precipitare i condannati. Nelle facciate si aprono 365 finestre, una per ogni giorno dell'anno.</p> "	Giove | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.551086	12.353664299999991	Giove	55014	""	""		[  ]	""
132	Attrattore	it_IT	5394748	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-frances-1	Chiesa di San Francesco - Giano dell'Umbria	La Chiesa di S. Francesco, risale alla seconda metà del XIII secolo	""	Chiesa di San Francesco	"La Chiesa di S. Francesco, risale alla seconda metà del XIII secolo <div>L'esterno, in conci rosati con copertura a due spioventi, presenta una facciata sopraelevata rispetto all'originale e decorata da un oculo tamponato e da un portale a un rincasso. L'interno della chiesa è ad una navata e conserva nella parete di controfacciata un'organo ligneo del XVIII secolo.</div>

<div>Le pareti sono decorate da sei (tre per parte) altari lignei del XVIII secolo, abbelliti da paliotti in scagliola, di scuola toscana, dipinti a motivi floreali e sormontanti da pregevoli tele.</div>

<div>L'imponente altare maggiore grandioso sipario ligneo di impostazione barocca, nasconde alla vista l'originaria abside della chiesa decorata con preziosi affreschi del XIV secolo.</div>

<div>Nella cappella del crocifisso è conservato il ciclo di affreschi attribuiti al pittore folignate Giovanni di Corraduccio (XIV secolo).</div> "	Giano dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.83565	12.577379999999948	Giano dell'Umbria	54021	""	""		[  ]	""
133	Attrattore	it_IT	5394538	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assun-1	Chiesa di Santa Maria Assunta - Giove	La chiesa di Santa Maria Assunta, custodita all'interno delle mura cittadine, è stata costruita nel 1740 e presenta una facciata armonica custodita fra due campanili.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta	"La chiesa di Santa Maria Assunta, custodita all'interno delle mura cittadine, è stata costruita nel 1740 e presenta una facciata armonica custodita fra due campanili. Vi si conserva una tavola di interesse artistico con l'immagine della ""Madonna Assunta"". Il dipinto, secondo alcuni, è opera di Niccolò Alunno, per altri di scuola dell'Alunno. L'organo, posto sopra la porta d'ingresso, presenta peculiari caratteristiche che ne fanno lo strumento più interessante, fra quelli di nuova costruzione, dell'intera provincia di Terni. "	Giove | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.509462	12.32496500000002	Giove	55014	""	""		[  ]	""
134	Attrattore	it_IT	5394830	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/lago-di-corbara	Lago di Corbara	Il Lago di Corbara è un bacino artificiale, realizzato con lo sbarramento del fiume Tevere nei pressi dell'abitato di Corbara (TR).	Lago di Corbara, umbria, terni, tevere	Lago di Corbara	"Il Lago di Corbara è un bacino artificiale, realizzato con lo sbarramento del fiume Tevere nei pressi dell'abitato di Corbara (TR). La diga che sbarra il Tevere a circa 3 km dalla confluenza con il fiume Paglia, determina l'accumulo di 207 milioni di mc nell'invaso del Lago di Corbara, che raggiunge la profondità massima di 51 m e si estende su una superficie di circa 10,5 km2.<br />
Il lago occupa una splendida valle che si apre a partire dalle gole del Forello.<br />
Il Lago di Corbara fa parte dell'area protetta Parco Fluviale del Tevere, dove si possono avvistare bellissimi esemplari di aironi, e altre specie di piccoli uccelli anche rari che trovano riparo nella rigogliosa vegetaizone del Parco fluviale. Per la fauna si segnala la presenza di daini e mufloni.&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
Nel settore meridionale sono presenti piantagioni di ulivi e vigneti di grande interesse.<br />
La parte più a monte è ricca di boschi ad alto fusto, la flora conta un numero importante di specie pregiate.&nbsp;<br />
Per chi ama la natura è possibile passeggiare lungo le sponde del lago, visitare le Gole del Forello, le insenature carsiche scavate dal Tevere e le splendide grotte che si aprono sui fianchi del lago nelle quali è possibile effettuale visite speleologiche, tra queste la Grotta Bella e le Grotte della Piana. Il lago di Corbara, oltre ad avere un grande interesse paesaggistico, è ritenuto dai pescatori sportivi uno dei &nbsp;laghi del centro Italia più interessanti in particolare per la pesca alla carpa.&nbsp; "	Baschi | Paesaggi d'acqua | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410	42.7168337	12.251930799999968	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
135	Attrattore	it_IT	5394812	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-pubblico	Palazzo Pubblico - Giano dell'Umbria	Il palazzo del Municipio, di origine medievale, è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli ed è stato ulteriormente rinnovato di recente.	""	Palazzo Pubblico	"Il palazzo del Municipio, di origine medievale, è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli ed è stato ulteriormente rinnovato di recente. <div>A sinistra dell'ingresso conserva, murato, lo stemma del comune del XIV - XV secolo.&nbsp;</div>

<div>Nella sala consiliare, in alto, corre una fascia decorata nel 1934 dal pittore locale Ernesto Bannella, che raffigura tutti i castelli del Comune.</div>

<div>Vi sono conservati anche dei reperti archeologici di un'antica villa romana, rinvenuti in località Toccioli.</div> "	Giano dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.8363211	12.587180699999976	Giano dell'Umbria	54021	""	""		[  ]	""
136	Attrattore	it_IT	5394974	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cappella-della-piaggiola	Cappella della Piaggiola	La Chiesina di Santa Maria della Piaggiola, definita anche come antica sede del Monte di Pietà, è un unico ambiente duecentesco con volta a botte, caratterizzato dagli affreschi ben conservati degli inizi del '400 del'eugubino Ottaviano Nelli.	""	Cappella della Piaggiola	La Chiesina di Santa Maria della Piaggiola, definita anche come antica sede del Monte di Pietà, è un unico ambiente duecentesco con volta a botte, caratterizzato dagli affreschi ben conservati degli inizi del '400 del'eugubino Ottaviano Nelli. 	Fossato di Vico | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.2982491	12.762584699999934	Fossato di Vico	54019	""	""		[  ]	""
137	Attrattore	it_IT	5395076	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele	Chiesa di San Michele Arcangelo - Bastia Umbra	La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra è sita nel centro cittadino, in piazza Mazzini.&nbsp;	""	Chiesa di San Michele	La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra è sita nel centro cittadino, in piazza Mazzini.&nbsp; La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra è sita nel centro cittadino, in piazza Mazzini. Il monumento sorge sullo stesso luogo sul quale un tempo erano presenti due chiese più antiche, una consacrata a Sant'Antonio Abate e la seconda alla Buona Morte. La Chiesa di San Michele Arcangelo fu realizzata per volere di don Luigi Toppetti, allora parroco nella cittadina. Il progettista del monumento fu l'architetto Antonio Bindelli. La consacrazione del monumento ebbe luogo nel 1962. Molto interessanti sono il portale centrale in bronzo, opera di Umbro Travaglini, e due statue in legno rappresentanti rispettivamente la Madonna e San Michele Arcangelo. Da vedere è anche il Presepe di Flavio Pancheri. Di interesse artistico sono anche le pale degli altari laterali raffiguranti il Sacro Cuore e la Madonna del Rosario, entrambe realizzate da Edgardo Abbozzo. I fedeli possono ammirare, all'interno del battistero, la Madonna Addolorata di Vincenzo Rosignoli e Gesù Cristo Crocifisso. 	Bastia Umbra | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.0675667	12.549718799999937	Bastia Umbra	54002	""	""		[  ]	""
138	Attrattore	it_IT	5395052	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porta-sant-angelo	Porta Sant'Angelo	La porta Sant'Angelo risale al XIII secolo. Sopra la volta d'ingresso si trovano due fenditure, che ospitavano allora i meccanismi di manovra del ponte levatoio, sostituito poi da un ponte in muratura.&nbsp;	""	Porta Sant'Angelo	La porta Sant'Angelo risale al XIII secolo. Sopra la volta d'ingresso si trovano due fenditure, che ospitavano allora i meccanismi di manovra del ponte levatoio, sostituito poi da un ponte in muratura.&nbsp; Nei primi decenni del Novecento il fossato venne interrato e il ponte demolito per lasciare spazio alla carreggiata stradale. I merli in laterizio che coronano la terminazione della porta sono stati ricostruiti nell'intervento di restauro del 1931. 	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.06764709999999	12.54855729999997	Bastia		""	""		[  ]	""
139	Attrattore	it_IT	5395296	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-paolo	Chiesa di San Paolo - Bastia Umbra	La Chiesa di San Paolo delle Abbadesse si trova al di fuori del nucleo abitato di Bastia Umbra, oggi annessa al cimitero comunale, costruito nel 1862 ed è situata nei pressi della confluenza del torrente Tescio con il fiume Chiascio.	""	Chiesa di San Paolo - Bastia Umbra	"La Chiesa di San Paolo delle Abbadesse si trova al di fuori del nucleo abitato di Bastia Umbra, oggi annessa al cimitero comunale, costruito nel 1862 ed è situata nei pressi della confluenza del torrente Tescio con il fiume Chiascio. &nbsp;L'edificio, eretto tra l'XI e il XII secolo, era collegato ad un monastero benedettino femminile posto sotto la giurisdizione del Vescovo di Assisi. Nel 1212, su richiesta di San Francesco d'Assisi, accolse per alcune settimane Santa Chiara d'Assisi, per difenderla dai suoi familiari che più volte, anche in modo violento, tentarono di riportarla a casa.<br />
La chiesa romanica presenta una facciata a capanna, con un unico portale d'ingresso, sormontato da una monofora e prospetta un campanile a vela con una sola campana. L'abside semicircolare, esternamente decorato da semicolonne, mensole e archetti, reca al centro una bifora sormontata da un rilievo con due colombe. La chiesa si presenta ad un'unica navata con tetto a travature lignee a vista. Nell'abside vi sono frammenti di affreschi di scuola perugina che raffigurano una Madonna con Gesù Bambino e San Paolo e san Benedetto.<br />
Sulle pareti resta traccia di porte murate, forse un tempo mettevano in comunicazione la chiesa con il monastero, distrutto nel 1389.<br />
In un angolo dell'abside si trova la colonna a cui Chiara si aggrappò per non essere portata via dai suoi familiari.&nbsp; "	Bastia Umbra | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.0795105	12.556050899999946	Bastia Umbra	54002	""	""		[  ]	""
140	Attrattore	it_IT	5395314	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-croce	Chiesa collegiata di Santa Croce	La chiesa collegiata di Santa Croce, situata in piazza Mazzini, venne costruita nel 1295, unitamente ad un convento, dall'ordine dei frati minori. Il convento ospitò per qualche tempo il beato Corrado da Offida, famoso predicatore francescano, che morì a Bastia nel 1306, mentre stava annunciando l'Avvento. I frati minori lasciarono Santa Croce nel 1653 al clero regolare per la volontà pontificia di chiudere i piccoli conventi.	""	Chiesa di Santa Croce	"La chiesa collegiata di Santa Croce, situata in piazza Mazzini, venne costruita nel 1295, unitamente ad un convento, dall'ordine dei frati minori. Il convento ospitò per qualche tempo il beato Corrado da Offida, famoso predicatore francescano, che morì a Bastia nel 1306, mentre stava annunciando l'Avvento. I frati minori lasciarono Santa Croce nel 1653 al clero regolare per la volontà pontificia di chiudere i piccoli conventi. <p>Nel 1788 la chiesa assunse il titolo di chiesa collegiata e parrocchiale: nel 1962 la sede della parrocchia fu trasferita nella chiesa di San Michele Arcangelo.</p>

<p>L'edificio si presenta con una facciata rivestita in pietra bicroma del Monte Subasio, tetto a capanna, rosone centrale e portale centrale con lunetta dipinta da Domenico Bruschi (Sant'Elena fra san sebastiano e san Michele arcangelo, 1886).</p>

<p>La chiesa, a navata unica, conserva molte opere fra le quali il Polittico di Sant'Angelo (1499), opera di Nicolò Alunno.; Madonna con Gesù Bambino e angeli (inizio XVI secolo) di ambito umbro-toscano; Madonna con Gesù Bambino e San Luca evangelista (1510) di Tiberio d'Assisi; Miracoli di sant'Antonio abate (XVII secolo) di Cesare Sermei A Domenico Bruschi si deve la decorazione della navata, delle cappelle laterali, del presbiterio e dell'abside, eseguita nel 1886; le vetrate (1903, 1923) sono opera della famiglia perugina Moretti-Caselli.</p>

<p>Il campanile, che si innalza alla destra della chiesa, è stato eretto tra il 1835 e il 1839 su progetto dell'architetto Domenico Antonelli; tale campanile non è molto elevato in quanto la sua altezza originale è stata in seguito ridotta di un terzo per via dei danni che riportò a causa del terremoto che colpì Bastia nel 1854. Conserva 5 campane elettrificate a slancio, fuse dalla fonderia Sini di Acquapendente (VT) alcuni anni dopo l'edificazione della torre, ed esattamente nel 1847. La mezzana, cioè la seconda campana più grande, è stata successivamente rifusa dalla fonderia De Poli di Vittorio Veneto (TV) nel 1935; in seguito anche la campana più piccola ha subito una rifusione nel 2004, ad opera della fonderia Capanni di Castelnovo ne' Monti (RE). Sono utilizzate per gli Angelus e per il richiamo delle messe della chiesa di San Rocco e della parrocchia di San Michele Arcangelo.</p>

<p>Dopo il sisma del 1997 la chiesa ha dovuto subire un lungo restauro finalizzato al consolidamento e al restauro della struttura, ha riaperto ufficialmente al culto nel 2012.</p> "	Bastia Umbra | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.06773450000001	12.550305600000002	Bastia Umbra	54002	""	""		[  ]	""
141	Attrattore	it_IT	5395416	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vecchio-palazzo-comunale-e-torre	Vecchio Palazzo comunale e torre - Fossato di Vico	Nel Medioevo sono rispettivamente la bertesca del castello ( che permetteva defensam in muro comunis de super et de suptus, come voluto dagli Statuti ) e la sua annessa domus, integrata con unam domunculam pro stantia custodum; per incrementare l'armamento difensivo, ogni Vicario uscente, dopo i sei mesi di mandato, lasciava al Comune unam balistam et unam rotellam del valore di due fiorini d'oro.	""	Vecchio Palazzo comunale e torre	"Nel Medioevo sono rispettivamente la bertesca del castello ( che permetteva defensam in muro comunis de super et de suptus, come voluto dagli Statuti ) e la sua annessa domus, integrata con unam domunculam pro stantia custodum; per incrementare l'armamento difensivo, ogni Vicario uscente, dopo i sei mesi di mandato, lasciava al Comune unam balistam et unam rotellam del valore di due fiorini d'oro. <div>Sulla bertesca lo stemma cum armis comunis et cum grifone, quello perugino in segno di dominio e protezione. Di tutte le bertesche che gli Statuti vogliono lungo la cinta muraria, con uguali caratteristiche e fini, si conserva quest'unico esemplare, che lungo la cinta è anche una delle turres (presenti già in atti della metà del Duecento ) tramandateci in numero di 14 dalla più antica mappa fossatana che si conservi, quella del 1734.</div>

<div>La merlatura in mattoni appare successiva al XIV secolo, mentre è datata 1536 l'ultima robusta porta, di cui si conserva un'anta, del goticheggiante arco d'ingresso, sotto il quale si vedono ancora i cardini; questa porta, di cui si conserva la chiave, risulta vigilata, come le altre porte di Fossato, da custodes ad portas giorno e notte (cera, armatura, stantiam paleam et ligna fomite dal Comune a spese dei contribuentes, i quali devono provvedere anche pro pane vino et similis) ancora negli anni cinquecenteschi che precedono ( e seguono di poco ) la sottomissione allo Stato pontifìcio del 1540, duramente segnati per Fossato da aggressioni, tradimenti, pestilenze e disagi di ogni genere, come già altre volte in passato e di fronte ai quali ha sempre reagito con la sua leggendaria capacità di sopravvivenza e di difesa.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><em>Fonte: Comune di Fossato di Vico</em></div> "	Fossato di Vico | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.2982491	12.762584699999934	Fossato di Vico	54019	""	""		[  ]	""
142	Attrattore	it_IT	5395500	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cinta-muraria	Cinta Muraria - Bettona	Il piccolo centro etrusco alla sinistra del Tevere, controllato dalla vicina e potente Perugia-Perusia, si dotò di una possente cinta muraria che racchiudeva l'abitato organizzato sulla stessa sommità del colle occupata dal borgo medievale e, oggi, dall'attuale centro di Bettona.	""	Cinta Muraria - Bettona	"Il piccolo centro etrusco alla sinistra del Tevere, controllato dalla vicina e potente Perugia-Perusia, si dotò di una possente cinta muraria che racchiudeva l'abitato organizzato sulla stessa sommità del colle occupata dal borgo medievale e, oggi, dall'attuale centro di Bettona. &nbsp;Le mura, con un percorso originario lungo circa 1 km, costituiscono una piacevole ed interessante occasione di visita e di sosta in diversi punti che godono anche di un notevole panorama.<br />
La cinta muraria attualmente visibile è frutto di un rifacimento realizzato dal cardinale Egidio Albornoz dopo la distruzione di Bettona avvenuta nel 1352 ad opera delle forze congiunte di Senesi, Fiorentini e Perugini che la occuparono ""abbattendo, scassinando mura e tutte le case, sol graziando chiese"". Le mura furono ricostruite ricalcando in parte il tracciato delle mura etrusche, che si conservano per vari tratti quasi tutti inglobati nella cinta di epoca medievale. Nei tratti visibili è evidente l'impiego di un'opera quadrata irregolare, con l'uso di grossi blocchi squadrati di varie dimensioni, realizzati in pietra arenaria locale. I blocchi, disposti in filari orizzontali, hanno altezze variabili e forma parallelepipede o trapezoidale; quelli meglio conservati presentano sulla facciavista i segni della lavorazione e in rari casi tracce di un bugnato a parete rustica semplice. In diversi punti si notano i blocchi inferiori della cinta etrusca poggianti direttamente sul banco roccioso del colle, opportunamente regolarizzato per la messa in opera dei filari. "	Bettona | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0115564	12.486326500000018	Bettona	54003	""	""		[  ]	""
143	Attrattore	it_IT	5395623	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-del-boccaglione	Villa del Boccaglione	Nell'area etrusca a sud-est del capoluogo umbro sorge la Villa del Boccaglione che fu commissionata dalla famiglia della Penna, secondo alcuni studiosi, all'architetto Piermarini nel XVIII secolo.	""	Villa del Boccaglione	Nell'area etrusca a sud-est del capoluogo umbro sorge la Villa del Boccaglione che fu commissionata dalla famiglia della Penna, secondo alcuni studiosi, all'architetto Piermarini nel XVIII secolo. &nbsp;L'edificio in stile neoclassico è stato costruito sui resti di una preesistenze costruzione risalente al XVI secolo ed è situato nella pianura che si estende ai piedi del Colle di Bettona e rappresenta uno dei più importanti esempi di villa di pianura di tutta l'Umbria. Formato da un corpo centrale a tre piani ricco di decorazioni interne ed esterne comprende anche diversi annessi quali la Chiesa, la Limonaia, la zona scuderie e le case coloniche di servizio. I giardini caratterizzano l'esterno della Villa dove un lungo viale introduce nel cortile antistante il Palazzo sul cui retro si trova un parco a forma di ferro di cavallo che termina in un bosco con un piccolo teatro all'aperto. 	Bettona | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0115722	12.485378099999934	Bettona	54003	""	""		[  ]	""
144	Attrattore	it_IT	5395684	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-conso-1	Palazzo dei Consoli - Bevagna	Il Palazzo dei Consoli fu costruito nella seconda metà del XIII secolo, forse da quello stesso maestro Prode cui si deve il Palazzo Comunale di Spello.&nbsp;	""	Palazzo dei Consoli	"Il Palazzo dei Consoli fu costruito nella seconda metà del XIII secolo, forse da quello stesso maestro Prode cui si deve il Palazzo Comunale di Spello.&nbsp; Al suo interno si accede mediante un'ampia scalinata che, attraverso una porta sormontata dallo stemma dei Trinci e da quello antico di Bevagna (quattro vasi di miele), immette direttamente al primo piano. Consta di un robusto loggia­to terreno ad archi acuti, coperto da volte a costoloni, e di un voltone, realizzato nel 1560 per consentire ai consoli di trasfe­rirsi direttamente nella chiesa di San Silvestro per seguire le funzioni religiose. La possente struttura muraria è alleggerita ai piani superiori da un doppio ordine di bifore, in parte di restauro. Nel palazzo ha sede dal 1886 il Teatro Torti.<br />
&nbsp;<br />
Fonte: Minerva Editrice "	Bevagna | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9328708	12.608240000000023	Bevagna	54004	""	""		[  ]	""
145	Attrattore	it_IT	2945101	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/panpepato-di-terni	Panpepato di Terni	Tipico di Terni, il Panpepato è un dolce dalle origini antichissime.&nbsp;	Panpepato, Terni	""	"Ingredienti <p>Dosi per 4 persone:<br />
75 g di noci<br />
75 g di mandorle<br />
75 g di nocciole<br />
75 g di uvetta<br />
150 g di miele<br />
75 g di cioccolato fondente<br />
1 cucchiaino di cannella<br />
60 g di canditi<br />
Pepe nero q.b.<br />
175 g di farina 00<br />
Noce moscata q.b.</p> Tipico di Terni, il Panpepato è un dolce dalle origini antichissime. Questa specialità dalla forma rotonda è a base di noci, nocciole, mandorle, cannella, noce moscata, cioccolato, miele e uvetta. Un vero e proprio concentrato di energia che lo rende, infatti, un dolce molto apprezzato durante il periodo natalizio.<br />
Ogni famiglia utilizza una versione rivista della ricetta tradizionale ed è anche per questo che è considerato un dolce popolare.<br />
<br />
<strong>Difficoltà:</strong> bassa.<br />
<strong>Preparazione:</strong> 30 minuti.<br />
<strong>Cottura:</strong> 20 minuti.<br />
<br />
Preparazione <p>Mettete in ammollo l'uvetta.<br />
Grattugiate il cioccolato e sminuzzate (non troppo finemente) le noci, le mandorle e le nocciole.<br />
In un contenitore medio-grande, raccogliete la frutta secca che avete in precedenza sminuzzato e aggiungete, mescolando con un mestolo, il cioccolato grattugiato e i canditi.<br />
Scolate l'uvetta e aggiungetela al resto della frutta secca, insieme alla cannella, alla noce moscata e al pepe.<br />
Scaldate il miele e unitelo alla frutta secca e al resto degli ingredienti, continuando a mescolare bene.<br />
A questo punto, unite la farina setacciata e mescolate il contenuto. Quando il composto avrà assunto una ""forma"" omogenea, realizzate due panetti di dimensioni uguali e infornateli per circa 20 minuti a 170 gradi.<br />
Quando saranno passati 20 minuti, sfornate i due panetti e lasciateli raffreddare. Consigliamo di far passare almeno 24 ore prima di servirlo.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5634422	12.64589090000004	""		""	""		[  ]	""
146	Attrattore	it_IT	20713094	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-dei-bianchi	Chiesa di Santa Maria dei Bianchi	La chiesa di Santa Maria dei Bianchi, già oratorio dei Disciplinati, si trova al centro di Città della Pieve.	""	Chiesa di Santa Maria dei Bianchi	"La chiesa di Santa Maria dei Bianchi, già oratorio dei Disciplinati, si trova al centro di Città della Pieve. Da alcuni documenti sappiamo che la chiesa già esisteva nel XIV secolo e aveva annesso l’ospedale, poi diventato ospizio. A partire dal XVIII secolo si cominciò a costruire una nuova chiesa, su struttura della precedente. Nel 1743 si completarono gli interventi all’interno, nel 1772 si iniziò la facciata, terminata intorno al 1780. Quest’ultima risentì sia del gusto Rococò che di quello Neoclassico.<br />
All’interno, da vedere, affreschi e tele del pittore romano Giovanni Miselli, 1743-1744, la Presentazione al Tempio dell’altare maggiore e gli stucchi di Stefano Cremoni.<br />
Molto interessante è l’organo che si trova sulla controfacciata, opera di Claudio Carletti da Fabriano.<br />
Da menzionare l’affresco che si trova in sagrestia di Antonio Circignani raffigurante La Presentazione di Maria al Tempio del 1606, purtroppo rovinato dall’umidità.<br />
All’interno di questa chiesa il pittore Pietro Vannucci detto il Perugino, invitato nel 1504 dai frati, dipinse tutta la parete di fondo con la scena dell’Adorazione dei Magi. Condusse il lavoro con tanta sollecitudine da terminarlo l’anno stesso. E’ una delle più grandi e complesse opere che abbia fatto il maestro. Il Presepio concepito da lui, e da lui in gran parte eseguito, è certamente uno dei lavori più belli: dallo splendido paesaggio rappresentato nello sfondo, alla finezza dei personaggi, molto numerosi in questa composizione, trenta solo le figure a grandezza naturale, di più le piccole. La parte centrale è quella più curata e dimostra che il Perugino nella parte che maggiormente attrae lo sguardo dell’osservatore, mise in opera tutto il suo ingegno, lasciando ai suoi aiuti i gruppi di figure laterali.<br />
La chiesa è una delle tre parrocchie della città. "	Città della Pieve | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9477738	12.003295699999967	Città della Pieve	54012	""	""		[  ]	""
147	Attrattore	it_IT	20713174	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-della-corgna-citta-della-pieve	Palazzo della Corgna - Città della Pieve	Palazzo della Corgna è certamente la più rilevante delle dimore signorili di Città della Pieve.&nbsp;	""	Palazzo della Corgna - Città della Pieve	"Palazzo della Corgna è certamente la più rilevante delle dimore signorili di Città della Pieve.&nbsp; Fu edificato al centro del paese, in piazza Gramsci, di fronte alla chiesa Cattedrale, specchio delle fortune politiche ed economiche legate alla famiglia. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono intorno agli anni cinquanta, sessanta del XVI secolo diretti dall’architetto perugino Galeazzo Alessi su commissione di Ascanio della Corgna, inglobando la palazzina di caccia appartenuta alla famiglia Baglioni, a sua volta ricavata da antiche case torri medioevali. Ascanio, nel 1550, era stato nominato dallo zio Giulio II governatore perpetuo di Castel della Pieve, antico nome di Città della Pieve, e riuscì a mantenere il palazzo fino al 1571, anno della sua morte. Dalle fonti sappiamo che era anche dotato di un bellissimo giardino, di cui oggi poco rimane. Attualmente di proprietà municipale, è stato restaurato sia nella struttura edilizia che nell’apparato decorativo. Tutte le decorazioni a rilievo della facciata sono realizzate in pietra serena e mostrano evidenti segni di degrado, essendo questo materiale molto poco resistente agli agenti esterni. All’interno sia le volte delle sale che quelle delle scale sono coperte da affreschi. Al primo piano, in cui si trovano gli ambienti di rappresentanza e l’appartamento di Ascanio della Corgna, le volte sono affrescate da Niccolò Circignani detto il Pomarancio raffiguranti il Concerto di Muse e datati al 1564. Il piano terra, invece, che fungeva da parte “segreta” del palazzo, di solito usata come luogo di svago intellettuale, si pensa affrescata da Salvio Savini che vi dipinse un Convito degli Dei. Attualmente il palazzo insieme all'oratorio di Santa Maria dei Bianchi, alla chiesa di San Pietro e alla chiesa di Santa Maria dei Servi fa parte del Circuito Museale Aperto cittadino. All'interno del palazzo ha sede la biblioteca comunale ""Francesco Melosio"". "	Città della Pieve | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9477738	12.003295699999967	Città della Pieve	54012	""	""		[  ]	""
148	Attrattore	it_IT	20713267	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-badia-petroia	Abbazia Badia Petroia	L'abbazia benedettina sorge su un colle dominante la valle del torrente Nestore, a circa 16 km a sud di Città di Castello.	""	Abbazia Badia Petroia	L'abbazia benedettina sorge su un colle dominante la valle del torrente Nestore, a circa 16 km a sud di Città di Castello. Fondata dal marchese Ugo del Colle intorno al 960, deve il suo aspetto attuale alle notevoli trasformazioni apportate nel corso dei secoli XV e XVI, contestualmente al progressivo abbandono della struttura da parte degli abati decisi a trasferirsi in città. La chiesa romanica fu privata di una navata e la parte residenziale degradata ad altri usi. A queste modifiche si aggiungono i danni del terremoto del 1917, che hanno lasciato privo di copertura lo spazio centrale della primitiva chiesa, che può esserre confuso con un cortile interno. La cripta conserva l'originario impianto tripartito e presenta negli elementi di sostegno della copertura diversi materiali di reimpiego. Incastonate nella facciata della chiesa sono le pregevoli formelle in terracotta eseguite tra il X-XI secolo. 	Città di Castello | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4577876	12.231904799999938	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
149	Attrattore	it_IT	20713346	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/oratorio-san-crescentino	Oratorio San Crescentino	L'oratorio si trova a Morra, distante pochi chilometri da Città di Castello.&nbsp;	""	Oratorio San Crescentino	L'oratorio si trova a Morra, distante pochi chilometri da Città di Castello.&nbsp; Edificato nel 1420 e ampliato nel 1507, l’oratorio è dedicato al soldato romano Crescentino, testimone della fede cristiana nell’Alta Valle del Tevere e martire nel 303 d.C. per ordine dell’imperatore Diocleziano. L’interno, a navata unica, conserva nella sagrestia affreschi tardogotici relativi alla struttura originale e, lungo le pareti, una decorazione eseguita dalla bottega del cortonese Luca Signorelli (1450-1523). Di mano dell’artista sono soltanto le scene della Flagellazione e della Crocifissione.&nbsp; 	Città di Castello | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4577876	12.231904799999938	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
150	Attrattore	it_IT	20671734	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-della-carraia	Santuario della Madonna della Carraia	Il santuario della Madonna della Carraia, situato lungo la strada che congiunge la località di Panicarola a quella di Carraia, fu edificato nella seconda metà del XVII secolo.&nbsp;	""	Santuario della Madonna della Carraia	Il santuario della Madonna della Carraia, situato lungo la strada che congiunge la località di Panicarola a quella di Carraia, fu edificato nella seconda metà del XVII secolo.&nbsp; L'evento miracoloso che dette origine alla devozione1 viene infatti datato intorno al 1659 e nel 1660 il vescovo di Città della Pieve, allora diocesi di appartenenza, Monsignor Lucarini Reginaldo, concesse il permesso di costruire la chiesa nel luogo dove sorgeva un'edicola sacra con l'immagine della Vergine. La costruzione che presenta una pianta a croce greca, con pilastri in mattone e timpani in pietra serena con cupola ottocentesca e campanile a ventaglio, fu terminata nel 1835 da Giovanni Caproni. 	Castiglione del Lago | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1264498	12.047839899999985	Castiglione del Lago	54009	""	""		[  ]	""
151	Attrattore	it_IT	20671759	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-spogliazione	Santuario della Spogliazione	<p>Il Santuario della Spogliazione si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore, accanto al vescovado, l'antica Cattedrale di Assisi dove venne battezzato San Francesco.</p>	""	Santuario della Spogliazione	<p>Il Santuario della Spogliazione si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore, accanto al vescovado, l'antica Cattedrale di Assisi dove venne battezzato San Francesco.</p> <p>Il Santuario nasce nel luogo in cui il Poverello si tolse le ricche vesti davanti al padre Pietro di Bernardone per indossare il saio dei poveri (pur non essendo chiaro se questo avvenne davanti alla chiesa o all'interno del vescovado, dove si trova proprio la sala della Spogliazione, o addirittura nel chiostro del palazzo).</p> 	Assisi | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
152	Attrattore	it_IT	20712997	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-dei-servi	Chiesa di Santa Maria dei Servi	La chiesa gotica di Santa Maria dei Servi si trova subito fuori la cinta medioevale di Città della Pieve, vicino a porta Romana.	""	Chiesa di Santa Maria dei Servi	"La chiesa gotica di Santa Maria dei Servi si trova subito fuori la cinta medioevale di Città della Pieve, vicino a porta Romana. Fin dal XIII secolo si ha notizia di una chiesa dedicata alla Madonna della Stella, situata nei pressi dell’ex Ospedale dei Santi Filippo e Giacomo, in cui si stabilirono, a metà del Duecento, i Servi di Maria, costituendo una piccola parrocchia con annesso convento. I lavori si protrassero per tutto il secolo sia nella chiesa che nel convento, notevolmente ingrandito tra il 1486 e il 1487. Dopo le soppressioni ecclesiastiche dell’Unità d’Italia il convento divenne Ospedale Civile.<br />
La pianta della chiesa è tipica degli ordini monastici: interno ad unica navata con abside quadrata e volta a crociera. In facciata sono ancora visibili architetture in stile gotico, successivamente tamponate. Gli archetti trilobati sono in laterizio.<br />
Intorno alla metà del XIX secolo venne addossato alla chiesa un campanile, progettato in stile neoclassico dall’architetto Giovanni Santini.<br />
L’interno, rifatto nel XVII secolo, presenta decorazioni a stucco in stile barocco, di particolare interesse il bel coro ligneo e il grande armadio della Sacrestia, commissionati nel 1628 a Giuseppe di Francesco Bendini di Montepulciano. Sul primo altare di destra è stato riportato alla luce, demolendo una parte di stucco barocco, un affresco raffigurante La Madonna della Stella tra Santi, di ambiente peruginesco. Di particolare effetto scenografico l’altare barocco con ai lati statue berniniane in stucco raffiguranti il Beato Giacomo Villa e il Beato Matteo Lazzari.<br />
Lacunosa è la Deposizione dalla Croce di Pietro Vannucci detto il Perugino, uno dei momenti più alti della sua produzione artistica, ormai arrivato a pochi anni dalla morte, 1517. Qui il Maestro guarda anche al patetismo di Raffaello, suo ex allievo, ormai avviato ad una fama immortale. Il Cristo infatti mostra molte attinenze con l’arte dell’urbinate. L’episodio della svenimento di Maria evidenzia, riecheggiando l’analogo soggetto rappresentato da Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi, come il Perugino continui a farsi interprete di quel mondo, tipicamente umbro, delle laudi, che affondano le radici nel periodo medioevale. Il Maestro rappresenta la scena sotto una sua originalissima visione, di estrema sintesi formale, quasi impressionistica, nei tocchi veloci del paesaggio, ma nello stesso tempo sottolinea il dramma dell’evento. L’affresco, nascosto da un’intercapedine, fu riscoperto nel 1834 dal tedesco Antoine Remboux. Dopo di lui l’affresco impressionò numerosi pittori tra cui i Nazareni, i Puristi e i Prerafaelliti, che lo intesero come fonte di ispirazione per la loro sensibilità romantica. "	Città della Pieve | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9477738	12.003295699999967	Città della Pieve	54012	""	""		[  ]	""
153	Attrattore	it_IT	15873762	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pinacoteca-comunale-citta-di-castello	Pinacoteca Comunale - Città di Castello	<p>Palazzo Vitelli, che ospita al suo interno la Pinacoteca comunale, riaperta al pubblico nel 1995, si trova al centro di Città di Castello, prossimo alle mura urbiche, in via della Cannoniera.</p>	Palazzo Vitelli alla Cannoniera, Città di Castello, Umbria, Pinacoteca Comunale Città di Castello	Pinacoteca Comunale - Città di Castello	"Palazzo Vitelli, che ospita al suo interno la Pinacoteca comunale, riaperta al pubblico nel 1995, si trova al centro di Città di Castello, prossimo alle mura urbiche, in via della Cannoniera. <p>La sobria architettura rinascimentale dell'edificio è arricchita sulla facciata verso il giardino da eleganti monocromi di Cristoforo Gherardi, su probabile disegno di Giorgio Vasari, e da un portico con soprastante loggia, al cui interno ha trovato sistemazione la raccolta di sculture, tra cui un nucleo di terrecotte di Andrea Della Robbia. Allo stesso Gherardi spetta parte dell'apparato decorativo delle sale interne, alla cui realizzazione partecipò anche Cola dell'Amatrice.</p>

<p>Suddivisa in ventisei sale, cui si aggiungono ulteriori spazi espositivi dedicati a mostre temporanee, la pinacoteca comprende opere dal XIV al XX secolo, gran parte delle quali acquisite alla pubblica proprietà in seguito alle demaniazioni postunitarie. Testimoniano la vitalità artistica dell'area, al centro di importanti vie di comunicazione e di scambi culturali tra aree diverse, pregevoli opere di artisti in gran parte forestieri: Raffaello, Luca Signorelli, Domenico Ghirlandaio, Andrea Della Robbia, Lorenzo Ghiberti, Antonio Vivarini, Raffaellino del Colle, Pomarancio e Santi di Tito.</p>

<p>In ambienti inaugurati nel 2006 trovano sede tre importanti donazioni: la gipsoteca dello scultore tifernate Elmo Palazzi (1871-1915), una collezione di bronzi realizzati da Bruno Bartoccini (1910- 2001), e la collezione Ruggieri, che raccoglie una ventina di quadri di artisti italiani del Novecento.Nelle sale al piano seminterrato è gratuitamente visitabile un'ampia collezione malacologica.</p>

<p>Il mobilio esposto nelle diverse sale della pinacoteca non apparteneva all'arredamento originale del palazzo, ma fa parte della donazione che Elia Volpi, responsabile dell'ultimo restauro dell'edificio e proprietario, fece al Comune di Città di Castello nel 1912. Tavoli cinquecenteschi di fattura tipicamente umbra o di provenienza conventuale, serie di sedie e seggioloni sei-settecenteschi ne sono un esempio.<br />
I pezzi di maggior pregio ed interesse sono gli arredi provenienti da chiese e monasteri castellani. Interessante il gruppo di stalli gotici, intagliato e decorato a tarsie, attribuito alla bottega del più noto legnaiolo fiorentino del primo Quattrocento, Manno di Benincasa Mannucci. Il coro, l'armadio da sagrestia, firmato e datato 1501 e il grande sarcofago intagliato e dorato, che custodiva il corpo della Beata Margherita, sono fra i documenti dell'altissima qualità delle manifatture umbre alla fine del Cinquecento.</p> "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.46397830000001	12.24048689999995	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
154	Attrattore	it_IT	100877	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-cavatore-di-tartufi	Il cavatore di tartufi	I segreti e la storia della caccia al tartufo: un'esperienza emozionante da vivere nella tua vacanza in Umbria	tartufi, umbria	A caccia del mito della tavola nella patria del tartufo	"Non perdere l'occasione di una caccia al tartufo!<br />
Se sei in Umbria è sicuramente una delle esperienze da non perdere, soprattutto in compagnia di bambini.&nbsp; Solitamente un'esplorazione solitaria, che raramente si condivide con altri cercatori: tra i boschi si cammina piano, inseguendo con passi leggeri sentieri e pensieri, che si mescolano di continuo, come gli sguardi d'intesa tra cane e padrone. Poi uno scodinzolare festoso e il vanghetto si immerge nella terra esattamente dove punta il fiuto del fido amico…<br />
Per la cava dei tartufi oggi vengono utilizzati i cani ma, per secoli, sono stati utilizzati i maiali. Anzi, le scrofe. Condotte al guinzaglio dai contadini, erano capaci di trovare un tartufo anche tre metri sottoterra: attratte dalla somiglianza con l'odore degli ormoni sessuali secreti dal maiale maschio. Per evitare che dopo aver trovato il tartufo lo divorassero all'istante, fino al secolo scorso si usava incastrare un anello di ferro all'estremità anteriore del muso. Il primo documento che descrive l'uso della scrofa è dell'umanista Bartolomeo Sacchi che&nbsp; nel 1468 esalta la tecnica con la quale in Umbria si cercavano i tartufi.<br />
La prima traccia della professione del ""tratufano"" è in un documento contabile dell'ordinamento finanziario di Spoleto, del 22 agosto del 1400, nel quale venivano annotate le merci che entravano ed uscivano dalla città. Già allora i tartufi erano preziosi: per smerciarli fuori dal territorio bisognava pagare dazio:""un denaro per libra"".<br />
Se stai pensando di provare a cimentarti con questa arte sappi che il <strong>""cane da tartufi""</strong> tipico dell'Umbria, che unisce la forza fisica alla docilità, è stato selezionato in Valnerina nel corso dei secoli: il Grifo Nero Valnerino, un cane rustico, avvezzo a lavorare sia al freddo che con l'afa, che ha un ""riporto"" naturale e quindi quasi non necessita di addestramento iniziale "	Città di Castello | Gualdo Tadino | Gubbio | Orvieto | Valnerina | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423752874409			""		""	""		""	""
155	Attrattore	it_IT	101027	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tagliatella-tradizionale-con-ragu-di-chianina	Tagliatella tradizionale con ragù di chianina	<p>La chianina è presente in Umbria da decine di secoli nella valle del fiume Tevere e nella Val di Chiana</p>	Tagliatella tradizionale, chianina	""	"Ingredienti <p><strong>Per la pasta:</strong><br />
400 gr di farina 0<br />
4 uova<br />
<br />
<strong>Per il ragù:</strong><br />
250 gr di carne macinata di chianina<br />
50 gr di carne macinata di maiale<br />
1 salsiccia macinata<br />
2/3 ossi di bovino<br />
500 gr di pelati<br />
1 bicchiere di vino bianco<br />
1 costa di sedano<br />
1 carota<br />
1 cipolla<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Rosmarino<br />
Alloro<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione Per la <strong>preparazione del ragù</strong>, fare scaldare a fuoco vivo in un'ampia padella le verdure tritate finemente con due cucchiai d'olio. Appena iniziano a soffriggere aggiungere tutta la carne macinata, far rosolare per qualche minuto, sfumare con il vino e continuare la cottura aggiungendo gli aromi, gli ossi, i pelati, un po' di sale e di pepe. Cuocere a fuoco basso per circa un'ora e mezza bagnando appena se il ragù dovesse asciugarsi troppo.<br />
<br />
Per la <strong>preparazione della pasta</strong>, unire la farina alle uova e lavorare il composto così ottenuto per una decina di minuti, prima con un cucchiaio di legno e poi a mano, fino a che non sarà liscia ed omogenea. Stenderla con un mattarello e lasciarla riposare qualche minuto. A questo punto arrotolare l'impasto su se stesso, ben infarinato, creando una sorta di tubo e tagliare la pasta con un coltello ben affilato in striscioline di circa un centimetro. Srotolare il tutto adagiando le tagliatelle così ottenute su un piano precedentemente infarinato.<br />
<br />
Una volta terminata la cottura del ragù togliere gli ossi, lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle, e saltarle nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
156	Attrattore	it_IT	101017	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cappelletti-in-brodo-di-cappone	Cappelletti in brodo di cappone	I cappelletti sono fortemente radicati nella tradizione umbra. Si distinguono dai tortellini emiliani tanto per la forma quanto per il ripieno	Cappelletti in brodo di cappone, umbria	""	"Ingredienti <p><strong>Per la pasta:</strong><br />
300 gr di farina 0<br />
3 uova<br />
<br />
<strong>Per il ripieno:</strong><br />
130 gr di pollo<br />
130 gr di maiale<br />
30 gr di prosciutto<br />
25 gr di parmigiano grattugiato<br />
Noce moscata<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Sale<br />
Pepe<br />
<br />
<strong>Per il brodo di cappone:</strong><br />
1 cappone<br />
Sedano<br />
Carota<br />
Cipolla</p> Preparazione <p>Per la <strong>preparazione del ripieno</strong>, fare scaldare a fuoco vivo in un'ampia padella la carne, ben tritata, con due cucchiai d'olio, sale e pepe. Girare continuamente e quando sarà cotta tritarla aggiungendo il prosciutto, il parmigiano ed un po' di noce moscata.<br />
Subito dopo, per la <strong>preparazione della pasta</strong>, unire la farina alle uova e lavorare il composto così ottenuto per una decina di minuti, prima con un cucchiaio di legno e poi a mano, fino a che non sarà liscia ed omogenea. Stenderla con un mattarello e lasciarla riposare per una mezz'ora. Tagliare quindi la pasta con uno stampino rotondo, sistemare al centro di ogni forma una pallina dell'impasto precedentemente cotto e chiudere a mezzaluna unendo le punte, forma tipica dei cappelletti.<br />
<strong>Per il brodo</strong>, mettere il cappone in abbondante acqua con la carota, il sedano, la cipolla, puliti, e lasciare cuocere per circa due ore, schiumando quando necessario. Cuocere i cappelletti in abbondante brodo e servire ben caldi.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
157	Attrattore	it_IT	101067	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/agnello-al-tartufo-nero	Agnello al tartufo nero	L'agnello al tartufo nero rappresenta perfettamente l'unione tra due grandi ingredienti dell'Umbria	Agnello al tartufo nero, Umbria	""	"Ingredienti <p>1,5 kg di carne di agnello<br />
50 gr di tartufo nero di Norcia<br />
1 limone<br />
Aglio<br />
Rosmarino<br />
Capperi sotto sale<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Aceto di vino<br />
Vino bianco<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione Tagliare al coltello la carne di agnello, facendone uno spezzatino. Scaldare in un'ampia padella l'olio con due spicchi d'aglio ed unire la carne. Far rosolare per qualche minuto fino a che non è ben dorata e bagnare con un bicchiere di vino bianco. Lasciare evaporare, coprire la pentola e cuocere per circa venti minuti.<br />
A parte, pestare uno spicchio d'aglio con un cucchiaio di capperi ben lavati ed un cucchiaio di aceto. Unire il composto ottenuto allo spezzatino di agnello e finire la cottura.<br />
Per preparare la salsa, pestare i tartufi aggiungendo poco olio extravergine di oliva, qualche goccia di limone, sale e pepe.<br />
Togliere l'agnello dal tegame e servire ben caldo, cospargendolo di salsa tartufata "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
158	Attrattore	it_IT	101077	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/faraona-alla-narnese	Faraona alla Narnese	Ricetta tipica della tradizione culinaria umbra	Faraona alla Narnese	""	"Ingredienti <p>1 faraona<br />
100 gr di fegatini di pollo<br />
3 spicchi d'aglio<br />
1/2 cipolla<br />
Salvia<br />
Rosmarino<br />
Limone<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Vino bianco<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione Far rosolare i fegatini di pollo con una piccola parte degli odori. Aggiungere un bicchiere di vino bianco, far sfumare e portare quasi a cottura.<br />
Togliere i fegatini dal fuoco, passarli, salarli, peparli e tritarli. A parte, spezzare la faraona in due parti e metterla in un ampio tegame. Aggiungere l'olio, i rimanenti odori e cuocere il tutto bagnandola con tre bicchieri di vino bianco, il succo di mezzo limone ed un po' acqua per circa due ore.<br />
&nbsp;Al termine, passare il fondo di cottura avendo cura di rimetterlo nel tegame per fare insaporire la faraona per qualche minuto. Impiattare con la salsa di fegatini. "	Narni | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.5176022	12.515629900000022	""		""	""		[  ]	""
159	Attrattore	it_IT	112069	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collezione-burri-ex-seccatoi-del-tabacco-citta-di-castello	Collezione Burri - Ex Seccatoi del Tabacco - Città di Castello	"<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Importante museo di arte contemporanea, di circa 7.500 mq, è interamente dedicato alle opere di Alberto Burri (1915-1995).</span>"	Collezione Burri - Ex seccatoi del tabacco - Città di Castello	""	"<p>Il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurato nel 1990, completa la Collezione di Palazzo Albizzini con i cicli realizzati da Alberto Burri tra il 1979 e il 1993.</p> <div style=""clear:both;"">
<p>Costruite fra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta del Novecento per l'essiccazione del tabacco tropicale, prodotto nel territorio di Città di Castello, le strutture della Fattoria Autonoma Tabacchi furono dismesse negli anni Settanta e, nel 1978, l'artista tifernate ne ottenne l'uso come laboratorio per la realizzazione di opere di grande formato.</p>

<p>Nel 1979 il capannone fu aperto per la presentazione, alla critica e al pubblico, del primo vasto ciclo pittorico denominato ""<em>Il Viaggio</em> "". L'acquisizione di tutto il complesso da parte della Fondazione Palazzo Albizzini, resa possibile nel 1989, ha dato l'avvio al progetto generale di recupero e adattamento museale.</p>

<p>Lo spazio espositivo, inaugurato nel luglio 1990, ospita 128 opere comprendenti cicli pittorici e sculture monumentali, collocate anche sul prato all'esterno.</p>

<p>I ""cicli"" sono un insieme di opere che costituiscono un'unità e, come tali, inscindibili: <em>Il Viaggio</em> (1979), <em>Orsanmichele</em> (1980), <em>Sestante</em> (1982), <em>Rosso e Nero</em> (1983-1984), <em>T Cellotex</em> (1975-1984), <em>Annottarsi</em> (1985-1987), <em>Non ama il Nero</em> (1988), <em>Grandi Neri</em> (1988-1990), <em>Metamorfotex </em>(1991) e <em>Il Nero e l'Oro</em> (1992-1993).</p>

<p>Gli spazi esterni sono caratterizzati da alcune monumentali sculture: <em>Grande Ferro Sestante</em>, <em>Grande Ferro K </em>e <em>Ferro U</em>.</p>

<p>Nel marzo del 2017, in occasione della ricorrenza della nascita di Alberto Burri, la Fondazione Palazzo Albizzini ha inaugurato una nuova sezione museale, portando così a conclusione l'anno ""lungo"" del Centenario.</p>

<p>Il terzo Museo occupa uno spazio di oltre quattromila metri quadri, tutti ottenuti da un recente intervento di riqualificazione di parte degli spazi sottostanti in vasti ambienti che accolgono, secondo l'originario allestimento predisposto dallo stesso Burri, i suoi Grandi Cicli d'opera.</p>

<p>Una superficie espositiva che raggiunge gli undicimila e cinquecento metri quadri che, con le tre diversificate raccolte, comprensive anche delle sculture all'aperto, fanno del ""polo Burri"" di Città di Castello il più esteso Museo d'Artista al mondo e uno dei più importanti luoghi del contemporaneo in Europa.</p>

<p>Nella sezione trova spazio l'intero repertorio grafico e di multipli del Maestro, consistente in oltre duecento opere che sottolineano la sua straordinaria manualità e attitudine alla sperimentazione costante.</p>
</div> <strong>Informazioni</strong> <p>Via Pierucci<br />
06012 - Città di Castello (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;museo@fondazioneburri.org<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.fondazioneburri.org/"" target=""_blank"">www.fondazioneburri.org</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4515744	12.247662300000002	""		""	""		[  ]	""
160	Attrattore	it_IT	112083	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collezione-burri-palazzo-albizzini-citta-di-castello	Collezione Burri - Palazzo Albizzini - Città di Castello	Il museo ha sede in palazzo Albizzini, nel centro storico di Città di Castello. Il palazzo, del XV secolo, ha sobria architettura rinascimentale di ascendenza fiorentina	Collezione Burri - Palazzo Albizzini - Città di Castello	""	"Il museo ha sede in palazzo Albizzini, nel centro storico di Città di Castello. Il palazzo, del XV secolo, ha sobria architettura rinascimentale di ascendenza fiorentina <p>Della famiglia Albizzini si ha notizia fin dal XIV secolo, i suoi componenti sono stati protagonisti di rilievo nelle vicende storiche della città. Sul loro altare, all'interno della chiesa di San Francesco, era lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, oggi a Brera.<br />
&nbsp;Importante museo di arte contemporanea, è aperto al pubblico dal 1981 e comprende 130 opere dell'artista (1915-1995) datate dal 1948 al 1989 suddivise in pittura, scultura, grafica e scenografia, ordinate cronologicamente da lui stesso in venti sale.<br />
&nbsp;L'esposizione, articolata su due piani, ripercorre interamente la vicenda artistica di Burri dagli esordi fino alle più complesse opere astratte dove la materia, spesso lacera e sofferente, diventa opera d'arte a se stante. L'attenzione verso i mutamenti naturali o indotti direttamente dall'artista su alcuni dei materiali usati come Catrami, Sacchi, Legni, Ferri, Plastiche, ne ricorda la formazione scientifica - Burri si laureò in medicina nel 1940.<br />
Molto interessanti anche i bozzetti per le scenografie teatrali; nel 1975 firmò le scene e i costumi per un'edizione del Tristano e Isotta di Wagner allestita per il Teatro Regio di Torino, la Fenice di Venezia e l'Opera di Roma.<br />
Le opere di grandi dimensioni, suddivise per cicli, sono esposte presso gli Ex Seccatoi del Tabacco.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per informazioni e biglietti:</p>

<p><a href=""http://www.fondazioneburri.org/informazioni/biglietti.html"" target=""_blank"">http://www.fondazioneburri.org/informazioni/biglietti.html&nbsp;</a></p> "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4584182	12.240488400000004	""		""	""		[  ]	""
161	Attrattore	it_IT	101117	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ciaramicola	Ciaramicola	<p>La tradizione racconta fosse il dolce che rappresentava l'amore, quello che le ragazze il giorno di Pasqua portavano ai propri innamorati</p>	Ciaramicola	Ciaramicola	"Ingredienti <p>450 gr di farina 00<br />
250 gr di zucchero semolato<br />
100 gr di strutto<br />
4 uova<br />
50 gr di confettini colorati<br />
30 gr di zucchero a velo<br />
1 limone<br />
Due bicchierini di Alchermes<br />
Lievito in polvere<br />
Sale</p> Preparazione <p>In una terrina mescolare la farina, il lievito, un pizzico di sale, lo zucchero, le uova, una parte dello strutto, la scorza grattugiata del limone ed il liquore. Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo.<br />
A questo punto, con l'amalgama ottenuta, fare un grosso rotolo di forma circolare, avendo cura nell'appoggiarlo su una tortiera ben unta di strutto e cuocere a 180 C° per trenta/quaranta minuti nel forno preriscaldato.<br />
Nel frattempo montare un albume d'uovo unendovi lo zucchero a velo.<br />
Quando la ciaramicola sarà cotta spegnere il forno e pennellarne la superficie con la crema bianca ottenuta. Cospargerla di confettini e lasciarla nel forno tiepido fino a che la meringa non si sarà leggermente solidificata.</p> "	Perugia | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
162	Attrattore	it_IT	101107	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/smulicata	Smulicata	La smulicata rappresenta perfettamente la semplicità della cucina umbra	Smulicata, umbria	""	"Ingredienti <p>800 gr di bietole<br />
2 spicchi di aglio<br />
2 cucchiai di pane raffermo, finemente sbriciolato<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Sale</p> Preparazione Mondare le bietole e sminuzzarne le coste. Lavare bene il tutto, versare le bietole in una casseruola, salare, coprire di acqua e lasciarle bollire per circa dieci minuti. Scolarle e passarle sotto l'acqua fredda per fermarne la cottura.<br />
In un'ampia padella far appassire gli spicchi d'aglio sbucciati e leggermente schiacciati con l'olio, quindi unire le bietole facendole insaporire mescolando con un mestolo.<br />
Cospargere di pane e far cuocere a fuoco lento per circa 5 minuti. Regolare di sale e servire. "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
163	Attrattore	it_IT	101127	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tozzetti-di-spello	Tozzetti di Spello	<p>I tozzetti di Spello venivano storicamente preparati in occasione delle feste che si presentavano in famiglia nel corso dell'anno</p>	Tozzetti di Spello	""	"Ingredienti <p>500 gr di farina<br />
150 gr di zucchero<br />
100 gr di burro<br />
3 uova<br />
1 limone<br />
1/2 bustina di lievito<br />
1/2 bicchiere di grappa<br />
mandorle q.b.<br />
semi di anice q.b.<br />
uvetta q.b.</p> Preparazione <p>Impastare la farina con lo zucchero, le uova, il burro, le mandorle pelate, i semi di anice, l'uvetta, la buccia grattugiata di un limone, la grappa, il lievito fino ad ottenere un composto di buona consistenza ed elasticità.<br />
Ricavarne quindi dei rotoli e farli cuocere in forno preriscaldato a 180 C° per circa mezz'ora.<br />
Una volta tiepido, tagliare il rotolo in piccoli pezzi obliqui di egual misura e ripassarli al forno per circa 10 minuti.</p> "	Spello | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.987653	12.67118979999998	""		""	""		[  ]	""
164	Attrattore	it_IT	101329	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-tartufo-nero-in-umbria	Il tartufo nero in Umbria	I tartufo nero in Umbria: specie, caratteristiche e aree di raccolta. Una terra eletta per i buongustai	Il tartufo nero in Umbria	Umbria e tartufo nero, un binomio inscindibile. Le principali specie e le aree di raccolta.	IL TARTUFO NERO PREGIATO UMBRO Il Tartufo Nero Pregiato umbro (Tuber Melanosporum Vittadini) è la qualità prevalente presente in Umbria: conosciuto come tartufo di Norcia e Spoleto, è diffuso anche nei comuni di Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Scheggino, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto, Sellano, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Stroncone. Lo trovi in tutti i territori che fiancheggiano il corso del Nera e, nella provincia di Perugia, principalmente sul monte Subasio. Cresce nei &nbsp;terreni calcarei e argillosi, vivendo in simbiosi con altre piante come quercia, leccio, faggio e castagno. La sua grandezza varia dalle dimensioni di una noce a quelle di una mela: rotondeggiante, spesso irregolare, con la superficie ruvida ma non spigolosa. Indimenticabile il suo profumo aromatico: la polpa è nero rossastra con venature sottili bianche SCORZONE Lo scorzone è meno pregiato del tartufo nero. In base alla stagione è chiamato scorzone estivo(tuber aestivum) o&nbsp; autunnale(forma uncinatum): due tipologie che presentano analogie nella forma pur avendo differenti periodi di maturazione. Quello estivo può raggiungere dimensioni notevoli: il suo odore è leggermente aromatico ma molto meno intenso del tartufo nero. Cresce in terreni sabbiosi e argillosi, boschi di latifoglie e a volte lo trovi anche nelle pinete. Il periodo di raccolta va da Maggio a Dicembre ed è molto apprezzato per la produzione di insaccati e salse.&nbsp; Ha una scorza liscia, di colore marrone bruciato ed internamente presenta venature molto visibili. IL TARTUFO NERO D'INVERNO E IL TARTUFO MOSCATO Queste due specie (tuber brumale e muschatum)sono molto diffuse nel territorio umbro in genere essendo meno esigenti dal punto di vista ambientale. Esteriormente sono neri con verruche poco ungenti al tatto; l'interno è grigio nerastro con venature bianche molto marcate; nel tartufo moscato l'interno è nero con venature molto larghe. Il primo ha un profumo forte e penetrante, mentre il secondo più lieve. Entrambi maturano nei mesi invernali. 	Sapori della terra	""	""	42.8171568	12.919323500000019	""		""	""		""	""
165	Attrattore	it_IT	101345	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-tartufo-bianco-e-la-sua-conservazione	Il tartufo bianco e la sua conservazione	Le specie dei tartufi bianchi dell'Umbria: terra e tradizioni per i veri buongustai	tartufo bianco, tartufo nero	Il tartufo bianco e la sua conservazione	"IL TARTUFO BIANCO O TRIFOLA Il tartufo bianco è il più raro e pregiato. Il nome scientifico è Tuber Magnatum Pico: magnatum, perché è destinato ai magnati, ai grandi signori della tavola e Pico dal cognome del medico torinese che per primo ne descrisse le caratteristiche nel 1788.<br />
È il tartufo che può raggiungere le maggiori dimensioni: forma ovoidale, colore giallo biancastro con la polpa di colore nocciola che varia secondo il grado di maturazione.<br />
Sapevi che per&nbsp; circa l'80% è composto da acqua? Cresce nei terreni calcarei di Città di Castello, Umbertide, Pietralunga, Montone, Monte S. Maria Tiberina, Citerna, S. Giustino, Gubbio, Scheggia, Pascelupo, Costacciaro, Sigillo, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Valfabbrica, Orvieto, Porano, Montecchio, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Allerona, Ficulle, Parrano, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Fabro IL BIANCHETTO O MARZUOLO E' una specialità di tartufo molto diffusa che si trova in pianura, in collina o in montagna, a poca profondità e in terreni calcareoargillosi, associati sia alle latifoglie che alle conifere. È di piccole dimensioni, esternamente liscio e di colore rosso bruno mentre all'interno è chiaro con numerose venature ramificate. Emana un profumo debolmente agliaceo e per questo risulta meno apprezzato.<br />
Ricorda che per&nbsp; gustare pienamente i sapori e gli odori dei tartufi, questi devono essere consumati freschi. Poiché sono dei frutti stagionali si possono anche conservare: il sistema più usato è di congelarli, sia interi che grattugiati. Ovviamente dovrai primi pulirli bene ed asciugarli.<br />
Puoi anche essiccarli in fettine molto sottili, da fare rinvenire prima dell'uso con acqua tiepida o latte. Qualcuno usa conservarli in barattoli di vetro con un cucchiaio di sale dopo averli bolliti per almeno un'ora, secondo le dimensioni. Qualsiasi sistema di conservazione, &nbsp;purtroppo, non ti darà mai le emozioni e la fragranza di un tartufo fresco. "	Sapori della terra	""	""			""		""	""		""	""
166	Attrattore	it_IT	111927	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/antiquarium-di-corciano	Antiquarium - Corciano	L'Antiquarium&nbsp;è organizzato in tre sezioni: paleontologica, preistorica e protostorica, archeologica	Antiquarium, Corciano	""	"<p>Aperto nel 2009,&nbsp;&nbsp;è organizzato in tre sezioni: paleontologica, preistorica e protostorica, archeologica, che presentano reperti già in piccola parte custoditi, fin dagli anni Novanta del Novecento, negli ambienti del Palazzo Comunale. Nella sezione paleontologica è possibile ammirare i resti fossili degli ammoniti mesozoici di Migiana (Giurassico inferiore) e quelli dei mammiferi quaternari di Ellera (Pleistocene inferiore); un aggiornato apparato didattico illustra due lontane e importanti tappe della storia del territorio di Corciano.<br />
La sezione preistorica e protostorica, costituta principalmente da manufatti litici raccolti in varie località della regione, offre un interessante quadro dell'Umbria dal Paleolitico superiore all'età del Ferro. Due vasi cinerari risalenti a quest'ultima fase testimoniano la diffusione nel territorio compreso tra Perugia e il lago Trasimeno della Cultura Villanoviana.<br />
&nbsp;La sezione dedicata all'archeologia classica si apre con le ricostruzioni dei due carri principeschi rinvenuti nell'aprile del 1812 nei pressi di Castel San Mariano, all'interno di una tomba risalente al VI secolo a. C. Segue la parte dedicata ai santuari, semplici recinti o altari realizzati lungo le principali vie di comunicazione e al culmine dei rilievi, dedicati alle divinità protettrici della salute del corpo, della fecondità , del benessere e degli allevamenti.<br />
L'età ellenistica è rappresentata dai materiali provenienti dalle necropoli etrusche di Strozzacapponi e di Fosso Rigo con le ricostruzioni di tre sepolture con i materiali di corredo collocati nella posizione originaria. Chiude la sezione un interessante nucleo di oggetti di età romana, rappresentati dai materiali della villa romana di Palazzo Grande e dai corredi di due tombe ""alla cappuccina"" scoperte nella zona</p> Informazioni <p>Via Cornaletto 4/c<br />
06073 - Corciano (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;infopoint@comune.corciano.pg.it<br />
&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	""		""	""		""	""
167	Attrattore	it_IT	112017	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/antiquarium-del-teatro-romano-gubbio	Antiquarium del Teatro romano - Gubbio	L'Antiquarium è allestito all'interno di un casale che ingloba i resti di una casa romana (domus) con pregevoli decorazioni a mosaico, utilizzata a partire dall'età augustea.&nbsp;	antiquarium, teatro romano, gubbio	""	"Dei quattro ambienti conservati, il maggiore presenta un mosaico a decorazione geometrica che inquadra la raffigurazione dell'episodio di Ulisse e Scilla, realizzato con piccolissime tessere policrome (opus vermiculatum) e ispirato a modelli pittorici di età ellenistica.<br />
Il resto dell'esposizione è centrato sulla storia e sullo sviluppo della città e del territorio, documentati con pannelli esplicativi e materiali provenienti dagli scavi della città e delle necropoli. Da quella di San Biagio, in uso tra il VII e il II secolo a.C., provengono i tre crateri a vernice nera che ricordano eleganti forme in metallo prezioso Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Via del Teatro Romano</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06024 - Gubbio (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>sba-umb@beniculturali.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Gubbio | Luoghi della cultura	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi7.png/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1423752872327	43.3513193	12.575316599999951	""		""	""		""	""
168	Attrattore	it_IT	112027	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cappella-di-san-severo-perugia	Cappella di San Severo - Perugia	Nella cappella&nbsp;è conservata l'unica opera rimasta delle molte che Raffaello realizzò per la città di Perugia	cappella san severo, perugia, raffaello	""	"La cappella sorge adiacente alla piccola chiesa di San Severo, nel rione di Porta Sole, nel centro storico della città di Perugia.<br />
All'interno Nella Cappella. Si tratta di un affresco raffigurante la Trinità con i santi Mauro, Placido, Benedetto martire e Giovanni monaco commissionatogli nel 1505 dal vescovo Troilo Baglioni.<br />
L'opera, lasciata incompiuta per la chiamata di Giulio II a Roma, fu completata nel 1521 dall'ormai anziano Pietro Perugino. A lui si devono i Santi Scolastica, Girolamo, Giovanni Evangelista, Gregorio Magno, Bonifacio e Marta effigiati nella parte sottostante Informazioni <p>Piazza Raffaello<br />
06121 - Perugia (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;sansevero@sistemamuseo.it</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</em></p> "	Perugia | Luoghi della cultura	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423752874729	43.1127285	12.39176980000002	""		""	""		""	""
169	Attrattore	it_IT	112117	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-giardino-dei-lauri-citta-della-pieve	Il Giardino dei Lauri - Città della Pieve	<p>Il nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea creato da i collezionisti Angela e Massimo Lauro per esporre parte della loro collezione personale</p>	Il Giardino dei Lauri - Città della Pieve	""	"Il Giardino dei Lauri è il nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea creato da i collezionisti Angela e Massimo Lauro per esporre parte della loro collezione personale.&nbsp; La Collezione Lauro, nata nel 1990 e comprendente oggi circa 300 opere, raccoglie i lavori dei maggiori protagonisti della scena artistica contemporanea nazionale e internazionale, rappresentando nel suo complesso uno straordinario percorso narrativo attraverso le ricerche più attuali nel campo delle arti visive.<br />
Con la stessa dose di passione, curiosità e intuito che li ha guidati nelle scelte, Angela e Massimo Lauro mettono ora a disposizione del pubblico le loro acquisizioni più recenti nella suggestiva sede de Il Giardino dei Lauri, immerso nel verde al confine tra Umbria e Toscana. Un essenziale e affascinante edificio industriale di 650 mq, sapientemente recuperato e ristrutturato, e il giardino vero e proprio, animato da 70 installazioni di talenti di nuova generazione.<br />
La rosa degli artisti presenti, per lo più provenienti da Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera e Polonia, vede a fianco dei nomi più classici - come Takashi Murakami, Mariko Mori, Roxy Paine, Michael Heizer, Rudolf Stingel, Ugo Rondinone, Tim Noble &amp; Sue Webster, Massimo Bartolini e Maurizio Cattelan – un nucleo di autori nati tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Ottanta che più recentemente si sono affacciati alla ribalta riscuotendo importanti consensi internazionali, quali Aaron Young, Eric Wesley, Dash Snow, Piero Golia, Matthew Monahan, Piotr Uklanski, Urs Fischer, Gary Webb, Martin Creed e Jonathan Meese.&nbsp; Informazioni <p>Località San Litardo<br />
06062 - Città della Pieve (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@ilgiardinodeilauri.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.ilgiardinodeilauri.it/"" target=""_blank"">www.ilgiardinodeilauri.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Città della Pieve | Luoghi della cultura	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi25.png/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1423752874994	42.9799032	11.985812600000031	""		""	""		""	""
170	Attrattore	it_IT	101047	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/zuppa-di-lenticchie-igp-di-castelluccio-di-norcia	Zuppa di lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia	L'utilizzo delle lenticchie di Castelluccio di Norcia è antichissimo e la preparazione in zuppa la più tradizionale possibile	Zuppa di lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia	""	"Ingredienti <p>300 gr di lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia<br />
1 cipolla<br />
1 carota<br />
1/2 costa di sedano<br />
1 spicchio d'aglio<br />
1 patata<br />
Mezzo bicchiere di passata di pomodoro<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione Sminuzzare gli ortaggi, tranne l'aglio e farli rosolare in una casseruola con un filo d'olio. Aggiungere le lenticchie ben lavate e farle tostare a fiamma vivace.<br />
Aggiungere poca passata di pomodoro, togliere lo spicchio d'aglio ed unire l'acqua necessaria a coprire il tutto.<br />
Appena inizia a bollire aggiustare di sale, di pepe, abbassare la fiamma e cuocere con il coperchio per circa 40 minuti mescolando frequentemente "	Norcia | Valnerina | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.7916746	13.094733499999961	""		""	""		[  ]	""
171	Attrattore	it_IT	101057	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/oca-muta-in-porchetta	Oca muta in porchetta	Ricetta della tradizione dell'Umbria	Oca muta in porchetta	""	"Ingredienti <p>1 oca muta da circa 1,3 kg, già pulita<br />
100 g di grasso di prosciutto<br />
2 rametti di rosmarino<br />
1 mazzetto di finocchio selvatico<br />
1 ciuffetto di salvia<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Aceto di vino rosso<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione <p>Al fine di eliminare eventuale peluria residua fiammeggiare l'oca e lavarla accuratamente, tamponandola con della carta assorbente per asciugarla. Dividere quindi l'oca in otto/dieci pezzi di uguale peso. A parte, preparare un battuto con il grasso di prosciutto, un rametto di rosmarino, il finocchio, la salvia, 2 cucchiai di olio, 2 cucchiai di aceto, sale e pepe.<br />
Prendere l'oca ed ungerla abbondantemente con il composto così ottenuto, lasciandola riposare ed insaporire in una pirofila per un paio d'ore. A questo punto accendere il forno, portarlo a 180 C° e cuocere l'oca per circa un'ora, bagnandola appena se dovesse asciugarsi troppo.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
172	Attrattore	it_IT	100887	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/storia-del-tartufo	Storia del tartufo	Storia del tartufo in Umbria	tartufo	Storia del tartufo	"Non si coltiva e non si può riprodurre: il fascino del tartufo è nel suo mistero.&nbsp; Figlio della terra e del buio, cresce vicino alle radici degli alberi. I Babilonesi lo ricercavano tra le sabbie dei deserti orientali; Greci e Romani ne furono grandi ammiratori al punto da attribuirgli qualità divine. Gli storici greci e romani lo credevano generato &nbsp;dal fulmine scagliato dal re degli dei in prossimità di una quercia. Proprio il legame con Giove generò la convinzione che il tartufo possedesse qualità afrodisiache.<br />
L'Umbria è terra di tartufi da sempre: gli antichi Umbri chiamavano ""tartùfro"" quel ""sasso profumato"". E ne introdussero l'uso e la conoscenza in tutta la penisola. L'entusiasmo del mondo antico verso il tartufo si affievolì nel Medioevo, periodo in cui si credeva contenesse veleni mortali o che fosse il cibo delle streghe.<br />
In epoca rinascimentale, a seguito dell'affermarsi della cultura del gusto e dell'arte culinaria, fu rivalutato sino a divenire protagonista d'eccellenza nella cucina signorile. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli scrisse la prima monografia sul tartufo, l'<strong>""Opuscolum de Tuberibus""</strong>, dove raccolse le opinioni di naturalisti greci e romani e vari aneddoti storici.<br />
&nbsp; Il re della tavola La sua notorietà nel frattempo non conobbe arresti e con il trascorrere del tempo consolidò la fama di principe della tavola sino a trasformarsi in un fenomeno di costume. Basti pensare che nel XVIII secolo la ricerca del tartufo divenne un divertimento di corte, dando con tutta probabilità origine all'usanza di avvalersi di un animale elegante come il cane per la ricerca. La sua lunga storia vanta l'entusiastico apprezzamento di celebri personaggi, tra gli altri quelli del&nbsp;<strong>Conte Camillo Benso di Cavour</strong>&nbsp;che era solito utilizzare il tartufo come mezzo diplomatico nella sua attività politica, mentre&nbsp;<strong>Lord Byron</strong>&nbsp;lo teneva sulla scrivania perché il suo intenso aroma gli destasse creatività. Nel 1868&nbsp;<strong>Gioachino Rossini</strong>&nbsp;viveva a Parigi, ma chiedeva tartufi di qualità dall'Umbria, con una lettera spedita ad un commerciante spoletino. Si firmava ""ex compositore di musica"". Quei tartufi partirono in fretta per &nbsp;l'autore del&nbsp;Barbiere di Siviglia&nbsp;e del&nbsp;Guglielmo Tell. La missiva è conservata nel museo del&nbsp;<strong>Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto</strong> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
173	Attrattore	it_IT	100978	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/lo-zafferano-dell-umbria	Lo zafferano dell'Umbria	La tradizione dello zafferano dell'Umbria risale al XVI° secolo. Cascia e Città della Pieve sono le aree di eccellenza.	zafferano, cascia, città della pieve	A Cascia e Città della Pieve la tradizione dello zafferano dell'Umbria	"Il&nbsp;Crocus Sativus La pianta Crocus Sativus, originaria dell'Asia Minore, fu impiegata fin dall'antichità per uso tintorio, farmacologico, cosmetico e gastronomico. Le sue proprietà erano note agli Egizi e nella Bibbia viene nominato nel Cantico dei Cantici. Conosciuto anche in India, viene ancora usato dai monaci buddisti per tingere le vesti. I Greci, successivamente i Romani e gli uomini del Medioevo, chiamarono la pianta ""croco"" (dal greco ""krokos"").<br />
Omero lo cita nell'Iliade tra i fiori del letto di nuvole di Zeus. Il medico greco Ippocrate loda le sue facoltà farmacologiche. Il collega Galeno addirittura lo prescrive per tutti i mali. Gli Arabi lo diffusero in occidente. La parola deriva dal persiano ""sahafaran"", da ""asfar"" (giallo), passato nell'arabo ""za'faran"" e quindi nello spagnolo ""azafran"".&nbsp;<br />
In Umbria lo Zafferano è coltivato in alcune zone di cui sono state tramandate notizie e testimonianze fino agli inizi del millecinquecento. Cascia e Città della Pieve sono le aree di eccellenza: negli Statuti della Gabella di Castel della Pieve del 1537 compare, tra le altre rubriche, la raccolta di zafferano.&nbsp;<br />
Originaria del Mediterraneo orientale, lo zafferano è una piccola bulbosa annuale dai fiori violacei che deve la sua notorietà tanto alle qualità tintorie quanto alle proprietà aromatizzanti e digestive, ampliamente conosciute nel settore alimentare, dei profumi e farmacologico. L'impiego terapeutico della droga è comunque limitato, non solo per il costo oneroso ma soprattutto per la sua tossicità: lo zafferano, infatti, è innocuo solo alle normali dosi alimentari ( si parla di alcuni centigrammi ), motivo per cui il consumo più consueto rimane quello gastronomico.<br />
I fiori vengono raccolti manualmente alla fine di ottobre e solo nelle prime ore del mattino, poiché la luce intensa potrebbe alterare le caratteristiche organolettiche degli stimmi: questi di colore rosso mattone intenso, una volta essiccati possono essere commercializzati solo se rigorosamente integri, a garanzia di autenticità del prodotto "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			Città della Pieve - Cascia - Gubbio - Spoleto		""	""		""	""
174	Attrattore	it_IT	101003	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torta-di-pasqua	Torta di Pasqua	La torta di Pasqua è una preparazione salata a base di formaggio, tipica delle feste pasquali	Torta di Pasqua	""	"Ingredienti <p>40 gr di pasta da pane lievitata<br />
50 gr di lievito di birra<br />
500 gr di farina 00<br />
125 gr di olio extra vergine di oliva<br />
100 gr di pecorino tenero<br />
100 gr di parmigiano grattugiato<br />
5 uova<br />
Strutto<br />
Sale</p> Preparazione In una terrina rompere tre uova intere e due tuorli, aggiungere il sale, il pecorino tagliato a dadini ed il parmigiano grattugiato. Mescolare il composto così ottenuto aggiungendo l'olio e lasciare riposare per circa tre ore.<br />
Su una spianatoia unire la pasta da pane, la farina ed impastare leggermente. Formare una cavità centrale dentro la quale versare il composto precedentemente ottenuto ed amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno. Lavorare con le mani per circa dieci minuti e comunque fino a che l'impasto non sarà liscio ed omogeneo, quindi lasciarlo riposare per circa due ore.<br />
Ungere con lo strutto un tortiera alta e larga, riempirla con l'impasto per non più di un terzo e cuocere in forno caldo fino a cottura. Tagliare a spicchi e servire la torta ancora calda "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
175	Attrattore	it_IT	101037	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/strangozzi-del-trasimeno-con-persico-di-lago	Strangozzi del Trasimeno con persico di lago	<p>Per la loro facilità di realizzazione appartengono da sempre alla tradizionale cucina regionale umbra</p>	Strangozzi del Trasimeno con persico di lago	""	"Ingredienti <p><strong>Per gli strangozzi:</strong><br />
500 gr farina 00<br />
Acqua tiepida<br />
1 cucchiaino di sale<br />
<br />
<strong>Per il sugo:</strong><br />
300 gr di filetto di pesce persico<br />
300 gr di pomodoro in pezzi<br />
3 rametti di prezzemolo<br />
1 spicchio d'aglio<br />
2 filetti di alice<br />
2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione <p>In una terrina mettere la farina, il sale e, poco alla volta, l'acqua. Mescolare e passare l'impasto così ottenuto su una spianatoia. Lavorare con le mani per circa dieci minuti e comunque fino a che l'impasto non sarà liscio ed omogeneo. Lasciarlo riposare per un'ora, stenderlo ottenendo una sfoglia non troppo sottile e lasciarlo riposare per un'altra decina di minuti. A questo punto arrotolare l'impasto su se stesso, ben infarinato, creando una sorta di tubo e tagliare la pasta con un coltello ben affilato in striscioline di pochi millimetri di diametro. Srotolare il tutto adagiando gli strangozzi così ottenuti su un piano infarinato.<br />
<br />
Sciacquare il pesce e tamponarlo con della carta assorbente per asciugarlo. Tagliare il filetto a piccoli cubetti di circa un centimetro per lato. Lavare il prezzemolo, le alici e tritare finemente il tutto. In un ampio tegame far soffriggere il composto così ottenuto con l'aglio, il pomodoro e le olive. Cuocere per cinque minuti fino a che non si sarà ristretto, unire il pesce, aggiustare di sale, pepe e cuocere per circa venti minuti, mescolando di tanto in tanto.<br />
<br />
Lessare gli strangozzi in abbondante acqua salata, scolarli e saltarli nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.&nbsp;</p> "	Castiglione del Lago | Città della Pieve | Lisciano Niccone | Paciano | Panicale | Passignano sul Trasimeno | Piegaro | Tuoro sul Trasimeno | Magione | Lago Trasimeno | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		[  ]	""
176	Attrattore	it_IT	101087	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piccioni-alla-todina	Piccioni alla Todina	Ricetta tipica della tradizione culinaria umbra	Piccioni alla Todina	""	"Ingredienti <p>2 piccioni puliti<br />
60 gr di prosciutto crudo<br />
1 cipolla<br />
2 spicchi di aglio<br />
1 ciuffetto di salvia<br />
50 gr di olive nere<br />
1 cucchiaio di capperi sotto sale<br />
Vino rosso<br />
Brodo di pollo<br />
Olio extravergine di oliva<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione Sciacquare i piccioni ed asciugarli con della carta assorbente, tagliarli in quattro grossi pezzi ed adagiarli in un tegame. Sminuzzare il prosciutto e gli ortaggi ed unire il tutto aggiungendo mezzo bicchiere d'olio e le foglie di salvia. Salare, pepare e rosolare i piccioni girandoli frequentemente per qualche minuto.<br />
Aggiungere un bicchiere di vino rosso e lasciare sfumare. A questo punto unire le olive denocciolate e sminuzzate ed i capperi ben lavati. Coprire e lasciare cuocere a fuoco lento per circa 50 minuti bagnando con il brodo di pollo.<br />
Togliere il coperchio, alzare la fiamma e fare addensare il condimento per qualche minuto. Servire i piccioni con la loro salsa "	Todi | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.7819352	12.406568600000014	""		""	""		[  ]	""
177	Attrattore	it_IT	101097	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torello-alla-perugina	Torello alla Perugina	Il torello alla perugina è un'antica preparazione che nasceva per recuperare gli avanzi del brodo	Torello alla Perugina	""	"Ingredienti <p>1 kg di girello di vitello 1<br />
150 gr di fegatini di pollo<br />
30 gr di petto di pollo<br />
2 alici<br />
1/2 cipolla<br />
1 carota<br />
1 costa di sedano<br />
2 foglie di salvia<br />
1 cucchiaio di capperi<br />
1 limone<br />
Vino bianco<br />
Olio extra vergine di oliva<br />
Sale<br />
Pepe</p> Preparazione <p>Sminuzzare gli ortaggi, legare il girello con dello spago da cucina ed adagiare il tutto in una casseruola con l'olio. Accendere il fuoco e rosolare a fiamma vivace per alcuni minuti. Aggiungere un bicchiere di vino bianco e continuare la cottura a pentola chiusa per circa 20 minuti.<br />
A questo punto aggiungere il petto di pollo tagliato a pezzetti, i fegatini puliti e ben lavati, aggiustare di sale e di pepe e cuocere per altri 20 minuti senza coperchio, bagnando eventualmente la carne con poco vino bianco. Togliere la carne e passare al setaccio il fondo di cottura insieme alle alici e ai capperi, aggiungendo al sugo così ottenuto il succo di un limone.<br />
Tagliare il girello a fette sottili accompagnandolo alla salsa precedentemente ottenuta.</p> "	Perugia | Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
178	Attrattore	it_IT	112127	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ipogeo-di-san-manno-perugia	Ipogeo di San Manno - Perugia	Poco distante dalla città di Perugia, in località Ferro di Cavallo, si trova all'interno della casa medievale dei Cavalieri di Malta	Ipogeo di San Manno - Perugia	""	"Poco distante dalla città di Perugia, in località Ferro di Cavallo, si trova all'interno della casa medievale dei Cavalieri di Malta.&nbsp; L'ipogeo è costituito da un ampio vano rettangolare con copertura a volta, rivestito da blocchi di travertino, perfettamente allineati e commessi a secco. Sui lati lunghi si aprono simmetricamente due piccole camere quadrate, anch'esse con copertura a volta.<br />
Sopra l'arco di accesso della cella di sinistra è incisa una lunga iscrizione etrusca che corre su tre righe di diversa lunghezza. Il testo menziona la tomba costruita da Aule e Larth della famiglia Precu. Sono ricordati il padre Larth e la madre, della famiglia Cestna.&nbsp; Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">via San Manno - Località Ferro di Cavallo</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06121 - Perugia (PG)</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Perugia | Luoghi della cultura | Storia antica	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423752874729	43.10606689999999	12.347385099999997	""		""	""		""	""
179	Attrattore	it_IT	112193	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-tulle-anita-belleschi-grifoni-panicale	"Museo del Tulle ""Anita Belleschi Grifoni"" - Panicale"	Inaugurato nel 2001, il museo ha sede nella cinquecentesca chiesa di Sant'Agostino, recuperata per poter conservare ed esporre i numerosi manufatti in tulle ricamato in precedenza dislocati presso privati e chiese cittadine	"Museo del Tulle ""Anita Belleschi Grifoni"" - Panicale"	""	"Inaugurato nel 2001, il museo ha sede nella cinquecentesca chiesa di Sant'Agostino, recuperata per poter conservare ed esporre i numerosi manufatti in tulle ricamato in precedenza dislocati presso privati e chiese cittadine. Il ricamo ad ago eseguito direttamente su tulle in cotone o in seta si diffuse già a partire dai primi decenni del XIX secolo grazie al perfezionamento, ad opera degli inglesi Heathcoat e Lurdley nel 1809, di un telaio per produrre meccanicamente il tulle, un tessuto molto leggero, vaporoso ma al tempo stesso resistente, caratterizzato da maglie a fori esagonali. Questa tecnica di ricamo, nata per offrire una produzione simile a quella dei merletti a fuselli e ad ago, era praticata dalle monache del collegio delle Vergini di Panicale e insegnata alle allieve che lo frequentarono almeno fino al 1872, anno della sua chiusura.<br />
A partire dagli anni trenta, la tradizione venne ripresa dalla panicalese Anita Belleschi Grifoni, che ne perfezionò la lavorazione, ne rielaborò i disegni e ne semplificò i punti. Convinta delle potenzialità economiche e sociali legate a questa tradizionale attività femminile, la Belleschi Grifoni fondò una scuola e istituì il marchio ""Ars Panicalensis"".<br />
Sin dal 1936 l'azienda entrò in collaborazione con l'ENAPI (Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie), creando anche contatti con molti artisti contemporanei, che produssero disegni e modelli da ricamare. Grazie all'intraprendenza della signora Anita e alle sue numerose relazioni sociali, ma anche per il costo contenuto dei manufatti, il ricamo dell'""Ars Panicalensis"" diventò celebre tra i nobili e le famiglie della media e alta borghesia, tanto che suoi esemplari vennero anche venduti alla casa Savoia e ai principi Torlonia.<br />
La scuola, al pari di precedenti e analoghe esperienze nella regione, ebbe anche l'obiettivo di garantire alle donne una propria indipendenza economica e una personale realizzazione attraverso la produzione e la commercializzazione dei loro manufatti. Dopo la morte di Anita Belleschi Grifoni e la chiusura della scuola, alcune ricamatrici hanno continuato a mantenere in vita la tradizionale tecnica. Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Piazza Regina Margherita</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06064 - Panicale (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>info@panicaleturismo.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Panicale | Tessuti, pizzi e ricami | Luoghi della cultura	http://www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.028592	12.09741699999995	""		""	""		""	""
180	Attrattore	it_IT	112183	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-merletto-tuoro-sul-trasimeno	Museo del Merletto - Tuoro sul Trasimeno	Il Museo del Merletto si trova nel palazzo delle Opere Pie, all'interno del piccolo villaggio posto sulla riva occidentale dell'isola Maggiore	Museo del Merletto - Tuoro sul Trasimeno	""	"Il Museo del Merletto si trova nel palazzo delle Opere Pie, all'interno del piccolo villaggio posto sulla riva occidentale dell'isola Maggiore Nel museo si può ammirare una vasta esposizione di prestigiosi manufatti eseguiti nella scuola di ricamo istituita nei primi anni del XX secolo dalla figlia del marchese Giacinto Guglielmi, Elena Guglielmi.<br />
Nella scuola le figlie dei pescatori isolani apprendevano la delicata lavorazione dei pizzi all'uncinetto contribuendo così a sviluppare il rinnovato interesse per il settore tessile che si ebbe in Italia tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo.<br />
Mezzo secolo più tardi infine la preziosità della lavorazione del merletto e la crescente richiesta di pizzi, portò alcune donne ad intraprendere una attività lavorativa vera e propria e a riaprire l'antica scuola di merletto che ebbe riconoscimenti anche a livello internazionale Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Via Guglielmi</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06069 - Tuoro sul Trasimeno (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>info@infotuoro.com<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><a href=""http://www.umbriacultura.it/"" target=""_blank"">www.umbriacultura.it</a></p> "	Tuoro sul Trasimeno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1758032	12.092539100000067	""		""	""		[  ]	""
181	Attrattore	it_IT	112213	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-canapa-sant-anatolia-di-narco	Museo della Canapa - Sant'Anatolia di Narco	Antenna dell'Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra	Museo della Canapa - Sant'Anatolia di Narco	""	"Inaugurato nel 2008, è ospitato nella ex sede del palazzo Comunale E' una delle antenne dell'Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra nato per valorizzare la cultura, le tecniche e i saperi di questo territorio. Il museo ospita la documentazione relativa all'intero ciclo di lavorazione e trasformazione della canapa, dalle fasi di coltivazione, macerazione ed essiccazione, fino a quelle della gramolatura e cardatura, nonché collezioni tessili dal XVII al XX secolo&nbsp; Informazioni <p>Piazza del Comune Vecchio<br />
06040 - Sant'Anatolia di Narco (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@museodellacanapa.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.museodellacanapa.it/"">www.museodellacanapa.it</a></p>

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<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Sant'Anatolia di Narco | Tessuti, pizzi e ricami | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7330382	12.83600100000001	""		""	""		""	""
182	Attrattore	it_IT	116311	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-di-fabbrica-ubaldo-grazia-maioliche-deru-1	"Museo di fabbrica ""Ubaldo Grazia Maioliche"" - Deruta"	L'ampia collezione di famiglia illustra gli originali e le repliche eseguite dagli artisti che frequentarono la fabbrica	"Museo di fabbrica ""Ubaldo Grazia Maioliche"" - Deruta"	""	"È ubicato lungo la principale via ai piedi del borgo di Deruta, dove si concentrano da sempre gran parte delle botteghe artigiane dedite alla produzione di ceramiche artistiche Con la sua significativa collezione di ceramiche artistiche, il piccolo museo rappresenta il punto di arrivo di un percorso di visita che inizia proprio dalla fabbrica, luogo di produzione degli oggetti esposti, dove ancora oggi si svolge l'intero ciclo produttivo della ceramica, dalla lavorazione dell'argilla entro appositi vani alla cottura, i cui ambienti incorporano i resti della prima fornace di fabbrica risalente agli anni a cavallo tra Otto e Novecento.<br />
Inaugurato nel 2002, il museo ha sede all'ultimo piano della fabbrica ed espone oltre 500 pezzi che ne hanno contrassegnato la produzione, a partire dagli esemplari ottocenteschi fino alle forme realizzate negli anni 60 del Novecento. L'ampia collezione di famiglia, ricostituita dall'attuale proprietario in seguito alla sua dispersione nei mercati antiquari e in vari musei europei, illustra gli originali e le repliche eseguite dagli artisti che frequentarono la fabbrica.<br />
Apre il percorso un nucleo di frammenti di ceramica dipinta di epoca medievale, ritrovati nei pressi della fabbrica. Una sezione è dedicata alle figure di Alpinolo Magnini e Ubaldo Grazia, maestri che nel corso degli anni 20 del Novecento riprodussero i piatti da pompa a ""lustro"", procedimento molto diffuso tra i maiolicari derutesi del XVI secolo, che rende lucente la smaltatura e la arricchisce di riflessi dorati, mediante sali metallici e una terza cottura in atmosfera povera di ossigeno. Informazioni <p>ORARIO: Aperto dal lunedì al venerdì 10:00-12:00 14:00-18:00&nbsp;&nbsp;&nbsp; dal 2017/01/01 al 2017/12/31&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>

<p>Gli orari possono essere modificati su appuntamento e in caso di particolari esigenze.</p>

<p>Via Tiberina<br />
06053 - Deruta (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;ubaldograzia@ubaldograzia.com<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.ubaldograzia.com/"" target=""_blank"">www.ubaldograzia.com</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Deruta | La ceramica | Luoghi della cultura	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	42.9891244	12.421937299999968	""		""	""		[  ]	""
183	Attrattore	it_IT	112243	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/necropoli-del-palazzone-e-ipogeo-dei-volumni-perugia	Necropoli del Palazzone e Ipogeo dei Volumni - Perugia	La necropoli è oggi situata in un'area archeologica attrezzata, con percorsi visita e un Antiquarium che accoglie alcuni reperti e mostre tematiche sugli aspetti della vita quotidiana e sociale degli Etruschi	Necropoli del Palazzone e Ipogeo dei Volumni - Perugia	""	"La necropoli è oggi situata in un'area archeologica attrezzata, con percorsi visita e un Antiquarium che accoglie alcuni reperti e mostre tematiche sugli aspetti della vita quotidiana e sociale degli Etruschi Il cimitero, collocato a circa 7 km a sud est di Perugia, nella moderna frazione di Ponte San Giovanni, era collegato ad un insediamento posto a controllo di una parte della sottostante valle del Tevere.<br />
Composta da circa 200 tombe a camera scavate nel terreno naturale, nella necropoli si distingue, per la complessità dell'articolazione interna e impegno decorativo, l'<strong>ipogeo dei Volumni</strong>, appartenuto alla ricca famiglia dei Velimna – Volumni. Il sepolcro, uno degli esempi più significativi dell'architettura funeraria di età ellenistica, riproduce la pianta canonica di una casa romana, che accoglieva, all'interno dell'ambiente principale (tablinum) sette deposizioni, tutte entro urne recanti sul coperchio la raffigurazione quasi ritrattistica del defunto.<br />
La necropoli risale in maggioranza all'età ellenistica (tra il III e I secolo a.C), mentre un piccolo nucleo di cinque tombe, dislocato in due zone diverse, è di età arcaica (seconda metà del VI – inizi V secolo a.C.) Informazioni <p>Via Assisana - Ponte San Giovanni<br />
06121 - Perugia (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;sba-umb@beniculturali.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/"" target=""_blank"">www.archeopg.arti.beniculturali.it</a>&nbsp;</p>

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<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Perugia | Luoghi della cultura | Storia antica	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423752874729	43.0933266	12.412802300000067	""		""	""		""	""
184	Attrattore	it_IT	112223	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-dell-olivo-e-dell-olio-torgiano	Museo dell'olivo e dell'olio - Torgiano	Il Museo dell'Olivo e dell'Olio (MOO) è ospitato all'interno del borgo di Torgiano; rinomato centro di produzione vitivinicola fra Perugia e Assisi	Museo dell'olivo e dell'olio - Torgiano	""	"Il Museo dell'Olivo e dell'Olio (MOO) è ospitato all'interno del borgo di Torgiano; rinomato centro di produzione vitivinicola fra Perugia e Assisi Il percorso espositivo si articola all'interno di un antico frantoio frutto dell'accorpamento di tre differenti case ed utilizzato fino al secolo scorso. Dal 2000 è sede del Museo dell'Olivo e dell'Olio, ideato e realizzato ad iniziativa di Giorgio e Maria Grazia Lungarotti.<br />
Sostenuto dall'azienda di famiglia e gestito dalla Fondazione Lungarotti, il museo ripercorre senza limitazioni geografiche e temporali, la storia e i differenti usi dell'olivo e dell'olio. Reperti archeologici, ceramiche libri e altri materiali descrivono le origini mitologiche della pianta, la produzione, la diffusione e i diversi usi dell'olivo e dell'olio.<br />
Tra i materiali esposti un alàbastron, ampolla destinata a contenere oli profumati, attico a figure rosse del Pittore della Fonderia, V secolo a.C. Ampio spazio è dedicato alla collezione di lucerne, dall'età preromana al XX secolo.<br />
Una sezione tratta l'olivo e l'olio nella simbologia, nelle arti figurative e nell'artigianato; la vetrina delle Usanze e Tradizioni richiama antiche credenze e superstizioni popolari.&nbsp; Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Via Garibaldi</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06089 - Torgiano (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>prenotazionimusei@lungarotti.it</span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">sito web:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>www.lungarotti.it/fondazione/moo</span></span></p>

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<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Torgiano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729	43.0254475	12.433341100000007	""		""	""		""	""
185	Attrattore	it_IT	116933	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/necropoli-etrusca-di-strozzacapponi-corciano	Necropoli etrusca di Strozzacapponi - Corciano	"<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"">L'impianto di Strozzacapponi costituisce un perfetto esempio di necropoli organizzata secondo un preciso disegno.&nbsp;</span>"	Necropoli etrusca di Strozzacapponi - Corciano	""	"È' visitabile attraverso un percorso guidato ben attrezzato che valorizza alcune delle centinaia di tombe organizzate secondo un piano urbanistico preordinato: di analoga struttura e dimensione, presentano un dromos (corridoio) dotato di gradini che conduceva all'ingresso, chiuso da un grande lastrone. Il vano interno disponeva sui tre lati di banchine dove venivano collocate le urne o olle con le ceneri del defunto e i relativi corredi funebri. Al tradizionale ceto gentilizio si affianca un gran numero di personaggi di rango inferiore, liberi o schiavi affrancati.<br />
L'impianto di Strozzacapponi costituisce un perfetto esempio di necropoli organizzata secondo un preciso disegno. Il rito di sepoltura è quello dell'incinerazione, normalmente utilizzato nel territorio perugino in età ellenistica. Il corpo del defunto veniva bruciato e le ceneri raccolte all'interno di urne di travertino o di olle in ceramica.<br />
Le urne, alcune esposte presso l'Antiquarium comunale di Corciano, sono in genere lisce e, solo in alcuni casi, presentano decorazioni scolpite arricchite da vivaci policromie. Sui coperchi è spesso inciso il nome del defunto. Utilizzata tra il III secolo e il I secolo a.C., era pertinente ad un insediamento collegato all'attività estrattiva nelle vicine cave di travertino in località Santa Sabina.<br />
La musealizzazione della necropoli si inserisce in un più ampio progetto di percorso naturalistico-archeologico che include anche la necropoli di Fosso Rigo, utilizzata da artigiani dediti alla lavorazione della pietra. Informazioni <p>Località Strozzacapponi - Via Einaudi<br />
06073 - Corciano (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;cultura@comune.corciano.pg.it</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</em></p> "	Corciano | Perugia | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.09212590000001	12.313658000000032	""		""	""		[  ]	""
186	Attrattore	it_IT	122560	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trebbiano-spoletino	Trebbiano Spoletino	""	""	""	"<p>Il Trebbiano Spoletino è vitigno che fa parte della grande famiglia dei trebbiani, una delle uve a bacca bianca più coltivate in Italia. Nonostante il nome non si hanno notizie storicamente certe a proposito della sua origine, la prima testimonianza che lo racconta e che lo descrive è ad opera del Francolini nei suoi ""Bollettini Ampelografici"" del 1878. È certo che però sia coltivato unicamente in Umbria, dove ha trovato la sua terra d'elezione.</p>

<p>È coltivato quasi esclusivamente nell'ampia zona che da Spoleto porta a Foligno e Montefalco, in provincia di Perugia.</p>

<p>Il Trebbiano Spoletino, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino caratterizzato da profumi piuttosto fruttati, fresco, abbastanza alcolico e dalla spiccata acidità. Per quest'ultima caratteristica si presta abbastanza bene alla produzione di vini spumanti. Utilizzato anche in assemblaggio ha trovato a Spoleto il suo habitat naturale dove viene vinificato quasi esclusivamente in purezza.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi11.png/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1423749272934	42.7305146	12.734466399999974	""		""	""		""	""
187	Attrattore	it_IT	122523	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sangiovese	Sangiovese	""	""	""	"<p>Forse il vitigno italiano più conosciuto nel mondo, il Sangiovese affonda le sue radici nella storia della penisola ed in particolare nella vasta area che oggi comprende Umbria, Toscana, Marche e Romagna. Sono molte le testimonianze, a partire dal seicento, che raccontano di un vitigno a bacca rossa dal nome simile (Sangioveto, Sangiogheto, etc.) anche se oggi si può certamente affermare siano almeno due i vitigni appartenententi a questa famiglia: il Sangiovese Piccolo ed il Sangiovese Grosso. Oggi, in Umbria, è il vino che più si identifica con una delle due denominazioni più importanti della regione, quel Torgiano Rosso Riserva la cui attribuzione della DOC risale al 1970, poi diventata DOCG nel 1990.</p>

<p>È il vitigno più diffuso della regione, spina dorsale della grande maggioranza dei vini rossi prodotti tanto in provincia di Perugia quanto di Terni.</p>

<p>Il Sangiovese, quando vinificato in purezza, può dare origine a vini molto diversi tra di loro. Se pensato per un consumo relativamente immediato e quindi vinificato in solo acciaio regala vini caratterizzati da profumi floreali e leggermente fruttati, di grande freschezza e dalla buona acidità. Se pensato per la produzione di vini più strutturati, la maturazione in legno può portare a vini caratterizzati da profumi fruttati e speziati, di buon corpo e che si possono prestare ad un lungo invecchiamento.&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
188	Attrattore	it_IT	122612	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-amelia	Vini Doc e Docg Amelia	""	""	""	"<p>Anticamente nota con il nome di Ameria, dal nome del suo fondatore Ameroe, la città di Amelia ha origini antichissime. La prima comunità si stanziò in questo territorio prima della fondazione di Roma. È in questo periodo che hanno visto la luce le caratteristiche mura poligonali, unico valido sistema per difendersi dalle incursioni dei vicini popoli etruschi.</p>

<p>La coltivazione della vite appartiene ai Colli Amerini da sempre. Il poeta latino Virgilio, nel primo libro delle Georgiche, dedica alcuni versi alla pazienza con la quale i vignaioli del tempo si dedicavano proprio a quest'arte. Oggi le colture agricole, dai vigneti agli oliveti, si fondono con l'ambiente circostante creando un equilibrio difficile da trovare altrove e che rappresenta perfettamente la magica fusione tra uomo e territorio. Grechetto, malvasia, ciliegiolo e sangiovese sono i vitigni più coltivati in una zona che però è nota per la storica produzione di Vin Santo, vino dolce dal sapore ancestrale.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.5567718	12.414636100000052	""		""	""		""	""
189	Attrattore	it_IT	122584	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trebbiano-toscano-o-procanico-	Trebbiano Toscano (o Procanico)	""	""	""	"<p>Il Trebbiano Toscano è vitigno che fa parte della grande famiglia dei trebbiani, una delle uve a bacca bianca più coltivate in Italia. Si tratta di uno dei più antichi vitigni di cui si ha conoscenza, citato da tutti i più grandi volumi sul tema a partire da ""Naturalis Historia"" di Plinio il Vecchio. Più difficile delineare l'origine del nome, che potrebbe provenire dal fiume Trebbia, in Emilia, o dai tanti comuni chiamati Trebbio o Trebbo, un po' in tutta Italia.</p>

<p>È vitigno ampiamente diffuso in tutta la regione, dove contribuisce alla produzione di moltissimi vini bianchi tanto in provincia di Perugia quanto in provincia di Terni.</p>

<p>Il Trebbiano Toscano, quando vinificato in purezza, dà origine ad un vino caratterizzato da profumi piuttosto leggeri. Normalmente, in particolare nell'orvietano, viene utilizzato come taglio per conferire ai vini bianchi alcolicità ed acidità. Per le sue naturali caratteristiche è uva che si presta molto bene anche alla produzione del tradizionale Vin Santo, in particolare nelle zone di Amelia, dei Colli Perugini, dei Colli del Trasimeno, di Torgiano.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
190	Attrattore	it_IT	122730	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-lago-di-corbara	Vini Doc e Docg Lago di Corbara	""	""	""	"<p>Il Lago di Corbara&nbsp; fu realizzato negli anni sessanta con la costruzione di una centrale idroelettrica lungo il fiume Tevere, il&nbsp;&nbsp; particolare microclima&nbsp; contribuisce alla sviluppo di caratteri peculiari nel vino. Caratterizzato da rive particolarmente frastagliate che si allungano per chilometri dentro una gola che quasi raggiunge Todi, il lago è costeggiato nella sua zona più dolce da vigneti ed oliveti.</p>

<p>La viticoltura qui infatti riveste un luogo di primaria importanza, le condizioni climatiche sono ideali alla produzione di diverse tipologie di vino sia bianco sia rosso. La DOC è riservata ai vini rossi e bianchi che rispondono al disciplinare di produzione per le seguenti tipologie: rosso, rosso riserva, Cabernet sauvignon, Cabernet sauvignon riserva, Merlot, Merlot riserva, Pinot nero, Pinot nero riserva; Sangiovese, Sangiovese riserva, bianco, bianco riserva, Grechetto, Grechetto riserva, Vermentino, Vermentino riserva, Chardonnay, Chardonnay riserva, Sauvignon, Sauvignon riserva, Vendemmia Tardiva, passito e passito riserva.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.7168337	12.251930799999968	""		""	""		""	""
191	Attrattore	it_IT	125550	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/merletto-di-orvieto	Merletto di Orvieto	Il merletto orvietano tra tradizione e innovazione: arte antica e impieghi moderni	merletto, orvieto, umbria	Orvieto e il merletto: una tradizione capace di rinnovarsi trovando connubi tra antico e moderno	"L'idea fu lanciata dal Senatore Conte Eugenio Faina e realizzata dal figlio Claudio che diede un fondo per un lavoro semplice ma pregevole che le donne potessero svolgere a domicilio così da avere un reddito personale Merletto unico nel suo genere, sia per la tecnica&nbsp; di lavorazione&nbsp; che per i disegni da cui scaturiscono delle vere opere d'arte come centri e intarsi per abbigliamento e biancheria. La tecnica di esecuzione è composta da più fasi realizzate anche da persone diverse, specializzate nelle varie parti di lavorazione.<br />
Gli strumenti essenziali sono uncinetto e filo di cotone sottilissimi: si fa un disegno su carta e si&nbsp; riporta su una tela a trama fitta. Si esegue l'ornato in base al disegno e si cuce sulla tela. Alla fine il fondo che unisce tutti i pezzi:&nbsp; il disegno e la parte centrale formata da tondini, con una rete che può essere di diversa&nbsp; forma e i ""pippiolini"" che rifiniscono il lavoro. Una cosa da mettere in evidenza è la particolare stiratura inamidata, fatta con caratteristici attrezzi in ferro somiglianti a punteruoli con la punta arrotondata, precedentemente riscaldati, con i quali si&nbsp; crea l'effetto a rilievo del disegno&nbsp; che distingue il merletto di Orvieto.<br />
Oggi&nbsp; la passione per le tradizione non si è spenta&nbsp; e l'antica arte del merletto si è arricchita&nbsp; di nuove e originali&nbsp; forme. Abili merlettaie partendo dagli antichi disegni&nbsp; hanno creato un percorso tutto individuale dove il sapere&nbsp; antico si fonde in nuove creazioni con materiali&nbsp; apparentemente lontani dall'uso tradizionale.<br />
Pelli, maglie e tessuti particolari entrano&nbsp; a pieno titolo nel mondo della moda e dell'arredamento proponendo intarsi su&nbsp; scarpe,&nbsp; abiti da sposa, paralumi, sedie e&nbsp; articoli&nbsp; rivolti&nbsp; ad una clientela raffinata e competente che sa apprezzare il valore inestimabile di pezzi fatti a mano. "	Orvieto | Tessuti, pizzi e ricami	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.7185068	12.110744599999975	""		""	""		""	""
192	Attrattore	it_IT	125031	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-sant-eutizio	Abbazia di Sant'Eutizio	L'abbazia di Sant'Eutizio sorge a breve distanza da&nbsp;<strong>Preci</strong>	""	""	"<p>L'abbazia di Sant'Eutizio sorge a breve distanza da&nbsp;<strong>Preci</strong>, su un alto dirupo che domina la Valle Castoriana.<br />
Come scrive San Gregorio Magno nei Dialoghi (fine VI secolo), la fondazione risale al V secolo d. C. ad opera di un eremita siriano,&nbsp;San Spes, che qui edificò un oratorio in onore della Vergine e costituì un piccolo gruppo di monaci. All'eremita siriano successe Eutizio che sull'oratorio costruì la primitiva chiesa dove furono custodite le spoglie di Spes. Nell'VIII secolo agli eremiti siriani successero i monaci benedettini che costruirono un monastero, ampliando l'oratorio originario.<br />
Immersa all'interno del verde e suggestivo paesaggio della&nbsp;<strong>Valnerina</strong>, rappresenta uno dei primi esempi di insediamento eremitico in Umbria, poi divenuto potente abbazia benedettina.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La facciata della chiesa è a capanna con un bel portale romanico nella cui lunetta è possibile leggere 1190, anno di inizio della costruzione; è inoltre caratterizzata dal grande rosone, con doppio ordine di colonnine, incorniciato da un riquadro con<em>simboli dei quattro Evangelisti</em>. Nel XVII secolo venne edificato il campanile ad opera dell'architetto Crescenzi.&nbsp;<br />
L'interno della chiesa, a navata unica con presbiterio rialzato, negli anni '50 del Novecento ha subito un intervento di restauro finalizzato al recupero delle forme originarie. Sulle finestre sono presenti alcuni frammenti della primitiva decorazione a fresco. Dietro l'altare maggiore, con&nbsp;<em>Crocifisso</em>&nbsp;dipinto da Nicola da Siena - attivo durante il XV secolo anche nella chiesa di chiesa di San Francesco a Cascia e di San Salvatore a Campi -, si può vedere un elegante monumento sepolcrale di Sant'Eutizio attribuito a Rocco di Tommaso (1514). Il pregevole coro ligneo cinquecentesco proviene dalla bottega dei Seneca di Piedivalle, un pulpito ligneo è conservato presso la chiesa di Sant'Andrea a Campi Alto. Sotto il presbiterio si apre la cripta con due colonne del XIV secolo.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Intorno al mille, l'abbazia divenne un importante centro culturale dotato di una ricca biblioteca e di una scuola di miniatura. Dalla biblioteca proviene la formula di confessione del 1095, uno dei più antichi testi in volgare. L'abate Giacomo Crescenzi nel 1605 donò una parte dei libri a San Filippo Neri che li trasferì nella Biblioteca Vallicelliana di Roma.<br />
Dal X al XIII secolo il potere dell'abbazia aumentò, annettendo molti territori ai propri possedimenti e facendosi promotrice di un'importante scuola chirurgica.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
L'abbazia è visitabile; una parte è sede museale.<br />
Per informazioni riguardo gli orari di visita si consiglia di contattare direttamente lo IAT del Comprensorio Valnerina-Cascia o l'abbazia al tel. 074399659.</p> "	Preci | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi38.png/0033f7a1-a292-4547-b7c7-56677ac46cbe?t=1423749277226	42.875278	13.063889000000017	""		""	""		""	""
193	Attrattore	it_IT	126154	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/arco-etrusco-di-perug-1	Arco Etrusco di Perugia	L'Arco Etrusco di Perugia, monumentale ingresso alla città tornato al suo splendore dopo i restauri di Brunello Cucinelli&nbsp;	Arco Etrusco, Arco di Augusto, Porta Pulcra, Porta Vecchia, Porta Boreale, Perugia etrusca, porta etrusca, mura etrusche, giro delle mura e porte di Perugia, Perugia centro storico	Attraverso il monumentale Arco di Augusto, per scoprire il cuore della Perugia etrusco-romana	"Lungo le mura etrusche (IV secolo a.C.) di Perugia sono ancora visibili le porte che si aprivano in corrispondenza delle strade che conducevano alla campagna e ai maggiori centri vicini.&nbsp; Le due porte più importanti erano l'<strong>Arco Etrusco</strong> o di Augusto a nord e la Porta Marzia a sud, situate alle estremità del principale asse viario della città (il cardo), costituito ora da corso Vannucci e via Rocchi.&nbsp;<br />
Entrambi gli accessi erano stati aperti nell'ambito di un vasto intervento edilizio sulla città, attuato negli anni centrali del III secolo a.C., che comprendeva, tra l'altro, la monumentalizzazione e l'abbellimento della cinta muraria. La realizzazione delle due porte monumentali si colloca probabilmente in connessione con il prolungamento della via Amerina fino a Perugia, che entrava in città attraverso Porta Marzia e usciva tramite l'Arco Etrusco. L'intervento sicuramente rinsaldava i rapporti di alleanza tra la città e Roma!<br />
Mentre Porta Marzia a sud, densa di valori simbolici, rappresentava l'ingresso più accogliente per chi giungeva in città dal Tevere, da Assisi, da Orvieto o da Roma, l'Arco Etrusco o di Augusto a nord, rivolto verso Gubbio, era l'unico accesso lungo le mura di aspetto prevalentemente militare. La porta, nota anche come arco di Augusto, porta Vecchia, porta Boreale, porta Pulchra, è affiancata da due robusti torrioni a pianta trapezoidale, rastremati verso l'alto, conservati per un'altezza di circa 20 m. L'arco della porta, alta circa 10 metri, è formato da una doppia ghiera di cunei, su cui corre <strong>l'iscrizione ""AUGUSTA PERUSIA""</strong>, apposta al momento delle ristrutturazioni del municipio di Perugia attuate dal futuro imperatore negli anni immediatamente successivi alla guerra di Perugia (<em>bellum perusinum</em>, 41-40 a.C.). Più in alto, lungo la cornice inferiore del fregio, corre una seconda iscrizione, <strong>COLONIA</strong> <strong>&nbsp;VIBIA, </strong>che ricorda lo stato di colonia concesso dall'imperatore romano di origine perugina Vibio Treboniano Gallo (251-253 d.C.). Ai lati dell'arco sono inseriti due blocchetti sporgenti in peperino, oggi informi ma che in origine erano forse <strong>teste umane rappresentanti divinità protettrici degli ingressi</strong>. Al periodo rinascimentale risale l'elegante loggia rinascimentale costruita sulla sommità del bastione sinistro, oggi sede della Soprintendenza per i Beni Archivistici e Paesaggistici dell'Umbria.<br />
&nbsp; "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729	43.1148063	12.389885899999967	""		""	""		""	""
194	Attrattore	it_IT	122709	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-colli-perugini	Vini Doc e Docg Colli Perugini	""	""	""	"<p>Capoluogo regionale, Perugia è città che dalla collina domina le valli circostanti. Fondata dagli etruschi, divenne romana prima di subire diverse conquiste. Comune nel 1139, Perugia estese in quel periodo la sua sfera d'influenza e conobbe un imponente sviluppo urbano che si protrarrà fino alla metà circa del Trecento. Diventata parte del dominio pontificio entrò a far parte del territorio nazionale nel 1860. Di questo passato così variegato conserva oggi uno straordinario patrimonio artistico e culturale.&nbsp;</p>

<p>La denominazione di origine dei Colli Perugini comprende la parte più meridionale del comune di Perugia e alcune delle località limitrofe. Il vino, questa è una delle zone storicamente vocate alla coltivazione della vite, proviene da grechetto, trebbiano (anche per la produzione di Vin Santo), sangiovese cui si sono affiancate nel corso degli ultimi due decenni alcune varietà internazionali come il pinot grigio, lo chardonnay, il cabernet sauvignon ed il merlot.</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0873343	12.37394	""		""	""		[  ]	""
195	Attrattore	it_IT	122691	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-colli-del-trasimeno	Vini Doc e Docg Colli del Trasimeno	""	""	""	"<p>Quarto lago d'Italia per dimensioni, il Trasimeno deve il suo nome ad un'antica leggenda etrusca in cui si narra di un principe e del suo amore per una ninfa. Paragonato da Lord Byron ad un ""velo d'argento"", sono innumerevoli i poeti, i pittori, i viaggiatori che nel corso dei secoli sono rimasti ammaliati dal suo fascino romantico.</p>

<p>Caratterizzati dai cipressi, dai rilievi particolarmente dolci e dalle costruzioni rurali, i Colli del Trasimeno preannunciano i paesaggi tipici della vicina Toscana. In queste zone il pescato rappresenta da sempre una delle principali fonti di sostentamento. L'anguilla, la carpa, il latterino, il luccio, il persico reale e la tinca si affiancano ad olio e vino, in particolare gamay e grechetto, nel comporre il panorama enogastronomico di un'area ricca di prodotti.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
196	Attrattore	it_IT	123716	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/coglioni-di-mulo	Coglioni di mulo	""	""	""	"<p>Rintracciabili unicamente nella tradizione della città di Norcia, i coglioni di mulo fondano la propria origine nel consumo di insaccati di carne di mulo del vicino Abruzzo. Tuttavia il nome non deve ingannare, si tratta infatti di un tipico insaccato prodotto utilizzando un budello di suino, ripieno di carne magra di maiale macinata fine e con un lungo pezzo di lardo centrale (lardello) che viene legato ad una ""zeppa"" di faggio e lasciato stagionare al naturale, alla stregua dei salami. Utilizzato per preparare antipasti è possibile anche lasciarlo a bagno nel vino rosso per un paio di giorni, al fine di ammorbidirne la consistenza.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi11.png/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1423749272934	42.7916746	13.094733499999961	""		""	""		""	""
197	Attrattore	it_IT	123730	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/guanciale-o-barbozzo	Guanciale o Barbozzo	""	""	""	"<p>Risultato della conservazione sotto sale e pepe delle guance del suino, il guanciale viene utilizzato principalmente per la preparazione di sughi e cibi saporiti. I migliori provengono da animali allevati al pascolo, grazie infatti alla loro crescita lenta ed al loro nutrirsi all'aperto sviluppano particolarmente i muscoli dell'apparato masticatore ""grufolando"" nel sottobosco e sui prati. Il prodotto che si ottiene presenta quindi una maggior presenza di parti magre ed un gusto più nobile.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
198	Attrattore	it_IT	124688	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fagiolina-del-lago	Fagiolina del lago	""	fagiolina del lago trasimeno, umbria	""	"<p>L'ampia area del Lago Trasimeno è da sempre caratterizzata dalla produzione di ortaggi grazie al clima mite e al terreno ""sciolto"" di questa zona. Tuttavia, nel corso del tempo, queste produzioni sono andate via via scomparendo. Anche grazie anche alla recente attribuzione del Presidio di Slow Food la Fagiolina sta vivendo una seconda giovinezza. Detta anche risina del lago a causa delle dimensioni modeste e del colore prevalentemente biancastro, o fagiolo dall'occhio a causa di un puntino nerastro che ricorda una pupilla, la fagiolina del lago si consuma in genere lessa, condita solo con un filo d'olio extra vergine di oliva.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
199	Attrattore	it_IT	122758	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-orvieto	Vini Doc e Docg Orvieto	""	""	""	"<p>Appoggiata su di una grandiosa rupe di tufo, la città di Orvieto sorge su un luogo che era abitato ancor prima degli insediamenti etruschi. Annessa allo Stato Pontificio nel XV secolo fu per lungo tempo considerato un luogo prediletto da tanti papi romani. A testimonianza di questo suo ruolo centrale nella chiesa, il Duomo, una delle più belle cattedrali nazionali e capolavoro dell'architettura gotica italiana.</p>

<p>Un ruolo centrale nell'economia della zona è da sempre rappresentato dal vino bianco. L'<strong>Orvieto</strong>&nbsp; DOC infatti divenne il vino dei papi e principi ed una delle principali risorse per finanziare la costruzione dello stesso Duomo. La menzione ""classico"" è per il vino prodotto nella zona di origine più antica (Valle del monte Paglia) mentre quello ""superiore"" è immesso al consumo dopo il 1° marzo dell'annata successiva a quella della vendemmia.&nbsp;La denominazione <strong>Rosso Orvietano</strong> o <strong>Orvietano Rosso</strong> DOC è riservata a diverse tipologie di vino rosso.&nbsp; La produzione del <strong>Muffato </strong>è stata recentemente regolamentata dal disciplinare della&nbsp; D.O.C&nbsp; Orvieto, questo vino è definito anche muffa nobile, prodotto con uve lasciate attaccare da botrytis cinerea sulla pianta e raccolte ad autunno inoltrato.</p>

<p>Come in altre zone della regione l'olio extra vergine di oliva DOP rappresenta un segmento di grande importanza, tanto da meritare una delle sottozone regionali, quella dei ""Colli Orvietani"".</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi27.png/640a50e9-cdc3-468d-ba5d-44bd5bd16db0?t=1423749275337	42.7185068	12.110744599999975	""		""	""		""	""
200	Attrattore	it_IT	122797	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-spoleto	Vini Doc e Docg Spoleto	""	""	""	"<p>Affascinante e suggestiva, la città di Spoleto domina dall'alto la zona periferica della Valle Umbra detta Valle Spoletina. La sua bellezza però non deriva solamente dal paesaggio in cui è immersa ma anche e soprattutto dai tanti monumenti che custodisce. Dallo spettacolare Ponte delle Torri alla Rocca Albornoziana, dal Duomo al Tempio Romano.</p>

<p>Di grande cultura gastronomica, il vero protagonista della denominazione di origine è il trebbiano spoletino, vitigno recentemente riscoperto e valorizzato. Si affianca ad una grande tradizione nella produzione dell'olio extra vergine di oliva, in particolare nella vicina cittadina di Trevi. Nella zona particolare rilevanza ricopre il tartufo nero di Norcia, intorno alla cui raccolta ruota gran parte della gastronomia non solo locale.</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7305146	12.734466399999974	""		""	""		[  ]	""
201	Attrattore	it_IT	124628	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/persico-reale-del-trasimeno	Persico Reale del Trasimeno	""	""	""	<p>Di corpo ovaliforme, compresso lateralmente, il Persico Reale del Trasimeno presenta un dorso verdastro/bruno, fianchi verdastri/giallastri, ventre argenteo. Ha dimensioni medie, che variano da 18/20 cm fino ad un massimo di 40/45 cm. La stagione più adatta alla sua pesca è la primavera. Di carne magra e pregiata, gustosa e delicata al tempo stesso, viene utilizzato con grandi risultati per preparare paste e risotti anche se non è inusuale trovarlo sotto forma di filetti, lesso, fritto o alla griglia.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
202	Attrattore	it_IT	124656	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cicerchia	Cicerchia	""	""	""	<p>Presenti da sempre in ogni orto familiare, ceci e cicerchie sono ingredienti ricchi di proteine, di fibre e di potassio. Per queste loro proprietà, ma anche perché si alternavano ai cereali e miglioravano così il terreno, impoverito dal frumento o dall'orzo, erano una produzione fondamentale per ogni azienda agricola. Oggi le cicerchie vivono una seconda giovinezza grazie alle tante aziende che, lavorando in regime biologico, le hanno riscoperte e le hanno reintrodotte nella rotazione delle colture. Tradizionalmente vengono utilizzate come zuppe o per accompagnare salsicce, zampetti o cotiche di maiale.&nbsp;</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi38.png/0033f7a1-a292-4547-b7c7-56677ac46cbe?t=1423749277226	42.828889	13.205832999999984	""		""	""		""	""
203	Attrattore	it_IT	124642	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tinca-del-trasimeno	Tinca del Trasimeno	""	""	""	<p>Di corpo massiccio e tozzo, la Tinca del Trasimeno presenta un dorso bruno/verde scuro, fianchi bruno/verdastri con riflessi aurei, ventre è giallastro. La sua lunghezza media è di circa 25 cm, la massima di 35/40 cm. Le stagioni più adatte alla sua pesca sono la primavera e l'autunno. Di carne grassa, tenera e saporita è ottima tanto fresca e cucinata al momento quanto affumicata. Normalmente tagliata in filetti, può essere cucinata arrosto, in umido, al forno o fritta.&nbsp;</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
204	Attrattore	it_IT	125137	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/anfiteatro-romano-a-carsulae	Anfiteatro romano a Carsulae	L'anfiteatro sorge nell'area della antica città di&nbsp;<strong>Carsulae</strong>&nbsp;(presso &nbsp;<strong>San Gemini</strong>&nbsp;)...	""	Anfiteatro romano a Carsulae	"<p>L'anfiteatro sorge nell'area della antica città di&nbsp;<strong>Carsulae</strong>&nbsp;(presso &nbsp;<strong>San Gemini</strong>&nbsp;), su un vasto pianoro a circa 450 m sul livello del mare, di fronte all'antico teatro.<br />
La costruzione, che risulta in parte incassata nel terreno per l'innalzamento dell'attuale livello, poggiava direttamente sul terrapieno in modo tale che il peso delle gradinate si scaricasse solo in parte sui muri e i pilastri esterni.<br />
Venne&nbsp;<strong>realizzato nel I secolo d.C.</strong>&nbsp;con pietra calcarea e laterizio, utilizzando la tipica tecnica del periodo, a blocchetti piccoli con fasce orizzontali di due mattoni. Il muro è rafforzato esternamente con piccoli contrafforti posti a distanze regolari tra loro.<br />
In seguito agli scavi effettuati durante il settecento, il muro perimetrale venne quasi del tutto scoperto e la grande arena liberata dai detriti franati dal pendio orientale del pianoro.&nbsp;<br />
L'anfiteatro misura nel suo asse maggiore m 86,50 e m 62 in quello minore; all'altezza di un terzo circa dei due lati lunghi, dipartono dei muri diritti edificati con la stessa tecnica, che si dipanano nella parte orientale verso il teatro e sul versante occidentale in direzione della basilica, in cui doveva trovarsi un accesso che portava al monumentale ingresso dell'anfiteatro.&nbsp;<br />
I muri di contenimento, privi delle fasce laterizie, vengono fatti risalire ad un periodo antecedente a quello di costruzione dell'anfiteatro; forse appartenevano al portico&nbsp;<em>post scaenam</em>&nbsp;del teatro ed utilizzati per esibizioni di gladiatori (<em>munera gladiatoria</em>)&nbsp;prima della costruzione dell'anfiteatro stesso.<br />
Attualmente, sono visibili cinque degli accessi&nbsp;aperti lungo il perimetro, di cui uno sul lato lungo a settentrione e due su ciascuno dei lati corti. Le gradinate sono ormai del tutto scomparse, mentre è stato restaurato il muro sul lato nord che corre verso l'arena e pochi metri dell'ingresso occidentale.<br />
<br />
&nbsp;</p>

<p>Bibliografia<br />
Coarelli F.&amp; Fratini C. (2001) (a cura di),&nbsp;<em>Archeologia e arte in Umbria e nei suoi musei,</em>&nbsp;Perugia, Electa, (Catalogo regionale dei beni culturali dell'Umbria, 50)<br />
Gaggiotti M. et al. (1980),&nbsp;<em>Umbria Marche,</em>&nbsp;Bari, Laterza, (Guide archeologiche Laterza, 4)<br />
Santini L. (1998),&nbsp;<em>Guida di Terni e del ternano</em>, Ponte San Giovanni (Pg), Quattroemme</p>

<p>&nbsp;</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi17.png/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1423749273803	42.6383945	12.562179600000036	""		""	""		""	""
205	Attrattore	it_IT	116993	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pozzo-della-cava-orvieto	Pozzo della Cava - Orvieto	Il complesso, con ingresso in via della Cava, si snoda sotto il quartiere più antico di Orvieto	Pozzo della Cava - Orvieto	""	"<table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Il profondo pozzo, da cui l'intero sito prende il nome, fu fatto scavare, utilizzando un preesistente pozzetto etrusco, da papa Clemente VII che, rifugiatosi ad Orvieto nel 1527, ne ordinò la realizzazione per poter attingere acqua sorgiva in caso di assedio.</p>

			<p>La sua struttura presenta due parti accorpate: una a sezione circolare l'altra, più piccola e risalente al V-VI secolo a.C., rettangolare. Accanto al pozzo è possibile seguitare il percorso con la visita di una cisterna etrusca, alcuni butti, una cantina medioevale e resti di antiche tombe rupestri. Interessanti anche alcuni locali usati nel Medioevo e Rinascimento per produrre ceramica.<br />
			Nel periodo natalizio, nella cavità del pozzo viene realizzato un suggestivo presepe il cui allestimento, diverso ogni anno, è sempre notevole nell'esecuzione artistica e nell'ambientazione storica</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div> Informazioni <p>Via della Cava<br />
05018 - Orvieto (TR)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@pozzodellacava.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.pozzodellacava.it/"" target=""_blank"">www.pozzodellacava.it</a>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Orvieto | Storia antica	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423752875145	42.7181486	12.104226299999937	""		""	""		""	""
206	Attrattore	it_IT	123525	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ricotta	Ricotta	""	""	""	<p>La ricotta rappresenta un prodotto dal sapore delicato, particolarmente diffuso nelle aree tradizionalmente vocate alla pastorizia. Dopo aver ricavato la pasta per pecorino, il liquido rimasto nella caldara, viene fatto riscaldare sul fuoco a 90/92 gradi fino alla comparsa dei fiocchi di ricotta. Questi vengono schiumati e versati nelle fuscelle di giunco, che favoriscono la scolatura del rimanente liquido: la scotta. Oggi, accanto ad una maggior gamma di prodotti a disposizione (ricotta di pecora, mista, pastorizzata, etc.) la produzione artigianale fornisce prodotti aromatizzati alle erbe, al peperoncino, al tartufo, nonché diversi tipi di ricotte stagionate (sotto cenere, con crusca, con liquore, ecc.) che recuperano antichi sapori e tradizioni dell'Umbria.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
207	Attrattore	it_IT	123590	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/capocollo	Capocollo	""	""	""	<p>Tipico prodotto della tradizione norcina umbra, il capocollo viene apprezzato per il gusto particolarmente saporito della sua carne. Il processo di preparazione prevede la fase di salatura, pepatura, aromatizzazione con pepe e coriandolo e legatura. Per quest'ultima viene utilizzata o una carta oleata, da macello, o la parte terminale dell'intestino, il budello gentile. Negli usi regionali il capocollo viene utilizzato per preparare antipasti o più frequentemente per farcire la torta al testo ed in particolare la torta di pasqua. A differenza di oggi infatti la sua preparazione iniziava durante il periodo natalizio con la macellazione del maiale a cui seguiva una stagionatura che si concludeva con l'inizio della primavera e della ricorrenza pasquale.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
208	Attrattore	it_IT	125201	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/area-archeologica-del-tempio-del-belvedere	Area Archeologica del Tempio del Belvedere	Il tempio, di epoca etrusca,&nbsp;è situato all'estremità settentrionale della città, disposto su una spianata panoramica.	""	ORVIETO  TR	"<p>Il tempio, di epoca etrusca,&nbsp; è situato all'estremità settentrionale della città, disposto su una spianata panoramica.<br />
Tra il VI e il V secolo a.C. era l'edificio di culto probabilmente legato al mondo sotterraneo, come rivelano alcune strutture esplorate e un vaso a vernice nera recante un'iscrizione dipinta con dedica a&nbsp;<em>tinia&nbsp;</em>(nome della massima divinità etrusca, corrispondente al Giove romano)&nbsp;<em>calusna</em>: un Giove con aspetti ""ctoni"".<br />
<br />
Si tratta del monumento meglio conservato della&nbsp;<strong>Orvieto</strong>&nbsp;etrusca e da sempre considerato uno degli esempi ""canonici"" dell'architettura sacra etrusca. Il tempio è oggi parte del PAAO (Parco Archeologico e Ambientale dell'Orvietano), un progetto volto alla valorizzazione del patrimonio archeologico in relazione alle numerose risorse naturalistiche. Dell'edificio sono anche visitabili le numerose terrecotte architettoniche di eccezionale qualità che lo decoravano, esposte sia al&nbsp;<strong>Museo Claudio Faina</strong>&nbsp;che al&nbsp;<strong>Museo Archeologico Nazionale&nbsp;di Orvieto</strong>.<br />
<br />
Del tempio, scoperto nel 1828 a seguito dei lavori per la realizzazione della via Cassia Nuova, sono conservati i muri e i tagli di fondazione che restituiscono una pianta dell'edificio articolata in un pronao (la parte anteriore)&nbsp; con quattro colonne sulla fronte, dietro cui si apre un ambiente a tre celle affiancate, con la centrale più ampia delle laterali. Il tempio, orientato a sud-est, sorge su un alto podio rettangolare lungo 21,90 m, mentre la larghezza della fronte (16,30m) e quella del retro (16,90 m) presenta un'asimmetria di non chiara motivazione. L'accesso avveniva tramite una rampa, che si poneva in posizione centrale rispetto all'area antistante l'ingresso, inquadrata da un recinto quadrangolare. È verosimile che l'ambiente scavato nel tufo alle spalle del tempio e rivestito in cocciopesto con banchine lungo le tre pareti, e gli altri resti di strutture e una cisterna emersi da indagini più recenti, siano legati al culto che si praticava&nbsp; nell'area sacra. Nel complesso, la fisionomia del tempio rientra nei tipici edifici templari definiti ""etrusco-italici"", il cui aspetto è teorizzato da Vitruvio (I secolo a.C.) nel suo testo fondamentale&nbsp;<em>De Architettura,&nbsp;</em>che prevedeva anche una quantità di terrecotte dipinte che rivestivano travi e strutture; frontoni che ospitavano scene figurate anche complesse, con statue in terracotta policrome a tutto tondo di grandioso effetto. Durante gli scavi è stato recuperato un &nbsp;cospicuo numero di terrecotte architettoniche riferibili a ad almeno due fasi &nbsp;edilizie: alla più antica (seconda metà del VI – inizio V secolo a.C.) sono pertinenti scarsi frammenti e alcune matrici; della seconda fase (fine V secolo a.C.), ben documentata, sono sopravvissuti anche numerosi frammenti&nbsp; relativi agli altorilievi del frontone posteriore, raffiguranti una scena articolata su vari personaggi, con notevoli affinità stilistiche con l'ambiente magnogreco, in particolare con le opere di Fidia. Solo pochi frammenti&nbsp; di terrecotte appartengono ad una fase successiva, relativi ad interventi di sostituzione degli elementi deteriorati nel corso del tempo.</p>
<strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
L'area è facilmente raggiungibile da piazzale Cahen, scendendo il viale Crispi. Da Orvieto Scalo, ci si può servire della Funicolare&nbsp; o di minibus navetta diretti alle varie zone del centro storico. Lo stesso dalla Stazione Ferroviaria è possibile raggiungere il centro storico utilizzando il Sistema di Mobilità Alternativa Funicolare + Minibus<br />
&nbsp; "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi25.png/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1423752874994	42.7185068	12.110744599999975	""		""	""		""	""
209	Attrattore	it_IT	125169	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/arco-di-san-damiano	Arco di San Damiano	L'estensione&nbsp;dell'abitato romano di&nbsp;<strong><em>Carsulae</em></strong>&nbsp;era segnato a nord dalla porta urbica nota come arco di San Damiano	""	Arco di San Damiano	"<p>L'estensione&nbsp;dell'abitato romano di&nbsp;<strong><em>Carsulae</em></strong>&nbsp;era segnato a nord dalla porta urbica nota come arco di San Damiano (dal nome della vicina chiesa medievale) realizzato sotto il principato di Augusto (I secolo d.C.). Da sotto l'arco usciva la&nbsp;<strong>via Flaminia</strong>&nbsp;che, attraversando&nbsp;<em>Carsulae</em>&nbsp;da sud a nord, nel tratto urbano era basolata e delimitata da marciapiedi e canalette.<br />
Dell'arco-porta rimane oggi il fornice centrale montato su due pilastri di calcestruzzo (<em>opus cementicium</em>)&nbsp; rivestiti da grandi blocchi di pietra squadrati e perfettamente accostati senza malta (<em>opus quadratum</em>). In origine l'arco centrale era fiancheggiato da due fornici minori – passaggi laterali -&nbsp; di cui si sono recuperati numerosi elementi durante lo scavo del monumento, i quali avevano anche funzione di contrafforti dell'arco centrale. Il fornice superstite è a tutto sesto con una luce di 5 metri. La sua altezza dal livello stradale è di 9,20 metri; lo spessore è di 4,50 metri; tre gradini formano il basamento dei pilastri, largo circa 6 metri. Su ciascuna delle due facce dei piloni si notano ancora degli incassi rettangolari, di cui non è chiara la funzione, uguali per larghezza e tutti nella stessa posizione. Si è ipotizzato che&nbsp; potessero essere l'alloggio per uno speciale elemento architettonico, ipotesi,&nbsp; tuttavia, non confermata da alcun ritrovamento.&nbsp;<br />
<br />
L'arco di San Damiano era la porta monumentale della città, senza alcuna funzione difensiva, eretta, come tante altre, in periodo di pace, perché servisse da ingresso solenne all'abitato di&nbsp;<em>Carsulae</em>, che non era circondata da mura di cinta.<br />
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Bibliografia<br />
Ciotti U.,&nbsp;<em>et al</em>. (1976),&nbsp;<em>San Gemini e Carsulae</em>, Milano-Roma, Bestetti Editore</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi18.png/a3332bd7-6b1b-432f-8d61-905fbc40ab33?t=1423749273981	42.6331432	12.560780300000033	""		""	""		""	""
210	Attrattore	it_IT	125798	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele-arcangelo	Chiesa di San Michele Arcangelo	La chiesa di San Michele Arcangelo, una delle più antiche di&nbsp;<strong>Perugia...</strong>&nbsp;	""	Chiesa di San Michele Arcangelo	"<p>La chiesa di San Michele Arcangelo, una delle più antiche di&nbsp;<strong>Perugia</strong>, sorge all'interno del rione Porta Sant'Angelo nel tratto terminale di corso Garibaldi. Quest'ultimo è caratterizzato dalla presenza di numerosi edifici religiosi ed istituti assistenziali come la&nbsp;chiesa di Sant'Agostino, il&nbsp;monastero di San Benedetto, il&nbsp;monastero di Santa Caterina, il&nbsp;monastero di Sant'Antonio, il monastero della Beata Colomba ed il&nbsp;monastero delle clarisse di Sant'Agnese.<br />
Notevole è l'esterno caratterizzato da una struttura circolare sormontata da un tozzo tiburio aperto in numerose monofore e preceduto da un grazioso prato. Anche lo spazio interno emana una grande suggestione caratterizzato com'è dalle pareti nude con mattoni a vista, dalla navata circolare aperta in un'unica cappella e dal giro delle sedici colonne che sorreggono il tamburo centrale. Contribuiscono all'effetto i grandi contrafforti che si dispongono a spicchi sulla copertura interrompendo il tetto in travi.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La chiesa di San Michele Arcangelo fu edificata tra il V e il VII secolo.<br />
E' il primo edificio religioso costruito a Perugia oltre ad essere una delle prime chiese paleocristiane d'Italia.<br />
L'aspetto attuale del luogo, inglobato all'interno della cinta muraria, non permette di capire il significato che il tempio rivestì per secoli; collocato in un'altura, fuori città, era l'unico edificio ove poter praticare il culto cristiano in una città ancora dominata da cultura pagana.<br />
Paragonabile alle chiese romane di Santa Costanza e Santo Stefano Rotondo, ha pianta circolare.<br />
All'interno il vano centrale è separato dall'ambulacro da sedici colonne di spoglio corinzie di differenti grandezze che sostengono il tamburo. Su questo si aprono una serie di finestre raggruppate a tre a tre ed orientate in direzione dei quattro punti cardinali.<br />
Il tetto a tenda è sorretto da costoloni poggianti su peducci che come il portale sono di epoca gotica.<br />
Facendo il giro dell'ambulacro si incontrano il piccolo battistero, con affreschi votivi del XV secolo, la cappella del Crocifisso e la cappella dell'Angelo mentre una quarta cappella è andata perduta con l'apertura del portale.<br />
L'altare, al centro della chiesa, è formato da un'antica lastra di marmo collocata sopra un tronco di colonna.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare l'edificio non deriva dalla trasformazione di un antico tempio pagano.<br />
In realtà i cristiani non utilizzavano mai i templi dell'antico culto perché erano diretta espressione delle religioni pagane e anche perché le dimensioni erano troppo ridotte per officiarvi la messa ed accogliervi i fedeli all'interno.<br />
La realtà è che declinato il culto degli dei i templi innalzati a divinità secondarie venivano concessi dai magistrati alla comunità cristiana per l'uso che voleva farne e che si riduceva quasi sempre alla demolizione per costruire altrove una chiesa.<br />
Per questo le colonne all'interno dell'edificio ed altri elementi sono di reimpiego e derivano probabilmente dal tempio di Vulcano e da un tempio dedicato a Flora esistente sul colle di Civitella d'Arna.</p>

<p><strong>Informazione e consigli utili</strong><br />
Il centro storico di Perugia è facilmente raggiungibile lasciando la propria vettura in uno dei parcheggi che circondano la città storica, ovvero quello delle Briglie di Braccio, il parcheggio Pellini, quello di piazza Partigiani e quello di Sant'Antonio.<br />
Da questi si può salire verso il corso Vannucci o a piedi, o tramite il servizio APM.<br />
Dal parcheggio Pellini e da quello di piazza Partigiani si possono comodamente prendere le scale mobili, mentre il parcheggio di Briglie è collegato da un ascensore.<br />
A partire da gennaio 2008 il minimetrò di Perugia renderà ancora più facili gli spostamenti migliorando i collegamenti tra il centro e la periferia della città.<br />
Una volta in centro si può raggiungere la chiesa di San Michele Arcangelo percorrendo a piedi il corso Garibaldi o lasciando l'auto in prossimità del cassero che ospita il&nbsp;<strong>Museo delle Porte e delle Mura urbiche</strong>.</p>

<p>&nbsp;</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729	43.1194162	12.385582900000031	""		""	""		""	""
211	Attrattore	it_IT	125830	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-della-consolazione	Chiesa di Santa Maria della Consolazione	La chiesa-tempio di Santa Maria si trova subito fuori le mura duecentesche del centro abitato...	""	Chiesa di Santa Maria della Consolazione	"<p>La chiesa-tempio di Santa Maria si trova subito fuori le mura duecentesche del centro abitato, nella parte sud occidentale di <strong>Todi</strong>, lungo viale della Consolazione. La posizione periferica offriva il vantaggio di presentare la città con un edificio di prestigio visibile già da lontano. La costruzione della chiesa a pianta centrale fu dovuta a ideali tipicamente rinascimentali che vedevano in questa forma perfezione, equilibrio e unità dello spazio.<br />
Consigliamo la visita in settembre, perché l'otto del mese si celebra la festa dedicata a Santa Maria della Consolazione. Importante momento di incontro, molto sentito anche dai concittadini che vivono fuori dalla città, si svolgono cerimonie religiose in memoria della Natività della Vergine, giochi, fiere e il tradizionale spettacolo pirotecnico serale.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La chiesa di Santa Maria della Consolazione è uno dei più alti esempi di arte rinascimentale presenti in Umbria.<br />
L'impianto della chiesa, a pianta centrale, è a croce greca con quattro absidi, tre poligonali e una, posta a nord, semicircolare. Ogni abside è composta da due ordini di pilastri corinzi. Al di sopra le raffinate finestre realizzate su disegno di Valentino Martelli, 1587.<br />
All'incrocio dei bracci, una slanciata cupola poggia sui quattro pilastri angolari con pennacchi ed arconi decorati a rilievo.<br />
Si accede alla chiesa tramite tre portoni, quello orientale, barocco, è seicentesco, quello meridionale è del 1713 mentre quello occidentale fu disegnato da Luigi Poletti nel 1846.<br />
L'esterno si presenta con un doppio ordine di lesene e capitelli corinzi, posti negli spigoli, uniti da basamenti e cornici aggettanti.&nbsp;<br />
L'ordine superiore, contrariamente al rigido inferiore, risulta movimentato da finestre con frontoni triangolari e curvi, alternati. Al di sopra delle cornici sono poste quattro aquile, simbolo della città di Todi, opera di Antonio Rosignoli.<br />
L'interno è luminoso, gli elementi architettonici che suddividono gli spazi sono realizzati in pietra chiara.<br />
La chiesa fu edificata per custodire un'icona mariana a cui la popolazione di Todi attribuiva numerose grazie e che tuttora è conservata nell'altare barocco dell'abside nord.<br />
L'edificio fu realizzato con pietre provenienti sia dalla demolizione della rocca che dalle cave di travertino di Titignano, su progetto del Bramante, anche se l'opera è stata avviata e condotta a compimento da altri.<br />
L'attribuzione all'artista rinascimentale è ancora in fase di studio, sebbene documenti del ‘500 e ‘600 lo indichino come l'autore del progetto.<br />
I lavori iniziarono il 15 novembre 1508, su una preesistente cappella quattrocentesca e ci vollero cento anni per il suo completamento.<br />
La costruzione venne diretta da Cola di Matteuccio da Caprarola fino al 1512; gli succedettero diversi capomastri, architetti e scultori fino al completamento avvenuto nel 1607.<br />
Nel corso dei lavori furono consultati molti architetti famosi di quel tempo, fra i quali Baldassarre Peruzzi e Antonio da Sangallo il Giovane, allievi e collaboratori del Bramante. Successivamente anche l'Alessi, il Vignola ed Ippolito Scalza.<br />
Alla realizzazione dei decori interni operarono diversi artisti, tra cui Filippo Meli per la decorazione degli archivolti, Giovan Battista Gardona da Ligornetto e Francesco Casella per i pennacchi. Andrea Polinori disegnò l'altare maggiore che venne eseguito dallo scultore Angelo Pieri nel 1612.<br />
Nel 1613 sul lato nord venne inserita una sacrestia, abbattuta poi a furor di popolo nel 1862, dopo l'Unità d'Italia, perché ritenuta disarmonica rispetto alla solennità e purezza delle linee della chiesa.&nbsp;</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Una leggenda vuole che la chiesa sia nata per volontà del popolo. Si narra che un operaio, privo della vista da un occhio, forse un certo Iole di Cecco, eseguendo l'ordine del Comune di liberare dai rovi la zona vicino alle porte di santa Margherita e san Giorgio, luogo dove oggi sorge la chiesa, avesse ripulito dalla polvere, con il proprio fazzoletto, il volto della Vergine Maria di un'edicola votiva ricoperta di sterpaglie. In seguito, asciugandosi il volto e gli occhi con quello stesso fazzoletto avrebbe riacquistato miracolosamente la vista. Così dopo l'avvenimento si decise di edificare la chiesa per celebrare l'icona miracolosa.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
Todi è facilmente raggiungibile in auto, tramite l'autostrada del Sole, uscita Valdichiana provenendo da nord e uscita Orte provenendo da Sud, si continua per la E45 fino all'uscita Todi.<br />
La Ferrovia Centrale Umbra è presente con un treno regionale che collega Todi con diverse località umbre tra cui Perugia centro, Perugia Ponte San Giovanni e Terni. Da queste ultime sono disponibili i collegamenti al resto d'Italia attraverso le Ferrovie dello Stato.<br />
Todi dista 49 Km dall'Aeroporto Internazionale dell'Umbria di Sant'Egidio. Questo è collegato con l'aeroporto di Milano Malpensa tramite due voli giornalieri.</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi18.png/a3332bd7-6b1b-432f-8d61-905fbc40ab33?t=1423749273981	42.7811805	12.403694599999994	""		""	""		""	""
212	Attrattore	it_IT	122834	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-torgiano	Vini Doc e Docg Torgiano	""	""	""	"<p>Piccolo borgo poco lontano dal capoluogo, Torgiano deve la sua origine agli insediamenti nati intorno ad castello medievale di cui però non restano che poche mura ed una torre. Non è un caso che proprio Torgiano sia sede di due dei più importanti musei della regione, quello del vino e quello dell'oliva e dell'olio. Si tratta di un territorio straordinario, da sempre serbatoio privilegiato per la produzione di vino ed olio di qualità per la vicina città di Perugia.</p>

<p>Nel mondo vino Torgiano è sinonimo di sangiovese, il Torgiano Rosso Riserva, oggi DOCG, è una delle prime denominazioni ad origine italiane ed uno dei pochi vini capaci di dimostrare la grandezza del sangiovese al di fuori di quelle che sono considerate le sue terre d'elezione, in particolare della vicina Toscana. Tuttavia è territorio che ben si presta alla coltivazione delle più diverse varietà, sia a bacca bianca sia a bacca rossa, uve capaci di regalare una grande materia prima che ben si presta alla produzione di vini secchi e vini dolci, fino a vini spumanti.</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Zona_panicale/e0f79e82-e9b5-46c3-a696-8cf8e89284aa?t=1423651033420	43.0273158	12.432391000000052	""		""	""		""	""
213	Attrattore	it_IT	122811	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/vini-doc-e-docg-todi	Vini Doc e Docg Todi	""	""	""	"<p>Di costruzione etrusca, la città di Todi poggia su due colline che da sempre rappresentano una sorta di frontiera naturale per il viaggiatore che attraversa la valle del Tevere. Da qui il nome, ""tuder"", parola etrusca che significa proprio frontiera. È in quest'epoca che viene costruita la prima grande cerchia di mura che racchiude la città. Bellissimo borgo immerso in uno dei più suggestivi territori della regione, il cui centro storicodi chiara matrice medievale, vanta edifici sacri e civili di grandissimo prestigio.</p>

<p>La recente denominazione di origine ha per protagonista il grechetto, qui storicamente coltivato nella varietà conosciuta come ""di Todi"". Vini bianchi quindi, la cui produzione è facilitata dal clima, cui si affiancano anche alcuni vini rossi a base di sangiovese o merlot.</p>

<p>&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi18.png/a3332bd7-6b1b-432f-8d61-905fbc40ab33?t=1423749273981	42.7819352	12.406568600000014	""		""	""		""	""
214	Attrattore	it_IT	123856	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/prosciutto-di-norcia	Prosciutto di Norcia	""	""	""	"<p>Esistono due tipologie di Prosciutto di Norcia. Il primo, chiamato ""tipico di Norcia"", viene stagionato per un massimo di un anno mentre il secondo, ""l'antico di Norcia"", viene stagionato per ben due anni. Il primo ha il pregio di aver fatto conoscere al grande pubblico il ""prosciutto salato o di montagna"", oggi largamente presente nella grande distribuzione e noto per il suo sapore intenso, le cui fette sottili sono affettate rigorosamente a mano. Il secondo rappresenta il punto più alto della norcineria umbra ed è destinato ad un pubblico di amatori per la sua lavorazione rigorosamente artigianale e la lenta stagionatura all'aria secca di montagna. La preparazione è dettata da un disciplinare di produzione estremamente rigido: il coscio di maiale viene rifilato con forma ""a goccia"", salato a secco con sale grosso e con l'aggiunta di pepe ed aglio schiacciato. Dopo il periodo di salatura di 30-40 giorni, si procede al lavaggio con acqua tiepida e poi all'asciugatura, per poi andare alla fase di stagionatura per sette/otto mesi, al temine della quale assume un aspetto consistente, con poco grasso ed un lieve sapore d'aglio. La sua qualità, oltre che dal tempo di stagionatura, dipende dalla dimensione del suino alla macellazione e dalla sua alimentazione nella fase di ingrasso, la quale influenza la consistenza delle carni, la loro sapidità e la quantità di venature di grasso nel magro. Principe indiscusso della norcineria umbra, al Prosciutto di Norcia è stata riconosciuta nel 1997 l'Indicazione Geografica Protetta da parte dell'Unione Europea.&nbsp;</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi11.png/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1423749272934	42.7916746	13.094733499999961	""		""	""		""	""
215	Attrattore	it_IT	123870	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sanguinaccio	Sanguinaccio	""	""	""	"<p>Noto anche come ""miacetto"", il sanguinaccio viene realizzato unendo al sangue di suino un po' di vino bianco, spezie, pinoli, bucce d'arancia a dadini. Si tratta di una sorta di budino prodotto con il sangue raccolto nel momento della macellazione e successivamente lessato lentamente sul fuoco fino alla sua parziale solidificazione. Si può consumare ancor caldo o riscaldato in padella anche se spesso viene servito tagliato a fette, come un vero e proprio budino. Il sanguinaccio è un prodotto ormai quasi dimenticato ma che rappresenta perfettamente la profonda capacità della norcineria umbra nel saper valorizzare tutte le parti dell'animale destinato al macello.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi22.png/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1423749274574	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		""	""
216	Attrattore	it_IT	124614	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/anguilla-del-trasimeno	Anguilla del Trasimeno	""	""	""	"<p>Di corpo allungato, vagamente serpentiforme, l'Anguilla del Trasimeno può assumere vari colori, dorsalmente può essere bruno/verdastra, grigio/brunastra o nerastra, sul ventre bianca/giallastra. I maschi hanno delle dimensioni che vanno dai 35 ai 50 cm e le femmine dai 100 ai 150 cm. Le stagioni più adatte alla sua pesca sono l'estate e l'autunno. Di carne pregiata, grassa e saporita, è ottima tanto fresca e cucinata al momento quanto affumicata. Allo spiedo, alla griglia o in umido, uno dei piatti tipici che la vede protagonista è il ""tegamaccio"", in cui viene cotta con olio extra vergine di oliva, salsa di pomodoro, vino bianco ed erbe aromatiche.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi2.png/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1423749271582	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		""	""
217	Attrattore	it_IT	5429102	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-in-campis	Chiesa di Santa Maria in Campis	Sorge circa 2 km a sud di Foligno in direzione Sant'Eraclio, nell'area di una vasta necropoli pertinente alla città romana di Fulginia.	""	Chiesa di Santa Maria in Campis	"Sorge circa 2 km a sud di Foligno in direzione Sant'Eraclio, nell'area di una vasta necropoli pertinente alla città romana di Fulginia. <p>La chiesa, attorno alla quale è sorto il cimitero cittadino, era situata lungo il tracciato della via Flaminia e costituiva uno dei quattro edifici religiosi sorti a quadrato a distanza di un miglio dalla tomba di san Feliciano, inglobata nel Duomo.</p>

<p>Di origine paleocristiana, fu in buona parte ricostruita dopo il terremoto del 1832. L'interno, a tre navate, presenta una ricca decorazione votiva e alcune cappelle di famiglia del Quattrocento interamente ornate di dipinti murali quali, ad esempio, la cappella Trinci con Crocifissione e Storie di San Tommaso considerata la più antica opera di Niccolò di Liberatore detto l'Alunno (1456).</p> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	42.9514099	12.71265249999999	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
218	Attrattore	it_IT	92505	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gubbio-tra-arte-storia-spettacolo-e-buon-cibo	Gubbio, la città dei Ceri	A Gubbio vivi la Festa dei Ceri, non perderti l'Albero di Natale più alto del mondo e gusta la tipica crescia	Gubbio, ceri, corsa, tartufo, albero di natale, san francesco, ceramica, lupo, crescia	""	"Situata nella parte nord-orientale dell'Umbria, <strong>Gubbio</strong> ha un impianto urbano terrazzato che si estende lungo le pendici del monte Ingino.&nbsp; <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Le antiche origini della città sono testimoniate dalle sette tavole bronzee, note come ""<strong>Tavole Eugubine</strong>"", incise tra il II e I secolo a.C. e custodite nel locale Museo Civico. Scritte, in parte, in lingua umbra sono considerate uno dei più importanti documenti italici.<br />
			Notevoli testimonianze architettoniche romane a Gubbio sono invece il <strong>Teatro romano</strong>, della fine del I secolo a.C., e il <strong>Mausoleo</strong>, rudere di tomba, da dove può iniziare la tua visita. &nbsp;<br />
			A valle dell'abitato si erge <strong>la chiesa di San Francesco</strong>, edificata nella metà del XIII secolo nel luogo in cui si trovava il <strong>fondaco degli Spadalonga</strong>, famiglia che accolse San Francesco dopo la rinuncia ai beni paterni e di cui ancora oggi rimangono alcuni resti. Tra gli affreschi presenti all'interno della chiesa spiccano quelli dell'abside di sinistra con <em>Storie della vita della Vergine</em> di Ottaviano Nelli (XV secolo).<br />
			Fulcro cittadino è la medioevale <strong>piazza Grande</strong>, terrazza pensile panoramica dove affacciano il trecentesco <strong>palazzo dei Consoli</strong>, sede del Museo Civico, il coevo <strong>palazzo del Podestà</strong> e il neoclassico <strong>palazzo Ranghiasci-Brancaleoni</strong>.&nbsp;</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>

<p>Ancora più in alto: il palazzo dei Canonici, sede del <strong>Museo Diocesano</strong>, raccolta d'arte che ripercorre la lunga storia della Diocesi eugubina; <strong>la cattedrale</strong>, iniziata alla fine del XII secolo e intitolata ai Santi Mariano e Giacomo, le cui reliquie sono conservate sotto l'altare maggiore, e il <strong>palazzo Ducale</strong>. Quest'ultimo, fatto erigere da Federico da Montefeltro tra il 1475 e il 1480, probabilmente su progetto di Francesco di Giorgio Martini, è oggi sede museale. All'interno si trova il bel cortile edificato in corrispondenza dello spazio in precedenza occupato dall'antica piazza del comune.<br />
Non perderti una visita alla <strong>Basilica di Sant'Ubaldo</strong> quasi in vetta al monte Ingino, raggiungibile o a piedi con una panoramica ma ripida passeggiata, o con una comoda seggiovia, al cui interno sono conservati i famosi <strong>Ceri di Gubbio</strong>. Sopra l'altare maggiore, entro un'urna, è visibile il corpo del <strong>patrono eugubino</strong> <strong>Sant'Ubaldo</strong>, morto nel 1160.<br />
Riscendendo passa per la famosa <strong>fontana del Bargello</strong> dove, dopo aver compiuto tre giri intorno ad essa ed essere stato ""battezzato"" con la sua acqua, riceverai simbolicamente la ""<strong>Patente di matto di Gubbio</strong>"".</p>

<table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Se vuoi seguire i passi di San Francesco non puoi mancare di fare una visita alla <strong>chiesa della Vittorina</strong> (XIII secolo) costruita nel luogo in cui, secondo la tradizione, San Francesco incontrò il lupo di Gubbio.</p>

			<p><strong>Vivi Gubbio tutto l'anno</strong>: i festival musicali, la magia del Natale con l'Albero più grande del mondo, i mercatini e i presepi, la Festa dei Ceri, le rievocazioni storiche, le mostre d'arte e i concerti. Gusta i sapori del territorio come i pregiati tartufi e le buonissima crescia. Scopri le antiche tradizioni artigianali visitando botteghe e laboratori, vivi questo e tanto altro…</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div> "	Gubbio | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3475432	12.571720000000028	""		""	""		[  ]	""
219	Attrattore	it_IT	95582	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/citta-di-castello-tra-arte-eventi-storia-e-artigianato	Città di Castello tra arte, eventi, storia e artigianato	<p>Città di Castello: un territorio ricco di eventi, luoghi d'arte, storia, artigianato e importanti tradizioni</p>	Città di Castello, tartufo, san francesco, burri, tabacco, terme, eventi	""	"Caratterizzata da quel suo ""gusto misurato del bello"" (TCI, 2008) Città di Castello è ricca di storia: dall'insediamento umbro e poi romano fino all'annessione al Regno d'Italia, passando sotto l'importante signoria della famiglia Vitelli (XV-XVI secolo) che contribuì al nascere di un grande patrimonio storico-artistico in città.&nbsp; Cinta per lunghi tratti da <strong>mura cinquecentesche</strong>, il ""respiro dell'arte"" si può ritrovare lungo tutte le vie del centro storico, nelle eleganti architetture rinascimentali, nei cortili e nei loggiati dei palazzi gentilizi, nei chiostri e nelle navate delle chiese.<br />
Puoi iniziare la visita della città dalla centrale <strong>piazza Gabriotti</strong> in cui affacciano: la <strong>cattedrale dei Santi Florido e Amanzio</strong>, rimasta incompiuta in facciata; il <strong>museo del Duomo</strong>, dove trovano posto opere di Pintoricchio e Rosso Fiorentino e il trecentesco <strong>palazzo Comunale</strong>, iniziato su disegno di Angelo da Orvieto. Di fronte, la <strong>Torre Civica</strong>, del XIV secolo e poco distante l'alto <strong>campanile cilindrico</strong> d'influsso bizantino-ravennate. <strong>Palazzo Vitelli alla Cannoniera</strong>, lussuosa dimora quattrocentesca dell'omonima famiglia, oggi ospita la <strong>Pinacoteca Comunale</strong> con una collezione di assoluto prestigio; tra gli artisti presenti Luca Signorelli, Raffaello, Raffaellino del Colle e Pomarancio.&nbsp; <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Città di Castello è anche la patria di <strong>Alberto Burri</strong> (1915-1995), uno dei più importanti artisti contemporanei, che qui lasciò la parte più consistente delle sue opere, oggi divisa nelle due sedi museali di palazzo Albizzini e degli ex Seccatoi del Tabacco. A <strong>palazzo Albizzini</strong> trovi circa 130 pezzi tra pitture, sculture, grafica e bozzetti per scenografie suddivisi in venti sale e presentate secondo un ordine cronologico. Negli <strong>ex Seccatoi del Tabacco</strong>, riuso di un'architettura industriale, trovi invece esposti i cicli di grande formato realizzati tra il 1974 e il 1993. I padiglioni contengono 128 grandi opere suddivise per cicli.<br />
			In città musei come il <strong>Centro di documentazione delle Arti grafiche ""Grifani-Donati""</strong> o la <strong>Collezione</strong><strong> tessile di ""Tela Umbra""</strong> testimoniano l'importanza delle attività manifatturiere legate al territorio.<br />
			In tutto il corso dell'anno a Città di Castello sono organizzati <strong>numerosi eventi</strong> d'arte, musica e teatro; ma anche di artigianato, enogastronomia e tradizioni popolari.</p>

			<p>Gusta i <strong>prodotti tipici</strong> locali, come il pregiato <strong>tartufo</strong>, nei locali, trattorie e numerosi ristoranti del territorio, ma anche nelle sagre e mostre mercato.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Rilassati nelle vicine <strong>Terme di Fontecchio</strong>, le antiche terme romane del tempo di Plinio il Giovane sono oggi diventate un moderno ed attrezzato stabilimento dove puoi prenderti cura di te. "	Città di Castello | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423749272028	43.46379	12.240578000000028	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
220	Attrattore	it_IT	95596	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ferentillo-un-viaggio-tra-arte-cultura-sport-e-avventura	Ferentillo, un viaggio tra arte, cultura, sport e avventura	Ferentillo, un viaggio tra arte, cultura, sport e avventura	Ferentillo, mummie, fiume nera, parco, sport, valnerina, san pietro in valle, canoa, torrentismo, arrampicata, rafting	""	"Ferentillo, piccolo centro della <strong>Valnerina</strong>, nasce lungo una gola sovrastata da due rocche.&nbsp;Il paese, di aspetto alto-medievale, è attraversato dal fiume Nera che lo divide in due nuclei: <strong>Precetto</strong> e <strong>Matterella</strong>. <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Con il tempo il centro abitato si è sviluppato nel fondovalle mantenendo però sempre riconoscibile la primitiva organizzazione in due distinti aggregati. Meta privilegiata degli amanti del <strong>turismo sportivo</strong>, il territorio comunale è inserito nell'area del <strong>Parco Fluviale del Nera</strong>.<br />
			La sua storia comincia, con ogni probabilità, nell'VIII secolo e si intreccia a quella della vicina <strong>abbazia di San Pietro in Valle</strong>, alla quale Ferentillo rimase legata per lungo tempo. Divenne Comune nel 1860 con l'Unità d'Italia.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
All'ingresso della borgata di <strong>Matterella</strong> trovi la duecentesca <strong>chiesa di Santa Maria</strong>, successivamente rimaneggiata, sopra al cui portale è dipinta una <em>Madonna con il Bambino tra due Angeli</em> del XV secolo. All'interno sono custodite opere d'arte di pregevole interesse. Sul pendio del colle che sovrasta la borgata si erge la <strong>Rocca</strong>, imponente costruzione con torri e alto mastio.<br />
Attraversa la statale e il fiume Nera e arriverai alla seconda borgata, <strong>Precetto</strong>. Qui, nella parte alta del borgo, non perdere la visita alla <strong>chiesa di Santo Stefano</strong>, edificata, nel tempo, su due livelli sovrapposti. Quello inferiore, del XIII-XIV secolo, che corrisponde all'odierna cripta, e quello superiore del XVI secolo. La cripta, oggi <strong>Museo</strong>, conserva alcuni corpi mummificati che danno notorietà al paese. &nbsp;Le <strong>mummie</strong> sono state sistemate in apposite teche e alcune di esse conservano anche tracce di abbigliamento.<br />
Anche sullo sperone che domina Precetto si erge una <strong>Rocca</strong>, oggi rudere. La storia dei due insediamenti difensivi è strettamente legata, poiché entrambi sorsero a difesa della vicina <strong>abbazia di San Pietro in Valle</strong> "	Ferentillo | Valnerina | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.6178752	12.778694599999994	""		""	""		[  ]	""
221	Attrattore	it_IT	5429337	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-archeologico-colfiorito	Museo Archeologico Colfiorito	Il Museo è situato a Colfiorito, piccola località di montagna in comune di Foligno posta lungo un importante snodo viario che collegava già in antico l'Umbria, la Sabina e la costa Adriatica.&nbsp;	""	Museo Archeologico Colfiorito	"Il Museo è situato a Colfiorito, piccola località di montagna in comune di Foligno posta lungo un importante snodo viario che collegava già in antico l'Umbria, la Sabina e la costa Adriatica.&nbsp; <div>La visita rappresenta un'occasione per conoscere le dinamiche di sviluppo culturale di questa parte dell'Umbria appenninica, frequentata dall'uomo sin dalla preistoria e stabilmente occupata dall'età arcaica dal popolo umbro dei Plestini. Completa la visita quella al Parco naturalistico di Colfiorito e al museo a lui dedicato, situato nelle immediate vicinanze. Espone reperti provenienti da scavi effettuati in gran parte nell'area di Colfiorito e dei suoi Altipiani a partire dagli anni sessanta del Novecento. È dedicato ai Plestini, popolazione di origine umbra qui soprattutto attestata nel momento più maturo del suo sviluppo (VII-V secolo a.C.).</div>

<div>Il percorso è organizzato in sezioni tematiche, dove, oltre a pannelli illustrativi e postazioni multimediali, vi sono anche ricostruzioni di alcuni contesti di ritrovamento. Al piano terra è il lapidario, composto da reperti provenienti dall'area della città romana e dal territorio plestino: vasche, cornici e colonne, ma anche iscrizioni. Il primo piano è interamente dedicato alla necropoli preromana di Colfiorito, frequentata dal IX al III secolo, con l'esposizione dei corredi e di due tombe ricostruite in dimensioni reali.</div>

<div>Al secondo piano sono illustrati gli abitati e i santuari, e in particolare il castelliere di monte Orve e il santuario della dea Cupra, da cui provengono quattro lamine bronzee con iscrizioni che indicano la divinità come ""madre dei Plestini"". Chiude il percorso la sezione dedicata all'organizzazione urbana di Plestia e agli insediamenti rustici sorti nell'area degli Altipiani.</div> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	43.02623759999999	12.889652699999942	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
222	Attrattore	it_IT	5429677	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-capitano-del-popo-1	Palazzo del Capitano del Popolo - Corciano	Il palazzo del Capitano del Popolo, detto anche palazzo del Capitano del Contado si trova alla fine di via Fusaiola nei pressi di piazza Coragino a Corciano.	""	Palazzo del Capitano del Popolo	"Il palazzo del Capitano del Popolo, detto anche palazzo del Capitano del Contado si trova alla fine di via Fusaiola nei pressi di piazza Coragino a Corciano. <div>Edificato nel XV secolo era l'antica residenza del Capitano del Contado, ufficiale che la dominante Perugia inviava nei territori a lei sottomessi. &nbsp;</div>

<div>Il palazzo, affiancato dal palazzo dei Priori e da quello della Mercanzia, è caratterizzato da facciata in mattoni di gusto rinascimentale su cui si aprono due ampi portali in pietra e quattro eleganti finestre.</div> "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
223	Attrattore	it_IT	8281310	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-il-santuario-di-rivotorto-e-paesaggio-storico	Il Santuario di Rivotorto e paesaggio storico	La chiesa di Santa Maria di Rivotorto sorge a pochi chilometri da Santa Maria degli Angeli, e fu eretta, in forme dal rimando neo-gotico dopo il terremoto del 1854 sul posto di un edificio precedente costruito per proteggere il tugurio francescano che è custodito all'interno della chiesa.&nbsp;	""	""	"<p>La chiesa di Santa Maria di Rivotorto sorge a pochi chilometri da Santa Maria degli Angeli, e fu eretta, in forme dal rimando neo-gotico dopo il terremoto del 1854 sul posto di un edificio precedente costruito per proteggere il tugurio francescano che è custodito all'interno della chiesa. Si tratta dei resti del luogo in cui, secondo la tradizione, si rifugiava il Santo con i suoi compagni per pregare e meditare.</p> <p>Sulla facciata della chiesa, gli stemmi sella Basilica di San Francesco (da cui il santuario dipende) e, sopra il portale, la frase: <em>""Hic primordia Fratrum Minorum</em>"" (qui gli inizi dei Frati Minori), che ricorda la tradizione secondo la quale il santo avrebbe qui redatto la prima stesura della Regola Francescana.</p>

<p>L'interno della chiesa è un ambiente costituito da tre navate, divise da colonne poligonali. Vi è il <em>tugurio di somma umilitate</em>, sul posto del ricovero dove il santo si rifugiò con Bernardo da Quintavalle e Pietro di Catanio. È formato da tre piccoli vani, di cui il centrale è adibito a cappella, con una mensa d'altare quattrocentesca su cippo ottagonale. Nella chiesa, in controfacciata, S. Michele Arcangelo di Domenico Mattei e, alle pareti, quadri di Cesare Sermei allusivi a fatti francescani.</p> "	Assisi	""	""	43.0501338	12.618349899999998	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
224	Attrattore	it_IT	92563	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-ceramica-di-gubbio	La ceramica di Gubbio	"Storia e caratteristiche della ceramica di Gubbio: dal ""lustro"" di Mastro Giorgio ai grandi maestri del ‘900."	Ceramica di Gubbio, decorazione a lustro, Mastro Giorgio Andreoli	La ceramica di Mastro Giorgio e l'intensità del rosso rubino	"A&nbsp;<strong>Gubbio</strong>&nbsp;dei documenti d'archivio fanno risultare l'opera di mastri ceramisti fin dal 1300.&nbsp; Le testimonianze medioevali mostrano una maiolica arcaica con decorazioni geometriche o vegetali di verde e bruno. Ma la fama della tradizione ceramica di questa città è legata al grande ceramista Giorgio Andreoli detto <strong>Mastro Giorgio</strong>, che giunge a Gubbio nel 1489 proveniente da Intra, sul Lago Maggiore. Fu l'arte di applicare il&nbsp;<a><strong>lustro</strong></a>, di cui Mastro Giorgio fu maestro indiscusso, a render famosa la ceramica eugubina: oro, argento, verde e soprattutto un bel rosso rubino di tonalità intensa. E' proprio questa tonalità di rosso la novità che impose il grande maestro, diversificandola da quella di Deruta, che negli stessi anni accentuò la bicromia blu e oro. Piatti, alberelli, coppe, vasi sono le lavorazioni che escono dalla bottega di Giorgio Andreoli, ma sarà <strong>l'alzata su basso piede</strong> che, intorno al 1530, diverrà preponderante nella produzione del grande maestro. La nuova tecnica viene applicata al filone narrativo detto ""istoriato"" e ad altrettante decorazioni (arabeschi, palmette, a grottesche a candelabra, trofei, ghirlande) accanto ai colori arancio, blu, giallo e verde. Dopo un lungo periodo di decadenza, la ripresa della produzione ceramica si ebbe nella seconda metà dell'Ottocento all'interno di un movimento culturale che investì l'Umbria con lo scopo di recuperare la tradizione rinascimentale.<br />
Nei primi del Novecento, periodo a cui risalgono le prime esperienze di Aldo Ajò, il cui stile fu imitato da allievi ed epigoni; di Baffoni, Cavicchi, Faravelli, Monarchi, Notari, dei fratelli Rossi …,&nbsp; i ceramisti eugubini hanno intrapreso anche altre strade, oltre a quella della produzione di <strong>maioliche riverberate</strong>, come la lavorazione dei&nbsp;<a><strong>buccheri</strong></a>, lucidati e poi decorati a graffito o con smalti policromi e con oro oppure ceramiche di ispirazione medioevale in cui predomina il blu cobalto. "	Gubbio | La ceramica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3513193	12.575316599999951	""		""	""		""	""
225	Attrattore	it_IT	92577	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-ceramica-di-orvieto	La ceramica di Orvieto	Storia e caratteristiche della ceramica di Orvieto: dai buccheri degli etruschi al galletto orvietano	Ceramica di Orvieto, buccheri	Orvieto, la ceramica degli Etruschi	"La ceramica di Orvieto ha una tradizione millenaria: è nata infatti contemporaneamente ai primi insediamenti umani.&nbsp; In epoca etrusca ha conosciuto una fase importantissima con la produzione dei&nbsp;<a><strong>buccheri</strong></a>:&nbsp; una ceramica a base di argille molto raffinate, lavorata al tornio e&nbsp; uniformemente nera poiché cotta&nbsp; in mezzo al carbone e in mancanza di ossigeno. Ma è nel medioevo che la maiolica arcaica orvietana ha un primato indiscusso, diventando un ""modello"" per altri centri produttivi italiani:&nbsp;&nbsp; il periodo di maggior splendore è tra la fine del Duecento e la metà del Trecento&nbsp; con le produzioni in bruno e verde su smalto bianco, abbellite da decorazioni a retina per il fondo e da ricche forme in cui compaiono uccelli, pesci, animali, esseri umani e bestie dalle teste umane. Nel Quattrocento <strong>i ""Vascellari""</strong> – così&nbsp; venivano chiamati i maestri artigiani - introducono nuovi colori come giallo e blu cobalto e nuove tecniche di decorazione quali la ingobbiatura graffita, verde a rilievo – detta ""zaffera""-. Ancora oggi, se avete voglia di una passeggiata tra gli scavi, è possibile vedere quelli che furono i maggiori templi della produzione di Orvieto: la quattrocentesca fornace nei pressi del <strong>Pozzo della Cava</strong> &nbsp;o il vicino opificio che rimase funzionate sino alla metà del Cinquecento.<br />
La riscoperta della maiolica arcaica, con i ritrovamenti di epoca medievale estratti dai ""butti"" delle cucine dei palazzi e delle case, incentivò la rielaborazione di forme e decorazioni antiche, adattate alla nuova produzione artigianale locale riprendendo i motivi di un tempo: è tra le due guerre che inizia la produzione delle famose<strong> brocche con il largo beccuccio sporgente</strong> (galletto). Degno di nota è, infine, ricordare come le tessere dei mosaici, sapientemente alternati ad elementi scultorei, della splendida facciata del medievale <strong>Duomo di Orvieto</strong> siano di produzione locale che, a partire da questo evento artistico, fu diffusamente conosciuta con la denominazione di ""stile orvietano"" "	Orvieto | La ceramica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.7185068	12.110744599999975	""		""	""		""	""
226	Attrattore	it_IT	95715	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-dei-santi-florido-e-amanzio-di-citta-di-castello	Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio di Città di Castello	Una visita al Duomo di Città di Castello dedicato ai compatroni della città&nbsp; Florido e Amanzio	Città di Castello, Duomo, san Florido, sant'Amanzio, museo, campanile cilindrico, piazza Gabriotti	""	"Il Duomo di Città di Castello, dedicato ai santi Florido e Amanzio, compatroni della città, sorge all'interno del nucleo urbano, in piazza Gabriotti <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>La <strong>facciata </strong>barocca è caratterizzata, nella zona inferiore, da un'ampia scalinata e da una serie di lesene, colonne e nicchie che conferiscono al tutto una grande plasticità. Poco distante sorge l'imponente <strong>campanile romanico</strong> di forma cilindrica in stile ravennate.</p>

			<p><strong>L'interno</strong> della chiesa, a croce latina, è ad unica navata con cappelle laterali e copertura a cassettoni risalente al XVIII secolo. Le cappelle laterali, fatte erigere dalle più importanti famiglie castellane tra il XVI e il XVII secolo, sono ricche di affreschi e dipinti su tela. Tra queste un'attenzione particolare merita quella del <strong>SS. Sacramento</strong>, detta il ""Cappellone"", all'interno della quale si trovava la tavola raffigurante <em>Cristo in Gloria </em>(1528-30) di <strong>Rosso Fiorentino</strong>, ora conservata nell'adiacente <strong>Museo del Duomo</strong>. Tra le tante opere custodite all'interno della chiesa le tele di <strong>Bernardino Gagliardi</strong>, gli affreschi di <strong>Tommaso Conca</strong>, la <em>Caduta</em><em> da cavallo di San Paolo</em> dipinta da <strong>Niccolò Circignani</strong> detto il Pomarancio ed un coro ligneo intagliato e intarsiato del 1540.<br />
			Sotto il Duomo si estende la <strong>chiesa Inferiore</strong>, suddivisa in due navate da grossi pilastri che sostengono volte a crociera. Qui sono custodite le reliquie dei SS. Florido e Amanzio.</p>

			<p>Secondo la tradizione il duomo fu fondato nel VI secolo da San Florido, ma la struttura originaria risale all'<strong>XI secolo</strong>.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>
Nel corso dei secoli la chiesa ha subito numerosi interventi di restauro, anche importanti: nel 1356 venne ampliata, tra il 1466 ed il 1529 completamente rinnovata su progetto di Elia di Bartolomeo, del figlio Tommaso e di un maestro, Piero di Lombardia, che la riadattarono alle nuove forme dell'architettura rinascimentale. Infine nel 1632 su disegno di Francesco Lazzari, venne ricostruita la facciata, rimasta purtroppo incompleta nella parte superiore. "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423749272028	43.45658	12.23756000000003	""		""	""		""	""
227	Attrattore	it_IT	95725	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tesoro-di-canoscio-a-citta-di-castello	Tesoro di Canoscio a Città di Castello	L'importante ritrovamento del Tesoro di Canoscio oggi visitabile presso il locale Museo del Duomo	Archeologia, Canoscio, santuario, Città di Castello, museo del Duomo, Tesoro, arte paleocristiana	""	"Il Tesoro di Canoscio, oggi conservato presso il locale <strong>Museo del Duomo</strong>, è una rara collezione di oggetti in argento sbalzato, usati per la liturgia eucaristica, databili al <strong>VI secolo d.C.</strong> Fu casualmente ritrovato nella primavera del 1935 presso il <strong>Santuario di Canoscio</strong>, nelle vicinanze di Città di Castello. Era disposto a mucchio, coperto da un grande piatto che venne ridotto in frantumi dal colpo del vomere al momento della scoperta.<br />
Raro esempio di arte paleocristiana, è costituito da <strong>25 oggetti</strong> tra piatti, patene, calici, una pisside con coperchio, colatoi, un piccolo ramaiolo e un buon numero di cucchiai. L'assenza di segni religiosi in oggetti che ne sono solitamente provvisti, come il calice e la pisside, e la presenza di utensili estranei alla liturgia, come è il caso, ad esempio, del ramaiolo e dei cucchiai, hanno fatto ipotizzare che si trattasse in origine di <strong>strumenti domestici</strong>, in seguito donati ad una comunità cristiana e quindi appositamente decorati con simboli propri della <strong>nascente religione</strong>: il <strong>pesce</strong>, la <strong>croce</strong> e la <strong>colomba</strong>. Durante i primi secoli del cristianesimo, infatti, a causa delle persecuzioni contro i fedeli, gli oggetti della liturgia erano quelli solitamente utilizzati in ambito domestico. Solo dal IV al VII secolo, con la codifica del rito eucaristico, si produssero oggetti destinati ad uso esclusivamente liturgico.<br />
I nomi di <em>Aelianus</em> e <em>Felicitas</em>, incisi sella patena, potrebbero essere quelli dei donatori.&nbsp; "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423752872028	43.45658	12.23756000000003	""		""	""		""	""
228	Attrattore	it_IT	5428228	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/murales	Murales	"Il ""paese dei presepi"": così è conosciuto Calvi. A questa fama ha contribuito la singolare iniziativa degli anni Ottanta con la quale l'artista Valan chiamò pittori da tutto il mondo ad affrescare i muri delle case del paese con il tema della Natività. Sono visibili oltre 50 opere."	""	Murales	"Il ""paese dei presepi"": così è conosciuto Calvi. A questa fama ha contribuito la singolare iniziativa degli anni Ottanta con la quale l'artista Valan chiamò pittori da tutto il mondo ad affrescare i muri delle case del paese con il tema della Natività. Sono visibili oltre 50 opere. "	Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355	42.4038614	12.569369400000028	Calvi dell'Umbria	55008	""	""		[  ]	""
229	Attrattore	it_IT	8281286	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-la-chiesa-di-san-damiano	La chiesa di San Damiano	"<p>Si tratta del luogo della conversione di San Francesco, nel quale ascoltò la voce del Crocefisso che gli diceva le parole ""Va' e ripara la mia casa"", e dove Santa Chiara visse per 42 anni e morì.</p>"	""	""	"<p>La chiesa di San Damiano è, insieme agli altri luoghi francescani, sito Unesco dal 2000.</p>

<p>Si tratta del luogo della conversione di San Francesco, nel quale ascoltò la voce del Crocefisso che gli diceva le parole ""Va' e ripara la mia casa"", e dove Santa Chiara visse per 42 anni e morì.</p>

<p>La chiesa e il convento di San Damiano si trovano poco fuori il centro di Assisi. La struttura era originariamente un priorato benedettino documentato dal 1030.&nbsp;</p> <p>Alla chiesa si accede da un piazzale: a destra si trova la <em>Madonna in Trono, i Ss. Francesco e Chiara, altri due santi e un devoto</em>, affresco di un pittore locale della metà del Trecento.</p>

<p>&nbsp;La chiesa è ad una navata, con volta leggermente ogivale e coro profondo. Subito a destra dell'ingresso si trova la finestrella dalla quale San Francesco gettò via i soldi rifiutati dal prete di San Damiano per il restauro della chiesa. Lungo le pareti sono visibili resti di intonaci, delimitati da cornici policrome, predisposte per affreschi mai eseguiti. Nella cappella aggiunta nel 1535 vi è un Crocifisso Ligneo (l'espressione del volto cambia secondo il punto d'osservazione), intagliato da Fra Innocenzo da Palermo nel 1637. All'altare maggiore si trova una copia del Crocifisso che parlò a san Francesco (l'originale è conservato in Santa Chiara). Il coro ligneo del 1504 copre in parte una finestrella (riaperta) attraverso la quale le Clarisse comunicavano e davanti alla quale venne fatto passare il corpo di san Francesco quando dalla Porziuncola fu portato in Assisi.</p>

<p>Passando nel vestibolo a destra, sotto il quale furono sepolte quattro compagne di Santa Chiara, si giunge nella sagrestia, a sinistra vi è il semplice coro dove si trova quello che al tempo fu il leggio di santa Chiara. All'altare, <em>Crocifissione</em>, affresco di Pier Antonio Mezzastris nel 1482. A sinistra si vede un piccolo vano nel quale, secondo la tradizione, si rifugiò Francesco inseguito dal padre.</p>

<p>Tornando nel vestibolo, si sale una scaletta, uscendo, a destra nel Giardinetto di Santa Chiara, piccolissima terrazza con vista sulla pianura.</p>

<p>Scendendo invece nel chiostro: alle due pareti d'angolo, <em>San Francesco riceve le stimmate e Annunciazione</em>, affreschi di Eusebio da San Giorgio (1507). Si passa quindi nel Refettorio rettangolare, a volte basse, simile ad una cripta, con banchi e tavoli originali: una croce e un vaso di fiori indicano il posto occupato da Santa Chiara.&nbsp;</p> "	Assisi	""	""	43.0615671	12.618184100000008	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
230	Attrattore	it_IT	8281271	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-la-citta-di-assisi	La città di Assisi	La Città di Assisi è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 2000.	""	""	"<p>Nel 2000 <strong>Assisi</strong> con il suo <strong>Centro Storico</strong> (incluse la <em>Rocca Maggiore</em> e la <em>Rocca Minore</em>), la <strong>Basilica di San Francesco</strong> e gli <strong>altri siti francescani</strong> (la <em>Cattedrale di San Rufino</em>, la <em>Basilica di Santa Chiara</em>, il <em>Convento della Chiesa Nuova</em>, il <em>Tempio di Minerva</em>, la <em>Chiesa di Santa Maria Maggiore</em>, l'<em>Abbazia di San Pietro</em>, la <strong><em>Basilica di Santa Maria degli Angeli con la Porziuncola</em></strong>, il <strong><em>Santuario di Rivotorto</em></strong>, l'<strong>Eremo delle Carceri</strong> e il <strong>Monastero di San Damiano</strong>), insieme alla <em>quasi totalità del territorio comunale</em>, è stata dichiara <strong>Patrimonio Mondiale</strong>.&nbsp;</p> <p>I motivi per cui la città serafica è stata nominata Patrimonio dell'Umanità sono molteplici. Assisi, con la sua Basilica e la valenza degli artisti che vi hanno lavorato è stata fin da subito d'ispirazione culturale e spirituale: la diffusione del messaggio artistico e spirituale dell'Ordine Francescano si è diffuso in tutto il mondo influenzando l'arte di diverse altre città. Assisi è un esempio unico di integrazione di una ""città santuario"" nella sua culla natale, la città umbro-romana e poi medievale, per poi giungere ai nostri giorni perfettamente in continuità e sinergia con il contemporaneo. La Basilica di San Francesco è poi considerata un esempio eccezionale di un complesso architettonico che ha modificato il concetto di architettura stessa. Infine, secondo il parere dell'UNESCO, Assisi, come luogo di nascita dell'Ordine Francescano, è <em>""stata strettamente associata fin dal medioevo al culto e alla diffusione dello stesso movimento francescano nel mondo, trasmettendo un messaggio universale di pace e tolleranza""</em>.</p> "	""	""	""	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
231	Attrattore	it_IT	8281298	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-eremo-delle-carceri	L'eremo delle Carceri	<p>L'eremo delle Carceri è un luogo suggestivo, che si trova risalendo il monte Subasio e&nbsp;sorge intorno ad una grotta che era il luogo in cui San Francesco amava rifugiarsi per pregare.</p>	""	""	"<p>L'eremo delle Carceri è un luogo suggestivo, che si trova risalendo il monte Subasio, partendo da Assisi. Sorge intorno ad una grotta che era il luogo in cui San Francesco amava rifugiarsi per pregare. Nel 1215, infatti, questo luogo gli viene donato dai benedettini. Rispetto all'architettura originale, l'eremo ha subito un ampliamento, voluto nel ‘400 da Bernardino da Siena.</p> <p>Si entra in un piccolo cortile triangolare che ha al centro un pozzo. La leggenda narra che l'acqua sarebbe sgorgata per un miracolo di San Francesco. Dal parapetto del cortile si può osservare un bel panorama attraverso una gola del Subasio che si apre sulla pianura spoletina.</p>

<p>Di fronte è la chiesa quattrocentesca, che conserva sopra l'altare un affresco di scuola umbro-senese della metà del ‘400 (<em>Crocifissione</em>); nel cippo dell'altare, altro affresco del ‘500 con lo stemma dei Monti di Pietà; sulla parete di fondo è una piccola vetrata trecentesca di produzione francese. Attraverso un cancello di ferro si entra nella piccolissima Chiesa Primitiva, dedicata a Santa Maria delle Carceri, cuore del Santuario, probabilmente una grotta adattata a cappella: all'altare, vi è un bell'affresco, la <em>Madonna col Bambino e San Francesco</em>, del sec. XVI, sopra una Crocifissione duecentesca.</p>

<p>Scendendo a destra per una scalinata e minuscole porticine si entra nella Grotta di San Francesco, attualmente diviso in due vani: uno contiene il letto di pietra su cui dormiva il santo; nell'altro, alla parete destra si vede un sasso su cui probabilmente san Francesco sedeva per meditare e pregare. Per una porticina si esce poi all'aperto: sul muro che chiude la grotta, uno sbiadito affresco trecentesco raffigura il tradizionale episodio della predica degli uccelli: leggenda narra che gli uccelli si posassero ad ascoltare il santo sul secolare leccio visibile presso il ponticello gettato sul fosso. Un muro copre un crepaccio conosciuto come il ""buco del diavolo"", in cui si dice sia precipitato il demonio, sconfitto dalle preghiere di San Francesco. Accanto si trova anche il ""fosso secco"", alle cui acque il santo avrebbe chiesto di non disturbare col loro scroscio le preghiere dei frati.</p>

<p>Seguendo il percorso si giunge ad un ponte, alla fine del quale vi è un bronzo con San Francesco che libera le tortorelle, opera di Vincenzo Rosignoli. Inizia il ""viale dei San Francesco"", una suggestiva passeggiata bosco dove vi sono diversi luoghi di devozione. Tra questi, la <em>Grotta del Beato Leone</em>, cui si accede per un sentiero a gradini, le <em>grotte del beato Bernardo da Quintavalle</em>, del <em>beato Egidio</em>, del <em>beato Silvestro </em>e, un po' più lontano, del <em>beato Andrea da Spello</em>. &nbsp;Seguendo il ponte, si può salire alla <em>cappella di Santa Maria Maddalena</em>, in cui è sepolto dal 1477 il beato Barnaba Manassei, ideatore e fondatore dei Monti di Pietà.&nbsp;</p> "	Assisi	""	""	43.0663383	12.64211649999993	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
232	Attrattore	it_IT	92587	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-di-san-valentino-a-terni	Basilica di San Valentino a Terni	A Terni la basilica di San Valentino, santo protettore degli innamorati, festeggiato il 14 febbraio&nbsp;	San Valentino, Terni, festa degli innamorati	La basilica di San Valentino a Terni, un luogo dove promettersi amore	"La basilica di San Valentino sorge poco fuori il centro storico di Terni, sul luogo di un antico cimitero cristiano dove fu sepolto lo stesso Valentino, primo vescovo della città e martire vissuto nel III secolo d.C. <p>La prima chiesa dedicata al suo culto fu sede dello storico incontro avvenuto nel 742 tra il papa Zaccaria e l'anziano re longobardo Liutprando, acceso assertore delle facoltà taumaturgiche del martire, le cui spoglie erano già venerate in quel luogo. Ceduta ai Benedettini, tra l'VIII e il XIII la basilica subì le sorti della città di Terni soggetta a incursioni, saccheggi, distruzioni.&nbsp;<br />
Le notizie sulla vita della basilica restano incerte&nbsp; fino al 1605, anno in cui iniziano le ricerche per il recupero del corpo di San Valentino. Gli scavi furono promossi sotto il pontificato di Paolo V nell'ambito del rilanciato interesse per i primi martiri della Chiesa, che mirava ad autenticare la loro esistenza e accrescerne la venerazione. Lo stato di decadenza in cui versava la basilica e la crescita del culto di san Valentino spinsero a traslare le reliquie del Santo in Cattedrale e ad affrettare i lavori di ricostruzione della chiesa, avviati nel 1606, con la realizzazione di un edificio a navata unica, che oggi ospita l'altare contenente <strong>il corpo di San Valentino</strong>, solennemente riportato in basilica nel 1618.<br />
Le statue in stucco in facciata, anch'essa seicentesca, sono state collocate durante i restauri di metà ottocento.</p>
Alla consuetudine del Santo di <strong>favorire l'unione tra i giovani</strong> sono legate diverse leggende. La <strong>leggenda di Sabino e Serapia </strong>narra dell'unione ostacolata sulla terra tra un pagano e una cristiana, uniti da Valentino per l'eternità in un sonno beatificante. Quella della <strong>Rosa della Riconciliazione, </strong>offerta dal Santo a due fidanzati in lite riappacificandoli, sembra aver dato origine alla ricorrenza del <strong>14 febbraio, </strong>che celebra la <strong>Festa degli Innamorati</strong> da quando fu ritrovato il corpo del Santo in basilica a Terni. "	Terni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423749273521	42.5636168	12.642660400000068	""		""	""		""	""
233	Attrattore	it_IT	95014	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eggi-il-borgo-fortificato-a-due-passi-da-spoleto	Eggi, il borgo fortificato a due passi da Spoleto	Eggi è un borgo fortificato a due passi dalla Via Flaminia e Spoleto dove potrai scoprire preziosi capolavori d'arte	Eggi, Spoleto	""	"<strong>Eggi </strong>è un borgo tra gli ulivi a due chilometri dalla Flaminia, a 5 da Spoleto in direzione Foligno, quasi a cavallo tra la Valle del Nera e quella Spoletana. Il borgo, di origine romana, ha delle <strong>fasi edilizie</strong> ben definite che ti lasciano comprendere la sua storia. Ad un primo periodo corrisponde la costruzione del <strong>castello</strong> (XIV sec.) che ha impianto triangolare. Nel corso del XV secolo il paese cominciò a debordare dalle mura, ed appena fuori di esse sorsero delle abitazioni. Tra la metà del XVI e la fine del XVIII sec. conobbe un periodo di splendore grazie anche alla presenza di illustri cittadini che, dotati di cospicui mezzi economici, chiamarono numerosi artisti del tempo per abbellire le chiese del territorio.<br />
Non devi perdere la visita della <strong>chiesa di Santa Maria delle Grazie</strong>, edificio votivo della fine del XV secolo, ornato da affreschi nei quali predomina la ricerca di protezione contro il morbo della peste, della <strong>chiesa di San Giovanni Battista</strong> con abside decorata tra il 1527 ed il 1532 da Giovanni di Pietro detto <strong>Lo Spagna</strong> e dell'<strong>Oratorio del Sacramento </strong>e complesso dell'Ospedale, con un cancello per delimitare l'isolamento, un ambiente vasto ad uso di corsia, una cucina ed altre stanze di servizio; al piano terra il magazzino del Monte Frumentario. Nella <strong>chiesa San Michele Arcangelo</strong> trovi interessanti affreschi del&nbsp; <strong>Maestro di Eggi</strong>, anonimo pittore del XV secolo, identificato da Federico Zeri proprio con gli affreschi di questa chiesa e operoso a lungo nello Spoletino e nella Valnerina.<br />
Il borgo di Eggi è famoso in Umbria per la <strong>Festa</strong><strong> degli asparagi di bosco</strong>, appuntamento tra fine aprile e i primi di&nbsp; maggio, ormai ventennale, che non puoi perdere e ove potrai assaggiare un vero piatto della tradizione spoletana: gli strangozzi fatti in casa con sugo di asparagi. "	Spoleto | Luoghi della cultura | Spoleto	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.762778	12.778610999999955	""		""	""		[  ]	""
234	Attrattore	it_IT	95606	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/scheggia-tra-storia-e-natura	Scheggia, tra storia e natura	<p>La città di Scheggia, ricca di storia e immersa nel Parco del Monte Cucco</p>	Tavole eugubine, monte cucco, parco, umbri, pasce lupo, gubbio	""	"Scheggia, l'antica <strong><em>Ad Ensem</em></strong>, era una importante <em>mutatio</em>, cioè <em>stazione di cambio</em>, situata nei pressi della strada consolare Flaminia.&nbsp; <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Durante le guerre che si svolsero tra Goti e Bizantini (532 - 552 d.C.) fu rasa al suolo, ma venne presto ricostruita dai Bizantini per porre freno alle incursioni Longobarde. Sulle rovine della <em>stazio</em> nacque così il <strong>Castello di Luceoli</strong> la cui edificazione va fatta risalire all'inizio dell'XI secolo. Il nuovo centro fu chiamato <strong>Schiza</strong> dagli abitanti del luogo che ancora risentivano nel loro parlato dell'influsso della lingua greca.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Nei secoli successivi <strong>Scheggia</strong> entrò a far parte del territorio di Gubbio, passando poi sotto il Ducato di Urbino e infine sotto lo Stato della Chiesa, che dal XV secolo mantenne la propria giurisdizione sul territorio fino all'Unità d'Italia. Dal 1878 si è unita a Pascelupo formando un unico Comune.<br />
Scheggia fu centro dell'antichissimo culto a <strong><em>Giove Pennino</em></strong>, venerato in un famoso tempio nelle immediate vicinanze dell'abitato, di cui però non rimane alcuna testimonianza, nonostante i numerosi ed importanti ritrovamenti archeologici fatti nel territorio.<br />
Il grazioso centro, all'interno del <strong>Parco del Monte Cucco</strong>, è ricco di storia: dalla <strong>Torre Civica</strong>, del XIV secolo, l'unica delle porte dell'antico castello che si è conservata fino ad oggi, alla <strong>chiesa di Sant'Antonio Abate</strong> (1665); dalla <strong>parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo </strong>(XVI secolo), che conserva al suo interno pregevoli opere, alla <strong>chiesa di Monte Calvario</strong> (XVII secolo) che domina l'intero abitato "	Scheggia e Pascelupo | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.403228	12.665733000000046	""		""	""		[  ]	""
235	Attrattore	it_IT	95659	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-borgo-di-poreta	Il borgo di Poreta	Castello di pendio (sec.XII) immerso nel paesaggio di olivi tra Spoleto, Campello e le Fonti del Clitunno, è tappa sulla via di Francesco	Poreta, Spoleto, castelli di pendio, via di Francesco	Il borgo di Poreta di Spoleto	"Nel cuore dell'Umbria, tra Spoleto, Campello e le Fonti del Clitunno, immersa tra le colline argentate di olivi, si trova l'insediamento di <strong>Poreta</strong>, anticamente villa, divenuta solo verso la fine del Duecento un borgo fortificato.&nbsp; <p>Verso la seconda metà del XV secolo, causa le frequenti scorribande di compagnie di ventura, intorno all'antico borgo venne eretta una cinta muraria. Nacque così, secondo la più tipica tradizione dell'Italia centrale, un vero e proprio agglomerato urbano formato da alcune decine di abitazioni addossate l'una sull'altra. Il borgo divenne il vero e proprio punto focale di un più vasto insediamento abitativo sparso tra il pendio e la piana di Spoleto.</p>

<p>Verso la seconda metà del Settecento, in seguito ad un violentissimo terremoto, il Castello venne progressivamente abbandonato. La popolazione, infatti, costruì fuori dalle mura le proprie case, usando le stesse pietre delle precedenti abitazioni ormai distrutte.</p>
La chiesa di San Cristoforo, costruita posteriormente al Castello, fu in seguito intitolata a <strong>Santa Maria della Misericordia</strong> in virtù di un immagine miracolosa raffigurante la Madonna, custodita all'interno e illesa dai danni dei terremoti. "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.8089536	12.78332439999997	""		""	""		[  ]	""
236	Attrattore	it_IT	5429919	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-parrocchiale-di-san-lorenzo	Chiesa parrocchiale di San Lorenzo	La chiesa parrocchiale di San Lorenzo si trova al centro di Collazzone, davanti alla piazza principale intitolata ad Umberto I, recentemente pavimentata in cotto.	""	Chiesa parrocchiale di San Lorenzo	"La chiesa parrocchiale di San Lorenzo si trova al centro di Collazzone, davanti alla piazza principale intitolata ad Umberto I, recentemente pavimentata in cotto. <div>Fu edificata tra il XIX e il XX secolo su quello che un tempo era il cassero del castello. La facciata si caratterizza sia per il bel rosone che per le decorazioni in cotto locale.</div>

<div>All'interno sono conservate opere di pregevole interesse, tra cui una scultura lignea, policroma, del XIII secolo raffigurante la Madonna con il Bambino. E' tra gli esempi più alti dell'arte umbra. Ai lati del tabernacolo sono stati aggiunti, nel XV secolo, due Angeli, di manifattura locale. Sulla parete destra della chiesa, da notare, un piccolo ma interessante affresco raffigurante la Madonna con Bambino riferibile al XIV secolo.</div> "	Collazzone | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.9002223	12.436139799999978	Collazzone	54014	""	""		[  ]	""
237	Attrattore	it_IT	5429761	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-biagio	Chiesa di San Biagio	La prima testimonianza della Chiesa di San Biagio risale ad un documento del 1244 in cui i monaci di San Benedetto del Subasio la includono tra i loro possedimenti.	""	Chiesa di San Biagio	La prima testimonianza della Chiesa di San Biagio risale ad un documento del 1244 in cui i monaci di San Benedetto del Subasio la includono tra i loro possedimenti. La facciata è tutt'ora quella tardo gotica costruita con conci di pietra bianca e rosa, disposti in file alternate. &nbsp;Sull'altare maggiore, a sinistra dell'ingresso, vi è una tela, tardo cinquecentesca, raffigurante la Trinità, a destra i Santi Lorenzo e Benedetto e, a sinistra, San Biagio e il Beato Lorenzo Giustiniani. 	Cannara | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9919438	12.58235400000001	Cannara	54006	""	""		[  ]	""
238	Attrattore	it_IT	92539	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-ceramica-di-deruta	La ceramica di Deruta	"Storia e caratteristiche della ceramica di Deruta: dal ""Petal Back"" al calligrafico, i colori e la tradizione decorativa"	ceramica, deruta	Il cuore del design e della storia della ceramica umbra nei diversi stili di Deruta	"La felice posizione geografica di&nbsp;<strong>Deruta</strong>, in prossimità di importanti vie di comunicazioni terresti e fluviali, e la facile reperibilità dell'argilla nelle colline adiacenti ha sostenuto lo sviluppo dell'attività dei vasai derutesi e l'espansione dei loro commerci.&nbsp; <p>Già diffusa in età romana, la ceramica derutese ha costituito in alcuni secoli una monoeconomia per la cittadina.&nbsp;In un pubblico incanto del 1277 si richiede una fornitura da eseguire ""&nbsp;ad modum mattorum&nbsp; Dirupta"". Mentre dal 1336 risultano organizzazioni cooperativistiche per la produzione di oggetti d'uso comune, dipinti nei soli colori di bruno e verde ramino su uno smalto di fondo biancastro, <strong>la ""Maiolica Arcaica""</strong>: ceramica rivestita da una coperta vetrificata con decori in verde/rame o bruno di manganese e foggiata al&nbsp;tornio&nbsp;in unica soluzione. I decori avevano principalmente motivi geometrici e floreali. &nbsp;</p>

<p>Dal 400 in poi la rigidità di forme e stili lascia il posto a una serie di varianti iconografiche, con l'acquisizione dell'arancio, del giallo e del blu: si passa dalla funzione d'uso a quella decorativa, come nel caso dei piatti da pompa. Nuovi ornamenti vengono codificati&nbsp; secondo uno schema formale: un medaglione centrale e una serie di fasce concentriche parallele che lo attorniano. Dalla seconda metà del Quattrocento due fenomeni interessano Deruta: la consistente immigrazione di vasai, dopo la peste del 1456, e il più stretto rapporto con i maggiori esponenti della pittura umbra. Così l'offerta di Deruta si propone a mercati tanto ricchi che popolari: accanto ai raffinatissimi e sofisticati&nbsp;lustri&nbsp;è fiorente anche l'arte delle <strong>terrecotte invetriate</strong>. Anzi, nelle stesse fornaci si concentravano produzioni di laterizi, terrecotte e vasi dipinti: nuovi protagonisti si aggiunsero agli originari nuclei dando vita ad una vivacità artistica e commerciale senza precedenti.</p>

<p>Nel Cinquecento prende forma lo <strong>stile ""Compendiario""</strong>: riassuntivo e sommario nel tracciare le raffigurazioni ma con forme complesse di baccellature, rilievi plastici e orli sinuosi. Con lo <strong>stile &nbsp;""calligrafico""</strong>, infine, le decorazioni, in monocromia blu o arancio, sono composte di un fitto intreccio di fogliame con inserti paesaggistici, scene di caccia, raffigurazioni zoomorfe.</p> "	Deruta | La ceramica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	42.9808942	12.421785	""		""	""		[  ]	""
239	Attrattore	it_IT	92553	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-ceramica-di-gualdo-tadino	La ceramica di Gualdo Tadino	Storia e caratteristiche della ceramica di Gualdo Tadino: dalla ginestra il successo della tecnica del lustro	Ceramica di Gualdo Tadino, tecnica del lustro, ginestra	Dalle ginestre la bellezza della ceramica di Gualdo Tadino	"Dai tempi remoti l'autosufficienza di materie prime per la produzione ceramica ha reso&nbsp;<strong>Gualdo Tadino</strong>&nbsp;un importante centro artistico.&nbsp; I boschi dell'Appennino fornivano legname per le numerose fornaci, i vari torrenti azionavano i mulini che macinavano gli smalti, dalla cava di Monte Fringuello l'ossido di ferro - base per i famosi riverberi oro/rubino – mentre dalle cave della Matalotta veniva un'argilla di ottima qualità. Sono del Trecento i primi documenti scritti per&nbsp; le forniture di ceramiche:&nbsp; forme e decorazioni dei manufatti ricordano tipologie già esistenti nell'eugubino, nell'orvietano e nel derutese.<br />
Nella seconda metà del Quattrocento si ha la prova dell'affermazione qualitativa delle maioliche gualdesi: in un documento dei Reggenti di Gubbio del 1456 si autorizza la vendita delle pregiate&nbsp;olle&nbsp;e&nbsp;pignatte&nbsp; nei mercati della città. Probabilmente tra il Cinquecento e il Seicento parte la produzione ceramica rifinita con <strong>la tecnica del</strong>&nbsp;<strong>lustro, </strong>cioè con l'applicazione sul pezzo già finito degli straordinari riverberi oro e rubino, ottenuti durante una terza cottura con fumo di ginestra.<br />
Durante il XVII secolo ceramisti gualdesi&nbsp; operano anche fuori patria, come <strong>Antonio e Lorenzo Pignani</strong> attivi in Roma, a cui Clemente X concede nel 1673 una privativa per applicare l'oro sulle maioliche con una tecnica mai usata fino allora. &nbsp;Ma il punto di svolta è nella seconda metà dell'Ottocento con la ripresa della tecnica dei&nbsp;<a>&nbsp;lustri</a>&nbsp;metallici&nbsp;oro e rubino ad opera di <strong>Paolo Rubboli</strong> (1838-1890): una produzione di maioliche artistiche di altissima qualità che inciderà positivamente sul futuro della città. Ancora oggi le tipologie decorative tradizionali degli opifici gualdesi consistono prevalentemente in ornati a grottesche, fogliami, scaglie, ""quartieri"" e altri motivi, di norma su fondo blu, abbinati a scene o soggetti classicheggianti, lustrate con oro e rubino all'interno dei tradizionali forni dette <strong>""Muffole""</strong>, descritti ne ""I tre libri del vasaio"" di Cipriano Piccolpasso "	Gualdo Tadino | La ceramica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.234139	12.78224130000001	""		""	""		""	""
240	Attrattore	it_IT	95689	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-a-gubbio	Chiesa di San Francesco a Gubbio	La chiesa di San Francesco a Gubbio: una delle prime chiese dedicate al Santo di Assisi	Chiesa, San Francesco, Gubbio, lupo, Ottaviano Nelli, saio, fondaco	""	"La monumentale chiesa di San Francesco sorge sul lato meridionale di piazza Quaranta Martiri, nella parte bassa della città di Gubbio Fu edificata intorno al <strong>1255</strong> all'interno di un vasto complesso francescano costruito dagli eugubini sui terreni dell'antica famiglia degli <strong>Spadalonga</strong>. Fu questa famiglia che, nel 1206-7, avrebbe accolto e vestito <strong>San Francesco</strong> dopo l'abbandono della casa paterna e la rinuncia alle ricchezze e fu qui che il santo indossò per la prima volta <strong>il saio</strong> che poi divenne l'abito dei francescani.<br />
Giacomello Spadalunga di Gubbio, «colui che un tempo gli era amico», scrive il biografo, conobbe Francesco durante la prigionia a Perugia, dopo la sconfitta di Collestrada. L'edificazione di una grande chiesa e di un convento dedicati a Francesco, a pochi anni dalla sua morte, fu fortemente voluta dalla città di Gubbio, che lo accolse e lo adottò.<br />
L'edificio presenta una <strong>pianta ogivale</strong> caratterizzata da una facciata rimasta incompiuta che conserva tuttavia un bel <strong>portale gotico</strong> ed una cornice ad archetti pensili sovrastata da un piccolo rosone. Le <strong>tre absidi</strong> presentano una struttura poligonale interrotta da monofore.<br />
&nbsp; <p>L'interno è suddiviso in <strong>tre navate</strong> sorrette da 14 alte colonne con base ottagonale. Le volte a crociera della copertura risalgono alla trasformazione subita dall'edificio nel XVIII secolo. Le pareti laterali che un tempo erano ricoperte da affreschi hanno perso in parte il loro splendore, ma nelle absidi si conservano ancora importanti opere del XIII-XV secolo.</p>
<strong>Nell'abside di sinistra</strong> sono raffigurate, in 17 riquadri, le <em>Storie della vita della Vergine</em>, ciclo di notevole pregio eseguito nei primi anni del XV secolo da <strong>Ottaviano Nelli</strong>.<br />
<strong>Nell'abside centrale</strong>, in alto, è affrescato <em>Gesù in trono</em> con ai lati <em>San Pietro, San Paolo, San Francesco </em>e <em>Sant'Antonio</em>, opere eseguite da un seguace locale del Maestro di San Francesco della seconda metà del XIII secolo.<br />
<strong>Nell'abside di destra</strong>, vicino alla quale sono presenti i resti dell'antico Fondaco, si trovano affreschi del XIII-XIV secolo: nella parte superiore <em>due episodi della vita di San Francesco</em>, in quella inferiore al centro il <em>Redentore</em> e ai lati gli <em>Evangelisti</em>, entro cornici. Alle pareti affreschi di <em>Santi</em>.&nbsp; "	Gubbio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423737139459	43.3513193	12.575316599999951	""		""	""		""	""
241	Attrattore	it_IT	95705	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/citerna-uno-dei-borghi-piu-belli-d-italia	Citerna, uno dei borghi più belli d'Italia	L'antica città di Citerna tra i Borghi più belli d'Italia	Citerna, San Francesco, Pomarancio, chiesa, Donatello, Madonna con Bambino, terremoto	""	"Conosciuta in epoca romana come <em>Civitas Sobariae, </em><strong>Citerna </strong>è una graziosa cittadina posta nel nord dell'Umbria, riconosciuta come uno dei Borghi più belli d'Italia. <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Molto del suo patrimonio artistico è stato distrutto dal tremendo terremoto del 1917 ma è rimasto intatto il <strong>Torrione circolare</strong>, simbolo della città.<br />
			Nel centro storico ti consigliamo di visitare la trecentesca <strong>chiesa di San Francesco</strong>, lungo corso Garibaldi, rifatta nel 1508 in semplici forme rinascimentali. La pianta è a croce latina ed è considerata una sorta di ""chiesa museo"" perché al suo interno si conservano opere di pregevole valore artistico, tra le quali la <em>Deposizione</em> (XVI secolo) di Nicolò Circignani detto il Pomarancio, una terracotta robbiana con frutti e cherubini, dipinti attribuiti a Raffaellino del Colle, affreschi riferiti alla bottega di Luca Signorelli, un coro ligneo del 1550, altari e raffinati intagli…Fa parte della chiesa anche la splendida <em>Madonna con Bambino</em> in terracotta policroma, datata attorno al 1415 e recentemente attribuita a <strong>Donatello</strong> giovane.<br />
			Non perderti la visita alla caratteristica <strong>piazza Scipione Scipioni</strong> in cui si erge l'alta <strong>Torre civica,</strong> con orologio a incastri meccanici in legno risalente al XVI secolo, e alla <strong>chiesa di San Michele Arcangelo</strong>, costruita intorno al 1680, che custodisce al suo interno la grande tavola della <em>Crocifissione </em>(1570) di Nicolò Circignani detto il <strong>Pomarancio</strong> e la <em>Madonna</em><em> con Bambino</em> (XVI-XVII secolo) ritenuta opera di Giovanni della Robbia.<br />
			Nel nucleo più antico dell'abitato si erge la <strong>Rocca</strong>, semidistrutta dei Tedeschi nel 1944, da cui puoi godere di un notevole panorama.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div> "	Citerna | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.4980125	12.11784590000002	""		""	""		""	""
242	Attrattore	it_IT	5429221	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-bianca	Santuario della Madonna Bianca	Fu eretto con autorizzazione ecclesiastica del vescovo di Spoleto Francesco Eroli, datata in Bevagna 1516.&nbsp;	""	Santuario della Madonna Bianca	"Fu eretto con autorizzazione ecclesiastica del vescovo di Spoleto Francesco Eroli, datata in Bevagna 1516.&nbsp; La chiesa inizialmente si chiamò Madonna del Soccorso, poi Madonna della Misericordia e infine Madonna Bianca, per distinguerla da La Bruna (presso Castel Ritaldi) e da La Rossa (Pietrarossa). Il magnifico portale in pietra della facciata fu eseguito nel 1521 dal mastro Cione di mastro Taddeo da Como. La chiesa ebbe forma di croce latina, sormontata da una cupola. La torre campanaria fu aggiunta nel 1617. Nel 1797 l'architetto Giuseppe Valadier fornì i disegni dell'altare maggiore, di quelli minori laterali e degli stucchi che adornano l'interno, sovrapponendo elementi del nascente gusto neoclassico a quelli rinascimentali.&nbsp;<br />
La facciata della chiesa, a due spioventi, è di semplice struttura, partita verticalmente da quattro esili lesene in cotto che terminano in un cornicione dentellato, coronante il sottotetto in tutta la sua estensione. Al centro si apre il portale, sobrio ed elegante come pochi, con la sua simmetrica classicità che ricorda nelle forme gli elementi periferici della facciata del Tempietto. Il portale è sormontato da un ampio finestrone circolare.&nbsp;<br />
All'interno della chiesa si conserva, nel catino absidale, un grande affresco di Fabio Angelucci da Mevale di Visso, databile intorno al 1574. Vi è raffigurata l'Incoronazione della Vergine da parte dell'Eterno e di Cristo, con personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento.&nbsp;<br />
Lo Spagna affrescò i lati dell'altare (Annunciazione e Natività), ora staccati e conservati in sacrestia. Negli altari laterali vi sono belle tele del XVI-XVII sec. e in sagrestia si possono ammirare, oltre ai due dipinti prima indicati, preziosi arredi e mobili. "	Campello sul clitunno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.8204339	12.776680700000043	Campello Sul Clitunno	54005	""	""		[  ]	""
243	Attrattore	it_IT	5429611	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-agostino	Chiesa di Sant'Agostino	La chiesa convento di Sant'Agostino sorge sulla sommità di un colle, coperto di olivi, poco a Sud del colle di Corciano.	""	Chiesa di Sant'Agostino	"La chiesa convento di Sant'Agostino sorge sulla sommità di un colle, coperto di olivi, poco a Sud del colle di Corciano. <div>Il documento più antico che parla del nostro complesso, sede dell'ordine eremitano di Sant'Agostino, è del 1334. Nel 1811 Napoleone tentò di sopprimere il convento, ma il subitaneo ritorno del dominio papale garantì la ripresa della struttura, poi soppressa definitivamente nel 1860.</div>

<div>Pur avendo subito numerose trasformazioni, la chiesa, esternamente, mostra ancora i suoi connotati trecenteschi. Costruita in pietra calcarea con facciata a capanna, oggi rialzata per permettere una nuova copertura, ha mutato le antiche finestre gotiche della facciata con due aperture quadrangolari, e ha sostituito il portale con un ingresso settecentesco. Sui due fianchi della chiesa un doppio filare di laterizi evidenzia l'altezza originaria della costruzione e, sempre qui, sono due belle monofore gotiche tamponate. Anche l'abside, attualmente rettangolare, subì delle modifiche.</div>

<div>Secondo il rilievo catastale del 1729 era infatti di forma semicircolare. Anche la bella finestra che da luce all'interno dell'edificio religioso è settecentesca.</div>

<div>L'interno non mostra più tracce gotiche: i restauri sette ottocenteschi ne hanno mutato l'aspetto. Poco prima della soppressione del 1860 padre Raffaele Lauro fece apporre gli ultimi stucchi e decorazioni sugli altari settecenteschi.</div>

<div>Anche questa chiesa, come molte altre di Corciano, era luogo di sepoltura. Vi sono ancora sul pavimento tre lastre tombali.</div> "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
244	Attrattore	it_IT	5429517	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-frances-4	Chiesa di San Francesco - Costacciaro	La Chiesa di San Francesco è stata costruita intorno alla metà del XIII secolo ed ampliata all'inizio del 1700.	""	Chiesa di San Francesco - Costacciaro	"La Chiesa di San Francesco è stata costruita intorno alla metà del XIII secolo ed ampliata all'inizio del 1700. <div>Architettonicamente la chiesa presenta una facciata romanico-gotica in pietra calcarea bianca del Monte Cucco. Essa è l'unico elemento architettonico di origine medioevale ancora visibile, stante la ristrutturazione e l'ampliamento dei secoli XVII e XVIII.</div>

<div>La facciata è caratterizzata da un portale con lo strombo a fasci di colonnine decorate, alla cui base degli stipiti sono presenti dei bassorilievi con soggetti animali legati alla cultura figurativa romanica. Al di sopra è il rosone, che presenta delle con esili colonnine ingentilite da fogliami e da altri motivi ornamentali scolpiti in bassorilievo sui capitelli.</div> "	Costacciaro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.358965	12.711621400000013	Costacciaro	54016	""	""		[  ]	""
245	Attrattore	it_IT	5429457	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-dei-bagni	Santuario della Madonna dei Bagni	Il Santuario, così chiamato dall'altura su cui sorge, Colle del Bagno, venne edificato nel 1687 sul luogo di un miracoloso avvenimento, poco distante dal centro di Deruta.&nbsp;	""	Santuario della Madonna dei Bagni	Il Santuario, così chiamato dall'altura su cui sorge, Colle del Bagno, venne edificato nel 1687 sul luogo di un miracoloso avvenimento, poco distante dal centro di Deruta.&nbsp; <div>Secondo la tradizione venne qui rinvenuto un frammento di maiolica con l'effige della Vergine col Bambino. Fissata sul tronco di una quercia, l'immagine divenne oggetto di venerazione e, dopo il primo miracolo, presto meta di numerosi malati che qui accorrevano per chiedere grazia e lasciare sulla pianta i propri ex voto. Con la costruzione del santuario, che inglobò la quercia con l'effige miracolosa, i ceramisti derutesi dettero avvio alla produzione di ex voto ad uso dei fedeli. Nell'arco di tre secoli si sono dunque qui raccolte oltre settecento mattonelle che costituiscono un significativo documento della religiosità e dei costumi locali, nonché dell'evoluzione tecnica e stilistica della maiolica derutese.</div> 	Deruta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9808942	12.421785	Deruta	54017	""	""		[  ]	""
246	Attrattore	it_IT	92521	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/terni-la-citta-dell-amore	Terni, la città dell'amore	Terni, la città di San Valentino e della Cascata delle Marmore, offre inaspettate testimonianze di ogni epoca	Terni, San Valentino, Acciaierie, archeologia industriale, cascata delle marmore, città dell'amore	A Terni, nella città dell'Amore, per lasciarti stupire dalle testimonianze di ogni epoca	"All'estremità meridionale dell'Umbria,&nbsp;<strong>Terni</strong>&nbsp;è al centro di una vasta piana compresa nel bacino idrografico dei fiumi Nera e Velino.&nbsp; <p>La città di san Valentino, nota per le sue industrie, ti riserva inaspettate testimonianze di ogni epoca ed eccellenti esempi di riutilizzo degli impianti industriali dismessi. Nell'area dell'ex stabilimento chimico SIRI del 1925 trovi il <strong>CAOS – Centro per le Arti Opificio Siri</strong> – un grande spazio per la cultura che comprende anche il Museo archeologico e il Museo d'arte moderna e contemporanea ""Aurelio De Felice"".<br />
Rappresentativo delle grandi trasformazioni urbanistiche avviate dopo la seconda guerra mondiale è <strong>Corso del Popolo</strong>,&nbsp; progettato dagli architetti Mario Ridolfi e Wolfgang Frankl, con la ""Lancia di Luce"", opera in acciaio alta 30 metri realizzata da Arnaldo Pomodoro (1993).<br />
Sulla centrale <strong>piazza della Repubblica</strong>, area del foro della città romana di <em>Interamna</em>, trovi <strong>palazzo Spada</strong>, sede del Municipio, opera di Antonio da Sangallo, morto a Terni nel 1546. Poco distante, puoi visitare la più antica <strong>chiesa di San Salvatore</strong>, di origine paleocristiana, ampliata nel XII secolo, con importanti affreschi duecenteschi. Notevolissimi sono anche il Duomo, di origine romanica rinnovato nel XVII secolo, la chiesa di Sant'Alò dell'XI secolo e la chiesa di San Francesco con il noto ciclo del <em>Giudizio universale</em> (1450) di Bartolomeo di Tommaso.<br />
Nella trecentesca <strong>chiesa di San Pietro</strong> trovi la gotica tavola <em>della Dormitio Virginis</em>. Notevoli i palazzi nobiliari che qualificano i piccoli slarghi, le piazze, le vie storiche della città, tra cui il medievale palazzo Mazzancolli, i sei-settecenteschi palazzi dei Carrara, Manassei, Gazzoli. Nel settore sud-ovest della città puoi vedere l'anfiteatro del I secolo d.C..<br />
Quando esci dal centro storico, oltrepassando il fiume Nera puoi raggiungere la basilica &nbsp;dedicata a <strong>san Valentino</strong>, primo vescovo e patrono della città, rinnovata nel 1618.</p>
Il territorio comunale è all'interno del <strong>Parco Fluviale del Nera</strong>, ideale per la pratica di tutti gli sport legati all'acqua. Non devi perdere, negli immediati dintorni, bellezze di indiscusso fascino come la <strong>Cascata delle Marmore</strong>, il lago di Piediluco e il <strong>Parco archeologico di Carsulae</strong>, che protegge i resti della città romana sorta lungo la via Flaminia. "	Terni | L'arte in Umbria | Trekking urbano	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5636168	12.642660400000068	""		""	""		[  ]	""
247	Attrattore	it_IT	95502	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/paciano-borgo-medievale-sulle-colline-del-trasimeno	Paciano, borgo medievale sulle colline del Trasimeno	Paciano, piccolo borgo medievale adagiato sulle colline del Lago Trasimeno, con un ricco patrimonio artistico	Paciano, borgo medievale, Trasimeno, Perugino,  Lago Trasimeno	""	"Paciano, situato nella parte occidentale dell'Umbria, è&nbsp; un piccolo borgo tra gli oliveti adagiato alle pendici del Monte Petrarvella &nbsp;ove la vista spazia verso il Lago Trasimeno, la Valdichiana e il Monte Amiata <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Per il notevole patrimonio ambientale, culturale ed artistico fa parte del club de ""<strong>I Borghi più Belli d'Italia</strong>"".<br />
			Il centro storico&nbsp; ha mantenuto in gran parte intatta la sua struttura urbana di origine medievale articolata su tre strade parallele collegate da vicoli ortogonali cui si accede dalla Porta Fiorentina, Porta Perugina e Porta Rastrella. Non devi perdere, oltre le numerose chiese che incontrerai passeggiando nel centro storico, la visita alla nuovissima e multimediale <strong>Banca della Memoria</strong> del Trasimeno in palazzo Baldeschi. In questo spazio, attraverso i volti della popolazione locale potrai riflettere sulla ""<em>memoria e sui saperi del lavoro artigianale, agricolo e enogastronomico</em>"" .<br />
			Se sei amante dell'arte, preziose opere di pittura e scultura sono esposte nel <strong>museo Don Aldo Rossi</strong>, nella <strong>chiesa di San Giuseppe</strong>&nbsp; e nella <strong>Pinacoteca</strong>, con ingresso dalla confraternita del Santissimo Sacramento in via della Pitalessa.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">Nei dintorni ti consigliamo la visita al <strong>Santuario della Madonna della Stella</strong>, costruito nel 1572 in seguito all'avvistamento, da parte di un pellegrino, di una stella adagiata per tre giorni sopra l'immagine della Madonna</div> "	Paciano | Lago Trasimeno | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0245971	12.066420900000026	""		""	""		""	""
248	Attrattore	it_IT	95636	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-delle-carceri-ad-assisi	Eremo delle Carceri ad Assisi	L'Eremo delle Carceri è un santuario francescano a 4 km da Assisi, dove San Francesco amava isolarsi in preghiera	Eremo delle Carceri, Assisi, santuari francescani, casa di accoglienza spirituale, san Francesco, Parco del monte Subasio, via di Francesco	L'Eremo delle Carceri, un luogo in cui vivere un'esperienza di misticismo in armonia con la Natura	"Antico romitorio situato nel fitto bosco del monte Subasio, a circa 4 km da Assisi, l'Eremo delle Carceri (m. 791) è un santuario sviluppatosi nei secoli attorno alle grotte naturali del monte e alla cappellina di Santa Maria, dove san Francesco e i suoi primi compagni si isolavano per condurre una vita austera e di più intensa preghiera (si ""carceravano"").&nbsp; Frequentato in modo sporadico dal Santo, a partire dal 1205-1206, l'Eremo delle Carceri diventò meta di più lunga permanenza solo quando decise di trascorrervi una delle cinque quaresime annuali che aveva stabilito di fare.<br />
Secondo la tradizione, nel 1215 san Francesco ottenne in dono l'Eremo dai Benedettini del monte Subasio.<br />
Tra il 1217 e il 1221, San Francesco scrisse la <strong>""Regola di vita negli eremi""</strong>, un ""codice"" di comportamenti da tenere per quei frati che vogliono ritirarsi nel silenzio e nella quiete.<br />
A partire dal 1378, prima con frate Paoluccio Trinci, iniziatore del movimento dell'Osservanza, poi con il suo seguace san Bernardino da Siena (1380 – 1444), si ebbero i primi ampliamenti del santuario, con la costruzione di un umile dormitorio, del refettorio e dell'annessa chiesina.<br />
La chiesa quattrocentesca conserva sopra l'altare una&nbsp;<em>Crocifissione</em>&nbsp;di scuola umbro-senese del XV secolo. Interessante è la piccola vetrata&nbsp;di produzione francese sulla parete di fondo (XIV secolo); di fronte, un armadietto con ricordi del santo. Attraverso un cancello di ferro accedi alla chiesa primitiva, sull'altare trovi la croce che il santo portava quando andava ad evangelizzare le genti; dietro, un affresco con&nbsp;<em>Madonna col Bambino e San Francesco</em>, attribuito a Tiberio d'Assisi (inizi del XVI secolo).<br />
Con la statua in bronzo di Vincenzo Rosignoli,&nbsp;<em>San Francesco che libera le tortorelle</em>&nbsp; (1882), inizia la suggestiva passeggiata nella selva dove si trova un antichissimo elce sopra il quale gli uccelli sarebbero accorsi per essere benedetti da Francesco.&nbsp;<br />
Il percorso conduce alla&nbsp;<em>grotta del beato Leone</em>; sono oltre il torrente le grotte degli altri compagni del santo. Proseguendo ancora si trovano la&nbsp;<em>grotta di san Masseo</em>&nbsp;e del beato<em>&nbsp;Rufino.</em><br />
Oggi la comunità dei frati residenti nel santuario accoglie tutti coloro che desiderano vivere l'esperienza francescana rispettando la Regola di vita negli Eremi "	Assisi | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.0634169	12.651841099999956	Assisi	54001	""	""		""	""
249	Attrattore	it_IT	5430059	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/urvinum-hortense	Urvinum Hortense	Si estende sulla sommità del pianoro de La Pieve, a poche centinaia di metri a nord-est del borgo di Collemancio (506 m.), compreso nel territorio comunale di Cannara.	""	Urvinum Hortense	"Si estende sulla sommità del pianoro de La Pieve, a poche centinaia di metri a nord-est del borgo di Collemancio (506 m.), compreso nel territorio comunale di Cannara. <p>Urvinum Hortense fu un piccolo municipio che occupava una modesta dorsale (526 m. s.l.m) protesa sulla Valle Umbra, estrema propaggine del versante nord orientale del gruppo montano dei Martani. &nbsp;Incluso nella regio VI augustea, con gli abitanti iscritti nella tribù Stellatina, ricevette un vero sviluppo urbano tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del II secolo d.C.</p>

<p>La località presenta un cospicuo patrimonio archeologico, per lo più in corso di musealizzazione, e risorse ambientali e naturalistiche altrettanto rilevanti, assai poco conosciute. La visita all'area archeologica trova essenziale complemento in quella dell'Antiquarium di Collemancio e del Museo della Città e del Territorio di Cannara, di recente allestimento (2008), dove sono ospitati vari reperti dall'area della scavo e del territorio comunale, che illustrano la storia del territorio municipale dalle origini all'Alto medioevo, (quando Urvinum si trasforma nella pieve di Santa Maria de Orbinum &nbsp;- VI-IX secolo a.C.-), fino all'età moderna.</p>

<p>Dal 1995 l'Università degli Studi di Perugia conduce campagne di scavo regolari nel centro antico di Urvinum Hortense. Si tratta di un piccolo insediamento pianificato nel corso del II secolo a.C., che diventa municipio romano nel 90 a.C., con gli abitanti iscritti nella tribù Stellatina. Gli scavi hanno messo in luce un abitato racchiuso da una cinta muraria, in parte visibile nel settore occidentale del pianoro, con un impianto urbano strutturato sull'asse viario che collegava Urvinum Hortense con Mevania (Bevagna) e Vettona (Bettona). Lungo il suo tratto lastricato, riemerso al centro del pianoro, si affacciava un tempio di cui è visibile il podio rettangolare (23,80 x 17,80); l'edificio, datato al II secolo a.C. è stato realizzato utilizzando come unità di misura il piede romana, corrispondente a 29,64 cm. Nel settore nord sono visibili le imponenti rovine di una cisterna e il vasto complesso termale esteso su una superficie di oltre 400mq, da cui proviene il ricco pavimento a mosaico policromo con scene nilotiche, staccato al momento del rinvenimento per meglio garantirne la conservazione e trasferito a Roma nel Museo Nazionale Romano, dove è rimasto fino alla definitiva sistemazione nel Museo della Città e del Territorio di Cannara. &nbsp;Con l'abbandono dell'insediamento nell'Alto medioevo, fra il VI e il IX secolo vi sorse una pieve, la chiesa di Santa Maria de Orbinum (di Urbino), costruita reimpiegando materiali prelevati dal vicino tempio.</p> "	Cannara | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9806266	12.520472100000006	Cannara	54006	""	""		[  ]	""
250	Attrattore	it_IT	5430047	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele-arcange-2	Chiesa di San Michele Arcangelo - Collazzone	La chiesa di San Michele Arcangelo si trova lungo l'attuale corso Vittorio Emanuele III, l'antico decumanus vicus del castrum, al centro di Collazzone.&nbsp;	""	Chiesa di San Michele Arcangelo - Collazzone	"La chiesa di San Michele Arcangelo si trova lungo l'attuale corso Vittorio Emanuele III, l'antico decumanus vicus del castrum, al centro di Collazzone.&nbsp; Nel 1370 fu annessa al convento delle Clarisse di San Lorenzo ""dentro le mura"" e con molta probabilità nacque come primitiva cappella del castello. Reca ancora leggibile, nel frontone ribassato dell'ingresso, il monogramma barbarico della Redenzione. Recentemente sono stati scoperti alle pareti affreschi risalenti al XIV e XVI secolo. "	Collazzone | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8997275	12.43599770000003	Collazzone	54014	""	""		[  ]	""
251	Attrattore	it_IT	8281322	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-la-basilica-di-santa-maria-degli-angeli-e-palazzo-del-capitano	La Basilica di Santa Maria degli Angeli e Palazzo del Capitano	La Basilica di Santa Maria degli Angeli sorse tra il 1569 e il 1679 mentre il Palazzo del Capitano si trova nella piazza principale di Assisi, Piazza del Comune.	""	""	"<p><strong>La Basilica di Santa Maria degli Angeli</strong></p> <p>La Basilica di Santa Maria degli Angeli sorse tra il 1569 e il 1679 inglobando l'insieme delle strutture del conventino francescano sorte a ridosso della Porziuncola: il nome indicava anche l'antica cappella di Santa Maria degli Angeli che, come ricorda Bonaventura da Bagnoregio, Francesco scelse a sua dimora perché ""<em>in quel luogo erano frequenti le visite degli spiriti celesti</em>"".</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Culla del francescanesimo, la Porziuncola è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti, tanto che papa Pio V, a conclusione del Concilio di Trento, decise la costruzione della grandiosa Basilica al fine di dare nuova vita all'Ordine dei frati Minori e adeguata accoglienza ai tanti fedeli che già visitavano al Porziuncola.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>La chiesa, a tre navate, con transetto non sporgente, cupola all'incrocio e abside semicircolare, fu progettata da Galeazzo Alessi; venne compiuta nel 1679 con la costruzione del campanile destro, cui avrebbe dovuto corrispondere l'altro a sinistra, interrotto poco sopra il tetto della chiesa.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>I terremoti del 1832 fecero crollare la navata centrale sino alla crociera, tratti di quelle laterali e la parte superiore della facciata, rimanendo salve la cupola, l'abside.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Sotto la cupola si trova il fulcro della Basilica, ossia la <strong>Cappella della Porziuncola</strong> che appare come una piccola chiesa. Al principio del ‘200 la chiesetta, abbandonata tra le querce, apparteneva alle querce ai Benedettini del Subasio. Attorno al 1205, Francesco vi stabilì la sua dimora, la restaurò e vi fondò l'Ordine francescano. Attorno alla Porziuncola furono erette le prime capanne dei frati, di creta e canne. Fu questo il luogo dove il santo dimorò più di frequente, dove dette il saio a Chiara (1212) e nel quale si tenne il capitolo detto ""delle stuoie"" (1221), cu intervennero più di 5000 frati. Secondo la tradizione, qui San Francesco ottenne dalla Vergine l'indulgenza plenaria.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>La Porziuncola è una costruzione rettangolare, molto semplice, in sasso policromo del Subasio. La parte superiore della facciata è coperta da un affresco (<em>S. Francesco implora da Gesù e da Maria la concessione dell'indulgenza del Perdono</em>), di Friedrich Overbeck da Lubecca (1829). Nel fianco destro si vedono i resti di due affreschi del ‘400 d'influsso senese: <em>Madonna col Bambino in trono e i Ss. Francesco e Bernardino e San Bernardino</em>. Nella parte posteriore, il <em>Calvario</em> (di cui è perduta la parte superiore), affresco del Perugino. L'interno (i battenti della porta sono del ‘400) è a volta ogivale, un po' annerito dal fumo delle lampade; all'altare, Annunciazione e storie del Perdono, grande tavola di Olario da Viterbo (1393), cui si deve anche la fascia affrescata sulla volta con gli Evangelisti; sulla parete sinistra, affresco con l'<em>Imago Pietatis.</em></p> <p><strong>Palazzo del Popolo</strong></p> <p>Il Palazzo del Capitano si trova nella piazza principale di Assisi, Piazza del Comune. A sinistra del Tempio di Minerva, fu costruito a metà del XIII secolo e il 1282, fu ripristinato e dotato di merlatura nel 1927 assieme alla vicina Torre del Popolo, compiuta nel 1305, alla cui base sono murate le misure dei mattoni e delle tegole in uso nel 1348. &nbsp;La torre ha una pianta quadrata ed è alta ben 47 metri.</p>

<p>Nel 1282, il Capitano Guido de' Rossi da Firenze fece murare il proprio stemma tra due scudi, con la croce simbolo del comune.</p>

<p>Le stanze che si trovano a pianoterra conservano muri dipinti da Adalberto Migliorati, che rappresentano i mestieri medievali.</p>

<p>Il primo piano della struttura ospita la sede e la biblioteca della Società Internazionale di Studi Francescani.&nbsp;</p> "	Assisi	""	""	43.0563268	12.580265800000006	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
252	Attrattore	it_IT	8281334	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-chiesa-di-san-salvatore	Basilica di San Salvatore	<p>La Basilica di San Salvatore è un interessantissimo edificio paleocristiano eretto tra la fine del IV secolo e l'inizio del V.&nbsp;</p>	""	""	"<p>La Basilica di San Salvatore è un interessantissimo edificio paleocristiano eretto tra la fine del IV secolo e l'inizio del V.</p>

<p>È un edificio dalle forme originali e rare, affini a quelle del Tempietto sul Clitunno, che coniugano l'arte classica con gli influssi orientali. Della basilica primitiva e delle sue trasformazioni più remote rimangono solo l'abside, il presbiterio e la fronte, nonché i numerosi elementi di reimpiego tratti da un santuario romano di ordine dorico che davano luogo ad basilica paleocristiana trabeata.&nbsp;</p> <p>L'ispirazione monumentale dei duchi longobardi di Spoleto si manifestò qui nel rifacimento della chiesa nell'VIII secolo: il restauro condotto dai longobardi aggiunse una coerenza eccezionale, sia nella struttura architettonica scandita dalle colonne di navata e presbiterio, sia nella ripresa dei modelli decorativi romani.</p>

<p>La facciata (restaurata nel 1997) è divisa in due piani. In quello inferiore vi sono tre portali marmorei con architravi decorati a motivi vegetali, costruiti in buona parte con materiali di età classica. Nel superiore, tre ampie finestre, di cui quelle laterali a timpano e la mediana ad arco.</p>

<p>L'interno è a tre navate, già divise da alte colonne di spoglio scanalate doriche, che sostenevano la grandiosa trabeazione: sui di essa il rivestimento probabilmente realizzato in stucco delle pareti lungo la nave mediana fingeva un altro ordine dorico. Verso l'arcone absidale sono visibili gli originali elementi di partenza della trabeazione, che nel corso dei secoli fu sostituita da arcate sorrette da pilastri e da colonne. Al termine delle navate tre absidi, le laterali quadrate, la centrale semicircolare. Il presbiterio, a pianta quadrata, è nettamente distinto nella sua struttura dalla navata maggiore in quanto conserva l'originario aspetto trabeato: ai quattro angoli sorgono coppie di alte colonne scanalate corinzie di spoglio con sopra tratti di trabeazione; più in alto su originali peducci decorati a bassorilievo, è impostata una cupola a spicchi, forse non originaria della forma attuale.</p>

<p>Nel mezzo dell'abside, in una nicchia, è affrescata una croce monogrammata e gemmata che, insieme a tracce di decorazioni a finto rivestimento marmoreo, testimonia la più antica decorazione pittorica. In alto <em>Madonna con Bambino e un santo</em>, affresco frammentario del secolo XIII, e accanto <em>Crocifissione</em> cinquecentesca di scuola dello Spagna. Alle pareti e nei due sacelli, affreschi dei secolo XIV e XV.</p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
253	Attrattore	it_IT	95745	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-pietro-in-valle-a-ferentillo	Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo	Un viaggio nell'abbazia benedettina di San Pietro in Valle, scrigno d'arte e di storia	San Pietro, Valle, Ferentillo, benedettini, monaci	""	"L'abbazia di San Pietro in Valle sorge in un fitto bosco a mezza costa del <strong>monte Solenne</strong>, lungo la statale Valnerina che da <strong>Ferentillo</strong> prosegue in direzione <strong>Cascia</strong>. <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>In questo sito, tra il IV e VI secolo, era presente una comunità di eremiti che vissero per quarant'anni in una grotta adiacente all'attuale chiesa. Il complesso monastico, oggi di proprietà privata, è stato recentemente ristrutturato per destinarlo alla ricettività turistica.</p>

			<p>L'abbazia benedettina di San Pietro in Valle è tra i maggiori documenti di arte alto-medioevale dell'Italia centrale.<br />
			Il complesso venne edificato nell'VIII secolo per volontà di <strong>Faroaldo II</strong>, duca di Spoleto, per condurre vita eremitica. Qui fu sepolto nel 728. Nell'840 i monaci che lo abitavano furono allontanati per volontà del vescovo di Spoleto e nel 1016 l'abbazia venne distrutta dai saraceni.</p>

			<p>Restaurata ed ampliata alla fine del XII secolo, fu sottoposta ad ulteriori interventi di restauro ed impreziosita da una serie di affreschi nella navata.</p>

			<p>Con la riedificazione dell'attiguo monastero l'abbazia aumentò i suoi possedimenti e la sua influenza sul territorio che le fu sottomesso fino al 1303. Nel 1477 Sisto IV cedette l'abbazia in commenda e nel 1517 divenne di proprietà di Francesco Cybo, per poi passare al comune di Ferentillo dopo l'Unità d'Italia.</p>

			<p>Nel Quattrocento vi fu aggiunto il <strong>chiostro</strong> e nei primi anni del Cinquecento venne realizzata l'attuale <strong>facciata </strong>&nbsp;a capanna, molto sobria, con un portale rinascimentale sormontato da un rosone.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div> <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>La chiesa, a croce latina, ha un'unica navata che va restringendosi verso il transetto, leggermente rialzato, concluso da tre absidi. Queste ultime ed il transetto risalgono all'impianto originario dell'VIII secolo. La lastra marmorea dell'altare proviene dall'antica recinzione del presbiterio.<br />
			All'interno della chiesa sono custoditi alcuni <strong>frammenti longobardi </strong>e <strong>cinque sarcofagi romani</strong> con soggetto pagano, tranne uno di tipo asiatico che, secondo la tradizione, ospitò la salma del duca Foroaldo II.<br />
			Nella parte alta delle pareti laterali e nell'arco trionfale trovi un <strong>importante ciclo di affreschi del XII secolo</strong> con <em>Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento</em> che, per numero di scene e per stato di conservazione, è considerato tra i più importanti della pittura romanica in Italia, rappresentando una delle prime reazioni allo stile ""ieratico"" della pittura bizantina. Le restanti pareti e le tre absidi sono decorate con affreschi del XV e XVI secolo.</p>

			<p><strong>L'altare maggiore</strong>, posto al centro del presbiterio e realizzato con frammenti marmorei risalenti all'VIII secolo, ha la lastra del paliotto con iscritto <em>Ursus Magister</em>, primo esempio di scultura firmata dall'autore.</p>

			<p>Il <strong>campanile</strong>, a pianta quadrangolare, si eleva per cinque piani scanditi da cornici in laterizio. Le pareti presentano numerosi frammenti lapidei di epoca romana.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Un portale della seconda metà dell'XI secolo immette nel <strong>chiostro</strong>, a pianta rettangolare e a doppio loggiato con le arcate inferiori risalenti al XII secolo, mentre quelle superiori sono successive. Nel cortile si trova <strong>un'ara circolare</strong> in marmo, di probabile origine greca, con bassorilievi di satiri e menadi.<br />
I restanti edifici che costituiscono il complesso abbaziale, anch'essi probabilmente del XII-XIII secolo, sono raccolti intorno al chiostro. "	Ferentillo | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.6452506	12.821348400000034	""		""	""		""	""
254	Attrattore	it_IT	95735	19117723	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pietralunga-borgo-antico-che-domina-la-valle-del-carpinella	Pietralunga, borgo antico che domina la valle del Carpinella	L'affascinante borgo umbro circondato da colline, boschi e verdi vallate che offrono al visitatore bellissime sfumature di colori in tutte le stagioni dell'anno	Pietralunga, pineta, carpinella, rocca, pieve de' Saddi	""	"Pietralunga si estende in collina nella parte nord-est del territorio tifernate, non lontano da <strong>Montone</strong> e a dominio della valle del Carpinella <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Il primo insediamento urbano ha <strong>origini umbre</strong> (II-I secolo a.C.), anche se il territorio fu abitato fin da epoca preistorica. Molti dei reperti trovati <em>in loco</em> sono oggi conservati presso il <strong>Museo Archeologico di Perugia</strong>.<br />
			Durante la fase romana si trovò ad essere lungo l'asse stradale di collegamento tra la valle del Tevere e la via Flaminia. Di questo periodo rimangono tracce di numerose <strong><em>villae rusticae</em></strong>; una, di particolare importanza, presenta tracce di mosaico. L'insediamento romano a valle venne abbandonato durante le invasioni barbariche. La nuova città fu costruita nell'odierna collocazione con il nome di <em>Plebs Tuphiae</em>. Al VI-VII secolo si fa risalire la costruzione della <strong>pieve di Santa Maria</strong> e della <strong>rocca longobarda</strong> che si affacciano sulla piazza centrale, fulcro del tessuto edilizio terrazzato.</p>

			<p>Fu libero comune dall'XI al XIV secolo fino a quando non entrò a far parte del territorio di Città di Castello.</p>

			<p>L'abitato ha aspetto tipicamente medievale con interventi urbanistici cinquecenteschi. Il nucleo urbano più antico si estende intorno alla <strong>Rocca</strong> e alla <strong>pieve di Santa Maria</strong>, risalenti all'VIII secolo le <strong>mura</strong>. Delle tre porte antiche di accesso l'unica ben conservata è la <strong>porta del Cassero</strong>.</p>

			<p>Appena fuori le mura si trova la pineta del Candeleto dove ha sede il <strong>Museo Ornitologico ""Silvio Bambini""</strong>. Interessante è anche la pieve extra-urbana, odierno <strong>Santuario della Madonna dei Rimedi</strong>.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
A sud-ovest del paese non perdere la visita a <strong>pieve de'Saddi</strong>, una tra le più antiche pievi del territorio tifernate, luogo di martirio di San Crescenziano, legionario romano ucciso durante le persecuzioni di Diocleziano. "	Pietralunga | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.4429522	12.44858929999998	""		""	""		""	""
255	Attrattore	it_IT	95805	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-pietro-a-bovara-di-trevi	Abbazia di San Pietro a Bovara di Trevi	L'abbazia di San Pietro a Bovara, tra Trevi e Pissignano, amata da San Francesco per raccogliersi in &nbsp;preghiera	Abbazia di San Pietro a Bovara, San Francesco, via di  Francesco, Trevi , olivo di sant'Emiliano, Umbria	Abbazia di San Pietro a Bovara di Trevi	"L'Abbazia di San Pietro è situata tra i centri di Trevi e Pissignano in località Bovara. Menzionata per la prima volta in un documento del 1177, fu una potente e autonoma abbazia fino al 1258 quando passò sotto la giurisdizione della vicina abbazia di Sassovivo, nei pressi di Foligno. L'annessa chiesa del XII secolo, restaurata negli anni Cinquanta del Novecento, conserva integro l'impianto originario della facciata e dell'interno, ad eccezione del presbiterio che è stato ricostruito nel 1622. Nella cappella della navata sinistra, decorata con stucchi barocchi, trovi il <strong>Crocifisso ligneo</strong> davanti al quale, secondo la devozione popolare, frate Pacifico ebbe la visione del paradiso, durante uno dei suoi viaggi con san Francesco verso la valle reatina. L'episodio è stato rappresentato da <strong>Giotto </strong>nella Basilica Superiore di San Francesco in Assisi.<br />
Il Crocifisso che oggi vedi si data in realtà al XIV secolo, ed è quindi posteriore alla morte del santo, ma molte sono le fonti che documentano le soste in questa chiesa, particolarmente amata da Francesco per la sua posizione isolata adatta ad una più fervida preghiera.<br />
Una curiosità sul luogo: il nome Bovara deriva dalla tradizione pagana legata alla purificazione dei buoi nelle acque del Clitunno, prima di sacrificarli alle divinità.<br />
Nei pressi dell'abbazia <strong>l'Olivo di Sant'Emiliano</strong>, &nbsp;il più vecchio dell'Umbria alto 9 metri , con 1700 anni di vita e al tronco del quale, secondo la tradizione nel 304, il santo venne legato ed ucciso. "	Trevi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.86253869999999	12.749825800000053	""		""	""		""	""
256	Attrattore	it_IT	95865	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/complesso-museale-di-san-francesco-di-trevi	Complesso Museale di San Francesco di Trevi	Nel &nbsp;museo di San Francesco per scoprire &nbsp;importanti opere d'arte e &nbsp;i segreti della civiltà dell'ulivo&nbsp;	Museo di San Francesco, Trevi, Museo della civiltà dell'Ulivo, Raccolta d'arte san Francesco	""	"Il complesso museale allestito all'interno dell'<strong>ex convento di San Francesco&nbsp;</strong>sorge nel centro storico di Trevi e ospita la Raccolta d'arte di San Francesco e il Museo della Civiltà dell'ulivo. L'ex convento fu&nbsp;edificato a partire dal XIII secolo, ricostruito e decorato nella prima metà del XVII, con un chiostro esterno affrescato da Bernardino Gagliardi con le&nbsp;<em>Storie della vita di San Francesco.&nbsp;</em><br />
<br />
Al piano terra, disposta su tre sale, si trova la <strong>sezione archeologica</strong>, che raccoglie reperti italici e di epoca romana e un corredo funebre proveniente dalla necropoli longobarda della vicina Pietrarossa. Nello stesso piano è ospitata una sezione dedicata alla città e al territorio con materiali che ne documentano gli sviluppi.<br />
La <strong>sezione storico-artistica</strong>, ai piani superiori, espone opere entrate a far parte della raccolta in seguito alle demaniazioni del patrimonio ecclesiastico avvenute dopo l'unità nazionale. Si tratta prevalentemente di <strong>tavole trecentesche</strong> e di importanti <strong>dipinti su tela</strong> eseguiti tra il XVI e XVIII secolo.<br />
Tra le opere raccolte spiccano in particolare il Gonfalone processionale raffigurante <em>La Madonna</em><em> della Misericordia e Monogramma</em>, eseguito nella seconda metà del XV secolo da un seguace di <strong>Niccolò Alunno</strong> e <em>L'Incoronazione della Vergine</em>, del 1522, eseguita da Giovanni di Pietro detto lo <strong>Spagna</strong> per l'altare maggiore della chiesa di San Martino.<br />
All'interno del complesso trovi anche il <strong>Museo della Civiltà dell'ulivo</strong>, dedicato all'olio extra vergine di oliva DOP. Lo spazio è articolato in quattro sezioni: ""<strong>Botanica</strong>""; ""<strong>Conosciamo l'olio e l'ulivo</strong>""; ""<strong>L'ulivo simbolo di pace</strong>"" e ""<strong>Storia dell'ulivo</strong>"". Attraverso pannelli informativi, postazioni multimediali, reperti archeologici e macchine olearie, il museo documenta i diversi aspetti legati alla coltura dell'ulivo, che così fortemente caratterizza il paesaggio delle colline circostanti e l'economia di tutto il territorio. Un vero e proprio viaggio, con audio-guida, nel microcosmo legato alla produzione dell'olio "	Trevi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.8776412	12.748808199999985	""		""	""		""	""
257	Attrattore	it_IT	95915	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-borgo-medievale-di-stroncone	Il borgo medievale di Stroncone	Stroncone, il borgo medievale sulla sommità di un ameno colle olivato, a breve distanza da Terni	Stroncone, Umbria, Terni, via di Francesco, Santuario di Greccio	""	"Il borgo di Stroncone si trova fuori Terni, arroccato su di un colle olivato a 450 metri di altezza.&nbsp; L'entrata principale al borgo è da &nbsp;<strong>piazza della Libertà</strong>, dove si trova una bella fontana costruita nel Sedicesimo secolo.&nbsp;Varcata la porta, sormontata dallo stemma comunale, incontrerai una piccola piazza che ti richiamerà alla mente il cortile di un castello, con antico pozzo e all'angolo la <strong>chiesa di San Giovanni Decollato</strong>, gioiello d'arte e architettura risalente alla prima metà del Quattrocento, con affreschi&nbsp; raffiguranti storie della vita del Santo.<br />
In piazza della Libertà trovi anche il <strong>Museo di Storia Naturale</strong> che documenta l'evoluzione della terra e della vita nel territorio, con collezione paleontologica, mineralogica e litologica.<br />
Sali lungo via Flaminio Delfini, la via principale, &nbsp;poi gira a destra &nbsp;per via dell'Arrengo e arriverai alla romanica <strong>chiesa di</strong> <strong>San Nicolò</strong> &nbsp;con bassorilievi di sapore bizantino che ornano il bellissimo portale decorato risalente al 1171 e, all'interno, una tavola dell'<em>Incoronazione della Vergine</em>, opera di <strong>Rinaldo di Calvi</strong>, uno dei migliori allievi dello Spagna.<br />
Sali al <strong>Palazzo Comunale</strong>, di fondazione duecentesca, ove, se sei appassionato della miniatura potrai ammirare <strong>nove corali</strong> con preziose lettere capitali. Da via Gregorio Contessa, ricca di portoni e archi, si diramano deliziose stradine.<br />
Poco fuori le mura incontrerai il <strong>Convento di San Francesco</strong>, fondato, secondo la tradizione, dallo stesso Francesco nel 1213, che possiede, nella sua biblioteca, una tra le più ricche raccolte francescane in Umbria e il corpo del <strong>beato Antonio Vinci</strong> originario di Stroncone.<br />
Nei dintorni della città, visita le quattro<strong> frazioni</strong> di <strong>Aguzzo, Coppe, Finocchietto e Vasciano</strong>, e le località turistiche <strong>Montane delle Cimitelle e de ""I Prati"",</strong> dove potrai godere in ogni momento dell'anno di soggiorni piacevoli e raggiungere, attraverso suggestivi sentieri, le cime dei monti circostanti che dominano i vasti panorami della Conca Ternana e della pianura Reatina. Nell'altopiano dei Prati di Stroncone puoi fare anche<strong>&nbsp;trekking in compagnia degli asinelli</strong> e percorrendo la Via di Francesco puoi arrivare al <strong>Santuario di Greccio</strong>, uno dei luoghi francescani di maggiore spiritualità "	Stroncone | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355	42.4997405	12.663681999999994	""		""	""		[  ]	""
258	Attrattore	it_IT	9854328	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tipografia-grifani-donati	Tipografia  Grifani-Donati	Antica tipografia fondata nel 1799 che utilizza per le lavorazioni gli antichi macchinari impiegati nel passato e le tecniche tradizionali.	tipografica grifani donati, umbria, umbria tourism, città di castello	Antica Tipografia (dal 1799) – Museo delle Arti Grafiche.	"<p>La&nbsp; tipografia, <strong>Grifani-Donati</strong> <strong>di <a href=""/-/citta-di-castello"">Città di Castello</a></strong> è situata in&nbsp; Corso Cavour, nel centro storico della città, nei locali soprastanti l'ex chiesa di San Paolo del 1237. La tipografia, a metà tra il museo e l'istituzione culturale,&nbsp; diventa anche luogo dove ammirare <strong>macchinari antichi perfettamente funzionanti,</strong> spazio dove allestire mostre tematiche,&nbsp;&nbsp; iniziative culturali, laboratorio in cui imparare tecniche che altrimenti andrebbero perdute.</p> <p>La Tipografia Grifani Donati, nata nel 1799, unica tra le aziende così antiche ad essere ancora oggi attiva, è divenuta negli ultimi anni il <strong>punto di riferimento</strong> obbligatorio per il processo di valorizzazione culturale del patrimonio tipografico a Città di Castello. Il Museo delle Arti Grafiche risponde all'esigenza di preservare l'immenso patrimonio culturale accumulato, non con la ""musealizzazione"" di macchinari obsoleti, ma mantenendo attiva e produttiva l'unica azienda che ancor oggi usa quei processi produttivi che nel secolo scorso dettero lustro alla città. <strong>Gianni Ottaviani,</strong> l'attuale proprietario, discendente dei Donati, saprà coinvolgervi con la sua innata simpatia e disponibilità nella visita al ""suo"" museo; mostrerà ai visitatori i vari processi di stampa seguendo gli antichi procedimenti: la tipografia tradizionale, la litografia, la xilografia, le acqueforti e le incisioni, abbinando il lavoro grafico e quello didattico; al termine Gianni consegnerà&nbsp; ai visitatori i lavori eseguiti durante la visita.&nbsp; In corso Cavour , a pochi metri da dove si trova la Tipografia avrete la possibilità di acquistare i prodotti della gastronomia locale; primo fra tutti i tartufi, qui disponibili in tutte le stagioni naturalmente freschi, ma anche conservati e disponibili in salse diverse e poi il ""Mazzafegato"" parente povero della salciccia, ricavato dalla cosidetta ""pulitura del banco"",&nbsp; recentemente divenuto presidio ""Slow Food"".&nbsp;</p>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Cotto alla brace, ma anche essiccato mantiene tutto il suo sapore con l'odore inconfondibile di spezie e soprattutto del fiore di finocchio.&nbsp; &nbsp;Buon appetito!! <p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p> <p>Tipografia Grifani Donati</p>

<p>Corso Cavour, 4</p>

<p>06012 Citta' di Castello (PG)&nbsp;&nbsp;</p>

<p>Apertura&nbsp; martedì e venerdì 9-12.30 / 15 -19.00</p>

<p>Sabato 9 -13.00</p>

<p>Domenica su prenotazione solo visite guidate</p>

<p>Chiuso il Lunedì</p>

<p><a href=""http://www.tipografiagrifanidonati.it"">www.tipografiagrifanidonati.it</a></p> "	Città di Castello | Tipografia	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.45731	12.238859999999931	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
259	Attrattore	it_IT	9854227	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/laboratorio-e-collezione-tessile-tela-umbra	Laboratorio e Collezione Tessile Tela Umbra	Produzione artigianale di manufatti in lino puro, su telai manuali di fine ‘800, secondo disegni originali medioevali e rinascimentali.	tela umbra, artigianato in umbria, umbria, umbria tourism	Laboratorio di Tela Umbra – L'artigianato artistico umbro.	"Lo stridore delle carrucole di legno e i colpi secchi cadenzati del pettine scandiscono ancora il tempo di un lavoro difficile e laborioso eseguito da donne assidue e tenaci che realizzano tele rare e preziose.&nbsp; La continua ricerca di rigore e bellezza formale, affiancata a filati di prima qualità, rappresentano il segno distintivo del Laboratorio Tela Umbra e dei suoi prodotti: tovaglie, asciugamani, tappeti, tende e centri-tavola, realizzati secondo le antiche tecniche dello spolinato, del quadruccio umbro e dell'occhio di pernice. Tele di così alto pregio non possono nascere da una lavorazione di serie: ciascuna di esse è il frutto del sapere personale e dell'esperienza delle tessitrici, che assicurano una produzione artigianale di qualità unica di questo genere in Italia, con manufatti che rappresentano quanto di meglio possa esistere oggi sul mercato mondiale.&nbsp; Il Laboratorio Tela Umbra oggi si trova ancora nel palazzo storico Alberti Tomassini, nel centro della città, a pochi passi dalla piazza principale, e tutto funziona ancora come agli inizi del secolo scorso, con l'intento di tutelare una produzione realizzata esclusivamente a mano. Dai tessuti ruvidi e un po' grossolani dei primi anni di attività, si è passati a tele eseguite con filati di puro lino di Fiandra e d'Irlanda, sottili e delicati, sempre con procedimenti artigianali. &nbsp;Visitati il laboratorio ed il museo nello show-room avrete la possibilità di acquistare un souvenir da portare a casa o regalare ai vostri amici; anche un semplice centrino o un profuma biancheria&nbsp; vi faranno ricordare una visita emozionate e&nbsp; indimenticabile. <p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p> <p>Via S'Antonio, 3 - Città di Castello</p>

<p>Apertura &nbsp;tutti i giorni, dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30 - &nbsp;lunedì&nbsp; 9 -12. Domenica e festivi 10.30-13 /15.30-18.30 – Chiuso il Lunedì - Tel. 075 855 4337&nbsp;</p>

<p>fax 075 852 4042 – e mail&nbsp;&nbsp; tela <a href=""mailto:umbra@aruba.it"">umbra@aruba.it</a></p>

<p><strong>Per informazioni turistiche</strong> : Ufficio IAT di Città di Castello Tel. 075.8554922–</p>

<p><a href=""mailto:info@iat.citta-di-castello.pg.it"">info@iat.citta-di-castello.pg.it</a></p>

<p><a href=""http://www.telaumbra.it"">www.telaumbra.it</a></p> "	Città di Castello | Tessuti, pizzi e ricami	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4575412	12.240657800000008	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
260	Attrattore	it_IT	95795	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trevi-storia-arte-e-prodotti-tipici	Trevi, storia, arte e prodotti tipici	Trevi è un piccolo borgo medievale arroccato su un colle olivato nella parte centro-orientale dell'Umbria, tra Foligno e Spoleto.	Trevi, olio, sedano nero, museo di san Francesco, museo dell'olivo, umbria ,  Flash Art Museum	""	"Trevi è un piccolo borgo medievale arroccato su un colle olivato nella parte centro-orientale dell'Umbria, tra Foligno e Spoleto. All'interno delle mura, tra le case, i palazzi e le strette viuzze, trovi il <strong>palazzo comunale</strong><strong> del XIII secolo</strong>, più volte restaurato, a fianco del quale si erge la maestosa <strong>torre trecentesca</strong>, simbolo dell'antico comune, coronata di beccatelli e di quattro merli alla sommità.<br />
Percorrendo via San Francesco arrivi al <strong>complesso museale di San Francesco </strong>che comprende la chiesa gotica, eretta &nbsp;per onorare il Santo che aveva predicato nel borgo di Trevi nel 1213, e il convento, nelle cui sale è allestito il complesso museale. Da qui, attraverso la caratteristica via medievale dedicata a Carlo Amici, arrivi alla romanica <strong>chiesa di Sant'Emiliano</strong>, edificata nel XII secolo con le caratteristiche tre absidi.&nbsp;<br />
Di fronte alla chiesa di Sant'Emiliano trovi il rinascimentale <strong>palazzo Lucarini</strong>, uno dei più prestigiosi di Trevi, sede del <strong>Flash Art Museum,</strong> che ospita mostre d'arte contemporanea di livello internazionale. Fuori le mura<strong> villa Fabri</strong> ti stupirà con i suoi affreschi e il giardino con vista sulla piana di Spoleto.<br />
Trevi trasmette il suo fascino tipicamente medievale durante tutto l'anno. In primavera e in estate il clima mite offre la possibilità di godere di numerose passeggiate; gli eventi e le manifestazioni tipiche sono invece concentrate nel periodo autunnale: non perdere a ottobre il <strong>Palio dei Terzieri</strong> che, attraverso la corsa fra i tre carri che rappresentano i terzieri, rievoca il sacco e la distruzione di Trevi, avvenuta nel 1214 per mano degli spoletini. Per l'occasione la gente del borgo si veste con gli abiti tipici medievali rendendo l'atmosfera molto suggestiva.<br />
Sempre in ottobre si svolge la ""<strong>Mostra mercato del Sedano Nero e della Salsiccia""</strong> e la rievocazione storica<strong> ""Scene di vita medievale</strong>"". ""<strong>Frantoi Aperti""</strong>, in novembre, celebra il prodotto tipico d'eccellenza, l'olio, e ti offre la possibilità di conoscerlo e assaggiarlo direttamente in frantoio "	Trevi | L'arte in Umbria	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.8776412	12.748808199999985	""		""	""		[  ]	""
261	Attrattore	it_IT	95875	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/valfabbrica-tra-arte-cultura-e-trekking	Valfabbrica tra arte, cultura e trekking	Valfabbrica tra escursioni naturalistiche, Palio, arte e cultura, il Sentiero francescano della pace e la Via di Francesco	chiascio, palio, San Francesco, sentiero francescano della pace, festa d'autunno, via di francesco	""	"Valfabbrica, posta alle pendici del <strong>Monte delle Croci</strong>, sorge sulla riva sinistra del <strong>fiume Chiascio</strong> Il territorio, posto al centro del triangolo <strong>Assisi-Perugia-Gubbio</strong>, tra il verde e i boschi delle colline, si presenta come un'oasi naturale tipica della zona pre-appennica umbra.<br />
Le origini del castello di Valfabbrica, documentato dal IX secolo, sono strettamente legate alle vicende del monastero Benedettino di Santa Maria, di cui fu possedimento. Oggi di questo antico monastero rimane solo, presso il cimitero, la <strong>chiesa di Santa Maria Assunta</strong>, ampiamente rimaneggiata, con affreschi di scuola umbra del XIV secolo. Questa viene indicata come luogo in cui <strong>San Francesco</strong> trovò ospitalità dopo aver abbandonato la sua città, durante il tragitto per Gubbio.<br />
Il castello di Valfabbrica fu a lungo conteso tra Perugia, Gubbio e Assisi che ne ricostruì le fortificazioni nel XIII secolo, in parte ancora oggi conservate. Dell'antica struttura rimane anche un possente <strong>torrione</strong> che, in origine, era la porta del Castello. Una seconda torre venne aggiunta alla fine del 1100 e con il tempo assunse le funzioni di <strong>torre campanaria</strong>. All'interno del Castello trovi la <strong>chiesa di San Sebastiano</strong>, del XIV secolo, rinnovata nel settecento con l'aggiunta di altari nelle pareti laterali.<br />
Lungo la strada principale trovi la moderna <strong>chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta</strong>, edificata nel 1960 su disegno dell'architetto Primo Saccardi.<br />
Ogni anno, tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, la città rivive l'atmosfera medioevale con la <strong>Festa</strong><strong> d'Autunno</strong> e il <strong>Palio di Valfabbrica</strong>. Caratteristiche le rievocazioni storiche rionali ricche di numerosi figuranti e di numerose iniziative in programma.<br />
Valfabbrica è anche meta di pellegrinaggi ed escursioni naturalistiche, è parte del <strong>Sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio</strong>, percorso nel 1207 da San Francesco dopo la celebre spoliazione da affetti, vesti e denari nella piazza di Assisi. E' anche tappa della <strong>Via di Francesco</strong> "	Valfabbrica | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1588812	12.601164400000016	""		""	""		[  ]	""
262	Attrattore	it_IT	95963	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-san-santa-chiara-di-assisi	Basilica Santa Chiara di Assisi	La basilica di Santa Chiara di Assisi racchiude la tomba della santa e il Crocifisso che parlò a San Francesco	Basilica di santa chiara, assisi, ordine delle clarisse, povere dame, crocifisso di san Francesco	Basilica Santa Chiara di Assisi	"Raggiunta l'ottocentesca piazza di Santa Chiara, da cui puoi godere di un suggestivo panorama sulla valle Umbra, s'impone alla vista l'edificio religioso a fasce di pietra bianca e rosa del Subasio con l'annesso convento dedicati a Chiara, la prima e più fedele discepola di San Francesco <p>I lavori per la costruzione della basilica di Santa Chiara iniziano nel 1257, a quattro anni dalla morte della santa, nella zona occupata dalla chiesa di San Giorgio che scompare inglobata nella nuova struttura. La chiesa di San Giorgio era stata concessa nel 1255 da Papa Alessandro IV alle clarisse che cercavano in città una sede dove trasferire la propria comunità religiosa. Nel 1260 la chiesa è quasi ultimata e accoglie il corpo di Chiara sotto l'altare maggiore.<br />
L'architettura s'ispira alla Basilica superiore di San Francesco, pur inserendo elementi di originalità. <strong>La facciata</strong> è disegnata a fasce di pietra bianca e rosa del Subasio; due cornici la dividono in tre zone: la prima per il portale, la seconda per il rosone e a chiudere il timpano. In asse con il portale, con cornice esterna sorretta da due leoni che ghermiscono due arieti, si trova l'elegante rosone a due giri di colonnine e archetti. Gli archi rampanti laterali sono un'aggiunta di fine '300.<br />
<strong>L'interno </strong>è a navata unica con transetto ed abside poligonale. Quasi privo di affreschi, venne scialbato nel XVIII secolo. Rimangono solamente pochi brani con storie della vita della santa sopra l'altare attribuiti al giottesco Maestro Espressionista di Santa Chiara (XIV secolo), cui è stato riferito anche il Crocifisso su tavola nell'abside.</p>

<p>Di grande interesse, nel transetto sinistro, la <strong>tavola con Santa Chiara e otto storie della sua vita</strong>, interessante opera attribuita al Maestro di Santa Chiara (1238).<br />
Sul lato destro della navata si apre la <strong>cappella di San Giorgio </strong>dove è custodito il Crocifisso (XII secolo), proveniente da san Damiano, che parlò a san Francesco.</p>
Nella <strong>cripta,</strong> realizzata tra il 1850 ed il 1872 e risistemata nel 1935 in forme neogotiche, trovi le spoglie mortali di Santa Chiara. "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi23.png/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1423749274729	43.0707017	12.619596600000023	""		""	""		""	""
263	Attrattore	it_IT	95953	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-a-terni	Chiesa di San Francesco a Terni	Chiesa di San Francesco a Terni, santuario francescano con gli affreschi di Bartolomeo di Tommaso	Chiesa di san francesco, terni, santuari francescani, via di francesco, cammino dei protomartiri francescani	La chiesa di San Francesco a Terni, testimonianza della presenza francescana in città	"La chiesa di San Francesco, affacciata sull'omonima piazza nel centro storico di Terni, sorge sul luogo di un antico oratorio dedicato a San Cassiano, donato a Francesco nel 1218 dal vescovo Rainerio rimasto affascinato dal carisma del Santo che più volte predicò in città <p>La zona, allora, si trovava fuori dal nucleo urbano, tra orti e campi che si estendevano a ovest della città, dove Francesco era solito rifugiarsi in meditazione. I lavori di realizzazione della chiesa presero il via nel 1265, circa 40 anni dopo la morte di San Francesco, adottando il modello delle chiese francescane di Assisi costruite ad un'unica navata con transetto.</p>

<p>Tra i secoli XIV e XVI furono apportate notevoli trasformazioni all'edificio, volte ad adeguare gli spazi alle nuove esigenze della comunità francescana sempre più numerosa e situata lungo un importante crocevia, punto di sosta strategico per i frati in cammino.&nbsp; La <strong>facciata</strong> a capanna, con timpano centrale ornato da archetti pensili, rivela in modo netto l'aggiunta delle due navate laterali (1437). Antonio da Orvieto realizza invece l'<strong>elegante campanile a torre </strong>decorato con maioliche policrome verdi e blu (1445). Oltre all'apertura della Cappella di san Bernardino da Siena, dedicata al fondatore degli Osservanti presente più volte a Terni, tra le più importanti modifiche di notevole valore artistico e culturale è la realizzazione nella prima metà del XV secolo della <strong>cappella della famiglia Paradisi, </strong>a destra del presbiterio, decorata dal ciclo di affreschi sul tema del <em>Giudizio universale</em> eseguito intorno al 1450 dal folignate Bartolomeo di Tommaso. Il committente dell'opera, Monaldo Paradisi, legato agli Osservanti e acceso assertore della riforma predicata da Giacomo della Marca (successore di Bernardino da Siena), volle che fosse messo per immagini uno dei tanti sermoni del santo, che era solito impressionare il pubblico ricordando i premi e i castighi attesi al termine della vita.</p>
Il santuario fa oggi parte della Via di Francesco e del cammino dei protomartiri francescani, un'interessante iniziativa volta a riscoprire i luoghi e la storia dei primi martiri francescani "	Terni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423752873521	42.56451209999999	12.645760999999993	""		""	""		""	""
264	Attrattore	it_IT	95815	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/arrone-tra-arte-cultura-e-sport-avventura	Arrone tra arte, cultura e sport avventura	Arrone, il borgo immerso nell' ambiente naturale incontaminato della Valnerina e&nbsp; del Parco Fluviale del Nera	Arrone, Parco Fluviale del Nera, Valnerina, Umbria	""	"Arrone, situato sulla sponda sinistra del Nera, in posizione strategica lungo antichi percorsi tra la <strong>Valnerina</strong> e Rieti, è un centro formato da <strong>due</strong> <strong>nuclei abitativi.</strong> Il più antico, detto la <strong>Terra</strong>, corrisponde al castello feudale degli Arroni, che tra l'XI e il XII secolo estesero i loro controllo in un'ampia zona della bassa Valnerina, fino al XIII secolo, quando furono definitivamente sottomessi alla città di Spoleto.<br />
Edificato sulla sommità del colle, il<strong> castello</strong> è racchiuso da una possente<strong> cinta muraria</strong> articolata da bastioni circolari e attraversato da una strada principale che conduce alla piazza dove si affaccia la <strong>chiesa di San Giovanni Battista</strong>, di impostazione gotica e decorata all'interno da una serie di affreschi del ‘400.<br />
Attraverso porta San Giovanni ti immetti nel quartiere di più recente origine, chiamato <strong>Santa Maria</strong> perché edificato attorno alla <strong>collegiata </strong>cinquecentesca di <strong>Santa Maria Assunta</strong>. Questo secondo nucleo abitativo è caratterizzato dalla presenza di edifici nobiliari rinascimentali di un certo rilievo architettonico.<br />
Immerso nell'ambiente naturale incontaminato del <strong>Parco Fluviale del Nera,</strong> ti offre varie possibilità: <strong>laboratorio didattico permanente</strong> grazie alle numerose attività guidate, dagli itinerari escursionistici ai percorsi di trekking.<br />
Ad Arrone è molto sviluppato il turismo sportivo, grazie agli sport delle acque (<strong>canottaggio, rafting, torrentismo e canyoning</strong>) e dell'<strong>arrampicata libera</strong> sulle pareti rocciose naturali "	Arrone | Valnerina | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.5840254	12.768178000000034	""		""	""		[  ]	""
265	Attrattore	it_IT	95825	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/nome-attrattore-chiesa-di-san-francesco-a-piediluco	Chiesa di San Francesco a Piediluco	Una visita alla chiesa gotica per ricordare il passaggio di San Francesco a Piediluco	Piediluco, Umbria, Terni, Lago di Piediluco, Cascata delle Marmore, Eco, San Francesco, Via di Francesco	""	"La chiesa di San Francesco, edificata in ricordo delle frequenti visite di San Francesco a Piediluco, si erge fronte lago su una ripida scalinata in fondo a corso Salvati. <p>L'edificio, di <strong>stile gotico</strong>, edificato a partire dalla fine del XIII secolo è stato portato a compimento nel 1338. La facciata in pietra <strong>romanico-gotica</strong> presenta bassorilievi con <strong>scene di pesca, barche e pesci</strong>, simboli del ringraziamento alla ricchezza offerta dal lago.<br />
L'interno, a unica navata, accoglie pregevoli opere d'arte tra cui un crocifisso ligneo del Quattrocento e nell'abside è raffigurato <em>San Francesco tra i Santi Antonio da Padova, Bernardino, Ludovico e Bonaventura</em>, databili al XVI secolo.</p>
Dal 1999 custodisce alcune reliquie di San Francesco, concesse dal Sacro Convento di Assisi per rinnovare la memoria del passaggio del Poverello. "	Terni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423752873521	42.5363061	12.765276299999982	""		""	""		""	""
266	Attrattore	it_IT	95855	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-fluviale-del-nera	Parco Fluviale del Nera	Scopri il Parco Fluviale del Nera tra borghi fortificati, antiche abbazie e sport avventurosi	Parco Fluviale del Nera, Cascata delle Marmore, Piediluco, Umbria, Terni, Lago di Piediluco, Cascata delle Marmore, Eco, San Francesco, Via di Francesco	"Definito ""parco delle acque"", il Parco Fluviale del Nera comprende il tratto della Valnerina dall'abitato di Terria fino alla Cascata delle Marmore."	"Definito ""<strong>parco delle acque</strong>"", il Parco Fluviale del Nera comprende il tratto della <strong>Valnerina </strong>dall'abitato di Terria fino alla <strong>Cascata delle Marmore</strong>. Elemento caratterizzante il parco è il corso medio inferiore del fiume Nera che, con le sue <strong>acque limpide e cristalline</strong>, scorre per circa 20 chilometri.<br />
La storia del territorio è tutta legata al complesso rapporto tra l'uomo e l'acqua. Elemento vitale, ma al contempo da controllare, l'acqua della valle del Nera fu per prima regimentata dai Romani che aprirono la strada alla colonizzazione agricola del territorio. A loro si deve la bonifica del Lacus Velinus, le cui acque vennero convogliate in quelle del Nera a formare la <a href=""/-/la-cascata-delle-marmore-e-i-suoi-cinque-percorsi-a-piedi""><strong>Cascata</strong><strong> delle Marmore</strong></a>, famosa per lo spettacolare salto d'acqua di 165 metri.<br />
Il territorio è inoltre caratterizzato da <strong>piccoli borghi fortificati</strong> e da castelli sorti nel periodo medievale. Partendo da Terni si incontrano in sequenza: <strong>Collestatte, Torre Orsina, Casteldilago, <a href=""/-/arrone"">Arrone</a>, Montefranco, <a href=""/-/ferentillo"">Ferentillo</a>, Macenano e Terria</strong>, nati per svolgere una funzione di controllo su importanti snodi viari.<br />
A est si trova <strong>Polino</strong>, il comune più piccolo dell'Umbria, arroccato sulla montagna a ridosso delle antiche vie di transumanza.<br />
Nell'area del parco, oltre all'<a href=""/-/abbazia-di-san-pietro-in-valle-a-ferentillo""><strong>abbazia di San Pietro in Valle</strong></a> e al <a href=""/-/cimitero-museo-le-mummie-di-ferentillo-""><strong>Museo delle Mummie</strong></a> di Ferentillo, ti consigliamo anche la visita di alcuni reperti archeologia industriale: centrali idroelettriche e fabbriche, oggi dimesse, nate grazie all'abbondanza di energia prodotta dalle acque del Nera e del Velino. Di particolare interesse lo <strong>stabilimento elettrochimico di Papigno</strong>, set cinematografico in cui il premio Oscar Roberto Benigni ha girato gran parte del film <em>La Vita</em><em> è Bella</em>.<br />
La visita alle bellezze naturali e culturali del parco può essere integrata attraverso la pratica di sport quali <strong>canottaggio, rafting, torrentismo</strong> che seppur considerati ""estremi"" sono in realtà praticabili in massima sicurezza, anche da bambini, grazie al supporto di scuole e specialisti del settore.&nbsp; "	Terni | Ferentillo | Montefranco | Arrone | Polino | Paesaggi d'acqua | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5664442	12.719257700000071	Arrone - Ferentillo - Montefranco - Polino - Terni		""	""		""	""
267	Attrattore	it_IT	95885	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/a-monteluco-tra-antichi-eremi-ed-edifici-religiosi	A Monteluco tra antichi eremi e chiese	Alle spalle di Spoleto il bosco sacro di meditazione e preghiera scelto anche da San Francesco	monteluco, san francesco, bosco sacro, spoleto, eremo	""	"Il sempreverde Monteluco si trova alle spalle del centro storico di <strong>Spoleto</strong>, a cui è collegato tramite il pedonabile <strong>Ponte delle Torri</strong> <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Puoi raggiungere il monte anche con i tuoi mezzi di trasporto, attraverso una strada che offre uno splendido panorama sull'intera valle spoletina.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Interamente coperto di lecci, fu <strong>""bosco sacro""</strong> (in latino, <em>lucus</em>) e luogo di culto dedicato a Giove fin dall'età romana (III secolo a.C.), è stato inoltre scelto dai primi eremiti, giunti dalla Siria già nel V secolo d.C., come luogo prediletto di mistica solitudine. Oggi il monte, ancora incontaminato, ospita <strong>antichi eremi</strong> ed <strong>edifici religiosi</strong> di notevole pregio&nbsp; storico e artistico.<br />
Ti consigliamo di visitare l'<strong>abbazia di San Giuliano</strong>, secondo la tradizione risalente al V secolo, <strong>villa Lalli</strong> (ex eremo di Santa Maria delle Grazie), l'<strong>eremo di Sant'Antimo</strong> e il <strong>santuario dedicato a San Francesco</strong> che, intorno al 1218, ottenne dai Benedettini la piccola <strong>chiesa di Santa Caterina</strong>, attorno alla quale costruì piccole celle per sé e per i primi compagni.<br />
Devi vedere anche il <strong>Centro visita Monteluco</strong>, nato da un'iniziativa della locale sezione del WWF al fine di promuoverne la conoscenza attraverso testimonianze storiche e religiose oltre che geologiche, botaniche e zoologiche "	Spoleto | Luoghi della cultura | Itinerari della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.72278790000001	12.754034300000058	""		""	""		[  ]	""
268	Attrattore	it_IT	95943	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-del-monte-subasio	Parco del Monte Subasio	Visita il Parco del Monte Subasio e scopri i luoghi delle memorie francescane	Parco del Monte Subasio, Eremo delle Carceri, Assisi, San Francesco, Umbria, via di Francesco	Visita il Parco del Monte Subasio e scopri i luoghi delle memorie francescane	"Il Parco del Monte Subasio rappresenta il luogo privilegiato delle memorie francescane, non solo perché al suo interno comprende il centro storico di <a href=""/-/assisi""><strong>Assisi,</strong></a> ma anche per gli aspetti naturalistici che hanno ispirato l'amore di Francesco verso il creato: dagli <strong>oliveti </strong>delle pendici si arriva ai grandi prati e ai <strong>pascoli</strong> della <strong>pianura sommitale</strong>, passando attraverso i <strong>fitti boschi</strong> di querce e di lecci della parte intermedia.&nbsp; È proprio qui che, incastonato in una selva di alberi secolari, si trova l'<a href=""/-/eremo-delle-carceri-ad-assisi""><strong>Eremo delle Carceri</strong></a>, uno dei luoghi più ricchi di memorie e suggestioni francescane.<br />
E' dallo stesso Subasio, così indissolubilmente legato alla storia di san Francesco, che proviene la particolare <strong>pietra rosa</strong> utilizzata fin dall'antichità per realizzare, oltre all'Eremo e al centro storico di Assisi, le <strong>abbazie</strong>, le<strong> chiese</strong>, i piccoli<strong> borghi fortificati</strong>.<br />
Al tramonto, la pietra assume un particolare colore ambrato che avvolge la città, la campagna e tutto il paesaggio circostante, accentuandone la dimensione ascetica.<br />
Fanno parte dell'area del parco anche i comuni di <strong><a href=""/-/spello-uno-dei-borghi-piu-belli-d-italia"">Spello</a>,</strong> <a href=""/-/nocera-umbra""><strong>Nocera Umbra </strong></a>e <a href=""/-/valtopina""><strong>Valtopina</strong></a>.<br />
Nelle due città sono rispettivamente da segnalare la<strong> chiesa di</strong> <strong>Santa Maria Maggiore</strong> , con mirabili affreschi di Pintoricchio, e la <strong>chiesa di San Francesco</strong>. Quest'ultima, in particolare testimonia il culto tributato al santo, che a Nocera Umbra più volte soggiornò durante le sue frequenti peregrinazioni e dove, secondo le fonti agiografiche, operò alcuni miracoli.<br />
L'escursionismo e il <strong>trekking </strong>sono facilitati da una sviluppata rete sentieristica. Mulattiere e strade sterrate sono terreni favorevoli per la <strong>montain bike</strong> e l'<strong>equitazione</strong>. Se sei interessato a viaggiare alla scoperta dei luoghi di spiritualità legati al santo ti consigliamo di percorrere la <a href=""http://www.umbriatourism.it/it/la-via-di-francesco""><strong>Via</strong><strong> di Francesco</strong></a>.<br />
Per le particolari caratteristiche geomorfologiche e per le favorevoli correnti d'aria, il Monte Subasio si presta alla pratica di sport come <strong>parapendio</strong> e <strong>volo libero</strong> ed è frequentato anche da <strong>aquilonisti</strong> "	Assisi | Spello | Valtopina | Nocera Umbra | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.06697800000001	12.652438999999958	Assisi - Valtopina- Nocera Umbra - Spello		""	""		""	""
269	Attrattore	it_IT	95775	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-di-san-salvatore-a-spoleto	Basilica di San Salvatore a Spoleto	La Basilica paleocristiana di San Salvatore: il maggior monumento spoletino dell'antichità	Spoleto, San Salvatore, San Concordio, cimitero, Crocifisso, arte paleocristiana	""	"La Basilica di San Salvatore eretta sul colle Ciciano&nbsp;è inglobata all'interno del cimitero di Spoleto, fuori dalle mura medievali della città <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p><strong>La facciata</strong> in origine aveva un coronamento a frontone triangolare ed era preceduta da un portico. Oggi si presenta divisa in due piani: sulla parte inferiore si aprono tre eleganti portali in pietra, i fregi degli architravi sono di ispirazione romana, sulla parte superiore si aprono tre finestre. Le laterali sono sovrastate da un frontone con timpano triangolare, mentre la centrale ha due pilastrini che sostengono un arco a tutto sesto con la ghiera decorata da motivi classici. Tracce di intonaco sul fronte fanno supporre che ne fosse rivestito per tutto l'ordine superiore.<br />
			<strong>L'interno</strong>, di tipo basilicale, è a tre navate concluse da un'abside semicircolare e due absidiole quadrate. Le navate, con la centrale di altezza maggiore, sono divise da colonne doriche di spoglio, sormontate da una trabeazione. Il presbiterio, inquadrato da un arco trionfale e delimitato da colonne corinzie, è coperto da una cupola ad otto spicchi che poggia su quattro alte colonne d'angolo. Nel mezzo dell'abside, entro una nicchia, è affrescata una <em>croce monogrammata</em> che, insieme a tracce di decorazione a finto marmo, testimonia la più antica decorazione pittorica.<br />
			In alto una <em>Madonna con il bambino e santo</em>, affresco frammentario del XIII secolo, e accanto una <em>Crocifissione</em> cinquecentesca.<br />
			Le origini della chiesa, inizialmente dedicata a <strong>San Concordio</strong> risalgono probabilmente al IV-V secolo: nel VIII secolo in seguito alla ristrutturazione longobarda, la chiesa assunse il nome di <strong>San Salvatore</strong> per l'immagine rappresentante Gesù Cristo, posta sopra l'altar maggiore. Nell'XI secolo riacquistò la primitiva denominazione che durò fino al ‘600; di nuovo nel XVIII secolo si operarono interventi di rinnovamento e fu aggiunta la lanterna della cupola.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>

<p>L'aspetto attuale è determinato dai restauri effettuati durante il XX secolo che hanno eliminato le alterazioni aggiunte nei secoli ed hanno consentito alla chiesa di riprendere il titolo di San Salvatore.</p>

<p>Nel 2011 la Basilica di San Salvatore è diventata Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte del sito seriale <strong>I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)</strong>, che comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano.</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.74130880000001	12.743014700000003	""		""	""		""	""
270	Attrattore	it_IT	95845	20715178	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/itinerario-alla-scoperta-di-piediluco	Itinerario alla scoperta di Piediluco	Piediluco, borgo medievale sull'omonimo lago, a breve distanza da Terni e dalla Cascata delle Marmore.&nbsp;	Piediluco, Umbria, Terni, Lago di Piediluco, Cascata delle Marmore, Eco, San Francesco, Via di Francesco	""	"Piediluco è piccolo borgo di origine medievale posto lungo la riva dell'omonimo lago Meta ideale per appassionati di <strong>velismo, canottaggio e sci acquatico</strong> è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero; qui si svolgono gare internazionali di canottaggio e le sue strutture sportive, oltre a quelle ricettive, sono utilizzate da atleti di tutto il mondo come sede ideale per ritiri e stage.<br />
Godi della vista del <strong>borgo dal centro del lago</strong> approfittando della possibilità di gite in battello oppure affitta un pedalò; una volta di fronte al Monte Caperno, strilla fino a due endecasillabi e udrai il <strong>fenomeno dell'eco</strong>.<br />
Passeggia intorno al lago, scoprilo dall'alto percorrendo la&nbsp; via di Francesco, fino ad arrivare alla <strong>Cascata delle Marmore</strong>.<br />
Goditi un momento di relax &nbsp;nelle spiaggette attrezzate.<br />
Nel pittoresco paesino di pescatori, animato da allegre facciate di case colorate e dai superbi resti della <strong>rocca</strong> eretta nell'XI secolo a controllo del territorio sabino, devi sicuramente visitare la <strong>chiesa di San Francesco</strong> edificata intorno al 1338 in ricordo della visita di San Francesco. Da notare i bassorilievi sulle porte d'ingresso raffiguranti pesci e strumenti per la pesca nel lago.<br />
Tra fine giugno e inizio luglio non puoi perdere la ""<strong>Festa delle Acque</strong>"" che celebra il solstizio d'estate e testimonia lo stretto legame tra popolazione e lago: spettacoli teatrali e di danza, concerti musicali, spettacoli pirotecnici che culminano con la sagra gastronomica a base di pesce di lago e con la <strong>sfilata delle barche</strong> allegoriche.<br />
A pochi chilometri da Piediluco trovi <strong>Villalago</strong>, dimora storica ottocentesca con parco, da cui puoi godere di uno splendido panorama sul lago; in estate, si fa palcoscenico per concerti e spettacoli all'aperto. "	Terni | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5353816	12.766286000000036	""		""	""		""	""
271	Attrattore	it_IT	95905	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-delle-lacrime-di-trevi	Santuario della Madonna delle Lacrime di Trevi	Il Santuario della Madonna delle Lacrime, una passeggiata tra gli oliveti per ammirare gli affreschi del Perugino e dello Spagna	Santuario della Madonna delle Lacrime, Trevi, Perugino, Spagna	Santuario della Madonna delle Lacrime di Trevi	"Il santuario fu costruito sul luogo dove esisteva la casa rurale di un certo Diotallevi di Antonio che nel 1483, a scopo devozionale, vi aveva fatto dipingere una <em>Madonna con il Bambino e san Francesco</em> <p>La sera del 5 agosto 1485 qualcuno vide <strong>il volto della Madonna piangere lacrime di sangue</strong>. In seguito all'evento miracoloso si decise di costruire un santuario a memoria dell'avvenimento con il contributo del Comune e di alcune famiglie di Trevi; terminato nel 1522 divenne importante luogo di venerazione della Madonna.<br />
Sulla facciata si apre un portale rinascimentale (1495-1498), opera del veneziano Giovanni di Giampietro.<br />
Nell'interno, a croce latina e navata unica, numerose cappelle, due delle quali decorate da due tra i più importanti pittori umbri del Rinascimento, il <strong>Perugino</strong> e lo <strong>Spagna</strong>. Al primo spetta la decorazione della cappella del <em>Presepio</em>, realizzata nel 1521 e raffigurante, nei modi tipici del pittore, un'<em>Adorazione dei magi </em>e, ai lati, i <em>Santi Pietro e Paolo</em>. Allo Spagna si deve invece&nbsp; il <em>Trasporto di Cristo</em> dipinto tra il 1518 e il 1520 nella cappella di San Francesco. La scena, desunta dalla celeberrima tavola realizzata da Raffaello nel 1507 per la cappella Baglioni di San Francesco al Prato a Perugia, è sovrastata da una lunetta con <em>Sant'Agostino con devoti e angeli</em> e circondata dalle figure dei <em>Santi Ubaldo e Giuseppe</em>.<br />
Alternati alle cappelle si ergono i raffinati <strong>monumenti sepolcrali</strong>, scolpiti sulla pietra caciolfa, appartenenti ai membri della famiglia Valenti. All'iniziativa della famiglia si deve anche l'edificazione dell'<strong>altare in marmi policromi </strong>della Madonna delle Lacrime destinato ad accogliere l'immagine della Vergine che dette origine del santuario.</p>
La chiesa, aperta tutti i giorni, è gestita dalle Suore della Sacra Famiglia di Trevi. "	Trevi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.87524	12.738474999999994	""		""	""		""	""
272	Attrattore	it_IT	95895	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-giovanni-battista-di-eggi	Chiesa di San Giovanni Battista di Eggi	Una visita alla chiesa di San Giovanni Battista di Eggi per ammirare gli affreschi di Giovanni di Pietro detto Lo Spagna	Chiesa di San Giovanni Battista, Eggi , Spoleto, Umbria, Giovanni di Pietro detto Lo Spagna	Chiesa di San Giovanni Battista di Eggi	"La chiesa di San Giovanni Battista si trova a Eggi grazioso borgo a due chilometri dalla Flaminia, a 5 da Spoleto in direzione di Foligno, quasi a cavallo tra la Valle del Nera e quella Spoletana Non puoi perdere la visita della <strong>chiesa di San Giovanni Battista</strong> affrescata tra il 1527 ed il 1532 da Giovanni di Pietro detto <strong>Lo Spagna </strong>con scene del <em>Battesimo di Cristo fra i Santi Sebastiano</em> <em>e Rocco</em> (semicatino), <em>Madonna col Bambino fra Angeli adoranti e Serafini</em> (abside) e <em>Eterno benedicente, Annunciazione, i Santi Girolamo e Giacomo </em>(arco trionfale).<br />
<strong>Lo Spagna </strong>(XV secolo) fu attento e sensibile seguace del<strong> Perugino</strong>, ma anche sollecito interprete delle novità dell'arte di <strong>Raffaello</strong>. La sua abbondante produzione ebbe influenza specialmente sui pittori dell'Umbria meridionale, come testimoniano, tra l'altro, le innumerevoli opere di ambito spagnesco che decorano chiese ed edifici sacri dello Spoletino e della Valle del Nera. Lo pseudonimo con cui è tradizionalmente noto, ""Lo Spagna"", deriva dalla probabile origine iberica dell'artista. Una curiosità: nel paesaggio del <em>Battesimo</em> sono stati riconosciuti la Cascata delle Marmore, la città di Terni e i monti sopra Cesi. "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi19.png/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1423752874118	42.762778	12.778610999999955	""		""	""		""	""
273	Attrattore	it_IT	5428302	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-frances-2	Chiesa di San Francesco - Calvi dell'Umbria	La chiesa di S. Francesco e il convento di S. Berardo sorgono a circa 500 metri dalle mura di Calvi dell'Umbria, su un crinale collinare che divide le valli di Otricoli e di Magliano Sabina, all'incrocio della vecchia strada per Narni.	""	Chiesa di San Francesco	"La chiesa di S. Francesco e il convento di S. Berardo sorgono a circa 500 metri dalle mura di Calvi dell'Umbria, su un crinale collinare che divide le valli di Otricoli e di Magliano Sabina, all'incrocio della vecchia strada per Narni. <p>Secondo la tradizione, furono edificati su un fondo di proprietà della famiglia di S. Berardo, giovane calvese che, conquistato dalla predicazione del Poverello d'Assisi di passaggio per il paese nel 1213, lo segui e, inviato a portare il Vangelo in Marocco, vi subì il martirio insieme ad altri cinque confratelli.</p>

<p>Della primitiva chiesa, originariamente dedicata a S. Vittoria e dell'annesso piccolo oratorio si hanno notizie documentarie a partire dal 1291.</p>

<p>Del complesso architettonico originario, attualmente si conservano la parete nord, la facciata della chiesa ed il piccolo oratorio. Quest'ultimo, costituito da due locali, uno dei quali sopraelevato, è stato inglobato nella costruzione posteriore all'incendio ed al saccheggio perpetrati dai Lanzichenecchi nel 1527.</p>

<p>La chiesa, edificata in pietra calcarea locale, orientata nel modo canonico, restaurata più volte nel corso dei secoli XVII e XVIII, presenta una facciata di forma quadrata sormontata da un timpano con l'insolita presenza di una unica aula voltata a botte con 10 cappelle laterali e conserva all'interno pregevoli dipinti.</p>

<p>Dalla piazzetta antistante la chiesa si accede al chiostro quadrato con, al centro, un pozzo del secolo XIII, alle pareti dei resti di affreschi della seconda metà del XVII secolo raffiguranti scene della vita di S. Francesco.</p> "	Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355	42.4038614	12.569369400000028	Calvi dell'Umbria	55008	""	""		[  ]	""
274	Attrattore	it_IT	5396046	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-lepri	Palazzo Lepri	"Al centro di Bevagna, lungo corso Matteotti, si trova il Municipio, già palazzo Lepri.<br />
Edificato nel tardo Settecento dall'architetto Andrea Vici per volere della famiglia, si presenta con una facciata neoclassica e porta arricchita da un'elegante rosta in ferro battuto."	""	Palazzo Lepri	"Al centro di Bevagna, lungo corso Matteotti, si trova il Municipio, già palazzo Lepri.<br />
Edificato nel tardo Settecento dall'architetto Andrea Vici per volere della famiglia, si presenta con una facciata neoclassica e porta arricchita da un'elegante rosta in ferro battuto. <p>L'atrio è a colonne doriche con sovrastante ringhiera. L'intero edificio verrà progressivamente utilizzato come sede museale.<br />
Lungo la scala d'accesso al palazzo si trova murata una parte della raccolta archeologica riunita e ordinata nel 1787 dall'abate Fabio Alberti.<br />
Sulla sala della Giunta si trovano tre dipinti del pittore locale Paolo Spetta, metà del XIX secolo.<br />
La sala Consiliare è adorna di decorazioni allegoriche e ritratti di uomini illustri di Bevagna, eseguiti nel 1867-68 dal pittore Mariano Piervittori da Tolentino, e restaurati dal pittore Matteo Tassi.</p>

<p>Al primo piano si trova la biblioteca, l'archivio Storico e la pinacoteca.<br />
Quest'ultima è ordinata in sale e riunisce reperti archeologici e opere storico-artistiche; da notare le monete d'argento di età repubblicana facenti parte del tesoretto rinvenuto nel 1931 vicino ad una Porta cittadina, durante la sistemazione del campo sportivo. Arricchita nel corso del tempo la raccolta comprende anche iscrizioni funerarie e onorarie, steli funerarie, urne cinerarie di produzione locale, frammenti di sculture, decorazioni architettoniche, bronzetti e ceramiche.<br />
Anche i dipinti di Dono Doni, Ascensidonio Spacca e Andrea Camassei sono di uguale interesse.</p> "	Bevagna | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9336308	12.608965200000057	Bevagna	54004	""	""		[  ]	""
275	Attrattore	it_IT	5428168	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/monastero-museo-delle-orsoline	Monastero Museo delle Orsoline	""	""	Monastero Museo delle Orsoline	Il museo si trova all'interno del centro storico di Calvi dell'Umbria, ultimo comune a sud della regione, alle pendici del monte San Pancrazio. Aperto nel 2002, ha sede all'interno del complesso monastico delle Orsoline. &nbsp;La struttura, considerevole esempio di architettura italiana del XVIII secolo, nasce dall'accorpamento del cinquecentesco palazzo Ferrini con due chiese, unificate da una monumentale facciata progettata a partire dal 1739 da Ferdinando Fuga. Al celebre architetto si deve anche la porzione di edificio appositamente costruita ad uso del monastero. La collezione è costituita da opere databili tra il XVI e il XVIII secolo provenienti dalle demaniazioni postunitarie e dallo stesso monastero. Vi si leggono influenze dell'arte romana e abruzzese, a conferma della particolare collocazione di Calvi a confine fra Umbria, alto Lazio e Abruzzo. Sono visitabili anche gli ambienti storici del monastero come le cucine, il lavatoio, la spezieria, l'area cimiteriale, la cripta, l'orto e il giardino. Nel 2012 il Museo è stato riallestito per ospitare una prestigiosa collezione di opere pervenute per donazione da parte della famiglia romana Chiomenti-Vassalli. La collezione è costituita da oltre 100 opere, pittoriche e scultoree, di autori quali P. Bruegel il Giovane, Guido Reni, Furini, Batoni, Magnasco, Voet, Petruccio Perugino. Parte integrante del percorso museale è anche la chiesa di Sant'Antonio Abate che ospita un monumentale presepe composto da trenta sculture in terracotta policroma realizzato nel 1546 dagli abruzzesi Giovanni e Raffaele da Montereale.&nbsp; 	Calvi dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi14.png/903de68b-8d43-493d-bdf3-5c1dd8297d14?t=1423749273355	42.4038614	12.569369400000028	Calvi dell'Umbria	55008	""	""		[  ]	""
276	Attrattore	it_IT	95512	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/mugnano-il-borgo-dei-muri-dipinti-	"Mugnano, il borgo dei ""muri dipinti"""	Poco distante dal Lago Trasimeno si trova Mugnano, pittoresco borgo conosciuto nel mondo per i suoi muri dipinti&nbsp;	Mugnano, borgo, muri dipinti, Perugia, Trasimeno	"Mugnano, il borgo dei ""muri dipinti"""	"<strong>Mugnano, la storia di un borgo...</strong> <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Vicino a Perugia e poco distante da Magione, nei pressi del Lago Trasimeno, si trova Mugnano, piccolo ma pittoresco borgo circondato dalla campagna umbra.<br />
			L'abitato trae origine da insediamenti del II secolo a.C. cui fece seguito la costruzione, tra il IX e X secolo, di una fiorente abbazia benedettina i cui monaci furono impegnati nella bonifica dei territori circostanti che di lì a poco divennero tra i più fertili della regione.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
A protezione dei beni e della popolazione locale nel XIV secolo fu costruito<strong> il</strong> <strong>castello </strong>con le sue mura perimetrali e il maestoso maschio cui si sovrappose, nel XVIII secolo, la torre campanaria. Nel Settecento all'interno dell'antico castrum si insediò la confraternita del Santissimo Sacramento.<br />
All'interno del castello non perdere la visita alla <strong>piazzetta della ""pompa""</strong> sede di un profondo pozzo nel quale, le donne, fin dall'inizio del Novecento, attingevano acqua con una pompa azionata a mano <strong>…e dei suoi&nbsp; ""muri dipinti""...</strong>
<div>&nbsp;</div> <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Nel borgo, in un'atmosfera quasi surreale, si snoda il percorso alla scoperta dei ""muri dipinti"",&nbsp; un'esposizione permanente di grande interesse, realizzata da artisti italiani e stranieri su idea del pittore Benito Biselli.L'originalità delle pitture, i temi trattati, gli stili e le tecniche usate danno voce ai <strong>diversi linguaggi dell'arte</strong> sconfinando dal figurativo all'informale e regalando alle vecchie mura forme e colori.</p>

			<p>Mugnano cominciò ad interessare la critica negli anni settanta del Novecento, quando nel borgo furono organizzate quattro mostre di alto livello in cui &nbsp;esponevano temporaneamente importanti artisti. Nel corso degli anni l'idea cambiò trasformando l'evento da temporaneo a permanente. Nel 1983 fu organizzata per la prima volta ""<strong>In...contriamoci a Mugnano</strong>"" una grande festa paesana, con cadenza annuale, tra la fine di giugno e i primi di luglio, che oltre a proporre sapienti piatti di enogastronomia locale, arricchiva l'antico nucleo architettonico, i piccoli vicoli e le piazzette con opere d'arte moderna permanenti. Quell'anno furono chiamati i primi otto pittori locali che realizzarono altrettanti ""muri dipinti"" suscitando gran fervore di critica. L'anno successivo la manifestazione fu aperta anche agli artisti stranieri e oggi è arrivata a <strong>più di quaranta dipinti murali</strong>.<br />
			Nei giorni precedenti la festa un gran fervore anima il paese: si montano i palchi davanti agli intonaci e gli artisti cominciano la loro opera circondati da una folla di curiosi e addetti ai lavori.<br />
			""<em>I muri del paese cantano una fioritura improvvisa di opere, una ritmica stesura di sigilli pittorici dove ogni artista ha deposto il succo della sua creatività</em>"" (Mimmo Coletti, 1990).</p>

			<p>Dal 2008 il percorso è completamente illuminato con luci a risparmio energetico, e <strong>visitabile anche nelle ore notturne</strong>.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>
Tutti gli affreschi, pur recenti, si fondono a perfezione con l'antico borgo dando la sensazione di essere lì da sempre "	Perugia | L'arte in Umbria	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Zona_panicale/e0f79e82-e9b5-46c3-a696-8cf8e89284aa?t=1423651033420	43.05529990000001	12.21741510000004	""		""	""		[  ]	""
277	Attrattore	it_IT	95679	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-di-arrone	Chiesa di Santa Maria Assunta di Arrone	Visita la chiesa di Santa Maria Assunta ad Arrone, nel Parco fluviale del Nera, lungo la via di Francesco&nbsp;	Chiesa di Santa Maria Assunta, Arrone, chiese del ternano, affreschi cinquecenteschi, Valnerina, Parco fluviale del Nera, via di Francesco	""	"La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta sorge nel più recente quartiere di Santa Maria, sviluppatosi fuori dal nucleo medievale di <strong>Arrone</strong>, gravitante intorno al castello detto ""La Terra"".&nbsp; L'edificio ha facciata a quattro spioventi con campanile a vela e tre portali; quello centrale datato 1493, conserva nella lunetta un affresco raffigurante&nbsp; <em>Madonna e gli Angeli</em>. L'interno, a tre navate terminanti in tre absidi, è decorato da affreschi perlopiù seicenteschi. All'iconografia sacra di <strong>Filippo Lippi</strong>, il grande artista rinascimentale che dipinse l'abside del Duomo di Spoleto, si rifanno gli affreschi di inizio cinquecento estesi sull'abside centrale. Pregevoli sculture in terracotta invetriata del XVI secolo decorano invece l'abside sinistra. Si conserva, inoltre, la predella appartenente ad un trittico del <strong>Maestro di Arrone</strong> datato 1487 "	Arrone | Valnerina | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cartina_sm_umbria_150dpi15.png/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1423749273521	42.5840254	12.768178000000034	""		""	""		""	""
278	Attrattore	it_IT	8281346	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/unesco-tempietto-del-clitunno	Tempietto del Clitunno	<p>Il Tempietto del Clitunno è un elegante edificio paleocristiano intitolato al S. Salvatore che si trova ai piedi del Comune di Campello sul Clitunno.&nbsp;</p>	""	""	"<p>Il Tempietto del Clitunno è un elegante edificio paleocristiano intitolato al S. Salvatore che si trova ai piedi del Comune di Campello sul Clitunno. Costruito per alcuni nel IV o agli inizi del V secolo, per altri nell'VII-IX secolo, utilizza elementi architettonici dei sacelli pagani ricordati da Plinio il Giovane, che si trovavano presso le vicine sorgenti del fiume. A differenza di altre opere di origine longobarda, la maggior parte egli ornamenti scolpiti sono manufatti originali e non reimpieghi di elementi di età romana.&nbsp;</p> <p>L'edificio, sopra un rialzo che domina il Clitunno, ha la forma del tempietto ""<em>in antis</em>"" con quattro colonne (due addossate ai pilastri angolari e due fogliate al centro) sulla fronte, sormontata dal timpano. Al tempietto si accedeva per mezzo delle due scalette laterali terminanti sotto due piccoli protiri. Il fregio della facciata reca l'iscrizione dedicatoria al Dio degli Angeli, mentre i due laterali, ora perduti, ricordando il Dio dei Profeti e degli apostoli; i frontoni, sia l'anteriore che quello posteriore, si adornano della croce monogrammatica fra viticci e grappoli di uva. Nell'interno del sacello è un absidiola sormontata da un frontone in cui si inserisce un arco: eleganti gli ornati delle cornici e della edicoletta di fondo, mentre di grande interesse sono i resti di affreschi del secolo VIII, con il redentore fra i SS. Pietro e Paolo, angeli e croce gemmata.</p>

<p>Il tempietto sul Clitunno divenne celebre in età rinascimentale, quando ispirò artisti come Francesco di Giorgio Martini, Benozzo Gozzoli, Palladio e Vanvitelli e venne citato da Lord Byron nell'opera <em>Childe Harold's Pilgrimage</em>.</p> Orari <p>Martedì - Sabato: 8.15 - 19.15 (ultimo ingresso)</p>

<p>Domenica: 14.15 - 19.15</p>

<p>Lunedì chiuso</p>

<p>Lunedì 14 agosto: aperto.</p> "	Campello sul clitunno	""	""	42.8345715	12.765554000000066	Campello sul Clitunno	54005	""	""		[  ]	""
279	Attrattore	it_IT	22428688	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-cappella-baglioni-nella-chiesa-di-santa-maria-maggiore-spello	La Cappella Baglioni nella Chiesa di Santa Maria Maggiore - Spello	La Chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce una cappella interamente affrescata da Pintoricchio, su commissione di Troilo Baglioni, tra la fine dell’estate del 1500 e la primavera del 1501.&nbsp;	""	La Cappella Baglioni nella Chiesa di Santa Maria Maggiore - Spello	"La Chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce una cappella interamente affrescata da Pintoricchio, su commissione di Troilo Baglioni, tra la fine dell’estate del 1500 e la primavera del 1501.&nbsp; <p>Nella cappella si trova l’Autoritratto dell’artista, una sorta di provocatoria risposta all’autoritratto di un altro grande artista della pittura perugina Pietro Vannucci detto il Perugino: Bernardino figura con il volto di tre quarti, i lineamenti scavati e quasi sofferenti ma fieri.</p>

<p>Gli affreschi della Cappella raccontano gli episodi mariani secondo una tecnica e un’efficacia descrittiva capaci di coniugare il rigore dell’impianto spaziale e della prospettiva quattrocentesca con il gusto e la cura del dettaglio, del particolare aneddotico e delle sfumature cromatiche che fanno sempre da contorno al tema principale: episodi di quotidianità, abiti, acconciature, decorazioni, elementi floreali e vegetali. Così, a sinistra, esce in primo piano l’Annunciazione cui fanno da contorno scene di vita quotidiana; in fondo l’Adorazione dei pastori che lascia intravedere la Cavalcata dei Magi; a destra la Disputa di Gesù con i dottori. Sulla volta sono dipinte le SibilleTiburtina, Eritrea, Europea, Samia.</p>

<p>Per questa grande occasione la Chiesa di Santa Maria Maggiore si arricchisce di installazioni di pavimenti galleggianti, luci sceniche e supporti audiovisivi, per una visita guidata “dentro” gli affreschi della nota Cappella Baglioni. Una nuova percezione del genius loci e del profondo significato religioso e spirituale di un’opera d’arte riconosciuta non soltanto come il capolavoro del Pintoricchio, ma uno dei più grandi capolavori di tutto il Rinascimento italiano.</p>

<p>Un ricercato sistema di illuminazione e il supporto audio permetteranno al visitatore di osservare l’affresco in modo da percepire i linguaggi e la simbologia dell’opera, molti preziosi dettagli fin quasi un’idea di movimento nella luce artificiale.</p>

<p>Lo spettatore potrà inoltre farsi accompagnare da una musica di sottofondo e da un racconto registrato per fare un viaggio virtuale nell’affresco, andando ad individuare i dettagli, i personaggi minori, le scene e i piccoli particolari. Attrezzature audio saranno disponibili per ciascun gruppo di visitatori-spettatori in un percorso guidato che sarà al tempo stesso teatrale, tattile, visivo, olfattivo ed epistemologico.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>L’ingresso è programmato e a ciclo continuo.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>[Fonte: http://turismo.comune.spello.pg.it]</p> "	Spello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
280	Attrattore	it_IT	22655272	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-delle-grazie-montegabbione	Chiesa della Madonna delle Grazie - Montegabbione	La chiesa di Maria SS. delle Grazie sorge ai piedi del colle di Montegabbione: il titolo di questa chiesetta è tipicamente rinascimentale e tradisce chiaramente il suo carattere di tempio votivo; anche la linea architettonica esterna, a forma di croce latina, e la cupola cilindrica sono da considerarsi rinascimentali mentre, all’interno, altare maggiore e stucchi sono di derivazione barocca.&nbsp;	""	Chiesa della Madonna delle Grazie	"La chiesa di Maria SS. delle Grazie sorge ai piedi del colle di Montegabbione: il titolo di questa chiesetta è tipicamente rinascimentale e tradisce chiaramente il suo carattere di tempio votivo; anche la linea architettonica esterna, a forma di croce latina, e la cupola cilindrica sono da considerarsi rinascimentali mentre, all’interno, altare maggiore e stucchi sono di derivazione barocca.&nbsp; <p>Alla costruzione primitiva si aggiunsero, più tardi, sacrestia e abitazione: segno che andava acquistando una certa importanza come “santuario” locale.&nbsp;<br />
Di notevole interesse artistico l’affresco posto sopra l’altare maggiore, rappresentante una “Madonna del latte”, forse della scuola del Perugino.&nbsp;<br />
A questa chiesa era annesso il beneficio terriero della Collegiata, che si polverizzò nel secolo scorso a seguito delle leggi sull’incameramento dei beni ecclesiastici.</p>

<p>[Fonte: www.comune.montegabbione.tr.it]</p> "	Montegabbione | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/panicale/5609922a-add6-4161-84fc-6770f24d786a?t=1454334554962	42.9224411	12.091175099999987	Montegabbione	55020	""	""		[  ]	""
281	Attrattore	it_IT	22655182	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-casteldifiori	Castello di Casteldifiori	Il borgo di Castelfiori, nel comune di Montegabbione, si trova immerso nel verde e circondato da boschi.&nbsp;	""	Castello di Casteldifiori	"Il borgo di Castelfiori, nel comune di Montegabbione, si trova immerso nel verde e circondato da boschi.&nbsp; Recentemente ristrutturato, è cinto da mura che ne hanno mantenuto il fascino medievale ed è dominato dal Castello, di cui si hanno notizie già nel 1350, e dalla sua Torre, risalente ai primi del 1200.<br />
Nella piazza centrale si trova la statua dell'Arcangelo Michele, realizzata nel 1937 dallo scultore Michele Perla e ispirata a quella conservata nel Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia.<br />
Sempre sulla piazza centrale sorge la Chiesa di Santa Maria Maddalena ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo, probabilmente sui resti dell'antica chiesa castellana.<br />
L'edificio, costruito in pietra, è a navata unica. All'interno, nella nicchia sulla parete di fondo, è presente un dipinto murale mariano, mentre lungo la parete sinistra si trova l'edicoletta di Santa Maria Maddalena. "	Montegabbione | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/panicale/5609922a-add6-4161-84fc-6770f24d786a?t=1454334554962	42.9224411	12.091175099999987	Montegabbione	55020	""	""		[  ]	""
282	Attrattore	it_IT	22655351	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-maria-ss-assunta-in-cielo-montegabbione	Chiesa di Maria SS.Assunta in Cielo - Montegabbione	<p>La chiesa di Maria SS.Assunta in Cielo è l’attuale chiesa parrocchiale di Montegabbione.&nbsp;</p>	""	Chiesa di Maria SS.Assunta in Cielo	"La chiesa di Maria SS.Assunta in Cielo è l’attuale chiesa parrocchiale di Montegabbione.&nbsp; <p>Edificata a partire dal 1873, sorge in prosecuzione dell’antica cappella circolare e dell’annessa torre campanaria (forse un tempo facente parte del complesso del castello), ambedue in pietra viva, ed in parte poggia sull’antico cimitero (che è stato portato fuori le mura nel 1864).&nbsp;<br />
In stile bizantino, è stata decorata dagli artisti perugini Francesco Biscarìni e Raffaele Angeletti.<br />
All’interno vi sono tre altari, con mensa di pietra, in terracotta: l’altare maggiore, dedicato a Maria SS.ma Assunta in cielo; l’altare di S. Giuseppe, patrono del comune di Montegabbione e l’altare di Maria SS.ma.&nbsp;<br />
In fondo alla chiesa si trova la cantoria, sopraelevata, con un organo a mantice, opera di Nicomede Agati di Pistoia. Attigua alla chiesa parrocchiale vi sono la cappella del SS.mo Sacramento (già dedicata a S. Rita) e la sacrestia.<br />
Accanto alla chiesa sorge attualmente un campanile in struttura di cemento, costruito negli anni cinquanta, in sostituzione del vecchio.</p>

<p>[Fonte: www.comune.montegabbione.tr.it]</p> "	Montegabbione | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/panicale/5609922a-add6-4161-84fc-6770f24d786a?t=1454334554962	42.9224411	12.091175099999987	Montegabbione	55020	""	""		[  ]	""
283	Attrattore	it_IT	22457264	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-delle-grondici-panicale	Santuario della Madonna delle Grondici - Panicale	<p>Il Santuario della Madonna delle Grondici sorge in una posizione panoramica molto suggestiva nei pressi della frazione di Tavernelle, nel comune di Panicale.</p>	""	Santuario della Madonna delle Grondici - Panicale	"<p>Il Santuario della Madonna delle Grondici sorge in una posizione panoramica molto suggestiva nei pressi della frazione di Tavernelle, nel comune di Panicale.</p> <p>Sorse nel XV secolo per proteggere una Madonna dipinta su un'edicola, che la leggenda vuole avesse resuscitato un bambino.<br />
Suggestiva è l’origine della parola “grondici”, derivante dal termine suggrunda che identifica la parte del tetto che sporge dal muro esterno di un edificio, appunto la gronda. La teologia medioevale riteneva che i bambini morti senza aver ricevuto il battesimo fossero destinanti al limbo e, di conseguenza, non ne ammetteva la sepoltura in luogo consacrato. I genitori, perciò, portavano i bimbi moribondi non ancora battezzati al Santuario, nella speranza che potessero ancora dare qualche segno di vita e ricevere il sacramento del battesimo ed una giusta sepoltura. Se ciò non accadeva, il bambino veniva sepolto sotto la gronda (sub grunda) della casa natale; da qui si è sviluppato nel tempo l’appellativo di Madonna delle Grondici.</p>

<p>Il tempio, completamente ristrutturato in anni recenti, fu retto da eremiti fino agli inizi del XX secolo. All'interno è possibile ammirare ""Vergine in trono fra i Ss. Sebastiano e Rocco"", opera di Gregorio Gregori, il Teutonico (1295), che riedeva a Castel della Pieve.</p> "	Panicale | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.00303040000001	12.148123800000008	Panicale	54037	""	""		[  ]	""
284	Attrattore	it_IT	24276774	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/repubblica-di-cospaia	Repubblica di Cospaia	"La repubblica di Cospaia è stata un piccolo territorio indipendente dal febbraio 1441 al giugno 1826.<br />
Attualmente è una frazione del Comune di San Giustino."	""	Repubblica di Cospaia	"La repubblica di Cospaia è stata un piccolo territorio indipendente dal febbraio 1441 al giugno 1826.<br />
Attualmente è una frazione del Comune di San Giustino. Il piccolo divenne indipendente quando, nel febbraio 1441,&nbsp; papa Eugenio IV cedette il territorio di Sansepolcro alla repubblica di Firenze. Per errore nella designazione del confine, una piccola striscia di terreno rimase esclusa nel trattato che che delimitava i confini, e gli abitanti di Cospaia dichiararono di non vboler accettare alcuna autorità.<br />
Per anni la piccola comunità provvide alla propria sussistenza coltivando il tabacco, chiamato dal ""erba tornabuona"". Per le esigenze d'irrigazione fu innalzato un terrapieno come diga per creare un laghetto. Proprio a Cospaia la coltivazione ed il commercio clandestino del tabacco portarono un certo benessere, ma anche una piccola invasione di contrabbandieri, consideranto che il funo e il fiuto del tabacco vennero proclamati illegali nello Stato Pontificio. "	San Giustino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.5517952	12.172451799999976	""		""	""		[  ]	""
285	Attrattore	it_IT	24276615	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-storico-del-tabacco	Museo storico del tabacco	Il museo è ubicato all'interno dell'ex Consorzio Tabacchicoltori, nei pressi dello scalo ferroviario di San Giustino.	""	Museo storico del tabacco	"Il museo è ubicato all'interno dell'ex Consorzio Tabacchicoltori, nei pressi dello scalo ferroviario di San Giustino. <p>Il magazzino, ora sede del museo, venne fatto costruire alla fine del XIX secolo dal comune di San Giustino. La struttura è stata ampliata negli anni successivi e rimane funzionante fino al 1992, quando la lavorazione del tabacco venne trasferita all'interno di nuovi capannoni nella zona industriale. Il museo, unico nel suo genere, e la struttura che lo ospita sono di notevole interesse storico poichè documentano le fasi della coltivazione e della lavorazione del tabacco e l'importanza che esso ha avuto nell'economia del territorio. Primo in Italia interamente dedicato al tabacco, il museo è nato per volontà di una Fondazione costituita nel 1997 da tutti i soggetti della filiera, dai coltivatori ai tabaccai. Il museo esamina la legislazione in materia e ricostruisce e diverse fasi di lavorazione, distinguendo tra quella agricola (la coltivazione), quella premanifatturiera (la selezione e il trattamento delle foglie) e quella manifatturiera (la realizzazione dei vari prodotti: dal tabacco da fiuto, al sigaro, alle sigarette). La Fondazione vede il coinvolgimento anche dei comuni dell'Alta Valle del Tevere, dove la lavorazione del tabacco è stato importata in Italia per la prima volta alla fine del XVI secolo, all'interno del territorio compreso nell'ex Repubblica di Cospaia (1441-1826).</p>

<p>&nbsp;</p> "	San Giustino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.5517952	12.172451799999976	San Giustino	54044	""	""		[  ]	""
286	Attrattore	it_IT	2735011	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/usigni	Usigni	Il piccolo nucleo medievale di Usigni sorge su uno scosceso sperone roccioso che si protende nella sottostante valle del Tissino; sulla quale affaccia anche il caratteristico borgo di Poggiodomo.	""	Usigni	"Il piccolo nucleo medievale di Usigni sorge su uno scosceso sperone roccioso che si protende nella sottostante valle del Tissino; sulla quale affaccia anche il caratteristico borgo di Poggiodomo. <p>Il suo nome deriva da una deformazione di ""usina"", vocabolo utilizzato per indicare un opificio.<br />
L'insediamento urbano, costituito da edifici di due o tre piani, si presenta compatto nella parte centrale.<br />
Caratteristico è il prepotente innesto seicentesco di edifici voluti dal cardinale Fausto Poli, nativo del luogo e molto influente alla corte di papa Urbano VIII: intorno alla metà del Seicento venne edificata la chiesa di San Salvatore ed il palazzetto cardinalizio (palazzo Poli).<br />
L'abitato si espande a monte con un tessuto edilizio più rado.<br />
Come succede per molti altri piccoli centri della Valnerina, il borgo si ripopola soprattutto durante l'estate quando le famiglie originarie del luogo tornano per trascorrere un piacevole periodo di riposo a stretto contatto con l'incantata natura del luogo.</p> "	Poggiodomo | Valnerina da scoprire	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.7113092	12.935060000000021	Poggiodomo	54042	""	""		[  ]	""
287	Attrattore	it_IT	2772832	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-salvatore-usigni	Chiesa di San Salvatore - Usigni	<p>La Chiesa di San Salvatore si trova ad Usigni, nel Comune di Poggiodomo; fu commissionata nel 1631 dal cardinale Fausto Poli, segretario privato di Papa Urbano VIII ed originario del piccolo borgo umbro.&nbsp;</p>	""	Chiesa di San Salvatore - Usigni	"<p>La Chiesa di San Salvatore si trova ad Usigni, nel Comune di Poggiodomo; fu commissionata nel 1631 dal cardinale Fausto Poli, segretario privato di Papa Urbano VIII ed originario del piccolo borgo umbro. L'architettura dell'intero complesso religioso riflette lo stile delle chiese della Roma del tardo Cinquecento e si ritiene che il progetto possa essere attribuibile al Bernini.&nbsp;</p> <p>La facciata a due ordini è divisa verticalmente da quattro lesene in pietra levigata e orizzontalmente da cornicioni in tre ordini di cui gli ultimi collegati ai fianchi da volute. La parte inferiore presenta una porta rettangolare con un piccolo frontone arcuato. La seconda parte ha al centro una finta finestra rettangolare tutta in pietra levigata. La terza presenta un timpano triangolare in pietra levigata con al centro lo stemma in pietra di papa Urbano. L'interno è a navata unica con cappelle laterali, secondo l`uso romano. Il pavimento è in pietra levigata come il pulpito. Tutte le cinque pale d'altare delle cappelle, commissionate da Fausto Poli a Salvi Castellucci di Arezzo, allievo di Pietro da Cortona.</p>

<p>Nella prima cappella, posta a sinistra della porta d'ingresso, vi è dipinta, da autore ignoto, S. Rita da Cascia. Nel primo altare si può ammirare l'affresco che raffigura l'incontro tra i SS Pietro e Paolo. Nel secondo altare, la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena, è opera di Salvi Castellucci. Dello stesso autore, nell'altare di destra campeggiano la SS. Trinità e i santi Artemio, Candida e Antonio da Padova: in questo altare si pensa siano custodite le reliquie dei martiri Artemio, Candida e di sua figlia Paolina che furono estratte dal cimitero di S. Callisto a Roma e donate al Poli da papa Urbano VIII per trasferirle nella nuova chiesa.</p>

<p>Nell'altare maggiore, su cui campeggia una trasfigurazione, opera di Giovanni Maria Colombi e dei suoi collaboratori, si conservano i candelieri donati da Fausto Poli, nel cui piedistallo è scolpito il suo stemma gentilizio.&nbsp; Nell'ultimo altare si trova il crocifisso ligneo della scuola del Bernini ai cui lati sono raffigurati i santi Sebastiano e Antonio abate.</p>

<p>Nella cappella posta a destra della porta d'ingresso, da notare un dipinto della Madonna con S. Francesco, di Salvi Castellucci, mentre un dipinto di S. Francesco d'Assisi che riceve le stimmate, dello stesso autore, è andato perduto.</p>
Le acquasantiere poste nei pilastri sono in pietra e a forma di ghianda, simbolo del cardinal Poli. Nella sagrestia sono conservati ricchi arredi liturgici e suppellettili donati dal cardinale al suo paese natale; tra questi un calice d'argento, due ostensori, reliquiari e altri preziosi oggetti in argento.&nbsp; "	Poggiodomo | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.7113092	12.935060000000021	Poggiodomo	54042	""	""		[  ]	""
288	Attrattore	it_IT	24246751	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-carlo	Chiesa di San Carlo Borromeo	E' una chiesa parrocchiale, costruita nel 1635 in sostituzione della Chiesa di S. Antonio da Padova, attualmente scomparsa, che si trovava all'interno delle mura castellane.	""	Chiesa di San Carlo Borromeo	"E' una chiesa parrocchiale, costruita nel 1635 in sostituzione della Chiesa di S. Antonio da Padova, attualmente scomparsa, che si trovava all'interno delle mura castellane. <div>Sull'ampia facciata si apre un portale di stile rinascimentale. All'interno ha un'unica navata con presbiterio quadrato.</div>

<div>Ci sono nove altari lignei del XVII e XVIII secolo, otto sono ai lati della navata e furono donati dalle famiglie nobili del paese, inoltre un altare<br />
maggiore dedicato a San Carlo Borromeo con le statue lignee di San Macario e San Rocco ai due lati. L'altare maggiore è sormontato da un grande crocifisso con due angeli. Sul basamento della colonna destra dell'altare maggiore e sulla cantoria è rappresentato lo stemma della ""Congregazione dei Possidenti"", che poi diventerà lo stemma del Comune di Poggiodomo.</div> "	Poggiodomo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7113092	12.935060000000021	Poggiodomo	54042	""	""		[  ]	""
289	Attrattore	it_IT	5395232	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/le-rughe-di-fossato-di-vico	Le Rughe di Fossato di Vico	Un raro esempio di architettura castellana medioevale che risolve in un'unica soluzione i problemi della viabilità e della difesa lungo il perimetro interno della cinta muraria di ponente, sulla quale si apre la portam castri che, sotto la torre merlata, è tuttora l'ingresso principale del castello.	""	Le Rughe di Fossato di Vico	"Un raro esempio di architettura castellana medioevale che risolve in un'unica soluzione i problemi della viabilità e della difesa lungo il perimetro interno della cinta muraria di ponente, sulla quale si apre la portam castri che, sotto la torre merlata, è tuttora l'ingresso principale del castello. <div>&nbsp;Ma siccome sono le esigenze di difesa a prevalere su quelle di viabilità, la strada livellata che si vede oggi, allora non esisteva ed era invece un percorso a saliscendi, per così dire, su alcuni punti del quale confluivano, passando sotto le case, brevi discese provenienti dalla parallela immediatamente superiore, detta lo stradone ed oggi Via Roma, evidentemente allo scopo di favorire il movimento difensivo dei castellani verso la cinta muraria e la portam castri.</div>

<div>Nelle Rughe sono da notare le coperture con volte in pietra a tutto sesto o con tavolato, i potenti archi acuti o a tutto sesto che le sorreggono, le feritoie da cui prendono luce e che nel Medioevo erano anche luogo di difesa dagli attacchi esterni.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><em>Fonte: Comune di Fossato di Vico</em></div> "	Fossato di Vico | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.2982491	12.762584699999934	Fossato di Vico	54019	""	""		[  ]	""
290	Attrattore	it_IT	26010881	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/l-attorta	L’attorta	L’attorta è un dolce tipico umbro composto da una pasta sfoglia ripiena di mele e altri ingredienti, arrotolata su se stessa a forma di spirale.	attorta, ricette umbre, enogastronomia in umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong></p> Farina 250 gr<br />
Zucchero 100 gr<br />
Olio extravergine d’oliva (EVO) ½ bicchieri<br />
Sale 1 pizzico<br />
Mandorle 50 gr<br />
Uvetta sultanina 100 gr<br />
Gherigli di noci 10<br />
Mele 3<br />
Prugne secche 40 gr<br />
Fichi secchi 40 gr<br />
Cannella<br />
Noce moscata<br />
Alkermes <p>L’attorta è un dolce tipico umbro composto da una pasta sfoglia ripiena di mele e altri ingredienti, arrotolata su se stessa a forma di spirale.</p>

<p>&nbsp;</p> <p>Ecco come preparare nel dettaglio la celebre attorta di Vallo di Nera, borgo in cui la preparazione del dolce natalizio è particolarmente sentita.</p>

<p>Impastare 250 g di farina con 100 g di zucchero, 1/2 bicchiere d’olio, 1 pizzico di sale e poca acqua tiepida. Una volta che l’impasto risulta piuttosto consistente, stendere una sfoglia sottile e ricoprirla con 50 g di mandorle dolci spezzettate, qualcuna amara, 100 g di uvetta sultanina (precedentemente messa a bagno e poi strizzata), qualche gheriglio di noce, 3 mele affettate, qualche prugna e fico secchi e tagliati a pezzi.<br />
Spolverizzare di zucchero e arrotolare la sfoglia su se stessa, formando un lungo serpentone attorcigliato.</p>

<p>La fantasia popolare si sbizzarrisce nella decorazione di questa torta: 2 ciliegine o 2 chicchi di caffè per gli occhi del serpente, 1 mandorla per la lungua sporgente dalla bocca, confettini colorati per le squame.</p>

<p>Infornare il serpentone in forno a calore moderato per circa 40 minuti.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Fonte:<a href=""http://http://www.bloglavalnerina.it/i-legumi-e-l-acqua-cotta-nei-pasti-rituali-del-santo-natale/"" target=""_blank"">&nbsp;www.bloglavalnerina.it</a></p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566			""		""	""		[  ]	""
291	Attrattore	it_IT	26011106	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-pangiallo	Il pangiallo	Il pangiallo è un dolce tradizionale della cucina romana, ma viene prodotto con una ricetta simile anche in Umbria.	umbria, pangiallo umbria, enogastronomia in umbria, ricette tipiche umbria, piatti natalizi umbria	""	"<strong>Ingredienti</strong> <p>200 gr di mandorle pelate<br />
200 gr di noci<br />
200 gr di nocciole pelate<br />
100 gr di pinoli<br />
100 gr di canditi<br />
300 gr di uva passa<br />
200 gr di farina<br />
200 gr di miele<br />
150 gr di cioccolato<br />
buccia di un'arancia e di un limone grattata</p> Il pangiallo è un dolce tradizionale della cucina romana, ma viene prodotto con una ricetta simile anche in Umbria.<br />
Si tratta di un dolce tipico del periodo natalizio ed ha origini molto antiche: sembra infatti che sia nato nella Roma imperiale quando era abitudine distribuirlo in occasione del solstizio d’inverno. <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>Versare il miele all’interno di una pentola e fatelo scaldare a bagnomaria, fino a renderlo liquido, e unire la buccia dell'arancio e del limone.<br />
Nel frattempo tagliare a coltello la frutta secca e unirla in una ciotola con i canditi, l’uva passa strizzata (messa precedentemente a bagno per circa 30 minuti) e il cioccolato tritato.<br />
Aggiungere il miele e mescolare.<br />
Successivamente unire la farina a poco a poco e mescolare bene fino a far diventare il tutto compatto.<br />
Ricavate dei pani di media dimensione e lasciarli riposare per un paio d'ore.<br />
Preparare la glassa mettendo in un pentolino a scaldare la farina, l’olio e lo zafferano sciolto in un po' di acqua. Aggiungere altra acqua per formare una pastella fluida con cui spennellare i panetti.<br />
Infornare a 180° per 40 minuti.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Fonte:<a href=""http://http://www.bloglavalnerina.it/il-pangiallo-della-valnerina/"" target=""_blank"">&nbsp;www.bloglavalnerina.it</a></p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640			""		""	""		[  ]	""
292	Attrattore	it_IT	26010832	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/le-pinoccate	Le Pinoccate	Le pinoccate sono dei dolci tradizionali dell'Umbria, legati alle festività natalizie, a base di zucchero e pinoli.	Pinoccate, pinoccate perugia, natale in umbria, dolci in umbria	""	"<strong>Ingredienti</strong> <p>500 gr di zucchero<br />
150 gr di acqua&nbsp;<br />
300 gr di pinoli<br />
mezzo limone</p> Le pinoccate sono dei dolci tradizionali dell'Umbria, legati alle festività natalizie, a base di zucchero e pinoli.<br />
Con la loro tipica caratteristica forma a rombo, possono essere bianche o nere (nella variante cioccolato).<br />
Confezionati in carte coloratissime, sono realizzate con un impasto composto da acqua e zucchero, fatto bollire fino ad avere uno sciroppo denso, nel quale s'immergono poi i pinoli.<br />
Versato il tutto su un piano di marmo, nel mentre che si raffredda, vengono modellati tanti piccoli rombi.&nbsp; <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>In una pentola mettere lo zucchero con 150 gr d'acqua, portarlo a bollore e, quando raggiunge il grado di cottura a filo, togliere dal fuoco e incorporarvi, continuando a rimestare, i pinoli e la scorza di limone grattugiata. Versare subito su di un marmo precedentemente bagnato e con la lama di un coltello livellarne la superficie. Prima che raffreddi, usando un coltello a lama liscia, tagliate le pinoccate, formando dei rombi.<br />
Seguendo questo procedimento si realizzano entrambi i tipi di pinoccate, per realizzare le pinoccate nere basta mettere il cacao al posto della buccia di limone.<br />
&nbsp;</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718			""		""	""		[  ]	""
293	Attrattore	it_IT	26039209	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torciglione	Torciglione	Tra i dolci tipici del Natale umbro ce n’è uno dalla forma molto particolare: il torciglione.	maccheroni dolci, umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong><br />
(Per la realizzazione di 4 o 5 torciglioni)</p> 1 chilogrammo di mandorle dolci<br />
200 grammi di mandorle amare<br />
8 albumi montati a neve<br />
800 grammi di zucchero<br />
Scorza di limone grattugiata<br />
2 cucchiai di farina Tra i dolci tipici del Natale umbro ce n’è uno dalla forma molto particolare: il torciglione.<br />
Le sue origini sono ancora incerte: alcuni sostengono che la forma sia quella di un'anguilla di lago, altri quella di un serpente. Indipendentemente dalla sua storia, si tratta di un dolce famosissimo in tutta la regione, di cui esistono diverse versioni che possono variare per dosaggio o la presenza o meno di certi ingredienti, ma soprattutto per le decorazioni finali, che lasciano moltissimo spazio alla creatività. <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p><br />
Tritare le mandorle dolci e amare, già sgusciate e pulite.<br />
Unire poi lo zucchero, il limone grattugiato e gli albumi dell’uovo (montati a neve con un pizzico di sale per migliorarne la consistenza). Amalgamare e lavorare il composto fino ad ottenere una massa omogenea.&nbsp;<br />
A questo punto procedere modellando una parte di impasto, allungandola con le mani, fino a dargli la forma di un serpente.&nbsp;<br />
Porre la forma ottenuta su una teglia con della carta da forno e rifinire a piacimento praticando dei piccoli tagli per realizzare l’effetto ""squame"".&nbsp;<br />
Utilizzare dei chicchi di caffè per realizzare gli occhi, una mandorla intera per la lingua e delle scaglie di mandorle per le orecchie.<br />
Cuocere in forno a 170° per circa 30/40 minuti, fino ad ottenere una leggera doratura.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Fonte: <a href=""http://fairblogtravel.it/2016/12/23/torciglione-dolce-del-natale/"" target=""_blank"">http://fairblogtravel.it/</a></p>

<p>&nbsp;</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
294	Attrattore	it_IT	26039152	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/maccheroni-dolci-con-le-noci	Maccheroni dolci con le noci	Il cenone di Natale ha ovunque delle regole ben precise: in Umbria un piatto tra i più tradizionali è una via di mezzo tra un dolce e una pastasciutta.	maccheroni dolci, umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria	""	"<strong>Ingredienti</strong> Acqua<br />
Farina<br />
Zucchero<br />
Cannella<br />
Noci<br />
Buccia di limone&nbsp;<br />
Cacao <strong>Preparazione</strong> <p>Il cenone di Natale ha ovunque delle regole ben precise: in Umbria un piatto tra i più tradizionali è una via di mezzo tra un dolce e una pastasciutta.<br />
Ecco la ricetta per i <strong>maccheroni dolci con le noci</strong>.</p>

<p>Preparare delle normali tagliatelle, impastando acqua e farina senza uova.<br />
Lessare e condire, appena scolate, con zucchero, cannella a piacere, gherigli di noci,spezzati, buccia di limone grattugiata, e, volendo, cacao a piacere.<br />
Dosi precise per il condimento non ce ne sono: è possibile regolarsi secondo i proprio gusti, preferendo abbondare con un ingrediente piuttosto che con un altro.<br />
A questo punto mescolare e servire il piatto freddo!</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
295	Attrattore	it_IT	24419831	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-collegiata-san-nicolo	Chiesa Collegiata San Nicolò	E’ fra le più antiche chiese di Stroncone e si sa con certezza che nel 1181 i Consoli stronconesi ne fecero dono all’abbazia di S. Benedetto in fundis.	""	Chiesa Collegiata San Nicolò	"E’ fra le più antiche chiese di Stroncone e si sa con certezza che nel 1181 i Consoli stronconesi ne fecero dono all’abbazia di S. Benedetto in fundis. L’evento è ricordato da una lapide murata a sinistra della porta sulla quale in rozzo latino curiale è inciso: ""Nos consulibus stronconiensis cum omni populo facimus donationemin ecclesia S. Benedicti de ista ecclesia S. Nicolai pro redemptione anime nostre tempore Jacinti Abbatis 1185"". La discordanza tra le due date potrebbe essere attribuita al fatto che la lapide venne posta quattro anni dopo la donazione. La chiesa subì nel corso dei secoli restauri che hanno completamente alterato le originarie linee architettoniche. Di originale è rimasto solo l’ingresso principale ornato di bassorilievi di sapore bizantino e di una tavola dell’Incoronazione della Vergine, opera di Rinaldo di Calvi, uno dei migliori allievi dello Spagna. Da notare nel bassorilievo l’elegante fregio che, partendo dalla bocca di un animale posto in basso allo stipite destro, percorre tutto l’architrave e termina in un gruppo di foglie in fondo allo stipite sinistro, sostenuto da una base attica.<br />
La porta è sovrastata da un archivolto in pietra a sesto rialzato e nel centro dell’architrave è scolpito l’agnello mistico con ai due angoli aquile che insieme con l’agnello ripetono in dimensioni più ridotte lo svolgimento del fregio. All’interno è possibile ammirare dipinti e affreschi del XVII e XVIII secolo, un tabernacolo degli olii santi, in marmo e di buona fattura e, nella sagrestia, un meraviglioso polittico, raffigurante l’incoronazione della Vergine, opera di Rinaldo da Calvi (1520-1521).<br />
Fonte: Turismo Stroncone "	Stroncone | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.4997405	12.663681999999994	Stroncone	55031	""	""		[  ]	""
296	Attrattore	it_IT	5394348	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-della-pasquarella	Eremo della Pasquarella	"A 13 km dal Baschi sulla SS 448, incastrato in mezzo a rocce e fitta vegetazione, nella gola del Forello, viene segnalato come ""Centro escursionistico della Pasquarella"" andando verso Todi."	""	Eremo della Pasquarella	"A 13 km dal Baschi sulla SS 448, incastrato in mezzo a rocce e fitta vegetazione, nella gola del Forello, viene segnalato come ""Centro escursionistico della Pasquarella"" andando verso Todi. <p>&nbsp;Vi si celebrano tre feste l'anno: l'Epifania, la domenica in Albis, e l'ultima domenica di maggio. La sua costruzione risale all'XI sec. Il nome Pasquarella deriva da piccola Pasqua o prima Pasqua dell'anno, l'Epifania. Le leggende intorno alla sua origine sono diverse: la più diffusa è quella, secondo la quale, alcuni abitanti di Acqualoreto, trovata l'immagine della madonna, la portano nella chiesa parrocchiale. Dovettero fare ciò più volte perché la Madonna ritornava sempre sul greto del fosso. Fu nel 1873 che Don Giuseppe Bernardi riuscì a riaccendere la devozione per la Madonna della Pasquarella. E nel 1880 riedificò il sacro edificio. Nel suo libro sulla storia della M. Vergine della Pasquarella, Don Bernardi parla di un fenomeno miracoloso: il sudore della Madonna e del Bambino. Fenomeno ripetutosi più volte alla sua presenza tra il 1890 e il 1900 e sempre il giorno dell'Epifania, indipendentemente dal clima, dalla piovosità e dal pubblico presente.</p>

<p>[Fonte <a href=""http://www.turismobaschi.it"" target=""_blank"">http://www.turismobaschi.it</a>]</p> "	Baschi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.7276897	12.30756359999998	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
297	Attrattore	it_IT	13634636	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-via-di-francesco-e-le-sue-storie	La via di Francesco e le sue storie	"<p align=""left"">...raccontate da Annarita, la ""mamma dei pellegrini"".</p>"	via di francesco, assisi, san francesco, umbriatourism, umbria, valfabbrica	La via di Francesco e le sue storie	"In questi mesi abbiamo ascoltato molti pellegrini e molte persone che vivono e lavorano lungo la Via di Francesco, perché queste persone, soprattutto se lo fanno con passione, costituiscono uno scrigno di storie e racconti straordinari.&nbsp; <p align=""left"">Annarita, che gestisce l'Ostello di Valfabbrica, è sicuramente una delle custodi più importanti dei valori che la via sa comunicare e delle storie che i pellegrini vivono lungo il cammino.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">""<em>Ogni sera il mondo arriva qui, non c'è bisogno di viaggiare</em>"", ci dice Annarita mostrandoci la tavolata dove i pellegrini si ritrovano per la cena conviviale e spiegando tutto il senso della sua attività con queste poche parole.</p>

<p align=""left"">Annarita gestisce l'ostello da 4 anni e qui fa un po' di tutto, dalla receptionist alla cuoca. Un'esperienza faticosa ma che la arricchisce molto e che le permette di avere un bel quadro dei pellegrini che percorrono la via: ""<em>Da quando abbiamo aperto</em> – ci spiega – <em>sono passate da qui circa 3500 persone. La maggior parte sono pellegrini, pochi sono turisti ""normali"". Il 50% sono stranieri anche se a partire dal 2016 il numero degli italiani è in crescita. Ci sono molti tedeschi, austriaci e olandesi, poi anche canadesi, brasiliani, americani e quest'anno anche alcuni pellegrini dalla Bulgaria</em>"".</p>

<p align=""left"">A testimonianza della provenienza dei pellegrini, Annarita fuori dall'ostello ha collocato una serie di bandiere (e sono veramente molte), che rappresentano le nazionalità delle persone che sono passate di qui, per una sosta carica di significato, poiché per molti è l'ultima prima dell'arrivo ad Assisi.</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Ma Annarita non ci dà solo numeri e statistiche, ci racconta storie di vita di pellegrini, diverse e bellissime, di persone provenienti da ogni parte del mondo, poiché nella sua struttura, completamente accessibile anche ai disabili, l'accoglienza e la convivialità costituiscono due valori fondamentali.</p>

<p align=""left"">""<em>Qui cerchiamo di accogliere i pellegrini e farli stare bene, in un'atmosfera calda e familiare. La cena è composta di cose tipiche e genuine ed è servita attorno ad un unico grande tavolo dove si condivide il pasto. E' bello vedere come persone che non si conoscono, che non parlano la stessa lingua, riescano ad entrare in sintonia e scambino le proprie esperienze. In che lingua parliamo? Il linguaggio del pellegrino… E ci capiamo benissimo.</em></p>

<p align=""left""><em>""Nella sala c'è anche una chitarra a disposizione e ogni sera si crea un'atmosfera familiare, di gruppo</em>"".</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">In questa atmosfera conviviale Annarita ha modo di ascoltare i pellegrini e di scoprire qualcosa delle loro vite, entrando in sintonia con loro. Con grande entusiasmo ci rende partecipi di alcune di quelle che l'hanno colpita di più:</p>

<p align=""left"">"" <em>Uno dei ricordi più indelebili che ho</em> – ci racconta commuovendosi – <em>è quello di Silvana, una signora austriaca che ha percorso in handbike, completamente da sola, la via da La Verna ad Assisi: una donna dallo spirito straordinario.</em></p>

<p align=""left""><em>""Poi mi ricordo di una famiglia dall'Alaska che percorreva la via da Firenze a Roma con due bimbi piccoli, e un'altra famiglia di tedeschi, con una bambina di 2 anni che trasportavano in un carrellino per bici e un'altra di 8 mesi che portavano in fascia. La mattina della partenza stava facendo una temporale fortissimo e mi ero offerta di accompagnarli ad Assisi in macchina, ma loro non hanno voluto e con grande tranquillità hanno messo i due figli nel carrellino per bici, lo hanno coperto e sono partiti sotto la pioggia battente, da veri pellegrini.</em></p>

<p align=""left""><em>""Poi c'è la storia di una ragazza che ha fatto il cammino insieme alla migliore amica prima di entrare in un convento di clausura. Mi ricordo di come questa ragazza fosse bella, serena e felice.</em></p>

<p align=""left""><em>""Ci sono anche manager e imprenditori di successo, che decidono di affrontare la Via per staccare dalla loro routine quotidiana, ""disintossicarsi"", ritrovare i veri valori della vita. Oppure tanti gruppi, molti dei quali composti da persone che si sono conosciute lungo le tappe del cammino e che alla partenza non si erano mai visti.</em></p>

<p align=""left""><em>""La verità è che ogni pellegrino rappresenta una storia e ognuna meriterebbe di essere raccontata</em>.""</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Si capisce che Annarita mette il cuore in quello che fa, le piace aprirsi ai pellegrini, entrare in sintonia con loro. E come molte delle persone con cui abbiamo parlato in questi mesi, ci dà qualche consiglio per migliorare la Via, secondo il suo punto di vista:</p>

<p align=""left"">""<em>Secondo me è fondamentale lavorare per costruire un cammino unico, con un'informazione e segnaletica univoche, perché trovare informazioni e segnali diversi tra loro lungo la Via manda in confusione le persone. Anche le varianti andrebbero spiegate meglio.</em></p>

<p align=""left""><em>""Poi non sarebbe male prevedere qualche luogo in più per potersi sedere e riposare un po', fatto anche solo di un tronco d'albero poggiato a terra</em>"".</p>

<p align=""left"">&nbsp;</p>

<p align=""left"">Per informazioni sulla Via di Francesco:<a href=""http://www.francescosways.com"" target=""_blank""> </a><a href=""http://www.francescosways.com/"">www.francescosways.com</a></p>

<p align=""left"">&nbsp;</p> "	Valfabbrica	""	""	43.1588812	12.601164400000016	""		""	""		[  ]	""
298	Attrattore	it_IT	24818393	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-lugnano-in-teverina	Chiesa di Santa Maria Assunta - Lugnano in Teverina	La Chiesa di S. Maria è il simbolo e il fulcro della Comunità della Terra di Lugnano.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta - Lugnano in Teverina	"La Chiesa di S. Maria è il simbolo e il fulcro della Comunità della Terra di Lugnano. <div>La chiesa di S. Maria Assunta, armonicamente inserita all’interno del tessuto urbano di Lugnano, può essere considerata l’espressione più matura delle chiese romaniche presenti nel territorio dell’Umbria meridionale.<br />
È sicuramente l’edificio di culto più importante di questo piccolo borgo, sia per il suo pregio artistico ed architettonico, che per il suo alto valore simbolico, manifestazione di straordinaria ricchezza e vitalità della cultura religiosa di una piccola comunità medievale. Essa, armonicamente inserita all’interno del tessuto urbano, è considerata da alcuni “un prodotto completamente locale” di “origine autoctona”, che nasce dall’idea e dalla cultura degli abitanti di Lugnano, da sempre centro di arrivo e di permanenza di gente da ogni parte d’Italia.<br />
La Chiesa domina con il suo prospetto l’antica piazza medioevale chiamata “Platea di S. Maria”, la quale costituiva il punto di riferimento e di unificazione di tutte le Contrade componenti la Terra di Lugnano. Nel 1500, certo anche prima e dopo, era il centro della vita sociale e il cuore ideale e pratico di tutto il paese, dove il popolo si raccoglieva per assemblee pubbliche , per ogni evenienza importante e straordinaria ed era anche il luogo di tutte le feste e dei giochi medievali. Il suo perimetro era delimitato dal Palazzo del Podestà con la Cancelleria e le carceri, la Chiesa di S. Pietro , il Cemeterium , la Chiesa di S. Eutizio e la Chiesa di S. Maria. Sul lato destro vi era anche un caratteristico pozzo, scomparso intorno al 1950 e questo intervento ha ridimensionato la piazza, precedentemente più ampia.<br />
La Collegiata ha nel suo pronao una lapide con una rubrica della Statuto, corrispondente alla rubrica n. 21 del I Libro dello Statuto del 1508. L’Eroli sostiene che è una prova per la datazione della Chiesa e dice: “Ecco dunque che la medesima iscrizione ci assicura che la presente rinnovata Collegiata era già in piedi nel 1230, e chi sa quanti anni prima, per cui i due secoli, da me dati alla sua ricostruzione, non ponnosi per alcuna ragione mettere in dubbio”.<br />
L’edificio, volto ad oriente, verso il sole che sorge, simbolo di Cristo, presenta la tipica pianta a croce latina, con la facciata tripartita a salienti interrotti, coronata da timpano triangolare, che evidenza la ripartizione interna a tre navate. Essa è realizzata da blocchi di travertino locale perfettamente squadrati e ornata da un portico che presenta una copertura a semivolta, sostenuta da costoloni semicircolari, eseguiti interamente in pietra.<br />
La facciata è ricca di elementi numerici e iconografici, cioè simboli religiosi, con significati precisi che potevano essere facilmente “letti” e compresi anche dal popolo solitamente analfabeta. Queste raffigurazioni, veri e propri proverbi scolpiti nella pietra, avevano lo scopo di ammonire il popolo e difenderlo dalle tentazioni, simboli che i nostri antenati capivano con naturale semplicità.<br />
Il timpano, cioè il punto più alto del tetto, è sormontato da un’Aquila che indica tutte le chiese romaniche dedicate alla Madonna. Le due ali della grande Aquila furono date a Maria per volare nel “ nel deserto degli uomini”, cioè il mondo, dove nascerà la Chiesa di Cristo. A differenza delle altre Aquile la nostra tiene tra gli artigli un agnello immolato, sacrificato, che è il simbolo di Gesù Crocifisso.<br />
Il Rosone sottostante più piccolo diviso in sei raggi significa il tempo della Creazione avvenuta in 6 giorni. E’ circondato da 7 dischi in ceramica, 7 è il numero perfetto, composto da 3, numero del Cielo e 4 numero della Terra.<br />
Il grande Rosone è simbolo di Cristo centro dell’ Universo e ha questi significati: il cerchio è il Cielo simbolo di Dio, inscritto in un quadrato che rappresenta la Terra dell’uomo. L’insieme di cerchio e quadrato rappresenta Dio che si fa Uomo con la venuta di Cristo. La ruota ha 16 doppi, cioè 32 all’esterno e 8, cioè 16 all’interno. Tutto il rosone è costruito sui multipli di 8, numero simbolo della Resurrezione attraverso il Battesimo, che ci toglie il Peccato originale.<br />
Le quattro figure scolpite agli angoli del quadrato rappresentano i 4 Evangelisti, Matteo, Luca, Giovanni, Marco, considerati i 4 punti cardinali del Nuovo Testamento, cioè il Vangelo.<br />
Le stesse figure si ripetono sull’architrave del portico: l’Angelo visto frontalmente rappresenta Matteo aperto verso l’umanità; il Leone raffigura Marco, difensore di Cristo; l’Aquila raffigura Giovanni simbolo della Resurrezione; il Toro rappresenta Luca, simbolo di passione e di sacrificio.<br />
Accanto a Luca è rappresentato Adamo con le sembianze di un animale, per ricordare a tutti il peccato originale commesso da Adamo e che gli causò la cacciata dal Paradiso Terrestre, dall’altro lato l’animale impaurito è il simbolo del Peccato.<br />
Ciascuno dei capitelli delle colonne laterali raffigura una doppia Y, che sta ad indicare le due strade che l’uomo può percorrere: la Salvezza o la dannazione.<br />
Sul capitello, sotto l’Angelo di Matteo, sono scolpite due Aquile con le ali che si toccano per indicare l’importanza dell’unità e della fratellanza tra gli uomini.<br />
Sotto l’Aquila di Giovanni, l’ultimo capitello presenta un soggetto curioso e molto discusso, ma si è arrivati alla conclusione che i nastri nascenti dalle orecchie di due uomini e che terminano in un fiore, simboleggino l’Ascolto e l’Obbedienza dell’Uomo alla parola di Dio.</div>

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<div><strong>INTERNO</strong></div>

<div>L’architettura interna con un’articolazione dello spazio su tre livelli – navata, cripta e presbiterio – profitta sicuramente di contributi lombardi, la cui presenza sul territorio è attestata da fonti storiche già a partire dal medioevo. La sua struttura compatta e solida sottolinea un’armonia volumetrica, mentre le linee semplici della costruzione sono espressione di un’arte forte ed austera, che si era ispirata per secoli a forme di arte classica, ancora presenti nella regione.<br />
La copertura a volta della navata centrale, realizza lo totale continuità muraria della struttura ed offre l’immagine di un vano avvolgente e massivo, sviluppato in profondità e plasticamente scandito da una duplice fila di quattro colonne massicce, poco rastremate e prive di entasi, poggiate su basamenti quadrangolari e congiunte da archi a tutto sesto.<br />
I capitelli presentano una varietà di forme che rivelano, secondo alcuni studiosi, una differenza di mano, oltre che di tecnica e di stile, confermando l’ipotesi di una possibile ricostruzione della chiesa.<br />
Ad un primo gruppo appartengono capitelli cubici, lisci o imitanti esemplari più antichi ad intreccio. Ad essi si associano i capitelli palmati ad uno o più ordini, che rivelano una fattura rustica e profili che si avvicinano a quelli coevi di Sant’Alò a Terni e di S. Pietro a Tuscania.<br />
Ad un secondo gruppo di capitelli appartengono gli esemplari molto più evoluti imitanti direttamente qualche modello antico in un composito mosso ed elaborato e quello, unico nel suo genere, in cui è raffigurato un altare con due sacerdoti in paramenti e nell’angolo destro un serpente a testa d’uomo, figura del demonio e del paganesimo, mentre nell’angolo sinistro una donna in trono benedicente. Sono diverse le interpretazioni sul significato simbolico delle figure che svolgono “in sequenze successive scene illustranti l’Eucarestia nella sua rappresentazione concreta – cioè il celebrante assistito da diaconi – e la Chiesa nella sua rappresentazione allegorica – cioè donna in trono benedicente – contrapposte alla spaventosa allegoria dell’umanità peccatrice fra le spire del demonio, affiancata da simboli diabolici, quali la luna piena e la civetta”.</div>

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<div><strong>SCHOLA CANTORUM E AMBONI</strong></div>

<div>I restauri fatti nel 1936 -37 hanno interessato la rimozione dell’intonaco e il suo rifacimento, la chiusura delle nicchie dei confessionali e delle quattro cappelle laterali, rettificate le scale del presbiterio, ricostruito l’altare a ciborio, l’abside fu riportata sulla ritrovata fondazione risultando molto più accorciata. I numerosi avanzi ritrovati hanno consentito di ricostruire la schola cantorum e gli amboni, che una volta servivano per la lettura del Vangelo e dell’Epistola. Vengono adoperati “cinque pannelli in mosaico e cinque pilastrini pure con mosaico, due pilastrini con il caratteristico pomo e frammenti di altri, numerose cornici corrispondenti a pannelli, alcuni con rilievi…” (Grassini).</div>

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<div><strong>BASSORILIEVI</strong><br />
Sempre per ciò che riguarda le origini, va presa in considerazione un’indagine di Guerriero Bolli, ricercatore, su due bassorilievi esistenti nella Chiesa di S. Maria di Lugnano in Teverina.<br />
Il primo rappresenta S. Michele Arcangelo che con una lancia uccide un dragone. Questo bassorilievo trova un riscontro con quello posto sulla facciata di S. Pietro in Spoleto, ora al Louvre di Parigi. E non va dimenticato Spoleto Ducato Longobardo. S. Michele Arcangelo, oltre ad essere il patrono del popolo ebraico, era anche ufficialmente compatrono del popolo longobardo. Nella “Terra di Lugnano” S. Michele viene chiamato “S. Angelo”. Le due festività di S. Michele, 8 maggio (S. Angelo di Maggio) e il 29 settembre (S. Angelo di settembre), determinano il tempo della vendita dei pascoli o “erbatici” e in questo rientra il fenomeno della transumanza. Sempre nella “Terra di Lugnano”, a S. Michele Arcangelo viene dedicata una chiesa in Via Garibaldi; S. Angelo diventa il nome di una contrada nella “Terra”, di vocaboli di terreni e, nel 1622, il nome della seconda porta della Terra di Lugnano. Questo dimostra, in un certo senso, come la presenza dei Longobardi, oltre che da documentazioni storiche, sia, in qualche modo, provata dal costume, da leggi e da tradizioni.<br />
Tutto ciò non certifica la sicura presenza del popolo longobardo, ma una cosa è certa: anche se la Terra di Lugnano apparteneva al Ducato Romano, confinava con la Tuscia longobarda ed era soltanto il Tevere a stabilire, eventualmente, questo confine. Quindi, non solo la presenza, ma anche l’influenza culturale dei longobardi può essere ipotizzata in quella che sarà la Terra di Lugnano o Lugnano della Teverina. Tutto ciò negli anni 500, 600 e 700. Non va neppure dimenticato che, negli anni 1000, i possedimenti di Matilde di Canossa, longobarda, arrivavano fino al Lazio settentrionale.<br />
Il secondo bassorilievo potrebbe essere ancora più interessante. Si riporta la descrizione di Guerriero Bolli, fin dove si può essere completamente d’accordo: “L’altro bassorilievo omologo all’altare della Collegiata di Lugnano rappresenta due personaggi in vesti da magistrato, che si scambiano la pace si offrono vicendevolmente una piccola anfora. Nel suo insieme il bassorilievo non ha la finezza del bassorilievo di S. Michele, pure riconoscendo alle due figure di magistrati una certa monumentalità dovuta al convergere delle due figure, che nella parte inferiore del bassorilievo occupano l’intera base del rettangolo e si stringono verso l’alto. Anche questi personaggi portano sulla loro veste, ricca di fonde pieghe, un corsetto dalle larghe maniche, che termina in una arricciatura, che dovrebbe servire a coprire la cintura, che stringe la veste alla vita. Un indumento questo che fa pensare al “rocchetto”, che i Vescovi o i Canonici indossavano sulla cotta prima della riforma liturgica e che era anche un indumento in uso nelle antiche corti. Questo “rocchetto” era un indumento di origine nordica, perché il suo nome al vocabolo “rock”, cioè “abito”.<br />
È evidente che ci troviamo di fronte al racconto di un avvenimento di un certo rilievo storico, degno di essere immortalato in una scultura di cui ci incuriosisce il particolare delle due piccole anfore: esse potrebbero ricordare il “lahone chilt”, cioè il dono che si offriva nel diritto longobardo per testimoniare l’accettazione incondizionata del patto.” (Indagini del C.E.S.T.R.E.S. – Giugno 1998).</div>

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<div><strong>Fonte: www.turismolugnanointeverina.it</strong></div> "	Lugnano in Teverina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.57516529999999	12.332084699999995	Lugnano in Teverina	55016	""	""		[  ]	""
299	Attrattore	it_IT	13520526	12648926	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-via-di-francesco-accessibile-ai-disabili	La Via di Francesco accessibile ai disabili	<p>Il progetto di Francesco's Way e Umbriaccessibile</p>	via di Francesco, San Francesco, Assisi, umbriaccessibile, accessibilità, umbriatourism, disabili	Il progetto di Francesco's Way e Umbriaccessibile	"<p align=""left"">La via di Francesco è un cammino di pellegrinaggio, ma soprattutto un'esperienza personale unica che tutti devono avere la possibilità e il diritto di poter vivere. E' in questa direzione che si vogliono muovere il consorzio Francesco's Way e Umbriaccessibile, che insieme stanno sviluppando un progetto per rendere la Via accessibile ai disabili.</p> <p>Mirko Speziali, il presidente di Umbriaccessibile, ci spiega di cosa si tratta: ""Umbriaccessibile è una cooperativa sociale Onlus di tipo B, che ha come obiettivo l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati. E' stata fondata a Foligno nel 1996 da Carlo Marani, un ragazzo in carrozzina.</p>

<p>""Abbiamo iniziato la nostra attività con la realizzazione della mappa ""Foligno Accessibile"", dove era possibile trovare informazioni su luoghi culturali e itinerari all'interno della città che fossero accessibili ai disabili. Poi, dal 1999, abbiamo intrapreso anche la gestione dell'ufficio informazioni turistiche di Foligno"".</p>

<p>""Negli anni siamo andati avanti grazie ai finanziamenti ricevuti tramite bandi europei o grazie al sostegno di alcune Fondazioni Bancarie e abbiamo portato avanti la mappatura di varie città dell'Umbria: i comuni limitrofi a Foligno, Assisi, il centro di Perugia e abbiamo realizzato un'interessante mappatura dei comuni della dorsale appenninica con il progetto ""Turismo Accessibile nei Comuni della Dorsale Appenninica dell'Umbria"".</p>

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<p>""Il nostro obiettivo – spiega in maniera appassionata Mirko – è quello di fornire un servizio ai disabili, informando in maniera oggettiva, dettagliata e garantita sull'accessibilità di strutture ricettive, percorsi e beni culturali. Sappiamo che non tutto il mondo può essere accessibile, ma la condizione essenziale è quella di fornire tutte le informazioni possibili ad un disabile, che in questo modo può valutare in modo autonomo se è in grado di visitare o meno un certo luogo, anche in virtù del livello della sua disabilità. A volte infatti, sono piccole cose che non rendono accessibile una struttura o un luogo, come ad esempio la larghezza di una porta o il percorso che va dal parcheggio alla reception di un hotel. Noi offriamo questo servizio, raccogliamo informazioni e le condividiamo"".</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Le informazioni raccolte da Umbriaccessibile, oltre che sulle guide cartacee, si trovano sul sito http://www.umbriaccessibile.com oppure in una app, oggi sviluppata anche per non vedenti. Ma queste fondamentali informazioni dovrebbero essere condivise in maniera ancora più capillare: ""Con le informazioni raccolte negli anni – spiega Mirko – stiamo creando una sorta di banca dati che ci piacerebbe condividere anche con gli Iat oppure con i siti regionali istituzionali in modo da aumentare in maniera sensibile la diffusione di queste informazioni"".</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Il progetto relativo all'accessibilità della Via di Francesco è nato dalle numerose richieste di persone disabili che vogliono percorrere la via e da una prima collaborazione avvenuta qualche tempo fa tra Umbriaccessibile e Francesco's Way per organizzare un evento di handbike lungo il tratto Foligno-Spoleto.</p>

<p>""In realtà già oggi alcuni disabili, accompagnati, percorrono alcuni tratti della Via – ci spiega Mirko - ma sarebbe bello dare la possibilità di farlo in completa autonomia. La percorribilità della via di Francesco per i disabili&nbsp; è legata essenzialmente al percorso per bici, poiché il fondo sconnesso dell'itinerario a piedi rende proibitivo l'uso della carrozzina. Al momento siamo ancora alla fase progettuale, iniziata con l'invio a tutte le strutture associate al consorzio Francesco's Way di una scheda con alcune domande relative all'accessibilità.</p>

<p>""Per ottenere un risultato d'eccellenza, però, si deve prevedere&nbsp; la ricognizione di tutto il percorso per capire quali sono i punti critici, segnalarli e individuare possibili varianti. Le principali problematiche che si possono incontrare sono quelle relative alle pendenze eccessive, al terreno accidentato, o anche semplicemente alla possibilità di accesso ai servizi, come quelli igienici. Sarebbe molto utile, ad esempio, realizzare dei segnali che lungo la via forniscano indicazioni su bagni accessibili che si trovano poco lontano, magari all'interno dei paesi limitrofi.</p>

<p>""Il primo passo verso l'accessibilità infatti – ripete Mirko – è l'informazione, quindi sapere prima di partire quali tratti sono accessibili e quali problematici. A questo proposito sarebbe bello creare un'area del sito destinata all'interattività con i disabili che percorrono la via, dove poter condividere esperienze, segnalare problemi e mantenere aggiornata la banca dati delle informazioni sull'accessibilità.</p>

<p>""Infine non va sottovalutato l'aspetto relativo alla formazione degli operatori che lavorano nelle strutture, non solo lungo la Via di Francesco, che possono interfacciarsi in maniera migliore con questo tipo di utenza se conoscono meglio le loro esigenze"".</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Un progetto importante, che speriamo possa prendere forma in maniera concreta molto presto, per far crescere sempre di più la Via di Francesco e il nostro livello di civiltà, e rendere possibile l'esperienza del viaggio lungo la via a tutti.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per informazioni: <a href=""http://www.francescosways.com"">www.francescosways.com</a> - <a href=""http://www.umbriaccessibile.com"">http://www.umbriaccessibile.com</a></p> "	Assisi | Foligno	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.9508683	12.701474899999994	""		""	""		[  ]	""
300	Attrattore	it_IT	3035103	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torre-del-moro	Torre del Moro	La torre si trova al centro di Orvieto, lungo il corso cittadino.	""	Torre del Moro	"La torre si trova al centro di Orvieto, lungo il corso cittadino. <p>Alla fine del Duecento Orvieto ebbe un nuovo assetto urbano e collocò in posizione strategicamente centrale il palazzo dei Sette con la torre detta del Papa, alta 47 metri e orientata quasi perfettamente secondo i quattro punti cardinali. Le sue imponenti dimensioni consentivano, infatti, la dominazione visiva dell'allora vasto territorio dello stato orvietano. Nel XVI secolo la torre venne così chiamata da Raffaele di Sante, detto il Moro, che diede il suo nome anche al sottostante palazzo Gualtiero, di sua proprietà, e all'intera contrada. Nel 1865, all'altezza di diciotto metri, fu sistemata nella torre del Moro la vasca distributrice del nuovo acquedotto e, a seguito dei restauri del 1866, venne installato l'orologio meccanico e due campane civiche. La campana più piccola proveniva dalla torre di Sant'Andrea e quella più grande dal palazzo del Popolo.</p>

<p>Il palazzo dei Sette con la torre del Moro, recentemente restaurato e adibito a centro culturale, appartenne all'antica famiglia dei Della Terza, poi fu di proprietà del Papato, sede dei Sette, del pontefice e sembra che vi abitò anche Antonio da Sangallo.</p> "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.7185068	12.110744599999975	Orvieto	55023	""	""		[  ]	""
301	Attrattore	it_IT	22570187	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-san-benedetto-norcia	Piazza San Benedetto - Norcia	<p>Piazza San Benedetto, fulcro del regolare impianto urbano già nell'Alto Medioevo, è uno spazio sapientemente articolato in funzione degli edifici monumentali che la delimitano, in una stratificazione di funzioni, stili ed epoche dal gotico trecentesco al rinnovamento ottocentesco.</p>	""	Piazza San Benedetto - Norcia	"<p>Piazza San Benedetto, fulcro del regolare impianto urbano già nell'Alto Medioevo, è uno spazio sapientemente articolato in funzione degli edifici monumentali che la delimitano, in una stratificazione di funzioni, stili ed epoche dal gotico trecentesco al rinnovamento ottocentesco.</p> <p>Sulla piazza si affacciano il Palazzo Comunale, la<a href=""/-/basilica-di-san-benedetto""> basilica di San Benedetto</a>, il Duomo di Santa Maria Argentea, la Castellina e il Museo civico e diocesano ""La Castellina"".</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Palazzo Comunale</strong></p>

<p>Delimita il lato nord-orientale della piazza con un prospetto a portico e loggia sovrapposti, il primo d'età medievale, la seconda ricostruita (1876) dopo il sisma del 1859 su progetto di Domenico Mollaioli, che scolpì i due leoni posti alla base della scalinata. La torre campanaria sulla destra fu riedificata invece dopo il terremoto del 1703.</p>

<p>Al suo interno, nella Sala del Consiglio, sono conservati gli stalli lignei del Priore e dei Consoli (XVI secolo), mentre nella Cappella dei Priori si trova il ricchissimo reliquario di S. Benedetto (1450), in argento dorato, di forme gotico-rinascimentali.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Duomo di Santa Maria Argentea</strong></p>

<p>Nella parte meridionale della piazza, fu edificato dopo il 1560, mentre il campanile è del 1869.</p>

<p>L'interno conserva numerose opere d'arte. Fra queste spicca l'affresco attribuito alla bottega degli Sparapane (Francesco Sparapane) in cui sono ritratti i Santi Benedetto e Scolastica con al centro la Madonna ed il Bambino. Altra preziosa opera è il crocifisso di Giovanni Teutonico del 1494, uno splendido esempio di Christus Patiens, oggetto di recenti restauri che hanno evidenziato il potenziale utilizzo del crocifisso durante le sacre rappresentazioni.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Museo civico e diocesano ""La Castellina""</strong></p>

<p>Il museo civico e diocesano” La Castellina” occupa l’intero lato occidentale di piazza San Benedetto, fulcro del centro storico di Norcia.</p>

<p>L’edificio, realizzato nel 1554 su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola per volontà di papa Giulio III, nacque come residenza fortificata per i governatori apostolici e fu utilizzato sin dall’origine per il controllo dei territori periferici da parte della Stato della Chiesa. Quando nel 1569 venne istituita la Prefettura della montagna la Castellina ne divenne la naturale sede. Restaurata nel XVIII secolo a seguito dei frequenti terremoti, a partire dal 1860 divenne sede degli uffici del Comune fino a quando nel 1967 divenne sede del museo.</p>

<p>Oltre all’interessante museo che ospita, la Castellina, è importante dal punto di vista architettonico. Visitare il museo vuol dire anche ammirare il suo contenitore, una possente e compatta rocca dalla forma quadrilatera.</p>

<p>Oggi vi trovano collocazione il Museo civico e diocesano, la collezione Massenzi e la mostra archeologica permanente “Partire per l’aldilà”.</p>

<p>Il primo riunisce opere d’arte di provenienza locale (arredi sacri, affreschi, dipinti su tela o tavola, sculture policrome lignee o in pietra, terracotte invetriate), di proprietà ecclesiastica o comunale, databili tra XII e XVIII secolo, tra cui la duecentesca croce lignea di Petrus Pictor, proveniente dalla frazione di Campi, o la grande pala di Antonio da Faenza con la Madonna col Bambino e santi francescani (1519), in origine nella chiesa della Santissima Annunziata. A Giovanni Dalmata si devono le sculture in pietra (Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista ed Evangelista, 1469) provenienti dalla chiesa di San Giovanni, mentre è attribuito a Luca Della Robbia il raffinato gruppo dell’Annunciazione in terracotta invetriata, degli inizi del Cinquecento.</p>

<p>Donata nel 2002, la collezione Massenzi, una delle maggiori raccolte private umbre, si compone in prevalenza di reperti bronzei e vasi etruschi, greci e in minor misura magnogreci, databili dal IX secolo all’età romana. Appartiene alla donazione anche una statua in terracotta policroma attribuita a Jacopo della Quercia.</p>

<p>Dal 2003 è infine allestita la Mostra archeologica permanente “Partire per l’aldilà”, costituita dai recenti rinvenimenti di ricchi corredi tombali, databili tra la fine del IV e il I secolo a.C., nelle necropoli ellenistiche di Colle dell’Annunziata, Popoli e del piano di Santa Scolastica.</p> "	Norcia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7916746	13.094733499999961	Norcia	54035	""	""		[  ]	""
302	Attrattore	it_IT	3035051	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-benedetto-vecchio	Abbazia di San Benedetto Vecchio	L'abbazia si trova lungo la strada provinciale che da Pietralunga porta a Reggio, in collina, lontana dai centri abitati.	Umbria, umbria abbazia	Abbazia di San Benedetto Vecchio	"L'abbazia si trova lungo la strada provinciale che da Pietralunga porta a Reggio, in collina, lontana dai centri abitati. <p>Il monastero detto di San Benedetto Vecchio o di Monte Pellio ha subito molti rimaneggiamenti. La copertura è a capriate lignee e si conclude con un'abside semicircolare. All'esterno si può osservare la diversa tipologia costruttiva dell'edificio deducendo che la parte più antica sia in prossimità dell'abside.<br />
La chiesa è ricordata in un atto del 1191, e prosperò fino agli inizi del XV secolo. Come per altre situazioni analoghe il comune di Gubbio provvide a tutelare l'integrità della struttura e la sicurezza dei religiosi creando nel monastero una torre fortificata o fortilitium, sede di un piccolo presidio di militari. Ne abbiamo documentazione dal XIV al XV secolo.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Pietralunga | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423749272028			Pietralunga	54041	""	""		[  ]	""
303	Attrattore	it_IT	3524040	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-della-penna	Palazzo della Penna	<p>Il palazzo della Penna, già dei Vibi, situato a Perugia &nbsp;tra viale Indipendenza e i Tre Archi,&nbsp;ha ingresso in via Podiani, traversa di corso Cavour.</p>	""	Palazzo della Penna	"Il palazzo della Penna, già dei Vibi, situato a&nbsp;Perugia&nbsp;&nbsp;tra viale Indipendenza e i Tre Archi,&nbsp;ha ingresso in via Podiani, traversa di corso Cavour. <p>Il palazzo della&nbsp;Penna nasce come prestigiosa residenza di Ascanio della Penna, che conservò la celebre collezione di opere d'arte del barone Fabrizio della Penna.</p>

<p>Una visita al palazzo è consigliata sia per ammirare il palazzo, interessante stratificazione di differenti epoche&nbsp;storiche, ma anche per vedere le collezioni d'arte barocca e contemporanea in esso conservate.</p>

<p>L'edificio cinquecentesco è impostato sui resti dell'anfiteatro romano. Lungo via Marconi è possibile vedere la torre e le mura medievali assorbite dal complesso così come gli antichi casalini. Le finestre del primo piano, con la loro posizione parzialmente incassata, ci dichiarano la successione delle fasi costruttive della muratura. Il palazzo venne ristrutturato nei primi anni dell'Ottocento. Al primo piano sono alcuni dipinti del XIX secolo ispirati al <em>Mito di Paride</em>, firmati da Antonio Castelletti. Dello stesso periodo sono le piacevoli <em>vedute</em> <em>ideali</em> all'interno della stanza dei Paesaggi, opera forse di Pasquale Angelici. Oggi il palazzo, adibito a museo,&nbsp; ospita quattro&nbsp; importanti collezioni d'arte: al primo piano sono esposte le opere dell' Accademia di Belle Arti di Perugia oltre che del pittore aereofuturista Gerardo Dottori; si scende poi, grazie a scala elicoidale realizzata dal noto architetto Franco Minissi, alla collezione Valentino Martinelli e alla grande sala voltata che ospita le sei lavagne eseguite da Joseph Beuys in occasione del suo passaggio a Perugia nel 1980.<br />
Durante l'anno il palazzo ospita inoltre mostre temporanee di celebri artisti contemporanei di varie nazionalità.</p>

<p>Tra le opere che facevano parte della collezione del barone Fabrizio della Penna, venduta&nbsp; nel 1899 in seguito ad alcune vicende giudiziarie, si ricordano pitture di Barocci, Bassano, Bellini, Bronzino, Canaletto, Caravaggio, Carracci, Pietro da Cortona, Giorgione, Guercino, Michelangelo, Perugino, Poussin, Raffaello, Reni, Rosa e&nbsp; Signorelli.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1080089	12.389647299999979	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
304	Attrattore	it_IT	24390552	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assun-2	Chiesa di Santa Maria Assunta - Sigillo	Santuario della Madonna Assunta in Cielo (XII secolo), in stile romanico, con una campana risalente al 1250.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta - Sigillo	Santuario della Madonna Assunta in Cielo (XII secolo), in stile romanico, con una campana risalente al 1250. È stata restaurata negli anni '80. Contiene un affresco del pittore Matteo da Gualdo, datato 1484, e forse un altro dipinto da suo figlio Girolamo. Altre opere sono attribuite a Ottaviano Nelli, affrescatore eugubino. La chiesa è nota anche come Santa Maria di Scirca o Santa Maria di Montecupo. 	Sigillo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.3314119	12.730749699999933	Sigillo	54049	""	""		[  ]	""
305	Attrattore	it_IT	24390446	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-anna-sigillo	Chiesa di Sant'Anna  - Sigillo	Sorge sull’antica Via Flaminia, chiamata ora la chiesa del cimitero, fu edificata con le elemosine del popolo nella metà del ‘400.	""	Chiesa di Sant'Anna  - Sigillo	"Sorge sull’antica Via Flaminia, chiamata ora la chiesa del cimitero, fu edificata con le elemosine del popolo nella metà del ‘400. Vi ebbe sede la confraternita di S. Anna e i confratelli erano chiamati confratelli di S. Anna e vi si riunivano spesso sotto la guida di un sacerdote.<br />
Nel secolo scorso, nelle sue adiacenze, fu costruito il cimitero comunale.<br />
Ha avuto sempre un unico altare, e nel 1633 fu aggiunto un portico antistante la chiesa a tre navate con 6 colonne come si vede anche ora, in seguito il portico fu chiuso trasformando così l’intero fabbricato in un tempio bello e grandioso.<br />
Sotto la navata di destra, passava l’antica via Flaminia.<br />
Molti erano gli obblighi di messe che si celebravano sull’altare, lasciati da pii benefattori.<br />
Anticamente vi si celebrava la festa patronale. E’ ancora luogo di visita per le processioni sacre più importanti che si celebrano a Sigillo.<br />
La sua manutenzione apparteneva alla comunità sigillina e alla confraternita del S.S. Sacramento.<br />
Nel 1922 venne restaurato l’atrio e la facciata, che dà sul piazzale. "	Sigillo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.3314119	12.730749699999933	Sigillo	54049	""	""		[  ]	""
306	Attrattore	it_IT	24362254	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-agostino-sigillo	Chiesa di Sant'Agostino - Sigillo	La chiesa di Sant’Agostino, localizzata all’interno del borgo di Sigillo, venne edificata tra il 1788 ed il 1791 dall’architetto svizzero Giacomo Cantoni sulle fondamenta dell’antica Chiesa di Santa Caterina di cui oggi rimane la sola Cripta medievale, restaurata dall’Amministrazione Comunale ed adibita a centro culturale.	""	Chiesa di Sant'Agostino - Sigillo	"La chiesa di Sant’Agostino, localizzata all’interno del borgo di Sigillo, venne edificata tra il 1788 ed il 1791 dall’architetto svizzero Giacomo Cantoni sulle fondamenta dell’antica Chiesa di Santa Caterina di cui oggi rimane la sola Cripta medievale, restaurata dall’Amministrazione Comunale ed adibita a centro culturale. <p>Architettonicamente la facciata è caratterizzata da paraste binate sintetiche e dal severo portale. Alle pareti due altari per lato, del tipo ad edicola, incassati ed alternati da nicchie con statue. L'abside è arricchita da un coro ligneo ed è preceduta da presbiterio leggermente rialzato. L'altare maggiore venne realizzato tra il 1795 ed il 1796 facendo largo uso, per i rivestimenti, di marmi di vari colori: verde antico, giallo di Siena e rosso di Verona.<br />
All’interno l’edificio, in stile neoclassico, è caratterizzato da una sola navata coperta da volta con eleganti pilastri e capitelli che raggiungono il cornicione. Fra gli arredi, di certa imponenza è l’organo e i due confessionali in noce; da segnalare importanti tele e sculture lignee del XVI-XVIII secolo ed una Croce in rame dorato di Enrico di Piamonte del 1494.<br />
Tra le opere la più importante è sicuramente il dipinto su tela Annunciazione e donatore a firma Ippolito Borghesi da Sigillo, situata dietro il coro.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Sigillo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.3314119	12.730749699999933	Sigillo	54049	""	""		[  ]	""
307	Attrattore	it_IT	24390781	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ponte-romano-spiano	Ponte Romano Spiano	Il Ponte Spiano si trova poco fuori Sigillo, è un’opera costituita da imponenti macigni che consentiva l’attraversamento del torrente Fonturci all’antica Via Flaminia.	""	Ponte Romano Spiano	Il Ponte Spiano si trova poco fuori Sigillo, è un’opera costituita da imponenti macigni che consentiva l’attraversamento del torrente Fonturci all’antica Via Flaminia. E’ un capolavoro dell’arte romana: alcuni lo attribuiscono al II secolo a.C., altri all’età augustea. È realizzato con blocchi di corniola, è lungo 32 m e largo 3,25 m sulla volta. E' il monumento che rappresenta con la sua presenza l’identità di municipium romano dell’antica Suillum, (retto dai duoviri, con il collegio dei magistrati quattuoviri) e di antico e fondamentale collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico. Nel territorio di Suillum si trovava infatti la nota “statio” della Via Flaminia, Helvillum, da cui partiva una diramazione che attraversando le nostre montagne, conduceva ad a Ancona e che rimase funzionante per molti secoli fino all’inizio del 900, chiamata del “Postiglione”. 	Sigillo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.3314119	12.730749699999933	Sigillo	54049	""	""		[  ]	""
308	Attrattore	it_IT	5365597	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-san-benedetto	Cattedrale di San Benedetto	La basilica cattedrale di San Benedetto domina la piazza maggiore di Gualdo Tadino chiudendola visivamente sul lato orientale con la sua facciata.	""	Cattedrale di San Benedetto	"La basilica cattedrale di San Benedetto domina la piazza maggiore di Gualdo Tadino chiudendola visivamente sul lato orientale con la sua facciata. <div>Quest'ultima, in stile tardoromanico-gotico, è divisa in due da una cornice marcapiano. Al di sotto di questa si aprono tre portali.</div>

<div>Sopra la cornice, affiancato da due oculi più piccoli, si apre un grande rosone, tra i più belli della regione. È costituito da un doppio giro di colonnine tortili ed archetti trilobati che convergono nel nodo centrale decorato con motivi vegetali.</div>

<div>Lateralmente, di fianco all'abside, sorge il campanile costruito successivamente in stile neoromanico. Sul fianco destro, all'edificio si addossa una fontana cinquecentesca.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>L'interno della chiesa, rifatto nel XIX secolo, presenta una pianta suddivisa in tre navate con delle logge che si aprono sopra le navate minori. La copertura è costituita da volte a crociera intervallate da archi e termina nella grande abside semicircolare sopraelevata, che sovrasta la cripta ottocentesca.</div>

<div>Nella zona absidale si trova l'altare maggiore della fine del XIV secolo, ricomposto nel 1965, con bassorilievi raffiguranti Le storie di San Benedetto eseguiti da Guglielmo Ciani.&nbsp;</div>

<div>La basilica presenta inoltre le pareti ampiamente decorate con i dipinti eseguiti da Ulisse Ribustini tra il 1907 ed il 1924.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>La basilica, così come la vediamo oggi, venne edificata intorno alla metà del XIII secolo, ma anticamente sorgeva al di fuori delle attuali mura di Gualdo Tadino, in un luogo oggi chiamato appunto ""di San Benedetto Vecchio"".</div>

<div>Si trattava di un'importante abbazia benedettina fondata nel 1006 dal conte Offredo sulle rovine di un antico romitorio.</div>

<div>Il conte vestì l'abito monastico e da quel momento l'abbazia iniziò ad accrescere la sua importanza, divenendo una delle più influenti della zona. Tuttavia, trovandosi all'esterno della città, era spesso preda di numerose scorrerie; perciò, nel 1215 i monaci chiesero a papa Innocenzo III di potersi trasferire in un luogo più difendibile.</div>

<div>Così, come si legge nella lapide murata sul lato sinistro della chiesa, nel 1256 l'abbazia venne trasferita all'interno di Gualdo Tadino. Fu praticamente ricostruita, con l'aiuto di maestranze lombarde, nello stile tardoromanico-gotico in cui la vediamo oggi.</div>

<div>Successivamente, nel corso dei secoli, subì altre ristrutturazioni, soprattutto tra il XVIII ed il XIX secolo: l'aggiunta del campanile in stile neoromanico e il rifacimento interno della chiesa del 1875, eseguito su progetto di Virginio Vespignani.</div>

<div>Nel 1915 la chiesa di San Benedetto è stata elevata a cattedrale da papa Benedetto XV e, come si può vedere, ha subito recentemente un intervento di restauro.</div> "	Gualdo Tadino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.23124	12.785689999999931	Gualdo Tadino	54023	""	""		[  ]	""
309	Attrattore	it_IT	5365511	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-regionale-dell-emigrazione-pietro-conti-	"Museo Regionale dell'Emigrazione ""Pietro Conti"""	Il museo è ospitato all'interno degli ambienti del palazzo del Podestà, nel centro storico di Gualdo Tadino, cittadina situata nella parte nord-est dell'Umbria, vicino al confine con le Marche.	""	"Museo Regionale dell'Emigrazione ""Pietro Conti"""	"Il museo è ospitato all'interno degli ambienti del palazzo del Podestà, nel centro storico di Gualdo Tadino, cittadina situata nella parte nord-est dell'Umbria, vicino al confine con le Marche. <div>La sede del museo fu l'antica residenza del Podestà, di cui oggi rimane la possente torre Civica duecentesca a cui fu aggiunta, in sommità, la lanterna barocca. Il museo nasce per recuperare la memoria dell'esperienza migratoria e raccontare attraverso voci, suoni, immagini, documenti e oggetti le vicende di un popolo partito in massa ""per terre assai lontane"" ad offrire al mondo giovinezza, lavoro, mestiere e cultura.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>Il museo dell'Emigrazione di Gualdo Tadino, intitolato a Pietro Conti, primo presidente della Regione Umbria, è il primo in Italia completamente dedicato a questo tema. Ha una raccolta unica di materiali documentativi sull'emigrazione italiana all'estero dalla fine dell'Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento. Il museo è anche un centro studi che si occupa della ricerca sull'emigrazione umbra. Svolge la funzione di laboratorio didattico e numerose sono le scuole che hanno aderito a tale progetto. Vengono inoltre prodotte pubblicazioni sull'argomento. Il centro di documentazione comprende anche una videoteca che raccoglie filmati, documenti, servizi giornalistici riordinati e catalogati. Anche la Rai ha contribuito all'implementazione di questo materiale duplicando e cedendo al museo tutto ciò che riguarda tale argomento, e come lei anche alcune televisioni straniere, con l'obbiettivo di acquisire più materiale possibile per costituire un centro audiovisivo di riferimento nazionale.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>La biblioteca raccoglie tutti i testi e volumi inerenti al fenomeno migratorio, con particolare riguardo per quella italiana all'estero. Il percorso museale è a ritroso: l'arrivo, il viaggio e la partenza. La prima sezione trasporta subito il visitatore nella vita degli emigranti all'estero: l'aggregazione comunitaria, il cibo, la religione, l'occupazione, con particolare riguardo alla ricostruzione del lavoro nelle miniere di ferro e carbone. Protagonista della seconda sezione è il tema del viaggio: rare e commoventi immagini di traversate transoceaniche, monitor che emergono da vecchie valige di cartone e antichi bauli, campane del suono che raccontano preziose testimonianze di viaggi ardui e perigliosi a bordo di lenti e stracolmi bastimenti. Ed, infine, la terza area, dedicata alla partenza e ai motivi che spinsero milioni di italiani a tentare la via dell'emigrazione verso terre straniere: le difficoltà dell'integrazione, la produzione dei tanti documenti per non essere respinti alla frontiera, le carte d'identità con le impronte digitali, i passaporti, i certificati di sana e robusta costituzione.</div> "	Gualdo Tadino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.2314042	12.783841100000018	Gualdo Tadino	54023	""	""		[  ]	""
310	Attrattore	it_IT	5394138	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-comunale	Palazzo Comunale - Gualdo Tadino	Il Palazzo Comunale sorse in seguito alla distruzione dell'antico Palazzo dei Rettori delle Arti e dei Priori, causata del sisma del 1751.	""	Palazzo Comunale - Gualdo Tadino	"Il Palazzo Comunale sorse in seguito alla distruzione dell'antico Palazzo dei Rettori delle Arti e dei Priori, causata del sisma del 1751. <div>L'edificio originario fu costruito presumibilmente intorno al 1246, anche se le fonti storiche risultano scarse ed incerte.</div>

<div>La costruzione del nuovo palazzo prese il via nel 1768, grazie alle pratiche redatte nel 1756 durante il Commissariamento dei Flaviani. A dirigere i lavori fu l'architetto Domenico Fontana, su progetto dell'architetto Clemente Orlandi; il palazzo fu terminato l'anno seguente dalla ditta lombarda cui era stato affidato l'appalto.</div>

<div>La sala consiliare presenta un'interessante decorazione, opera dei pittori eugubini Rodolfo Rossi e Clodomiro Menichetti (1909), avente per tema episodi di storia gualdese ed illustri personaggi del luogo, come ad esempio La battaglia di Tagina e La bottega di Matteo da Gualdo. Lo stesso Menichetti decorò anche l'originario ufficio del sindaco ed alcuni ambienti del vecchio ospedale.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><em>Fonte: www.infoaltaumbria.it</em></div> "	Gualdo Tadino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.23110399999999	12.785012000000052	Gualdo Tadino	54023	""	""		[  ]	""
311	Attrattore	it_IT	22229382	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-comunale-montefalco	Palazzo Comunale - Montefalco	Nella Piazza del Comune, quasi esattamente circolare, sorge il Palazzo Comunale, anticamente chiamato Palazzo del Popolo.	""	Palazzo Comunale - Montefalco	"Nella Piazza del Comune, quasi esattamente circolare, sorge il Palazzo Comunale, anticamente chiamato Palazzo del Popolo. <p>Costruito nel 1270 con dimensioni assai ridotte, venne successivamente ampliato su tutto il lato sinistro nel corso del XV secolo, quando fu ampliato con un portico a pilastri ottagonali, rifiniti da capitelli con larghe foglie d’acanto: sopra al loggiato rinascimentale sorge una grande terrazza che domina la piazza. La facciata lungo il Corso Mameli conserva una bellissima testimonianza della costruzione duecentesca: l’elegante bifora con colonnina tortile. Sopra al palazzo comunale si erge la torre campanaria, cui, a seguito dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, si può accedere per godere di un panorama mozzafiato. Al primo piano del Palazzo si trova la Biblioteca comunale con otre 10.000 volumi tra cui numerose cinquecentine, settantasei incunaboli e circa cento manoscritti. All’interno della seconda sala della Biblioteca è presente un affresco della ""Madonna in Maestà"" attribuibile a Giovanni di Corraduccio. L’attuale Sala Consiliare, all’ultimo piano del Palazzo, fu sede nel ‘700 del Teatro dell’Aquila attivo fino alla fine dell’800. La sala consiliare presenta raffinate decorazioni ottocentesche ed è arredata con tavoli, sedie e panche con lo stemma comunale inciso sullo schienale. Di fronte al Palazzo Comunale, si apre la Piazza del Comune, &nbsp;in cui confluiscono tutte le vie principali dalle rispettive porte di accesso alla Città. Sulla stessa piazza di affacciano il Teatro S. Filippo Neri, l’Oratorio di S. Maria del Popolo o di Piazza e palazzi privati quali Palazzo Bontadosi, Palazzo Santi – Gentili, Palazzo Senili (oggi Andreani), Palazzo de Cuppis (oggi Camilli) e Palazzo Pieroni (oggi Beddini – Meffetti).</p>

<p><br />
[Fonte: www.montefalcodoc.it]</p> "	Montefalco | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.88929359999999	12.650284300000067	Montefalco	54030	""	""		[  ]	""
312	Attrattore	it_IT	21577827	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gli-antichi-bagni-di-triponzo	Gli Antichi Bagni di Triponzo	<p>Si tratta dell’unico stabilimento termale in Umbria alimentato con acqua solfurea ricca di calcio che, indipendentemente dalla stagione, mantiene la sua temperatura costantemente a 30°C, con notevoli caratteristiche e qualità terapeutiche.</p>	""	Gli Antichi Bagni di Triponzo	"<p>""<em>La sua efficacia terapeutica è ormai comprovata da un sufficiente numero di fatti clinici per meritare la confidenza dei cultori dell'arte salutare.""</em></p> <p>Così, in alcune pubblicazioni storiche che ne attestano le origini antiche, si parla <strong>dell'acqua termale di Triponzo</strong> e dei suoi benefici.</p>

<p>Note probabilmente fin dall’epoca romana (la menzione più famosa è quella nell’Eneide di Virgilio), le Terme di<a href=""http://t/-/cerreto-di-spoleto""> Cerreto di Spoleto</a> vengono citate per la prima volta nel 1488, quando già funzionanti, passarono al municipio di Norcia per 151 fiorini d’oro e quindi a Pasquale Forti e al vescovo di Norcia Bucchi-Accica, che le donò al Comune di Cerreto.</p>

<p>Oggi, gli Antichi Bagni di Triponzo sono recentemente tornati ad essere fruibili dopo oltre trent’anni, utilizzando quelle stesse acque, contenenti zolfo e altri elementi tra cui il magnesio, con effetti salutari sul corpo e sulla mente.</p>

<p>Si tratta dell’unico stabilimento termale in Umbria alimentato con acqua solfurea ricca di calcio che, indipendentemente dalla stagione, mantiene la sua temperatura costantemente a 30°C, con notevoli caratteristiche e qualità terapeutiche.</p>

<p>Le terme sono interamente immerse nel verde bosco umbro: in questo luogo sgorgano 18 sorgenti di acqua termale solfurea dal colore verde smeraldo.</p>

<p>L’acqua inizia il suo cammino nel Parco dei Monti Sibillini: dopo ogni pioggia le gocce si raccolgono, alcune raggiungono fiumi e torrenti, altre scelgono una via che le porta in profondità a contatto con rocce porose, con cui si legano e iniziano un lungo percorso.</p>

<p>L’acqua acquista così parte delle sostanze di cui la roccia è composta, contemporaneamente si riscalda in virtù dell’aumento di temperatura man mano che si scende nelle profondità della Terra.</p>

<p>Dopo un lungo periodo trascorso nelle oscure profondità della Valnerina, l’acqua sulfurea emerge e torna rivedere di nuovo la luce, tinta di suggestive sfumature di verde e azzurro, frutto dell’opera della natura, che l’ha arricchita di calcio e solfati.</p>

<p>L’efficacia dell’acqua sulfurea dei Bagni di Triponzo è indicata per le infiammazioni osteoarticolari, per le loro qualità antinfiammatorie per le affezioni della pelle, come eczemi, acne, dermatite, perché lo zolfo è un batteriostatico e il peeling naturale dato dalla balneazione purifica e rinnova il derma. Le qualità salutari delle acque termali sulfuree degli Antichi Bagni di Triponzo sono tradizionalmente riconosciute ed ancora oggi apprezzatissime.</p>

<p>Circondato da querce secolari, tra le montagne della Valnerina, qui puoi godere del piacere dell’acqua calda sulfurea, lasciandoti cullare dal mormorio delle acque del Nera.</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.bagnitriponzo.it/"">http://www.bagnitriponzo.it/</a></p> "	Cerreto di Spoleto | Paesaggi d'acqua | Valnerina da scoprire	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.827667	12.937994200000048	Cerreto di Spoleto	54010	""	""		[  ]	""
313	Attrattore	it_IT	124702	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/patata-rossa-di-colfiorito	Patata rossa di Colfiorito	""	""	""	<p>Introdotte in Umbria nella prima metà del XVIII secolo, le patate si sono diffuse a macchia di leopardo in tutta la regione. È però solo a partire dal 1960 che una selezione olandese di patate si affermò nella Piana di Colfiorito e nelle zone circostanti, trovandovi un ambiente particolarmente vocato. La patata rossa di Colfiorito ha una forma ovale allungata, molto irregolare, con buccia rossa e polpa giallo chiara, particolarmente gradita per la produzione di gnocchi, panierini e patate alla brace. La tipicità della patata di Colfiorito è stata riconosciuta anche dall'Unione Europea, che nel 1998 le ha concesso l'Indicazione Geografica Protetta.&nbsp;</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	43.02623759999999	12.889652699999942	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
314	Attrattore	it_IT	2734789	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta	Chiesa di Santa Maria Assunta	La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova vicino alla piazza principale di Corciano, intitolata a Coragino, fondatore della città, che secondo un'antica leggenda era il mitico compagno dell'eroe greco Ulisse.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta	"<p>Contesto: urbano<br />
Datazione: XIII SECOLO&nbsp;</p>

<p>La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova vicino alla piazza principale di Corciano, intitolata a Coragino, fondatore della città, che secondo un'antica leggenda era il mitico compagno dell'eroe greco Ulisse.</p> Dedicata all'Assuzione in cielo di Maria, è la chiesa alla quale tutte le altre fanno riferimento. Di impianto gotico, fu radicalmente trasformata in forme neo-classiche nel 1870. Stretta tra le antiche case medioevale vi si accede dall'arco della Vittoria dopo una rapida scalinata o scendendo pochi scalini da piazza Coragino. Essendo priva di una sua piazza antistante si ha l'impressione di essere subito accolti dall'ampia aula neoclassica.<br />
Il documento più antico riguardante questa struttura risale al 1254. Tra il 1332 e il 1334 assume il titolo di Pievana, così si munisce subito di un fonte battesimale e assume anche un ruolo cimiteriale. Fino al 1848&nbsp; l'edificio religioso non subisce radicali trasformazioni, ma con la seconda metà del secolo, su progetto dell'architetto Lardoni di Perugia, venne trasformata da gotica a neoclassica. In questi anni venne aggiunto anche il nuovo campanile, utilizzando la vicina torre medioevale in pietra a pianta quadrangolare.<br />
<br />
All'interno oggi si possono ammirare opere di altissimo pregio e grande valore. Entrando cattura subito la nostra attenzione la pala raffigurante <em>l'Assunzione di Maria</em> del pittore Pietro Vannucci detto il Perugino, 1513, collocata sopra l'altare maggiore. Ma in chiesa vi sono, oltre all'altare maggiore, due altari laterali. Quello di destra è dedicato alla <em>Madonna del Rosario</em>, con una statua che la rappresenta, quello di sinistra è dedicato al <em>Sacro Cuore</em>, anche qui all'interno della nicchia è collocata l'omonima statua. Da vedere il bellissimo <em>Gonfalone della Peste</em> eseguito da Benedetto Bonfigli per la chiesa di Sant'Agostino che dal 1879 è qui conservato, in cui è riprodotta, in basso, la cittadina di Corciano. Quest'ultima colpisce per l'attenzione con la quale l'artista ha riprodotto l'antico castello, assai simile al paese attuale.<br />
Sotto la cantoria, a destra, è il fonte battesimale, e dietro un affresco con il <em>Battesimo di Cristo</em> dipinto da Don Guerriero Giappesi nel 1946 ispirato all'arte futurista di Gherardo Dottori. Nell'altro lato si trova il <em>monumento funebre del cardinal Rotelli</em>, realizzato nel 1891 dallo scultore Luchetti di Perugia.<br />
In alto, sopra l'ingresso principale, è collocato un organo a canne. Fu realizzato dai maestri liutai Angelo e Nicola Morettini, celeberrima famiglia perugina del settore, attiva per più di un secolo. L'organo di Corciano fu realizzato nel 1863 e fu pagato cinquecento lire.<br />
<br />
&nbsp; "	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1237872	12.289259600000037	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
315	Attrattore	it_IT	100993	25614493	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torta-al-testo	Torta al testo	La torta al testo grazie alla sua semplicità ben rappresenta la cucina umbra	Torta al testo	Torta al testo dell'Umbria	"Ingredienti <p>600 gr di farina 0<br />
1/2 cucchiaino di bicarbonato (o lievito di birra)<br />
1/2 cucchiaino di sale<br />
400 ml di acqua tiepida</p> Preparazione In una terrina mettere la farina, il bicarbonato, il sale e, poco alla volta, l'acqua. Amalgamare fino ad ottenere un impasto omogeneo e passare l'impasto così ottenuto su una spianatoia.<br />
Lavorare con le mani per circa dieci minuti e comunque fino a che l'impasto non risulterà di consistenza elastica e morbida, la superficie liscia ed omogenea. Stendere l'impasto con un mattarello, ricordando di passarlo con un leggero velo di farina, fino ad ottenere un disco circolare dello spessore di circa un centimetro.<br />
Bucherellare il disco con la forchetta affinché in cottura non si formino bolle indesiderate e lasciarlo cuocere sul tradizionale testo, preriscaldato sul fuoco basso, per circa dieci minuti per lato. Tagliare a spicchi e servire la torta ancora calda. "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
316	Attrattore	it_IT	24848197	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-della-madonna-della-stella-poggiodomo	Eremo della Madonna della Stella - Poggiodomo	L'eremo della Madonna della Stella si trova in Valle del Noce, presso Roccatamburo, a metà strada tra Poggiodomo e Cerreto.	""	Eremo della Madonna della Stella - Poggiodomo	"L'eremo della Madonna della Stella si trova in Valle del Noce, presso Roccatamburo, a metà strada tra Poggiodomo e Cerreto. <div>Sorse nel VII secolo come Cella Monastica Benedettina alle dipendenze dell'Abbazia di Farfa in Sabina, poi passò all'Abbazia di San Pietro in Valle presso Ferentillo, sempre come eremo benedettino. Dopo di allora la cella fu trasformata in un monastero che prese il nome di San Benedetto in Faucibus o in Vallibus. Nel 1294 il monastero fu devoluto a San Giovanni in Laterano per mancanza di monaci. Nel 1308 gli Agostiniani di Cascia costruirono L'eremo di Santa Croce e ricavarono nella roccia una ventina di celle, ancora oggi visibili ma non tutte accessibili, e una chiesetta anch'essa scavata per metà nella roccia. Nel 1416 la chiesa venne affrescata, questi dipinti appartengono alla scuola umbra di influsso senese. Nella seconda metà del XV secolo gli Agostiniani di Cascia si lamentarono delle cattive condizioni in cui versava la chiesa, e la stessa fu restaurata dal Comune di Cascia nel 1525, poi nel 1630 non fu più facile mantenere un certo equilibrio con gli abitanti dei castelli vicini, così gli eremiti iniziarono ad abbandonare questo luogo. L'eremo fu oggetto di numerose dispute. Con il regno di Italia furono aboliti molti previlegi ecclesiastici e i beni comunitari della Frazione di Roccatamburo, furono ammnistrati dal Comune di Poggiodomo(1809). Nell'aprile 1809 due ragazzi di Roccatamburo scoprirono i resti della chiesa e davanti ai ruderi videro dipinta l'immagine della Madonna. Si sparse la notizia delle apparizioni miracolose, Mons. Ignazio Cadolini confermò invece che si trattava di un ritrovamento di antichi affreschi. Gli agostiniani di Cascia iniziarono a raccogliere soldi per ristrutturare la chiesa. L'eremo di S. Croce fu chiamato ""Madonna della Stella"" poichè la veste della Madonna dipinta sulla parete era dipinta con croci a forma di stelle. Gli abitanti dei paesi vicini, tutti con diverse motivazioni, rivendicarono il possesso dell'eremo. Nel 1970 con sentenza giudiziale passò definitivamente alla Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Rocchetta. L'ultimo eremita fu Frate Luigi Crescenzi da Poggiodomo, caduto per malore dall'alto della rupe. Le processioni dai paesi vicini erano molte ed andavano sempre più ad aumentare, così si presentò l'esigenza di dividere l'afflusso al santuario inziando dal mese di maggio, la prima domenica era ed è ancora riservata a Roccatamburo, la seconda a Poggiodomo, la terza a Mucciafora insieme al Comune di Cerreto di Spoleto. I devoti durante il pellegrinaggio usavano bagnare uno straccio sull'olio della lampada che era accesa davanti all'immagine, olio che serviva poi per ungere gli infermi. Molti sono gli ex voto a forma di cuore appesi alla parete per grazia ricevuta.</div>

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<div><strong>Fonte: www.comune.poggiodomo.pg.it</strong></div> "	Poggiodomo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7113092	12.935060000000021	Poggiodomo	54042	""	""		[  ]	""
317	Attrattore	it_IT	24847855	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/presepe-di-penna-in-teverina	Presepe di Penna in Teverina	Il presepe si trova in Piazza San Valentino al n.31, vicino alla Chiesa Parrocchiale ed al suo ingresso è stato realizzato un magnifico portone, sulle cui ante sono visibili i re Magi e la Natività.	""	Presepe di Penna in Teverina	"Il presepe si trova in Piazza San Valentino al n.31, vicino alla Chiesa Parrocchiale ed al suo ingresso è stato realizzato un magnifico portone, sulle cui ante sono visibili i re Magi e la Natività. <p>Scendendo alcuni gradini ricoperti di vecchi mattoni prodotti da antiche fornaci e contornati da pareti di roccia calcarea, si ha l'idea di entrare in un ambiente antico e suggestivo, ed il visitatore, durante tutta la sua visita, viene accompagnato da una melodiosa colonna sonora scritta da Riccardo Cocciante (cantautore e regista), e dalla voce narrante di Alberto Lori.</p>

<p>Ecco alcuni dati che dimostrano la straordinarietà del Presepe:<br />
Il presepe consta di circa 30mq di base con un camminamento per l’osservazione dell’opera che raggiunge i 40 mq; le statuine in movimento sono circa 140; in due punti diversi sono visibili i Re Magi su cammelli; tre sono i percorsi di acqua e mare con 300 lt. di acqua comprensivi di un magnifico scenario di nebbia; vera neve sulle montagne; la pioggia; gli effetti speciali di luci; 512 stelle nella costellazione fissata al 25 dicembre dove si notano la stella del sud e il piccolo e il grande carro.<br />
Al Presepe della Penna sono stati attribuiti riconoscimenti alle mostre Presepiali a cui a partecipato e precisamente, alla rassegna Internazionale del Presepe di Verona nel 2007 e quelle di Città di Castello del 2011 e 2012.&nbsp;<strong>www.presepepenna.it</strong></p>

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<p>&nbsp;</p> "	Penna in Teverina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.4933212	12.354819399999996	Penna in Teverina	55026	""	""		[  ]	""
318	Attrattore	it_IT	24818592	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-e-convento-di-san-francesco-lugnano-in-teverina	Chiesa e Convento di San Francesco - Lugnano in Teverina	Costruito nel 1229 nello stesso luogo dove nel 1212 il Santo aveva predicato e compiuto un miracolo.	""	Chiesa e Convento di San Francesco - Lugnano in Teverina	"Costruito nel 1229 nello stesso luogo dove nel 1212 il Santo aveva predicato e compiuto un miracolo. <p>Nella chiesa si puo' ammirare l'affresco che ricorda il miracolo: il Santo fa liberate da un'anatra un bambino azzannato da un lupo. Tale affresco e' stato recentemente restaurato. Nell'opera di recupero fatta intorno al 600, con il cambiare dei gusti dell'epoca, l'affresco era stato ritinteggiato con tempera di caseina, alterando i colori di alcuni componenti nonche' inserendo un paesaggio sullo sfondo della pittura. Dopo vari test nel portare via tutta la parte ritinteggiata, e' venuto alla luce un affresco integro realizzato nel '300 con la tecnica del ""buon fresco"" raffigurante una scena semplificata con canoni e particolari grotteschi. Un raro affresco dei proto-martiri francescani e' visibile all'interno del convento.<br />
Il Convento vive nel '600 un fiorente periodo. Qui muore, il 22 Giugno 1540, il beato Gonella da Norcia. Nel 1608 viene costruito l'elegante chiostro ornato con una serie di eleganti colonne in travertino e da affreschi raffiguranti la vita di san Francesco. E' del 1680 la costruzione del campanile in forme baroccheggianti che si ammira tuttoggi. Fiorente centro religioso fino al 1930. Nel 1988, per opera dell'Associazione san Francesco, viene rifatto il tetto della chiesa; in seguito e' stato rimosso il pavimento in graniglia del 1950 ed e' tornato a splendere l'antico pavimento in cotto. Nell'anno 2004 e' stato realizzato, in memoria di Mario Tessicini, primo Presidente dell'Associazione San Francesco, un bell'altare liturgico ed e' stata restaurata la porta della chiesa in legno di noce.</p>

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Fonte: www.turismolugnanointeverina.it</p> "	Lugnano in Teverina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.57516529999999	12.332084699999995	Lugnano in Teverina	55016	""	""		[  ]	""
319	Attrattore	it_IT	24818504	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-pennone-lugnano-in-teverina	Palazzo Pennone - Lugnano in Teverina	L'edificio, curiosamente tagliato in due dalla Galleria omonima, ha pianta rattangolare e si articola su tre piani.	""	Palazzo Pennone - Lugnano in Teverina	"L'edificio, curiosamente tagliato in due dalla Galleria omonima, ha pianta rattangolare e si articola su tre piani. <p>Gli angoli del Palazzo, le balaustre ed il bugnato dei portali sono realizzati in travertino. L'edificio e' noto come Palazzo Ridolfi-Farnese, cardinali governatori di Lugnano. Il nome Pennone sembra far riferimento all'immagine suggestiva del pennone di una nave, come punto piu' alto di Lugnano il palazzo svetta imponente sul borgo.<br />
E' stato costruito intorno al 1650, probabilmente sul sito dell'antico palazzo comunale, la Chiesa di San Pietro e la Cancelleria. In realta' il nome deriva da Antonio Pennoni, primo proprietario o committente del Palazzo. Divenne successivamente proprieta' della famiglia Vannicelli, della quale conserva, sopra il pozzo, uno stemma in ferro battuto. Fino al secolo XVIII e' stato dimora del Governatore della Sede Apostolica, quindi vicendevolmente granaio, mulino centro di allevamento di bachi da seta, fino a cadere in completo disuso. Recentemente ristrutturato, e' oggi sede del Comune.</p>

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Fonte:www.turismolugnanointeverina.it</p>

<p>&nbsp;</p> "	Lugnano in Teverina | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.57516529999999	12.332084699999995	Lugnano in Teverina	55016	""	""		[  ]	""
320	Attrattore	it_IT	24963928	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-deruta	Chiesa di San Francesco - Deruta	La Chiesa di San Francesco è il principale luogo di culto cattolico in Deruta. La sua consacrazione risale al 1388, dopo essere stata ricostruita a seguito di un violento terremoto.	""	Chiesa di San Francesco - Deruta	"La Chiesa di San Francesco è il principale luogo di culto cattolico in Deruta. La sua consacrazione risale al 1388, dopo essere stata ricostruita a seguito di un violento terremoto. L'interno dell'edifico è costituito da un'unica navata che custodisce una serie di affreschi importanti tra cui, partendo da sinistra, quello di Domenico Alfani che raffigura La Madonna con il Bambino tra San Francesco e San Bernardino da Siena; e ancora affreschi raffiguranti San Sebastiano, i Santi Pietro e Paolo, Martirio di una santa, Due storie della vita di Santa Caterina d'Alessandria.<br />
Continuando la visita nella chiesa si incontra la Cappella del Rosario, risalente al 1846, che custodisce la statua della Vergine del Rosario.<br />
Nell'abside, è visibile un affresco del XIV secolo rappresentante la Resurrezione di Cristo.<br />
Le vetrate della chiesa invece sono un lavoro moderno, quella centrate è stata eseguita negli anni '50, e quelle laterali negli anni '80.<br />
Nella navata a destra continuano gli affreschi: La Madonna con il Bambino tra i santi Pietro Apostolo, Paolo di Tarso, San Ludovico da Tolosa, Caterina d'Aelessandria e Francesco D'Assisi; l'affresco con Cristo in casa di Marta e Maria e una nicchia con l'affresco di Sant'Antonio da Padova.<br />
Il meraviglioso pavimento in ceramica che la caratterizza risale al '700 ed era stato originariamente collocato nella Chiesa di Sant'Angelo. Oggi è custodito nel Museo Regionale della Ceramica.<br />
La Chiesa a seguito del terremoto del 30 ottobre 2016, ha subito danni e per alcuni mesi è stata chiusa.<br />
Dal 21 maggio 2017 è di nuovo visitabile e aperta al pubblico. "	Deruta | Luoghi della fede	""	""	42.9808942	12.421785	Deruta	54017	""	""		[  ]	""
321	Attrattore	it_IT	24789867	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/presepe-monumentale-calvi	Presepe Monumentale e Oratorio di Sant'Antonio - Calvi dell'Umbria	All'interno di questa chiesa, antica sede della Confraternita di S. Antonio, nel catino absidale è collocato il presepe monumentale in terracotta policroma composto da più di trenta statue e realizzato tra il 1541 ed il 1546 dai fratelli abruzzesi Giacomo e Raffaele da Montereale.	""	Presepe Monumentale - Calvi dell'Umbria	"All'interno di questa chiesa, antica sede della Confraternita di S. Antonio, nel catino absidale è collocato il presepe monumentale in terracotta policroma composto da più di trenta statue e realizzato tra il 1541 ed il 1546 dai fratelli abruzzesi Giacomo e Raffaele da Montereale. <div>&nbsp;Ai lati del catino in due nicchie sono collocate le statue di S. Antonio Abate e di S. Rocco, patroni della confraternita stessa ed invocati contro la peste. L’attuale collocazione del presepe non è quella originale: infatti per consentire la realizzazione del retrostante coro del monastero, negli anni quaranta del Settecento fu necessario accorciare questa chiesa ed il presepe venne smontato e poi ricollocato nella nuova abside su due livelli, in maniera analoga a come si trovava originariamente.<br />
Nel registro inferiore è rappresentata la Natività: al centro della scena sono collocati S. Giuseppe e la Madonna inginocchiati e adoranti il Bambino Gesù. Sulla sinistra è presente un suonatore di cornamusa mentre sulla destra due contadine. Alle spalle del gruppo centrale sono collocati quattro angeli. E’ evidente la disparità qualitativa tra le figure della Madonna, di S. Giuseppe e della giovane contadina, riferibili ai maestri, rispetto alle altre, opera invece degli allievi.<br />
Il secondo registro contiene il Corteo dei Magi in viaggio verso Betlemme ed è diviso in due gradoni: su quello inferiore ci sono i tre Re Magi a cavallo recanti i doni, su quello superiore è invece collocato un corteo di sei figure, in parte a piedi e in parte a cavallo, una delle quali addirittura rivolta verso l’interno della rappresentazione. Quattro angeli musicanti sono sospesi dalla volta sulla scena. Particolare è la presenza di una figura maschile seduta sul bordo del catino absidale superiore, con le gambe penzolanti nel vuoto: questa è stata interpretata sia come un giovane intento a togliersi una spina dal piede, tema ellenistico e classico, sia come il diavolo nell’atto rabbioso di strapparsi un piede per la nascita del Salvatore.<br />
Dopo i recenti lavori di restauro sono stati riportati alla luce anche due affreschi del XVI secolo raffiguranti uno S. Agata e S. Biagio e l’altro S. Antonio Abate e S. Lucia, appartenenti all’originale decorazione pittorica della Chiesa.</div>

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<div>Fonte: www.calviturismo.it</div> "	Calvi dell'Umbria | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4038614	12.569369400000027	""		""	""		[  ]	""
322	Attrattore	it_IT	24761297	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-allerona	Chiesa di Santa Maria Assunta - Allerona	La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (XV sec.) si trova all'interno del borgo.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta - Allerona	"La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (XV sec.) si trova all'interno del borgo. Documentata come Collegiata fin dal 1275, alle soglie del XVI secolo fu ornata di una preziosa tavola di Nicolò Alunno, rappresentante la Madonna Assunta circondata da angeli glorificanti. In origine aveva due sportelli laterali con le figure di San Giovanni Battista e di San Sebastiano, che attualmente si trovano nel Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma.<br />
Interessante anche un affresco di Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, commissionato nel 1516 dalla vedova di Bartolomeo d'Alviano, Pantasilea Baglioni, rappresentante la stessa nobildonna e una Madonna e Santi. "	Allerona | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.81255590000001	11.973852999999962	Allerona	55002	""	""		[  ]	""
323	Attrattore	it_IT	24847580	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-emilio-greco-orvieto	Museo Emilio Greco - Orvieto	Situato sulla Piazza del Duomo di Orvieto, sulla destra della Cattedrale e nella sua immediata prossimità, Palazzo Soliano è la più vasta e imponente delle residenze pontificie orvietane.	""	Museo Emilio Greco - Orvieto	"Situato sulla Piazza del Duomo di Orvieto, sulla destra della Cattedrale e nella sua immediata prossimità, Palazzo Soliano è la più vasta e imponente delle residenze pontificie orvietane. Fu costruita su sollecitazione di papa Bonifacio VIII Caetani (1294-1303). Già sede storica del Museo dell'Opera del Duomo, dal settembre 2008 è tornato al centro del percorso espositivo del MODO, di cui rappresenta il punto di avvio, per ospitare nel piano terra la collezione Emilio Greco (1913-1995), donata dall'artista alla città di Orvieto, alla quale era legato artisticamente e umanamente. Dal 1970, infatti, i maestosi portali medievali della cattedrale accolgono le grandi ante bronzee realizzate da Greco tra il 1962 e il 1964. Con questa straordinaria testimonianza di rinnovamento dell'arte sacra del secondo Novecento, prende l'avvio il percorso verso le più famose icone della raccolta dell'Opera del Duomo nei Palazzi Papali. Le opere esposte nei suggestivi ambienti di Palazzo Soliano vanno dal 1947<br />
al 1990 e segnano le tappe più significative della carriera dell'artista siciliano: dal Lottatore, esposto a Londra in occasione delle Olimpiadi del 1948, al famoso calco in gesso del Monumento a papa Giovanni XXIII realizzato tra 1965 e il 1967. "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.7185068	12.110744599999975	Orvieto	55023	""	""		[  ]	""
324	Attrattore	it_IT	24963188	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collegiata-di-santa-maria-e-san-gregorio	Collegiata di Santa Maria e San Gregorio	"<p>La collegiata ""Santa Maria Assunta"" risale nello stile e nell'aspetto attuale alla seconda metà del 1600.</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	Collegiata di Santa Maria e San Gregorio	"<p>La collegiata ""Santa Maria Assunta"" risale nello stile e nell'aspetto attuale alla seconda metà del 1600.</p>

<p>&nbsp;</p> <div>Costituisce l’ampliamento di una chiesa del 1300 più bassa, senza l’attuale abside e le Cappelle laterali. È stata chiamata “Chiesa di Santa Maria assunta (in cielo) fino a quando, per comodità della popolazione è succeduta come chiesa parrocchiale all’antichissima “Pieve”, che le passò i suoi Titolari, il privilegio di avere una Cattedra Vescovile e un collegio di Canonici. Da allora ha preso il nome di “Chiesa di San Gregorio” oppure “Collegiata”.<br />
Nel 1661 venne restaurata dal canonico Giovanni Pazzaglia ed assunse le attuali sembianze.<br />
L'edificio, con pianta a croce latina, presenta un'unica navata con uno straordinario soffitto a cassettoni lignei.<br />
All'interno si trova la “Cappella delle suore” così chiamata per l’attiguo convento delle clarisse. Sono loro che custodiscono la Sacra Spina (donata alla popolazione di Montone da Carlo, figlio di Braccio Fortebracci, ed esposta al pubblico solo il lunedì di Pasqua e la penultima domenica di agosto di ogni anno).<br />
La chiesa è ricca di affreschi e tele, come ""L’Ultima cena"", collocata sopra la porta della sagrestia, opera del fiammingo Calvaert.<br />
L'affresco della volta, invece, è stato realizzato da Giovanni Parenti, caposcuola dell’accademia Fiorentina. Risale alla prima metà del 1700 e rappresenta gli apostoli in attesa della discesa dello Spirito Santo.</div>

<div><br />
<strong>[Fonte: www.montonein.it]</strong></div> "	Montone | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3623228	12.32368729999996	Montone	54033	""	""		[  ]	""
325	Attrattore	it_IT	24876795	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-sellano	Chiesa di San Francesco - Sellano	La chiesa di San Francesco conosciuta anche con Madonna della Croce si trova all'uscita del paese di Sellano.	""	Chiesa di San Francesco - Sellano	"La chiesa di San Francesco conosciuta anche con Madonna della Croce si trova all'uscita del paese di Sellano. Terminata nel 1538, ha una struttura in pietra concia a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e corpo absidale a pianta rettangolare.<br />
Ripropone la stessa tipologia di molti santuari della montagna.<br />
L'interno è suddiviso in tre navate, con due altari cinquecenteschi in stucco. Sull'altare maggiore mostra un affresco del secolo XVI raffigurante la ""Madonna con Bambino"". "	Sellano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.8985784	12.886001599999986	Sellano	54048	""	""		[  ]	""
326	Attrattore	it_IT	24876725	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele-arcangelo-polino	Chiesa di San Michele Arcangelo - Polino	La Chiesa di San Michele Arcangelo di Polino, è il monumento attorno al quale si snoda il nucleo urbano centrale della città.	""	Chiesa di San Michele Arcangelo - Polino	"La Chiesa di San Michele Arcangelo di Polino, è il monumento attorno al quale si snoda il nucleo urbano centrale della città. Sebbene risalente al XVI secolo, troviamo documentazione presso lo stato civile del comune di Polino che ne attesta la sua attività come chiesa parrocchiale solamente a partire dalla fine del secolo successivo e precisamente dal 1792.<br />
A partire dal 2013 la chiesa è stata sottoposta a diversi lavori di recupero e consolidamento.<br />
Oggi la parrocchia è compresa nel Vicariato ternano dell'Arcidiocesi di Spoleto - Norcia. "	Polino | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.5834384	12.844417600000042	Polino	55027	""	""		[  ]	""
327	Attrattore	it_IT	112147	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-archeologico-nazionale-dell-umbria-perugia	Museo archeologico nazionale dell'Umbria - Perugia	Il museo ha sede nell'ex convento di San Domenico, situato lungo corso Cavour, poco fuori le mura etrusche di Perugia.	Museo archeologico nazionale dell'Umbria - Perugia	""	"Il museo ha sede nell'ex convento di San Domenico, situato lungo corso Cavour, poco fuori le mura etrusche di Perugia. Dal 1948 il museo occupa gli spazi del complesso conventuale domenicano, eretto sul luogo di una prima chiesa duecentesca sorta nell'area dell'odierno chiostro maggiore, poi ampliato nel corso dei secoli fino ad assumere l'aspetto attuale. Con l'occupazione napoleonica e l'Unità d'Italia fu trasformato in caserma militare sconvolgendone l'assetto originario: nel chiostro maggiore trovò sistemazione la cavalleria, nell'oratorio una stalla e l'antica chiesa fu adattata a refettorio su due livelli. Alla fine della seconda guerra mondiale il complesso fu occupato prima dalle milizie tedesche, poi dalle truppe alleate e, infine, dai rifugiati.<br />
Dal 1945, ceduto al Comune, diventa luogo di cultura ospitando l'Archivio di Stato e i Musei Civici. Oltre che per ammirare il complesso architettonico di San Domenico, dal cui chiostro, uno dei più ampi e notevoli della città, è visibile il possente campanile della chiesa, la visita al Museo Archeologico Nazionale rappresenta una preziosa opportunità per conoscere le collezioni di reperti etruschi tra le più ricche d'Italia, formatesi soprattutto nel corso di scavi ottocenteschi alle necropoli in territorio perugino.<br />
Accanto ai reperti di più antica acquisizione, il visitatore potrà apprezzare numerosi materiali provenienti dagli scavi susseguitisi dopo la nascita dell'istituzione della Soprintendenza (1964) e presentati al pubblico secondo i più moderni criteri espositivi. Una consistente quantità di reperti preistorici, inoltre, completa il percorso museale.<br />
<br />
Il Museo accoglie le collezioni etrusco-romane e preistoriche formate a partire dall'Ottocento, ad opera di illustri studiosi susseguitisi nella gestione del patrimonio archeologico della città, all'epoca importante centro di studi etruscologici. Il nucleo centrale dell'esposizione contiene materiali provenienti in gran parte dal territorio e dagli scavi delle necropoli perugine, databili tra l'età arcaica e l'età ellenistica, come il sarcofago dello Sperandio e l'eccezionale complesso di bronzi arcaici da Castel San Mariano, oltre all'ipogeo dei Cutu ricostruito al vero in una distinta sezione dei sotterranei.<br />
Nei due livelli del chiostro è esposto invece il lapidario etrusco romano, costituito da molte urne cinerarie, cippi funerari e iscrizioni latine. Al piano superiore sono attualmente sistemati i materiali pre-protostorici di diversi contesti dell'Italia centrale (Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo), della collezione Bellucci e dell'insediamento di Cetona (Toscana).<br />
<br />
Nella grande ""sala dei bronzi"", che per quasi mezzo secolo ha esposto le ricche collezioni di oggetti pre-protostorici appartenute a Giuseppe Bellucci e Umberto Calzoni, è allestita una nuova sezione secondo i criteri museografici più recenti, che illustra le dinamiche di sviluppo delle civiltà degli Umbri e degli Etruschi che occupavano rispettivamente la sponda sinistra e quella destra del fiume Tevere, idealmente rappresentato in questo spazio espositivo dal corridoio centrale&nbsp; <strong>Accessibilità</strong> <p>Per chi arriva con mezzi propri sono presenti alcuni parcheggi riservati ai disabili lungo Corso Cavour.</p>

<p>Previa telefonata al numero 075 5727141 si può accedere all’interno del chiostro con la propria auto e lì parcheggiare per la durata della visita.</p>

<p>La struttura è inoltre raggiungibile con i mezzi pubblici: la fermata dell’autobus più vicina è quella in località “Tre archi”, distante circa 200 m dall’ingresso del Museo percorrendo Corso Cavour.</p> Informazioni <p>Piazza Giordano Bruno<br />
06121 - Perugia (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;<a href=""mailto:sba-umb@beniculturali.it"">sba-umb@beniculturali.it</a><br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/"" target=""_blank"">www.archeopg.arti.beniculturali.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Perugia | Luoghi della cultura	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1071095	12.391882900000041	""		""	""		[  ]	""
328	Attrattore	it_IT	112137	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-archeologico-nazionale-orvieto	Museo archeologico nazionale - Orvieto	Raccoglie i materiali di più antico e recente ritrovamento e costituisce, assieme al museo della Fondazione Faina una sintesi delle conoscenze archeologiche su Orvieto	Museo archeologico nazionale - Orvieto	""	"È allestito al piano terra del medievale palazzo Martino IV, uno dei tre palazzi papali alle spalle del duomo di Orvieto.&nbsp; Raccoglie i materiali di più antico e recente ritrovamento e costituisce, assieme al museo della Fondazione Faina – posto sul lato opposto della piazza del Duomo – una sintesi delle conoscenze archeologiche su Orvieto.<br />
Essendo legato all'attività di ricerca e studio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria e delle istituzioni scientifiche e culturali che operano nel territorio, il museo nazionale mostra gli esiti delle ricerche archeologiche ed è pertanto in continua evoluzione.<br />
<br />
Inaugurato nel 1982, il museo espone i materiali rinvenuti nel territorio fino al XIX secolo in precedenza custoditi nella sezione archeologica del Museo dell'Opera del Duomo. A questa collezione, composta da alcune migliaia di oggetti, si sono aggiunte le pitture parietali delle tombe Golini di Porano, fino a quel momento conservate nel Museo Archeologico di Firenze, nonché una cospicua raccolta dei più antichi ritrovamenti nella città (necropoli urbane di Crocifisso del Tufo e di Cannicella, templi del Belvedere e di via San Leonardo) e nel territorio circostante (necropoli di Porano, di Castellonchio e delle località limitrofe) riordinati topograficamente secondo moderni criteri museografici.<br />
I reperti recuperati grazie a scavi recenti o tuttora in corso vengono esposti secondo un piano di rotazione che consente di apprezzare i continui risultati delle ricerche <strong>Accessibilità</strong> <p>Per chi arriva con mezzi propri, la zona del duomo, alle cui spalle è situato il museo, è soggetta alle regole della ZTL, quindi bisogna essere muniti dell’apposito permesso invalidi da esibire sulla vettura. Per passare i varchi della ZTL senza incorrere in sanzioni occorre comunicare il giorno di transito, la targa, la marca ed il modello della vettura tramite fax al numero 0763-306341 oppure tramite mail a comune.orvieto@postacert.umb.it allegando copia del contrassegno invalidi e del libretto di circolazione della vettura. Il tutto o precedentemente o entro le 72 ore dal transito.</p>

<p>Per evitare la procedura menzionata, è possibile arrivare in Piazza Duomo percorrendo Via Postierla e Via Soliana dove non sono presenti varchi, ma è comunque necessario essere in possesso del tagliando invalidi.</p>

<p>In prossimità dell’ingresso al museo, sul lato destro del Duomo, vi sono 5 posti auto riservati.</p>

<p>Si può arrivare a Piazza Duomo anche con mini-bus del servizio urbano con fermata in Piazza Cahen, situata nei pressi del grande parcheggio di Via Roma, raggiungibile oltre che con i propri mezzi, anche dalla Stazione dei treni tramite un autobus o con la funicolare.</p>

<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto si trova al piano terra di uno dei tre palazzi papali alle spalle del duomo ed è visitabile da persone con difficoltà motorie o che utilizzino ausili come sedie a rotelle.</p>

<p>La struttura non dispone di audioguide.</p>

<p>Per la visita da parte di persone ipovedenti o non vedenti, è consentito l’accesso ai cani guida, ma non vi sono altri particolari servizi o accorgimenti.</p> Informazioni <p>Piazza Duomo<br />
05018 - Orvieto (TR)&nbsp;<br />
email:&nbsp;sba-umb@beniculturali.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/"" target=""_blank"">www.archeopg.arti.beniculturali.it</a>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410	42.71690419999999	12.112370699999929	""		""	""		[  ]	""
329	Attrattore	it_IT	112107	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/galleria-nazionale-dell-umbria-perugia	Galleria Nazionale dell'Umbria - Perugia	La Galleria Nazionale dell'Umbria è ospitata ai piani superiori del Palazzo dei Priori con ingresso lungo corso Vannucci.&nbsp;	galleria nazionale dell'umbria, perugia	""	"La Galleria Nazionale dell'Umbria è ospitata ai piani superiori del Palazzo dei Priori con ingresso lungo corso Vannucci. Nata dall'originario nucleo della locale Accademia del Disegno (seconda metà del XVI secolo), la raccolta è stata ampliata in maniera significativa tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento e ulteriormente arricchita in seguito alla soppressione postunitaria degli ordini religiosi.<br />
L'attuale percorso museografico, inaugurato nel dicembre 2006, occupa una superficie di 4.000 mq disposta su due livelli. La prestigiosa raccolta, ordinata in sequenza cronologica, ricomprende una grande varietà di opere, che spaziano da dipinti su tavola, tela e murali, alle sculture in legno e pietra, alle oreficerie e tessuti, tutti altamente esemplificativi della produzione artistica italiana tra XIII e XIX secolo.<br />
Tra i capolavori di epoca medievale e rinascimentale spiccano opere di Arnolfo di Cambio, di Nicola e Giovanni Pisano, Duccio di Boninsegna, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, Piero della Francesca e Francesco di Giorgio Martini.<br />
Ampio spazio è riservato agli artisti umbri - Benedetto Bonfigli, Bartolomeo Caporali, Fiorenzo di Lorenzo – e in, particolare, ai celebri dipinti di Perugino, di Pintoricchio e dei loro allievi e seguaci.<br />
Alcune sezioni sono destinate ai capolavori dell'oreficeria senese, alle tradizionali ""tovaglie perugine"", alla produzione di ceramiche e mattonelle pavimentali dei secoli XV e XVI e alla raccolta di disegni, tra cui un prezioso studio a sanguigna di Federico Barocci.<br />
Il percorso prosegue con testimonianze pittoriche e scultoree del Seicento, del Settecento e dell'Ottocento, tra cui quelle di Pietro da Cortona, Orazio Gentileschi, Francesco Trevisani e Sebastiano Conca, per poi concludersi con esposizioni tematiche dedicate alla topografia perugina dell'Ottocento e alla collezione Carattoli&nbsp; <strong>Accessibilità</strong> <p>Per chi utilizza mezzi propri, in prossimità della struttura non ci sono parcheggi riservati alle persone disabili. I più vicini si trovano alle due estremità di Corso Vannucci: a sud, in Piazza Italia, distante circa 200 m, a Nord, in Piazza Piccinino, a circa 150 m dalla Galleria.</p>

<p>Nel caso i posti riservati fossero occupati è possibile parcheggiare gratuitamente anche in quelli contrassegnati dalle strisce blu.</p>

<p>Tutta l’area è all’interno della ZTL, pertanto è necessario inviare una e-mail a infositu@comune.perugia.it, comunicando il giorno di passaggio e la targa del veicolo, allegando copia del tagliando per disabili; il tutto nei giorni precedenti oppure entro le 72 ore successive al transito.</p>

<p>La Galleria Nazionale dell’Umbria è raggiungibile anche con i mezzi pubblici: la fermata dell’autobus più vicina è in Piazza Italia.</p>

<p>Per chi sceglie, invece, di utilizzare il Minimetrò, che è accessibile ai disabili, la fermata è quella del capolinea “Pincetto”.</p>

<p>La struttura può essere visitata da persone con difficoltà motorie e che necessitino di ausili come sedie a rotelle; è disponibile a tal proposito una carrozzina per visitare la Galleria, che è inoltre munita di defibrillatore in caso di necessità.</p>

<p>Per la visita da parte di persone non vedenti o ipovedenti è consentito l’accesso ai cani guida; oltre alla possibilità di noleggiare le audioguide, sono presenti, all’inizio e alla fine del percorso espositivo, dei plastici con didascalie in Braille e a rilievo.</p>

<p>Inviando una mail a gan-umb@beniculturali.it è possibile richiedere una visita guidata più specifica con operatori specializzati appositamente formati.</p> Informazioni <p>ORARIO: Aperto 8.30-19.30 da martedì a domenica (ultimo ingresso ore 18.30).</p>

<p>Corso Vannucci<br />
06121 - Perugia (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;gallerianazionaleumbria@beniculturali.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.gallerianazionaleumbria.it/"" target=""_blank"">www.gallerianazionaleumbria.it</a>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	""		""	""		[  ]	""
330	Attrattore	it_IT	112169	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/caos-terni	"Museo d'arte moderna e contemporanea ""Aurelio De Felice"" - CAOS (CENTRO ARTI OPIFICIO SIRI) - Terni"	La sede del museo è stata ristrutturata dal Comune di Terni per ospitare negli spazi dismessi della ex fabbrica Siri, raccolte d'arte e mostre	"Museo d'arte moderna e contemporanea ""Aurelio De Felice"" - CAOS (CENTRO ARTI OPIFICIO SIRI) - Terni"	""	"La sede del museo è stata ristrutturata dal Comune di Terni per ospitare negli spazi dismessi della ex fabbrica Siri, raccolte d'arte e mostre Il primo insediamento industriale della zona fu un'antica ferriera pontificia voluta dalla Camera Apostolica nel 1793. Al momento dell'Unità nazionale questa era ancora la maggiore fabbrica umbra con un'estensione di 12000 mq e una forza lavoro di circa 200 unità. Chiusa nel 1905, dal 1919 lo stabilimento, composto da diversi fabbricati, magazzini, uffici, abitazioni delle maestranze e depositi di minerale, fu destinato a lavorazioni metalmeccaniche e chimiche, prevalentemente a scopo bellico. Nel 1925, sotto l'impulso di Luigi Casale e dopo una serie di modificazione e acquisizioni societarie, la Sias venne trasformata in SIRI (Società Italiana Ricerche Industriali). Principali attività della società furono la produzione di ammoniaca sintetica e di altri prodotti chimici.<br />
A partire dagli anni Trenta, la Siri si concentrò principalmente sulla ricerca abbandonando la grande produzione. L'attività proseguì fino agli anni Settanta, con un progressivo calo della produzione, fino alla definitiva chiusura nel 1983. Nel nuovo museo d'Arte Moderna e Contemporanea, allestito con criteri innovativi, sono ospitate opere d'arte che vanno dal XV al XIX secolo, già esposte nella pinacoteca Comunale ""Orneore Metelli"" di palazzo Gazzoli, tra le quali spiccano quelle dei maestri del Rinascimento italiano come Piermatteo d'Amelia e Benozzo Gozzoli o artisti di ambito locale come Niccolò Alunno, Giovanni di Pietro detto Lo Spagna e Pompeo Cocchi.<br />
Trovano spazio nel nuovo museo anche la collezione di dipinti naif di Orneore Metelli e quella di sculture di Aurelio De Felice. Sono a disposizione dei visitatori anche le opere grafiche di artisti come Chagall, Mirò, Leger e Kandinsky. Ampio spazio è dedicato all'arte contemporanea con opere di artisti come Turcato, Mastroianni, Pomodoro, Severini, Montanarini, Minucchi, Passalacqua, Chung Eun Mo ed altri.<br />
La proprietà dell'intera area è stata rilevata, in più fasi dal 1997 al 2002, dal Comune di Terni. Unitamente alla conservazione del viale di accesso e dello slargo centrale del sistema insediativo originario, la totalità degli edifici preesistenti è stata recuperata per servizi culturali e tempo libero, mentre al primo piano del corpo perimetrale è stata ripristinata la funzione abitativa <strong>Accessibilità</strong> <p>Per chi arriva con mezzi propri, alcuni posti auto riservati ai disabili si trovano lungo Via Giandimartalo Di Vitalone, altrimenti è possibile utilizzare il parcheggio coperto della Coop, che ha un’uscita proprio per il CAOS.</p>

<p>In alternativa, previa telefonata, si può entrare in auto dall’ingresso al parco, situato all’angolo tra Viale Luigi Campofregoso e Via Giandimartalo Di Vitalone, sulla rotatoria e qui, all’interno degli spazi del CAOS, parcheggiare l’automobile in prossimità dell’entrata della biglietteria per la durata della visita.</p>

<p>La struttura è raggiungibile anche con i mezzi pubblici: le fermate dell’autobus più vicine si trovano in Viale L. Campofregoso e in Via G. Di Vitalone.</p>

<p>La struttura è interamente accessibile senza problemi alle persone con difficoltà motorie o che necessitino di sedie a rotelle, tranne che per l’ingresso alla biglietteria del Museo che presenta un piccolo doppio gradino che potrebbe creare qualche difficoltà.</p>

<p>Per la visita da parte di persone ipovedenti e non vedenti è consentito l’ingresso ai cani guida; non sono disponibili audioguide e non sono presenti didascalie o schede informative in braille o a rilievo.&nbsp;</p> Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Viale Campofregoso</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">05100 - Terni (TR)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>info@caos.museum</span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">sito web:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>www.caos.museum<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Terni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.5594659	12.652323199999955	""		""	""		[  ]	""
331	Attrattore	it_IT	86831	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-popolo-todi	Palazzo del Popolo Todi	Palazzo del Popolo, nel medioevo sede del Podestà, oggi ospita il Museo Civico – Pinacoteca di Todi&nbsp;	Palazzo del Popolo, palazzo del podestà, palazzo comunale, architettura medievale, museo, più antichi palazzi pubblici italiani, museo civico, pinacoteca, museo archeologico	Palazzo del Popolo, visita al primo palazzo comunale della città di Todi	"Il lato orientale di piazza del Popolo è occupato dai palazzi comunali, due monumentali edifici noti come palazzo del Popolo e Palazzo del Capitano, costruiti rispettivamente all'inizio e alla fine del XIII secolo.&nbsp; Il più antico palazzo del Popolo o del Podestà, situato in posizione avanzata rispetto all'attiguo palazzo del Capitano, era destinato alla sede del Podestà, un magistrato forestiero con incarico semestrale presente a Todi dal 1201.&nbsp;Il palazzo, tra i più antichi palazzi pubblici d'Italia, detto anche del Comune, è il risultato di numerosi interventi compiuti nel corso dei secoli. La sua struttura originaria, iniziata sul modello dei palazzi comunali dell'Italia settentrionale, era costituita da un porticato al piano terreno e, al primo piano, da una sala di riunione del <strong>Consiglio generale</strong> <strong>della città</strong> incaricato di eleggere i consoli; l'abitazione del podestà occupava alcuni ambienti adiacenti, rivolti alla contigua piazza Garibaldi, che vennero collegati al corpo principale nel 1228. Divenuto presto inadeguato alle esigenze rappresentative del Comune, già intorno alla metà di questo secolo il palazzo venne rialzato di un piano e l'ingresso spostato sul lato dove si trova attualmente.<br />
Nel 1267 il podestà Pandolfo Savelli fece costruire la maestosa scala che consentiva di accedere al primo piano di entrambi i palazzi dove si trovavano le sale di rappresentanza del potere.&nbsp;<br />
Nel 1523 venne costruita la torre campanaria prospiciente piazza Garibaldi, mentre all'inizio del Novecento Giuseppe Sacconi e Getulio Ceci restaurarono l'intero edificio aggiungendo il coronamento di merli. La facciata sulla piazza maggiore, in stile gotico, è caratterizzata da un basso porticato e da due ordini di polifore. Un cavalcavia seicentesco unisce i due palazzi del Popolo e del&nbsp; Capitano che ospitano all'ultimo piano il <strong>Museo Civico Pinacoteca</strong>, riordinato e riaperto al pubblico nel 1997. Le raccolte civiche, organizzate in varie sezioni, ricostruiscono la storia millenaria della città di Todi. <p><strong>Accessibilità - Museo Civico di Todi</strong></p> <p>Il Museo è raggiungibile con i mezzi pubblici: la fermata più vicina dell’autobus della linea C, che collega la stazione ferroviaria al centro storico, si trova in Piazza Jacopone distante circa 120 metri dall’ingresso del museo.</p>

<p>Per chi utilizza mezzi propri, Piazza del Popolo si trova all’interno della ZTL a cui si può accedere purché in possesso del permesso per disabili. Vi sono posti auto riservati ai disabili nell’adiacente Piazza Garibaldi; qualora siano occupati, è possibile parcheggiare in quelli riservati ai residenti (strisce bianche e gialle). Nell’eventualità siano tutti occupati si può parcheggiare anche direttamente in Piazza del Popolo, ma non quando è area pedonale.</p>

<p>Il Museo è accessibile a persone con difficoltà motoria o che necessitino di una sedia a rotelle, tranne per la grande sala che ospita le Sezioni dalla IV alla VIII del Museo della Città.</p>

<p>Per la visita da parte di persone ipovedenti o non vedenti è consentito l’ingresso ai cani guida.</p>

<p>Non sono disponibili audioguide e non sono presenti didascalie o pannelli informativi con iscrizioni in braille o a rilievo.</p> "	Todi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.781576	12.404223000000002	""		""	""		[  ]	""
332	Attrattore	it_IT	26603862	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-vinosanto-affumicato-dell-alta-valle-del-tevere	Il Vinosanto Affumicato dell'Alta Valle del Tevere	Questo vino liquoroso, presidio Slow Food, viene prodotto esclusivamente con uve di tipo trebbiano, insieme a malvasia e grechetto.&nbsp;	""	Il Vinosanto Affumicato dell'Alta Valle del Tevere	"Questo vino liquoroso, presidio Slow Food, viene prodotto esclusivamente con uve di tipo trebbiano, insieme a malvasia e grechetto.&nbsp; Era compito esclusivo delle donne quello di selezionare nella vigna o nelle viti “maritate all’acero” i migliori grappoli per poi metterli ad appassire, in coppiole legate con spago, nella grande cucina della casa colonica dove l’uva assorbiva gli odori ed il camino acceso giorno e notte faceva appassire l’uva.&nbsp;<br />
Nei primi giorni di gennaio l’uva veniva torchiata ed il mosto era messo a riposare in caratelli di legno dove le ”madri”, lieviti selezionati naturalmente, erano in grado di fermentare i mosti ad altissimo tenore zuccherino. Solo dopo tre, quattro e talvolta più anni veniva travasato in bottiglie, damigiane o caratelli realizzati con legno di ginepro.<br />
Il Vinosanto si presenta con colore ambrato, spesso, tendente al marrone, dal gusto inconfondibilmente dolce con spiccata acidità e grandissima persistenza. Il bouquet è molto intenso, speziato, con sentori di cuoio e liquirizia; ma la cosa che lo rende unico è l’aroma di tabacco Kentucky. Non un vino da bere ma da degustare, accompagnato secondo la tradizione, al dolce tipico del territorio: il Torcolo.<br />
Non è ancora possibile commercializzare il Vinosanto Affumicato dell’Alta Valle del Tevere poiché non ci sono ancora dei veri e propri produttori; ma grazie a Slow Food si sta creando un Consorzio di tutela affinché abbia un riscontro sul mercato e sia reperibile per l’utilizzo da parte di chef o ristoranti.
<p>Intanto non mancare di assaggiarlo nelle cantine dei produttori che hanno aderito al progetto e che saranno lieti di farti conoscere questo prodotto eccellente e prelibato, dall’inconfondibile retrogusto affumicato, accompagnato dal torcolo o dai “crostini briachi” immancabili nelle particolari occasioni di festa nelle tavole dei tifernati e della gente altotiberina.</p> "	Città di Castello | I vini e l'olio	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4577876	12.231904799999938	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
333	Attrattore	it_IT	27026967	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/centro-d-ateneo-per-i-musei-scientifici-cams-	Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS)	<p>I musei scientifici dell’Università di Perugia</p>	università di perugia, orto medievale perugia, orto botanico perugia	I musei scientifici dell’Università di Perugia	"<strong>Galleria di Storia Naturale</strong> <p>Situato in un edificio industriale recuperato (la manifattura ex tabacchi di Casalina), il Museo di storia naturale dell’Ateneo di Perugia preserva ed espone al pubblico due collezioni di grande valore naturalistico: un’imponente raccolta ornitologica, costituita nell’Ottocento da Orazio Antinori, ed una collezione di 6000 campioni appartenenti al mondo minerale, vegetale e animale, voluta da monsignor Giulio Cicioni.</p>

<p>Nella Galleria sono esposti esemplari provenienti da angoli remoti del pianeta e, attraverso la narrazione del personale, consentono al visitatore di vedere sotto una nuova luce specie già note e di conoscere ed ammirare da vicino affascinanti specie esotiche.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per maggiori informazioni su orari e biglietti, clicca <strong><a href=""http://www.cams.unipg.it/musei-orti/galleria-di-storia-naturale/informazioni"" target=""_blank"">qui</a></strong>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Museo di Anatomia Umana</strong> <p>Il museo anatomico dell’Università di Perugia è stato fondato per scopo didattico nel 1814 da due importanti medici perugini, Cesare Massari e Goffredo Belisari, che ordinarono al noto ceroplasta della Specola fiorentina Francesco Calenzuoli delle «preparazioni in cera pel Gabinetto anatomico da formarsi».</p>

<p>Il museo, allestito nel 2017, documenta come l’anatomia è stata percepita nel corso del tempo dai docenti e dal pubblico, raccontando non solo l’evoluzione delle scienze mediche, ma anche l’evoluzione della cultura e della società.</p>

<p>L’esposizione è suddivisa in tre sezioni:</p>

<p>- La prima riguarda l’anatomia artificiale, dove sono esposte le opere d’arte realizzate tra il 1600 e il 1830 da pittori, scultori ed incisori.</p>

<p>- La seconda, dedicata all’anatomia naturale, è costituita dai reperti ottenuti tra il 1830 e il 1930 da corpi reali, gli unici in grado di assicurare quel rigore scientifico richiesto dalla sempre maggiore specializzazione. Questa sezione comprende anche tre mummie di Ferentillo rinvenute all’inizio del XIX secolo, databili tra il tra il XVII secolo e l'inizio del XIX.</p>

<p>- La terza ed ultima sezione è quella dell’antropologia criminale, una pseudoscienza ideata intorno al 1875 dallo studioso Cesare Lombroso, che ricercava, in alcune caratteristiche morfologiche e fisiologiche, una propensione degli individui al crimine.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per maggiori informazioni su orari e biglietti, clicca <a href=""http://turismo.comune.perugia.it/poi/museo-di-anatomia-umana""><strong>qui</strong></a>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Galleria di Matematica</strong> <p>La Galleria di Matematica nasce dalla collezione di oggetti matematici (ad oggi oltre 150) progettati e realizzati da Emanuela Ughi che rendono il fascino della matematica a portata di tutti. L'esperienza fisica con i materiali della Galleria vuole rassicurare tutti coloro che pensano di non essere in grado di comprendere la matematica, dimostrando che esiste un modo nuovo per familiarizzare con una materia per molti ostica ma con la quale ci confrontiamo ogni giorno: la matematica ha infatti un ruolo determinante nella vita quotidiana e sta dietro a molte delle normali attività dell'uomo.</p>

<p>La Galleria per la Matematica è un luogo di incontro di persone e idee, nel quale si può passare dalla pura fruizione ludica, cercando di far funzionare gli oggetti e gli strumenti in mostra, alla comprensione di dimostrazioni più complesse. La Galleria raccoglie infatti exhibits, puzzles, giochi, che permettono di avvicinarsi a idee, concetti, teoremi matematici esplorandoli tramite attività di manipolazione e disegno: attività hands-on, come in vari moderni Science Centers.</p>

<p>Una sezione della Galleria consiste in un'interessante raccolta di materiali appositamente progettati e realizzati per la didattica della matematica in condizioni di handicap – in particolare per studenti non vedenti precoci, e per il supporto in caso di discalculìa o ritardo cognitivo.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per maggiori informazioni su orari e biglietti, clicca <a href=""http://turismo.comune.perugia.it/poi/galleria-di-matematica""><strong>qui</strong></a>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Orto botanico</strong> <p>L’attuale orto botanico, nei pressi della chiesa di San Pietro, è erede dell’antico orto botanico universitario ideato a Perugia dal medico Filippo Belforti nel 1720. In origine, l’orto botanico era spesso utilizzato per fini medici, come dimostra anche l’attenzione con cui fu ampliato da Prospero e Annibale Mariotti.</p>

<p>Le collezioni contengono più di 1200 taxa. Le principali sezioni comprendono l’Arboreto appenninico, le Specie acquatiche, le Specie tropicali e subtropicali, le Xerofite succulente e le Gymnospermae. Tra le collezioni di piante ornamentali si ricordano: un roseto illustrante la storia della coltivazione del genere Rosa; una collezione di quaranta specie e cultivar di Hydrangea ed una raccolta di cultivar di Pelargonium a foglia profumata. Le specie officinali sono prevalentemente localizzate nell’Hortussanitatis dell’orto medievale.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Biglietto</strong>: ingresso gratuito. Visita guidata 50 euro a gruppo, per entrambi gli orti 80 euro a gruppo.</p>

<p>Per maggiori informazioni, clicca<a href=""http://www.cams.unipg.it/musei-orti/orto-botanico/informazioni"" target=""_blank""> <strong>qui</strong></a>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Orto medievale</strong> <p>L'orto medievale dell'Università degli Studi di Perugia sorge sul colle dove sorgeva l'antica cattedrale di San Pietro. Si tratta di un giardino annesso all'antica abbazia benedettina risalente all'anno 965, che include la vecchia via etrusco-romana, la porta urbica del 1200 e i resti delle opere murarie dei Benedettini della fine del XVI sec. Prima dell'inaugurazione dell'Orto medievale nel 1996, in questa sede si trovava l'Orto Botanico dell'Ateneo, trasferito in seguito alla fondazione dell'Istituto Superiore Agrario.</p>

<p>L'Orto medievale si propone come una struttura atipica rispetto all'attuale concezione di giardino: si tratta di un orto simbolico che realizza, attraverso una struttura reale, il concetto astratto di giardino monastico medievale.</p>

<p>Nell’orto medievale, la struttura e la collocazione dei taxa coltivati sono organizzate in maniera tale da illustrare le credenze e le mitologie medievali legate al mondo vegetale. Il percorso attraverso l'intera struttura è una rievocazione simbolica delle fasi evolutive, culturali e spirituali dell'uomo ed è articolato in 10 stadi successivi: Lo ""Stato primordiale"" (Il Giardino dell'Eden); ""La colpa"" (Lucus o Bosco sacro); ""La razionalità"" (Hortussanitatis); "" Il dominio"" (Podium); ""La creatività"" (Hortusholerorum); "" La comunità"" (Porta Medievale e antica strada pubblica); ""La religiosità"" (I chiostri); ""La cultura"" ( L'Università degli studi: Facoltà di Scienze agrarie); ""L'estetica"" ( Struttura dei Chiostri campanile Ecc.); ""La santità"" (Basilica di San Pietro).</p>

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<p><strong>Biglietto</strong>: ingresso gratuito. Visita guidata 50 euro a gruppo, per entrambi gli orti 80 euro a gruppo.</p>

<p>Per maggiori informazioni, clicca <a href=""http://www.cams.unipg.it/musei-orti/orto-medievale/informazioni""><strong>qui</strong></a>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Il Laboratorio di storia dell’agricoltura</strong> <p>Il Laboratorio è stato costituito per esporre parte del materiale scientifico e didattico prodotto dalla Facoltà di Agraria di Perugia nel corso del tempo; al suo interno si ripercorrono le tappe più importanti dell’evoluzione delle scienze agrarie degli ultimi due secoli, mettendo in relazione lo sviluppo agricolo con gli avvenimenti economici e sociali che influenzarono questo periodo.&nbsp; Le raccolte, attinenti alla meccanica agraria, testimoniano il passaggio da una tecnologia basata sull’uso del legno e del traino animale, ad una tecnologia basata sull’uso dell’acciaio e dei motori a combustione interna.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per maggiori informazioni su orari e biglietti, clicca <a href=""http://www.cams.unipg.it/musei-orti/laboratorio-di-storia-dell-agricoltura/informazioni""><strong>qui</strong></a>.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Gipsoteca</strong> <p>La costituzione della raccolta di gessi, formati su originali greci etruschi e romani, si deve al prof. Filippo Magi (Firenze 1905-1986) ordinario di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana e di Etruscologia e Antichità italiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1960 al 1975 e negli stessi anni Direttore degli Studi e Ricerche Archeologiche nella Città del Vaticano.</p>

<p>La collezione offre una visione antologica dei capolavori dei maestri dell'antichità classica e permette di esaminare copie di oltre 80 opere tra le più significative della scultura greca, etrusca e romana. Vi sono esposte opere di alto interesse quali il gruppo del ""Nilo"", probabilmente realizzato da Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822) per rimpiazzare l'originale trasferito a Parigi a seguito delle requisizioni ordinate da Napoleone Bonaparte, il calco di un segmento della Colonna Traiana, i calchi di alcune sculture del frontone est del Partenone raffiguranti Erittonio, Il cavallo di Selene e Cefiso¸ una rappresentazione del sarcofago fittile detto ""degli Sposi"" da Cerveteri.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Indirizzo</strong>: Palazzo Pontani Piazza Morlacchi, 11 - 06123 Perugia, PG.</p>

<p><strong>Biglietto e orari</strong>: contattare gli operatori tramite telefono o e-mail.</p>

<p>Info: tel. 075 585 3118 - fax 075 585 3138.</p>

<p>E-mail: gian.grassigli@unipg.it</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori dettagli:</strong></p>

<p><a href=""http://www.cams.unipg.it"" target=""_blank"">www.cams.unipg.it&nbsp;</a></p> "	Deruta | Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718			Deruta, Perugia		""	""		[  ]	""
334	Attrattore	it_IT	26151984	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/mostaccioli	Mostaccioli	<p>I mostaccioli sono biscotti secchi al mosto, di cui esistono diverse varianti, che vengono preparati solitamente durante i mesi di ottobre/novembre (il periodo di produzione del mosto).</p>	umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria, mostaccioli umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong></p> <p>700 gr. di farina 00<br />
1/2 bicchiere di olio extra vergine d'oliva&nbsp;<br />
250 gr. di zucchero<br />
1+1/2 bicchiere di mosto non fermentato<br />
200 gr di uva sultanina<br />
Semi di anice a piacere&nbsp;<br />
50gr di lievito di birra</p>

<p>&nbsp;</p> <p>I mostaccioli sono biscotti secchi al mosto, di cui esistono diverse varianti, che vengono preparati solitamente durante i mesi di ottobre/novembre (il periodo di produzione del mosto).</p> <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>Dopo aver setacciato la farina, sistemarla a fontana e aggiungere l’olio, lo zucchero, l’uva sultanina e i semi di anice.</p>

<p>Impastare il tutto e, una volta sciolto il lievito di birra nel mosto, aggiungerlo al composto.</p>

<p>Dare ai biscotti la forma che più si desidera e infornarli a 180° per circa 30 minuti.</p>

<p>Prima di servirli, spolverarli con lo zucchero a velo.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
335	Attrattore	it_IT	26151922	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/acquacotta	Acquacotta	<p>L'acquacotta è un piatto che l’Umbria condivide con la Toscana, anche se con qualche variante.</p>	umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria, acquacotta umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong><br />
(Per 6 persone)</p> Olio<br />
Acqua<br />
Sale<br />
Pepe<br />
Lardo tritato<br />
1 kg di cipolle<br />
500 gr. Di pomodori maturi<br />
Menta o basilico<br />
Pane<br />
Pecorino o parmigiano <p>L'acquacotta è un piatto che l’Umbria condivide con la Toscana, anche se con qualche variante.</p>

<p>È un piatto dal gusto particolarmente genuino.</p> <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>Fare soffriggere in poco olio e in 1 cucchiaio di lardo tritato, 1 kg di cipolle sottilmente affettate e aggiungere sale e pepe.</p>

<p>Quando le cipolle si saranno ammorbidite (senza però che si dorino) unire 500 gr. di pomodori maturi, spellati e senza semi, e qualche fogliolina di menta (che volendo si può sostituire con il basilico).</p>

<p>Dopo circa dieci minuti unire 1 litro e mezzo circa di acqua e lasciare cuocere per 1 ora.</p>

<p>Verificare il sale, quindi versare la minestra direttamente sulle scodelle, dove saranno già sistemate delle fette di pane casareccio raffermo oppure tostate.</p>

<p>Condire con un filo d'olio a crudo, abbondante pecorino, o parmigiano grattugiato, e una macinatina di pepe.</p>

<p>Aspettare qualche minuto prima di mangiare, in modo che il pane possa ben assorbire il brodo.</p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
336	Attrattore	it_IT	22541917	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-grande-gubbio	Piazza Grande - Gubbio	<p>Piazza Grande a Gubbio, tra le più suggestive realizzazioni urbanistiche medievali, fu costruita a partire dal 1321: fu realizzata nel baricentro della città, con imponenti lavori di sistemazione delle strutture di sostegno dello spazio pensile e degli stessi edifici, che appaiono quasi sovradimensionati rispetto al nucleo storico.</p>	""	Piazza Grande - Gubbio	"<p>Piazza Grande a Gubbio, tra le più suggestive realizzazioni urbanistiche medievali, fu costruita a partire dal 1321: fu realizzata nel baricentro della città, con imponenti lavori di sistemazione delle strutture di sostegno dello spazio pensile e degli stessi edifici, che appaiono quasi sovradimensionati rispetto al nucleo storico.</p> <p>Palazzo dei Consoli, l'unico potato a termine, eleva la sua mole emergendo sopra la città da qualunque visuale e relazionandosi con la ""Platea Communis"", che accoglie la Cattedrale.</p>

<p>Lo spazio è fortemente scenografico ed è proiettato verso la campagna grazie alla terrazza panoramica.</p>

<p>La fine delle autonomie comunali, con l'avvento della signoria dei Gabrielli (1350), segna anche l'interruzione dei lavori: il Palazzo Pretorio rimarrà incompiuto mentre le sostruzioni della piazza saranno completate solo nel 1482.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Palazzo dei Consoli e il Museo Civico</strong></p>

<p><a href=""https://www.umbriatourism.it/-/palazzo-dei-consoli"">Palazzo dei Consoli </a>venne eretto tra il 1332 ed il 1349 su progetto di Angelo da Orvieto, con il contributo di Matteo di Giovannello detto il Gattapone.</p>

<p>A pianta rettangolare, possiede un grande slancio gotico accentuato da lesene verticali che dividono la fronte in tre parti distinte.</p>

<p>Le sue sale ospitano dal 1909 le collezioni del Museo Civico.<br />
La raccolta museale è allestita su diversi piani e illustra la storia e la cultura locale, dalla preistoria al XX sec.<br />
Di assoluto rilievo sono le Tavole iguvine, sette lastre di bronzo su cui è iscritto il più importante testo in lingua umbra e la più estesa descrizione di riti religiosi che il mondo occidentale antico abbia mai restituito. Le Tavole rappresentano il cuore di una collezione archeologica tra le più ricche dell'Umbria con reperti risalenti all'epoca umbra e romana.</p>

<p>Nella cosiddetta Sala della loggetta, si trova la sezione della ceramiche, che spazia dalle maioliche arcaiche (XIV sec.) ai manufatti del XIX sec.</p>

<p>Al piano superiore si trova invece la Pinacoteca Comunale, che illustra la cultura artistica locale dal Medioevo al Barocco.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Palazzo Pretorio</strong></p>

<p>Fronteggia Palazzo dei Consoli l'incompiuta architettura gotica (1349), alterata nel (1475) e ancora nel'600, in origine formata da tre vaste sale sovrapposte, coperte ognuna di volte a crociera poggianti su un pilastro centrale unico; ampliato nell'800, è ora sede municipale.</p>

<p>A sinistra, chiude la piazza sul lato nord-orientale il neoclassico palazzo Ranghiasci-Brancaleoni, che unifica secondo modelli inglesi edifici preesistenti.</p> "	Gubbio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	""		[  ]	""
337	Attrattore	it_IT	22598576	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/le-sorgenti-di-nocera-umbra	Le sorgenti di Nocera Umbra	L’abbondanza di acque, per lo più con caratteristiche organolettiche uniche, rappresenta la principale ricchezza del territorio nocerino	""	Le sorgenti di Nocera Umbra	"L’abbondanza di acque, per lo più con caratteristiche organolettiche uniche, rappresenta la principale ricchezza del territorio nocerino <p>Basti ricordare che esistono innumerevoli sorgenti, alcune delle quali vengono condottate per servire altri comuni. Tra le altre spiccano, per importanza storica o per sfruttamento, quelle che si possono ritenere le sorgenti principali del Comune: la Angelica, la Flaminia e quella del Cacciatore, che rappresentano il passato, il presente ed il futuro di Nocera rispetto alle acque.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Sorgente Angelica</strong></p>

<p>Nasce in località Bagni di Nocera ed è certamente la più antica delle tre sotto il profilo dello sfruttamento commerciale. Infatti, basta ricordare che l’idropinoterapia era conosciuta e praticata nella zona di Nocera con l’acqua di questa sorgente già dal 1500, trovando, poi, massima affermazione con l’apertura di un centro termale in prossimità della sorgente stessa. Lo sfruttamento ad alti livelli comportò una risonanza tale da portare questo luogo ad essere uno dei centri più richiesti dell’epoca nell’Italia centrale. Tale successo andò poi pian piano tramontando, fino a spegnersi nel periodo a cavallo tra la fine del sec. XIX e i primi del sec. XX. Le cause vanno ricercate nella evoluzione del sistema turistico-termale e, soprattutto, nell’affermarsi di un nuovo modo di trascorrere la villeggiatura. Se dal punto di vista turistico l’acqua di Nocera ha conosciuto in quel periodo un momento di grave crisi, non si può dire la stessa cosa per quanto concerne il settore commerciale della stessa che, contemporaneamente, ha avuto la sua maggiore affermazione in quanto, esportata ormai da tempo, era conosciuta dalla Germania al Portogallo e perfino a Costantinopoli. A partire dalla fine del secolo XIX, grazie alla capacità imprenditoriale dell’industriale milanese Felice Bisleri, l’acqua di Nocera venne esportata in paesi come l’America del Nord, quella Latina e l’India. Per cogliere le sue qualità e comprendere la bontà terapeutica riconosciutagli all’epoca dai ""purganti"" (così erano chiamati coloro che andavano a curarsi negli stabilimenti termali), basta ricordare quanto detto dal naturalista Francesco Redi (1628-1698) e riproposto nella lapide affissa sopra la fontana antistante la Porta Vecchia. Nel corso dei secoli numerosi sono stati gli scritti scientifici relativi alle caratteristiche di tale acqua e tutti gli autori concordano nel ritenerla di ottima qualità, tanto che nel sec. XVIII venne presa come campione, sia per le sue caratteristiche fisiche che per quelle chimiche, per valutare la qualità di altre acque. Nel settembre del 1805 vennero appositamente a Nocera, per analizzare l’acqua di questa sorgente, due celebri studiosi, destinati a rimanere nella storia, il prof. Alessandro Humbolt ed il prof. Gay Lussac. Nel settore turistico termale Nocera ha rappresentato in passato un luogo molto ambito dalla nobiltà e dalla borghesia, tanto che numerosi ed illustri furono i personaggi che vennero a curarsi a Nocera; tra gli altri da ricordare: Vincenzo Monti, Luigi Pirandello e Giacomo Leopardi. La casistica delle malattie curate con questa acqua era la più ampia, basti pensare che tra le varie patologie vi era anche la nevrastenia. Oggi la sorgente ha perso il suo antico splendore e del vecchio centro termale rimane il complesso degli edifici in fase di totale sistemazione.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Sorgente Flaminia</strong></p>

<p>Nasce in località Le Case. Attualmente è la più sfruttata, in quanto le sue acque sono condottate presso lo stabilimento di Nocera Scalo dove vengono imbottigliate ed immesse sul mercato con il marchio ""Nocera Umbra sorgente Flaminia"".</p>

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<p><strong>Sorgente del Cacciatore</strong></p>

<p>Detta anche del Centino, nasce in prossimità di Schiagni e possiede particolari caratteristiche di mineralità che la rendono adatta per usi terapeutici. Già nel passato, per la sua leggerezza, trovava impiego in particolari patologie. Il Comune di Nocera Umbra punta a sfruttare le caratteristiche di tale acqua attraverso la realizzazione di un ambizioso progetto quale è quello dell’apertura di un centro termale. Le caratteristiche terapeutiche di questa acqua sono state riconosciute attraverso delle sperimentazioni ad alto contenuto scientifico, condotte da diversi medici e studiosi, luminari nel settore. Alle analisi di laboratorio hanno fatto seguito sperimentazioni pratiche su pazienti affetti da particolari patologie e su soggetti sani. La conclusione a cui si è giunti dopo vari esami ha portato ad affermare che tale acqua interviene in numerosi fattori: favorisce la diuresi, aumenta la escrezione urinaria di urati, riduce la escrezione urinaria di calcio, migliora la funzione epatica, migliora la funzione del pancreas esocrino, agisce come coadiuvante nel trattamento del diabete e non determina effetti collaterali di alcun genere. Va a ciò aggiunto che, in seguito a tali risultanze, il Consiglio Superiore della Sanità ha autorizzato l’uso di tale acqua per le seguenti terapie: funzionalità epatica e pancreatica, diuresi, calciuria e uricuria, coadiuvante nella cura del diabete. Attualmente, nonostante i lavori di realizzazione del progetto principale proseguano, è possibile accedere all’interno di tale struttura per godere dell'acqua della sorgente, insieme ad un po' di relax.</p>

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<p>[Fonte: http://www.nocerainumbria.it/]</p> "	Nocera Umbra | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	43.1134952	12.787561399999959	Nocera Umbra	54034	""	""		[  ]	""
338	Attrattore	it_IT	13809003	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/umbria-per-gli-sposi-scoprire-camera-pinta-spoleto	Umbria per gli sposi: scoprire Camera Pinta - Spoleto	"<span style=""font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;"">Un tuffo nell'amore cortese&nbsp;</span>"	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	Umbria per gli sposi: scoprire Camera Pinta - Spoleto	"<p><strong>Umbria per gli sposi: scoprire Camera Pinta - Spoleto</strong></p>

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<p>Situata all'interno della Rocca Albornoziana, fortezza posta sulla sommità del colle che sovrasta la città di Spoleto, la Camera Pinta è decorata da affreschi che raccontano poemi bretoni o provenzali. Questi hanno un forte potere di suggestione e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di&nbsp; ammirarli ne sono rimasti affascinati. Gli innamorati che arrivano a Spoleto non possono non fermarsi a vedere la Camera Pinta, ovvero la camera da letto del castellano. Incantati di fronte alle immagini dipinte sulle pareti, rimangono a bocca aperta di fronte all'esaltazione dell'amore cortese che le novelle rappresentano. Un matrimonio in Umbria o un we d'amore dedicato all'arte è perfetto per gli appassionati di storia e cultura e che la vogliono come cornice del loro amore.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Sposarsi in Umbria: arte, storia, cultura</strong></p>

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<p>L'Umbria è spesso meta per gli innamorati che decidono di sposarsi tra cultura e storia. Numerose sono le città d'arte, tanti i piccoli borghi medievali e le bellezze che questa regione può vantare, conquistando i futuri sposi che poi li hanno scelti per il tanto atteso giorno del si. Sposarsi in luoghi suggestivi, dove la tradizione e l'arte fanno da protagoniste ha affascinato le coppie che hanno scelto per il loro matrimonio dimore storiche come castelli, ville o palazzi, realizzando matrimoni in cornici eleganti e uniche.</p>

<p>Per gli invitati o per gli sposi stessi le visite nei musei saranno come perdersi per un attimo vivendo le emozioni del tempo, come la grandezza dell'amor cortese alla Camera Pinta.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Matrimonio in Umbria: Norcineria</strong></p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Nel vostro banchetto di nozze non mancheranno salumi e prosciutti, prodotti irrinunciabili in ogni pranzo di nozze umbro che si rispetti. Legato fortemente alla tradizione umbra, in un piccolo comune della Regione, Norcia, la salumeria è vissuta non come un lavoro ma un'arte. La norcineria, infatti, antica arte di preparare prosciutti e salumi, si sviluppava già nel Medioevo a Norcia. Sapori, tradizioni e antichi mestieri si sono trasformati in prodotti di eccellenza che fanno del vostro banchetto nuziale un momento indimenticabile dove voi e i vostri ospiti potrete gustare sapori unici della tradizione umbra.</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://lovemeinumbria.com/"" target=""_blank"">Wedding in Umbria</a></p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
339	Attrattore	it_IT	13605878	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/umbria-cuore-verde-d-ital-2	Umbria, cuore verde d'Italia	L'Umbria, terra di bellezze naturali e gioielli paesaggistici.	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, Umbria naturale, paesaggi naturalistici, cuore verde d'Italia	L'Umbria, terra di bellezze naturali e gioielli paesaggistici	"Il cuore verde d'Italia, con le sue variegate caratteristiche paesaggistiche, è meta ideale per matrimoni originali e romantici weekend immersi nella natura più suggestiva.&nbsp; <p>Le frastagliate colline appenniniche si intervallano con le catene montuose della Valnerina e i numerosi parchi naturali regionali, fino a rituffarsi negli ampi bacini lacustri del Trasimeno e di Piediluco e lungo gli argini dei ricchi fiumi, primo su tutti il Tevere. Ma non solo natura selvaggia tout court, l'Umbria è anche tesori nascosti all'interno di luoghi naturali incantati: le illusioni cromatiche che dipingono la Piana di Castelluccio al centro del Parco dei Monti Sibillini, le stalagmiti della Grotta di Montecucco, le affascinanti Cascate delle Marmore. Quest'ultime si offrono come simbolo indiscusso del patrimonio naturale umbro. Di fronte al primo salto d'acqua si cela un tunnel scavato nel travertino, raggiungibile a piedi, alla fine del quale vi è il famoso ""balcone degli innamorati"". Da lì ognuno di noi può ascoltare il dolce suono della cascata, sognando la storia di Velino e Nera, l'umile pastore e la bellissima ninfa uniti in un amore travolgente, spezzato dall'ira dell'invidiosa Giunone, la quale trasformò la giovane nel fiume cristallino che ora scorre dalle cime del Monte Vettore, e che porta ancora il suo nome. Luogo naturale culla di un'altra appassionante leggenda è il Lago di Trasimeno, i cui romantici tramonti disegnano i contorni del maestoso castello dell'Isola di Polvese. Il temerario principe Trasimeno, figlio del saggio Re etrusco Tirreno di Lidia, si innamorò perdutamente della leggiadra ninfa Agilla, unendosi a lei in matrimonio sulle sponde del lago. Tuttavia, l'ira degli Dei si abbatté nefasta sui giovani innamorati: ancora oggi, tra la brezza leggera che increspa il lago, si può sentire in lontananza il lamento della ninfa Agilla, alla perenne ricerca del suo amato inghiottito dalle onde. I silenzi incantati della natura locale si abbracciano poi ai prodotti tipici locali, sancendo il legame che la popolazione umbra ha visceralmente stretto con la sua terra. Nelle ricche e floride acque dei laghi vive un tesoro culinario di grande valore; cucinato al tegamaccio, porchettato o su un letto di brace, il pesce umbro è il prodotto ideale per ogni amante della buona cucina. Condito con l'eccellente olio locale e accompagnato da uno squisito vino umbro, il pesce di lago sarà la pietanza perfetta per una romantica cena a lume di candela circondati dalle suggestive colline umbre.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://Per maggiori informazioni:  Wedding in Umbria"" target=""_blank"">Wedding in Umbria</a></p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
340	Attrattore	it_IT	13809070	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/umbria-per-gli-sposi-vicolo-baciadonne-citta-della-pieve-perugia	Umbria per gli sposi: vicolo Baciadonne - Città della Pieve - Perugia	Il Vicolo Baciadonne è il vicolo degli innamorati, uno dei più stretti d'Italia	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	Umbria per gli sposi: Vicolo Baciadonne - Città della Pieve - Perugia	"<p>Il Vicolo Baciadonne e il camino degli innamorati</p>

<p>Il nome, legato ad un passaggio angusto, è nato in seguito ad una disputa tra vicini di casa. La tradizione popolare racconta che nel Medio Evo i due confinanti decisero di staccare le loro case, dando vita ad un vicolo della larghezza tra i 50 e i 70 centimetri. Da qui l'origine del nome. Due passanti, infatti, che si trovino a percorrere il vicolo in senso opposto, sono costretti a stare così vicini da sfiorarsi le labbra. Il percorso dei vicoli di Città della Pieve, la passeggiata lungo il perimetro delle mura e il Vicolo Baciadonne, sono meta degli innamorati di tutto il mondo che scelgono l'Umbria per una vacanza d'amore, tra natura, storia ed enogastronomia.</p>

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<p>Sposarsi in Umbria: passeggiate romantiche</p>

<p>Il Vicolo Baciadonne è una destinazione romantica per le coppie che scelgono l'Umbria per suggellare il loro amore, sia per chi decide di sposarsi in Umbria coronando così il suo sogno d'amore sia per chi, percorrendo il camino degli innamorati, si fa una promessa lunga tutta una vita. La passeggiata romantica continua alla ricerca dei luoghi natii di Pietro Vannucci, detto ""Il Perugino"", uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano e maestro del grande Raffaello. Qui, tra foto e baci appassionati, gli innamorati percorrono suggestivi camminamenti, scoprendo un lato nascosto della città, un mondo antico e affascinante che li riporta in altre epoche.</p>

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<p>Umbria per gli sposi: scopriamo il tartufo</p>

<p>Quello a Città della Pieve e al Vicolo Baciadonne per gli innamorati che scelgono l'Umbria come regione del loro amore è un viaggio attraverso il piacere dei sensi, lungo un percorso ricco di suggestive atmosfere, tra cultura, natura e prodotti tipici con proprietà afrodisiache che confluiscono in una cucina di altissima qualità. Uno tra questi è il tartufo, o bianco o nero, con il quale si possono preparare numerosi piatti prelibati che conquisteranno le coppie che lo gusteranno nei ristoranti del luogo. Esaltazione dei sensi, cene romantiche al tartufo e baci appassionati nel Vicolo Baciadonne: sono solo alcune cose dedicate agli innamorati a Città della Pieve, in Umbria.</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://lovemeinumbria.com/"" target=""_blank"">Wedding in Umbria</a></p> "	""	""	""			""		""	""		[  ]	""
341	Attrattore	it_IT	5394336	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cappella-di-san-rocco	Cappella di San Rocco	La cappella di San Rocco sorge sulla via Amerina, che da Giove conduce ad Amelia, e fu edificata intorno al XVI secolo come offerta al Santo invocato contro la pestilenza.	""	Cappella di San Rocco	La cappella di San Rocco sorge sulla via Amerina, che da Giove conduce ad Amelia, e fu edificata intorno al XVI secolo come offerta al Santo invocato contro la pestilenza. Al suo interno conserva un ciclo di pitture votive attribuite a Lorenzo e Bartolomeo Torresani, in parte ancora sotto scialbo, con tematica iconografica caratteristica dei cicli contro la peste. Da menzionare anche un affresco di scuola folignate del XVI secolo raffigurante una Crocifissione sul cui fondo è rappresentata la città di Gerusalemme. La Cappella è oggi trasformata in Sacrario dei Caduti. 	Giove | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.5155217	12.36326280000003	Giove	55014	""	""		[  ]	""
342	Attrattore	it_IT	24789642	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collegiata-di-santa-maria-cascia	Collegiata di Santa Maria - Cascia	La collegiata di Santa Maria si trova a Cascia entro il perimetro murato, accanto alla porta Leonina.	""	Collegiata di Santa Maria - Cascia	"La collegiata di Santa Maria si trova a Cascia entro il perimetro murato, accanto alla porta Leonina. <div>Eretta nel XII secolo (nella parete nord conserva resti dell’originaria struttura romanica) fu ricostruita in stile gotico (anche questo rifacimento è andato perduto) e nel 1532.<br />
La facciata, terminante con un timpano, presenta due portali (1535 e 1621), una nicchia con affresco del XVI secolo raffigurante san Sebastiano e la Madonna della Quercia oltre ad un leone in pietra facente parte dell’antico protiro (l’altro, tolto dalla facciata nel 1621, quando fu aperta la seconda porta si trova nella piazzetta antistante).<br />
L’interno, a tre navate coperte da crociera, ha assetto cinquecentesco e presenta altari in legno e stucco policromi del XVI e XVIII secolo.</div>

<div>In controfacciata è una Deposizione di Nicola da Siena e una Natività del XV secolo. Nella navata destra,il primo altare presenta la Pace dei Casciani, tavola di stile manierista con cornice lignea e predella di Gaspare e Camillo Angelucci.<br />
Negli altari seguenti sant’Anna, san Leonardo e san Nicola e la Madonna del Soccorso (XVII secolo) mentre infondo alla navata sono affreschi con Storie di san Carlo e la Madonna con Bambino.</div>

<div>Nella navata sinistra sono i Misteri del Rosario di Niccolò Frangipani (1538).<br />
Nella chiesa è anche il fonte battesimale ove secondo la leggenda, nel 1381, fu battezzata santa Rita.</div> "	Cascia | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7169225	13.011907299999961	Cascia	54007	""	""		[  ]	""
343	Attrattore	it_IT	24790039	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-del-poggio-guardea	Castello del Poggio - Guardea	In cima ad una collina, quasi dirimpetto a Guardea Vecchia, è situato il castello del Poggiorimasto inalterato per più di mille anni.	""	Castello del Poggio - Guardea	"In cima ad una collina, quasi dirimpetto a Guardea Vecchia, è situato il castello del Poggiorimasto inalterato per più di mille anni. Costruito probabilmente all’inizio dell’ XI sec. incorporando strutture preesistenti, è stato da sempre dimora di personaggi di primo piano: Lucrezia Borgia, che lo ebbe in dono dal fratello Cesare, Filiberto di Savoia, la principessa Olimpia Maidalchini Pamphili, ed il grande comico italo- americano Jimmy Savo.<br />
&nbsp;<br />
Attualmente, dopo un accurato restauro da parte dell’attuale proprietario, è la sede italiana del Club of Budapest che si occupa dello sviluppo della coscienza universale. "	Guardea | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.62764	12.296278799999981	Guardea	55015	""	""		[  ]	""
344	Attrattore	it_IT	24217449	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-battaglia-del-trasimeno	La Battaglia del Trasimeno	La prima guerra punica si era conclusa nel 241 a.C. con la sconfitta dei Cartaginesi alle isole Egadi.	""	La Battaglia del Trasimeno	"La prima guerra punica si era conclusa nel 241 a.C. con la sconfitta dei Cartaginesi alle isole Egadi. <p>I Romani potevano così imporre un più vasto dominio sul Tirreno, costringendo i loro accaniti rivali ad abbandonare la Sicilia e le isole circostanti. L’esito della guerra ebbe su Cartagine conseguenze soprattutto economiche. Infatti l’obbligo di pagare un tributo annuale a Roma era reso più gravoso dalla mancanza dei vecchi introiti provenienti dalle province perdute e dal ristagno delle attività commerciali. L’antica città fenicia, però, non si diede per vinta e, sotto la guida di Amilcare e Asdrubale Barca, preparò con cura le tappe della propria riscossa. I Romani, dapprima non ostacolarono l’espansione dei Cartaginesi in Spagna, pensando di controllarla agevolmente e preferendo concentrarsi sul pericolo che veniva dalle orde galliche e germaniche del nord; ma in seguito ruppero gli indugi firmando l’alleanza con la città spagnola di Sagunto, creando di fatto il pretesto per scatenare una nuova guerra. Il giovane figlio di Amilcare, Annibale, diede il via alle ostilità assediando e distruggendo Sagunto. Le richieste inaccettabili degli ambasciatori romani, che pretendevano la consegna di Annibale e di tutti i responsabili della distruzione, ufficializzarono di fatto l’inizio della seconda guerra punica: era l’anno 219 a.C.</p>

<p><strong>Lo Scenario</strong></p>

<p>Vari studiosi, rifacendosi alle principali fonti rappresentate da Polibio e Tito Livio, hanno cercato di ricostruire in modo puntuale la mappa dei luoghi della battaglia. L’ipotesi più accreditata concentra l’avvenimento all’interno dell’anfiteatro naturale formato dalle alture tra Monte Gualandro e Montigeto lungo la costa settentrionale del Lago Trasimeno. Sino a non molto tempo fa sembrava prevalere l’ipotesi che all’epoca della battaglia il lago avesse un’estensione maggiore; attualmente è stata rivalutata la teoria contraria secondo la quale le dimensioni del lago sarebbero state simili a quelle attuali.</p>

<p>In ogni caso, certamente le fasi cruciali dello scontro avvennero nella conca di Tuoro. Dopo le sconfitte subite dai Romani nel 218 a. C. presso i fiumi Ticino e Trebbia, la disfatta del Trasimeno creò grandissimo allarme in quanto sembrava spianare la strada ad Annibale verso la conquista di Roma.</p>

<p><strong>La Battaglia</strong></p>

<p>La mattina del 24 giugno del 217 a.C., secondo il calendario non riformato (corrispondente all’aprile di quello giuliano), il console Flaminio diede ordine alle sue legioni di rimettersi in marcia all’inseguimento dei Cartaginesi che il giorno precedente erano penetrati nella valle settentrionale del Lago Trasimeno. Annibale dispose i suoi uomini sulle pendici dei colli preparando così l’imboscata. I Romani si misero in marcia lungo la stretta vallata dove gravava una fitta coltre di nebbia. Improvvisamente Annibale diede il segnale dell’assalto generale. Dalle colline circostanti scesero, con una enorme forza d’urto, la cavalleria e la fanteria dei Cartaginesi che attaccarono le due legioni in direzione del lago. I Romani non ebbero il tempo di disporsi nel loro abituale assetto di battaglia e furono costretti a combattere in ordine sparso senza alcuna possibilità di scampo. Fu un massacro terribile: vennero uccisi 15.000 soldati romani ed anche il console Flaminio perse la vita in battaglia. La notizia della gravissima disfatta portò lo scompiglio a Roma, diffondendo nella popolazione un forte sentimento di sconforto e di sfiducia. Si aprì nell’Urbe una crisi che portò alla nomina da parte del popolo di un dittatore, Quinto Fabio Massimo, cui venne affidato il comando dell’esercito. Le guerre con Annibale, che sarebbero durate per altri quindici anni, ebbero anche pesanti conseguenze di carattere sociale ed economico. Le continue devastazioni delle campagne spinsero numerosi contadini a fuggire dai campi ed a rifugiarsi nelle città; inoltre molti piccoli proprietari terrieri, arruolati nell’esercito romano, furono costretti, al ritorno dalle guerre, a rivendere le loro terre per pagare i debiti. Mentre il ceto medio agricolo si assottigliava progressivamente, la concentrazione della proprietà terriera in poche mani dava origine al latifondo. Ebbe così inizio quella crisi agraria che nel meridione d’Italia si sarebbe protratta fino ai nostri giorni. La definitiva vittoria contro i Cartaginesi spinse i Romani ad iniziare una politica imperialista ed espansionista che avrebbe prodotto, nella seconda metà del II secolo a.C. un enorme allargamento del loro territorio, creando le basi per la nascita dell’Impero.</p>

<p><strong>I Luoghi della Battaglia</strong></p>

<p>È possibile visitare sul territorio comunale, nelle stupende campagne di Tuoro, il “Percorso storico-archeologico della Battaglia del Trasimeno”, realizzato nel corso degli anni ’80 del Novecento seguendo l’impostazione tracciata dagli studi di Giancarlo Susini attraverso i campi che furono teatro dell'epico scontro tra i Romani e i Cartaginesi. Sono presenti attualmente 9 aree di sosta in cui vengono approfonditi vari temi legati alla Battaglia e alla storia dei luoghi.</p>

<p>Sono molto interessanti soprattutto la postazione n° 1 e la n° 6. Dalla prima è possibile avere un’ampia panoramica della valle della battaglia vista da una posizione ravvicinata rispetto alla strettoia del Malpasso, lungo la quale la colonna delle legioni entrò nella pianura trovandovi la morte. Dalla seconda, posta al vertice della valle di Sanguineto, si domina il teatro dello scontro secondo la ricostruzione di Giancarlo Susini. Sono in corso iniziative per completare ed arricchire questo museo all’aperto affinché sia sempre più in grado di offrire ai visitatori italiani e stranieri un’informazione comprensibile e completa. Il percorso dovrà essere integrato con una postazione nella valle di Vernazzano in grado di coprire anche la ricostruzione tradizionale ben rappresentata dallo studio del Nissen.</p>

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<p><strong>PREMESSE ALLA BATTAGLIA</strong></p>

<p>Dopo la vittoria riportata alla Trebbia, Annibale proseguì il suo cammino verso sud, convincendo i Consoli ed il Senato romano che il suo scopo fosse marciare su Roma. Aggirò ed oltrepassò in Val di Chiana l'esercito di Flaminio, che lo attendeva per sbarrargli il passo, e lo spinse a seguirlo saccheggiando ogni terra che incontrava. Grazie alle precise informazioni dei suoi esploratori, decise di attirare Flaminio nella costa settentrionale del Lago Trasimeno, che era particolarmente adatta per un agguato. Quindi vi si inoltrò attraverso la stretta via chiamata Malpasso, scomparendo alla vista dell'esercito nemico, e pose il suo accampamento sulla collina ove oggi si trova Tuoro.</p>

<p><strong>L’ESERCITO ROMANO</strong></p>

<p>L'esercito romano, formato da 25.000 uomini, superò il Malpasso in ordine di marcia ovvero incolonnato, ed entrò nella pianura ai piedi delle colline di Tuoro. Caio Flaminio decise di inoltrarsi in questa vallata senza predisporre ricognizioni, probabilmente perchè era convinto che le truppe di Annibale si trovassero a più di un giorno di cammino.</p>

<p><strong>L'ESERCITO CARTAGINESE</strong></p>

<p>L'esercito di Annibale aveva una composizione estremamente eterogenea. In partenza era formato da guerrieri africani (Numidi, Libici, Moreschi, ecc.) e iberici (Baleari, Guaschi, Frombolieri delle Asturie, ecc.). Durante la sua marcia vittoriosa, si aggiunsero i Celti ed i popoli ribelli dell'Italia settentrionale, in particolare i Liguri e gli Insubri. Quando giunse nelle vicinanze del Trasimeno, l’esercito cartaginese si era ridotto a circa 40.000 uomini, a causa dell'epidemia scoppiata dopo l'attraversamento delle zone paludose, ed aveva perso tutti gli elefanti.</p>

<p><strong>RIFERIMENTI ARCHEOLOGICI</strong></p>

<p>Numerosi sono i reperti archeologici rinvenuti nella zona soprattutto nel corso dell’Ottocento, molti dei quali riconducibili all'epoca repubblicana o al primo impero: armi, finimenti per cavalli, fibule, monete, ecc. Di particolare rilievo i ritrovamenti della statua etrusco-romana dell'Arringatore del Trasimeno (fine II, inizio I secolo a.C.) e della statuetta in bronzo denominata ""Putto Graziani"", la cui copia si può ammirare presso la Sala del Consiglio Comunale di Tuoro.</p>

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<p><strong>IL CONSOLE CAIO FLAMINIO</strong></p>

<p>Gli storici giudicano il console Caio Flaminio più abile sul piano politico che su quello militare. I critici più severi lo descrivono come impulsivo ed imprudente. In ogni caso, va ricordato che nella confusione generale della battaglia fu uno dei pochi a mantenere i nervi saldi, tentando fino allo stremo delle forze di riorganizzare i suoi uomini, sin quando l'insubro Ducario non lo trafisse con la sua lancia. Il suo corpo non venne mai ritrovato.</p>

<p><strong>LA BATTAGLIA</strong></p>

<p>All'alba del 24 giugno del 217 a.C., sotto una fitta coltre di nebbia, la maggior parte dell'esercito romano era già dispiegata nella pianura. Annibale aveva posto la cavalleria leggera e i Celti all'ingresso della valle, a bloccare l'eventuale ritirata, i Libici e gli Iberici attorno al suo accampamento, i Baleari e gli Astati a chiudere il passo sulle pendici della collina di Tuoro che, secondo Susini, si trovava a stretto contatto con la riva del lago. (Seguendo Nissen la chiusura della trappola avvenne più ad est, tra le pendici del colle di Montigeto e il lago). Quando buona parte delle legioni erano entrate nella valle, Annibale diede l'ordine di attacco contemporaneo: la battaglia durò tre ore e vi rimasero uccisi 15.000 soldati romani, parte dei quali avevano cercato scampo nelle acque del lago.</p>

<p><strong>GLI USTRINI</strong></p>

<p>Le fosse di sezione tronco-conica scavate nel calcare e rinvenute nella zona di Tuoro potrebbero essere, secondo alcuni studiosi, sistemi di sepoltura, detti ""ustrina"", fatti costruire da Annibale per incenerire i numerosi cadaveri che dopo la battaglia avrebbero potuto causare epidemie. Altri autori ritengono che si tratti di antiche fornaci per la fabbricazione di calce.</p>

<p><strong>LA STATUA DELL'ARRINGATORE</strong></p>

<p>&nbsp;Si tratta di una statua bronzea raffigurante un principe etrusco che, vestito con la toga praetexta tipica dei Magistrati e dei Senatori, arringa una folla. La statua, ritrovata in un terreno poco a sud di Sanguineto, venne trasportata a Pila di Perugia da dove, successivamente, fu inviata al Granduca Cosimo di Toscana. Oggi è conservata al Museo Archeologico di Firenze.</p>

<p><strong>LA COLONNA ROMANA</strong></p>

<p>La colonna romana venne donata dal sindaco di Roma al Comune di Tuoro sul Trasimeno in occasione del Convegno di Studi Annibalici del 1961 in cui fu presentata la teoria del Prof. Susini. Essa fu collocata nell’autunno del 1965 sul luogo ove si riteneva che giungessero le acque del lago all'epoca della battaglia, cioè in quella che viene denominata ""Via del Porto"". Recenti indagini hanno evidenziato che il vecchio ""Porto di Casa del Piano"", a cui conduceva la suddetta strada, fu utilizzato a partire dal Tardo Medioevo quando il lago raggiunse livelli medi molto elevati che mantenne fino alla fine dell’800.</p>

<p><strong>LA LINEA DI COSTA ANTICA</strong></p>

<p>Secondo gli studi del Prof. Giancarlo Susini, nel 217 a.C. il Lago Trasimeno aveva un'estensione maggiore di quella attuale, pertanto la linea di costa antica delimitava una valle di dimensioni più ridotte rispetto a quelle odierne. Come già ricordato, studi recenti collocano la linea di costa dell'epoca addirittura più indietro di quella che si può vedere oggi. Si può, quindi, ipotizzare uno scenario della battaglia più ampio, anche in considerazione delle ingenti forze in campo.</p>

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<p><strong>I Personaggi</strong></p>

<p><strong>Annibale</strong></p>

<p>Fine stratega, audace guerriero e forse un po' stregone. Questo è l'Annibale tramandato dagli storici: l'uomo delle mille astuzie, capace di vincere anche in inferiorità numerica grazie ai suoi diabolici trucchi. Delle sue indubbie capacità strategiche diede prova nel momento in cui decise di raggiungere l'Italia per via di terra, pensando di poter facilmente sollevare le popolazioni soggette a Roma. Partì nella primavera del 218 a.C. con un esercito di 50.000 uomini, 9.000 cavalli e 37 elefanti. Nel suo lungo cammino valicò i Pirenei e le Alpi dove, per il freddo intenso, perdette gran parte degli elefanti. Sconfisse i Romani presso i fiumi Ticino e Trebbia e rinforzò il suo esercito con l'apporto delle tribù galliche, passate dalla sua parte. Attraversò l'Appennino e le terre paludose del Serchio e dell'Arno, nelle quali molti dei suoi uomini vennero decimati da un'epidemia ed egli stesso si ammalò gravemente ad un occhio. Raggiunse nel 217 a.C., le zone collinari a nord del Lago Trasimeno, decise di sbaragliare in tempi brevi l'esercito romano per aumentare il suo prestigio ed incitare alla ribellione le città dell'Etruria. Alla guida delle legioni romane erano in quell’anno i consoli Caio Flaminio Nepote e Gneo Servilio.</p>

<p><strong>Caio Flaminio Nepote</strong></p>

<p>Esponente del partito popolare e coraggioso innovatore in politica, il console Caio Flaminio ebbe diversi detrattori che ne sottolinearono la mancanza di competenza militare. Secondo i critici più severi Flaminio peccò di imprudenza poiché si fece attirare in trappola da Annibale senza ricorrere ad opportune esplorazioni. Questo giudizio deve essere in parte corretto. Infatti Flaminio, aspettando di ricongiungersi con le truppe dell'altro console Servilio, che si spostava da Rimini, inseguì a lungo l'esercito cartaginese tenendosi a debita distanza, senza alcuna fretta di ingaggiare lo scontro. In condizione di inferiorità numerica e in posizione nettamente sfavorevole, fu costretto a soccombere da una tattica militare che, per la cultura romana dell'epoca, era sleale e gravemente contrastante con il valore supremo della ""fides"".</p>

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<p><strong>IL “CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PERMANENTE SULLA BATTAGLIA DEL TRASIMENO E ANNIBALE”</strong></p>

<p>Il Centro è aperto al pubblico dal gennaio 1996, presso la casa del parco ""Il Sodo"" posta al centro del paese. Alle molte iniziative turisticoculturali programmate collaborano la locale Pro-Loco, la Provincia di Perugia e la Regione dell'Umbria. Con questa realizzazione il Comune di Tuoro cerca di rispondere a due esigenze primarie: quella scientifica e quella divulgativa procedendo gradualmente alla raccolta di tutta la bibliografia sull'argomento, alla presentazione su pannelli e su plastici delle ricostruzioni relative alle teorie principali, alla preparazione di materiale divulgativo su videocassetta e cd rom. Nel locale sede del Centro è allestita una mostra permanente sull'epopea annibalica, in cui si racconta per immagini l'intera Seconda Guerra Punica. Il Centro è periodicamente sede di incontri, conferenze, dibattiti, presentazioni di pubblicazioni e riviste sull'argomento: è oggi il punto di riferimento degli studiosi e degli appassionati. Le due principali teorie sulla Battaglia del Trasimeno, che fanno riferimento agli studi di Nissen e di Susini, vengono messe a confronto, nel Centro di documentazione di Tuoro, in due grandi plastici che fotografano il momento dell'attacco cartaginese all'alba del 24 giugno del 217 a.C.. Le relative ricostruzioni ambientali, le truppe e gli equipaggiamenti sono stati realizzati con centinaia di modellini di piombo. Le due versioni differiscono essenzialmente nei presupposti geografico-storici: l’estensione del Lago Trasimeno.</p> "	Tuoro sul Trasimeno | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2079079	12.070589299999938	""		""	""		[  ]	""
345	Attrattore	it_IT	24760242	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-cateri-1	Chiesa di Santa Caterina - Vallo di Nera	Le parti più antiche della Chiesa di Santa Caterina, a Vallo di Nera, appartengono al sec. XIV o al principio del sec. XV (campanile a vela, parete di fondo, ingresso del monastero).	""	Chiesa di Santa Caterina - Vallo di Nera	"Le parti più antiche della Chiesa di Santa Caterina, a Vallo di Nera, appartengono al sec. XIV o al principio del sec. XV (campanile a vela, parete di fondo, ingresso del monastero). Secondo il resoconto della visita pastorale del Lascaris chiesa e monastero erano stati eretti invece nel 1354.<br />
Il fabbricato monastico, che ospitava monache agostiniane, è quasi interamente diruto, per lo stato di incuria in cui è precipitato dopo la soppressione del Monastero decretata nel 1615 dal Cardinale Barberini, quando ormai era abitato da una sola monaca.<br />
Successivamente divenne di proprietà privata e andò quasi in rovina fino al recente restauro, che ha trasformato il complesso in un piccolo auditorium.<br />
La facciata attuale è una ricostruzione del cinquecento, ornata di un portale rinascimentale, un oculo, un campanile a vela posto sulla destra, dotato di due campane sovrapposte.<br />
L’interno, è a navata unica, con copertura a capriate. L’altare è staccato dal muro con una ricca cornice a giorno con motivi fitomorfi.<br />
Sopra l’altare è posta una tela di scuola romana del secolo XVII, racchiusa da una ricca cornice intagliata e policroma di artigianato locale.<br />
Sulla tela è raffigurato lo Sposalizio mistico di Santa Caterina con i SS Pietro, Paolo, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino. "	Vallo di Nera | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8016159	12.863551599999937	Vallo di Nera	54058	""	""		[  ]	""
346	Attrattore	it_IT	24760586	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-poggio-valtopina	Castello di Poggio - Valtopina	Castello di Poggio XI sec, già sede del Visconte della valle del Topino e residenza municipale fino al 1867.	""	Castello di Poggio - Valtopina	"Castello di Poggio XI sec, già sede del Visconte della valle del Topino e residenza municipale fino al 1867. E dall’anno 1000 che si inizia a sapere qualcosa circa il castello del Poggio, anche se notizie di una certa attendibilità risalgono soltanto alla seconda metà del XIII secolo, allorquando fu sottomesso a Perugia. Sin dai primi secoli del secondo millennio, fu sede di viscontea, di contea, di Universitas e comprendeva un vasto territorio del quale facevano parte diversi castelli, chiese, monasteri, nonché tutti i piccolo centri abitati della zona. L’imponente torre tuttora in buonissimo stato di conservazione, oltre ai locali dell’amministrazione comunale, ospitava anche il magazzino del Monte Frumentario nonché il “corpo di guardia” ed il carcere. Il sottostante abitato di Casa Coccia invece, ne costituiva il “Borgo”.<br />
Nei primi anni del XIV secolo, con l’avvento dei Trinci, la rocca passò sotto la loro dominazione. Nel 1338 ne fu signore Corrado I, mentre nel 1383 si ha notizia che Corrado II confermò certo Ser Bartolomeo di Ser Angelo da Giano, vicario di Valtopina, Stazzano e Balciano. Nel 1392 ne divenne vicario Ugolino III, mentre nel 1395 papa Bonifacio De concesse il castello con il titolo di conte a Giacomo di Paolo Boscari da Foligno, che continuò a mantenerne il feudo fino al 1435 anche se nel frattempo, papa Eugenio IV riconfermò il vicariato a Corrado III Trinci per il simbolico tributo si dice, di un falcone, una rete e un cane da caccia. Fu proprio sotto Corrado Trinci e precisamente il 15 agosto 1434, che l’ Universitas Vallis Tupini et Villae Balciani, si diede gli Statuti. Dopo il 1439, con la caduta dei Trinci, Poggio iniziò ad eleggere propri amministratori. Questo comportamento dette origine a violente reazioni da parte dei folignati che ne rivendicavano il possesso, così che lo stesso consiglio fu costretto a chiedere la protezione delle comunità confinanti. In tale frangente intervennero anche i perugini, che approfittando della situazione, cercarono con ogni mezzo di prenderne il controllo, riuscendovi però soltanto nel 1495. In quell’anno si sa per certo che furono assoggettati a Perugia, oltre al Poggio anche i castelli di Gallano, Serra e Pasano. Nel 1560 su nomina del pontefice Pio IV, il castello fu affidato ai conti Cesare e Ottaviano Bentivoglio di Gubbio, che ne furono signori fino al 1616. Dopo tale data gli stessi furono sostituiti da un podestà. Negli anni a seguire, le notizie sul castello sono frammentarie, ma di sicuro si sa che lo stesso ebbe funzioni di residenza comunale fino al 1867 anno in cui, ragione non ultima l’apertura della stazione ferroviaria, l’amministrazione venne trasferita definitivamente a Valtopina. "	Valtopina | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	43.05875	12.754369699999983	Valtopina	54059	""	""		[  ]	""
347	Attrattore	it_IT	24760666	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-ricamo-valtopina	Museo del Ricamo e del Tessile - Valtopina	Il Museo del ricamo e del tessile si trova a Valtopina al piano terra del palazzo Comunale, residenza signorile dei primi anni del XX secolo.	""	Museo del Ricamo e del Tessile - Valtopina	Il Museo del ricamo e del tessile si trova a Valtopina al piano terra del palazzo Comunale, residenza signorile dei primi anni del XX secolo. Il Museo del ricamo e del tessile merita sicuramente una visita per l’importanza che riveste come diffusore della conoscenza dell’arte del ricamo, molto importante a Valtopina anche per la presenza della Scuola di Ricamo, organizzata dalla Pro Loco. La raccolta è costituita da circa quattrocento pezzi suddivisi in tre sezioni: quella della moda femminile, della biancheria personale e della biancheria per la casa. Illustra i cambiamenti fondamentali e le semplificazioni a cui andò incontro la moda tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo. L’inaugurazione del Museo del ricamo e del tessile, avvenuta nel 2007, è stata possibile grazie alle numerose donazioni che hanno avuto luogo a partire dall’anno 2000 e che hanno fatto confluire nella raccolta manufatti appartenenti a storiche famiglie di Foligno, di Spello e di Perugia per estendersi poi ad altre regioni come la Toscana e la Liguria. Importante per la nascita della collezione è stata anche la presenza a Valtopina della Scuola di Ricamo, organizzata dalla Pro Loco, che contribuisce a tenere viva la tradizione delle arti minori, molto importanti nei piccoli centri dell’Umbria. Il museo è caratterizzato da tre sezioni che raccolgono circa quattrocento pezzi suddivisi tra la moda femminile, la biancheria personale e la biancheria per la casa. La prima sezione della moda femminile mette in evidenza, attraverso i preziosi abiti esposti, la semplificazione a cui andò incontro la moda tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo. In questo periodo gli abiti si caratterizzano per l’uso sempre più frequente del merletto, materiale nel quale sono spesso confezionate le parti strategiche delle vesti come mantelline, camicette e le balze delle gonne. Nella seconda sezione, quella dedicata alla biancheria personale, si evidenzia come tra XIX e XX secolo ci si concentri verso nuove e raffinate soluzioni che arricchiscono sottovesti, busti e copribusti, camicie da giorno, vestaglie, cuffie da casa e da notte, mutandoni, calze e fazzoletti con profusione di pizzi e merletti, ricami bianco su bianco o in colori pastello. Particolare attenzione è riservata ai corredini da neonato e da battesimo fatti realizzare dalle nuove classi borghesi emergenti, a laboratori specializzati, per ostentare sfarzo e ricchezza e competere così in lusso con la vecchia nobiltà. La terza sezione infine, dedicata alla biancheria per la casa, mette in luce come le fanciulle collezionavano fin dai tempi del collegio degli ”imparaticci” sui quali fissavano tutte le tecniche di ricamo apprese. Tuttavia, a partire dalla fine del XIX secolo, le giovani non realizzavano più personalmente il proprio corredo, ma preferivano rivolgersi a negozi specializzati, a sarte o ai laboratori conventuali, dove si svolgevano raffinati e lunghi lavori di ricamo. Dall’esposizione della biancheria si evidenzia come, nonostante l’introduzione del colore nelle lenzuola, avvenuta durante il secondo impero, per il corredo si continuerà a preferire il ricamo e il tessuto bianchi ancora per molto tempo. I motivi decorativi sono prevalentemente quelli floreali e che simboleggiano la felicità e l’amore eterno come il fiocco o il “nodo d’amore”. 	Valtopina | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi38.png/0033f7a1-a292-4547-b7c7-56677ac46cbe?t=1423749277226	43.05875	12.754369699999983	Valtopina	54059	""	""		[  ]	""
348	Attrattore	it_IT	24760162	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-giovanni	Chiesa di San Giovanni Battista	La chiesa di San Giovanni Battista di Vallo di Nera fu edificata nel corso del XIII e XIV secolo, per quanto riguarda la parte absidiale, ed ampliata e parzialmente ricostruita nel XVI secolo (la data è incisa sull'angolo sinistro della facciata).	""	Chiesa di San Giovanni Battista	"La chiesa di San Giovanni Battista di Vallo di Nera fu edificata nel corso del XIII e XIV secolo, per quanto riguarda la parte absidiale, ed ampliata e parzialmente ricostruita nel XVI secolo (la data è incisa sull'angolo sinistro della facciata). A questo periodo appartengono la facciata con il campanile, il portale ed il rosone.<br />
All'interno risiedono importanti opere d'arte: un Fonte Battesimale del XVI secolo; un affresco del 1536 di Jacopo Siculo, nel catino absidale, Transito della Madonna, splendido esempio di pittura italiana del sec. XVI della Scuola di Raffaello; dello stesso è anche un Cristo in pietà e simboli della Passione; un grazioso Olio Santo del 1504; numerosi dipinti del XVI secolo oltre ad alcune reliquie che coprono il periodo dal 1722 al 1814. Lungo le pareti laterali della chiesa, infine, le quattordici stazioni della ""Via Crucis"" risalenti al 1749. Sul fronte dell'arco Jacopo Siculo ha dipinto una delicata Annunciazione e le figure di S. Sebastiano e S. Rocco a grandezza naturale. "	Vallo di Nera | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8016159	12.863551599999937	Vallo di Nera	54058	""	""		[  ]	""
349	Attrattore	it_IT	24217599	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-santa-maria-della-neve	Chiesa Santa Maria della Neve	Situata nella caratteristica Piazza San Valentino, la chiesa ha origini altomedioevali quando era ancora una piccola pieve di campagna intorno alla quale sorse il nucleo abitato successivamente fortificato.	""	Chiesa Santa Maria della Neve	"Situata nella caratteristica Piazza San Valentino, la chiesa ha origini altomedioevali quando era ancora una piccola pieve di campagna intorno alla quale sorse il nucleo abitato successivamente fortificato. Situata nella caratteristica Piazza San Valentino, la chiesa ha origini altomedioevali quando era ancora una piccola pieve di campagna intorno alla quale sorse il nucleo abitato successivamente fortificato.
<p>La Chiesa è stata ampliata e completamente ristrutturata nei secoli XVI e XVII.</p>

<p>La facciata classicheggiante è molto semplice, l’interno è a una navata le cui pareti sono come incorniciate in tre grandi arcate cieche e termina con un abside semicircolare. L’ultimo altare a destra conserva, dietro una protezione di legno dipinto con impresso un simbolo riferito alla Madonna, una tela non esposta, raffigurante la madre di Gesù. Il catino absidale è ornato con un dipinto del ‘600, La Madonna della Neve e San Valentino patrono di Penna in Teverina.</p>

<p><br />
La chiesa di Santa Maria della Neve, situata nella piazza San Valentino di Penne in Teverina, è ricordata almeno dal 1476, quando ancora era una piccola pieve di campagna, dove in seguito sorse il centro abitato successivamente fortificato. La struttura fu ampliata e completamente ristrutturata nei secoli XVI e XVII.<br />
Oggi la chiesa di presenta con forme classicheggianti molto semplici e lineari, al suo interno le pareti dell’unica navata,&nbsp;probabilmente si trova nello stesso luogo di quella attuale, ma doveva trattarsi di una costruzione molto semplice, certamente più piccola dell'attuale.&nbsp;</p>

<p>La trasformazione nelle forme attuali è avvenuta nel corso del '600: si hanno infatti molti pagamenti effettuati nell'anno 1639.</p>

<p>Sull'altare maggiore almeno dal XV secolo doveva esserci una tavola raffigurante la Madonna e i santi Valentino e Sebastiano, sostituita nel 1700 con l'attuale quadro.Situata nella caratteristica Piazza San Valentino, la chiesa ha origini altomedioevali quando era ancora una piccola pieve di campagna intorno alla quale sorse il nucleo abitato successivamente fortificato.</p>

<p>La Chiesa è stata ampliata e completamente ristrutturata nei secoli XVI e XVII.</p>

<p>La facciata classicheggiante è molto semplice, l’interno è a una navata le cui pareti sono come incorniciate in tre grandi arcate cieche e termina con un abside semicircolare. L’ultimo altare a destra conserva, dietro una protezione di legno dipinto con impresso un simbolo riferito alla Madonna, una tela non esposta, raffigurante la madre di Gesù. Il catino absidale è ornato con un dipinto del ‘600, La Madonna della Neve e San Valentino patrono di Penna in Teverina.</p>

<p><br />
La chiesa di Santa Maria della Neve, situata nella piazza San Valentino di Penne in Teverina, è ricordata almeno dal 1476, quando ancora era una piccola pieve di campagna, dove in seguito sorse il centro abitato successivamente fortificato. La struttura fu ampliata e completamente ristrutturata nei secoli XVI e XVII.<br />
Oggi la chiesa di presenta con forme classicheggianti molto semplici e lineari, al suo interno le pareti dell’unica navata,&nbsp;probabilmente si trova nello stesso luogo di quella attuale, ma doveva trattarsi di una costruzione molto semplice, certamente più piccola dell'attuale.&nbsp;</p>

<p>La trasformazione nelle forme attuali è avvenuta nel corso del '600: si hanno infatti molti pagamenti effettuati nell'anno 1639.</p>

<p>Sull'altare maggiore almeno dal XV secolo doveva esserci una tavola raffigurante la Madonna e i santi Valentino e Sebastiano, sostituita nel 1700 con l'attuale quadro.""1</p>

<p>Oggi la chiesa si presenta in forme seicentesche, estremamente semplici e lineari: una facciata semplicissima e tetto a capanna sul quale si erge un campaniletto con due archetti.</p>

<p>Oggi la chiesa si presenta in forme seicentesche, estremamente semplici e lineari: una facciata semplicissima e tetto a capanna sul quale si erge un campaniletto con due archetti.</p> "	Penna in Teverina | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.4933212	12.354819399999997	Penna in Teverina	55026	""	""		[  ]	""
350	Attrattore	it_IT	24217809	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porta-marzia	Porta Marzia	Porta Marzia si trova inserita come arco cieco nella muratura della rocca Paolina, maestosa opera architettonica cinquecentesca estesa sul vasto quartiere di colle Landone, rilievo meridionale su cui sorge Perugia.	""	Porta Marzia	"Porta Marzia si trova inserita come arco cieco nella muratura della rocca Paolina, maestosa opera architettonica cinquecentesca estesa sul vasto quartiere di colle Landone, rilievo meridionale su cui sorge Perugia. <p>Fu la porta monumentale posta all’estremità meridionale della cinta muraria etrusca, in corrispondenza dell’ingresso in città della via Amerina, prolungata fino a Perugia intorno alla metà del III secolo a.C., rinsaldando i rapporti tra la città e Roma.</p>

<p>Per la suggestiva soluzione architettonica attuata dal grande architetto Antonio da Sangallo il Giovane che riuscì a preservare un monumento di valore storico-archeologico ineguagliabile, incastonando il fastigio di travertino nel laterizio della rocca, trasformandolo in elemento decorativo dell’ingresso al fortilizio. Da qui il visitatore potrà accedere alla città sommersa attraverso la sotterranea via Bagliona con il superstite quartiere medievale, punto di maggiore suggestione scenografica. Definitivamente recuperati nel 1965, gli ambienti sono oggi adibiti a spazio espositivo e a sede del museo della Rocca.</p>

<p>La porta originaria venne distrutta al momento della realizzazione&nbsp; della rocca Paolina (1540-43) e parzialmente rimontata dal Sangallo con lo stesso orientamento a circa 4 metri di distanza, inserita come arco cieco nella nuova muratura. Gli stipiti della porta sono stati invece conservati nella loro posizione originaria, inglobati in un’area di accesso alla fortezza molto militarizzata. L’arco di travertino, ampio circa 4, 40 metri, è tracciato da conci distribuiti a raggiera, inquadrato da due lesene che sorreggono una cornice aggettante su cui corre l’iscrizione Colonia Vibia / Augusta Perusia, analoga a quella presente sull’arco Etrusco. Fra l’arco e la cornice, si sviluppa un fregio a forma di balaustra da cui si affacciano cinque figure separate da lesene scanalate sormontate da capitelli a foglie d’acqua. In posizione centrale un busto maschile raffigurante Tinia/Iuppiter (Giove) affiancato da due personaggi tradizionalmente identificati con i Dioscuri. Recentemente si è proposta l’identificazione con i Lares Praestites, gli antenati eroizzati che nella tradizione etrusco-italica e romana sono appunto deputati a proteggere le mura della città. Alle estremità sono raffigurate due protomi equine. Ai lati e al di sopra dell’arco sono inserite altre tre teste aggettanti in peperino. Porta Marzia non aveva funzioni difensive ma costituiva l’ingresso monumentale alla città, munito di un apparato decorativo con figure tutelari idealmente rivolte verso Roma, nuovo potente alleato da accogliere pacificamente.</p> "	Perugia | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
351	Attrattore	it_IT	24247392	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-paolina-porano	Villa Paolina - Porano	Detta anche del Corniolo, per l’abbondanza di questi arbusti selvatici nella macchia circostante, villa Paolina si presenta come un vasto complesso che si sviluppa su un ripiano ondulato stretto tra scoscese balze di tufo, lungo la via che da Porano si dirige verso Bagnoregio, nell’Orvietano.	""	Villa Paolina - Porano	Detta anche del Corniolo, per l’abbondanza di questi arbusti selvatici nella macchia circostante, villa Paolina si presenta come un vasto complesso che si sviluppa su un ripiano ondulato stretto tra scoscese balze di tufo, lungo la via che da Porano si dirige verso Bagnoregio, nell’Orvietano. L’esuberanza arborea la nasconde alla vista ma al tempo stesso la inserisce tra i parchi di maggior rilevanza dell’Umbria. La villa, in fondo a un lungo viale alberato, sorge nel cuore di un parco storico tra i più rilevanti d’Italia, esteso per 9 ettari; lo scenografico complesso comprende varie aree a giardino con disegno e alberature di grande pregio, armonicamente inserite in un circostante territorio più selvatico. Tutta la tenuta è impostata su un disegno compositivo ad assi ortogonali che regola sia la disposizione degli edifici che delle aree a verde. Venne costruita per volontà del marchese Giovan Battista Gualtiero nel 1706. su una preesistente struttura monastica, quale residenza estiva per i prelati. Dal 1874 il complesso subì un processo di trasformazione per volontà della famiglia Viti Mariani, prima di entrar in possesso della famiglia Casini. Dagli anni Ottanta del Novecento è di proprietà della Provincia di Terni. Sede dell’Istituto per l’Agroselvicoltura del CNR, la villa ospita attualmente vari eventi culturali e sportivi. E’ costituita da un edificio centrale con due ali laterali. All’ingresso si accede da bassa terrazza collegata al giardino da doppia scalinata semicircolare. Tutte le finestre della facciata sono ad arco, inscritte in edicole. All’interno sale decorate di gusto ottocentesco e una galleria decorata a grottesca. L’edificio è completato da edifici minori come la limonaia, il casale e l’esedra semicircolare. Nel parco sono state rinvenute tombe etrusche risalenti al IV secolo a.C 	Porano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.6868778	12.102810699999963	Porano	55028	""	""		[  ]	""
352	Attrattore	it_IT	24275608	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castel-rubello-porano	Castel Rubello - Porano	"Contesto: isolato nel contesto agricolo<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
Attuale uso: attività ricettiva<br />
Proprieta: Privata"	""	Castel Rubello - Porano	"Contesto: isolato nel contesto agricolo<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
Attuale uso: attività ricettiva<br />
Proprieta: Privata Castel Rubello, edificato su di un’altura (m. 430), fa parte del territorio comunale di Porano.<br />
Il castello, in discreto stato di conservazione, è formato dall’unione di&nbsp; due complessi: il primo è caratterizzato da unità edilizie addossate e&nbsp; chiesa, difesi naturalmente da un bastione roccioso e&nbsp; da una grande torre angolare a base quadrata.<br />
Il secondo si compone di un grande edificio ad uso residenziale, che conserva al suo interno uno splendido camino e affreschi di Lombardelli, e di edifici di minori dimensioni disposti a cerchio a creare una corte.<br />
Il castello, che risale al XIII secolo, assunse&nbsp; l’aspetto definitivo agli inizi del Trecento.<br />
Fu motivo di molte contese: nel XIV secolo tra Malcorini e Muffati, nel XV secolo tra Ladislao d’ Angiò e la vicina Orvieto.<br />
Dalla metà del Cinquecento fu proprietà dei Valenti; passò poi alla nobile famiglia degli Avveduti. Nel 1816 apparteneva alla compagnia di Gesù che l’aveva affidato al barone Luigi Salvatori.<br />
Oggi è di proprietà di Giuseppe Serafini Trinci. "	Porano | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.6868778	12.102810699999963	Porano	55028	""	""		[  ]	""
353	Attrattore	it_IT	24276256	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-san-gemini	Chiesa di San Francesco - San Gemini	"Contesto: urbano<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
La chiesa di San Francesco, si trova a San Gemini in piazza San Francesco, ubicata a ridosso del castello altomedievale all’interno della cerchia muraria tardoduecentesca."	""	Chiesa di San Francesco - San Gemini	"Contesto: urbano<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
La chiesa di San Francesco, si trova a San Gemini in piazza San Francesco, ubicata a ridosso del castello altomedievale all’interno della cerchia muraria tardoduecentesca. La facciata, del tipo a capanna, è realizzata in pietra locale.<br />
Al centro si apre il portale gotico strombato ad arco acuto, con fasci di colonnine sormontate da capitelli ornati con motivi araldici; arricchisce l’ingresso una porta lignea a lacunari del quattrocento. Sopra l’ ingresso è una finestra ad arco tondo, oggi murata, e un grande rosone.<br />
La chiesa si sviluppa a navata unica, particolarmente allungata, tagliata trasversalmente da sette arconi ogivali e terminante con un’abside poligonale in cui si apre una grande bifora goticheggiante.<br />
La copertura della navata è a travi lignee poggianti su arconi, mentre l’abside è coperto da una volta con costoloni a sezione poligonale, sorretti da colonnine a sbalzo con capitelli fogliari.<br />
Le pareti sono decorate da una serie di scene affrescate, in parte lacunose: di particolare interesse sulla sinistra si riconoscono una Maestà, alcuni Santi e una Crocifissione di tipo popolaresco con San Francesco e il committente ai piedi del Cristo, di ignoto artista umbro del Trecento; in controfacciata un’ Adorazione dei Magi attribuita a Livio Agresti. Di grande raffinatezza è anche il rinascimentale busto di San Bernardino in terracotta policroma riferibile alla scuola del Vecchietta.<br />
Dietro l’ edificio si apre un elegante chiostro ove annualmente si tengono esposizioni d’arte e mostre artigianali.<br />
Non si conosce l’atto ufficiale né la data precisa dell’insediamento dei frati Minori in San Gemini: la tradizione si richiama, al passaggio di San Francesco in città, attestato dal biografo del Santo Tommaso da Celano. La chiesa fu costruita comunque prima del 1291, anno in cui Niccolò V, con bolla papale, concesse particolari indulgenze a favore di alcuni edifici francescani tra cui quello di San Gemini. "	San Gemini | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.6116752	12.547853000000032	San Gemini	55029	""	""		[  ]	""
354	Attrattore	it_IT	24362147	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-andrea-sigillo	Chiesa di Sant'Andrea - Sigillo	La chiesa è ubicata nelle vicinanze dell'antica Rocca, tanto da confendersi con essa, la facciata, incompiuta, e l’abside, simili a fortilizio, si scorgono da lontano così come il campanile che si profila elevato sullo sfondo.	""	Chiesa di Sant'Andrea - Sigillo	"La chiesa è ubicata nelle vicinanze dell'antica Rocca, tanto da confendersi con essa, la facciata, incompiuta, e l’abside, simili a fortilizio, si scorgono da lontano così come il campanile che si profila elevato sullo sfondo. L’architettura della chiesa è neorinascimentale, con abside ad ampio respiro e unica navata, con colonne, pilastri e capitelli. Al centro dell’abside si trova l’altare maggiore, mentre i due laterali si trovano nell’unica navata.<br />
Merita menzione l’organo, posto sopra l’ingresso, con cantoria decorata (sec. XVIII), fu infatti costruito nel 1793 dal celebre Gaetano Callido di Venezia per la chiesa, oggi non più esistente, di S. Francesco in Fabriano e fu poi trasferito a Sigillo nel 18692. E' a tutt’oggi il primo ed unico esemplare esistente in Umbria di tale autore.<br />
Di rilevante interesse anche Il coro, in noce con ampi e numerosi stalli, e leggio imponente, porta la data del 1679. Sopra il coro, in una ricca cornice, vi è un quadro settecentesco raffigurante il Martirio di Sant’Andrea. "	Sigillo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.3314119	12.730749699999933	""		""	""		[  ]	""
355	Attrattore	it_IT	24362045	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-comunale-sellano	Palazzo Comunale - Sellano	Edificio vicino alla chiesa di Santa Maria con assetto ottocentesco ma prospetto cinquecentesco e all'interno tracce di affreschi del XVI sec.	""	Palazzo Comunale - Sellano	"Edificio vicino alla chiesa di Santa Maria con assetto ottocentesco ma prospetto cinquecentesco e all'interno tracce di affreschi del XVI sec. In un ambiente al piano superiore si può ammirare una pregevole ""Madonna con bambino e Santi"", affresco frammentario della metà del sec. XV. In questo edificio è conservato anche il così detto ""piatto dei brevicelli"" in rame sbalzato e dorato (sec. XVI). "	Sellano | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.8985784	12.886001599999986	Sellano	54048	""	""		[  ]	""
356	Attrattore	it_IT	24390980	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-claudio	Chiesa di San Claudio	La chiesa di San Claudio si trova fuori dal contesto urbano, lungo la via Centrale Umbra che da Spello conduce a Villa Fidelia.	""	Chiesa di San Claudio	"La chiesa di San Claudio si trova fuori dal contesto urbano, lungo la via Centrale Umbra che da Spello conduce a Villa Fidelia. La costruzione in stile romanico del XII secolo, sorge sui resti di un edificio termale romano. Era uno dei possedimenti dell’abbazia di San Silvestro a Collepino. Nel XIV secolo la gestione della chiesa passò al comune di Spello.&nbsp;<br />
Tra il XIV e XV secolo fu meta di pellegrinaggi e nello spazio antistante la facciata si svolgevano importanti fiere. Per questa ragione vennero costruiti dei loggiati addossati alle pareti esterne della chiesa, poi distrutti.<br />
La facciata, in pietra calcarea bianca, presenta un campaniletto a vela, ricostruito nel XVI secolo, con due bifore sovrapposte. Più in basso il rosone centrale distrutto dal terremoto del 1832 e ricomposto nel 1883. Ai lati del rosone si aprono due bifore. Tre portali (i laterali chiusi) davano accesso alle tre navate divise internamente da pilastri, a sinistra, e da colonne, a destra. Il soffitto originario a capriate venne sostituito nel XIV secolo da tre arconi in muratura; abbassandosi progressivamente danno l’illusione di una maggiore profondità alla navata centrale. L’altare è formato da un pilastro e da un coperchio di sarcofago romano.<br />
L’abside semicircolare e la navata centrale sono decorate da affreschi di scuola umbra del XV secolo. Nel 1393 l’intera zona presbiteriale fu dipinta dall’orvietano Cola di Petruccioli, possiamo ancora ammirare Sant’Andrea Apostolo, Madonna con Bambino e l’Arcangelo Gabriele, San Rufino e San Lorenzo. Nella navata centrale un affresco attribuibile a Giovanni di Corraduccio (XV secolo) raffigura la Madonna con il Bambino e Sant’Antonio Abate e San Giacomo. "	Spello | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	""		""	""		[  ]	""
357	Attrattore	it_IT	24391296	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-girolamo-spello	Chiesa di San Girolamo - Spello	La chiesa e il convento di San Girolamo si trovano poco fuori le mura di Spello, lungo la strada che conduce a Collepino.	""	Chiesa di San Girolamo - Spello	"La chiesa e il convento di San Girolamo si trovano poco fuori le mura di Spello, lungo la strada che conduce a Collepino. Il complesso venne edificato a partire dal 1472, grazie al finanziamento di Braccio Baglioni, signore di Spello, ed ospitò una comunità di frati Minori Osservanti fino ai primi anni del Novecento. Dal 1965 presso il convento si trova la comunità dei Piccoli Fratelli di p. C. de Foucault.<br />
Un bellissimo portico precede l’ingresso principale alla chiesa al cui interno si possono ammirare preziose opere d’arte tra queste un Crocifisso ligneo scolpito e dipinto della fine del Quattrocento, e un affresco di un ignoto pittore seguace del Pinturicchio, raffigurante lo Sposalizio della Vergine. Molto bello è anche il coro ligneo intarsiato del XVI secolo. "	Spello | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
358	Attrattore	it_IT	24391156	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-baglioni-spello	Palazzo Baglioni - Spello	Palazzo Baglioni si trova in piazza della Repubblica, nel centro storico di Spello, tra il palazzo comunale e la chiesa di Sant’Andrea.	""	Palazzo Baglioni - Spello	"Palazzo Baglioni si trova in piazza della Repubblica, nel centro storico di Spello, tra il palazzo comunale e la chiesa di Sant’Andrea. L’edificio venne fatto costruire per volere di Adriano Baglioni, signore di Spello, nel 1561 su progetto di Battaglia di Pietro e Filippo di Giacomo.<br />
Il palazzo ingloba parte dell’antica rocca albornoziana (1358) a sua volta edificata sopra la sede dell’Oratorio dei Raccomandati di Santa Maria della Misericordia.<br />
Vi risiedettero i Baglioni per pochi anni, nel 1583 il palazzo venne occupato dal governatore apostolico fino al 1860 essendo la città torna sotto lo stretto controllo dello Stato della Chiesa.<br />
Gravemente danneggiato dal terremoto del 1832 è stato restaurato negli anni ’70 del Novecento per ospitare la Scuola Media Statale.<br />
Dell’antico edificio dei Baglioni oggi non rimane più quasi nulla; lungo via del Seminario Vecchio sono visibili elementi costruttivi stratificati che testimoniano le diverse fasi costruttive.<br />
L’interno è stato pesantemente trasformato per essere adibito ad edificio scolastico; nonostante ciò al primo piano, nella sala del Governatore, rimane la decorazione del soffitto in formelle dipinte e del fascione che corre lungo le pareti con figure femminili e vedute della valle umbra (XVI secolo). "	Spello | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
359	Attrattore	it_IT	24419770	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/convento-di-san-francesco	Convento di San Francesco	Il Convento di S. Francesco, fondato secondo la tradizione dallo stesso San Francesco nel 1213, divenne nel XVII sec. un importante centro di studi teologici, storici ed eruditi.	""	Convento di San Francesco	"Il Convento di S. Francesco, fondato secondo la tradizione dallo stesso San Francesco nel 1213, divenne nel XVII sec. un importante centro di studi teologici, storici ed eruditi. Fra i dotti che operarono in questo secolo si può ricordare il teologo fra’ Costanzo Malvetani, frate Arcangelo Contessa e frate Agostino Mattielli che, con la sua Umbria Serafica e il Discorso sopra la terra di Stroncone, può considerarsi uno dei maggiori cronisti ed eruditi umbri del ‘600.<br />
Il fervore per gli studi spinse gli studiosi del Convento alla costituzione di una Biblioteca, strumento indispensabile per la loro formazione e per le loro ricerche. Negli anni successivi la Biblioteca si arricchì di numerosi lasciti e donazioni, sì da creare una fra le più ricche raccolte francescane in Umbria.<br />
Nonostante i numerosi depauperamenti, grazie all’isolamento del piccolo Convento, molti testi rimasero nella loro antica collocazione e ancora oggi è possibile ammirare la Biblioteca nella sua originaria disposizione.<br />
Fonte: Turismo Stroncone "	Stroncone | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.4997405	12.663681999999994	Stroncone	55031	""	""		[  ]	""
360	Attrattore	it_IT	24419910	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/oratorio-di-san-giovanni-decollato	Oratorio di San Giovanni Decollato	L’Oratorio di S. Giovanni Decollato, situato a sinistra della porta di ingresso dell’antico Castello di Stroncone, è un autentico gioiello d’arte e architettura.	""	Oratorio di San Giovanni Decollato	L’Oratorio di S. Giovanni Decollato, situato a sinistra della porta di ingresso dell’antico Castello di Stroncone, è un autentico gioiello d’arte e architettura. Sede dell’omonima Confraternita, conserva opere di pregevole fattura di Giuseppe Bastiani detto Giuseppino da Macerata. Nelle lunette laterali sono rappresentate quattro storie della vita del Santo: Natività - S. Giovanni nel deserto- Annuncio a Zaccaria- Visita in carcere dei discepoli, mentre il Battesimo campeggia al centro della volta suddivisa in scomparti da cornici in stucco e grottesche interrotte da piccoli paesaggi e cartelle con scritte in latino riferibili al Battista. Bellissima la pala dell’altare maggiore che ne raffigura il martirio, frutto anch’essa del pennello del Bastiani. La testa del Santo martire, su cui inevitabilmente si posano gli occhi dello spettatore, concentra tutto il pathos della raffigurazione. Due altari barocchi e stucchi pregevoli, opera di due autori stronconesi, i fratelli Gregorio e Cristoforo Grimani, completano l’interno di questa chiesa, la più bella, sul piano artistico, della città di Stroncone. 	Stroncone | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.4997405	12.663681999999994	Stroncone	55031	""	""		[  ]	""
361	Attrattore	it_IT	24159626	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/complesso-di-san-francesco-norcia	Complesso di San Francesco - Norcia	Il complesso di S. Francesco, del secolo XIV, è oggi sede dell’auditorium, della biblioteca comunale e dell’archivio storico.	""	Complesso di San Francesco - Norcia	"Il complesso di S. Francesco, del secolo XIV, è oggi sede dell’auditorium, della biblioteca comunale e dell’archivio storico. <p>La facciata esterna dell’auditorium si deve alla ricostruzione portata a termine dai francescani Conventuali, secondo i dettami dell’ultima stagione del gotico.<br />
Di notevole pregio, sul frontale, il bel rosone e, sul fianco, ricchi portali.<br />
L’interno, a navata unica, è ornata da pochi affreschi superstiti dei molti che impreziosivano le superfici.<br />
L’auditorium sta per essere arricchito di un’altra pregevole opera pittorica.<br />
Sulla parete di fondo sarà infatti collocata la pala raffigurante “L’incoronazione della Vergine” che Jacopo Siculo dipinse per i Francescani dell’Annunziata nel 1541.<br />
La tavola monumentale, che tornerà nella sua città di origine dopo lunghi 25 anni, rivitalizzerà tutto l’ambiente per le sue qualità di luce e di colore, ma anche per le sue dimensioni (l’intera macchina contenente la pala misura 7 metri di lunghezza x 5 di larghezza).<br />
All’interno del complesso può essere visitato anche uno dei più significativi patrimoni archivistici della regione, quanto a ricchezza, antichità e varietà delle documentazioni.<br />
Nell’archivio storico comunale di Norcia sono infatti conservate preziose testimonianze della città di San Benedetto e del territorio circostante sin dal XIII secolo. Con i fondi ad esso aggregati, l’archivio è composto da oltre 12000 pezzi datati tra questo periodo e gli anni ’60 del XX secolo.<br />
Nella sezione preunitaria si evidenzia l’archivio segreto del Comune, in cui sono attestati i rapporti esistenti tra Norcia e l’autorità centrale pontificia, le comunità e le città vicine.<br />
Nella sezione postunitaria sono invece collocate le documentazioni prodotte dal 1860 e 1960.<br />
Nel deposito comunale sono poi conservati i fondi archivistici statali come l’archivio notarile mandamentale.</p>

<p>[Fonte: www.comune.norcia.pg.it]</p> "	Norcia | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7916746	13.094733499999961	""		""	""		[  ]	""
362	Attrattore	it_IT	24159735	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tempietto-norcia	Tempietto - Norcia	Il piccolo monumento in pietra si trova in vicolo del Tempietto ad angolo con la centrale via Umberto I.	""	Tempietto - Norcia	"Il piccolo monumento in pietra si trova in vicolo del Tempietto ad angolo con la centrale via Umberto I. L’edificio è opera di Vanni della Tuccia che nel 1354 decorò la semplice struttura a pianta quadrata con anticlassici bassorilievi; sono presenti motivi zoomorfi, antropomorfi, geometrici, simbolici ed esoterici. La decorazione esterna si conclude con un singolare bugnato. Lungo il perimetro del parallelepipedo corre un’iscrizione nella quale si legge il nome dell’autore e la data di realizzazione intervallata dalla salutazione angelica.<br />
Nel piccolo ambiente interno è presente un affresco trecentesco raffigurante la Madonna col Bambino e santi; il dipinto appare scurito a causa delle affumicature delle lampade ad olio di cui si possono ancora oggi notare i ganci originali. Le due finestre dovevano essere chiuse da grate in ferro battuto.<br />
Il Tempietto, anticamente chiamato “la màina” ovvero “l’immagine”, è l’edificio più originale e meglio conservato di Norcia.<br />
Riguardo la sua fondazione esistono varie ipotesi; forse santuarietto terapeutico in seguito alla peste che sconvolse la città e l’Italia intera durante la metà del XIV secolo; oppure realizzato in conseguenza ad un particolare voto espresso dalla cittadinanza. "	Norcia | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7916746	13.094733499999961	""		""	""		[  ]	""
363	Attrattore	it_IT	24217269	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-dei-miracoli	Santuario della Madonna dei Miracoli	"<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">Per raggiungere il santuario della Madonna dei Miracoli, bisogna recarsi a Castel Rigone, piccola frazione di Passignano sul Trasimeno.&nbsp;</span></span></span></span></p>"	""	Santuario della Madonna dei Miracoli	"<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">Per raggiungere il santuario della Madonna dei Miracoli, bisogna recarsi a Castel Rigone, piccola frazione di Passignano sul Trasimeno.&nbsp;</span></span></span></span></p> <p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">Il santuario si trova poco fuori le mura del bordo, ed è tra le migliori realizzazione rinascimentali presenti in Umbria. L’edificio fu edificato nel 1494, con il contributo del Comune perugino, come luogo di protezione dalla peste; per questo motivo, per volontà di papa Alessandro VI, prese l’intitolazione a Maria santissima dei Miracoli.</span></span></span></span></p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"">&nbsp;</p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">La struttura è stata interamente realizzata in arenaria: la facciata è opera di Domenico Bertini, mentre il tozzo campanile fu ricostruito nel 1851, dopo il crollo di quello precedente del 1531. Il santuario presenta una pianta a croce latina, con un’unica ampia navata; nella parete di sinistra si possono ammirare affreschi di scuola perugina risalenti al ‘500.</span></span></span></span></p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"">&nbsp;</p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">Nel braccio destro del transetto, in una piccola cappella in pietra serena, affrescata da Tommaso Papacello, è collocato un Crocifisso ligneo. Sono di Domenico Alfani i due tondi con i profeti Michea e Isaia, posti sui pilastri dell’arco trionfale.</span></span></span></span></p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"">&nbsp;</p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;""><span style=""background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#666666;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;""><span style=""font-size:10.5pt;"">Nell’abside è possibile ammirare il dipinto raffigurante l’<em>Epifania</em>, realizzato dallo stesso Alfani su cartoni di Rosso Fiorentino. Nella cappella posizionata nel transetto sinistro, sempre in pietra serena, è collocata un’immagine con la <em>Madonna con Bambino</em>, datata fine XIC secolo, mentre l’affresco raffigurante l’<em>Incoronazione della Vergine</em>, di G.B. Caporali, è posizionato sopra il 2° altare sinistro.</span></span></span></span></p>

<p>&nbsp;</p> "	Passignano sul Trasimeno | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1876296	12.134165400000029	""		""	""		[  ]	""
364	Attrattore	it_IT	5395064	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-benedetto	Chiesa di San Benedetto - Fossato di Vico	Si trova sull'omonima via, appena fuori le mura.	""	Chiesa di San Benedetto	Si trova sull'omonima via, appena fuori le mura. Abbazia benedettina del sec. XIII dall'architettura ben conservata, con due portali ogivali e una monofora trilobata, un'iscrizione in numeri romani indicante su pietra la data del 1337; l'interno ha una navata centrale a tutto sesto e due cappelle laterali a crociera e conserva solo parte degli affreschi tre-quattrocenteschi di scuola eugubina, tra cui quello che forse è il più antico ritratto di Papa (Urbano V). La parte abitativa dell'abbazia è stata ristrutturata ed ampliata negli ultimi decenni. 	Fossato di Vico | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.2982491	12.762584699999934	Fossato di Vico	54019	""	""		[  ]	""
365	Attrattore	it_IT	5395116	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-pietro	Chiesa di San Pietro	E' la chiesa più antica di Fossato, eretta in origine per fungere da Monastero dei Camaldolesi.	""	Chiesa di San Pietro	"E' la chiesa più antica di Fossato, eretta in origine per fungere da Monastero dei Camaldolesi. <div>Sicuramente è stata costruita prima del ""castrum"", perché come chiesa principale non si trova al centro del castello, come invece era quasi regola quando nasceva una città.</div>

<div>La chiesa è stata scavata nella roccia ad est e a nord, al di sopra sormontata dall'abitazione degli antichi monaci (cui si accede anche dall'interno della chiesa attraverso una ripida scala ancora scavata nella roccia) e si affaccia su una piazzetta dalle caratTeristiche medievali. Questa chiesa è stata il grande cimitero del territorio Fossatano dalle origini fino al 1870. Caduta in totale abbandono in quegli anni a causa dello spostamento della Pievania alla chiesa di S. Sebastiano, che assorbito parte delle sue numerose ricchezze, è stata restaurata e riaperta al culto esattamente un secolo dopo, lasciando in evidenza alcune tracce di affreschi, un avello ed altri elementi. Di grande importanza il meraviglioso lavatoio in pietra che sta al di sotto della chiesa di S. Pietro.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><em>Fonte: Comune di Fossato di Vico</em></div> "	Fossato di Vico | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.2944444	12.761753099999964	Fossato di Vico	54019	""	""		[  ]	""
366	Attrattore	it_IT	24963823	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pinacoteca-comunale-deruta	Pinacoteca comunale- Deruta	La Pinacoteca comunale è allestita dal 1999 all’interno di palazzo dei Consoli. L'edificio trecentesco presenta forme gotiche nella parte inferiore mentre la fascia soprastante è frutto di rifacimento settecentesco.	""	Pinacoteca comunale- Deruta	La Pinacoteca comunale è allestita dal 1999 all’interno di palazzo dei Consoli. L'edificio trecentesco presenta forme gotiche nella parte inferiore mentre la fascia soprastante è frutto di rifacimento settecentesco. &nbsp;Primitiva sede del museo Regionale della Ceramica, con il definitivo trasferimento nel 1998 di quest'ultimo nella nuova sede del convento di San Francesco, il palazzo è stato interamente dedicato ad accogliere la collezione storico-artistica. Formatasi a partire&nbsp; dagli inizi del Novecento con opere già appartenenti a chiese demaniate la raccolta si è andata via via arricchendo nel corso del secolo, e soprattutto nel 1931, quando Consilia Pascoli, erede del collezionista e scrittore d'arte Lione Pascoli vissuto nel XVII secolo, donò al comune circa quaranta opere. Conserva al primo piano pitture provenienti dalla chiesa di San Francesco e del circondario tra cui spiccano la Madonna dei Consoli e il gonfalone di Sant’Antonio Abate di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e l’Eterno e i santi Romano e Rocco di Pietro Vannucci detto il Perugino. Al secondo piano è stata collocata la collezione Pascoli: le circa quaranta opere donate sono state realizzate da artisti attivi tra XVII e XVIII secolo come Giovan Battista Gaulli, Sebastiano Conca, Francesco Trevisani, Antonio Amorosi, Francesco Graziani e Pietr Van Blomen e sono altamente rappresentative del collezionismo romano di primo Settecento. 	Deruta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9808942	12.421785	Deruta	54017	""	""		[  ]	""
367	Attrattore	it_IT	24963716	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-ceramica-deruta	Museo della Ceramica  - Deruta	Istituito nel 1898 da un gruppo di notabili locali, il museo è, nella sua tipologia, il più antico in Italia. Dal 1998 è ospitato nel trecentesco convento di San Francesco, interamente restaurato.	""	Museo della Ceramica  - Deruta	Istituito nel 1898 da un gruppo di notabili locali, il museo è, nella sua tipologia, il più antico in Italia. Dal 1998 è ospitato nel trecentesco convento di San Francesco, interamente restaurato. Gli spazi espositivi coprono una superficie complessiva di 1700 mq suddivisa in 1200 di percorso e 500 destinata ai depositi. Al piano terra sono inoltre periodicamente allestite delle mostre temporanee ed una biblioteca specialistica in storia della ceramica, che contiene più di 1400 volumi. Il percorso si articola in quattordici sale, distribuite su tre livelli, e in un grande ambiente, adibito a deposito di materiali ceramici, attrezzato anche per attività di studio. Oltre ad una sezione archeologica, che offre un esemplificativo panorama delle principali produzioni di epoca antica in Italia e Grecia, il museo documenta in modo sistematico la produzione locale dal periodo medievale al Novecento. Di un certo interesse è la sezione della maiolica a lustro, tecnica che rese particolarmente famose le botteghe derutesi nel Cinquecento, nonché quella riguardante la produzione “compendiaria” del XVII secolo, caratterizzata da complessità decorativa e cromatica. Sezioni tematiche sono quelle dedicate alle ceramiche da farmacia, ricomposte nell’originale arredo di un’antica spezieria, ai cinquecenteschi pavimenti in maiolica e al nucleo di targhe votive, spesso ispirate a quelle del vicino santuario della Madonna dei Bagni. La peculiarità che rende unico il museo è la presenza di una torre metallica di quattro piani comunicante su tutti i livelli con l'edificio dell'ex convento; si tratta di un' imponente struttuttura riservata ai depositi, accessibile al pubblico e debitamente attrezzata per attività di studio. 	Deruta | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9808942	12.421785	Deruta	54017	""	""		[  ]	""
368	Attrattore	it_IT	24962055	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-madonna-della-stella-cerreto-di-spoleto	Santuario Madonna della Stella - Cerreto di Spoleto	La chiesa di Santa Croce (oggi Santuario della Madonna della Stella) sorge nella valle del Noce, isolata nel contesto agricolo e poco distante dal borgo di Cerreto di Spoleto.	""	Santuario Madonna della Stella - Cerreto di Spoleto	"La chiesa di Santa Croce (oggi Santuario della Madonna della Stella) sorge nella valle del Noce, isolata nel contesto agricolo e poco distante dal borgo di Cerreto di Spoleto. L’attuale costruzione, edificata su un primitivo oratorio dell’VIII secolo,&nbsp; risale al 1308. Secondo la tradizione, l’oratorio apparteneva in origine all’abbazia di Farfa, in seguito passò all’abbazia di San Pietro in Valle; i monaci vi si insediarono e dedicarono l’oratorio a san Benedetto.<br />
Nel 1294 l’oratorio ed il monastero passarono al capitolo lateranense.<br />
La chiesa trecentesca nacque come eremo per i monaci di sant’Agostino.<br />
La costruzione venne ricavata scavando nella roccia, così come il refettorio e le celle monastiche. L’interno, a navata unica, conserva affreschi del XIV secolo, uno di questi raffigura il beato Simone Fidati.<br />
L’intero complesso fu abbandonato nel 1652 e versò in pessime condizioni fino al 1833, quando, restaurato a seguito di episodi miracolosi, prese il nome di Santuario della Madonna della Stella.<br />
Il santuario veniva aperto al culto dalla prima domenica di maggio alla prima domenica di giugno (durante il mese mariano). In questo periodo vi affluivano le processioni provenienti dai paesi vicini. Oggetto di venerazione era la pietra insanguinata; secondo la tradizione orale la pietra si staccò dalla volta della caverna e colpì un pellegrino che rimase indenne. Nel santuario erano esposti gli abiti dei miracolati come segno della grazia ricevuta. "	Cerreto di Spoleto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8215544	12.918199100000038	Cerreto di Spoleto	54010	""	""		[  ]	""
369	Attrattore	it_IT	126409	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-vitelli-alla-cannoniera	Palazzo Vitelli alla Cannoniera	Palazzo Vitelli alla Cannoniera, uno dei palazzi che la famiglia Vitelli fece costruire a Città di Castello	""	""	"<p>Palazzo Vitelli alla Cannoniera, uno dei palazzi che la famiglia Vitelli fece costruire a Città di Castello, fu voluto da Paola dei Rossi di San Secondo di Parma insieme con il marito Alessandro Vitelli, condottiero al servizio dei Medici, ""affinché non perisse la memoria del loro nome e del loro valore"" in città. Fu edificato nel centro storico tra il 1521 e il 1532 da Antonio da Sangallo il Giovane e da Pier Francesco da Viterbo. Il termine ""cannoniera"" si riferisce al luogo in cui sorse il palazzo, e cioè vicino ad un deposito di cannoni.<br />
La facciata principale è decorata a graffito su disegno di Giorgio Vasari. Il giardino intorno al palazzo nel XVI secolo era famoso in tutta Europa per la raccolta di piante esotiche. Tra i proprietari che si susseguirono nel tempo ci fu l'antiquario Elia Volpi, restauratore, che contribuì a riportare il palazzo all'antico splendore. Nel 1912 l'ultimo proprietario lo donò alla città per farne la sede della pinacoteca Comunale.<br />
Questa, ricca di capolavori, è impreziosita dagli affreschi interni di Cristofano Gherardi, detto il Doceno, e di Cola dell'Amatrice sin dallo scalone, in cui si trovano figurazioni a carattere mitologico e allegorico. Nel salone di rappresentanza sono raffigurate le imprese di Annibale, Scipione, Cesare e Alessandro Magno, volute da Alessandro Vitelli, condottiero, per sottolineare le sue doti militari.<br />
Tra le opere conservate in pinacoteca la più antica è la grande pala, dei primi del XIV secolo, raffigurante&nbsp;<em>la Madonna con il Bambino e angeli</em>&nbsp;del Maestro di Città di Castello, sensibile pittore senese seguace di Duccio di Buoninsegna. Da menzionare anche le opere di Luca Signorelli, Raffaello, Ghirlandaio, Antonio Vivarini, Giusto di Gand, Raffaellino del Colle e Pomarancio che contribuiscono a rendere la raccolta tra le più belle dell'Umbria. Il mobilio esposto proviene prevalentemente da chiese e conventi locali.<br />
<br />
&nbsp;</p>

<p>Bibliografia<br />
Zangarelli M. (2000),&nbsp;<em>Città di Castello – Le città e i territori</em>, Octavo Editore.<br />
Tacchini A. (1988),&nbsp;<em>Città di Castello, 1860-1960: la città e la sua gente,</em>&nbsp;Città di Castello, Petruzzi.<br />
Tagliaferri A. (1991),&nbsp;<em>Romani e non romani nell'alta Val Tiberina: da una ricerca archeologica di superficie</em>, Udine, Del Bianco.<br />
Tacchini A. (1992),&nbsp;<em>L'alta valle del Tevere in cartolina</em>, Città di Castello, Petruzzi.<br />
Tacchini A. (1996),&nbsp;<em>Città di Castello e il suo territorio in piante e carte d'archivio</em>, Città di Castello.<br />
Tacchini A. (2000),&nbsp;<em>Artigianato e industria a Città di Castello tra Ottocento e Novecento</em>, Città di Castello, Petruzzi.<br />
Zangarelli M. (2000), Città di Castello – Le città e i territori, Octavo Editore.<br />
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.4544721	12.238446199999998	""		""	""		[  ]	""
370	Attrattore	it_IT	3580556	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-podesta	Palazzo del Podestà - Città di Castello	Questo edificio pubblico fu costruito da Angelo da Orvieto qualche anno dopo quello del Comune, sembra su incarico dei Tarlati di Pietramala e fu ultimato &nbsp;nel 1368.&nbsp;	""	Palazzo del Podestà - Città di Castello	Questo edificio pubblico fu costruito da Angelo da Orvieto qualche anno dopo quello del Comune, sembra su incarico dei Tarlati di Pietramala e fu ultimato nel 1368.&nbsp; <p>In questo Palazzo l'architetto adottò soluzioni stilistiche diverse utilizzando dei filarotti di pietra serena levigata e squadrata, come negli edifici di Gubbio. &nbsp;Sulle lunette, sopra il portale delle antiche botteghe, al piano terreno, si intravedono dei consunti fregi e stemmi di Podestà che governarono la città. Sopra ogni porta è posta una piccola finestra a tutto sesto. Il palazzo conserva integra una sola facciata, verso Corso Cavour ed una serie di stupende bifore , ad ampio arco semicircolare , al piano nobile. La facciata che guarda su piazza Matteotti fu completamente rifatta da Nicola Barbioni nel 1687 e il loggiato verso Piazza Fanti fu costruito &nbsp;nel 1620.ttt &nbsp;Caratteristico, oltre al doppio orologio delle ore e dei minuti, il quadrante della rosa dei venti posto al di sopra di essi.</p> Fonte: IAT Città di Castello 	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.4573415	12.239344699999947	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
371	Attrattore	it_IT	3580520	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-o-del-comune	Palazzo dei Priori o del Comune	Il Palazzo dei Priori o del Comune, di solenne ed elegante architettura, è uno dei palazzi pubblici più importanti in Umbria.&nbsp;	""	Palazzo dei Priori o del Comune	"Il Palazzo dei Priori o del Comune, di solenne ed elegante architettura, è uno dei palazzi pubblici più importanti in Umbria.&nbsp; <p>La costruzione iniziò nel 1322 e si interruppe dopo l'ultimazione del primo ordine di bifore nel 1338. Sulla lunetta della porta maggiore è scolpito lo stemma del Comune e sull'architrave un'iscrizione aveva incisa il nome dell'architetto, Angelo da Orvieto, che quasi nello stesso tempo portò avanti la costruzione di altri due palazzi pubblici: quello del Podestà in città e quello dei Consoli a Gubbio. Osservando la decorazione esterna si possono notare in vari punti i motivi tipici dello stemma di Città di Castello che sono la croce e la rocca con tre&nbsp; torri. Sulla lunetta della porta minore è scolpita la figura della Giustizia. La facciata presenta una superficie a bugnato, rustico costituita da conci di arenaria,&nbsp; pietra duttile e tenera presente nelle colline altotiberine, che facilmente si presta alla realizzazione non solo del bugnato, ma anche&nbsp; delle porte e delle bifore. Imponente e severo è l'atrio dove due possenti pilastri ottagonali sostengono l'ampia copertura. Dai capitelli partono delle nervature rettangolari e dei costoloni rotondi incrociati. Salita l'ampia scalinata cinquecentesca, sulla destra, si apre lo spazioso salone del Consiglio dove, dopo i lavori di restauro, sono venuti alla luce dei frammenti di affreschi. Vi sono conservate numerose iscrizioni romane su marmo e pietra nonché i bolli su laterizi provenienti dal territorio; imponente&nbsp; una bella statua raffigurante l'Umbria dello scultore locale Elmo Palazzi. Nella attigua ""Sala della Giunta"", oltre a cimeli garibaldini, troviamo un grande tela&nbsp; del pittore tifernate Vincenzo Barboni &nbsp;""Martirio di San Lorenzo"" dipinta nel 1832.&nbsp;</p> Fonte: IAT Città di Castello "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.457196	12.238232899999957	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
372	Attrattore	it_IT	24818234	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-di-santa-illuminata-guardea	Chiesa e Eremo di Santa Illuminata - Guardea	A pochi chilometri a sud di Guardea, poco distanti dalla statale 205 amerina, circondati da querce e grandi massi, si ergono i resti della chiesa e del convento di S. Illuminata.	""	Chiesa e Eremo di Santa Illuminata - Guardea	"A pochi chilometri a sud di Guardea, poco distanti dalla statale 205 amerina, circondati da querce e grandi massi, si ergono i resti della chiesa e del convento di S. Illuminata. <div>La tradizione vuole che il complesso sia stato fondato nell’anno 1007 da S. Romualdo, istitutore dell’ordine dei Camaldolesi, ma dopo circa 200 anni fu ceduto ai Francescani. Lo stesso S. Francesco vi soggiornò varie volte, dormendo in una grotta poco distante sopra un masso di travertino, tuttora oggetto di culto. Qui vissero e morirono molti frati, alcuni dei quali raggiunsero gli onori degli altari; il più famoso fu il Beato Pascuccio che compì numerosi miracoli ed i cui resti mortali sono venerati dalla popolazione nella chiesa parrocchiale.<br />
La decadenza della chiesa e del convento di S.Illuminata iniziò nel 1653 quando papa Innocenzo X incorporò i suoi beni alla parrocchia di S. Maria dell’Olmo di Amelia. Nel 1869 la chiesa fu ritenuta pericolante e da allora nessuna messa vi fu più celebrata.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>Fonte: www.turismoguardea.it</div> "	Guardea | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.62764	12.296278799999981	Guardea	55015	""	""		[  ]	""
373	Attrattore	it_IT	24789936	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/guardea-vecchia	Castello di Guardea Vecchia	Su un colle situato proprio alle spalle del paese di Guardea, in uno dei luoghi più panoramici dell’Amerino, si stagliano i ruderi dell’antico castello di Guardea Vecchia.	""	Castello di Guardea Vecchia	"Su un colle situato proprio alle spalle del paese di Guardea, in uno dei luoghi più panoramici dell’Amerino, si stagliano i ruderi dell’antico castello di Guardea Vecchia. <p>&nbsp;Il complesso si estende su una superficie di circa 8000 mq. con un perimetro murario conservato nell’alzato per circa 1/3, ma rintracciabile integralmente nel suo sviluppo perimetrale. La cortina muraria presenta molte lacune, ma sono ancora visibili in gran parte il sistema delle otto torri (sei quadrangolari e due semicircolari) oltre al grande mastio centrale. E’ senza dubbio un luogo ricco di fascino e di memorie, e chi vi si reca non può non restare preso dall’atmosfera quasi magica ed irreale che sprigiona da ogni muro, evocante rumori e suoni di antiche battaglie e di feste, fumo ed odori della vita quotidiana di un tempo.</p>

<p><br />
Fonte: www.turismoguardea.it</p> "	Guardea | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/alviano+-+giove+-+attigliano/80535a15-5edf-400b-9c11-126728af4dbf?t=1454335070640	42.62764	12.296278799999981	Guardea	55015	""	""		[  ]	""
374	Attrattore	it_IT	125338	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-domenico	Chiesa di San Domenico -  Perugia	La chiesa di San Domenico affaccia su la piccola e irregolare piazzetta Giordano Bruno lungo corso Cavour a&nbsp;<strong>Perugia</strong>.	""	Chiesa di San Domenico -  Perugia	"<p>La chiesa di San Domenico affaccia su la piccola e irregolare piazzetta Giordano Bruno lungo corso Cavour a&nbsp;<strong>Perugia</strong>.<br />
E' uno degli edifici religiosi più importanti della città. Si consiglia una visita per il suo maestoso campanile, tra i monumenti più celebri che contraddistinguono la città di Perugia, e per &nbsp;il&nbsp;<em>monumento funebre</em>&nbsp;<em>del Papa Benedetto XI&nbsp;</em>recentemente attribuito a Lorenzo Maitani&nbsp;su modello di quello del cardinale Guglielmo De Braye, opera di Arnolfo di Cambio, conservata in San Domenico ad Orvieto. Per chi è appassionato di archeologia si consiglia inoltre la visita del museo Archeologico Nazionale articolato nelle due grandi sezioni preistorica ed etrusco-romana.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
I domenicani, che giunsero a Perugia attorno al 1230, edificarono tra 1231 e 1260 una primitiva chiesa nell'area ove oggi sorge il chiostro maggiore. Nel 1304, avendo l'ordine assunto un ruolo assai importante in città sia dal punto di vista politico che religioso, si iniziarono i lavori di costruzione per una nuova grandiosa basilica. Secondo la tradizione il primo architetto a guidare il cantiere fu Giovanni Pisano; più probabilmente artefici del progetto furono gli stessi domenicani che operarono sotto la protezione del pontefice Benedetto XI, anche lui domenicano e risiedente in quegli anni in città.&nbsp;<br />
Consacrata da papa Pio II Piccolomini nel 1459, la nuova chiesa a tre navate con copertura a volta sorretta da piloni ebbe&nbsp; già alla metà del Cinquecento i primi problemi di staticità. All'inizio del Seicento dopo il crollo delle navate (1614-1615) la chiesa venne interamente rifatta su disegno di Carlo Maderno (1629-1632).&nbsp;<br />
L'imponente facciata, che si apre in cima ad una scalinata a doppia rampa,&nbsp; è ornata da portale di epoca cinquecentesca&nbsp;mentre il fianco e l'abside conservano i contrafforti e le finestre ogivali di epoca Trecentesca.<br />
L'interno, con pianta a croce latina, è caratterizzato da nudità d'insieme. Contrasta con l'austerità delle navate&nbsp; il gotico fiorito della notevolissima&nbsp;<em>vetrata&nbsp;</em>absidale, datata 1411 e firmata dal perugino Bartolomeo di Pietro e dal fiorentino Mariotto di Nardo. Il finestrone, alto 23 metri, è il più grande dell'epoca dopo quello del duomo di Milano. L'abside conserva nella struttura e negli affreschi delle pareti e delle volte una efficace testimonianza della primitiva ricchezza architettonica e decorativa della basilica. Quanto resta nella navata e nelle cappelle infatti non è che una piccola parte del ricchissimo patrimonio qui un tempo conservato. La dispersione dei beni, che ebbe il suo culmine con le demaniazioni napoleoniche, iniziò ai primi del Seicento quando in seguito al crollo delle navate e alla demolizione delle cappelle, diversi polittici furono smembrati e tolti dalla chiesa.<br />
<br />
Tra le opere ancora conservate nella chiesa, nelle cappelle molti dei dipinti sono riferibili ad artisti umbri del XVIII secolo; sul muro di controfacciata è un grande affresco di Anton Maria Fabrizi raffigurante la&nbsp;<em>Madonna&nbsp;con il Bambino&nbsp;</em>tra Santi (1644). Particolarmente interessanti&nbsp; nella cappella di San Lorenzo il&nbsp;<em>dossale</em>&nbsp;in pietra e terracotta verniciata di bianco di Agostino di Duccio (1459) e nella cappella intitolata a Benedetto XI il&nbsp;<em>monumento funebre</em>&nbsp;<em>del Papa Benedetto XI&nbsp;</em>morto a Perugia nel 1304, recentemente indicato come opera di Lorenzo Maitani&nbsp; ispirato nelle linee strutturali al monumento funebre del cardinale Guglielmo De Braye, opera di Arnolfo di Cambio, conservata in San Domenico ad Orvieto. Degne di nota anche la cappella di San Tommaso decorata con vari affreschi votivi tra cui l'<em>Uccisione di San Pietro Martire</em>&nbsp;attribuita a Cola Petruccioli (fine XIV secolo), la cappella della Resurrezione o del Rosario che conserva una&nbsp;<em>Madonna con Bambino tra i Santi Domenico e Caterina</em>&nbsp;attribuita a Giovanni Lanfranco e la cappella della Beata Colomba da Rieti il cui altare conserva una copia del XIX secolo da un dipinto dello Spagna oggi in Galleria Nazionale dell'Umbria.&nbsp;&nbsp;<br />
Il campanile, opera di Gasparino Antonimi della fine del Quattrocento, era sormontato da un'altissima cuspide piramidale che sorreggeva una palla ed una croce. L'altezza complessiva doveva raggiungere i 126 metri di altezza. Nel Cinquecento forse per ragioni statiche&nbsp; fu mozzato al disopra dei due finestroni gotici.<br />
Il complesso conventuale domenicano, con ingresso a sinistra della chiesa, è dal 1948 sede del museo Archeologico Nazionale.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Tra le opere più celebri erano conservati nell'edificio: la&nbsp;<em>Madonna&nbsp;con il Bambino</em>&nbsp;di Duccio di Buoninsegna; la&nbsp;<em>Madonnacon il Bambino&nbsp;</em>di Gentile da Fabriano; il&nbsp;<em>Polittico Guidalotti</em>&nbsp;di Beato Angelico; il&nbsp;<em>Polittico dei Domenicani&nbsp;</em>e l'<em>Adorazione del Magi&nbsp;</em>di Benedetto Bonfigli e la&nbsp;<em>Pala&nbsp;di Ognissanti</em>&nbsp;di Giannicola di Paolo.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
La chiesa si trova nella parte meridionale della città ed è facilmente raggiungibile a piedi&nbsp; lasciando i propri mezzi di trasporto nei parcheggi circostanti il centro storico.</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1068526	12.391273500000011	""		""	""		[  ]	""
375	Attrattore	it_IT	24848329	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collegiata-di-santa-maria-assunta-otricoli	Collegiata di Santa Maria Assunta - Otricoli	"La chiesa parrocchiale di Otricoli, dedicata a Santa Maria Assunta, è ubicata nel punto più alto del paese, sulla piazza principale.<br />
Considerata edificio del XII secolo fino al 1957 (anno del rinvenimento di una nicchia con affreschi del XV sec.) è, in realtà, un importante esempio dell’architettura preromanica del VII secolo."	""	Collegiata di Santa Maria Assunta - Otricoli	"La chiesa parrocchiale di Otricoli, dedicata a Santa Maria Assunta, è ubicata nel punto più alto del paese, sulla piazza principale.<br />
Considerata edificio del XII secolo fino al 1957 (anno del rinvenimento di una nicchia con affreschi del XV sec.) è, in realtà, un importante esempio dell’architettura preromanica del VII secolo. <div>Gli scavi condotti nel 2004 hanno riportato alla luce, sotto il suo lato sinistro, un tratto di mura in opera quadrata appartenente ad un antichissimo edificio di culto. Dei secoli iniziali della sua storia testimonia la tecnica dell’opus mixtum romano visibile sia sulle pareti esterne che su quelle interne;&nbsp; l’edificio, cambiato e restaurato nelle diverse epoche (nei secoli IX-XII-XIV-XVI e XIX), nel suo attuale aspetto, si presenta con una pianta rettangolare divisa in tre navate.</div>

<div>La navata centrale, a cui si accede con un ingresso al di sopra del quale si trovano la cantoria e l’organo di origine rinascimentale, è caratterizzata dalla presenza della Cripta di San Medico (sotterraneo antichissimo, già ritiro di monaci, che presenta un originale altare barocco) e di una particolare zona del presbiterio.<br />
In alto, al centro della parete absidale, è situata un’artistica e imponente vetrata (opera del pittore otricolano contemporaneo Maurini Roberto) al di sotto della quale, disposto a ferro di cavallo, si trova un pregevole coro ligneo adorno di intarsi del 1400.<br />
L’altare maggiore di scuola umbra (XII-XIII sec.) è caratterizzato da un bellissimo ciborio in marmo del 1500 le cui colonne sono costituite da materiale di recupero di origine romana; ai piedi dell’altare la Fenestrella Confessiones.<br />
Ai lati della navata centrale si trovano due navate laterali minori nelle quali sono incuneate quattro cappelle barocche e una cappella minore, nella navata di sinistra.</div>

<div>La navata di destra è caratterizzata dalla presenza di due cappelle barocche recentemente restaurate (dedicate rispettivamente a S. Fulgenzio e S. Domenico) e di un battistero. Di particolare rilievo artistico un armadio in legno con emblemi a sbalzo, in finto marmo dorato del 1717 (presente nella cappella di S. Fulgenzio) e un affresco (raffigurante S. Fulgenzio vescovo che distribuisce il pane ai poveri di Otricoli) presenti nella vicina Cappella di S. Domenico.<br />
Posto di fronte alla navata destra si trova la fonte battesimale in marmo, del XVI sec. sulla cui parete di destra si trova un tabernacolo eucaristico gotico in marmo con sportello ligneo.</div>

<div>La navata di sinistra è caratterizzata dalla presenza di due cappelle barocche, da una cappelletta dedita a S. Antonio abate e da una “cappella di passaggio” della Madonna Addolorata; della Cappella della Madonna Addolorata, già di Santa Lucia poi del SS.mo Crocifisso, di particolare rilievo gli affreschi, della prima metà del XVI sec., e la colomba dello Spirito Santo in stucco policromo, recentemente riportati alla luce.<br />
La Cappella del SS. Sacramento di origine gotica si presenta come la copia, in dimensioni ridotte, dell’anticappella del&nbsp; SS. Sacramento in Vaticano di Carlo Maderno; la volta, a cupola con lucernario, è affrescata con Visione di san Giovanni a Patos, l’Angelo del fuoco . La seconda cappella principale, invece, decorata nel XVII secolo, presenta un altare reliquario e 16 affreschi finemente decorati con cornici in stucco e oro zecchino raffiguranti i misteri del Santo Rosario e alcuni episodi della vita della Vergine.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><strong>[Fonte: www.otricoliturismo.it]</strong></div> "	Otricoli | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999958	Otricoli	55024	""	""		[  ]	""
376	Attrattore	it_IT	24848445	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-nicola-otricoli	Chiesa di San Nicola- Otricoli	Situata nel cuore del paese, è un edificio risalente alla fine del secolo XV o inizi del successivo, costituito da un vano rettangolare coperto a “a crociera”, con una grande cappella sulla sinistra, la quale, in origine, doveva rappresentare il nucleo della chiesa primitiva.	""	Chiesa di San Nicola- Otricoli	Situata nel cuore del paese, è un edificio risalente alla fine del secolo XV o inizi del successivo, costituito da un vano rettangolare coperto a “a crociera”, con una grande cappella sulla sinistra, la quale, in origine, doveva rappresentare il nucleo della chiesa primitiva. La facciata presenta un portale “a tutto sesto” con due ornamenti: una cornice radiante al cui interno sono inserite le lettere IHS (nome di Gesù Cristo) ed un piccolo bassorilievo raffigurante il santo patrono Nicola in abiti episcopali. Al di sopra è una finestrella con ornato trilobato; sul tetto si erge il campanile “a vela” con due archi acuti e due campane bronzee. All’interno si conservano preziose tele seicentesche, un fonte battesimale e una vaschetta per l’acqua benedetta, entrambi scolpiti in pietra, risalenti al secolo XVI, ed alcuni affreschi scoperti di recente, in seguito a lavori di ristrutturazione. 	Otricoli | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999958	Otricoli	55024	""	""		[  ]	""
377	Attrattore	it_IT	24276527	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-margherini-graziani	Palazzo Margherini Graziani	"Contesto: rurale<br />
Datazione: XVII SECOLO<br />
Situato sulle pendici di un colle che si innalza al di sopra dell’alta valle del Tevere, il palazzo Magherini Graziani gode di una bellissima vista panoramica."	""	Palazzo Margherini Graziani	"Contesto: rurale<br />
Datazione: XVII SECOLO<br />
Situato sulle pendici di un colle che si innalza al di sopra dell’alta valle del Tevere, il palazzo Magherini Graziani gode di una bellissima vista panoramica. Il palazzo sorge su una bastionatura facente parte dell’edificio precedente e si sviluppa su tre piani, i primi due più alti, il terzo in forma di mezzanino.<br />
La facciata principale, di stile tardorinascimentale, che per ricchezza si distacca notevolmente dalle altre, si apre al centro in un ariosa loggia a tre archi che occupa tutto il secondo ed il terzo piano. Con la sottigliezza delle sue colonne, rappresenta&nbsp; un richiamo evidente alla loggia vasariana del castello Bufalini, al quale comunque il palazzo sembra stilisticamente collegato.&nbsp;<br />
Il fronte della villa è poi interamente rivestito da lesene (semicolonne leggermente sporgenti sulla superficie muraria) e marcapiano, a costituire una sorta di griglia, ritmata dalle finestre quadrate in pietra serena, dalle nicchie appena incavate e da una serie di archi murati al piano terra.<br />
Al di sopra del tetto a padiglione, si alza l’elegante torre-altana, anch’essa caratterizzata dall’incrocio di lesene e cornici marcapiano.<br />
All’interno, il locale più importante è costituito dal salone di rappresentanza affacciato sulla loggia (che i restauri hanno tentato di risollevare dallo stato di rovina in cui si trovava).<br />
Al piano terra si trova invece il salone d’ ingresso e la galleria carraia con volta a botte, che consentiva l’accesso al coperto delle carrozze e collegava tra di loro la casa colonica e la cappella.<br />
Le aree verdi sono incluse all’interno di un grande pentagono, interamente murato, al quale si accede tramite un viale rettilineo ed alberato spostato verso destra rispetto all’ingresso della villa.<br />
I giardini erano probabilmente organizzati sul piano inclinato della collina senza soluzione di continuità. Successivamente furono eseguiti tre terrazzamenti, oggi completamente riorganizzati, due dei quali nella zona antistante la facciata.<br />
Questa importante villa nobiliare venne fatta costruire da Carlo Graziani, esponente della nota famiglia di Città di Castello, nei primi anni del sec. XVII.<br />
Il progetto fu affidato agli architetti&nbsp; Antonio Cantagallina di San Sepolcro, allievo del Vasari e Bruni di Roma, che edificarono la Villa su un edificio preesistente del quale rimaneva in piedi solamente il torrione centrale.<br />
I lavori di costruzione della casa padronale terminarono nel 1616 e già nel 1622 sorgeva sul fianco destro dell’edificio la cappella di famiglia dedicata alla Madonna Lauretana. Probabilmente il complesso subì dei danni durante il terremoto del 1789, ma il momento più alto di degrado lo conobbe a partire dalla seconda guerra mondiale, durante la quale fu occupato dalle truppe tedesche e saccheggiato. I lavori di recupero iniziarono negli anni '80 del XX, anno in cui il complesso venne acquistato dal comune di San Giustino e si può dire che non siano ancora conclusi.<br />
Attualmente casa colonica della villa è&nbsp; utilizzata dalla&nbsp; Soprintendenza Archeologica dell’Umbria e dall’Università di Perugia come base operativa per le campagne di scavo condotte nella vicina villa romana di “Colle Plinio”, mentre il palazzo ospita l’esposizione ed il magazzino dei reperti provenienti dagli scavi lì effettuati. "	San Giustino | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.5517952	12.172451799999976	San Giustino	54044	""	""		[  ]	""
378	Attrattore	it_IT	24419709	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-comunale-stroncone	Palazzo comunale - Stroncone	Questo edificio, anticamente chiamato Palazzo dei Priori, è molto probabilmente del XIII secolo, ma nei secoli successivi ha subito vari rimaneggiamenti e modifiche che ne hanno alterato le linee originarie.	""	Palazzo comunale - Stroncone	"Questo edificio, anticamente chiamato Palazzo dei Priori, è molto probabilmente del XIII secolo, ma nei secoli successivi ha subito vari rimaneggiamenti e modifiche che ne hanno alterato le linee originarie. Sulla porta di ingresso vi è lo stemma comunale e una lapide con scritto Gratia Dei Nicolaus Cardinalis de Flisco, che ricorda il nome del governatore di Stroncone quando la porta venne costruita intorno al 1500. Una scala in pietra, alle cui pareti si possono ammirare lapidi e frammenti di origine romana e alto medievale, conduce al piano superiore dove si accede nell’antica sala dei Priori, oggi sala del Consiglio comunale. Alle pareti della sala, in alto tutt’intorno, è possibile notare gli stemmi delle famiglie patrizie locali, sebbene il Costanzi affermi trattarsi dei blasoni dei cardinali che ricoprirono la carica di Governatori di Stroncone.<br />
Nella stessa stanza è conservata anche la statua lignea policroma databile tra la fine del secolo XV e l’inizio del XVI secolo dedicata a S. Sebastiano che rappresenta il giovane e aitante soldato narbonese, in atto di sopportare serenamente l’atroce martirio.<br />
Nell’ufficio del Sindaco sono custoditi preziose opere d’arte: l’antica cassetta per il bossolo delle votazioni dei Priori risalente al secolo XVI, che conteneva i brevicelli per l’estrazione dei magistrati; il bossolo per le votazioni del XVI sec.; la tela ad olio raffigurante una Madonna con bambino, le monete e le medaglie, il sigillo comunale, i Corali miniati ed altri documenti storici, quali gli Statuti del Comune del XVIII sec., il manoscritto dell’avvocato Teodoro Costanzi sulla storia di Stroncone.<br />
Fonte: Turismo Stroncone "	Stroncone | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.4997405	12.663681999999994	Stroncone	55031	""	""		[  ]	""
379	Attrattore	it_IT	24361444	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castel-san-felice	Castel San Felice	"Altitudine: 334&nbsp; Contesto: montagna&nbsp; Centro: piccolo<br />
Castel San Felice, località del comune di Sant’Anatolia di Narco, è un piccolo borgo fortificato situato sulla sponda destra del fiume Nera, attraversato da antichi percorsi, in parte ancora praticabili, che collegavano i diversi castelli esistenti nella valle con il principale centro di Spoleto."	""	Castel San Felice	"Altitudine: 334&nbsp; Contesto: montagna&nbsp; Centro: piccolo<br />
Castel San Felice, località del comune di Sant’Anatolia di Narco, è un piccolo borgo fortificato situato sulla sponda destra del fiume Nera, attraversato da antichi percorsi, in parte ancora praticabili, che collegavano i diversi castelli esistenti nella valle con il principale centro di Spoleto. &nbsp;Arroccato su un piccolo colle compreso nel territorio dominato dal massiccio del Coscerno (mt. 1685), l’insediamento di Castel San Felice sembra sorgere in relazione all’opera di bonifica avviata dai Benedettini che già nel corso del VI secolo vi fondarono un monastero, identificato con l’attuale chiesa di San Felice di Narco. Sul poggio che sovrasta a nord la chiesa si sviluppò in un secondo momento l’abitato, organizzato secondo uno schema tipico dei castelli arroccati sulla sommità di un colle, interamente cinto da mura quasi integre. L’impianto urbano è, infatti, caratterizzato da strade anulari concentriche intersecate da ripide vie radiali realizzate per lo più a gradini. Lungo questo schema viario si dispone il tessuto edilizio costituito da tipiche case organizzate su due livelli e a cui si accede mediante ripide scale esterne. Nel livello inferiore della casa è alloggiato il magazzino spesso ricavato nelle pareti dei cavalcavia che servono a collegare le varie case. Oggi molti degli edifici versano in uno stato di degrado per abbandono, mentre altri sono stati trasformati per altri usi, come è il caso delle chiese situate all’interno del castello e intitolate a San Paolo e San Sebastiano. Di modeste dimensioni e struttura, le chiese hanno gradualmente ceduto la funzione sacra alla più importante chiesa di San Felice di Narco, il solo edificio religioso tuttora in uso nel piccolo centro. L’aspetto attuale della chiesa risale ad un integrale rifacimento di un precedente monastero, compiuto intorno al 1190. Presenta una delle facciate migliori dell’architettura romanica spoletina, realizzata secondo canoni mutuati dalla basilica di San Salvatore a Spoleto.&nbsp; La qualità della scultura romanica umbra è svelata dagli ornamenti scolpiti in facciata: le bifore, il rosone e il fregio a bassorilievo con storie dei santi Felice e Mauro provenienti dalla Siria e fondatori, secondo la tradizione alto medievale,&nbsp; di un cenobio e della legenda che li vuole protagonisti della bonifica del territorio per venire in aiuto dei pochi abitanti della zona, illustrata mediante i consueti simbolismi sotto il rosone della chiesa. Nella cripta della chiesa ad una sola navata è conservato il sarcofago in pietra, protetto da inferriate, del santo titolare. "	Sant'Anatolia di Narco | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7330382	12.83600100000001	Sant'Anatolia di Narco	54045	""	""		[  ]	""
380	Attrattore	it_IT	5395864	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele-arcange-1	Chiesa di San Michele Arcangelo - Bevagna	Fu la prima cattedrale della città, poi collegiata abolita da Federico II nel 1248. Fu ripristinata solamente nel 1620 per volontà di Papa Paolo V.&nbsp;	""	Chiesa di San Michele Arcangelo	"Fu la prima cattedrale della città, poi collegiata abolita da Federico II nel 1248. Fu ripristinata solamente nel 1620 per volontà di Papa Paolo V.&nbsp; La chiesa nel corso dei secoli subì numerose modifiche: nel XV sec. fu restaurato il tetto per volontà del priore Bernardo Eroli, nel XVII sec. l'interno e la facciata furono adattate al gusto barocco.<br />
Fu aperto un nuovo rosone dobato demolendo l'originale e parte della mensola con archetti; l'interno, sia della chiesa che della cripta, fu interamente coperto di stucchi e con volte in ""camorcanna""; il campanile edificato alla fine del XII sec, fu modificato nella parte superiore utilizzando pezzi di recupero del campanile preesistente. La nuova chiesa fu consacrata nel 1666 dal Vescovo di Spoleto. Ulteriori restauri datano 1741e 1834.<br />
Tra il 1951 e il 1957 la chiesa fu riportata alle forme originali, demolendo interventi barocchi e ripristinando le parti mancanti. Oggi tra le opere di ripristino si evidenziano il pavimento, la scalinata che conduce al presbiterio, la copertura lignea a a spioventi, il grande oculo della facciata con la ricostruzione degli archetti centrali.<br />
L'assetto attuale è a impianto basilicale con presbiterio rialzato e navate separate da colonne con archi di valico caratterizzati da ghiere rincassate poggianti su capitelli abrasi per gli interventi barocchi. La facciata databile ai primi anni del XIII sec. è costruita in blocchetti di travertino; in basso si aprono tre porte di cui la centrale riccamente adorna; più in alto è divisa in cinque parti da quattro lesine sagomate; quelle di destra si prolungano nel campanile; tra le lesine si aprono tre trifore; sopra corre una teoria di archetti ciechi poggianti su mensole foggiate a teste umane e animalesche.<br />
Dalle lesene sporgono quattro protomi, due animalesche e la terza a foggia di testa virile coronata. La porta centrale della facciata utilizza come stipiti cornici romane in parte rilavorate; all'imposta dell'arco sono, a sinistra, il busto alato di S. Michele con lancia in una mano e libro aperto nell'altra; accanto un drago tenta di addentare la lancia dell'arcangelo; sotto l'iscrizione (Rodolfo e Binello fecero queste opere; Cristo li benedica sempre; S. Michele li conservi).<br />
Dall'altra parte è un angelo con croce astile e cartiglio. La cripta si compone di dodici campate determinate da sei sottili colonne. "	Bevagna | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.932798	12.608015900000055	Bevagna	54004	""	""		[  ]	""
381	Attrattore	it_IT	20709409	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-dei-santi-gervasio-e-protasio	Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio	La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, duomo di Città della Pieve, è posizionata nell’area occupata da Piazza Gramsci e Plebiscito, le piazze &nbsp;più centrali della città.	""	Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio	"La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, duomo di Città della Pieve, è posizionata nell’area occupata da Piazza Gramsci e Plebiscito, le piazze &nbsp;più centrali della città. Sorge sul luogo di una primitiva pieve dedicata ai Santi Martiri Gervasio e Protasio forse eretta nel VIII secolo, ampliata verso la metà del XIII secolo, completamente rinnovata nel XVI secolo e riconsacrata nel 1584, quindi di nuovo trasformata in seguito all’elevazione a Cattedrale.<br />
Della costruzione originale, risalente al XIII secolo, rimane l’ambiente sotto la chiesa, forse una cripta, parte della facciata, su cui possiamo leggere una serie di arcatelle gotiche, e la parte inferiore del campanile con una successione di bifore, trifore e quadrifore.<br />
Nel secolo XVI venne rialzato il pavimento della chiesa e costruita la scala esterna; nel 1574 si rifece l’abside.<br />
Il tetto a capriate crollò nel 1667 e venne sostituito con una volta a mattoni nel 1679.<br />
L’interno, a una navata, è a croce latina con cappelle laterali.&nbsp;<br />
In controfacciata sono visibili affreschi di Annibale Ubertis della fine del XIX secolo. Nella prima cappella destra è un bel Crocifisso ligneo attribuito a Pietro Teutonico (XVI secolo); nella seconda cappella è una Madonna con Bambino tra Angeli e Santi di Domenico Alfani; la terza cappella conserva affreschi di Giacinto Boccanera databili all’inizio del XVIII secolo. Nel presbiterio sono una Madonna con i Santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista, Pietro martire e il beato Giacomo Villa di Giannicola di Paolo e sul fondo dell’abside una Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Gervasio e Protasio (1514), del Perugino, al quale è attribuito anche nella prima cappella a sinistra un San Giovanni Battista (1510). "	Città della Pieve | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9477738	12.003295699999967	Città della Pieve	54012	""	""		[  ]	""
382	Attrattore	it_IT	20671572	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-santa-marina	Chiesa Santa Marina	Unica navata, ampia, luminosa, con due nicchioni e due cappelle a soffitto altissimo, a travatura a capriata. E' dedicata alla patrona Santa Marina monaca.	""	Chiesa Santa Marina	"Unica navata, ampia, luminosa, con due nicchioni e due cappelle a soffitto altissimo, a travatura a capriata. E' dedicata alla patrona Santa Marina monaca. <p>Scarse e confuse sono le storie inerenti la Santa, molte le leggende. Figlia di un vedovo, che alla morte della moglie si ritirò in monastero, lasciandola ai parenti, Marina fece anche lei il suo ingresso al convento travestita da uomo e col nome di Marino. In un giorno di questua si fermarono a dormire in una locanda, proprio mentre la figlia dell'oste rimase incinta &nbsp;di un soldato. Scoperta, la giovine incolpò Marino che per questo fu cacciato dal monastero. Quando il bimbo di quest'ultima nacque, lo portarono da Marino e fu allevato fuori dal convento. Quando un bel giorno Marino fu riammesso al convento, dovette sottostare ai più duri servizi che lo fecero ammalare fino alla sua morte. nel seppellirlo, si accorsero che in realtà era una donna e da subito venerata come santa, anche dalla sua accusatrice, che, presa da un demonio, ne fu liberata. Da quel giorno il culto per Santa Marina dilagò.</p>

<p>Molte sono le peripezie della salma della Santa, ma non si sà come e quando divenne Patrona di Castel Ritaldi. Sta dio fatto che la devozione alla Santa è tuttora viva. Una statua lignea con angioletii tuttora la rappresenta all'interno della chiesa, in una teca. Reca in braccio un bambino, ha un volto nobile, amabile, sofferente.</p>

<p>Quando la parrocchia fu strasferita dalla Pieve alla Chiesa, questa fu il centro nevralgico delle associazioni del contado per i sacramenti e la vita paesana. Esisteva un vecchio coro monastico in stile gotico, ed anche un organo a cantoria, entrambi spariti. Il presbiterio (sebbene si dica sia stato rovinato), è rialzato da due gradini e racchiuso da un arco che si appoggia su due colonne. sotto l'antico pavimento reticolato, la cripta per le riunioni della Compagnia dell SS. Sacramento.</p>

<p>A destra dell'altare una nicchia con affresco di Tiberio di Assisi (discepolo del Perugino). Nella Calaotta è raffigurato l'Eterno benedicente su nuvole d'oro con un globo in mano e un arco iridescente tutt'intorno, nove serafini e due angeli.Nel centro del tamburo Santa Caterina Martire d'Alessandria con a sinistra Tobiolo (e l'arcangelo Raffaele) e a destra Papa San Silvestro I (sopra un drago morto). Sotto il catino una fascia con un testo non troppo decifrabile.</p>

<p>A sinistra dell'altare principale eccone un'altro dedicato alla Madonna del Soccorso. Al muro un quadro della vergine con un ampio manto stellato che libera un bimbo ossesso da un demonio cacciandolo con una funicella. Raffigurata anche la madre desolata e il lettuccio del piccolo in un paesaggio luminoso con persone ed alberi. Il cartiglio sotto reca la scritta ""Sancta Maria populo castri Ritaldi, 1509"". La leggenda narra che il dipinto si riferisca ad un fatto realmente accaduto, in cui una donna non riuscendo ad addormentare il piccolo invocò il diavolo che comparse, ma pentita implorò la Madonna. La tavola è attribuita al Melanzio di Montefalco. In fondo c'era un crocefisso del '300 ed un &nbsp;altare, quest'ultimo demolito e il primo spostato in sacrestia. Nell'abside un affresco trecentesco con molti santi.</p>

<p>Nella cappella detta di Sant'Antonio Abate una serie frammentaria di affreschi e un'altare dedicato a Santa Marina sul muro accanto alla sagrestia.</p>

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<p>Fonte: ""A Castel Ritaldi tra storia, arte e poesia"" - Mario Tabarrini</p> "	Castel Ritaldi | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.82863	12.656071699999984	Castel Ritaldi	54008	""	""		[  ]	""
383	Attrattore	it_IT	20709286	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/camminamento-medievale	Camminamento medievale	Al centro di Citerna, poco dopo il palazzetto prosperi-vitelli un piccolo arco immette nel percorso del suggestivo camminamento medievale che corre lungo il perimetro delle mura con aperture a tutto arco perfettamente conservate dando vita ad una serie di loggiati che offrono uno spettacolo veramente suggestivo.	""	Camminamento medievale	Al centro di Citerna, poco dopo il palazzetto prosperi-vitelli un piccolo arco immette nel percorso del suggestivo camminamento medievale che corre lungo il perimetro delle mura con aperture a tutto arco perfettamente conservate dando vita ad una serie di loggiati che offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Oltre le mura di questo camminamento si trova un antico pozzo denominato Pozzo Vecchio, sopra la Grande Cisterna. 	Citerna | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4980125	12.11784590000002	Citerna	54011	""	""		[  ]	""
384	Attrattore	it_IT	20709137	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-michele-arcangelo-citerna	Chiesa di San Michele Arcangelo - Citerna	La chiesa di San Michele Arcangelo si trova nel centro storico di Citerna ed è dedicata al santo Patrono del piccolo borgo.	""	Chiesa di San Michele Arcangelo - Citerna	"La chiesa di San Michele Arcangelo si trova nel centro storico di Citerna ed è dedicata al santo Patrono del piccolo borgo. Ha un’architettura molto semplice provvista di una scarna facciata a capanna con rosone centrale e una pianta a croce latina ad unica navata nella quale si affacciano sei cappelle; il coro della chiesa è quadrato e sormontato da volta a botte.&nbsp;<br />
Al suo interno si trova una grande tavola dipinta nel 1570 da Niccolò Pomarancio con la Crocifissione e una pregevole terracotta raffigurante la Madonna con il Bambino, della scuola di Giovanni della Robbia. "	Citerna | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4980125	12.11784590000002	Citerna	54011	""	""		[  ]	""
385	Attrattore	it_IT	20808044	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/campo-del-sole	Campo del Sole	<p>Campo del Sole a Tuoro sul Trasimeno è un originale museo all'aperto, unico nel suo genere, che sorge a Punta Navaccia, zona di grande interesse naturalistico.</p>	""	Campo del Sole	"<p>Campo del Sole a Tuoro sul Trasimeno è un originale museo all'aperto, unico nel suo genere, che sorge a Punta Navaccia, zona di grande interesse naturalistico.</p> <p>Ideato dal noto artista Pietro Cascella, con la collaborazione dello scultore Mauro Berrettini e della scultrice svizzera Cordelia von den Steinen, ha la figura di una grande spirale formata da 27 colonne-sculture che guidano a una tavola (quasi desco) centrale sormontata da un simbolo solare.</p>

<p>La sculture, realizzate tutte nel laboratorio di Giulio e Mauro Borgia di Tuoro da artisti italiani e non, di diverse generazioni e di diverso indirizzo di ricerca, sono in pietra arenaria grigia locale detta “pietra serena”. Ogni colonna-scultura misura circa 4,5 metri di altezza per un diametro che varia tra i 70 e gli 80 cm.</p>

<p>È un ""luogo della memoria"" non riferito a nessun evento particolare, ma che riassume in sé lo spessore storico di questi luoghi, per ampliarsi subito a un’occasione di incontro e dialogo, di frequentazione anche quotidiana, senza mura o barriere, un punto di riferimento anche paesistico.</p>

<p>Il tema della colonna garantisce all’insieme una sua cadenza di diffusa verticalità, che fa di Campo del Sole qualcosa come una Stonehenge del nostro tempo.</p>

<p>Hanno progettato e realizzato le colonne-sculture nell’estate 1985: Kengiro Azuma, Iginio Baldieri, Mauro Berrettini, Rinaldo Bigi, Pietro Cascella, Adolfo Innocenti, Mauro Staccioli, Joe Tilson, Cordelia von den Steinen; nell’estate 1986: Anselmo Giardini, Pasquale Liberatore, Luigi Mainolfi, Friedrich Volker Marten, Costantino Nivola, Joshin Ogata, Joaquìn RocaRey, Francesco Somaini, Alì Traoré; fra l'estate 1988 e l'autunno 1989: Nicola Carrino, Aurelio De Felice, Leo Lionni, Idetoshi Nagasawa, Annibale Oste, Giò Pomodoro, Jørgen Haugen Sørensen, François Stahly e Valentino Tubbiani; le strutture all’ingresso del percorso sono opera di KuoWei Tu.</p> "	Tuoro sul Trasimeno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2079079	12.070589299999938	Tuoro sul Trasimeno	54055	""	""		[  ]	""
386	Attrattore	it_IT	24275782	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-caterina	Chiesa di Santa Caterina	La Chiesa di Santa Caterina è una delle più antiche di Preci: essa infatti risale al X secolo. Negli anni ha subito restauri significativi e&nbsp; moltirimaneggiamenti che le hanno fatto perdere quasi del tutto il suo aspetto originario.	""	Chiesa di Santa Caterina	"La Chiesa di Santa Caterina è una delle più antiche di Preci: essa infatti risale al X secolo. Negli anni ha subito restauri significativi e&nbsp; moltirimaneggiamenti che le hanno fatto perdere quasi del tutto il suo aspetto originario. <div>Ora è la sede del museo della Chirurgia Preciana: grazie al restauro operato in occasione dell'apertura del museo è stato riaperto il portale romanico murato da anni ed è stato consolidato il sovrastante campanile a vela.</div>

<div>Il Museo della Chirurgia preciana venne aperto nel maggio 2009 grazie alla collaborazione del Comune di Preci con l'Università di Perugia e con la Sapienza di Roma. Ospita un'esibizione che inizia con il ritratto di illustri dottori, di famosi pazienti e con alcune stampe di illustrazioni anatomiche.<br />
Per supportare la mostra vi sono teche contenenti utensili e strumenti chirurgici utilizzati dai chirurghi preciani. Possiamo trovare la storia della chirurgia preciana anche nel Museo Diocesano di Sant'Eutizio. I due musei sono ricchi di strumenti medici e di documentazioni iconografiche. Per gli abitanti di questa zona fu molto semplice praticare la chirurgia perchè essendo esperti nella lavorazione del maiale conoscevano l'anatomia di esso non molto dissimile da quella umana.</div> "	Preci | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.8806639	13.039638500000023	Preci	54043	""	""		[  ]	""
387	Attrattore	it_IT	124968	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-nicolo	Abbazia di San Nicolò	"La chiesa è ubicata&nbsp;fuori Porta Romana, in prossimità delle mura di San Gemini, nella località detta del ""<em>fico nero</em>"".&nbsp;"	""	Abbazia di San Nicolò	"<p>La chiesa è ubicata&nbsp;fuori Porta Romana, in prossimità delle mura di San Gemini, nella località detta del ""<em>fico nero</em>"". E' a tre navate, separate da archi a tutto sesto che giungono sino all'abside quadrata; pilastri e colonne con splendidi capitelli si alternano a sostegno degli archi. La copertura è realizzata in capriate lignee.&nbsp;<br />
Nella semplice facciata, risalente al XII secolo, si apre il portale architravato con lunetta sovrastante e rosone; sul lato destro, è posizionata la torre campanaria che nella parte terminale diventa campanile a vela con doppio fornice.<br />
Il portale, pregevolmente decorato, è una copia (realizzata dallo scultore Fernando Onori) di quello originario attualmente conservato nel Metropolitan Museum di New York.<br />
L'interno, affrescato nell'area absidale con opere del Duecento che raffigurano la Madonna in trono e San Gregorio Magno, conserva frammenti di marmo con figure alate forse provenienti da un sarcofago e da un ciborio.<br />
La chiesa, risale all'XI secolo. Venne via via dotata di molti beni, aumentando la sua giurisdizione fino all'inizio del XIII secolo. Dopo gli ingenti danni infertole tra il 1228 ed il 1239 da Federico II, fu ricostruita modificando profondamente l'impianto originario:&nbsp; fu ampliato lo spazio corale, fu costruita la facciata&nbsp; e la torre campanaria, l'abside semicircolare fu modificata in quadrata, divenendo il prolungamento delle navate.<br />
All'inizio del XVI secolo iniziò il periodo di decadenza dell'abbazia; intorno al 1800 risultava in parte crollata e nei primi anni del Novecento il tetto era completamente crollato e l'ingresso murato e privato del portale principale.<br />
Nel 1958, un importante restauro&nbsp; ha restituito la chiesa alla comunità.&nbsp;<br />
<br />
<br />
Bibliografia<br />
Santini L. (1998),&nbsp;<em>Guida di Terni e del ternano</em>, Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme&nbsp;<br />
Sperandio B. (2001),&nbsp;<em>Chiese romaniche in Umbria,&nbsp;</em>Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme</p>

<p>&nbsp;</p> "	San Gemini | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi20.png/24b896a7-7453-4e0b-85bc-c474b32f17bc?t=1423749274264	42.6116752	12.547853000000032	""		""	""		[  ]	""
388	Attrattore	it_IT	116963	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-archeologico-di-carsulae-terni	Parco Archeologico di Carsulae	Il Parco comprende le rovine del municipio romano di Carsulae, sorto ai lati della via Flaminia, presso San Gemini, località nota sin dall'antichità per le sue fonti di acque minerali	Parco Archeologico di Carsulae, Terni, umbria, via flaminia	Parco Archeologico di Carsulae	"Del ricco e attivo centro, pianificato in età augustea, sono visibili i resti dei principali monumenti pubblici, civili e religiosi: la Curia e i templi Gemini – affaccianti sul foro –, la basilica, il teatro e l'anfiteatro, questi ultimi lungo la via Flaminia, che entrava in città attraverso il monumentale arco di San Damiano.<br />
Il tratto urbano della strada formava il cardo maximus, lastricato con basoli di pietra calcarea e munito di marciapiedi e di canalizzazioni per lo scolo delle acque. Monumenti funerari sono visibili a nord dell'arco di San Damiano, mentre nella zona opposta è un impianto termale, tuttora in corso di scavo.<br />
L'alimentazione dell'acqua avveniva tramite cisterne, di cui una, dopo vari utilizzi, è stata trasformata in Antiquarium e destinata ad accogliere frammenti architettonici e di intonaco dipinto, terrecotte architettoniche, nonché una serie di sculture a destinazione funeraria.<br />
Testimonianza della diffusione del cristianesimo è la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ricavata in epoca medievale da un preesistente edificio romano lungo la Flaminia. A lungo utilizzata come deposito di materiali archeologici, è stata recentemente recuperata e trasformata in struttura espositiva Informazioni <p>Località Carsoli<br />
05100 - Terni (TR)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@carsulae.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.carsulae.it/"" target=""_blank"">www.carsulae.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	San Gemini | Terni | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.6116752	12.547853000000032	San Gemini	55029	""	""		[  ]	""
389	Attrattore	it_IT	2506795	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/trevi-la-capitale-dell-olio-	L'olio di Trevi	Trevi è un piccolo borgo medievale famoso in tutta Italia per la sua antichissima tradizione olearia.	Olio, Trevi, Ulivo, Ulivi, Umbria	""	"<p>Questo piccolo borgo medievale è famoso in tutta Italia per la sua antichissima tradizione olearia. Avvicinandosi da Foligno in direzione Terni, ci si ritrova, infatti, piacevolmente circondati da un paesaggio molto suggestivo, fatto di vigneti, dai quali viene prodotto il noto Trebbiano, di orti, importanti per la produzione del rinomato sedano nero e di meravigliosi oliveti.</p>

<p><br />
Passa da Trevi il famoso Sentiero degli ulivi che collega Spoleto con Assisi, un percorso interamente dedicato all'ulivo, che raggiunge altitudine di 500-600 metri, in cui chi lo percorre può ammirare un paesaggio composto avvolto dalla quiete, tanto che è chiamato anche la terra della meditazione e del silenzio. Lungo questo percorso è possibile ancora le case sparse olivate ovvero case risalenti al XVI sec. in cui soggiornavano gli olivicoltori durante i periodi di raccolta.<br />
La storia di Trevi ha sempre ruotato intorno alla produzione dell'olio, tanto che in un antico codice del IX sec. si racconta che Sant'Emiliano, vescovo di Trevi, fu ""legato ad una giovane pianta di olivo"" e poi decapitato. L'olivo cui fu legato venne in seguito identificato con un maestoso albero di Bovara, una frazione di Trevi. Soprannominato ""Olivo di S. Emiliano"", è stato recentemente censito come pianta protetta, essendo probabilmente il più antico ulivo dell'Umbria, unico sopravvissuto così a lungo nonostante le galaverne, o gelate, che si sono succedute negli anni. Questo meraviglioso albero è stato anche recintato per permettere ai turisti di andare a vederlo senza danneggiarlo.</p>

<p><strong>Particolarità dell'olio di Trevi</strong></p>

<p>L'olio di Trevi è molto pregiato e di qualità: l'80% di olive utilizzate per la sua produzione è di Moraiolo, il 15% di Frantoio, e solo il 5% di Leccino e/o di altre varietà.&nbsp;</p>

<p>A rendere particolarmente popolare quest'olio millenario contribuisce anche il clima che nei mesi invernali è molto freddo, per questo motivo non si sviluppa la famosa ""mosca delle olive"" che è causa di tanti danni in altre zone d'Italia.</p>

<p><strong>Raccolta ed estrazione</strong></p>

<p>La raccolta delle olive avviene manualmente e queste vengono portate al frantoio il giorno stesso; per evitare che si danneggino non devono infatti trascorrere più di dodici ore dal raccolto alla lavorazione. Il periodo migliore per raccogliere i frutti è tra ottobre e dicembre, quando le olive cambiano colore e diventano rosse-violacee. Grazie anche all'estrazione ""a freddo"", l'olio che si produce ha sapori molto intensi e fruttati.</p>

<p><strong>La festa dell'olio nuovo</strong></p>

<p>Ogni anno la Società Agricola Trevi Il Frantoio, un'associazione di più di 59 olivicoltori trevigiani, organizza la""Festa dell'Olio"", un evento interamente dedicato all'olio di Trevi e alle sue proprietà benefiche. Oltre alle degustazioni, ai partecipanti viene anche insegnato come riconoscere un buon olio d'oliva extra vergine per evitare di cadere in inganno al momento dell'acquisto.</p>

<div>&nbsp;</div> "	Trevi | I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.877859	12.749150	""		""	""		[  ]	""
390	Attrattore	it_IT	24246535	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-della-crocetta	Chiesa della Madonna della Crocetta	La piccola chiesa della Madonna della Crocetta sorge sulla strada che conduce al paese di Piegaro.	""	Chiesa della Madonna della Crocetta	"La piccola chiesa della Madonna della Crocetta sorge sulla strada che conduce al paese di Piegaro. <div>Venne fondata presumibilmente nella seconda metà del XVI secolo come sede della Confraternita della Crocetta il cui stemma, costituito da una piccola croce greca, ricorre all’interno dell’edificio sacro come elemento decorativo.<br />
Nel 1851 la chiesa subì un importante intervento di restauro che tuttavia non ne alterò l’aspetto originario.<br />
All’esterno l’edificio si presenta molto semplice presentando come unico elemento decorativo il campanile a vela ed il rosone centrale in facciata.<br />
L’interno si presenta ad un’unica navata coperta da una volta a botte interrotta dalle vele laterali.<br />
Notevoli sempre all’interno sono gli affreschi del soffitto del XVI – XVII secolo che raffigurano l’Assunzione della Vergine, ma che purtroppo si trovano oggi in un cattivo stato di conservazione.</div>

<div>Per informazioni:<br />
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Trasimeno<br />
P.zza Mazzini, 10 - 06061 Castiglione del Lago<br />
Tel. 0759652484 - 0759652738 - Fax 0759652763<br />
info@iat.castiglione-del-lago.pg.it</div>

<div>Bibliografia<br />
Pistelli S. &amp; Pistelli G. (1992), Memorie di una terra, Piegaro e i suoi castelli, Città della Pieve, Tipografia Pievese.<br />
Caruso P. (1999), Benvenuti in Umbria, guida ai 92 comuni, Collazzone, Grilligraf Editrice.<br />
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Turing Editore.</div> "	Piegaro | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9627001	12.084799800000041	Piegaro	54040	""	""		[  ]	""
391	Attrattore	it_IT	24247026	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-laboratorio-dell-appennino-umbro	Museo - Laboratorio dell'Appennino Umbro	Il museo si trova nel centro storico di Polino, all’interno della rocca.	""	Museo - Laboratorio dell'Appennino Umbro	Il museo si trova nel centro storico di Polino, all’interno della rocca. Il piccolo borgo, situato nell’area meridionale dell’Umbria, si erge maestoso tra il monte Petano ed il monte Pelosa a confine con la provincia di Rieti. La rocca di Polino fu fondata nel XII secolo dalla famiglia Polini. Dell’originario sistema difensivo a doppia cinta muraria rimane solamente la struttura con un impianto poligonale arricchita da due gruppi di torri di forma cilindrica diametralmente opposte. Il museo-laboratorio offre l’opportunità di comprendere, attraverso plastici interattivi ed altri sistemi multimediali, la storia evolutiva dell’Appennino Umbro. E’ consigliabile estendere la visita al piccolo borgo medievale e al territorio circostante: uscendo dall’abitato, si può ammirare un vasto panorama che spazia a sud-est verso Greccio, il lago di Piediluco, Rieti e Leonessa, a nord-est verso Monteleone di Spoleto, a nord verso il Salto del Ciedo con i magnifici monte Aspra e monte Coscerno con la possibilità di dominare con lo sguardo quasi tutta la Valnerina. La visita al museo-laboratorio di Polino è un viaggio di scoperta nel “sotto” (la geologia) e nel “sopra” (la vegetazione, la fauna e il paesaggio) dell’Appennino Umbro. Questo viaggio si riflette anche nella struttura fisica del museo i cui due piani ospitano rispettivamente i temi legati alla geologia/paleontologia e alle scienze naturali. Una serie di temi correlabili con questi, ma dotati di una loro autonomia, sono invece ospitati al primo piano del palazzo Castelli, dove insieme alla reception e il bookshop, una grande foto aerea della zona e un plastico con curve di livello, permette al visitatore di orientarsi e familiarizzare subito con la struttura di questo vero e proprio parco scientifico. Nel palazzo è ospitato anche il laboratorio didattico, per lo studio e la classificazione delle ammoniti. A poca distanza dal borgo di Polino una piccola cava di pietra prolunga l’esperienza museale con un’attività pratica. Il museo è stato recentemente ampliato ed è stato aperto un infopoint denominato La finestra sul Nera. Con l’aiuto di apposito personale, i visitatori possono imparare a cercare e ad estrarre dalla roccia le ammoniti fossili che potranno essere separati dalla matrice rocciosa utilizzando strumenti analoghi a quelli impiegati dai paleontologi. 	Polino | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.5834384	12.844417600000042	Polino	55027	""	""		[  ]	""
392	Attrattore	it_IT	24247256	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-biagio-porano	Chiesa di San Biagio - Porano	Ricordata già dalla Ratio Decimarum del XIII secolo, il registro delle decime che venivano riscosse dagli enti ecclesiastici, la chiesa parrocchiale di San Biagio a Porano, ha assunto oggi un aspetto molto differente da quello originale in quanto gli interventi sulla struttura sono stati numerosi.	""	Chiesa di San Biagio - Porano	Ricordata già dalla Ratio Decimarum del XIII secolo, il registro delle decime che venivano riscosse dagli enti ecclesiastici, la chiesa parrocchiale di San Biagio a Porano, ha assunto oggi un aspetto molto differente da quello originale in quanto gli interventi sulla struttura sono stati numerosi. Nella chiesa di trovano due affreschi rappresentanti San Biagio e il committente e l'Annunciazione di scuola orvietana del XIV secolo e una bella acquasantiera marmorea del 1608, scolpita da Rutilio Laurenzi. Tra le mura della chiesa si trova una reliquia di Fra' Paolo da Porano, nello specifico lo stemma francescano del suo saio, donato dal convento limitrofo di San Crispino dove il frate è sepolto. Nella sacrestia, invece, si trova una croce astile del XV secolo. 	Porano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.6868778	12.102810699999963	Porano	55028	""	""		[  ]	""
393	Attrattore	it_IT	24246652	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-paleontologico-luigi-boldrini-	"Museo Paleontologico ""Luigi Boldrini"""	Dal 14 Luglio 2011 sono stati inaugurati i locali del Museo Paleontologico di Pietrafitta&nbsp; che ospitano i resti fossili rinvenuti nel bacino che circonda l’alta valle del fiume Nestore.	""	"Museo Paleontologico ""Luigi Boldrini"""	"Dal 14 Luglio 2011 sono stati inaugurati i locali del Museo Paleontologico di Pietrafitta&nbsp; che ospitano i resti fossili rinvenuti nel bacino che circonda l’alta valle del fiume Nestore. <div>Il Museo prende il nome di Luigi Boldrini che negli anni sessanta, ispezionando sistematicamente e continuamente gli scavi, in qualità di assistente capoturno di Miniera, iniziò a costituire la prima raccolta paleontologica. La collezione di resti fossili delle ligniti quaternarie di Pietrafitta, è ora costituita da alcune migliaia di campioni ed è divenuta nel suo genere una della più importanti raccolte attualmente conosciute in Europa.<br />
L’attività mineraria sviluppatasi nel Bacino di Pietrafitta, con il suo bagaglio di ""archeologia industriale"", intesa non solo come storia delle opere e dei macchinari utilizzati dall'industria, ma soprattutto come vicende di quanti hanno lavorato nella miniera e quindi storia sociale di un particolare ambito industriale e geografico, costituisce un ulteriore elemento a riconferma dell'importanza culturale dell'area.</div>

<div>&nbsp;</div> "	Piegaro | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.9627001	12.084799800000041	Piegaro	54040	""	""		[  ]	""
394	Attrattore	it_IT	117013	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-maggiore-di-assisi	Rocca maggiore di Assisi	Nel punto più alto della città, la rocca Maggiore di Assisi è raggiungibile salendo da via Porta Perlici, nei pressi della cattedrale di San Rufino, o percorrendo la circonvallazione esterna che arriva sulla cima del colle Asio.	Rocca maggiore di Assisi	""	"<p>Le prime notizie storiche sulla struttura fortificata si hanno negli anni 1173-1174 quando vi soggiornò Cristiano, arcivescovo di Magonza, che occupò Assisi per conto di Federico Barbarossa. Nel 1198 fu distrutta da una sommossa popolare. Secondo la tradizione, in quella occasione la cittadinanza cacciò il duca di Spoleto Corrado di Ursilengen ed il piccolo Federico II di soli 4 anni. La rocca rimase in uno stato di abbandono fino al 1362 quando il cardinale Egidio Albornoz decise di ricostruirla sulla base dell'antica fortificazione germanica.<br />
La rocca Maggiore guarda imponente e austera il centro storico sottostante, la stretta gola attraversata dal fiume Tescio e gran parte della Valle Umbra, che si estende da Perugia a Spoleto: visitarne la struttura dà quindi l'opportunità di osservare un significativo esempio di architettura militare trecentesca ancora ben conservato, godendo di un panorama tra i più suggestivi dell'Umbria.<br />
Il percorso si articola all'interno dell'edificio albornoziano, a pianta quadrata costituito da una torre maestra e maschio angolato, integrato durante i secoli attraverso un sistema di muraglie munite di torri. Nel periodo della signoria di Biordo Michelotti (1394-1398) vennero eseguiti numerosi interventi di manutenzione e restauro, in più parti compaiono le sue armi scolpite. Nel 1458, per ordine di Jacopo Piccinino, venne innalzato il torrione poligonale a nord-ovest.<br />
L'anno dopo Papa Pio II volle la costruzione del corridoio che unisce la rocca alla torre dodecagonale. La porta d'ingresso vicino al maschio fu realizzata nel 1484, sopra di essa si trovano tre stemmi, al centro quello di Sisto IV. Alla fine del Quattrocento la rocca divenne scenario di lotte cruente fra le famiglie Fiumi e Nepis. Dal 1501 vi si stabilì Cesare Borgia e poi la sorella Lucrezia.<br />
L'ultimo importante intervento sulla rocca di Assisi si ebbe nel 1535 quando Papa Paolo III fece costruire il bastione circolare. Dopo la principale funzione difensiva, la rocca divenne residenza dei castellani deputati al controllo del territorio; in seguito fu adibita a carcere e poi a magazzino. Nuovamente valorizzata e restaurata oggi è visitabile.<br />
L'ingresso si apre nei pressi del bastione cinquecentesco, all'interno si trova un cortile pavimentato con mattoni trecenteschi; adiacente è il cassero, dove erano disposti gli ambienti di servizio. Il maschio fungeva da abitazione del castellano, in questo si sovrappongono cinque ambienti uniti da una scala a chiocciola.</p> Orari Mesi di marzo e ottobre: dalle 10 alle 17.30<br />
Aprile, Maggio e Settembre: dalle 10 alle 19.30<br />
Giugno, Luglio e Agosto: dalle 9 alle 20<br />
Da Novembre a Febbraio: dalle 10 alle 16.30 Biglietti <p>Intero 6,00 - Ridotto 4,00</p>

<p>Integrato: intero 9,00 - Ridotto 6,00</p>

<p>Riduzioni: universitari con tessera, scuole, 8-18 anni, ultra 65enni, gruppi sopra le 20 persone<br />
Gratuito: studenti in visita guidata, residenti di Assisi, bambini fino ad 8 anni non compiuti, disabili non deambulanti</p>

<p>&nbsp;</p> Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>info@assisisi.com</span></p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0732601	12.61517779999997	""		""	""		[  ]	""
395	Attrattore	it_IT	12186106	90438 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-della-citta-e-del-territorio-in-palazzo-eroli	Museo della città e del territorio in Palazzo Eroli - Narni	"<p>Il Museo della città e del territorio si colloca nel centro storico di Narni, alle spalle del Palazzo Comunale.&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>"	""	Museo della città e del territorio in Palazzo Eroli - Narni	"<p>Il Museo della città e del territorio si colloca nel centro storico di Narni, alle spalle del Palazzo Comunale. Con i suoi 2700 mq ospita le maggiori opere pittoriche, scultoree e archeologiche che permettono la ricostruzione della storia della città.</p>

<p>&nbsp;</p> <p>La centralità del Museo ha trasformato la biglietteria in un punto di informazioni e di accoglienza preciso e puntuale su strutture ricettive, orari di apertura per la visita dei beni artistici, eventi ed iniziative in città e nel territorio.</p>

<p>Al Museo è possibile prenotare percorsi guidati in tutto il centro storico. In qualità di palazzo della cultura cittadina il Museo offre la possibilità di un continuo scambio culturale attraverso conferenze, presentazioni di libri e pubblicazioni, convegni, incontri di approfondimento, visite guidate tematiche e attività didattiche per bambini a cui è dedicato un nuovissimo percorso operativo e divertente per la lettura della collezione museale.</p>

<p>Palazzo Eroli, ricca residenza nobiliare narnese, diviene anche una perfetta cornice per mostre temporanee da affiancare alla collezione museale.</p>

<p>Il Museo è diviso in due sezioni: l'archeologica, che comprende reperti dalla preistoria all'epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere datate dal XIV° al XVIII° secolo.</p>

<p>Tra le opere più interessanti possiamo ammirare: l'Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l'Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia, il sarcofago ligneo decorato ed infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303.</p>

<p>Il tutto è coadiuvato da attrezzature all'avanguardia come grandi schermi e particolari sistemi di illuminazione.</p>

<p>Luogo di lettura, relax e degustazioni è ""CaffEroli"" presso la caffetteria interna al Museo.</p>

<p>L'ampia sala al coperto è fornita di un ricco bookshop, una sezione lettura ed un angolo dedicato ai bambini per permettere al visitatore un momento di tranquillità. Presente anche una ricca sezione di consultazione per adulti su arte, storia e tradizioni ed una riservata ai giovani visitatori per un approccio divertente all'arte e alla storia attraverso attività ludico didattiche. Adiacente una spaziosa terrazza che si affaccia sulle suggestive Gole del Nera.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Un Museo a misura di bambino!</strong></p>

<p><strong>Il nuovo percorso didattico dedicato alle famiglie.</strong></p>

<p>Il progetto sviluppato da Sistema Museo, gestore della struttura museale, grazie agli indispensabili contributi della Regione Umbria e alla compartecipazione del Comune di Narni, intende migliorare l'accessibilità al Museo all'intera famiglia. Un percorso inaspettato per accogliere ed accompagnare tutti i visitatori, senza distinzione di età ed in completa autonomia alla scoperta di un mondo davvero speciale! Il percorso prevede tre coloratissime cassettiere-gioco all'interno delle quali diverse attività, pensate e divise per fasce di età, saranno in grado di coinvolgere i piccoli visitatori in maniera stimolante e creativa. Rimane al genitore il compito di indirizzare e supportare le esperienze dei propri figli. Attualmente sono state realizzate tre postazioni, una collocata in corrispondenza della sezione archeologica di epoca romana, la seconda presso la sezione archeologica Medievale, la terza posizionata nella Pinacoteca Civica. Su ogni totem sarà possibile trovare un vademecum per i genitori e per ogni micro attività proposta sarà a disposizione una scheda tecnica e un approfondimento didattico. Tutti i testi presenti sono rigorosamente in italiano e in inglese! Tante le immagini, tanti i giochi, tanto divertimento… tanta cultura per tutte le età! Leòn, il leoncino mascotte del museo, vi aspetta per scoprire tutti insieme il nuovo percorso!</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Servizi aggiuntivi:</strong></p>

<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Visite tematiche alla collezione del Museo e alla città</p>

<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Didattiche e laboratori per le scuole e per le famiglie</p>

<p>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Degustazioni tematiche con prodotti tipici del territorio</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>ORARI*</strong></p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Aprile-Giugno</strong><br />
dal martedì alla domenica, festivi e prefestivi 10.30-13.00/15.30-18.00<br />
chiuso il lunedì&nbsp;</p>

<p><br />
<strong>Rievocazione Storica della Corsa All'Anello</strong><br />
dall'ultimo venerdì &nbsp;di aprile alla seconda domenica di maggio<br />
dal lunedì al giovedì 10.30 - 13.00 / 15.30 - 21.00&nbsp;<br />
dal venerdì alla domenica, festivi e prefestivi 10.30 - 13.00 / 15.30 - 23.00&nbsp;</p>

<p><br />
<strong>Luglio - Agosto</strong><br />
Da martedì a domenica, festivi e prefestivi<br />
10.30 – 13.00 / 15.30 – 18.30<br />
chiuso il lunedì</p>

<p><br />
<strong>Settembre</strong><br />
tutti i giorni 10.30 - 13.00 / 15.30 - 18.00</p>

<p><br />
<strong>Ottobre-Marzo</strong><br />
venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi 10.30-13.00/15.00-17.30<br />
Chiuso il 25/12. Il 01/01 solo orario pomeridiano.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Apertura tutti i giorni su prenotazione</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>*gli orari potrebbero subire variazioni, consultare il sito www.sistemamuseo.it o contattare il numero 0744.717117 - narni@sistemamuseo.it</p> "	Narni | L'arte in Umbria | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		[  ]	""
396	Attrattore	it_IT	20441505	93935	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-archeologico-di-amelia	Museo archeologico di Amelia	La raccolta è ospitata nell'ex Collegio Boccarini, in origine convento francescano del XIII- XIV secolo dotato di chiostro a doppio loggiato realizzato nel XVI secolo.	""	Museo archeologico di Amelia	"La raccolta è ospitata nell'ex Collegio Boccarini, in origine convento francescano del XIII- XIV secolo dotato di chiostro a doppio loggiato realizzato nel XVI secolo. <p>Organizzato tematicamente all'interno dei tre piani del complesso, l'allestimento è frutto di un'integrale riorganizzazione del materiale archeologico e storico-artistico del territorio. La sezione archeologica, costituita da manufatti provenienti soprattutto da scavi sul territorio, fornisce un panorama cronologicamente completo della storia di Amelia, dal periodo preromano a quello della completa romanizzazione del centro, fino alla fase altomedievale. Di notevole interesse è la statua bronzea del generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, armata e coperta da corazza riccamente decorata, alta oltre 2,15 metri. Contribuiscono alla ricostruzione della florida romanizzazione del centro diverse epigrafi, testimonianza di illustri famiglie amerine tra cui la Gens Roscia. La pinacoteca, collocata al secondo piano, conserva opere provenienti da chiese e palazzi locali. Oltre alla tavola con Sant'Antonio abate, capolavoro di Pier Matteo d'Amelia si annoverano opere databili tra XVI e XVII secolo, periodo di particolare floridezza per la città. Lo testimoniano le ricche dimore cittadine, tra cui palazzo Petrignani, di proprietà comunale e visitabile su richiesta, le cui decorazioni sono tradizionalmente attribuite alla scuola degli Zuccari.&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Il Museo Archeologico ospita, inoltre, una sezione interamente destinata alla didattica e al divertimento: l'Archeospazio, un vero e proprio centro educativo permanente dedicato alla storia e all’archeologia, con approfondimenti sui diversi aspetti della vita quotidiana dell’antica Roma e, ovviamente, con una particolare attenzione alla storia della città di Amelia.<br />
Grazie agli strumenti installati all’interno della sala è possibile conoscere e toccare con mano le mura ciclopiche, l’abbigliamento dell’epoca, i passatempi e i giochi antichi, il cielo e le divinità pagane, ma si può anche iniziare a capire quali erano le monete, le unità di peso e misura e il sistema numerico del mondo romano.<br />
Lo spazio è dedicato a tutti i visitatori del Museo, in particolare a bambini e ragazzi, famiglie, scuole ed insegnanti.<br />
È possibile sostare in autonomia il tempo che si desidera per giocare, sperimentare e conoscere la storia, in tutti i livelli di apprendimento.<br />
Inoltre, con il supporto di un operatore didattico, si può partecipare a laboratori e giochi di gruppo, fare esperimenti ed esercizi pratici, analizzare i particolari monumenti storici di Amelia e i reperti del Museo, approfondire le tecniche artistiche/artigianali e molto altro ancora.</p> "	Amelia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.5567718	12.414636100000052	Amelia	55004	""	""		[  ]	""
397	Attrattore	it_IT	23960096	90422 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/post-perugia-officina-scienza-tecnologia	POST – Perugia Officina Scienza Tecnologia	<p>Il Centro della Scienza POST è il museo scientifico interattivo del Comune e della Provincia di Perugia ed è la principale struttura museale regionale nel settore della divulgazione scientifica.</p>	""	POST – Perugia Officina Scienza Tecnologia	"<p>Il Centro della Scienza POST è il museo scientifico interattivo del Comune e della Provincia di Perugia ed è la principale struttura museale regionale nel settore della divulgazione scientifica.</p> <p>Si trova a Perugia, nelle immediate adiacenze dell’arco Etrusco e di piazza Grimana, dove ha sede l'Università per Stranieri.</p>

<p>Rappresenta il punto di riferimento in Umbria per esplorare l’universo della cultura scientifica, installata in spazi espositivi piacevoli e vivaci dove il pubblico di qualsiasi età può prendere contatto con i metodi e gli oggetti della scienza.</p>

<p>Un gruppo esperto in didattica della scienza rappresenta un supporto costante alla visita, volta ad appassionare e facilitare la comprensione delle materie scientifiche.</p>

<p>Inaugurato nel 2003, è articolato in tre principali sezioni.<br />
La prima (Zona Exhibit) ospita 17 installazioni interattive. Qui il pubblico può sperimentare in prima persona alcuni fenomeni naturali (suono, luce, colore e molti altri fenomeni legati alle onde) e compiere esperienze legate alle illusioni acustiche ed ottiche.<br />
Un’altra sezione (Galleria delle Immagini) è dedicata alle mostre temporanee su temi di grande attualità in modo che grandi e piccoli possano essere informati sulle nuove frontiere della scienza, attraverso esposizioni interattive, testi di approfondimento e immagini spettacolari.<br />
Infine l’aula didattica dove vengono proposti approfondimenti dei diversi punti illustrati nelle altre sezioni da svolgere in modo autonomo con kit di lavoro e strumenti alla mano.</p>

<p>Il POST promuove l’informazione, condivide l’educazione e accompagna l’orientamento di quanti sono interessati, senza limiti di età, all’approfondimento di temi scientifici e tecnologici, attraverso un ricco programma di attività: mostre interattive e laboratori, attività didattiche, corsi e incontri sperimentali di attualità scientifica per un pubblico adulto appassionato di scienza, manifestazioni ed eventi, come gli Aperitivi Scientifici e gli appuntamenti estivi, destinati ai curiosi di scienza e applicazioni tecnologiche.</p> <p>Per maggiori informazioni:</p>

<p><a href=""http://www.perugiapost.it"">www.perugiapost.it</a>&nbsp;</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
398	Attrattore	it_IT	116943	15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-collicola-arti-visive-museo-carandente-spoleto	Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente - Spoleto	Il museo Palazzo Collicola Arti Visive si trova nel centro storico di Spoleto all'interno di palazzo Collicola che occupa l'intero lato occidentale dell'omonima piazza.	Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente - Spoleto	""	"Palazzo Collicola Arti Visive si trova nel centro storico di Spoleto ed occupa l'intero lato occidentale dell'omonima piazza. <p>Palazzo Collicola è uno degli edifici gentilizi più importanti della città, costruito tra il 1717 e il 1730 dall'architetto romano Sebastiano Cipriani e residenza della nobile famiglia Collicola. Dopo l'estinzione della famiglia, il palazzo fu acquistato dal Comune di Spoleto nel 1939.<br />
Palazzo Collicola Arti Visive è, insieme alle Collezione Burri di Città di Castello, il più importante museo d'arte contemporanea della regione.<br />
Al pianterreno si trova il<strong> Museo Carandente</strong>, che conserva la donazione del famoso critico d'arte Giovanni Carandente e annovera opere di artisti italiani e stranieri di fama internazionale. Fanno parte della raccolta opere di Alexander Calder, Henri Moore, Ettore Colla, Nino Franchina e Pietro Consagra.<br />
Altro gruppo di opere, realizzate da artisti appartenenti alla corrente del ""naturalismo informale"", sono quelle acquisite attraverso il <strong>Premio Spoleto</strong> (1953 -1968). Un'ulteriore sezione della collezione è rappresentata dalle donazioni di artisti e collezionisti e da acquisti del Comune. Tra questi spicca il nucleo di opere dedicate allo scultore spoletino <strong>Leonardo Leoncillo</strong>: vi sono compresi disegni, sculture ceramiche e maioliche pervenuti al museo a partire dagli anni Ottanta del Novecento.<br />
L'<strong>Appartamento Nobile</strong>, al primo piano, conserva dipinti dei secc. XV-XX un tempo ospitati presso la <strong>Pinacoteca Comunale</strong>. La presenza della quadreria e di arredi d'epoca come tavoli da parete, consolles e specchiere, conferisce a questo piano del palazzo l'aspetto di una dimora gentilizia sei-settecentesca.&nbsp; Il primo piano, insieme al secondo, è inoltre dedicato ad esposizioni temporanee di arte contemporanea.</p>

<p>Spoleto vanta da sempre un particolare rapporto con l'arte contemporanea. Basti pensare alla celebre esposizione <strong>Sculture nella città,</strong> organizzata su iniziativa di Giovanni Carandente nel 1962, durante la quale le vie e le piazze del centro storico vennero disseminate di 104 sculture realizzate da 54 tra i maggiori scultori del XX secolo tra cui Alexander Calder, autore del Teodelapio, prima scultura monumentale stabile dell'artista americano ancora oggi di fronte alla stazione ferroviaria.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Palazzo Collicola Arti Visive propone, inoltre, un <strong>percorso didattico</strong> tra i più eterogenei e avanzati nel panorama museale italiano, creando connessioni tra le opere della Collezione, i cortocircuiti del Piano Nobile, i locali della Biblioteca Carandente, le sale del Piano Mostre, i Collicola Ring, le sculture interattive di Oasi Collicola, la caffetteria di Veronica Montanino, ma anche tra la città storica, i suoi monumenti, gli altri musei e le molteplici bellezze di una Spoleto sempre più contemporanea.<br />
Sono infine organizzate anche attività e per bambini: iniziative rivolte alle <strong>famiglie</strong> con lo scopo di promuovere la collezione permanente e laboratori rivolti a stimolare la manualità e la creatività di grandi e piccoli.</p> Informazioni <p>Piazza Collicola<br />
06049 - Spoleto (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@palazzocollicola.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.palazzocollicola.it/"" target=""_blank"">www.palazzocollicola.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.7305146	12.734466399999974	""		""	""		[  ]	""
399	Attrattore	it_IT	3208951	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-albornoziana	Rocca Albornoziana	<p>La rocca Albornoziana si erge in posizione dominante su Narni e sulle gole del Nera.</p>	""	Rocca Albornoziana	"<p>La rocca Albornoziana si erge in posizione dominante su Narni e sulle gole del Nera.</p> <p>L'imponente edificio fa parte di quel sistema di fortezze che il papato, dopo Avignone, pose a presidio dello stato della chiesa appena riconquistato. La sua posizione, a coronamento della città, ed i caratteri costruttivi, mostrano la volontà di controllo sul territorio attraversato dalle vie di comunicazione con Perugia, Terni ed Amelia.</p>

<p>Si consiglia una visita per godere dello splendido panorama sul territorio circostante oltre che per visitare i suoi spazi museali e il&nbsp; centro multimediale.</p>

<p>La roccaforte ha una pianta quadrangolare con gli spigoli fortificati da quattro torri giustapposte ed è circondata da un fossato e una seconda cinta muraria. Le mura e le torri, coronate da beccatelli, racchiudono un cortile al quale si accede attraverso due eleganti portali: la corte, anch'essa quadrata, è contornata da due corpi di fabbrica e piacevoli scale consentono l'accesso al primo piano, dove era la residenza signorile. La maggiore delle quattro torri è identificata nel maschio, con il lato di ben 20 bracci ed un'altezza di quattro piani, più il seminterrato.</p>

<p>La realizzazione della rocca ebbe inizio nel 1367 sui resti di un originario insediamento militare costruito da Federico Barbarossa, e dopo solo cinque anni, nel 1371, Pietro o Giovanni di Nevico, il primo castellano, ne prese possesso. I lavori vennero ultimati nel 1378. Al progetto lavorarono diversi architetti tra i quali si presume Ugolino I di Montemarte e Matteo Gattapone, che lavorò a diverse costruzioni volute dal cardinale Albornoz.</p>

<p>Il fortilizio, tra il 1370 ed il 1449 è stato dimora di papi, cardinali e condottieri, seguendone le sorti. In questa data un'epidemia di peste fece rifugiare nella struttura militare Niccolò V che diede inizio ad una serie di lavori per ampliare le strutture difensive; lavori che furono proseguiti da Sisto IV e Innocenzo VIII, fino alla fine del Quattrocento.</p>

<p>La struttura ha resistito a numerosi assalti ed è stata governata da altrettanti castellani, fino al 1798 quando, con la proclamazione della repubblica romana e la fuga di Pio VI, un esercito di francesi spogliò la rocca delle armi per poterne ricavare dei cannoni.</p>

<p>Per tutto il XIX secolo fu sede carceraria e nel 1906 fu acquistata per una somma irrisoria dal principe russo Mestschezsy; nel 1972 divenne di proprietà di una famiglia romana mentre oggi è di proprietà del Comune di Narni e della Provincia di Terni.</p>

<p>Il cardinale Egidio De Albornoz (Cuenca, 1299 - Viterbo 1367) legato e vicario papale, si adoperò in tutto lo Stato Pontificio per rafforzare il potere papale. Ovunque costruì castelli e rocche, spesso progettandole lui stesso, qual simbolo del potere della Chiesa.</p>

<p>Si può salire al complesso fortificato, a piedi,&nbsp; dalla caratteristica via del Monte, oppure in automobile seguendo la direzione per la Flaminia, verso Roma, quindi voltando a sinistra.</p> "	Narni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5132908	12.520449299999996	Narni	55022	""	""		[  ]	""
400	Attrattore	it_IT	112157	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-claudio-faina-e-museo-civico-orvieto	"Museo ""Claudio Faina"" e Museo civico - Orvieto"	""	"Museo ""Claudio Faina"" e Museo civico - Orvieto"	""	"Il museo Claudio Faina e il museo civico hanno sede nel palazzo Faina, situato in piazza Duomo di Orvieto.&nbsp; L'edificio è sede museale dal 1954, quando l'ultimo erede Claudio junior lasciò per testamento al Municipio di Orvieto tutte le proprietà per finanziare la ""Fondazione per il Museo Claudio Faina"". Il percorso espositivo mira ad illustrare le tappe di formazione della raccolta, dal nucleo originario costituito a partire dal 1864 dal conte Mauro secondo gli indirizzi collezionistici del tempo fino alla raccolta incrementata dall'erede Eugenio che limitò le acquisizioni a reperti di area orvietana e promosse la formazione di un museo civico anziché arricchire la collezione di famiglia.<br />
Dalla galleria situata al secondo piano del palazzo si può ammirare una prospettiva particolare del Duomo. Dall'ingresso in piazza Duomo si accede al Museo Civico, sistemato al piano terra del palazzo, interamente dedicato ai reperti provenienti dagli scavi della città e del territorio d'Orvieto, che testimoniano l'eccezionale fioritura di Volsinii, l'etrusca Orvieto. Delle produzioni di altissima qualità artistica realizzate nel corso del V secolo a.C. dalle botteghe volsiniesi sono esposte le terrecotte architettoniche provenienti dal tempio del Belvedere. Ispirati direttamente all'arte classica greca, costituivano l'apparato decorativo e di rivestimento degli edifici sacri.<br />
Dall'area sacra di Cannicella, complesso santuariale all'interno della necropoli posta a sud della città, proviene la celebre statuetta della Venere, e della necropoli del Crocifisso del Tufo sono esposti alcuni cippi in pietra, i segnacoli delle tombe in genere recanti il nome del defunto. Del territorio orvietano sono illustrati materiali collezionati nel corso dell'Ottocento, tra cui il sarcofago di Torre San Severo, con scene scolpite raffiguranti episodi mediati dalla mitologia greca, di ispirazione funeraria.<br />
<br />
La collezione Faina è sistemata al piano nobile e al secondo piano del palazzo in un allestimento rinnovato nel 1996. Al piano nobile, che conserva la decorazione ottocentesca, sono sistemati i reperti recuperati o acquistati dai Faina, con particolare attenzione all'attività collezionistica di Mauro, specie per quanto riguarda la collezione numismatica di monete, in grande maggioranza romane di epoca repubblicana e imperiale, sono esposte in rigorosa sequenza cronologica. Al secondo piano i reperti sono ordinati secondo un criterio tipologico e cronologico: dai materiali pre-protostorici alla ceramica attica, mentre alcuni ambienti sono interamente dedicati alla ceramica etrusca&nbsp; Informazioni <p>Piazza del Duomo<br />
05018 - Orvieto (TR)&nbsp;<br />
email:&nbsp;info@museofaina.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.museofaina.it/"" target=""_blank"">www.museofaina.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410	42.716765	12.11246200000005	""		""	""		[  ]	""
401	Attrattore	it_IT	116923	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/necropoli-di-crocifisso-del-tufo-orvieto	Necropoli di Crocifisso del Tufo - Orvieto	La necropoli è estesa lungo il versante settentrionale della rupe tufacea su cui sorge Orvieto, l'etrusca Velzna	Necropoli di Crocifisso del Tufo - Orvieto	""	"La necropoli è estesa lungo il versante settentrionale della rupe tufacea su cui sorge Orvieto, l'etrusca Velzna Scoperta nell'Ottocento, rappresenta un documento straordinario della storia e della cultura etrusca. La sua visita trova essenziale complemento in quella del Museo Archeologico Nazionale e del Museo Claudio Faina di Orvieto, che ne custodiscono numerosi reperti, soprattutto i ricchi corredi ceramici.<br />
La necropoli fu utilizzata dall' VIII al III secolo a.C; al periodo di massimo sviluppo (VI-V secolo a.C) risale la pianificazione della necropoli ad isolati, definiti da strade tra loro ortogonali e occupati da tombe del tipo ""a dado"", secondo una rigida disposizione che riflette un'organizzazione sociale di tipo egualitaria. Ogni sepoltura era riservata a singole famiglie identificate dal nome inciso sull'architrave, che svela la presenza anche di cittadini stranieri ad Orvieto, sempre più cosmopolita.<br />
Forme di ostentazione della ricchezza raggiunta da un largo strato di cittadini sono, infine, espresse dai lussuosi oggetti di corredo, acquistati sul mercato greco-orientale, molti dei quali sono oggi visibili al Museo Archeologico Nazionale e al Museo Claudio Faina di Orvieto Informazioni <p>Str. Statale 71 - Km 1.6 - Località&nbsp; Le Conce<br />
05018 - Orvieto (TR)&nbsp;<br />
email:&nbsp;sba-umb@beniculturali.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/"" target=""_blank"">www.archeopg.arti.beniculturali.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.720585	12.105281399999967	""		""	""		[  ]	""
402	Attrattore	it_IT	24188299	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-della-madonna-della-stella	Chiesa della Madonna della Stella	La chiesa della Madonna della Stella è situata nella parte meridionale del piccolo borgo di Paciano, appena fuori Porta Rastrella.	""	Chiesa della Madonna della Stella	"La chiesa della Madonna della Stella è situata nella parte meridionale del piccolo borgo di Paciano, appena fuori Porta Rastrella. Venne edificata nel 1562 in stile rinascimentale e conserva all’interno importanti opere d’arte.<br />
Tra queste vanno ricordati gli affreschi eseguiti da Scilla Pecennini nelle cappelle laterali e quello raffigurante la Madonna collocato nell’edicola dell’altare maggiore ed eseguito, nel XIII secolo, da un pittore di scuola umbra.<br />
In sacrestia si trovano altri affreschi che illustrano le Storie del Santuario e che furono eseguiti tra il 1590 ed il 1620. "	Paciano | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0279889	12.060402999999951	""		""	""		[  ]	""
403	Attrattore	it_IT	116973	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-archeologico-di-otricoli-e-antiquarium-di-san-fulgenzio-otricoli	Parco archeologico di Ocriculum e Antiquarium Casale San Fulgenzio - Otricoli	<p>L’area archeologica di Ocriculum rappresenta per le sue dimensioni (36 ettari), lo stato di conservazione, le caratteristiche dei suoi monumenti e per la ricchezza dei materiali rinvenuti durante gli scavi, uno dei centri più importanti non solo dell’Umbria ma dell’Italia.</p>	Parco archeologico di Ocriculum e Antiquarium Casale San Fulgenzio - Otricoli	""	"<p>I resti dell’antica città romana, attraversata dalla Via Flaminia e lambita da un’ansa del Tevere, sono inseriti in un paesaggio naturale di notevole bellezza, perfetta sintesi di archeologia e natura rimasta immutata nei secoli.</p>

<p>Della città di Ocriculum, visitabile con percorsi pedonali, sono attualmente ben visibili i principali monumenti dell’antico abitato romano: l’area del Foro e della Basilica, l’imponente monumento delle Grandi Sostruzioni, il Teatro, le Terme, un Pilone monumentale di ingresso, un grande Ninfeo, un tratto basolato di Antica via Flaminia su cui si affacciano un Monumento funerario rotondo e una fonte pubblica, l’Anfiteatro, imponenti monumenti funerari e, a destra della città romana, lungo la Strada Statale Flaminia, la Necropoli arcaica (VII sec. a.C.).</p>

<p>Parte integrante del percorso è la visita all'<strong>Antiquarium Casale S. Fulgenzio</strong> che ospita una sala adibita per i laboratori didattici e una mostra archeologica permanente costituita da reperti inediti, rinvenuti durante le campagne di scavo condotte nell’area archeologica di Ocriculum, dal 1960 al 2005. Di notevole interesse, tra i reperti archeologici esposti: vasi preromani in bucchero, numerose terracotte di decorazione, laterizi, urne cinerarie, ritratti e sculture in marmo.</p> <p><strong>Orari visite guidate Parco archeologico Ocriculum</strong></p>

<p>Da novembre a marzo: solo su prenotazione</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Da aprile a ottobre</p>

<p>Sabato, domenica e festivo: ore 10 e ore 17</p>

<p>Nei giorni feriali e in orari diversi da quelli sopra indicati solo su prenotazione</p> <p><strong>Orario di apertura Antiquarium Casale San Fulgenzio&nbsp;</strong></p>

<p>Da ottobre a marzo</p>

<p>Sabato, domenica e festivo: 15-18<br />
&nbsp;</p>

<p>Da aprile a settembre</p>

<p>Sabato, domenica e festivo: 10.00 – 12.30 / Ore 17-19:30</p>

<p>Nei giorni feriali e in orari diversi da quelli sopra indicati solo su prenotazione</p> <p><strong>Contatti</strong></p>

<p>Email: info@comune.otricoli.tr.it – agnesenunzi@hotmail.it</p>

<p>Tel. 0744 719628 – 329.9482481</p>

<p>Sito web:&nbsp;<a href=""http://www.comune.otricoli.tr.it"" target=""_blank"">www.comune.otricoli.tr.it&nbsp;</a></p> "	Otricoli | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi29.png/232922c3-18c6-4e52-884c-47862ab1be41?t=1423749275705	42.4220319	12.477659499999959	""		""	""		[  ]	""
404	Attrattore	it_IT	24187993	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-giuseppe-da-leonessa	Chiesa di san Giuseppe da Leonessa	L’Oratorio di San Giuseppe da Leonessa, eretto ad Otricoli nel 1761, è un elemento qualificante dell’architettura settecentesca del centro storico di Otricoli.	""	Chiesa di san Giuseppe da Leonessa	"L’Oratorio di San Giuseppe da Leonessa, eretto ad Otricoli nel 1761, è un elemento qualificante dell’architettura settecentesca del centro storico di Otricoli. <p>La facciata, che termina in alto con una linea ondulata, è sovrastata al centro da una croce in ferro su base sagomata e ai lati da due elementi decorativi a foggia di vaso.<br />
L’interno è completamente decorato a stucchi bianchi e nella volta vi è una tela riportata raffigurante il Santo in gloria; sull’altare, all’interno di una nicchia, si conserva la statua in legno del Santo mentre sulle pareti si trovano quadri settecenteschi allusivi alla vita del Santo e ai suoi miracoli.</p>

<p>[Fonte: www.otricoliturismo.it]</p> "	Otricoli | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999959	Otricoli	55024	""	""		[  ]	""
405	Attrattore	it_IT	101213	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/antiquarium-comunale-otricoli	Antiquarium Comunale di Otricoli	Il Museo, situato all’interno del Palazzo Priorale di Otricoli, collega con un percorso didattico ideale, attraverso reperti e pannelli illustrativi, le tre identità storiche di Otricoli: il centro preromano, l’antica città romana di Ocriculum e l’attuale centro storico medievale, ricco di materiali antichi riutilizzati nel tessuto urbano.	Antiquarium Comunale di Otricoli	""	"Il Museo, situato all’interno del Palazzo Priorale di Otricoli, collega con un percorso didattico ideale, attraverso reperti e pannelli illustrativi, le tre identità storiche di Otricoli: il centro preromano, l’antica città romana di Ocriculum e l’attuale centro storico medievale, ricco di materiali antichi riutilizzati nel tessuto urbano. <p>Nell’Antiquarium sono esposti manufatti archeologici di notevole pregio provenienti dalla città romana di Ocriculum. Tra questi, di particolare interesse: la riproduzione del mosaico policromo delle Terme di Ocriculum, una raccolta archeologica di superficie, una mensa da altare, quattro iscrizioni funerarie decorate, un sostegno da tavola e soprattutto l’unico calco originale della testa colossale di Giove.<br />
La testa marmorea, dell’altezza di ben 58 cm., fu rinvenuta ad Ocriculum alla fine del Settecento. Faceva parte di una statua di dimensioni colossali, con le parti nude realizzate in marmo e il resto del corpo in muratura e stucco (tecnica dell’acrolito). La figura rappresenta una divinità, molto probabilmente il Giove del locale capitolium, il tempio dedicato alla triade divina composta da Giove, Giunone e Minerva, ed era una copia della statua di Giove collocata all’interno del tempio capitolino di Roma.<br />
La statua di culto originaria, risalente alla fine del VI secolo a. C. andò distrutta in un incendio nell’83 a. C.. Un nuovo simulacro venne eseguito da un artista greco, Apollonio, che prese a modello la celebre statua dello Zeus di Olimpia, opera dello scultore Fidia.<br />
Lo Zeus di Olimpia, probabilmente la statua più famosa dell’antichità, doveva essere alto più di 14 metri ed era realizzato in avorio e oro. Il dio sedeva su un trono decorato da pitture e sculture: aveva il capo decorato da ramoscelli d’olivo, nella mano destra reggeva una statua raffigurante una Vittoria e nella sinistra teneva uno scettro sormontato da un’aquila.<br />
L’opera fu realizzata intorno agli anni trenta del V secolo a. C., subito dopo il completamento del Partenone. Questa statua di Apollonio servì da modello per le statue dei capitolia di molte città, tra cui, probabilmente, il Giove di Ocriculum.</p> <p><strong>Orario di apertura&nbsp;Antiquarium Comunale di Otricoli</strong></p>

<p>Da ottobre a marzo</p>

<p>Sabato, domenica e festivo: ore 10.30 - 12.30</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Da aprile a settembre</p>

<p>Sabato, domenica e festivo: ore 10.00 - 13.00</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Nei giorni feriali e in orari diversi da quelli sopra indicati solo su prenotazione</p> <p><strong>Contatti</strong></p>

<p>Email: info@comune.otricoli.tr.it – agnesenunzi@hotmail.it</p>

<p>Tel. 0744 719628 – 329.9482481</p>

<p>Sito web: <a href=""http://www.comune.otricoli.tr.it"">www.comune.otricoli.tr.it</a></p> "	Otricoli | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999959	""		""	""		[  ]	""
406	Attrattore	it_IT	24188173	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-baldeschi-museo-banca-della-memoria-del-trasimeno	Palazzo Baldeschi – Museo Banca della Memoria del Trasimeno	Palazzo Baldeschi sorge all’interno del piccolo borgo di Paciano.	""	Palazzo Baldeschi - Museo Banca della Memoria del Trasimeno	"Palazzo Baldeschi sorge all’interno del piccolo borgo di Paciano. Venne costruito nel XVII secolo integrando tra loro numerose case-torri del quartiere e fu restaurato nel 1461 e nel 1477.<br />
La struttura si presenta semplice e composta caratterizzata com’è dalla prevalenza del cotto e della pietra arenaria.<br />
Sul portone principale campeggia uno stemma in travertino, mentre all’interno degno di nota è un grande scalone attribuito al Vignola.<br />
Il palazzo ospita al suo interno ""TrasiMemo"", la Banca della Memoria del Trasimeno: un progetto che mira a tutelare il patrimonio culturale del territorio del lago e della sua comunità.<br />
Uno spazio in cui costruire e resituire la memoria sui saperi del lavoro artigianale, agricolo ed enogastronomico, documentandone i processi culturali, le pratiche e i contesti sociali.<br />
È un museo con laboratori ed eventi, sui temi del legno, ferro e metalli, tessile e cotto del Trasimeno.&nbsp; "	Paciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0279889	12.060402999999951	Paciano	54036	""	""		[  ]	""
407	Attrattore	it_IT	24188064	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-salvatore	Chiesa di San Salvatore - Otricoli	La Chiesa, ricordata come Cappella S. Salvatoris in un atto notarile del 1235, è a pianta rettangolare con campaniletto a vela sopra la facciata.	""	Chiesa di San Salvatore - Otricoli	"La Chiesa, ricordata come Cappella S. Salvatoris in un atto notarile del 1235, è a pianta rettangolare con campaniletto a vela sopra la facciata. <p>Considerata di scarsissimo valore architettonico, grazie ai recenti interventi di restauro che hanno riportato alla luce un raro affresco trecentesco di scuola umbra, la Chiesa è oggi oggetto di numerosi studi.<br />
Molto particolari e di grande valore storico-artistico gli affreschi ex voto, sulla pareti laterali, tra i quali tre immagini raffiguranti la “Madonna del latte”.</p>

<p>[Fonte: www.otricoliturismo.it]</p> "	Otricoli | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999959	Otricoli	55024	""	""		[  ]	""
408	Attrattore	it_IT	24188672	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-don-aldo-rossi-e-pinacoteca-chiesa-san-giuseppe	Museo Don Aldo Rossi e Pinacoteca Chiesa San Giuseppe	Il museo odierno, sezione di Paciano del sistema Museo diffuso dell'archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, nasce, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici dell'Umbria, dalla volontà di valorizzare e conservare pezzi e memorie del passato della comunità, così come già ideato da Don Aldo Rossi nel 1994.	""	Museo Don Aldo Rossi e Pinacoteca Chiesa San Giuseppe	"Il museo odierno, sezione di Paciano del sistema Museo diffuso dell'archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, nasce, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici dell'Umbria, dalla volontà di valorizzare e conservare pezzi e memorie del passato della comunità, così come già ideato da Don Aldo Rossi nel 1994. <p><strong>Pinacoteca:</strong> (ingresso da Via della Pitalessa) già sala della Confraternita del Santissimo Sacramento dove Francesco da Castel della Pieve, pittore proveniente dalla stessa città di Pietro Vannucci detto il Perugino, nel 1452 affrescò una grandiosa Crocifissione dietro commissione del priore Andrea di Giovanni. Poco più tardi, in una parete laterale, un pittore locale vi affrescò un'Annunciazione, tuttora visibile anche se rovinata. Nella grande sala confraternale sono stati collocati alcuni tra i più importanti dipinti che Paciano tuttora conserva: la Madonna del davanzale assegnata a Bernardino di Mariotto (fine XV secolo), una tela ad olio con Annunciazione della prima metà del Seicento, due pregevoli tele dell'ordine dei serviti del XVII secolo (Madonna addolorata e Madonna col Bambino e santi); una terza, sempre del Seicento, con santi domenicani (tutte provenienti dal convento di Sant'Antonio), e due dipinti raffiguranti Santa Lucia. Una piccola sezione è dedicata al pacianese Antonio Castelletti (1764-1840) con i Misteri, opera giovanile connessa alla tela della Madonna del Rosario, conservata nella parrocchia e il processionale Gonfalone di Santa Bonosa, compatrona di Paciano. Chiude la sezione la ricostruzione del polittico di Antonio e Giovanni Sparapane, di cui si conservano due laterali raffiguranti Santa Mustiola e San Pietro apostolo (1475-78).</p>

<p><strong>Museo: </strong>all'interno della chiesa di San Giuseppe. Gli spazi sono stati recentemente restaurati e destinati al nuovo uso. Subito dopo l'ingresso della chiesa, chiamata anche Santa Maria della Concezione e ""chiesa dentro"", nella cappella della Concezione, per la quale venne realizzato, si trova, entro la mostra in stucco a rilievo dipinto e dorato, il Gonfalone della Madonna delle Grazie realizzato attorno al 1470 dalla bottega di Benedetto Bonfigli. Lungo la navata, dove nel 2000 sono riemersi una serie di affreschi votivi risalenti al XV secolo (due recano la data 1444 e 1449) raffiguranti santi e Maestà, sono alcune statue lignee (San Giuseppe, vestito, del XVII secolo; due Addolorate una del XVII e una del XVIII e una Vergine del Rosario, con capelli veri, del XVII secolo, una Natività, della fine del XVIII secolo) e un Gesù bambino detto dell'Aracoeli in cera dipinta. In alto, al di sopra dell'altare, nella sua antica collocazione è la Crocifissione di scuola bolognese della metà del XVIII secolo.</p>

<p>All'interno dello spazio presbiteriale dominato dalla deliziosa cantoria e inquadrato dalle due colonne neoclassiche, oltre alcuni rilievi del XVII e XVIII secolo (Angelo, Ecce Homo, Testa di Cristo e Immacolata) e la statua di San Giuseppe, posta nella nicchia sull'altare, sono una serie di espositori nei quali sono collocati pregevoli arredi ecclesiastici del XVI-XVIII secolo: croci; ostensori; calici; pissidi; servizi da mensa, da aspersione e da incenso; reliquiari; tabernacoli; carteglorie, candelabri e candelieri. Tra i calici si segnalano reperti di grande valore come quello datato 1591 ed altri due esemplari del XVI secolo. É qui collocata, nello spazio che l'ha sempre ospitata, la tela di Francesco Appiani (1704-1792) raffigurante lo Sposalizio della Vergine. Oltrepassate le tabelle confraternali si sale al piano ammezzato dove sono la saletta dei reperti archeologici, rinvenuti dopo la seconda guerra mondiale nei pressi dell'area archeologica di Fonteboccio. Nella stanza adiacente trovano posto alcuni tra i paramenti sacri più significativi del territorio, per importanza ed antichità. Una piccola apertura introduce all'interno del vecchio campanile ed ancora nella cantoria, dove si conserva un pregevole organo di Adamo Rossi datato 1795.&nbsp;</p>

<p>[Fonte: www.comune.paciano.pg.it]</p> "	Paciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0279889	12.060402999999951	""		""	""		[  ]	""
409	Attrattore	it_IT	24188972	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/collegiata-di-san-michele-arcangelo	Collegiata di San Michele Arcangelo	La collegiata di San Michele Arcangelo è la chiesa parrocchiale di Panicale.	""	Collegiata di San Michele Arcangelo	"La collegiata di San Michele Arcangelo è la chiesa parrocchiale di Panicale. Venne costruita nel 1618 da Paolo V sopra una preesistente chiesa romanica della quale conserva ancora la facciata e fu restaurata nel 1696.<br />
L’edificio si presenta prevalentemente in cotto con le cornici delle porte d’ingresso in travertino ed arenaria.<br />
Sempre in arenaria è un’edicola collocata sul lato posteriore della chiesa.<br />
All’interno si conserva un dipinto con la Madonna ed i Santi del Perugino, una tavola di Giovan Battista Caporali ed un Presepio con Padre Eterno. "	Panicale | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/panicale/5609922a-add6-4161-84fc-6770f24d786a?t=1454334554962	43.0286281	12.097475300000042	""		""	""		[  ]	""
410	Attrattore	it_IT	23475697	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-archeologico-industriale-di-campacci-di-marmore	Parco archeologico industriale di Campacci di Marmore	<p>Un vero e proprio museo a cielo aperto: è il Parco di Archeologia Industriale di Campacci di Marmore, situato vicino il belvedere superiore della Cascata delle Marmore, lungo il sentiero n° 5.</p>	""	Parco archeologico industriale di Campacci di Marmore	"<p>Un vero e proprio museo a cielo aperto: è il Parco di Archeologia Industriale di Campacci di Marmore, situato vicino il belvedere superiore della&nbsp;<a href=""/-/la-cascata-delle-marmore-e-i-suoi-cinque-percorsi-a-piedi"">Cascata delle Marmore</a>, lungo il sentiero n° 5.</p> <p>In un'area particolarmente suggestiva e di notevole valore paesistico, il Parco ospita alcuni grandi manufatti provenienti dalle centrali idroelettriche di Galleto e Narni: turbine delle tipologie Kaplan e Francis, e distributori di flusso per turbine, conservati per diversi anni presso il Bosco di Maratta.</p>

<p>Il progetto potenzia il percorso didattico sugli impianti idroelettrici locali in parte già presente ai Campacci, fra le cisterne che servivano per la captazione delle acque, che poi, attraverso le condotte forzate, venivano portate a valle per produrre l’energia elettrica necessaria a far funzionare i tanti stabilimenti del ternano, acciaieria in primis.</p>

<p>Le cisterne si presentano come enormi strutture murarie abbandonate e inglobate e nascoste dalla vegetazione, assumendo così il carattere di “rovina” che evoca nostalgicamente un passato industriale.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.umbriaexperience.it/parco-archeologico-industriale-di-campacci-di-marmore/"">http://www.umbriaexperience.it/</a></p> "	Terni | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5501271	12.718768599999976	Terni	55032	""	""		[  ]	""
411	Attrattore	it_IT	23475721	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/i-prati-di-stroncone	I Prati di Stroncone	Vicino a Stroncone, borgo medievale arroccato su un colle ricoperto di uliveti e gelosamente protetto dalle solide mura castellane, si cela un vero e proprio luogo da sogno, a circa mille metri di altitudine.	""	I Prati di Stroncone	"Vicino a <a href=""/-/stroncone"">Stroncone</a>, borgo medievale arroccato su un colle ricoperto di uliveti e gelosamente protetto dalle solide mura castellane, si cela un vero e proprio luogo da sogno, a circa mille metri di altitudine. <p>I Prati di Stroncone, che si apriranno davanti ai tuoi occhi dopo un susseguirsi di curve e salite, si trovano alle pendici del Monte Macchialunga.</p>

<p>Quando i fianchi delle montagne iniziano quasi ad allontanarsi dal ciglio della strada, si fanno spazio delle verdi distese pianeggianti, con pochi alberi, ma di notevoli dimensioni.</p>

<p>Splendide e ampie distese in cui potersi riposare e rilassare in compagnia degli amici o divertirsi con i più piccoli: un gioiello a pochi passi da Terni, forse poco conosciuto, ma che ti conquisterà al primo sguardo.</p> "	Stroncone | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.4997405	12.663681999999994	Stroncone	55031	""	""		[  ]	""
412	Attrattore	it_IT	23589128	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-parrocchiale-dei-ss-apostoli-pietro-e-paolo	Chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo	Era il centro della vita del primo nucleo del castello di Monteleone di Orvieto; davanti e di lato aveva un portico, la cui testimonianza resta ancora leggibile sul muro del lato Nord, accanto sorgeva il cimitero.	""	Chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo	"Era il centro della vita del primo nucleo del castello di Monteleone di Orvieto; davanti e di lato aveva un portico, la cui testimonianza resta ancora leggibile sul muro del lato Nord, accanto sorgeva il cimitero. <p>Originariamente la chiesa aveva una sola navata sulla quale si aprivano quattro cappelle; dietro all’altare principale era posto un coro.<br />
Nel corso dei secoli l’edificio di culto ha subito successivi ampliamenti e varie trasformazioni fino a raggiungere la struttura attuale; in particolare tra il 1815 ed il 1821 vennero realizzati la facciata ed il campanile in laterizi, tutto proveniente dalle fornaci locali.&nbsp;<br />
Nel campanile vi sono quattro campane: la più grande, posta a nord, possiede un bellissimo timbro armonico ed un tono maestoso: è il “Campanone”. Anche le cappelle laterali sono state eliminate e la chiesa ha oggi tre navate.<br />
La pala d’altare è opera della scuola di Pietro Vannucci detto il Perugino (Città della Pieve 1445– Fontignano 1523), noto maestro della pittura umbra del Rinascimento. La tavola rappresenta la Madonna con il Bambino, con ai lati gli Apostoli Pietro e Paolo, riconoscibili dagli attributi: le chiavi, la spada ed il libro; nella lunetta Gesù che sorge dal Sepolcro con gli angeli ai lati. &nbsp;<br />
Il Guardabassi (1872) attribuisce l’opera a Pietro Vannucci; lo Gnoli (1923) proponeva invece il nome di Giacomo di Guglielmo da Città della Pieve, che collaborò in tutte le opere del Perugino eseguite nella sua città natale dopo il 1510 (http://www.comune.monteleone.tr.it/index.php/2011/07/10/madonna-col-bambino-tra-i-santi-pietro-e-paolo/).<br />
Al posto del vecchio coro si trova l’abside al di sotto della quale è &nbsp;stata realizzata la cripta in cui è custodito il corpo di San Teodoro Martire. La cripta è stata decorata nel corso degli anni trenta dal prof. Guglielmo Ascanio; fu però nel corso degli anni ‘50 che la chiesa assunse l’aspetto attuale: fu elevata, in alto vennero aperte delle grandi finestre che garantiscono un’abbondante illuminazione e successivamente fu interamente decorata: la pavimentazione attuale è stata realizzata negli anni ottanta.<br />
L’altare dedicato all’Annunciazione è posto a sinistra dell’altare maggiore, mentre alla destra vi è la cappella del Sacro Cuore, fatta realizzare dalla Comunità per celebrare la sospirata fine del secondo conflitto mondiale.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>[Fonte: www.comune.monteleone.tr.it]</p> "	Monteleone d'Orvieto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.921443	12.053922599999964	Monteleone di Orvieto		""	""		[  ]	""
413	Attrattore	it_IT	23589268	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torre-dell-orologio-monteleone-di-orvieto	Torre dell'orologio - Monteleone di Orvieto	Sulla Piazza Pietro Bilancini di Monteleone di Orvieto, quasi come il fondale di un palcoscenico &nbsp;si eleva la torre dell’orologio: fu costruita, alla fine del 1800, su disegno dell’architetto monteleonese Filidio Lemmi, con i laterizi fabbricati nelle locali fornaci, che danno alla costruzione un tono caldo ed armonioso.	""	Torre dell'orologio - Monteleone di Orvieto	"Sulla Piazza Pietro Bilancini di Monteleone di Orvieto, quasi come il fondale di un palcoscenico &nbsp;si eleva la torre dell’orologio: fu costruita, alla fine del 1800, su disegno dell’architetto monteleonese Filidio Lemmi, con i laterizi fabbricati nelle locali fornaci, che danno alla costruzione un tono caldo ed armonioso. <p>Nella torre si può ammirare il quadrante del grande orologio le cui lancette erano mosse da una elaborata e monumentale macchina a pendolo, i cui pesi di pietra, scendendo lungo la torre, davano movimento al meccanismo. La facciata è ulteriormente impreziosita da un bassorilievo, sempre in laterizi, rappresentante lo stemma di Monteleone, realizzato dal prof. Michele Lemmi.</p>

<p>[Fonte: www.comune.monteleone.tr.it]</p> "	Monteleone d'Orvieto | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.921443	12.053922599999964	Monteleone di Orvieto		""	""		[  ]	""
414	Attrattore	it_IT	23589013	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-del-santissimo-crocefisso	Chiesa del Santissimo Crocefisso	Poco fuori della porta nord di Monteleone di Orvieto, lungo la Umbro Casentinese, si trova la Chiesa del SS.mo Crocefisso.	""	Chiesa del Santissimo Crocefisso	"Poco fuori della porta nord di Monteleone di Orvieto, lungo la Umbro Casentinese, si trova la Chiesa del SS.mo Crocefisso. <p>La costruzione, risalente al sec. XVII è stata oggetto di un radicale restauro che ha consentito di sottrarla ad un lungo periodo di decadenza e di abbandono: è stata riaperta al culto il 15 agosto 2004.<br />
Nel luogo in cui si trova oggi la chiesa esisteva una piccola cappella nella cui parete di fondo era dipinta una crocifissione: all’immagine del questo SS.mo Crocefisso erano attribuiti tantissimi miracoli e, nel suo altare furono raccolte ingenti elemosine. Nel 1601 l’amministrazione del tempo, sollecitata dalla popolazione decise di chiedere alle Autorità Ecclesiastiche l’autorizzazione per costruire, intorno a questa piccola cappella una chiesa.<br />
La costruzione iniziò soltanto nel 1612 su disegno dell’architetto Francesco Scalza di Orvieto, figlio del più noto Ippolito, e la Comunità si accollò gran parte delle spese. Vari problemi, non ultimi quelli legati alle vicende del conflitto tra i Farnese ed il Papa per la supremazia sul Ducato di Castro, portarono enormi ritardi tanto che la chiesa fu aperta al culto soltanto nel 1633; i sei dipinti delle paraste, con motivi legati alla Passione di Gesù, sono di quell’epoca.<br />
Della piccola cappella originaria fu lasciata soltanto la parete di fondo con l’immagine del SS.mo Crocefisso quale altare della nuova chiesa; dal punto di vista ecclesiastico, l’edificio di culto fu associato alla Confraternita della Morte, antichissima pia istituzione che per tale evento, da quel momento si chiamò Confraternita della Morte e del SS.mo Crocefisso.<br />
Quasi un secolo più tardi, nei primi anni del 1700, fu fatta realizzare la macchina lignea dell’altare, e, sempre nel corso del 1700 furono costruite le due cappelle laterali che, dopo varie trasformazioni, vennero dedicate alla Madonna del Buon Consiglio, immagine molto venerata dai Monteleonesi, e &nbsp;alla Madonna Addolorata, posta a destra, dove è conservata la statua utilizzata nella processione del Venerdì Santo.&nbsp;</p>

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<p>[Fonte: www.comune.monteleone.tr.it]</p> "	Monteleone d'Orvieto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.921443	12.053922599999964	Monteleone di Orvieto		""	""		[  ]	""
415	Attrattore	it_IT	23589189	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-dei-rustici	Teatro dei Rustici	Il Teatro dei Rustici di sorge all’interno di Monteleone di Orvieto, piccolo borgo storico situato all’estremo nord della provincia di Terni.	""	Teatro dei Rustici	"<strong>Dove si trova</strong><br />
Il Teatro dei Rustici di sorge all’interno di Monteleone di Orvieto, piccolo borgo storico situato all’estremo nord della provincia di Terni. <p><strong>Un tempo fu</strong><br />
Il teatro di Monteleone di Orvieto era inizialmente il &nbsp;granaio dell’antico palazzo pubblico del paese. Ciò si può facilmente leggere nell’ iscrizione a tempera posta nell'ingresso della sala, che dice: ""La comunità di Monteleone che nell'anno 1732 questo luogo di granaio trasformò in teatro testimonia l'amore cittadino alla civile educazione per gli allenamenti sereni dell'arte"".</p>

<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />
Il piccolo teatro di Monteleone di Orvieto merita una visita sia per la bellezza dell’interno strutturato in due ordini di palchi, sia per la rassegna teatrale che vi viene tenuta durante l’anno.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Il teatro di Monteleone di Orvieto venne edificato nel 1732 in quello che era il granaio dell'antico palazzo pubblico del paese su iniziativa di alcuni giovani monteleonesi i quali chiesero ed ottennero dal comune l'autorizzazione per poter rappresentare alcune commedie nel periodo di carnevale.<br />
Nonostante i contrasti delle pubbliche autorità ed in particolar modo del governo pontificio, che temeva che le rappresentazioni fossero ispirate alle idee rivoluzionarie del risorgimento, l'attività teatrale andò avanti anche nei secoli successivi.<br />
Con il passare del tempo l’edificio venne più volte ampliato e restaurato, in particolare nel 1894, ed oggi si presenta con una pianta a ferro di cavallo e due ordini di palchi che possono ospitare fino a 96 posti.</p> "	Monteleone d'Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.921443	12.053922599999964	Monteleone di Orvieto		""	""		[  ]	""
416	Attrattore	it_IT	12907225	12907185 | 22371268	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/san-valentino-l-amore-e-umbria	San Valentino, l'amore è Umbria	Umbria terra d'amore, dalla Terni di San Valentino al cioccolato di Perugia.	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	Wedding in Umbria, sposarsi in Umbria, matrimonio in Umbria, Umbria per gli sposi	"<p>Era l'anno 197 d.C. quando il Vescovo Valentino divenne il padre del popolo di Terni, dando così vita alle numerose leggende che circondano la sua figura. La più famosa è senza dubbio quella tra il legionario Sabino e la bellissima Serapia, coppia di giovani amanti che il vescovo unì in matrimonio contro ogni ostacolo e difficoltà, sancendo così il suo ruolo di Protettore degli innamorati. In ricordo di San Valentino il 14 febbraio, anniversario della sua morte, si trasformò da giornata dedicata agli antichi riti pagani di purificazione (""Lupercali"") a giornata simbolo universale d'amore.</p>

<p>Oggi le spoglie del vescovo sono attualmente conservate all'interno della basilica santuario di Terni, dove ogni anno decine di amanti si danno appuntamento alla ""Festa della Promessa"" (la domenica prima del 14 Febbraio). E' questa l'occasione per tutti i futuri sposi di rinnovare l'antica promessa sulle orme di Sabino e Serapia, giurando d'amarsi di un amore eterno, coraggioso, fedele.</p>

<p>L'Umbria sancisce così il suo ruolo di terra d'amore, un filo conduttore che ci porta fino a Perugia, capitale del cioccolato e patria del famoso Bacio Perugina. Questa dolce creazione, nata dalla genialità di Luisa Spagnoli, riassume nel sapore inimitabile del suo cioccolato e nei bigliettini d'amore sotto il suo involucro stellato il connubio tra passione e qualità tipica dei prodotti gastronomici umbri, di cui il cioccolato è protagonista esemplare.</p>

<p>Non solo in cucina, ma anche nell'artigianato l'Umbria ci mostra le sue mille sfaccettature d'amore. L'arte orafa, antichissimo sapere radicato nella storia del territorio, da vita a raffinati gioielli che coniugano tradizione e modernità, ricerca concettuale e design. Un esempio d'antica dolcezza è il Santo Anello di Perugia, anello sacro che leggenda vuole fu donato da Giuseppe a Maria,&nbsp; ora posto nello scrigno della cattedrale di San Lorenzo a Perugia.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://lovemeinumbria.com/"" target=""_blank"">Wedding in Umbria</a></p> "	""	""	""	42.5528996	12.712530799999968	""		""	""		[  ]	""
417	Attrattore	it_IT	3237613	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-nuova	Chiesa di Santa Maria Nuova	La chiesa di Santa Maria Nuova si trova nel centro storico di Gubbio all'interno del quartiere di Sant'Andrea, all'incrocio tra via Savelli della Porta e via Nelli.	""	Chiesa di Santa Maria Nuova	"La chiesa di Santa Maria Nuova si trova nel centro storico di&nbsp;Gubbio&nbsp;all'interno del quartiere di Sant'Andrea, all'incrocio tra via Savelli della Porta e via Nelli. <p>La chiesa di Santa Maria Nuova si trova nel centro storico di Gubbio all'interno del quartiere di Sant'Andrea, all'incrocio tra via Savelli della Porta e via Nelli.</p>

<p>La chiesa&nbsp;merita una visita per la suggestiva semplicità dell'esterno, caratterizzato da una facciata in pietra sulla quale si apre un portale trilobo ed asimmetrico, e per l'interno che conserva opere come la <em>Madonna del Bevedere</em> di Ottaviano Nelli.</p>

<p>Edificata tra il 1270 ed il 1280, la chiesa presenta una semplice facciata in pietra sulla quale si apre un portale trilobo ed asimmetrico.<br />
L'interno, a navata unica, è stato pesantemente alterato nel corso del XVII secolo, quando venne coperta da intonaco tutta la decorazione pittorica murale.<br />
Unico brano salvato fu la <em>Madonna del Bevedere</em> di Ottaviano Nelli (XV secolo); l'immagine, soggetta a venerazione popolare, era stata racchiusa in un'edicola.<br />
In controfacciata sono stati riscoperti affreschi con <em>Annunciazione,</em> <em>Crocifissione, santi e due Maestà</em>. Lungo la parete destra troviamo un affresco raffigurante il <em>Cristo crocifisso</em>, il <em>Cristo benedicente</em> e la <em>Madonna in trono col Bambino</em>.<br />
Santa Maria Nuova è interessante anche per i pregevoli arredi lignei; un esempio è il cinquecentesco altare dorato proviene dalla chiesa di Sant'Agostino. Da notare anche la cassa funebre dipinta internamente dal Maestro Espressionista di Santa Chiara con i <em>Santi Giacomo e Mariano</em> (XIV secolo) che conservò il corpo di Sant'Ubaldo.&nbsp;</p> "	Gubbio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3503009	12.582640900000001	Gubbio	54024	""	""		[  ]	""
418	Attrattore	it_IT	117023	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-romano-gubbio	Teatro romano - Gubbio	Il teatro si trova nel comune di Gubbio, nell'area archeologica della Guastuglia	Teatro romano, Gubbio, Guastuglia, archeologia	Teatro romano - Gubbio	"La visita ai resti del teatro romano e ai reperti dell'Antiquarium costituisce una preziosa occasione per conoscere l'organizzazione sociale della città romana di Iguvium – Gubbio: dai luoghi dello spettacolo a quelli dell'abitare, che svelano i gusti, gli usi e i costumi di quel periodo.<br />
Il teatro, ultimato dal magistrato Gneo Satrio Rufo intorno al 20 a.C., fu realizzato con grossi blocchi calcarei lavorati a bugnato rustico. Presenta due ordini di arcate, di cui rimangono in piedi l'ordine inferiore e alcuni archi corrispondenti alla galleria superiore.<br />
Resti di opera reticolata sono presenti nei corridoi dei vomitori.<br />
La cavea é divisa in quattro cunei e le fasce in cui non erano presenti i gradini accoglievano probabilmente scale in legno. Il piano dell'orchestra, pavimentato con lastre di pietra calcarea permette la raccolta delle acque piovane in una grande cisterna sotto il <em>pulpitum</em>. La <em>frons scaenae</em> ha due nicchie laterali quadrangolari e una centrale, semicircolare.<br />
L'edificio poteva accogliere circa 6000 spettatori ed era tra i più capienti del suo tempo Informazioni <p>Via del Teatro Romano<br />
06024 - Gubbio (PG)&nbsp;<br />
email: sba-umb@beniculturali.it</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</p> "	Gubbio | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3519625	12.572651599999972	""		""	""		[  ]	""
419	Attrattore	it_IT	22143632	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-dei-santi-filippo-e-giacomo	Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo	La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo sorge in piazza Vittorio Emanuele II, la piazza principale di Monte Castello di Vibio.&nbsp;	""	Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo	"La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo sorge in piazza Vittorio Emanuele II, la piazza principale di Monte Castello di Vibio.&nbsp; Venne costruita nel 1851, grazie all’aiuto economico di Gregorio XVI e Pio IX, sul luogo dove anticamente sorgeva una precedente chiesa più piccola.<br />
L’edificio, in stile neoclassico, presenta una facciata molto semplice aperta in un finestrone semicircolare recentemente completato con vetrate colorate.<br />
L’interno della chiesa presenta una pianta rettangolare divisa in tre navate terminanti in altrettante absidi semicircolari.<br />
Importanti sono gli affreschi della volta, delle pareti e dei pilastri eseguite dall’artista perugino Nicola Benvenuti e dal fratello Federico.<br />
Al centro del presbiterio è collocato l’imponente altare maggiore fiancheggiato dalle statue di San Filippo e di San Giacomo e sovrastato dalla prodigiosa immagine della Madonna dei Portenti.<br />
Degni di nota sono anche il fonte battesimale e l’olea sacra che presentano motivi e figure finemente intagliate ed il cosiddetto Braccio Santo in argento, sul quale sono infilati l’anello ed il bracciale, reliquie dei Santi Filippo e Giacomo. "	Monte Castello di Vibio | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8379472	12.348275400000034	Monte Castello di Vibio	54029	""	""		[  ]	""
420	Attrattore	it_IT	27981272	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-roca-longobarda-pietralunga	La Rocca Longobarda  - Pietralunga	Da qui possiamo ammirare i resti della porta d'accesso all'antico maniero, costruito in epoca longobarda.	""	""	"Da qui possiamo ammirare i resti della porta d'accesso all'antico maniero, costruito in epoca longobarda. <div>Iniziamo la visita da Piazza Fiorucci, difronte ai ruderi del Castello. Da qui possiamo ammirare i resti della porta d'accesso all'antico maniero, costruito in epoca longobarda, intorno all'VIII secolo d.C. come sede gastaldale e avanposto militare ed il torrione pentagonale d'avvistamento e di difesa, comunemente chiamato Rocca.<br />
La struttura è stata più volte modificata nel corso dei secoli. Originariamente il piano di campagna del Castello si trovava all'altezza della porta di ingresso che, come si può notare, corrisponde a quella della Pieve di fronte; il livello odierno è dovuto a scavi e rimozioni, eseguiti nel volgere del tempo, per costruire nuovi edifici.</div>

<div>Fonte:&nbsp;<a href=""http://pietralunga.infoaltaumbria.it/Scopri_la_Citta/In_Centro/LA_ROCCA_-_(Fortezza_militare).aspx"">http://pietralunga.infoaltaumbria.it</a></div> "	Pietralunga	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4650147	12.426595200000065	Pietralunga	54041	""	Pietralunga		[  ]	""
421	Attrattore	it_IT	27981200	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-di-san-girolamo-di-monte-cucco	Eremo di San Girolamo	La costruzione è situata sul versante orientale del Monte Cucco ed è raggiungibile percorrendo la suggestiva strada che collega Scheggia con Sassoferrato, attraversando la Gola del Corno.	""	""	"La costruzione è situata sul versante orientale del Monte Cucco ed è raggiungibile percorrendo la suggestiva strada che collega Scheggia con Sassoferrato, attraversando la Gola del Corno. Alla fine di una stradina in salita, appare l’eremo, in uno splendido paesaggio naturale costituito da una scoscesa parete rocciosa che gli fa da sfondo.<br />
La Chiesa primigenia (XI secolo), è costituita da tre grandi corpi in pietra con volta a botte e da un’alta torre centrale; gli elementi interni e le finestre, lavorate in pietra, fanno chiaramente trasparire lo stile romanico.<br />
In piccole grotte alla base della parete scoscesa, sono ricavate le antiche celle. Uno stretto sentiero le collega al cenobio edificato intorno al XIV secolo su uno sperone che sovrasta la valle del Rio Freddo.<br />
La tradizione vuole che in questo luogo si rifugiò, intorno all’anno Mille, San Girolamo per sfuggire alle persecuzioni. Probabilmente nell’eremo si ritirò in preghiera San Domenico Loricato, morto nel 1060 ed alla fine del XIII secolo fu scelto come luogo di ritiro dal beato Tommaso da Costacciaro, che visse in solitudine forse per più di 40 anni.<br />
Nel 1521 fu ufficialmente dichiarato eremo per opera del beato Paolo Giustiniani con il permesso di Leone X; sorse così uno dei primi eremi della congregazione camaldolese di Monte Corona.<br />
Da allora fino ai primi anni del XIX secolo, divenne un centro culturale di rilievo, con farmacia, orto e biblioteca, per poi decadere lentamente fino alla sua chiusura definitiva avvenuta nel 1925 per ordine di Pio XI. Lo stato di abbandono è perdurato fino al 1981, quando sono iniziati i lavori di restauro che hanno consentito la riapertura dell’eremo ad opera degli eremiti Camaldolesi, nel 1992. "	Scheggia e Pascelupo	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.4153882	12.702021800000011	Scheggia e Pascelupo	54046	06027	Scheggia e Pascelupo		[  ]	""
422	Attrattore	it_IT	27980930	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-santa-maria-di-sitria	Abbazia di Santa Maria di Sitria	"Contesto: montagna<br />
Datazione: XI SECOLO<br />
L’antica abbazia è situata nel parco naturale del Monte Cucco in una valle tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara."	""	""	"Contesto: montagna<br />
Datazione: XI SECOLO<br />
L’antica abbazia è situata nel parco naturale del Monte Cucco in una valle tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara. Attualmente l’edificio si presenta con impianto a croce latina immissa (a”T”), a navata unica. Il presbiterio è fortemente rialzato ed un’abside semicircolare conclude l’impianto. In corrispondenza del lato destro del transetto, sopraelevato per far spazio alla cripta sottostante, si apre un ambiente destinato a sacrestia ed una sala con volta a botte.<br />
La chiesa è stata costruita tutta in pietra squadrata.<br />
La copertura della navata è costituita da una volta a botte ogivale, poggiante su una mensola che corre lungo i muri perimetrali; l’abside, con una piccola feritoia centrale, ha una copertura a catino (vi sono tracce di un affresco del XVIII secolo).<br />
All’interno è possibile ammirare un altare in travertino del Duecento, formato da una pietra sorretta da 14 esili colonne raccordate da archetti.<br />
La sottostante cripta, alla quale si accede da una stretta scala situata ai piedi del transetto, è composta da un piccolo ambiente con abside terminale. La copertura a volta, poggia su un’unica colonna monolitica con capitello corinzio (VI secolo), probabilmente proveniente da vicine costruzioni.<br />
L’antico eremo, di cui non resta traccia, consisteva in piccole celle in pietra e legname.<br />
Secondo lo storico Iacobilli, la badia venne fondata nel 1017 da San Romualdo che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita in completa clausura.<br />
Nel corso del tempo, la badia crebbe inglobando molte chiese,&nbsp; ma nel XIV secolo incominciò una lenta decadenza fino a quando (1450) fu data in commenda da papa Niccolò V. Gli abati commendatari ne curarono il restauro nel XVI secolo e durarono fino al 1810, quando il papa Gregorio XVI li assegnò al vicino monastero di Fonte Avellana.<br />
Nel 1861 i beni dell’abbazia furono soppressi dal Governo Italiano che li affidò a privati; la chiesa diventò casa colonica e il fonte battesimale fu trasferito nella Chiesa di Isola Fossara.<br />
Successivamente ritornò ai monaci di Fonte Avellana che provvidero a restaurarlo nel 1972. "	Scheggia e Pascelupo	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.4153882	12.702021800000011	Scheggia e Pascelupo	54046	""	Scheggia e Pascelupo	6027	[  ]	""
423	Attrattore	it_IT	27981167	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-sant-emiliano-in-congiuntoli	Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli	"Contesto: montagna<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
L’antica badia è raggiungibile dalla strada che si sviluppa sulle pendici del Monte Catria, partendo da Scheggia e muovendo in direzione Sassoferrato; sorge sulla confluenza tra il fiume Sentino e il rio Freddo, da cui trae il nome di Congiuntoli (congiunzione)."	""	""	"Contesto: montagna<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
L’antica badia è raggiungibile dalla strada che si sviluppa sulle pendici del Monte Catria, partendo da Scheggia e muovendo in direzione Sassoferrato; sorge sulla confluenza tra il fiume Sentino e il rio Freddo, da cui trae il nome di Congiuntoli (congiunzione). Lo scenario appenninico accompagna il percorso lungo il quale si incontrano le altrettanto interessanti Abbazia di Sitria e quella di Fonte Avellana.<br />
Il complesso, in pietra bianca, si presenta come un elegante fabbricato costituito dalla chiesa ed dal monastero.<br />
La chiesa ha impianto rettangolare a due navate di diversa ampiezza, separate da una fila di colonne ottagonali a sostegno di possenti archi a tutto sesto.<br />
La zona presbiteriale risulta leggermente rialzata rispetto alle navate, dando alla chiesa un aspetto a sala, molto diffusa negli edifici degli ordini predicatori; ciò rendeva ben visibile sia l’officiatura dei riti sacri che la figura del predicatore, il quale, con la voce ed i gesti doveva guidare i fedeli.<br />
La facciata a capanna ha la gronda decorata da una serie di mensole in pietra. Finestre ogivali illuminano le navate.<br />
Della costruzione rimane, oltre alla chiesa, una serie di locali monastici con copertura a volta attualmente adibiti ad abitazioni ed annessi rurali, parte del chiostro con portico coperto da volte a crociera ed una torre che probabilmente era utilizzata a difesa del complesso.<br />
La chiesa venne edificata probabilmente nel 1286, data scolpita su una lapide situata all’interno della chiesa, trasformando una precedente cappella (1201): fu abbattuta l’abside e messa in comunicazione con l’attuale chiesa.<br />
La separazione in due navate di diversa ampiezza è probabilmente motivata dalla volontà di riservare quella maggiore ai monaci abitanti dell’abbazia, attraverso una porta che immette su locali interni del complesso abbaziale; quella minore, il cui accesso avviene dall’esterno, ai pochi&nbsp; abitanti della zona . "	Scheggia e Pascelupo	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.4153882	12.702021800000011	Scheggia e Pascelupo	54046	""	Scheggia e Pascelupo	6027	[  ]	""
424	Attrattore	it_IT	27981465	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pieve-di-santa-maria-pietralunga	Pieve di Santa Maria - PIetralunga	La Pieve di Santa Maria è la Chiesa parrocchiale di Pietralunga, che si innalza maestosa in piazza Fiorucci.	""	""	"La Pieve di Santa Maria è la Chiesa parrocchiale di Pietralunga, che si innalza maestosa in piazza Fiorucci. <div>La sua fondazione risale al VII-VIII secolo ed il titolo, uno dei più antichi dell'organizzazione ecclesiastica della Diocesi di Città di Castello, col quale l'Arciprete viene insediato ""ab immemorabili"" canonico ""extra muros"", ne è la fedele testimoninza.</div>

<div>L'odierna facciata della chiesa è il frutto di una sostanziale modificazione, eseguita ai primi del '900, che ha comportato l'abbattimento dell'abside per far posto a questa nuova entrata principale e la chiusura di quella originaria. All'interno, la chiesa si presenta a pianta rettangolare irregolare con un'unica navata, semplice e disadorna, interrotta solo da gros­si costoni che sorreggono le volte ad ogiva.<br />
L'abside originaria era a forma circolare, rialzata rispetto al piano di calpestìo e raggiungibile da una serie di scalini; è stata demolita per far posto alla nuova entrata.<br />
L'attuale presbiterio piatto e quadrato, è stato realizzato nell'area dell'antico ingresso.</div>

<div>Sulla parete di destra della navata si può notare un affresco, interessante opera attribuita a Raffaellino del Colle, raffigurante il martirio di San Sebastiano, mentre all'interno del presbiterio è conservata la copia del Polittico di Ottaviano Nelli, illustre pittore eugubino del XV secolo, opera proveniente dalla Chiesa di S. Agostino e trasferita presso la Galleria Nazionale dell'Umbria.</div> "	Pietralunga	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4650147	12.426595200000065	Pietralunga	54041	""	Pietralunga		[  ]	""
425	Attrattore	it_IT	27981480	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pieve-di-santa-maria-pietralun-1	Pieve di Santa Maria - PIetralunga	La Pieve di Santa Maria è la Chiesa parrocchiale di Pietralunga, che si innalza maestosa in piazza Fiorucci.	""	""	"La Pieve di Santa Maria è la Chiesa parrocchiale di Pietralunga, che si innalza maestosa in piazza Fiorucci. <div>La sua fondazione risale al VII-VIII secolo ed il titolo, uno dei più antichi dell'organizzazione ecclesiastica della Diocesi di Città di Castello, col quale l'Arciprete viene insediato ""ab immemorabili"" canonico ""extra muros"", ne è la fedele testimoninza.</div>

<div>L'odierna facciata della chiesa è il frutto di una sostanziale modificazione, eseguita ai primi del '900, che ha comportato l'abbattimento dell'abside per far posto a questa nuova entrata principale e la chiusura di quella originaria. All'interno, la chiesa si presenta a pianta rettangolare irregolare con un'unica navata, semplice e disadorna, interrotta solo da gros­si costoni che sorreggono le volte ad ogiva.<br />
L'abside originaria era a forma circolare, rialzata rispetto al piano di calpestìo e raggiungibile da una serie di scalini; è stata demolita per far posto alla nuova entrata.<br />
L'attuale presbiterio piatto e quadrato, è stato realizzato nell'area dell'antico ingresso.</div>

<div>Sulla parete di destra della navata si può notare un affresco, interessante opera attribuita a Raffaellino del Colle, raffigurante il martirio di San Sebastiano, mentre all'interno del presbiterio è conservata la copia del Polittico di Ottaviano Nelli, illustre pittore eugubino del XV secolo, opera proveniente dalla Chiesa di S. Agostino e trasferita presso la Galleria Nazionale dell'Umbria.</div> "	Pietralunga	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4650147	12.426595200000065	Pietralunga	54041	""	Pietralunga		[  ]	""
426	Attrattore	it_IT	27981577	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-ornitologico-naturalistico-silvio-bambini-pietralunga	"Museo ornitologico - naturalistico ""Silvio Bambini""- Pietralunga"	Situata sul fianco nord-est dell’Alta Valle del Tevere, Pietralunga occupa la parte terminale di un crinale collinare a ridosso dell’Appennino umbro-marchigiano.	""	""	Situata sul fianco nord-est dell’Alta Valle del Tevere, Pietralunga occupa la parte terminale di un crinale collinare a ridosso dell’Appennino umbro-marchigiano. È circondata da colline ricoperte di boschi che degradano in ampie vallate verdeggianti. Nonostante l’aspetto tipicamente medievale del centro storico, con i suoi stretti vicoli convergenti verso un’unica piazza sulla quale si affacciano i palazzi, le chiese, i conventi e l’ex ospedale, Pietralunga vanta origini preistoriche, come testimoniano numerosi reperti archeologici conservati al Museo Archeologico di Perugia tra i quali il “Flauto su tibia umana” e alcuni “castellieri” sparsi nel territorio. Il primo insediamento urbano, col nome di “Tufi”, si riconduce tuttavia al popolo umbro, nel periodo in cui si svolgevano i riti descritti nelle Tavole Eugubine del III secolo a.C. che conservano il più lungo testo redatto in lingua umbra e la più estesa descrizione di riti religiosi appartenenti al mondo occidentale antico. Del periodo romano rimangono antiche villae, ovvero complessi di edifici costituenti una sorta di azienda agricola dell’epoca, acquedotti e strade, tra le quali un diverticulum (diramazione) della via consolare Flaminia che la collegava alla Valle del Tevere. Di questa diramazione sono tuttora ben visibili tratti completamente rivestiti con grosse pietre calcaree dette basoli. Nel territorio di Pietralunga la diffusione del cristianesimo è legata alle vicende di san Crescenziano. Legionario romano che portò in questi territori la nuova dottrina, Crescenziano, secondo la leggenda sacra, uccise, alle porte di Città di Castello, il drago che imperversava in questi luoghi. Durante le persecuzioni cristiane operate da Diocleziano, Crescenziano venne decapitato e sepolto nel luogo ove oggi sorge la pieve de’ Saddi, la chiesa più antica dell’area, edificata nel V secolo d.C. sulle vestigia di un tempio romano per conservare la salma del martire. All’interno della chiesa un bassorilievo dell’VIII secolo raffigura il santo nell’atto di uccidere il drago. L’insediamento romano, costruito a valle, fu abbandonato in seguito alle invasioni barbariche e la città ricostruita nel VIVII secolo sull’odierno colle col nome di Plebs Tuphiae. Allo stesso periodo storico si fa risalire l’inizio della costruzione della pieve di Santa Maria e della rocca longobarda pentagonale. Nel corso del tempo il territorio di Pietralunga divenne molto florido e popolato, grazie ai suoi ricchi pascoli che gli fecero attribuire il nome di Pratalonga, tanto da divenire libero Comune dall’ XI al XIV secolo ed essere così dotata degli Statuti e del Catasto. Allo scadere del XIV secolo Pietralunga si alleava e si sottometteva a Città di Castello, diventandone parte integrante del territorio. Da allora in poi la sua storia procedette in parallelo con quella della città maggiore che provvedeva ad inviarvi, periodicamente, un capitano con pieni poteri nell’amministrazione della cosa pubblica. Questa situazione perdurò fino al 1817, anno in cui Pietralunga venne elevata al grado di Comune. Dal 1860 seguì le vicende del Regno d’Italia. Pietralunga partecipò con i suoi oltre 100 caduti alla prima guerra mondiale e, nella seconda, dopo l’8 settembre 1943, con la costituzione della Brigata Proletaria d’Urto San Faustino, diveniva il centro operativo della resistenza nell’alta Umbria: per questo motivo è l’unico Comune umbro decorato con medaglia al valor militare. L’abitato medievale è costruito intorno alla rocca longobarda , risalente all’VIII secolo, come il borgo e le mura di cinta che caratterizzano ancora oggi la città. La rocca, nonostante le successive modifiche, conserva inalterata la caratteristica base pentagonale. Delle tre porte antiche l’unica rimasta intatta è la porta del Cassino, sul cui lato sinistro una lapide posta nel XVI secolo ne ricorda il restauro assieme alle mura castellane. Di particolare interesse sono la pieve urbana di Santa Maria , risalente all’VIII-IX secolo, che possiede un pregevole portale romanico, e la pieve extraurbana, odierno santuario della Madonna dei Rimedi. 	Pietralunga	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4650147	12.426595200000065	Pietralunga	54041	""	Pietralunga		[  ]	""
427	Attrattore	it_IT	27981693	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-madonna-dei-rimedi	Santuario Madonna dei Rimedi	L’odierno santuario della Madonna dei Rimedi era l’antica pieve extraurbana situata a circa 2 km a sud del centro storico di Pietralunga.	""	""	"L’odierno santuario della Madonna dei Rimedi era l’antica pieve extraurbana situata a circa 2 km a sud del centro storico di Pietralunga. <div>Eretta tra il VII – VIII secolo, contestualmente alla costruzione della pieve urbana di Santa Maria, divenne centro di intensa devozione mariana per le miracolose apparizioni della Madonna ad alcune fanciulle e alle monache del convento benedettino di Santa Maria del Ponte (o della Soraccia). Nel XVII secolo, ampliata ed abbellita, assunse le caratteristiche architettoniche odierne. Situata lungo un’importante tracciato medievale che collegava il versante adriatico a quello tirrenico, secondo la tradizione questa chiesa ospitò più volte san Francesco durante i suoi frequenti pellegrinaggi sul monte della Verna, in Arezzo.</div>

<div><br />
Contatti:<br />
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica&nbsp;<br />
Piazza Matteotti - Logge Bufalini - 06012 Città di Castello<br />
Tel. +39 075 8554922 - Fax +39 075 8552100<br />
info@iat.citta-di-castello.pg.it</div> "	Pietralunga	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4650147	12.426595200000065	Pietralunga	54041	""	Pietralunga		[  ]	""
428	Attrattore	it_IT	27981840	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-di-monte-corona-umbertide	Eremo di Monte Corona - Umbertide	L'eremo di Montecorona, si trova poco distante dalla città di Umbertide in contesto isolato.	""	""	"L'eremo di Montecorona, si trova poco distante dalla città di Umbertide in contesto isolato. Nato nel XVI secolo, sulla cima del monte- a 700 m. in una foresta di abeti e castagni- ebbe sempre un legame stretto e profondo con l’abbazia di San Salvatore al quale era collegato da una strada mattonata: se il primo era il centro della vita religiosa, l'abbazia era sede delle attività economiche e rifugio per i monaci vecchi e malati, non più in grado di rispettare le severe regole della vita eremitica.<br />
Costruito a partire dal 1530, fu destinato ad ospitare quel ramo dei Camaldolesi, gli eremiti di san Romualdo, che volevano appunto riavvicinarsi allo spirito eremitico.<br />
Il complesso, che si compone della chiesa settecentesca con decorazioni in stucco e delle casette dei monaci, divenne con la soppressione degli ordini religiosi proprietà laica e costituì un sicuro rifugio nei periodi di guerra.<br />
Attraversò poi un periodo di totale abbandono fino a quando, nel 1981, quattro monache della&nbsp; famiglia monastica di Betlemme, dell'Assunzione della Vergine Maria e di san Bruno giunsero in questo luogo e cominciarono l'opera di ristrutturazione.<br />
Nove anni dopo, nel novembre 1990, le monache fondarono un nuovo monastero nel quale si trasferirono nei pressi di Mocaiana, una frazione di Gubbio.<br />
Da allora sono a Montecorona i monaci dello stesso Ordine. "	Umbertide	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	Umbertide		[  ]	""
429	Attrattore	it_IT	126358	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-consoli	Palazzo dei Consoli	Il palazzo dei Consoli, ben visibile anche da lontano,&nbsp;si trova&nbsp;nel centro storico&nbsp;di&nbsp;<strong>Gubbio</strong>	""	Palazzo dei Consoli	"<p>Il palazzo dei Consoli, ben visibile anche da lontano,&nbsp;si trova&nbsp;nel centro storico&nbsp;di&nbsp;<strong>Gubbio</strong>. La sua facciata prospetta sulla piazza Grande, terrazza pensile, fulcro politico della città trecentesca.<br />
Il palazzo dei Consoli merita sicuramente una visita non solo per lo scenario suggestivo in cui si inserisce, ma anche per le collezioni d'arte che conserva al suo interno. L'edificio è infatti la&nbsp;<strong>sede del Museo archeologico e della Pinacoteca</strong>.<br />
<br />
Il palazzo dei Consoli di Gubbio venne eretto tra il 1332 ed il 1349 su progetto di Angelo da Orvieto (ricordato in un'iscrizione incisa sopra l'arco della porta d'ingresso) con il contributo di Matteo di Giovannello detto il Gattapone.<br />
A pianta rettangolare, possiede un grande slancio gotico accentuato da lesene verticali che dividono la fronte in tre parti distinte.<br />
Il primo ordine è occupato dal portale a cui si accede attraverso una scala a ventaglio; nella lunetta si trova un affresco di Bernardino di Nanni dell'Eugenia con&nbsp;<em>Madonna</em>&nbsp;<em>col Bambino tra San Giovanni Battista e Sant'Ubaldo</em>&nbsp;(1495). Il dipinto fu pesantemente modificato nel corso del Cinquecento da Benedetto Nucci. Ai lati del portale si aprono due bifore a pieno centro.<br />
Il secondo ordine è ornato da sei finestre a pieno centro sovrastate da una cornice a dentelli che congiunge gli archi.<br />
Il palazzo presenta un coronamento merlato impreziosito da archetti ogivali; a sinistra si eleva il campanile.<br />
Il lato destro e la parte posteriore, visibili da via dei Consoli, mantengono forme molto simili alla facciata. Nel fianco sinistro è stato addossato un altro corpo di fabbrica costituito da un portico che scendeva in via Baldassini.<br />
Occupa l'intero primo piano la sala dell'Arengo, coperta da grandiose volte a botte.&nbsp;<br />
L'interno dell'edificio è oggi la sede della pinacoteca, sistemata al piano superiore e della raccolta archeologica, oggi esposta al pianterreno.</p>

<p>&nbsp;<strong>Curiosità</strong><br />
Il palazzo dei Consoli, così come l'incompiuto palazzo Pretorio,&nbsp;venne realizzato durante la prima metà del XIV secolo in un momento di forte espansione della città. Si sentiva infatti l'esigenza di dotarsi di un adeguato spazio pubblico conforme alla potenza economica e politica che Gubbio ormai esercitava sul suo territorio. Si abbandonò così l'antica&nbsp;<em>Platea Communis</em>, nella parte alta, e si realizzò poco più in basso la splendida piazza pensile, centro direzionale che doveva essere confinante con tutti i quartieri, ma esterno ad ognuno di essi e proprio per questo punto di raccordo imparziale nelle questioni politiche.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
Lasciando l'auto nel parcheggio di piazza 40 Martiri si può facilmente raggiungere il centro storico di Gubbio. Il museo civico, costituito dalla raccolta archeologica e dalla pinacoteca è visitabile con un unico biglietto.</p> "	Gubbio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3532338	12.578811900000005	""		""	""		[  ]	""
430	Attrattore	it_IT	10537457	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-di-sant-ubaldo	Basilica di Sant'Ubaldo	Costruita sulla sommità del ripido monte Ingino, ai piedi del quale si estende la città, è l'edificio che custodisce l'urna in bronzo contenente il corpo del santo patrono Ubaldo.	""	Basilica di Sant'Ubaldo	"Costruita sulla sommità del ripido monte Ingino, ai piedi del quale si estende la città, è l'edificio che custodisce l'urna in bronzo contenente il corpo del santo patrono Ubaldo. La basilica è nota anche per essere il punto d'arrivo della celebre corsa dei Ceri, festa di remote origini che coinvolge ogni anno (15 maggio) tutta la popolazione, per la glorificazione di sant'Ubaldo.<br />
Edificata su preesistenze medievali, fu ampliata dall'inizio del XVI secolo, epoca a cui risale la costruzione del convento e del chiostro. Alla sobria semplicità dell'esterno si contrappone la ricchezza dell'interno a cinque navate e con un'abside semicircolare. &nbsp;Dal chiostro, con affreschi cinquecenteschi attribuiti a Pier Angelo Basili con scene della vita di Sant'Ubaldo, si accede all'interno della chiesa arricchito da affreschi del XVI-XVIII secolo. "	Gubbio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	""		[  ]	""
431	Attrattore	it_IT	22143535	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-della-concordia-monte-castello-di-vibio	Teatro della Concordia - Monte Castello di Vibio	Il teatro della Concordia è situato nel cuore dell’antico centro di Montecastello di Vibio, cittadina che sorge sul versante destro della Valle del Tevere, poco distante da Todi.	""	Teatro della Concordia - Monte Castello di Vibio	"Dove si trova<br />
Il teatro della Concordia è situato nel cuore dell’antico centro di Montecastello di Vibio, cittadina che sorge sul versante destro della Valle del Tevere, poco distante da Todi. <p><strong>Perchè visitarlo</strong><br />
Iniziativa interessante che riguarda Montecastello è il ""teatro del week-end"". Una proposta sia turistica che culturale per chi viene a visitare l’Umbria, e, più in particolare, Monte Castello di Vibio.<br />
Rivolta a chi desidera assistere ad uno spettacolo, il ricco cartellone della stagione teatrale offre l’opportunità di passare un week-end culturale nella storica atmosfera del teatro e nella tranquillità del borgo di Monte Castello. Il pacchetto comprende una cena con piatti tipici della cucina umbra, un pernottamento con prima colazione in agriturismo o in albergo e, ovviamente, un ingresso a teatro.<br />
La programmazione va dalla prosa, alla lirica, operetta, concerti di musica classica e jazz.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Il teatro di Montecastello di Vibio, con i suoi novantanove posti suddivisi tra i palchi e la platea, è detto il “teatro più piccolo del mondo”. Si legge in un documento dell'epoca che ""venne costruito piccolo perché a misura del suo paese"".<br />
Fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese, 1789, e poi intitolato proprio a quella ""concordia tra i popoli"" che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'ottocento. Fu costruito grazie alle finanze di nove famiglie illustri del paese che si diedero da fare perché questo diventasse luogo di divertimenti e riunioni, c'era anche un caffè - salotto. Fu inaugurato nel 1808. Nel 1892 Luigi Agretti, appena quattordicenne, che si trovava in villeggiatura a Montecastello proveniente da La Spezia, affrescò le sale. Lui era figlio del perugino Cesare, già autore delle decorazioni del telone e dei fondali del teatro. Qui Agretti figlio sprigionò le sue prime espressioni artistiche. Questo giovine lasciò impresso nei colori dei suoi dipinti le sensazioni della sua precoce vitalità, contribuendo ad indicare questo luogo, attraverso la dedica rivolta al paese, come un oasi di tranquillità. Nel 1914 vennero installate in platea 36 poltroncine, oggi 37. Purtroppo il teatro chiuse i battenti nel 1951 e negli anni Sessanta subì un crollò che interessò il tetto. Data la situazione gli abitanti di Monte Castello arrivarono all’autotassazione per finanziare i primi interventi di recupero, la Regione poi continuò il restauro con finanziamenti comunitari. L’opera di recupero, che ha permesso di mantenere la stessa struttura lignea originale che sorregge i palchetti, è terminata nel 1993. Nel 1997 il “teatro più piccolo del mondo” si è gemellato con il teatro Farnese di Parma, il “più grande del mondo”, quattromila posti.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Nel 1929 calcò il palcoscenico del teatro la giovane soprano Antonietta Stella di Todi che diverrà una delle migliori interpreti del repertorio verdiano. Nel 1945 il teatro tenne a battesimo i primi passi di un'altra grande celebrità, l’allora giovanissima Gina Lollobrigida, che qui a Monte Castello recitò in ""Santarellina"" di Scarpetta, una commedia messa in scena dal regista e direttore di scena tuderte Tenneroni.</p> "	Monte Castello di Vibio | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8379472	12.348275400000034	Monte Castello di Vibio	54029	""	""		[  ]	""
432	Attrattore	it_IT	3035179	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/casacastalda	Casacastalda	In posizione dominante sulla valle del Risacco e la val di Rasina, rispettivamente affluente del Chiascio e torrente proveniente da Gualdo Tadino, Casacastalda è l'abitato originato dal castello&nbsp; fondato nel VIII secolo da un longobardo discendente da Totila, Ernero Castaldo (da cui il nome Casa del Castaldo).&nbsp;	""	Casacastalda	"In posizione dominante sulla valle del Risacco e la val di Rasina, rispettivamente affluente del Chiascio e torrente proveniente da Gualdo Tadino, Casacastalda è l'abitato originato dal castello&nbsp; fondato nel VIII secolo da un longobardo discendente da Totila, Ernero Castaldo (da cui il nome Casa del Castaldo).&nbsp; Si ha notizia di una ricostruzione del Castello ad opera dei perugini (1433), che concessero lo status di Libero Comune. Ancora oggi è visibile lo stemma comunale scolpito in diversi punti del centro storico, costituito da una torre sovrastante un torrione con il grifone rampante simbolo di Perugia.<br />
Della struttura originaria si conservano le tre porte di accesso: porta Perugina o porta sole a sud, porta del Giglio o porta Gualdese a nord, porta Eugubina a ovest.&nbsp; Da vedere la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (X secolo), ampiamente rifatta nell'Ottocento, che conserva un trittico di Matteo da Gualdo, e il Santuario della Madonna dell'Olmo,&nbsp; eretto per ricordare il miracolo della Beata Vergine (1484) apparsa ad una pastorella su un olmo, tuttora conservato al suo interno. "	Valfabbrica | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.1963602	12.646924099999978	Gualdo Tadino	54023	""	""		[  ]	""
433	Attrattore	it_IT	24819234	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-della-pieta-umbertide	Chiesa di Santa Maria della Pietà- Umbertide	La chiesa&nbsp; di Santa Maria della Pietà si trova alla periferia settentrionale di Umbertide, presso il neoclassico Ospedale civile.	""	Chiesa di Santa Maria della Pietà- Umbertide	"La chiesa&nbsp; di Santa Maria della Pietà si trova alla periferia settentrionale di Umbertide, presso il neoclassico Ospedale civile. Edificata nel 1481, ampliata nel corso del XVI secolo la chiesa presenta un impianto rinascimentale con unica navata.<br />
Sopra il portale d’ingresso è una lunetta attribuita a Giovan Battista Caporali; all’interno era posta l’Incoronazione della Vergine realizzata da Pinturicchio nel 1502 e oggi conservata nei Musei Vaticani a Roma. "	Umbertide | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
434	Attrattore	it_IT	24819323	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-umbertide	Chiesa di San Francesco - Umbertide	La chiesa di San Francesco si trova in piazza San Francesco ad Umbertide, vicino alla chiesa di San Bernardino. Ha facciata in conci ornata da un portale ad arco trilobo di epoca trecentesca. Sopra è un ampio oculo.	""	Chiesa di San Francesco - Umbertide	"La chiesa di San Francesco si trova in piazza San Francesco ad Umbertide, vicino alla chiesa di San Bernardino. Ha facciata in conci ornata da un portale ad arco trilobo di epoca trecentesca. Sopra è un ampio oculo. L’interno, con abside gotica, è di tipologia francescana, a due navate di cui la minore in parte ogivale. Fino a qualche anno fa conservava la Madonna con il Bambino in gloria tra Angeli e Santi dipinta da Niccolò Circignani detto il Pomarancio nel 1577 e una scultura lignea di San Rocco attribuita a Romano Alberti detto il Nero del 1528. Le due opere per motivi di conservazione sono state di recente trasferite nel vicina chiesa di Santa Croce oggi trasformata in Museo.<br />
L’annesso ex convento è oggi sede dell’Archivio storico comunale e della Biblioteca civica. "	Umbertide | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
435	Attrattore	it_IT	24818949	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-croce-umbertide	Chiesa di Santa Croce - Umbertide	"La chiesa di Santa Croce si trova ad Umbertide in piazza San Francesco, al fianco delle chiese di&nbsp; San Francesco e San Bernardino.<br />
Sull’area in cui sorge esisteva già nel XIII secolo una piccola chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che doveva fungere da oratorio per la confraternita dei Disciplinati di Santa Maria."	""	Chiesa di Santa Croce - Umbertide	"La chiesa di Santa Croce si trova ad Umbertide in piazza San Francesco, al fianco delle chiese di&nbsp; San Francesco e San Bernardino. Sull’area in cui sorge esisteva già nel XIII secolo una piccola chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che doveva fungere da oratorio per la confraternita dei Disciplinati di Santa Maria. Questa confraternita è ricordata nel 1340 con il nome di Santa Maria e Santa Croce e nel XV secolo con il solo titolo di Santa Croce. Vari ampliamenti si ebbero nel corso del Quattrocento e intorno alla metà del secolo successivo. Tra il 1634 e il 1645&nbsp;&nbsp; con la definitiva ristrutturazione dell’ edificio ad opera di Filippo Fracassini, l’evoluzione della chiesa di Santa Croce può dirsi conclusa, se non per la facciata in laterizi, dalle linee tardo-barocche, realizzata nel primo Settecento.<br />
L’interno, ricco di stucchi del folignate Giovanni Fontana (1676) ad unica navata, conserva altari risalenti al XVIII secolo, primo fra tutti quello riccamente intagliato (1711) realizzato per contenere la splendida Deposizione della Croce di Luca Signorelli, commissionata al pittore dalla confraternita di Santa Maria nel 1516.<br />
La chiesa, dopo attento restauro da parte dell’amministrazione comunale, è stata trasformata nel 1998 nel Museo di Santa Croce.<br />
Tra le opere più interessanti si ricordano oltre alla pala d’altare di Luca Signorelli, il dipinto di Pomarancio&nbsp; raffigurante la Madonna con il Bambino in gloria tra Angeli e Santi (1577) e una scultura lignea di San Rocco attribuita a Romano Alberti detto il Nero del 1528, provenienti dalla vicina chiesa di San Francesco.<br />
L’ex chiesa di Santa Croce è anche utilizzata per registrazioni discografiche di opere classiche, a cui partecipano maestri di fama internazionale, ed è palcoscenico di prestigiose rassegne concertistiche. "	Umbertide | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
436	Attrattore	it_IT	126488	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-di-umbertide	Rocca di Umbertide	Nel centro storico di&nbsp;<strong>Umbertide</strong>	""	""	"<p>Nel centro storico di&nbsp;<strong>Umbertide</strong>&nbsp;spicca il poderoso mastio della fortezza medievale progettata nel 1374 da Angeluccio di Ceccolo detto Il Trucascio e completata nel 1389, sotto la guida di Alberto Guidalotti. La costruzione è formata da un'imponente torre quadrata alta più di 30 metri e da altri tre torrioni merlati più bassi. Nella parte inferiore è provvista di spesse mura ed un tempo da porte dotate di ponti levatoi.</p>

<p>Nelle segrete della rocca, nel 1394, vi fu rinchiuso Braccio Fortebracci da Montone, ma, liberato dopo il pagamento di un riscatto, questi la conquistò e vi risedette fino alla sua morte avvenuta nel 1424.&nbsp;<br />
Dopo questo evento, la rocca passò sotto lo Stato della Chiesa e negli anni successivi, vide il passaggio di numerosi eserciti, fino a quando nel 1478, le milizie di Federico II da Montefeltro, devastarono sia la struttura che il territorio frattigiano.<br />
Nel 1521, il papa Leone X, affidò la custodia della rocca alle maggiori autorità di Fratta (antico nome di Umbertide)&nbsp;per sette anni e tale onore fu procrastinato da Clemente VII per altri dieci, al fine di utilizzare lo stipendio che altrimenti si doveva versare al castellano ed ai soldati, per il restauro delle mura.<br />
Sempre durante questo secolo, divenne sede di una guarnigione militare pontificia e ne fu ampliato l'apparato difensivo.<br />
La sovvenzione perugina fu abolita nel 1798, quando la Fratta divenne uno dei tredici Cantoni del Dipartimento del Trasimeno. Con il ritorno del papa Pio VII alla guida dello Stato Pontificio nel 1814, la rocca fu destinata a pubbliche carceri, utilizzazione che durò fino al 1923. Da questo momento fino al 1974, il complesso venne destinato ad uso abitativo, dovendo subire alcune trasformazioni interne e la copertura dei due torrioni circolari.<br />
<br />
La rocca è composta da un imponente mastio, di m 7,60 di lato e di m 31,60 di altezza, e da tre torrioni merlati più bassi di cui due circolari ed un terzo a pianta quadrata. Le mura, un tempo dotate di porte con ponti levatoi, mostrano l'imponente spessore che alla base misura m 2,20, donando all'intero complesso un aspetto di fortezza invalicabile. È possibile accedere all'interno attraverso la sola porta nella piazza Fortebracci; l'altra, attualmente demolita, era in direzione della Reggia, detta "" del soccorso"".<br />
<br />
Nel 1984 l'Amministrazione comunale si è interessata di risanare la struttura con un lungo e sapiente restauro votato al recupero della sua identità storica e al consolidamento statico, che si è concluso nel maggio del 1986.&nbsp;<br />
Durante i lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti alcuni elementi che hanno permesso di ricostruire l'identità di parti del complesso altrimenti smarrite; un'antica scala in muratura, ritrovata nella prima sala della rocca, al primo piano, ed una botola portata alla luce al piano terra, sotto un metro e mezzo di terriccio, utilizzata per l'accesso ai sotterranei, hanno consentito di ricucire il collegamento verticale interno alla torre: dalla segreta alle merlature.<br />
Sono state apportate inoltre, alcune modifiche per migliorare l'utilizzo degli ambienti interni, eliminando alcuni muri divisori delle celle della torre e la copertura a padiglione della stessa, è stata sostituita da un pavimento praticabile. Infine è stata creata un'entrata alla base del torrione sinistro, per consentire il collegamento tra piazza del Mercato e piazza Fortebracci.<br />
Attualmente l'amministrazione comunale ha destinato alcune sale della rocca alla sede del&nbsp;<strong>Centro per l'arte contemporanea</strong>.</p>

<p><strong>Bibliografia</strong><br />
Amoni D. (1999),&nbsp;<em>Castelli Fortezze e Rocche dell'Umbria</em>, Ponte S. Giovanni, Perugia, Quattroemme.</p> "	""	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423749272028	43.3069176	12.33171029999994	""		""	""		[  ]	""
437	Attrattore	it_IT	24818747	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-ottagonale-santa-maria-della-reggia-umbertide	Chiesa Ottagonale Santa Maria della Reggia - Umbertide	La chiesa di Santa Maria della Reggia sorge a Umbertide in piazza Mazzini, oltre il ponte sul torrente Reggia.	""	Chiesa Ottagonale Santa Maria della Reggia - Umbertide	La chiesa di Santa Maria della Reggia sorge a Umbertide in piazza Mazzini, oltre il ponte sul torrente Reggia. E’ un maestoso fabbricato a pianta ottagonale all’esterno e circolare all’interno iniziata nel 1559 su progetto di Galeazzo Alessi e Giulio Danti, continuata da Bino Sozi e conclusa da Bernardino Sermigni nel 1663. Sedici colonne distaccate dal muro reggono la trabeazione su cui poggia la cupola di 40 m di altezza. Dietro l’altare maggiore è un affresco del XV secolo di influsso eugubino raffigurante la Madonna con il Bambino e due Santi; sopra la tribuna dell’organo è invece la&nbsp; Trasfigurazione di Niccolò Circignani, opera firmata e datata (1578). 	Umbertide | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
438	Attrattore	it_IT	24819011	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-bernardino-umbertide	Chiesa di San Bernardino - Umbertide	La chiesa di San Bernardino si trova a destra del chiostro della chiesa di San Francesco , in piazza San Francesco, nel centro storico di Umbertide.	""	Chiesa di San Bernardino - Umbertide	"La chiesa di San Bernardino si trova a destra del chiostro della chiesa di San Francesco , in piazza San Francesco, nel centro storico di Umbertide. Nata come oratorio nel 1426 ha subito diversi rimaneggiamenti fino al1768 quando è stata praticamente ricostruita.<br />
La chiesa, recentemente restaurata, con la facciata sovrastata da un piccolo campanile in posizione laterale conserva al suo interno una Cena degli Apostoli di Muzio Flori (1602) e una statua lignea di San Bernardino risalente al XVI secolo. "	Umbertide | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3055726	12.327868099999932	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
439	Attrattore	it_IT	24159298	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/duomo-nocera-umbra	Duomo - Nocera Umbra	È la chiesa principale di Nocera e chiesa madre della ex Diocesi di Nocera e Gualdo, fino al 1986.	""	Duomo - Nocera Umbra	"È la chiesa principale di Nocera e chiesa madre della ex Diocesi di Nocera e Gualdo, fino al 1986. <p>Ha subito varie ristrutturazioni. Posta sulla cima del colle, rimanda alla sostituzione del culto pagano con il culto cristiano: forse qui è da porre il tempio alla dea Favonia da cui è derivata la tribù dei Nucerini Favonienses che, con i Nucerini Camellani (venuti da Camerino), vissero durante la civiltà umbra e romana. La notizia delle due tribù risale a Plinio (NH. III, 113). Nel sec. V, quando si istituì la diocesi nocerina, il tempio fu trasformato in chiesa e dedicato a Maria.<br />
Di un’altra ristrutturazione, avvenuta intorno al sec. X, rimane il portale romanico, posto nell’ingresso laterale della chiesa, collocato in cima a Via S. Rinaldo e arricchito da una decorazione, in pietra scolpita, di vitigni ed animali nella fascia dell’archivolto. Altro resto, probabilissimo, di questa cattedrale è una massiccia croce in pietra contenente una croce incavata, che si conserva nel museo diocesano. Dopo la distruzione di Nocera da parte di Federico II, nel 1248, la chiesa fu abbandonata e solo nel 1448 venne ricostruita sulle antiche fondamenta. L’architettura era ad una sola navata, con copertura ad arconi e travature secondo lo stile francescano, (lo stesso stile tuttora visibile nella chiesa di San Francesco). Gli ornamenti in pietra della facciata principale sono una ristrutturazione moderna, risalente al 1925 (come descrive la lapide apposta sulla parete).&nbsp;<br />
Entrando dalla porta secondaria (su via S.Rinaldo) si presenta una grande navata, con abside semicircolare. Il rifacimento risale all’inizio del XIX secolo, in stile neoclassico con colonne, lesene e volte in gesso lavorato.</p>

<p>[Fonte: www.nocerainumbria.it]</p> "	Nocera Umbra | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1134952	12.787561399999959	Nocera Umbra	54034	""	""		[  ]	""
440	Attrattore	it_IT	24159195	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-nocera-umbria	Chiesa di San Francesco - Nocera Umbria	La quattrocentesca Chiesa di San Francesco si affaccia sulla piazza Caprera, nella parte alta dell’antico abitato di Nocera Umbra, ed è sede della Pinacoteca e Museo Civico.	""	Chiesa di San Francesco - Nocera Umbra	"La quattrocentesca Chiesa di San Francesco si affaccia sulla piazza Caprera, nella parte alta dell’antico abitato di Nocera Umbra, ed è sede della Pinacoteca e Museo Civico. Attualmente la Chiesa ha l’impianto a navata unica, con cinque robusti arconi leggermente archiacuti che ne scandiscono le campate ed un’abside poligonale di conclusione. Il tetto della navata, a spioventi, è sostenuto dai grandi archi; l’abside ha invece il catino di copertura costituito da una cupola unghiata.<br />
L’accesso alla Chiesa è inserito lungo la parete laterale che prospetta sulla piazza, per cui il fronte principale si sviluppa per tutta la lunghezza della Chiesa.&nbsp;<br />
La sobria facciata è realizzata in pietra squadrata con due portali di accesso, il principale in marmo di stile gotico ed uno secondario architravato, con lunetta arcuata soprastante; a circa due terzi dell’altezza è posta una semplice cornice in pietra e sopra di questa si apre un’elegante monofora. La porta secondaria e la monofora, romanica, probabilmente appartengono alla chiesa primigenia.<br />
L’interno conserva una serie di affreschi quattrocenteschi di Matteo da Gualdo e di pittori locali, ulteriori pitture a fresco risalenti a periodi che vanno dal XIV al XVI secolo sono presenti sulle rimanenti pareti della Chiesa. Numerose sono le opere d’arte collocate al suo interno provenienti da svariate Chiese dell’Umbria e numerosi reperti archeologici.<br />
L’impianto originario della Chiesa di San Francesco risale agli inizi del XIV secolo, quando i francescani ottennero dal pontefice Giovanni XXIII la libertà di costruire un convento all’interno della città e scelsero di occupare e successivamente ampliare, un piccolo oratorio ubicato nell’allora piazza del Comune.<br />
I primi lavori di ampliamento furono sicuramente realizzati entro la fine del secolo, come testimonia una lapide posta a sinistra del portale gotico I lavori portarono probabilmente ad un diverso orientamento della chiesa (con l’altare verso nord) e ad una superficie pari al doppio della preesistente.<br />
Durante tutto il XV secolo furono realizzati lavori all’interno dell’edificio ecclesiastico, grazie alle numerose donazioni da parte degli abitanti di Nocera Umbra. Nel 1494 iniziò un ulteriore intervento di ristrutturazione, comprendente la sopraelevazione del muro verso la piazza e la realizzazione degli arconi interni.<br />
Nel 1500 alla chiesa fu aggiunto il campanile, posto alla sinistra dell’abside, a pianta quadrata con la cella campanaria dotata di quattro essenziali monofore.<br />
La Chiesa fu sede dell’ordine francescano fino alla soppressione napoleonica (1809) e demanializzazione dei beni appartenenti allo Stato Pontificio.&nbsp;<br />
Nel 1914 la Soprintendenza ai Monumenti dell’Umbria diede il via ad un progetto di trasformazione dell’edificio, già in pessimo stato di conservazione, in pinacoteca.<br />
L’inizio della guerra fece cessare l’iniziativa e la Chiesa continuò il suo declino che si protrasse per tutta la prima metà del secolo. Finalmente, negli anni ’50 la Pinacoteca fu realizzata e divenne fruibile, ma già nel 1979 necessitava di interventi di consolidamento e fu perciò chiusa.<br />
I lavori necessari iniziarono nel 1981 e finalmente nel 1996 fu definitivamente aperta, consentendo al pubblico di ammirare significative opere d’arte del patrimonio culturale umbro. "	Nocera Umbra | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1134952	12.787561399999959	Nocera Umbra	54034	""	""		[  ]	""
441	Attrattore	it_IT	24420823	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-sebastiano-valfabbrica	Chiesa di San Sebastiano - Valfabbrica	Sorta nel XIV secolo all'interno del castello di Valfabbrica, a ridosso del muro perimetrale.	""	Chiesa di San Sebastiano - Valfabbrica	"Sorta nel XIV secolo all'interno del castello di Valfabbrica, a ridosso del muro perimetrale. Dal XVI secolo ospitò le confraternite del Santissimo Sacramento e della Buona morte, che contribuirono a rinnovarne l'interno. Sono visibili cinque altari di pregevole fattura barocca e, dietro quello centrale, una crocifissione del Seicento con ai lati San Sebastiano e San Francescano.<br />
Per visitare la chiesa, che ospita anche attività sociali e culturali, rivolgersi al Comune. "	Valfabbrica | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1588812	12.601164400000016	Valfabbrica	54057	""	""		[  ]	""
442	Attrattore	it_IT	28011283	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ll-sentiero-francescano-della-pace	ll Sentiero Francescano della Pace	Valfabbrica è anche meta di pellegrinaggi ed escursioni naturalistiche.	""	""	"Valfabbrica è anche meta di pellegrinaggi ed escursioni naturalistiche. <p>È parte del Sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio, percorso nel 1207 da San Francesco dopo la celebre spoliazione da affetti, vesti e denari nella piazza di Assisi. E' anche tappa della Via di Francesco<br />
Per maggiori informazioni:<a href=""http://www.ilsentierodifrancesco.it/Index.aspx?idmenu=3623"">ilsentierofrancescano.it</a></p>

<p>&nbsp;</p> "	Valfabbrica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1588812	12.601164400000016	Valfabbrica	54057	""	""		[  ]	""
443	Attrattore	it_IT	28011426	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-valfabbrica	Chiesa di Santa Maria Assunta - Valfabbrica	La chiesa faceva parte dell'abbazia benedettina di Santa Maria in Vado Fabrice, che alcuni studiosi indicano come il luogo in cui Francesco trovò ospitalità dopo aver abbandonato la sua città, durante il tragitto per Gubbio.	""	""	"La chiesa faceva parte dell'abbazia benedettina di Santa Maria in Vado Fabrice, che alcuni studiosi indicano come il luogo in cui Francesco trovò ospitalità dopo aver abbandonato la sua città, durante il tragitto per Gubbio. <div>Documentata in alcune cronache dell'anno 820, quando l’imperatore Ludovico il Pio gli concesse l’autonomia, è considerata uno dei più antichi cenobi dell’Umbria.<br />
Fu soggetta a frequenti depredazioni durante la guerra scoppiata tra Perugia e Assisi (1200) e resa indifesa a seguito della distruzione del castello di Valfabbrica operata dai Perugini. Dopo la soppressione del monastero (1359) fu per secoli adibita a chiesa parrocchiale di Valfabbrica. I restauri succedutisi nel tempo hanno mantenuto l'impianto originario della struttura, che custodisce al suo interno pregevoli affreschi votivi di scuola umbra del '300, da alcuni attribuiti a quella cimabuesca.</div>

<div>Il complesso abbaziale è stato trasformato in abitazione privata,&nbsp; mentre la chiesa è utilizzata in occasione di diverse celebrazioni religiose (Corpus Domini, Cresime, matrimoni).</div> "	Valfabbrica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1588812	12.601164400000016	Valfabbrica	54057	""	""		[  ]	""
444	Attrattore	it_IT	24420972	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-della-madonna-dell-olmo	Santuario della Madonna dell'Olmo	"<br />
Si trova nella parte più moderna del paese, presso il parco pubblico."	""	Santuario della Madonna dell'Olmo	"<br />
Si trova nella parte più moderna del paese, presso il parco pubblico. Risalente al XV secolo, è al suo interno arricchita da affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Matteo da Gualdo. Il santuario sorge sul luogo dove avvenne il miracolo della Beata Vergine, che il 22 maggio 1484 apparve ad una pastorella su un olmo, il cui tronco è tuttora conservato all'interno della chiesa. "	Valfabbrica | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1588812	12.601164400000016	Valfabbrica	54057	""	""		[  ]	""
445	Attrattore	it_IT	5395742	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fonta-1	Fontana - Bevagna	La fontana,&nbsp;costruita sopra un pozzo medievale, è stata inaugurata il 23 agosto 1896; serviva a rifornire di acqua il centro storico della città.	Bevagna, Medioevo, vino	Fontana	"La fontana è stata inaugurata il 23 agosto 1896; venne costruita sopra un pozzo medievale che serviva a rifornire di acqua il centro storico della città. &nbsp;Per volere della popolazione e con il consenso dell'amministrazione comunale fu votata dalla cittadinanza, nel 1889, la posa in opera di un nuovo acquedotto e la costruzione della ""Fontana Monumentale di Piazza"" al posto del vecchio pozzo. Fu così che il 6 maggio 1894 il consiglio comunale di allora decise di abbandonare il progetto per la conduttura detta ""del Monte "", ritenuto troppo oneroso per le casse municipali e insufficiente a soddisfare il bisogno idrico della città.&nbsp; "	Bevagna | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9328708	12.608240000000023	Bevagna	54004	""	""		[  ]	""
446	Attrattore	it_IT	24391512	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-romano-spoleto	Teatro Romano - Spoleto	Il Teatro Romano (I sec. a.C.), eloquente testimonianza della Spoleto romana, è stato riportato alla luce tra il 1954 e il 1960.	Spoleto, Umbria, Romani, teatro, storia, Festival Spoleto	Teatro Romano - Spoleto	Il Teatro Romano (I sec. a.C.), eloquente testimonianza della Spoleto romana; nel 1395 divenne chiostro di un monastero benedettino, fu riportato alla luce solo nello scorso secolo. Fu individuato nel 1891 da Giuseppe Sordini attraverso un disegno cinquecentesco che lo collocava nell’area del convento di Sant’ Agata. Oggi è inserito nel complesso che ospita il Museo Archeologico Statale ed è ancora utilizzato per balletti e spettacoli. ll teatro è edificato su un grande terrazzamento artificiale ed ha un diametro di circa 70 metri, delimitato da un ambulacro semicircolare coperto con volta a botte; da questo si accede, attraverso tre ingressi, alla cavea, sulle cui gradinate prendevano posto gli spettatori. 	Spoleto | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7404881	12.737800300000003	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
447	Attrattore	it_IT	95755	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-albornoziana-di-spoleto	Rocca albornoziana  Spoleto	La Rocca di Spoleto: museo d'arte e di storia	Rocca, Spoleto, Albornoz, camera pinta, carcere, Lucrezia Borgia, museo, monteluco, valle umbra	""	"<p>La rocca di Spoleto si erge sulla sommità del <strong>colle Sant'Elia</strong>,&nbsp; fu edificata a partire dal 1359, per volontà di <strong style=""font-style: inherit;"">Papa Innocenzo VI</strong> che intendeva ristabilire l’autorità del Pontefice (che dimorava allora ad Avignone), nei suoi territori.</p>

<p>La fortezza prende il nome dal potente Cardinale spagnolo <strong style=""font-style: inherit;"">Albornoz</strong>, che affidò a&nbsp;<strong style=""font-style: inherit;"">Matteo </strong>Gattapone la direzione dei lavori. E' stata dimora di importanti personaggi</p> Venne edificata su commissione del cardinale <strong>Egidio Albornoz</strong> a partire dal 1359. L'impianto planimetrico è rettangolare con sei torrioni a beccatelli, internamente si compone di due corti divisi da un corpo di fabbrica. A nord si trova la <strong>corte delle Armi</strong>, destinata a funzioni militari, a sud la <strong>corte d'Onore</strong>, con funzioni residenziali e di rappresentanza.<br />
Fino alla metà del Settecento la rocca ospitò i governatori pontifici ed i maggiori personaggi dell'epoca. Nel 1499 ospitò anche <strong>Lucrezia Borgia</strong> quale governatrice del Ducato. Nel corso del XVI e XVII secolo si ha una fase di profondo declino. Dal 1764, quando i governatori preferiscono trasferirsi all'interno della città, iniziano le prime manomissioni alla struttura originaria. Nel 1817 divenne sede <strong>carceraria</strong> e il grande afflusso di detenuti portò alla costruzione di un ulteriore corpo di fabbrica. La sede carceraria perdurò fino al 1983, dopo la quale, fortunatamente, fu oggetto di un importante restauro che l'ha riportata agli antichi splendori.<br />
Il restauro ha messo in luce numerose testimonianze pittoriche dal tardo Trecento al Settecento. All'interno della torre maestra trovi la <strong>Camera</strong><strong> pinta</strong>, affrescata tra il 1392 ed il 1416 con scene di argomento cortese e cavalleresco.<br />
Intorno al cortile d'Onore si apre un <strong>portico</strong> interamente in cotto, a due ordini, che ospita numerosi affreschi cinque-seicenteschi di soggetto celebrativo, così come il <strong>salone d'Onore</strong>. Al centro del cortile trovi un <strong>pozzo rinascimentale</strong> fiancheggiato da due pilastri con mensole, sull'architrave è scolpito lo stemma di papa Niccolò V.<br />
Dai viali che la lambiscono potrai godere di una splendida visuale su Spoleto, la parte meridionale della Valle Umbra e Monteluco.<br />
Oltre che valenza storica la rocca ha anche una valenza culturale. Infatti all'interno si trova il <a href=""/-/museo-nazionale-del-ducato-di-spoleto""><strong>museo nazionale del Ducato di Spoleto</strong></a>, costituito da materiali provenienti dalle collezioni civiche. "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.735242	12.741680999999971	""		""	""		[  ]	""
448	Attrattore	it_IT	23589400	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/torre-dell-orologio-monteleone-di-spoleto	Torre dell'Orologio - Monteleone di Spoleto	Costruita intorno al XIII secolo, la Torre dell'Orologio di Monteleone di Spoleto è una delle tre porte della seconda cinta muraria.	""	Torre dell'Orologio - Monteleone di Spoleto	"Costruita intorno al XIII secolo, la Torre dell'Orologio di Monteleone di Spoleto è una delle tre porte della seconda cinta muraria. Sorge imponente all'ingresso del borgo e permette l'accesso alla Chiesa di San Francesco e alla parte più antica del centro.&nbsp;<br />
Dalla Torre, sotto la quale si apre la Piazza del Mercato, è possibile godere di una bellissima veduta sulla valle. "	Monteleone di Spoleto | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.6504391	12.951629300000036	Monteleone di Spoleto	54031	""	""		[  ]	""
449	Attrattore	it_IT	3581012	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-cesi	Palazzo Cesi	Tra i feudi e le proprietà che la nobile famiglia Cesi acquisisce nei centri in cui risiede, nel Lazio e in Umbria, spicca la residenza di&nbsp;Acquasparta, sicuramente la più illustre e importante.&nbsp;	Acquasparta, Famiglia Cesi, Galileo Galiei, accademia dei Lincei	Palazzo Cesi	"Tra i feudi e le proprietà che la nobile famiglia Cesi acquisisce nei centri in cui risiede, nel Lazio e in Umbria, spicca la residenza di&nbsp;Acquasparta, sicuramente la più illustre e importante.&nbsp; <p>. Fu edificata al centro dell'abitato. Nel 1540 Gian Giacomo Cesi e la moglie Isabella di Alviano ottengono da Pier Luigi Farnese il feudo di Acquasparta in cambio di quello di&nbsp;Alviano. Dieci anni dopo la famiglia già dispone di una degna dimora, pur tuttavia progettando di ingrandirla e trasformarla in un prestigioso palazzo. L'incarico del progetto viene affidato, nel 1561, all'architetto fiorentino Guidetto Guidetti, poi sostituito dal milanese Givan Domenico Bianchi.<br />
La costruzione del palazzo termina intorno al 1579, quando Federico Cesi, nipote di Gian Giacomo, sposa Olimpia Orsini.<br />
Tra le sue mura, nei primi mesi del 1604, Federico si ritira scoraggiato dall'atteggiamento del padre, intollerante e poco comprensivo nei confronti dell'attività dell'Accademia dei Lincei, da lui fondata alcuni mesi prima con altri cari amici.<br />
Una volta superata la fase critica i quattro fondatori, tra cui Federico, riprendono a riunirsi nelle sale del palazzo che, nel 1618, diventa residenza di Federico e sede ufficiale dell'Accademia.<br />
La quiete della campagna umbra rende la dimora dei Cesi un posto ideale per il lavoro accademico e le ricerche scientifiche. Nel 1624 anche Galileo Galilei è ospite nel palazzo di Acquasparta.</p>

<p>Per entrare nell'edificio si accede dall'androne che conduce agli ambienti del piano terreno. Dal portico, per mezzo di una scalinata, si arriva al piano nobile. Qui preziosi affreschi celebrano le illustri origini e le grandi virtù militari della famiglia Cesi. Splendidi soffitti lignei a cassettoni ornano le sale. Al piano nobile, nella sala di rappresentanza, sul soffitto a cassettoni sono intagliate figure di Ercole, trofei d'arme e mascheroni.<br />
Tra le decorazioni pittoriche che illustrano le gesta militari e le origini della famiglia Cesi, risalta l'emblema dell'Accademia: la lince circondata da una corona d'alloro.<br />
Le decorazioni degli ambienti a pianterreno, dedicati alla vita privata dei Cesi, attingono al ricchissimo patrimonio mitologico, in particolare alle Metamorfosi di Ovidio. Tutte le decorazioni sono da considerarsi uno dei maggiori esempi della pittura di gusto romano in Umbria.<br />
&nbsp;</p>

<p><br />
<strong>Bibliografia</strong><br />
Martinelli Imbriani A. (1982),&nbsp;<em>Contributo alla storia di Acquasparta</em>, Roma, Edizioni Oddo.<br />
T.C.I. (2004),&nbsp;<em>Umbria</em>, Milano, Touring Editore.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Acquasparta | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi34.png/952587c2-7882-4bd3-8f9f-fa1d4a480ad3?t=1423749276634	42.6912008	12.546165299999984	Acquasparta	55001	""	""		[  ]	""
450	Attrattore	it_IT	5218628	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ponte-fonnaia	Ponte Fonnaia	""	Massa Martana, Ponte romano, via Flaminia, età augustea, umbria	Ponte Fonnaia	"<p align=""left"">Il ponte Fonnaia, costruito dai romani nel 220 a.C., è una poderosa costruzione viaria, ad una sola arcata a tutto sesto obliqua rispetto alla direttrice del ponte, costruita in grossi blocchi di travertino perfettamente squadrati e dotati di bugnatura. L'arco sormonta una cornice, che sporge leggermente e si prolunga sia dentro il cunicolo, sia sulle spallette laterali. Il ponte ha una larghezza di 20 metri ed è alto circa 10 metri. Ben conservati sono anche i fianchi del ponte, con grossi blocchi di travertino che rivestono una struttura interna a sacco.&nbsp;<br />
In molti blocchi si riscontra la sigla P II o soltanto II, pertinente alla cava di provenienza del materiale o alla maniera di disposizione dei blocchi durante la costruzione. Il ponte si presenta ora nella veste assunta dopo i restauri di età augustea (27 d.C.).&nbsp;<br />
La struttura permetteva alla via Flaminia, il cui tracciato è ancora ben conservato attraverso i campi, di valicare il piccolo affluente del Naia.</p> "	Massa Martana | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.7766489	12.523263100000008	Massa Martana	54028	""	""		[  ]	""
451	Attrattore	it_IT	4036955	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-calamita-cosmica	La Calamita Cosmica	"La ""Calamita cosmica"" è un'opera d'arte contemporanea di Gino de Dominicis, ospitata dal Centro Italiano di Arte Contemporanea, nei locali dell'ex Chiesa della Santissima Trinità.&nbsp;"	Foligno, arte contemporanea, Gino de Dominicis,	La Calamita Cosmica	"<p>La ""Calamita cosmica"" è un'opera d'arte contemporanea di Gino de Dominicis, ospitata dal Centro Italiano di Arte Contemporanea, nei locali dell'ex Chiesa della Santissima Trinità. Si tratta di una scultura che rappresenta uno scheletro monumentale antropomorfo, con l'eccezione del becco di uccello che spicca al centro del viso in sostituzione del naso.</p> <p>La Calamita Cosmica è realizzata in vetroresina, ferro e polistirolo, è lunga 24 metri, larga 9 e alta quasi quattro (se stesa al suolo). Le origini dell'opera sono sconosciute, ma si presume che il suo nome derivi dalla relazione tra lo scheletro l'asta dorata nella sua mano, che rappresenta una calamita e scandisce il tempo. Comunque sia la vita di Gino De Dominicis che la genesi di quest'opera rimangono avvolte nel mistero.</p>

<p>La Calamita Cosmica si trova nell'ex Chiesa della Santissima Trinità, gioiello di architettura neoclassica frutto dell'ingegno di Carlo Murena, allievo a Roma di Luigi Vanvitelli, e di cui si è conclusa la restaurazione nel 2011. Attualmente lo spazio è il secondo polo museale del Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno (CIAC).&nbsp; Prima di giungere in questa sua definitiva casa, la Calamita Cosmica è stata esposta al MAC di Grenoble, al Museo di Capodimonte di Napoli, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, in Piazzetta Duomo a Milano, alla Reggia di Versailles, al MAC'S Grand Hornu a Mons in Belgio e al MAXXI di Roma.</p> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9579592	12.707891000000018	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
452	Attrattore	it_IT	2772872	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/bosco-sacro	Bosco sacro	"<p>La fitta vegetazione del ""bosco sacro"" ricopre il Monteluco (800 m slm), la collina che lo spettacolare Ponte delle Torri unisce alla città di Spoleto.&nbsp;</p>"	Spoleto, bosco sacro, Monteluco, Ponte delle Torri, Giove, lex spoletina	Bosco sacro	"<p>La fitta vegetazione del ""bosco sacro"" ricopre il Monteluco (800 m slm), la collina che lo spettacolare Ponte delle Torri unisce alla città di Spoleto.&nbsp;</p> <p>La millenaria importanza della foresta è testimoniata dal nome stesso (lucus = bosco sacro) e dalle antiche, severe norme di protezione testimoniate dalla Lex Spoletina: primo esempio di regolamentazione forestale costituita da iscrizioni su pietra del tardo III secolo a.C., scritte in latino arcaico, che stabiliscono le pene per la profanazione del Bosco sacro dedicato a Giove.</p>

<p>Il Bosco sacro di Monteluco è caratterizzato dalla presenza del leccio sempreverde, una pianta piuttosto rara in luoghi così distanti dal mare o dai laghi, casa ideale per i grandi coleotteri, per il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il rampichino e il picchio muratore.</p>

<p>Numerosi eremi, grotte, tra cui quella di Sant'Antonio da Padova, sono raggiungibili attraverso il percorso pedonale che si snoda nel bosco alle spalle del santuario di San Francesco (o Eremo francescano).</p>

<p>Salendo per il Monteluco si incontra la chiesa di San Pietro, eretta all'inizio del V secolo su una villa antica, monumento esemplare del romanico umbro, e quindi la chiesa romanica di S. Giuliano sorta nel XII secolo sul posto di un edificio risalente al VI e intitolato a un martire omonimo. Salendo ancora vi è il Santuario di Monteluco, insediamento francescano che la tradizione vuole fondato dallo stesso Francesco in luogo donato dai Benedettini assieme a una chiesetta intitolata a santa Caterina d'Alessandria.</p>

<p>L'occupazione francese soppresse la congregazione e, all'inizio dell'800, gli eremi passarono definitivamente in mano ai privati, che li trasformarono in ville per la residenza estiva.</p>

<p>Recentemente il valore del Bosco sacro di Monteluco è stato riconfermato dalla sua individuazione come Sito di Interesse Comunitario secondo le direttive CEE.&nbsp;</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.7412223	12.738521300000002	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
453	Attrattore	it_IT	20779230	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sculture-nella-citta-spoleto-1962	Sculture nella città – Spoleto 1962	<p>Nel 1962 le case, le terrazze, le piazze, gli archi medievali, i vicoli e le pendici della Rocca Albornoziana di Spoleto furono rese ancora più belle dalla presenza di ben 104 sculture realizzate da 53 tra i più noti artisti del XX secolo.</p>	Spoleto, Festival dei due Mondi, Calder, Sculture,	Sculture nella città – Spoleto 1962	"<p>Nel 1962 le case, le terrazze, le piazze, gli archi medievali, i vicoli e le pendici della Rocca Albornoziana di Spoleto furono rese ancora più belle dalla presenza di ben 104 sculture realizzate da 53 tra i più noti artisti del XX secolo.</p> <p>La mostra ""Sculture nella città"", ideata e curata da Giovanni Carandente per il V Festival dei Due Mondi, trasformò Spoleto in un museo a cielo aperto ed ebbe un grande risalto sulla stampa di tutto il mondo, passando alla storia come una tra le più importanti manifestazioni di scultura internazionale del secolo scorso.</p>

<p>Per la prima volta furono messe a confronto le architetture antiche e le sculture moderne, facendole vivere nei luoghi stessi nei quali si svolge la vita di ogni giorno.</p>

<p>Tra i tanti artisti, esposero le loro opere all’aperto: Arp, Colla, Fontana, Lorenzetti, Manzù, Marini, Moore e David Smith, di cui ben 20 opere furono esposte nel Teatro Romano (molte di queste si possono oggi ammirare in un’ala della National Gallery di Washington, in una sala dedicata all’artista, la cui struttura si ispira all’arena spoletina e alle cui pareti è documentata la mostra del 1962).</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Nel 2012, a cinquant'anni dalla grande mostra del 1962, il Comune di Spoleto celebrò la scultura contemporanea con l'esposizione ""+50. Sculture in città tra memoria (1962) e presente (2012)"": le opere di una cinquantina di artisti italiani furono dislocate tra Palazzo Collicola Arti Visive e vari luoghi della città.</p>

<p>Tra di loro: Giovanni Albanese, Robert Gligorov, Michelangelo Galliani, Michele Ciribifera, Alex Pinna, Andrea Pinchi, Mario Consiglio, Peppe Perone, Mario Cuppone, Franco Menicagli, Alessandra Pierelli, Gehard Demetz, Raul Gabriel.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Oggi, ad indelebile memoria di quell'evento unico e memorabile, restano&nbsp; distribuite in luoghi simbolici della città, le seguenti sculture:</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Alexander Calder – <a href=""/-/teodelapio"">Teodelapio</a></p>

<p>Lynn Chadwick – Stranger III</p>

<p>Pietro Consagra – Colloquio Spoletino</p>

<p>Nino Franchina – Spoleto 1962</p>

<p>Beverly Pepper – Il dono di Icaro</p>

<p>Arnaldo Pomodoro – Colonna del Viaggiatore</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7404881	12.737800300000004	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
454	Attrattore	it_IT	2945067	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-santa-maria-assunta-a-spoleto	Cattedrale di Santa Maria Assunta a Spoleto	"<p class=""p1""><span class=""s1"">Il duomo di Spoleto, dedicato a Santa Maria Assunta, sorge sul fondo della scenografica piazza<b> </b>sulla quale si affacciano anche il cinquecentesco palazzo Rancani (poi Arroni), il palazzo della Signoria, la chiesetta ottagona di Santa Maria della Manna e il piccolo teatro Caio Melisso.</span></p>"	Spoleto, Umbria, Festival Spoleto, Medioevo,	""	"<p class=""p1"">Il <b>duomo di Spoleto</b>, dedicato a Santa Maria Assunta, sorge sul fondo della scenografica piazza<b> </b>sulla quale si affacciano anche il cinquecentesco palazzo Rancani (poi Arroni), il palazzo della Signoria, la chiesetta ottagona di Santa Maria della Manna e il piccolo teatro Caio Melisso.</p>

<p class=""p1"">&nbsp;</p>

<p class=""p1""><span class=""s1""><b>Descrizione</b>&nbsp;</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Edificato in forme romaniche nel XII secolo sull'antica chiesa di Santa Maria in Vescovado, ha una maestosa <b>facciata</b> a capanna, costituita da blocchi in pietra e affiancata dalla possente torre campanaria a pianta quadrata.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">La parte alta della facciata è divisa in due fasce sovrapposte da un cornicione poggiante su archetti ciechi.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Nell'ordine superiore si aprono tre rosoni e tre grandi nicchie ogivali; in quella centrale, si ammira il mosaico bizantineggiante con il Cristo in trono fra la Madonna e San Giovanni Evangelista (1207).</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Nell'ordine inferiore si alternano altri cinque rosoni, dei quali il centrale, più grande, è ricco di intagli e ornati musivi ed è fiancheggiato dai simboli dei quattro Evangelisti.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Ancora sotto, il portico in stile rinascimentale, realizzato su progetto di Antonio Barocci, si apre sull'esterno con cinque arcate a tutto sesto intervallate da colonne corinzie.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">All'ingresso della cattedrale, un magnifico portale (anteriore al 1198) è decorato in stile romanico.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1""><b>L'interno</b> della chiesa, radicalmente trasformato nella prima metà del Seicento, è in stile barocco ed è a croce latina, con tre navate di sei campate ciascuna, transetto, grande abside semicircolare e cupola senza tamburo.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Della cattedrale romanica rimane il pavimento musivo della navata centrale, in gran parte del XII secolo.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Nella nicchia in contraffacciata, un busto in bronzo di Urbano VIII è opera di Gian Lorenzo Bernini (1640).</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Un&nbsp;affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio decora l'abside della prima cappella della navata destra.</span></p>

<p class=""p1"">Prima del transetto destro si può ammirare la <em>Croce dipinta</em> di Alberto Sotio (1187) nell'iconografia del Cristo vivo (<em>triumphans</em>) sviluppatasi nell'Italia centrale.</p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Nel transetto destro, all'altare, tela di Annibale Carracci e, alla parete sinistra, sepolcro del pittore Filippo Lippi (morto a Spoleto nel 1469), disegnato dal figlio Filippino e realizzato da ignoto scultore fiorentino del Cinquecento.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">A destra del presbiterio, la seicentesca cappella della Santissima Icona è così chiamata per la presenza di una tavoletta bizantina del XII secolo, donata alla città da Federico Barbarossa in segno di pace.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1""><b>L'abside</b> è coperta dagli splendidi affreschi di Filippo Lippi e aiuti, raffiguranti Storie della Vergine (1467-1469).</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Al centro del presbiterio vi è l'altare maggiore in marmi policromi, opera di Giuseppe Valadier (1792), affiancato da quattro alte colonne portacero.</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Si apre, infine, sulla navata sinistra, la cappella delle Reliquie, che conserva sculture lignee e tarsie del XVI secolo,&nbsp;</span>nonché una delle sole due lettere autografe di San Francesco ancora esistenti, indirizzata a Frate Leone.</p>

<p class=""p1"">&nbsp;</p>

<p class=""p1""><span class=""s1""><b>Informazioni</b></span></p>

<p class=""p1"">Orario invernale 8.30-18.00; &nbsp;</p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">orario estivo 8.30-19.00.</span></p>

<p class=""p2"">&nbsp;</p>

<p class=""p1""><span class=""s1""><b>Ufficio IAT Spoleto</b></span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Piazza della Libertà, 7</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">06049 Spoleto (PG)</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">Tel. 0743218620/1 - Fax 0743218641</span></p>

<p class=""p1""><span class=""s1"">info@iat.spoleto.pg.it</span></p> "	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.734972	12.739682000000016	""		""	""		[  ]	""
455	Attrattore	it_IT	24361549	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-scheggino	Castello di Scheggino	"<br />
Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero di una roccia."	Scheggino, Valnerina, Nera, Borgo, Castello, tartufo nero	Castello di Scheggino	"<br />
Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero di una roccia. <div>La presenza di una possente fortificazione denuncia la funzione strategica dell’insediamento, sorto sulla riva sinistra del Nera (m.281), a guardia di un passaggio obbligato dell’antica strada della Valnerina, alla confluenza del percorso montano lungo la Valcasana.<br />
Il nucleo più antico, detto “Capo la terra” risale al sec. XIII e si è sviluppato a ridosso della rocca, probabilmente per accogliere gli abitanti del vicino castello-feudale di Pozzano dopo la sua distruzione. A questa prima cerchia, si è addossata, digradando verso valle, l’espansione dei secoli XIV e XV, completata nel sec. XVI con la creazione del borgo, costeggiato dal canale di alimentazione del mulino.<br />
Emergono dal tessuto edilizio del paese il Palazzo Graziani, residenza padronale del sec. XVIII costruita a ridosso della prima cerchia di mura e di una delle torri angolari, e il Palazzo comunale insediato in un edificio singolare del sec. XVII, caratterizzato da un piano mansardato o loggia coperta, destinato nel sec. XX ad uso pubblico con l’innalzamento del lato destro di una moderna torre civica&nbsp; munita di orologio e campane. Nell’archivio storico comunale sono conservati i documenti del comune di Scheggino, a partire dal sec. XIV e dei comuni soppressi di Ceselli, Civitella e Monte S. Vito. Al termine meridionale della Via di Borgo si apre, sull’antica strada della Valnerina in direzione di Osteria di Ceselli, la seicentesca Porta del Pozzo, cosiddetta per la presenza di una sorgente.<br />
All’estremità opposta della Via s’incontra il Palazzo Profili, tipico palazzo signorile settecentesco, attualmente diviso in più appartamenti. L’edificio, recentemente restaurato e che conserva ancora il portale principale, l’atrio d’ingresso, il cortile con ninfeo e la scala di accesso ai piani superiori, comprendeva originariamente anche un giardino nello spazio antistante, la serra, la peschiera.<br />
Sotto un’ala del palazzo Profili, si apre la porta Valcasana, del sec. XVI, da dove un tempo si dipartiva un tratto della “Via del Ferro” ossia la strada utilizzata per il trasporto dei materiali delle miniere e delle ferriere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto attraversando Caso e Gavelli.<br />
La strada fu potenziata nel sec. XVII, sotto il pontificato di Urbano VIII, grazie ai buoni uffici del cardinale Fausto Poli di Usigni. L’area fuori della Porta Valcasana è ricca di acque sorgive e di vegetazione acquatica, tanto che fin dall’inizio del sec. XIX, fu destinata a parco pubblico.</div>

<div>Fonte: http://www.comunescheggino.it/</div> "	Scheggino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7121431	12.829464199999961	Scheggino	54047	""	""		[  ]	""
456	Attrattore	it_IT	24276022	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-gemine-duomo	Chiesa di San Gemine - Duomo	La sua costruzione fu voluta nell’anno 310 dal vescovo San Volusiano. Ricostruita in stile comanico nel sec. X, accolse le reliquie di San Gemine, ebbe altri successivi rifacimenti, fino alla attuale forma ottocentesca.	San Gemini, Acque minerali, Umbria, Antonio Canova	Chiesa di San Gemine - Duomo	"La sua costruzione fu voluta nell’anno 310 dal vescovo San Volusiano. Ricostruita in stile comanico nel sec. X, accolse le reliquie di San Gemine, ebbe altri successivi rifacimenti, fino alla attuale forma ottocentesca. <div>Nella facciata si ravvisano alcune tracce delle varie epoche: in basso a destra, elementi della prima costruzione (IV secolo); il portale romanico del sec. X, composto con frammenti marmorei di antiche sculture romane; il grande finestrone che, con l’abside, è testimonianza di un rifacimento in stile gotico nel sec. XIV.</div>

<div>L’attuale foggia neoclassica&nbsp; (1817- 1847) è opera dell’ingegnere Livoni, avvalendosi sembra, dei consigli dello scultore Antonio Canova, in soggiorno a San Gemini nel 1813.</div>

<div><br />
L’interno in stile neoclassico, riconducibile all’architettura neo-barocca conserva quattro tele del primo seicento Martirio di San Sebastiano, Madonna con bambino e Santo Vescovo, San Matteo Evangelista e la tela del XVIII sec. Estasi di Santa Rita.<br />
Sotto l’altare maggiore è custodita l’urna con le reliquie attribuite a Santo Gemine, Patrono della città, rinvenuta nel 1775 in una nicchia murata adiacente alla sagrestia.</div>

<div>Fonte: turismosangemini.it</div> "	San Gemini | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.6116752	12.547853000000032	San Gemini	55029	""	""		[  ]	""
457	Attrattore	it_IT	2734765	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-zocco	Castello di Zocco	Edificato nei pressi di&nbsp;Magione, il castello di Zocco domina dall'alto il Lago Trasimeno. Nei secoli rappresentò il più possente insediamento militare della zona, disponendo di ben sette torri, di cui oggi ne rimangono cinque, di tre porte e di una poderosa cinta muraria.	lago Trasimeno, castello Zocco, Magione,	Castello di Zocco	"<p>Edificato nei pressi di&nbsp;Magione, il castello di Zocco (XIII secolo) domina dall'alto il Lago Trasimeno. Nei secoli rappresentò il più possente insediamento militare della zona, disponendo di ben sette torri, di cui oggi ne rimangono cinque, di tre porte e di una poderosa cin, ta muraria.</p> Fu costruito nel 1274 accanto ad un convento francescano, e gli fu dato il nome di Zocco probabilmente per la sua forma, molto simile ad un ""zoccolo di cavallo"".&nbsp;<br />
Nel 1403 furono fatte le prime modifiche, infatti prima di questa data il castello era chiamato ""villa"" e contava centocinquanta abitanti, una volta rafforzato l'apparato difensivo assunse la denominazione di ""castrum"" e già nel 1456 ospitò centinaia di perugini fuggiti da una grave epidemia che imperversava la città.<br />
Nel 1479 subì un violento assedio da parte delle truppe fiorentine, come lo subirono numerose rocche della zona, tra cui anche la vicina&nbsp;rocca Monaldi.<br />
Pochi anni dopo, nel 1486, con la spesa di venticinque fiorini, fu costruito all'interno del castello un pozzo per il presidio insediato a difesa.<br />
Dal XVI secolo cominciò una lenta decadenza per il castello, male amministrato dai camerlenghi del lago. A questo contribuì anche l'innalzarsi delle acque, facendo sì che Zocco si trovasse, nel giro di pochi anni, in riva al lago. Collegato al castello un piccolo porto, si creò subito un'operosa comunità di pescatori, che però, con il passare del tempo, diminuì gradualmente.<br />
Nei primi anni del Novecento era abitato da una piccola comunità di contadini, ma ormai da decenni appartiene alla famiglia Palombaro, di Roma, la quale si dedica alla produzione di un rinomato olio extrevergine di oliva.<br />
Da notare è la sua chiesa di San Macario, sulle cui pareti, si leggeva un'antica scritta latina a fianco di un dipinto raffigurante una dama. "	Magione | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1421257	12.203915000000052	Magione	54026	""	""		[  ]	""
458	Attrattore	it_IT	24876865	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-capra-tuoro-sul-trasimeno	Palazzo del Capra - Tuoro sul Trasimeno	Il palazzo del Capra chiamato anche Palazzo di Nardo sorge all'interno del paese di Tuoro, appena usciti dal centro abitato in direzione di Sanguineto.	Lago trasimeno, Tuoro sul Trasimeno,	Palazzo del Capra - Tuoro sul Trasimeno	"Il palazzo del Capra chiamato anche Palazzo di Nardo sorge all'interno del paese di Tuoro, appena usciti dal centro abitato in direzione di Sanguineto. Circondato da una fitta e rigogliosa vegetazione e da una alta recinzione muraria, che custodiscono la sua maestosità, il palazzo veste un particolare interesse perchè la tradizione vuole sia stato costruito sopra il mausoleo dedicato al console Caio Flaminio. Sempre secondo tradizione si sostiene che le torri del palazzo siano state ricostruite sui resti di rovine romane, in particolare un tempietto e un ""ustrinum"".<br />
Il Palazzo raggiunse le dimensioni attuali intorno alla fine del XV e inizi del XVI secolo, per amore di Donna Felice o per opera del genero di lei Benedetto di Filippo di Benedetto (soprannominato “il Capra”, forse da qui il nome poi dato all'edificio), nipote dell’illustre giurista Benedetto dei Benedetti.<br />
Il Palazzo è stata l'ultima dimora del conte Teodorico Moretti Costanzi, docente di filosofia Teoretica presso l'Università di Bologna e illustrissimo filosofo.<br />
Il suo interno è degno di nota perchè ospita un importante affresco del famoso pittore Pietro Vannucci ""Il Perugino"".<br />
L’apparato romano rinvenuto negli anni sotto il Palazzo di Tuoro, facilitano la sua associazione con il desiderio di conservare e onorare alcune reliquie della famosa battaglia del Trasimeno.<br />
Anche per questo oggi il palazzo è sede del ""Centro di documetazione della Battaglia del Trasimeno e Annibale"". "	Tuoro sul Trasimeno | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.2079079	12.070589299999937	Tuoro sul Trasimeno	54055	""	""		[  ]	""
459	Attrattore	it_IT	25079289	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-caterina-monteleone-di-spoleto	Ex Convento e Chiesa di Santa Caterina - Monteleone di Spoleto	Si conoscono le sue origini da alcuni documenti autentici conservati nell'archivio della Comunità e del Monastero dai quali si è desunto che nel 1310, al tempo di Clemente V, dieci monache Agostiniane si riunirono a professare la regola di Chiara di Norcia per propagarne l’Ordine.	Valnerina, Monastero, Agostiniani, Santa Chiara , outdoor,	Ex Convento e Chiesa di Santa Caterina - Monteleone di Spoleto	"Si conoscono le sue origini da alcuni documenti autentici conservati nell'archivio della Comunità e del Monastero dai quali si è desunto che nel 1310, al tempo di Clemente V, dieci monache Agostiniane si riunirono a professare la regola di Chiara di Norcia per propagarne l’Ordine. <p>Dalla comunità ottennero non solo il beneplacito ma anche il luogo presso le mura castellane attiguo alla cappella di S. Agnese fuori le mura spettante alla chiesa parrocchiale di S. Nicola e vi edificarono il loro ricovero più che un monastero con una chiesa dedicata a S. Caterina V. M. Dopo cinque anni si trasferirono presso la chiesa di S. Giovanni al Borgo in un Monastero ivi costruito a spese dell’illustrissimo D. Napoleone Gilberti (de Tiberti?) che fu chiamato Monastero S. Giovanni. In seguito, non si conosce l’anno, ritornarono al primitivo Monastero. L'attuale chiesa di S. Caterina ora ridotta a rudere fu danneggiata nel terremoto del 1703, ma le Monache la ripararono subito tanto che nel 1715 era di nuovo funzionante. La forma della chiesa è un ovoide generato da quattro triangoli equilateri intersecantesi tra loro. Con le leggi del 1866 il convento fu soppresso, i beni confiscati dallo Stato e le Monache si trasferirono a Cascia. Lo Stato italiano vendette i terreni a privati, mentre il fabbricato fu affidato al Consorzio dei Possidenti di Monteleone.</p>

<p>.<br />
<strong>[Fonte: <a href=""http://www.comune.monteleonedispoleto.pg.it"">www.comune.monteleonedispoleto.pg.it</a>]</strong></p> "	Monteleone di Spoleto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.6504391	12.951629300000036	Monteleone di Spoleto	54031	""	""		[  ]	""
460	Attrattore	it_IT	24017216	90438 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/le-gole-del-nera	Le Gole del Nera	<p>Le Gole del Nera, dove la natura, la cultura e la storia si incontrano da oltre duemila anni in un'atmosfera unica, sono una degna prosecuzione della Valnerina dopo l'attraversamento della Conca Ternana del fiume Nera.</p>	Valnerina, Umbria, Narni, trekking	Le Gole del Nera	"<p>Le Gole del Nera, dove la natura, la cultura e la storia si incontrano da oltre duemila anni in un'atmosfera unica, sono una degna prosecuzione della Valnerina dopo l'attraversamento della Conca Ternana del fiume Nera.</p> <p>Si tratta di una porzione di territorio interessante sia per il valore paesaggistico, sia per quello naturalistico e storico.</p>

<p>Suggestivo il percorso sentieristico che si snoda lungo la ex Ferrovia, che costeggia il fiume Nera, snodandosi per circa 5 chilometri lungo la vecchia tratta ferroviaria dismessa. È un itinerario adatto a tutti: amanti del trekking, del running, della mountain bike e dei tragitti a cavallo, oltre che agli appassionati di canoa, che potranno ridiscendere il Nera grazie anche ai porticcioli artificiali realizzati lungo il fiume dalla zona di Funara, fino alle Mole nel territorio di Nera Montoro.</p>

<p>All'estremità meridionale delle Gole ci sono resti dell'Antico e strategico porto romano e del cantiere navale, che testimoniano l'antica navigabilità dei Tevere e del Nera; in alto, invece, sulla montagna di S. Croce, si scorgono le grotte, un tempo abitate da eremiti, e l'abbazia di S. Cassiano e, sotto, i resti dell'imponente Ponte d'Augusto (27 a.C.).</p>

<p>Sull'altro versante, adagiata su uno sperone del Monte Maggiore, si erge la ""Superba Narnia"", sigillo e simbolo dell'atmosfera storico-medievale che pervade l'intera valle.</p>

<p>A livello faunistico, l'area (che si trova a monte dell'oasi ecologica del Lago di S.Liberato) è particolarmente interessante soprattutto dal punto di vista ornitologico: le aspre pareti rocciose ospitano una vitale popolazione di Passero solitario, residente anche sulle torri narnesi, e offrono rifugio ad alcune specie di rapaci notturni e diurni.</p>

<p>I boschi di Leccio e Ornello, in molti punti quasi impenetrabili, danno ospitalità ad un lungo elenco di specie migratrici: dai Colombacci, che a volte vi si fermano a nidificare, ai Tordi, ai Merli, alle Ghiandaie, e alla moltitudine di altri Passeriformi, che in autunno e in primavera sorvolano la nostra penisola nei loro lunghi voli migratori.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>[Fonte: <a href=""http://www.turismonarni.it"" target=""_blank"">www.turismonarni.it</a>]</p>

<p>&nbsp;</p> "	Narni | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.50922120000001	12.56002890000002	Narni	55022	""	""		[  ]	""
461	Attrattore	it_IT	24848537	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-del-poggio-otricoli	Castello del Poggio -  Otricoli	Poggio di Otricoli, situato su un altura a 387 m. sul livello del mare, sotto il Monte S. Pancrazio (1027 m.), è un piccolo ma delizioso paese dell’Umbria meridionale, affacciato alla valle del Tevere e all’alta Sabina.	Otricoli, Umbria, borgo umbria, vacanze slow	Castello del Poggio -  Otricoli	Poggio di Otricoli, situato su un altura a 387 m. sul livello del mare, sotto il Monte S. Pancrazio (1027 m.), è un piccolo ma delizioso paese dell’Umbria meridionale, affacciato alla valle del Tevere e all’alta Sabina. Dall’alto del borgo si può dominare con lo sguardo l’intera vallata, andando così oltre i confini geografici con il vicino Lazio. Il toponimo “Poggio” è molto frequente in questa zona d’Italia, come testimoniano altri luoghi del territorio sia nel Lazio, come Poggio Bustone e Poggio Fidoni, sia nel resto dell’Umbria come Poggiodomo, ed è per questo che in passato era conosciuto con il nome di Poggio di Narni o anche Poggio di mezzo, così da distinguerlo dagli altri numerosi omonimi. Il paese rappresenta un tipico esempio di fortificazione con pianta “a nocciolo” compatto ed è attraversato da due vie principali, intorno alle quali si sviluppa l’intero l’abitato. Esse sono la via Maestra, che dalla rocca scende fino alla piazza di S. Nicola e la via della Rocca in cui si trova la cosiddetta Loggia degli innamorati. 	Otricoli | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.4220319	12.477659499999958	Otricoli	55024	""	""		[  ]	""
462	Attrattore	it_IT	19907601	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/eremo-sacro-speco-di-san-francesco	Eremo Sacro Speco di San Francesco	<p>Immerso nel verde, in posizione dominante la vallata, lo speco di Narni è il luogo francescano più antico della Valnerina.&nbsp;&nbsp;</p>	Narni, umbria, San Francesco, Via di Francesco, Francescos' way, trekking,	Eremo Sacro Speco di San Francesco	"<p>Immerso nel verde, in posizione dominante la vallata, lo speco di Narni è il luogo francescano più antico della Valnerina.&nbsp;&nbsp;</p> <p>Francesco d'Assisi lo raggiunse nel 1213: qui ascoltò il suono della viola dell'angelo e trasformò l'acqua in vino.</p>

<p>In questo luogo è possibile percepire lo spirito tipico del Santo di Assisi: misticismo, poesia, amore, pace. Francesco d'Assisi spesso si ritirò in solitudine nella piccola chiesa, e più in alto nel bosco, in una fenditura della roccia. Trascorse qui anche un periodo di malattia, durante il quale i frati costruirono per lui, accanto allo speco, una celletta in pietra con un letto in legno.</p>

<p>Il piccolo chiostro risale al ‘400, quando San Bernardino da Siena fece costruire il dormitorio, le cui finestre si affacciano sulla parte centrale del fabbricato, e il refettorio, che è possibile visitare.</p>

<p>Nel chiostro si può ammirare la cappella di San Silvestro, riportata alla luce con gli ultimi restauri e dove sono conservati affreschi del ‘300. Da questa, attraverso uno stretto corridoio, si accede al locale che racchiude il pozzo, di cui parlano i Fioretti e Tommaso da Celano, dove fu attinta l'acqua che S. Francesco, malato, trasformò in vino.</p>

<p>La chiesa del convento è della fine del 1500, molto semplice, conserva nella cappella una bellissima croce a intarsio di madreperla, opera di un frate francescano, e un calice del ‘400 originale per materiale con cui è fatto. Salendo si arriva alla cella di S. Francesco dove è custodito il ""letto"": quattro legni sconnessi. Accanto c'è la cappella con le pareti decorate da affreschi che riproducono gli episodi che si verificarono in questo luogo. A sinistra, uscendo, si osserva la grande fenditura nella roccia.</p>

<p>Oggi l'Eremo si caratterizza per essere una Casa di preghiera.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Narni | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		[  ]	""
463	Attrattore	it_IT	3721062	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-civitella-ranieri	Castello di Civitella Ranieri	Presso Umbertide, in posizione panoramica sulla valle dell'Assino, si colloca il castello di Civitella Ranieri che prende il nome dalla cittadella che Umberto, il figlio di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato, fece costruire in quel luogo nel 1078.	Umbertide, Umbria, Castello Civitella Ranieri	Castello di Civitella Ranieri	"Presso Umbertide, in posizione panoramica sulla valle dell'Assino, si colloca il castello di Civitella Ranieri che prende il nome dalla cittadella che Umberto, il figlio di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato, fece costruire in quel luogo nel 1078. <p>La facciata principale del complesso è dominata dalle due torri cilindriche laterali ed è caratterizzata, come anche gli altri prospetti, da beccatelli slanciati che nascondono all'interno un camminamento un tempo finalizzato alla ronda di guardia.&nbsp;<br />
Nel lato nordorientale si trova invece il maschio quadrato.&nbsp;<br />
Retrostante il volume del castello si trova la corte interna alla quale si accede attraverso tre porte collocate sulla parte posteriore dell'edificio, quella centrale&nbsp; arricchita da una scala a ventaglio e da un arco a bugne d'arenaria.&nbsp;<br />
Gli edifici che si affacciano sugli altri lati del cortile&nbsp; formano pressoché un unico corpo a C e sono il risultato di aggiunte successive, così come anche la chiesa settecentesca collocata sull'angolo nordoccidentale.&nbsp;<br />
Un parco abbraccia quasi completamente il complesso partendo dal lato meridionale (dove forse un tempo era posto anche un altro giardino), fino alla zona più estesa a nord nella quale si sviluppa un bosco fittissimo.<br />
Percorrendo il viale rettilineo che si arrampica sulla collina fino al castello si arriva infine alla cinta muraria esterna con al centro il possente torrione d'ingresso aperto in un arco. Dall'arco partono due vialetti divergenti che attraversano il semplice giardino-corte d'onore di forma quadrata, interamente circondato dagli edifici di servizio.<br />
Dell'antica fortezza dell'XI secolo rimane assai poco, solamente il lato d'ingresso del muro di cinta esterno. Ciò che si vede oggi è infatti il complesso militare rinascimentale completamente ricostruito nel XV secolo. L'edificio precedente infatti era stato distrutto nel 1492 durante le lotte tra i Baglioni e gli Oddi per la supremazia nel territorio di Perugia.<br />
Alcune modifiche avvennero nei secoli successivi, come l'aggiunta settecentesca della chiesa dedicata a San Cristoforo, in sostituzione della più antica antistante il castello.</p> "	Umbertide | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3108966	12.362197199999969	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
464	Attrattore	it_IT	3035115	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-salvatore-di-monteco-rona	Abbazia di San Salvatore di Monteco­rona	L'Abbazia di San Salvatore di Monteco­rona, fra le più importanti abbazie benedettine umbre, si trova poco distante dalla città di Umbertide in contesto isolato.	Umbertide, Benedettini, Abbazia Montecorona, Camaldolesi, San Romualdo	Abbazia di San Salvatore di Monteco­rona	"L'Abbazia di San Salvatore di Monteco­rona, fra le più importanti abbazie benedettine umbre, si trova poco distante dalla città di Umbertide in contesto isolato. <p>Legata alla storia dell'ordine dei Camaldolesi, fu probabilmente fondata da san Romualdo nel 1008-1009, e nel 1050 vi operò, in funzione di riformatore, san Pier Damiani.<br />
Divenne nel tempo sede di attività economiche e di una vasta tenuta, conservatasi intatta e tuttora tra le maggiori aziende agricole della regione.<br />
La chiesa superiore, di origine romanica- fu consacrata nel 1105 poi modificata nel XVI e XVII secolo.<br />
L'interno presenta tre navate di cui quella centrale ha affreschi di scuola umbra del Trecento.<br />
Nel presbiterio rialzato e con abside gotica è un ciborio dell'VIII secolo ornato da rilievi e un coro del XVI sec.<br />
Di notevole interesse anche il campanile poligonale, forse derivato nel XIV secolo da una preesistente torre di avvistamento.<br />
Sotto la chiesa è la cripta di Santa Maria delle Grazie, databile forse all'XI secolo.<br />
Divisa in cin­que navate con tre ab­sidi, ha volte a crociera sostenute da colonne romane e medievali che lasciano presumere la preesistenza di un luogo di culto pagano o paleocristiano.<br />
Una strada mattonata, collega l'Abbazia con l'Eremo di Montecorona che si trova sulla cima del monte.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Umbertide | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi31.png/fd1b61cd-6cf7-4e09-8219-3a8f24d252bf?t=1423749276046	43.2837153	12.355046700000003	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
465	Attrattore	it_IT	24158951	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-narni	Palazzo dei Priori - Narni	Il palazzo dei Priori è un edificio ricco di elementi stupendi, che lo rendono un monumento tra i più belli dell'architettura civica.	Narni, Umbria, Gattapone, borgo umbro	Palazzo dei Priori - Narni	"Il palazzo dei Priori è un edificio ricco di elementi stupendi, che lo rendono un monumento tra i più belli dell'architettura civica: il bel portale, la loggetta del banditore e la magnifica loggia attribuita al Gattapone, opera di ardita architettura con il bel pilastro robusto centrale, dagli angoli esterni smussati e le due poderose arcate che formano il prospetto, mentre al centro un altro pilastro ottogonale sostiene gli archi della volta divisa da quattro crociere a vela. <div>Le pareti presentano tracce di iscrizioni, affreschi, finestroni e stemmi. Sopra il pilastro centrale della facciata si nota lo stemma degli Orsini. Ad una certa altezza degli anelli di ferro sono la traccia della gogna. In epoca mediovale è stato sede delle magistature cittadine. La parte superiore del palazzo è una costruzione rinascimentale. Attraverso i secoli ha subito molte trasformazioni fino a diventare nel 1618, sede dei Padri Scolopi, che vi fondarono lo studentato e la scuola cittadina, fino alla metà dell'800. A fianco del palazzo dei Priori la torre civica del 1200 che domina la città e tutta la vallata. Tra la torre e la loggia, c'è la loggetta del banditore dove venivano letti gli avvisi pubblici, e secondo la tradizione San Bernardino da Siena predicò al popolo e, il giorno della Liberazione della città di Narni (13 Giugno 1944), vi fu proclamato il primo sindaco.<br />
Il Palazzo è collocato sul lato est di Piazza dei Priori.</div>

<div><br />
[Fonte: www.turismonarni.it]</div> "	Narni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.5176022	12.515629900000021	Narni	55022	""	""		[  ]	""
466	Attrattore	it_IT	85222	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/panica-1	Panicale, il borgo che domina il lago Trasimeno	Il borgo medievale di &nbsp;Panicale tra i capolavori del Perugino e l'arte di ricamare il tulle	Panicale, borgo medievale, Trasimeno, Perugino, Museo del Tulle, Ars  Panicale	Panicale, il borgo medievale che domina il Trasimeno	"<p>Panicale è un pittoresco borgo medievale che ha mantenuto in gran parte intatta la sua struttura originaria. Sorge su territorio che un tempo fu abitato dagli Etruschi e che fu anche un rifugio sicuro dei soldati romani scampati alla&nbsp;<strong>battaglia del Trasimeno</strong>&nbsp;vinta dai Cartaginesi di Annibale.&nbsp;</p> Grazie alla sua posizione collinare rappresenta una splendida finestra sul Lago Trasimeno e sulla campagna circostante tra Umbria e Toscana. Lo raggiungi percorrendo una strada&nbsp;panoramica tra pregiati uliveti.&nbsp;
<p>Arrivato a destinazione, prima di immergerti nella visita storica della città, ti consigliamo di godere del panorama sul lago da uno dei punti panoramici appena fuori le mura del borgo e di ammirare nella chiesa di San Sebastiano, edificata tra la fine del XIV e il XV secolo, gli affreschi raffiguranti il Martirio di San Sebastiano e La Madonna in trono con angeli musicanti, opere di Pietro Vannucci, detto <strong>il Perugino, ""Divin Pittore""</strong>.</p>

<p>Il centro cittadino si apre con la porta Perugina, passaggio per la prima di tre piazze ubicate su tre differenti livelli. La prima, <strong>piazza Umberto I,</strong>&nbsp;ti accoglie con la fontana in travertino realizzata nel ‘400; in <strong>piazza san Michele Arcangelo</strong>&nbsp;trovi la barocca Collegiata di San Michele Arcangelo, simbolo del potere religioso, ed infine nel punto più alto, in <strong>piazza Masolino</strong>, trovi il Palazzo del Podestà, eretto tra XII e XIV secolo ad opera dei Maestri&nbsp;Comacini, che svetta con l'alto campanile che si scorge sin dalla valle.<br />
All'interno del cento storico è anche il <strong>teatro comunale Cesare Caporali</strong>, che propone tutto l'anno un ricco programma di appuntamenti. Teatro storico tra i più suggestivi dell'Umbria conserva al suo interno il telone del sipario che ritrae il capitano di ventura Boldrino Panieri di Panicale realizzato dal pittore perugino Mariano Piervittori.<br />
Da non perdere anche la visita al <strong>Museo del Tulle</strong>, nell'ex chiesa di Sant'Agostino, fuori piazza Fiorentina, in piazza Regina Margherita, dedicato a Anita Belleschi Grifoni, la panicalese che ripropose agli inizi del Novecento un particolare tipo di ricamo su tulle denominato ""<strong>Ars Panicalensis</strong>"". Si tratta di un ricamo ad ago eseguito direttamente su tulle in cotone o in seta che si diffuse già a partire dai primi decenni del XIX secolo grazie al perfezionamento, ad opera degli inglesi Heathcoat e Lurdley nel 1809, di un telaio per produrre meccanicamente il tulle, un tessuto molto leggero, vaporoso ma al tempo stesso resistente, caratterizzato da maglie a fori esagonali. &nbsp;<br />
Se vuoi approfondire la storia delle famiglie cittadine, in via Pietro Vannucci, all'interno del palazzo Comunale, ti consigliamo la visita alla&nbsp; <strong>Pinacoteca Mariottini</strong> che ospita 31 tele raffiguranti ritratti celebrativi di uomini della città.</p>

<p>Poco fuori città, lungo la strada che scende verso il lago, sorge la chiesa barocca della <strong>Madonna della Sbarra </strong>costruita per ospitare una sacra immagine della Vergine Maria scoperta nel XVI secolo in un tabernacolo nascosto tra la vegetazione nelle vicinanze del paese.<br />
A pochi chilometri da Panicale di grande fascino sono anche il <strong>Santuario della Madonna di Mongiovino </strong>(XVI secolo),&nbsp; da sempre luogo di devozione mariana e il <strong>Santuario delle Grondici</strong>, con panorama mozzafiato sulle vallate circostanti.</p> "	Panicale | Alla scoperta dei borghi	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Zona_panicale/e0f79e82-e9b5-46c3-a696-8cf8e89284aa?t=1423651033420	43.0287549	12.097176999999988	""		""	""		[  ]	""
467	Attrattore	it_IT	116953	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-trinci-foligno	Palazzo Trinci - Foligno	Il palazzo Trinci si trova sul lato nord di piazza della Repubblica, antica platea magna e cuore pulsante della città di Foligno.&nbsp;	Palazzo Trinci , Foligno, Gentile da fabriano, Umbria, Quintana	""	"Il palazzo Trinci si trova sul lato nord di piazza della Repubblica, antica platea magna e cuore pulsante della città di Foligno.&nbsp; <p>Edificio emblema della città, fu fatto costruire dalla famiglia Trinci e decorato da uno dei più grandi interpreti del tardogotico italiano, Gentile da Fabriano. Una visita è d'obbligo per ammirare le stanze, la cappella di palazzo e le importanti raccolte archeologiche e storico-artistiche del Museo, qui ospitato dal 2000.<br />
Sede della signoria dei Trinci, che governarono la città dal 1305 al 1439, venne edificato tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo per volere di Ugolino Trinci ristrutturando preesistenti edifici medievali e riccamente decorato. Con la fine del dominio dei Trinci e l'annessione di Foligno allo stato della Chiesa, il palazzo fu sede dei governatori pontifici, mantenendo tale funzione fino all'Unità d'Italia, in seguito alla quale venne destinato ad uffici. Con la perdita della funzione originaria il palazzo venne variamente adattato e modificato anche a causa dei danni provocati dal terremoto e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.<br />
&nbsp;A epoca ottocentesca va ricondotta l'edificazione della facciata in stile neoclassico. Il cavalcavia sulla destra, che collegava il palazzo con le abitazioni costruite sopra la navata minore della cattedrale, conserva il paramento in cotto con bifora degli inizi del XV secolo. Altri brani architettonici quattrocenteschi sono visibili nel cortile con ampio porticato in laterizio e volte a crociera. Lo scalone sulla destra porta all'interno del palazzo, sede del Museo della città. Al primo piano è la scala gotica, un tempo a cielo aperto, tutta decorata da motivi geometrici. Al secondo piano si apre un ampio vestibolo, la sala Sisto IV, decorata di affreschi e motivi ornamentali e figurati e coperta da soffitto ligneo con al centro lo stemma del pontefice. Infondo alla sala è la cappella affrescata da Ottaviano Nelli con Storie della vita della Vergine databile al 1424.<br />
Nella vicina loggia sono le Storie della fondazione di Roma, (parte degli affreschi è limitato a sinopia) che mettono allusivamente in relazione la potenza di Roma e quella di Foligno. Dalla loggia si accede nella sala delle Arti Liberali e dei Pianeti, ove sono rappresentate le Arti del trivio e del quadrivio , la filosofia e i Sette pianeti, cui sono collegate le Età dell'uomo e le Ore del giorno. Queste personificazioni illustrano il complesso concetto allegorico secondo il quale le vita si divide in sette periodi, ciascuno dei quali è influenzato da un pianeta; a ciascuna età infine corrisponde l'apprendimento di una disciplina. Anche il cavalcavia-corridoio che collega il palazzo con il duomo propone il tema delle Età dell'uomo. La parete di fronte è invece effigiata con gli Eroi dell'Antichità e i Prodi della tradizione medievale.<br />
La sala dei Giganti, cui si accede attraversando un ambiente adiacente la sala delle Arti Liberali e dei Pianeti, è invece affrescata con colossali figure di Eroi della storia di Roma, da Romolo a Traiano, abbigliati secondo la moda rinascimentale. Sotto le figure compaiono i rispettivi nomi e versetti latini dell'umanista Francesco da Fiano. Dal recente rinvenimento di un taccuino settecentesco, trascrizione di un antico documento del 1411, risulta chiaramente che il lavoro della loggia, della sala dei Pianeti, delle Arti liberali e dei Giganti, venne affidata a Gentile da Fabriano con la collaborazione di alcuni allievi.&nbsp;</p>

<p>Palazzo Trinci ospita al suo interno la Pinacoteca Comunale con le sue tre sezioni dedicate a Trecento, Quattrocento e Cinquecento. Inoltre è sede del Museo Archeologico, in cui è possibile ammirare un'ampia collezione sulle popolazioni umbre dei Fulginates e dei Plestini e la raccolta archeologica realizzata dalla famiglia Trinci, e del Museo dell'Istituzione Comunale che, invece, raccoglie un'ampia documentazione sull'Istituzione comunale a Foligno dal Quattrocento all'Unità d'Italia.<br />
Infine, sempre all'interno del Palazzo, si trova il Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi che fa della Città della Quintana un vero e proprio punto di riferimento sulla storia e sullo studio delle giostre e dei tornei dal Medioevo all'Ottocento.</p>

<p>&nbsp;</p> <strong>Accessibilità</strong> <p>Il Palazzo si trova all’interno della ZTL, ma per chi è in possesso del permesso per disabili è possibile raggiungere la struttura con un proprio automezzo che può essere parcheggiato di fronte all’entrata.</p>

<p>È necessario verificare il funzionamento dei varchi e gli orari in cui il traffico è interdetto, nonché le modalità che consentono di accedere alla ZTL senza incorrere in sanzioni, consultando il sito istituzionale del Comune di Foligno o chiamando il comando della Polizia Urbana al numero 0742-330666.</p>

<p>La vettura potrà sostare in prossimità dell’ingresso del Palazzo per la durata della visita.</p>

<p>La struttura può essere visitata da persone con difficoltà motorie e che necessitino di ausili come sedie a rotelle, utilizzando ascensori, montascale e rampe che rendono fruibile gran parte del complesso museale, restando inaccessibile la Cappella del secondo piano e la cisterna sotto il pozzo in prossimità dall’inizio della Scala Gotica al piano terra; è inoltre particolarmente difficoltosa la visita alla “Domus Romana”.</p>

<p>Per accedere alla sale espositive, una volta entrati nel cortile del palazzo, occorre salire lo scalone sulla destra in cima al quale si trova la biglietteria.</p>

<p>Per chi utilizza sedie a rotelle è necessario, prima di entrare nel cortile, suonare il campanello con citofono, posto sulla destra del portone d’ingresso.</p>

<p>Per la visita da parte di persone non vedenti o ipovedenti è consentito l’ingresso ai cani guida.</p>

<p>Non sono disponibili audioguide e lungo il percorso espositivo non sono presenti didascalie in braille o a rilievo.</p> Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Piazza della Repubblica</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06034 - Foligno (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>museotrinci@comune.foligno.pg.it</span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">sito web:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>www.comune.foligno.pg.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.95574269999999	12.703712300000007	""		""	""		[  ]	""
468	Attrattore	it_IT	5428950	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-frances-3	Chiesa di San Francesco - Foligno	La chiesa di San Francesco si trova nell'omonima piazza a Foligno.	""	Chiesa di San Francesco	"La chiesa di San Francesco si trova nell'omonima piazza a Foligno. <div>Costruita nel XIII secolo inglobando la più antica chiesa di San Matteo fu completamente rifatta nel secolo passato su progetto dell'architetto Andrea Vici (1796). I lavori, che durarono molti anni, furono seguiti in una prima fase da Giovanni Bettini poi da Vincenzo Vitali.</div>

<div>Nel 1856 la chiesa, dopo anni di chiusura, fu riaperta al pubblico ma doveva esser ancora costruita la facciata che fu conclusa ad opera dell'ingegner Giovanni Bertuzzi solo nel 1886.</div>

<div>Questa, decorata a stucco, risulta scompartita da cinque lesene con capitelli che sostengono la trabeazione; al di sopra si scorge un &nbsp;timpano a coronamento della zona centrale. Nella parte bassa si aprono tre portali architravati, riquadrati da semplici cornici.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>L'interno è di stile neoclassico e presenta un' unica navata con quattro cappelle laterali absidate. Questo è ricco di lesene sormontate da raffinati capitelli a sostegno della cornice aggettante su cui sono impostate le volte.</div>

<div>La copertura, a volte a botte, si trasforma in cupola all'incrocio dei bracci.</div>

<div>La chiesa conserva nella prima cappella a destra dell'ingresso un gruppo ligneo rappresentante il Crocifisso con la Madonna e San Giovanni (1697) del folignate Antonio Calcioni; sul secondo e sul terzo altare sono due urne contenenti la prima il corpo della Beata Angela da Montegiove (1357-1436), la seconda i resti dei beati francescani Filippo e Giacomo trucidati a Bevagna nel 1377 da mercenari bretoni al servizio dei Trinci. Sul secondo altare a sinistra è il corpo della Beata Angela da Foligno e una tela di Gaetano Gandolfi da Bologna che rappresenta la beata. Sul terzo altare a sinistra è la Madonna della Misericordia; nell'altare maggiore San Francesco che riceve le stigmate (1856) del siciliano Pasquale Sarullo. Il catino absidale è decorato con affreschi &nbsp;della fine del XVIII secolo mentre la sagrestia e la cappella di San Matteo hanno frammentaria decorazione ad affresco di epoca trecentesca.</div>

<div>Il campanile, costruito nel 1911, nel 1926 fu sopraelevato per fare spazio ad una statua in bronzo di San Francesco.</div> "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi8.png/a13f58d2-c421-4cba-ade1-b3608ad2cc36?t=1423749272488	42.95417	12.703960000000052	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
469	Attrattore	it_IT	2734857	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-di-san-rufino	Cattedrale di San Rufino	"La chiesa, edificata a partire dal 1029, venne insignita del titolo di cattedrale nel 1036. Nel 1140 fu ricostruita su disegno di Giovanni da Gubbio. Papa Innocenzo IV la consacrò nel 1253.<br />
La facciata, vero e proprio capolavoro&nbsp;di scultura&nbsp;romanica, è divisa orizzontalmente in tre zone."	Assisi, Umbria, San Rufino, romanico, spirtitualità	Cattedrale di San Rufino	"<p><strong>Dove si trova</strong><br />
La cattedrale di San Rufino si trova all'interno del centro storico di Assisi. La splendida facciata romanica si erge maestosa sulla&nbsp;piazza omonima.&nbsp;</p> <p><strong>Un tempo fu</strong><br />
L'edificio religioso occupa parte del terrazzamento romano, secondo alcuni, area del foro su cui sorgeva il tempio della Bona Mater.</p>

<p><strong>Perchè visitarla</strong><br />
La facciata riccamente scolpita rappresenta uno dei più alti esempi di arte romanica. L'interno, rinnovato nel XVI secolo, conserva il fonte battesimale nel quale furono battezzati san Francesco, santa Chiara e, secondo la tradizione, anche Federico II di Svevia.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La chiesa, edificata a partire dal 1029, venne insignita del titolo di cattedrale nel 1036. Nel 1140 fu ricostruita su disegno di Giovanni da Gubbio. Papa Innocenzo IV la consacrò nel 1253.<br />
La facciata, vero e proprio capolavoro&nbsp;di scultura&nbsp;romanica, è divisa orizzontalmente in tre zone.<br />
Nella parte inferiore si aprono tre portali con ai lati leoni e grifi. Il portale centrale è riccamente scolpito con motivi vegetali, figure ed animali allegorici. Nella lunetta <em>Cristo in trono</em>, la <em>Madonna che allatta</em> e <em>San Rufino</em>, bassorilievo di autore ignoto.<br />
La zona mediana è decorata da tre splendide rose; <em>simboli dei quattro Evangelisti</em> circondano il rosone centrale.<br />
La parte superiore, con tetto a capanna, è stata aggiunta alla fine del XIII secolo.<br />
Nei pressi del campanile si trovava la casa di Santa Chiara.<br />
L'interno, a pianta basilicale divisa in tre navate, è stato completamente rinnovato nel 1571 da Galeazzo Alessi (architetto, nello stesso periodo, della vicina basilica di Santa Maria degli Angeli). La rimozione degli altari laterali nella navata sinistra ha messo in luce parti del muro romano e l'antica cisterna.<br />
All'inizio della navata destra si trova il <em>fonte battesimale</em> nel quale furono battezzati san Francesco, santa Chiara e, secondo la tradizione, Federico II di Svevia. Vicino si apre la <em>cappella del Sacramento</em>, con ricco complesso decorativo barocco sul tema dell'Eucarestia realizzato da Giacomo Giorgetti nel 1663.<br />
Nel catino absidale affreschi del Carlone, di Giovanni Antonio Grecolini e del Giorgetti. L'abside è arricchito dallo splendido coro ligneo intagliato di Giovanni di Piergiacomo da San Severino, 1520. Nel braccio sinistro della crociera si trova una <em>Crocifissione</em>, opera di Dono Doni.<br />
Nella navata mediana, ai lati dell'ingresso, due sculture raffiguranti <em>San Francesco</em>, opera di Giovanni Duprè, 1882, e <em>Santa Chiara</em> di Amalia Duprè, 1888.<br />
Dalla sagrestia si accede all'<em>oratorio di San Francesco</em>, luogo dove il santo si ritirava prima di predicare.<br />
La cripta è un ambiente diviso in tre navate e conserva affreschi frammentari dell'XI secolo con <em>Simboli degli Evangelisti</em>.<br />
Il sarcofago romano del III secolo d.C. ospita il corpo di san Rufino.<br />
Adiacente la cattedrale di trova il&nbsp;museo diocesano e cripta di San Rufino.<br />
Attiguo al museo si trova l'Archivio Capitolare, ricco di codici miniati e documenti datati dal 963.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Secondo san Pier Damiani (1052) le spoglie di san Rufino, vescovo di Assisi e martire nel III secolo, sono state oggetto di contesa tra il vescovo Ugone ed il popolo. Il vescovo voleva portare il corpo del santo nell'allora cattedrale di Santa Maria Maggiore. A&nbsp;un tale&nbsp;proposito si opposero fermamente i cittadini e una gara di ""tiro alla fune"", con la cassa funebre del santo patrono, stabilì i vincitori: soli sette uomini di Assisi&nbsp;riuscirono a battere&nbsp;i sessanta del vescovo. Dopo lo straordinario prodigio, Ugone decise di trasformare radicalmente la primitiva piccola basilica dove erano ospitate le spoglie di San Rufino fin dal 412.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Assisi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
470	Attrattore	it_IT	24159400	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-filippo-nocera-umbra	Chiesa di San Filippo - Nocera Umbra	Si raggiunge la chiesa di San Filippo percorrendo una suggestiva via con portici del XVII secolo, nella parte alta di Nocera Umbra.	Nocera umbra, Umbria, acque minerali,	Chiesa di San Filippo - Nocera Umbra	"Si raggiunge la chiesa di San Filippo percorrendo una suggestiva via con portici del XVII secolo, nella parte alta di Nocera Umbra. L’edificio è stato costruito in stile neogotico tra il 1864 ed il 1868, su progetto dell’architetto Luigi Poletti e a spese di Monsignor Francesco Amoni.<br />
La facciata porticata è decorata da un grande rosone con ai lati i simboli dei quattro Evangelisti (Aquila, Angelo, Leone e Toro).<br />
L’interno conserva, sull’altare maggiore, la tela raffigurante la Morte di San Filippo con apparizione della Madonna opera di Francesco Grandi.<br />
In sagrestia si trova una settecentesca Decollazione del Battista. "	Nocera Umbra | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gualdo+tadino/5007c5a4-c82e-4593-8d89-3f391e7140b3?t=1454335181497	43.1134952	12.787561399999959	Nocera Umbra	54034	""	""		[  ]	""
471	Attrattore	it_IT	3035422	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-flea	Rocca Flea	"Sul nucleo urbano medievale della cittadina di Gualdo Tadino, si erge l'antica rocca Flea che, dalla cima del colle, domina l'intero abitato. Chiamata anche ""Flebea"" per la vicinanza del fiume Flebeo, è uno degli esempi più significativi di architettura militare difensiva umbra."	Gualdo tadino, rocca Flea, Umbria, architettura militare,	Rocca Flea	"Sul nucleo urbano medievale della cittadina di Gualdo Tadino, si erge l'antica rocca Flea che, dalla cima del colle, domina l'intero abitato. Chiamata anche ""Flebea"" per la vicinanza del fiume Flebeo, è uno degli esempi più significativi di architettura militare difensiva umbra. La rocca si sviluppa intorno ad un cortile, adornato da un'antica fontana.<br />
Sul cortile si affacciano l'edificio, addossato al maschio, la palazzina dedicata al cardinale del Monte con ampi saloni (anticamente edificio di servizio); l'ingresso della piccola cappella dedicata a san Giovanni Battista e le maestose scale di accesso alle oltre quaranta stanze del manufatto. Si incontrano, inoltre, quattro torri dotate di altrettanti cortili interni e camminamenti.<br />
La struttura si eleva su più piani: un seminterrato a vari livelli, un piano terra ed un primo piano variamente articolato, il piano nobile ed un piano rialzato con il grande salone. E' racchiusa da una robusta cinta muraria, in parte coronata da beccatelli, con contrafforte angolare, anticamente circondata da un fossato e con un ponte levatoio sul versante meridionale. Si veniva così a delineare un complesso alto, compatto e massiccio dominante sulla pianura di Gualdo Tadino.<br />
<strong>Fondata intorno al X secolo</strong>, come testimoniato da antichi documenti che la fanno risalire ai conti di Nocera, la rocca fu di proprietà degli Atti, signori di Foligno, fino al 1198 quando passò sotto la giurisdizione di Innocenzo III. All'inizio del XIII secolo fu al centro di contese tra Gubbio e Perugia. Nel 1240, Federico II, che vi soggiornò a lungo, si impegnò all'ampliamento e restauro della rocca oltre che alla realizzazione della cinta muraria cittadina, con quattro porte e ben diciassette torri.<br />
Il complesso realizzato, rappresenta la versione definitiva della struttura, che sarebbe così divenuta il punto di riferimento per coloro che governarono la città di Gualdo Tadino.<br />
Una lapide affissa su uno dei torrioni testimonia la permanenza di Biordo Michelotti nel 1394. Da allora fu chiamata anche ""Arx Maior Terre Gualdi"" per distinguerla dal palazzo del capitano del popolo detto ""Arx Minor"".<br />
Nel 1434 la rocca fu data in vicariato al conte Francesco I Sforza dal pontefice Eugenio IV; alla fine dello stesso secolo venne trasformata in zecca clandestina dal castellano di allora Filippo degli Arcioni da Roma.<br />
L'antica fortezza dal 1513 al 1587 ospitò la Lega Cardinalizia Autonoma che reggerà le sorti della città, regalandole un periodo di grande splendore.<br />
Per poter assolvere il ruolo di residenza, gli interni furono modificati e decorati con affreschi, di cui però resta soltanto una piccola parte; nel corso del mandato del primo cardinale legato, Antonio Ciocchi di Monte San Savino (1513-1533), venne costruito il nuovo acquedotto che attraversava anche la rocca Flea.<br />
Dopo il 1587, con l'entrata di Gualdo Tadino nella Circoscrizione governativa di Perugia, la struttura divenne la residenza degli ufficiali apostolici fino al 1798.<br />
Nell'Ottocento fu destinata a carcere femminile per donne di ""mal costume"" e dall'Unità d'Italia, fino al 1985, ha avuto funzione di carcere mandamentale maschile.<br />
Agli inizi degli anni '90, iniziarono le opere di consolidamento e di restauro che hanno consentito il ritrovamento della cappella primitiva di Sant'Angelo de Flea, alla base del maschio. Sono stati altresì messi in evidenza stupendi affreschi del Trecento e Quattrocento.<br />
Nel 1996 il restauro era terminato e la rocca veniva definitivamente restituita alla città ed ai turisti. Dal 1999 ospita il Museo Civico, un centro multimediale e all'interno della chiesa, l'Antiquarium con reperti archeologici che documentano il popolamento del territorio gualdese dalla preistoria all'alto medioevo. "	Gualdo Tadino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707	43.2322581	12.787587799999983	Gualdo Tadino	54023	""	""		[  ]	""
472	Attrattore	it_IT	117645	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-del-capitano-todi	Palazzo del Capitano, Todi	<p>Esempio di architettura civile medievale, Palazzo del Capitano è oggi sede del Museo civico Pinacoteca di Todi</p>	Palazzo del Capitano, Palazzo del Popolo, palazzo comunale, architettura medievale, Todi, umbria  museo, pinacoteca, più antichi palazzi pubblici italiani, museo civico, pinacoteca, museo archeologico	Palazzo del Capitano. Alla scoperta dell'architettura civile medievale!	"Raggiunta <strong>piazza del Popolo</strong>, cuore pulsante della città fin dall'epoca romana, ti troverai circondato dagli edifici storici più rappresentativi, sedi delle magistrature civili e del potere vescovile della città comunale. <strong>Palazzo del Capitano</strong> si affaccia sul lato orientale della piazza accanto al palazzo del Popolo al quale si affianca in posizione arretrata. Realizzato alla fine del Duecento per ospitare le adunanze del Consiglio, è il secondo palazzo pubblico sorto sulla piazza e perciò chiamato anche <em>palazzo Nuovo</em> per distinguerlo dal più antico palazzo del Popolo, considerato uno dei primi palazzi comunali d'Italia, già presente sulla piazza all'inizio del Duecento!<br />
<strong>La facciata</strong> del palazzo del Capitano si caratterizza per la grande armonia degli elementi decorativi di stile gotico. Al piano terra si aprono due grandi archi a tutto sesto che conducono ai cosiddetti voltoni, un ambiente porticato in origine sede dei balestrieri di guardia ai palazzi e alla piazza, a cui fino al 500 vi si accedeva da quattro porte angolari. Spiccano per eleganza le tre finestre gotiche del primo piano, formate da trifore polilobate sormontate da motivi timpanati che danno luce al grande ambiente, con resti di affreschi del XIV secolo, utilizzato in origine come aula di giustizia del Capitano e oggi adibito a sala del Consiglio Comunale. Se hai già visitato Perugia troverai senza dubbio delle somiglianze stilistiche con le finestre del secondo piano del palazzo dei Priori!<br />
Nella fascia più alta del palazzo comunale, le quattro trifore sormontate da un arco a tutto sesto si aprono sui locali del <strong>Museo civico Pinacoteca</strong>, ospitato all'ultimo piano di entrambi i palazzi del Capitano e del Popolo, uniti da un cavalcavia seicentesco. Riordinato e riaperto al pubblico nel 1997, il museo comunale di Todi venne istituito nel 1871 e trovò inizialmente sede nella sala del Capitano, oggi sala del Consiglio nel palazzo del Capitano. <p><strong>Accessibilità - Museo Civico di Todi</strong></p> <p>Il Museo è raggiungibile con i mezzi pubblici: la fermata più vicina dell’autobus della linea C, che collega la stazione ferroviaria al centro storico, si trova in Piazza Jacopone distante circa 120 metri dall’ingresso del museo.</p>

<p>Per chi utilizza mezzi propri, Piazza del Popolo si trova all’interno della ZTL a cui si può accedere purché in possesso del permesso per disabili. Vi sono posti auto riservati ai disabili nell’adiacente Piazza Garibaldi; qualora siano occupati, è possibile parcheggiare in quelli riservati ai residenti (strisce bianche e gialle). Nell’eventualità siano tutti occupati si può parcheggiare anche direttamente in Piazza del Popolo, ma non quando è area pedonale.</p>

<p>Il Museo è accessibile a persone con difficoltà motoria o che necessitino di una sedia a rotelle, tranne per la grande sala che ospita le Sezioni dalla IV alla VIII del Museo della Città.</p>

<p>Per la visita da parte di persone ipovedenti o non vedenti è consentito l’ingresso ai cani guida.</p>

<p>Non sono disponibili audioguide e non sono presenti didascalie o pannelli informativi con iscrizioni in braille o a rilievo.</p> "	Todi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi18.png/a3332bd7-6b1b-432f-8d61-905fbc40ab33?t=1423749273981	42.7806778	12.41333229999998	""		""	""		[  ]	""
473	Attrattore	it_IT	5429749	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-lorenzo	Abbazia di San Lorenzo	"L'abbazia benedettina di San Lorenzo sorge su un altura chiamata ""di San Giovanni"" a poca distanza dal paese omonimo."	Collazzone, Umbria, todi, abbazia benedettina, Templari	Abbazia di San Lorenzo	"L'abbazia benedettina di San Lorenzo sorge su un altura chiamata ""di San Giovanni"" a poca distanza dal paese omonimo. <div>Il colle, nel quale si trovava anche un'antichissima chiesa oggi completamente distrutta, deriva il nome dal famoso ordine dei cavalieri di San Giovanni che erano i proprietari dell'intera località un tempo appartenuta ai Templari.</div>

<div>È difficile oggi intuire la conformazione dell'antico convento che risulta notevolmente modificato a seguito di interventi avvenuti nel corso dei secoli.</div>

<div>Ciò che risulta meglio visibile è certamente la chiesa: una struttura semplice suddivisa in tre navate da archi a tutto sesto e caratterizzata da una copertura a capriate lignee.</div>

<div>Di più antica costruzione è la cripta romanica che, nonostante alcune modifiche avvenute nel XVII secolo, conserva l'impianto originario.</div>

<div>Presenta una pianta rettangolare coperta da quattro volte a crociera sorrette da sottarchi che si dipartono da un'unica colonna centrale.</div>

<div>Al suo interno ospita il sepolcro di Matilde Marzia, la madre del beato Simone da Collazione, che morì nel 1240 lasciando nel convento le sue spoglie.&nbsp;</div>

<div>Il complesso di San Lorenzo nasce come abbazia benedettina e si trova citato per la prima volta nei documenti nel 1227, anno in cui un certo Oddone di Pietro dona all'abate Guglielmo alcuni appezzamenti di terreno.</div>

<div>Tuttavia a giudicare dalla cripta romanica si può ipotizzare che l'epoca della costruzione dell'edificio risalga almeno al XI secolo.</div> "	Collazzone | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.90390540000001	12.437470899999994	Collazzone	54014	""	""		[  ]	""
474	Attrattore	it_IT	24218094	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-e-monastero-di-santa-giuliana	Chiesa e Monastero di Santa Giuliana	Il complesso conventuale di Santa Giuliana si trova, nel rione di porta Eburnea, nella parte terminale dei giardini di piazza Partigiani a Perugia.	Perugia, Umbria, Monastero cistercense, Matteao Gattaponi, Umbria jazz	Chiesa e Monastero di Santa Giuliana	"Il complesso conventuale di Santa Giuliana si trova, nel rione di porta Eburnea, nella parte terminale dei giardini di piazza Partigiani a Perugia. <p>Una visita al complesso di Santa Giuliana è consigliabile per vedere lo splendido chiostro attribuito a Matteo Gattaponi (1376) e che costituisce uno dei più alti esempi di architettura cistercense in Italia.<br />
Il monastero di Santa Giuliana, fondato nel 1253 dal cardinale Giovanni da Toledo, grande promotore della riforma cistercense, fu uno dei complessi religiosi più ricchi della città protetto da papa Innocenzo IV, che concesse una particolare indulgenza a chi lo visitava. La chiesa, che presenta facciata trecentesca con rivestimento geometrico in marmi bianchi e rosa e un bel portale sormontato da rosone, conserva al suo interno, a navata unica con capriate lignee, numerose tracce della decorazione antica.<br />
Due affreschi staccati dal refettorio, databili al XIII secolo, sono stati collocati sulla parete sinistra (Ultima Cena) e su quella absidale (Incoronazione della Vergine del Maestro del Trittico Marzolini). Sull’arco trionfale sono ancora visibili resti di affreschi databili tra fine Duecento e inizio Trecento.<br />
L’ex monastero, oggi Scuola di Lingue Estere, si trova a destra della chiesa. Al suo interno è uno splendido chiostro, caratterizzato da ampie arcate bianche su pilastri ottagonali a strisce rosse e bianche su capitelli istoriati. Attribuito a Matteo Gattaponi (1376) costituisce uno dei più alti esempi di architettura cistercense in Italia.<br />
Nel 1567 il monastero ritenuto uno dei complessi di clausura più dissoluti dell’Umbria fu tolto alla giurisdizione cistercense e trasferito sotto il vescovo. Da allora cominciò un periodo di decadenza - il complesso fu più volte ristrutturato (XVI, XVIII secolo)- fino a quando, con le requisizioni napoleoniche, dopo esser stato spogliato di tutti gli arredi fu ridotto a granaio.</p>

<p>Per ulteriori informazioni<br />
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Perugino<br />
Piazza Matteotti, 18 - Loggia dei Lanari - 06100 Perugia&nbsp;<br />
Tel. 0755736458 - Fax 0755720988&nbsp;<br />
info@iat.perugia.it</p> "	Perugia | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
475	Attrattore	it_IT	112203	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-vino-torgiano-muvit-torgiano	Museo del Vino Torgiano (MUVIT) - Torgiano	Il museo del Vino (MUVIT) è ospitato all'interno di palazzo Graziani-Baglioni, lungo il corso principale di Torgiano, rinomato centro di produzione vitivinicola fra Perugia ed Assisi	Museo del Vino Torgiano (MUVIT) - Torgiano, Umbria, enogastronomia, Perugia	""	"Il museo del Vino (MUVIT) è ospitato all'interno di palazzo Graziani-Baglioni, lungo il corso principale di Torgiano, rinomato centro di produzione vitivinicola fra Perugia ed Assisi Il palazzo, edificato nel XVII secolo, rappresenta un importante esempio di casa agricola-gentilizia. Residenza estiva della famiglia perugina dei Graziani, ricevette il doppio appellativo nel XIX secolo in seguito al matrimonio di Anna Graziani con Pietro Baglioni.<br />
&nbsp;Dal 1974 è sede del Museo del Vino (MUVIT), ideato e realizzato su iniziativa di Giorgio e Maria Grazia Lungarotti. Rappresenta un unicum rispetto agli altri musei locali poiché si tratta di un museo privato a carattere tematico, motivato da intenti storici e culturali più che aziendali.<br />
La collezione è divisa in diverse sezioni tematiche che hanno sempre come oggetto il vino. Il visitatore potrà quindi ammirare rari ed importanti reperti archeologici come anfore vinarie, brocche e coppe da simposio, ceramiche dall'alto medioevo all'età contemporanea, incisioni, strumenti per la vinificazione e, unica nel suo genere, la collezione di ferri da cialda.<br />
Gestito dalla Fondazione Lungarotti, il museo occupa i locali del palazzo anticamente destinati all'immagazzinamento e lavorazione dei prodotti agricoli. Tra gli oggetti più interessanti: ceramiche di Mastro Giorgio Andreoli del XVI secolo, sapiente esecutore della tecnica del lustro; incisioni da Mantegna a Picasso e il settecentesco torchio monumentale detto di ""Catone"", attivo fino al 1973.<br />
All'interno del museo sono inoltre esposti particolari boccali della tipologia ""Bevi se puoi"", legati all'aspetto ludico e conviviale del banchetto: il bevitore è messo alla prova poiché deve individuare il meccanismo che gli consente di accedere al vino Informazioni <p>ORARIO: Dal martedì alla domenica. Dal 2016/10/01 al 2017/03/31 con i seguenti orari:&nbsp;&nbsp; 10:00-13:00 15:00-17:00&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>

<p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Corso Vittorio Emanuele II<br />
06089 - Torgiano (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;prenotazionimusei@lungarotti.it<br />
sito web:www.lungarotti.it/fondazione/muvit</span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;</span></i></p> "	Torgiano | Luoghi della cultura	Museo del Vino - MUVIT	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.02576029999999	12.433590800000047	""		""	""		[  ]	""
476	Attrattore	it_IT	3350915	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-della-corgna	Palazzo della Corgna	Il palazzo della Corgna sorge in piazza Gramsci nel centro storico di Castiglion del Lago ed è collegato, tramite un camminamento coperto, alla bellissima fortezza medievale che domina il lago Trasimeno.	castiglione del Lago, Lago trasimento, Nobili corgna, Umbria, vacanze relax	Palazzo della Corgna	"<p>Palazzo della Corgna<br />
Contesto: urbano<br />
Datazione: XVI SECOLO&nbsp;</p>

<p>Il palazzo della Corgna sorge in piazza Gramsci nel centro storico di&nbsp;Castiglion&nbsp;del Lago&nbsp;ed è collegato, tramite un camminamento coperto, alla bellissima fortezza medievale che domina il lago Trasimeno.</p> <p>Il palazzo della Corgna sorge in piazza Gramsci nel centro storico di Castiglion del Lago ed è collegato, tramite un camminamento coperto, alla bellissima fortezza medievale che domina il lago Trasimeno.</p>

<p>Il palazzo nacque come palazzina di caccia dei Baglioni e venne poi riadattata da Ascanio della Corgna a dimora gentilizia della sua famiglia.<br />
Attualmente è sede del Comune di Castiglione e del museo del palazzo.</p>

<p>Il palazzo della Corgna merita indubbiamente una visita per la monumentale facciata cinquecentesca preceduta da una scalinata e per gli interni riccamente decorati e facenti parte di un percorso museale.<br />
Di notevole importanza infatti è l'estesa decorazione pittorica eseguita da artisti come Niccolò Circignani detto ""Il Pomarancio"".</p>

<p><br />
Il palazzo della Corgna venne edificato da Ascanio della Corgna in seguito alla concessione da parte di papa Giulio II dello Stato di Castiglione a questa importante famiglia.<br />
I lavori iniziarono nel 1563 ed il progetto fu eseguito&nbsp; da Galeazzo Alessi e dal Vignola.<br />
Il palazzo si mostra come un elegante dimora gentilizia rinascimentale.<br />
Impostato su una pianta ad L, presenta la facciata principale caratterizzata da un ingresso rialzato al quale si accede tramite una doppia rampa. Arretrata sulla sinistra rispetto al corpo principale, si trova l'ala minore dell'edificio, molto semplice e caratterizzata da regolari&nbsp; aperture rettangolari.<br />
Tra le due ali si sviluppa ciò che rimane di quello che era un tempo un grande ed elegante giardino all'italiana.<br />
Gli interni presentano una decorazione pittorica molto ricca consona all'importanza che la famiglia della Corgna aveva nel rinascimento.<br />
Il piano terra, suddiviso in tre sale, probabilmente utilizzato come luogo di ritrovo e di svago, presenta affreschi con temi a carattere ludico.<br />
Salendo dalla rampa, si accede direttamente al piano nobile. Questo era destinato a residenza di Ascanio della Corgna e a luogo di rappresentanza. Le sale (facenti parte di un percorso museale) infatti sono completamente decorate con gli affreschi di Niccolò Circignani e Antonio Pandolfi che presentano temi altisonanti finalizzati a celebrare il fasto della famiglia.<br />
Qui Diomede della Penna, nipote di Ascanio, fece affrescare le pareti con le imprese militari e politiche dello zio, che ritroviamo in 16 finti arazzi collocati sulle pareti e in quello grande&nbsp; del soffitto.</p>

<p><br />
Una leggenda, nota tra gli abitanti di Castiglione, racconta che ogni mezzanotte del 3 dicembre, anniversario della morte di Ascanio, il suo fantasma compaia davanti al portone e si aggiri all'interno del Palazzo.</p>

<p>Lasciando l'auto nei parcheggi fuori dalle mura si entra nel borgo antico a piedi e percorrendo la strada principale si raggiunge il palazzo della Corgna.<br />
È possibile visitare l'edificio pagando il biglietto comulativo del Sistema Museo aperto che include anche il giro della fortezza medievale e del camminamento di connessione tra il palazzo e la rocca.</p> "	Castiglione del Lago | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.127342	12.053701400000023	Castiglione del Lago	54009	""	""		[  ]	""
477	Attrattore	it_IT	22371536	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teatro-cesare-caporali-panicale	Teatro Cesare Caporali - Panicale	<p>Il teatro Caporali sorge all’interno centro storico del borgo di Panicale e merita di essere visitato sia per l’eleganza della struttura interna riccamente decorata sia per gli spettacoli teatrali che vi vengono allestiti.&nbsp;</p>	Panicale, lago trasimeno, Umbria, vacanze relax, teatro gioiello,	Teatro Cesare Caporali - Panicale	"Il teatro Caporali sorge all’interno centro storico del borgo di Panicale e merita di essere visitato sia per l’eleganza della struttura interna riccamente decorata sia per gli spettacoli teatrali che vi vengono allestiti.&nbsp; <p>Il teatro ospita infatti la stagione di prosa (circuito TSU), i concerti di Musica Insieme Panicale, l'Opera Barocca, i saggi di danza, oltre che numerosi convegni.</p>

<p>La storia del teatro affonda le sue radici nella ""Società filodrammatica"" fondata nel 1694 da un gruppo di giovani panicalesi.<br />
Nel 1786 la “Società filodrammatica"" confluì in una nuova società chiamata ""Accademia Teatrale"". L’Accademia Teatrale fece costruire da F. Tarducci un piccolo teatro di legno che, a causa della sua posizione, fu chiamato Teatro del Sole.<br />
Nel 1856 a causa di un progressivo degrado a cui era andato incontro, il teatro venne ampliato e modificato e gli fu data una nuova forma. Il progetto di restauro venne affidato all'architetto Giovanni Caproni che modificò la struttura ampliando il palcoscenico, aumentando il numero dei palchi e costruendo, al di sopra di questi, un bel loggione con ringhiera di ferro fuso.<br />
Al perugino Alceste Ricci fu affidato il progetto decorativo che consistette nel dipingere la struttura di legno con una vernice chiara arricchita da stucchi dorati e festoni. Il pittore Mariano Piervittori dipinse invece il telone principale che ritrae il Capitano di ventura Boldrino Paneri di Panicale mentre riceve le chiavi di Perugia. La sala divenne così elegante ed armoniosa e fu aperta al pubblico nel carnevale del 1858 con la nuova denominazione di Teatro Cesare Caporali.<br />
Restaurato negli anni ottanta del XX secolo il teatro è oggi tornato alla sua piena attività.</p> "	Panicale | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	43.0286281	12.097475300000042	Panicale	54037	""	""		[  ]	""
478	Attrattore	it_IT	123501	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pecorino	Pecorino	""	formaggio pecorino, norcineria, valnerina, enogastronomia umbria, vacanze umbria	""	<p>Il pecorino è uno dei più antichi formaggi italiani le cui tecniche di produzione con il passare del tempo sono cambiate molto poco. In quasi duemila anni infatti la tradizione orale ha tramandato le tecniche e gli strumenti di caseificazione, con riferimento ai metodi di cagliazione o coagulazione del latte, alla frantumazione della cagliata, alla compressione, premitura, sgocciolatura, scottatura e salatura, a seconda dei diversi tipi di pecorino che si vogliono ottenere. Il pecorino migliore è quello prodotto tra maggio e giugno, fatto con il latte dei pascoli primaverili. Il pecorino si distingue in fresco (dolce) e stagionato (forte). Il primo si deve mangiare poco dopo la caseificazione mentre il secondo va stagionato in luogo fresco, scuro e poco areato affinchè acquisti sapore con il tempo. Oltre al prodotto fresco o stagionato, sono disponibili pecorini con gusti più delicati (con aggiunta di latte bovino) o aromatizzati alle erbe e al tartufo nero di Norcia. Esistono poi pecorini realizzati secondo particolari procedure di stagionatura: il pecorino di fossa, quello di grotta, quello alla cenere.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
479	Attrattore	it_IT	124716	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/sedano-nero-di-trevi	Sedano nero di Trevi, umbria, fascia olivata unseco, enogastronomia umbria, presidio slow food	""	sedano nero, trevi	""	<p>Nella tradizione di Trevi si vuole che la messa a dimora dei piccolissimi semi neri di sedano avvenga nel giorno della vigilia della Pasqua e che vengano lasciati a germogliare fino a quando la pianta non raggiunge l'altezza di trenta centimetri. Da questo momento e con estrema cura si effettua un progressivo rincalzo (ancora oggi per gran parte manuale) che permette di avere subito dopo l'estate larghe coste dal colore e profumo intenso e coinvolgente. Il sedano nero di Trevi, coltivato in zona fin dal XVII secolo, è uno dei sei Presidi Slow Food della regione.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.8776412	12.748808199999985	""		""	""		[  ]	""
480	Attrattore	it_IT	123767	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/lombetto	Lombetto	""	norcineria, valnerina, umbria, enogastronomia umbra, vacanze slow	""	<p>Secondo alcuni ancora più pregiato del capocollo, il lombetto è realizzato con i lombi, la parte più pregiata del suino. È riconoscibile per la quasi assenza di parti grasse e per il colore delle parti magre, che con la stagionatura tendono inevitabilmente a scurirsi. Una tecnica particolare di conservazione del lombetto è sott'olio, tagliando l'insaccato in fettine di tre-quattro millimetri che vengono poi stratificate in barattolo di vetro e coperte di olio extravergine di oliva arricchito di bacche di ginepro e foglie di alloro. Così facendo la carne si mantiene morbida e può essere consumata anche dopo molte settimane.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
481	Attrattore	it_IT	125512	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/olio-extravergine-d-oliva-dop-umbr-1	Olio extravergine d'oliva DOP Umbria	Olio extravergine d'oliva DOP Umbria: una sola grande qualità con sapori diversi per accompagnare ogni piatto	olio dop umbria, enogastronomia umbria, fascia olivata unesco,	I sapori dell'olio extravergine di oliva dell'Umbria: prova a riconoscere la qualità!	"<table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>L'Umbria è la prima regione italiana ad aver ottenuto il riconoscimento della Dop su tutto il territorio regionale. La denominazione Dop Umbria è accompagnata da cnque menzioni geografiche: Colli Assisi Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli Orvietani, Colli del Trasimeno che devono essere obbligatoriamente presenti nella etichettatura dell'olio. Ognuna si differenzia secondo condizioni pedoclimatiche, varietali, geografiche, tecniche agronomiche e modalità di oleificazione.<br />
			Per tutte le sottozone valgono regole comuni e rigorose in ordine al parametro minimo di acidità, non superiore a 0,65% (contro lo 0,8% del normale extravergine) mentre il controllo del panel test &nbsp;verifica le caratteristiche organolettiche.<br />
			Per facilitare la percezione delle componenti volatili come aromi ed odori, l'olio deve avere la temperatura di circa 28°. Prova a riscaldarlo stringendo il bicchierino con una mano e coprendolo con l'altra. Avvicina il bicchiere al naso ed inspira profondamente. Poi assaggia poche gocce, senza ingerirle: si aspira l'aria portandolo a contatto delle papille gustative. &nbsp;</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div> Di seguito il ""flavour"" (insieme delle sensazioni olfattivie e gustative) delle principali cultivar (varietà di una pianta coltivata) dell'Umbria.<br />
<br />
MORAIOLO: all'olfatto si apre fruttato e vegetale, ricco di sentori che ricordano l'oliva fresca, con note di erbe aromatiche a cui si aggiunge al palato una decisa sensazione di &nbsp;amaro e piccante.<br />
FRANTOIO: al naso si caratterizza con una persistenza netta ed elegante di erba fresca, appena tagliata, con sentori armonici di mela acerba accompagnati al gusto da una giusta sensazione di amaro e piccante.<br />
LECCINO: all'olfatto si apre con un fruttato delicato che ricorda note floreali e di frutta matura accompagnato al palato da armoniche sensazioni di mandorla dolce e lieve amaro e piccante.<br />
SAN FELICE: si presenta con ampie e delicate sensazioni di erba di campo e carciofo, confermate al gusto da un'armonica e leggera sensazione di amaro e piccante.<br />
DOLCIA AGOGIA: al naso si presenta ricco di toni morbidi di mandorla e carciofo, accostati al gusto da una giusta sensazione di amaro e piccante. "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
482	Attrattore	it_IT	24217199	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-rocca-passignano	La Rocca - Passignano	La rocca di Passignano sorge all’interno del paese, in posizione leggermente sopraelevata rispetto all’abitato sviluppatosi successivamente lungo la riva del lago. Passignano&nbsp; significa “Luogo del passo”. Ciò fa riferimento probabilmente all’esistenza di una struttura militare romana che controllava il famoso “Passo”, via di collegamento tra il nord ed il sud della penisola.	Passignano, lago trasimeno, umbria, Sport acquatici, vacanze lago	La Rocca - Passignano	"La rocca di Passignano sorge all’interno del paese, in posizione leggermente sopraelevata rispetto all’abitato sviluppatosi successivamente lungo la riva del lago. Passignano&nbsp; significa letteralmente “Luogo del passo”. Ciò fa riferimento probabilmente all’esistenza di una struttura militare romana che controllava il famoso “Passo”, via di collegamento tra il nord ed il sud della penisola. <p>La rocca è attualmente costituita dai ruderi dell’antica costruzione originaria. Rimangono le mura quadrate, un torrione semidistrutto e la parte settentrionale del castello medievale, con la torre triangolare. Oltre a ciò una serie di viuzze si inerpicano all’interno del centro storico,&nbsp; lasciando intuire come doveva essere la viabilità all’interno del castello.<br />
Le origini della rocca sono da far risalire al periodo longobardo (V/VI secolo), ma probabilmente le mura quadrate sorsero tra l’820 e l’850 e furono edificate dai marchesi di Toscana, proprietari fino al XI secolo.<br />
Nel 1187 la rocca passò sotto il capitolo della cattedrale di San Lorenzo (Perugia). Poco dopo, nel 1202, iniziarono i lavori di ampliamento. Fu così trasformato in un vero e proprio castello fortificato, capace di difendere i territori perugini sul versante toscano. All’interno delle mura furono inglobate le case intorno.<br />
Durante tutto il medioevo, il castello di Passignano cambiò numerose volte proprietario subendo saccheggi e razzie. Ma è soprattutto dopo la guerra tra il ducato di Toscana e lo stato pontificio (1479),&nbsp; che il suo aspetto subì numerose modifiche. Vennero distrutte molte torri e danneggiate numerose abitazioni.&nbsp;<br />
In epoca rinascimentale si susseguirono numerosi scontri per il possesso della roccaforte tra alcune delle più importanti famiglie della zona: i Della Corgna, i Baglioni e i Degli Oddi. Fu anche coinvolto nella “Guerra Barberina”, avvenuta tra le truppe papali e quelle toscane del granduca Ferdinando II.<br />
Solo nel 1778 ne venne demolita una parte, per consentire un miglior transito alle carrozze. Tra il 1816 ed il 1817, il Governo Pontificio decise la demolizione di tutto il complesso, ordinando che il materiale proveniente dalle torri e dalle mura venisse usato per sollevare il livello stradale. Infatti, più volte, il lago aveva straripato, inondando e danneggiando le case sulla riva.</p>

<p><br />
Per informazioni:<br />
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Trasimeno<br />
P.zza Mazzini, 10 - 06061 Castiglione del Lago&nbsp;<br />
Tel. 0759652484 - 0759652738 - Fax 0759652763&nbsp;<br />
info@iat.castiglione-del-lago.pg.it</p>

<p>Bibliografia<br />
Gurrieri O. (1988), Il lago Trasimeno e il suo territorio : Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano, Piegaro, Tuoro, le isole, Perugia, Benucci.&nbsp;<br />
Amoni D. (1999), Castelli fortezze e rocche dell'Umbria, Perugia, Quattroemme.<br />
Festuccia L. (1999), Guida a Passignano sul Trasimeno, Perugia, Duca Della Corgna.</p> "	Passignano sul Trasimeno | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1876296	12.134165400000029	""		""	""		[  ]	""
483	Attrattore	it_IT	3524028	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-di-isola-polvese	Rocca di Isola Polvese	La rocca si trova nell'isola Polvese che, insieme all'isola Maggiore e alla Minore, occupa il bacino del Lago Trasimeno.	Lago Trasimeno, Isola polvese, Umbria, sport acquatici, vacanza lago, vacanza bambini	Rocca di Isola Polvese	"La rocca si trova nell'isola Polvese che, insieme all'isola Maggiore&nbsp;e alla Minore, occupa il bacino del Lago Trasimeno. Delle tre isole la Polvese è quella più estesa e oggi si caratterizza per la sua folta coltivazione di olivi.<br />
Si ritiene che fosse popolata già dall'anno Mille, poiché le sponde del lago non erano tanto sicure.<br />
Nel censimento del 1282 l'insediamento era classificato come ""Villa"", e così resterà fino al 1438, anno in cui fu denominata ""Castrum"".<br />
Alla fine del XIV secolo per i danni subiti dalle varie lotte per l'egemonia del territorio, come la distruzione di barche e arnesi da pesca, l'isola Polvere fu quasi totalmente abbandonata.<br />
Solo nel Quattrocento gli ottantatre abitanti dell'isola decisero di erigere la rocca a loro difesa e del piccolo gruppo di religiosi olivetani che vi dimoravano.<br />
Nel 1437 a causa del grande freddo e delle intense nevicate, le acque del lago Trasimeno si gelarono.<br />
Nel XVII secolo la rocca divenne sede del Governatore del Lago, ma già da prima, quando i monaci si trasferirono, a causa della malaria e del clima umido, presso il monastero di Sant'Antonio, la rocca cominciò a decadere.<br />
Dopo alcuni passaggi di proprietà a diverse famiglie importanti, nel XIX secolo l'ordine dei Camaldolesi vendette la rocca al conte Vincenzo Pianciani di Spoleto, che vi creò una riserva di caccia ricca di fagiani e lepri.<br />
Per oltre mezzo secolo la famiglia Pianciani organizzò battute di caccia a cui partecipava tutta la nobiltà umbra e romana.<br />
Nel 1939 il nuovo proprietario, Biagio Biagiotti, edificò nuovi fabbricati e strade, impiantando anche numerosi olivi.<br />
Dal 1973 appartiene all'amministrazione Provinciale di Perugia, e nel 1974 è stata dichiarata oasi di protezione faunistica. "	Castiglione del Lago | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1164817	12.138974599999983	Castiglione del Lago	54009	""	""		[  ]	""
484	Attrattore	it_IT	5429651	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-prio-1	Palazzo dei Priori - Corciano	Il palazzo dei Priori e della Mercanzia si trova lungo il corso principale di Corciano, corso Rotelli, dove si allineano tutti i palazzi pubblici che documentano la rilevanza politica ed economica del Castello nel Medioevo.	Corciano, Umbria,  Palazzo medievale Priori, borgo umbria, Perugia	Palazzo dei Priori - Corciano	Il palazzo dei Priori e della Mercanzia si trova lungo il corso principale di Corciano, corso Rotelli, dove si allineano tutti i palazzi pubblici che documentano la rilevanza politica ed economica del Castello nel Medioevo. Esternamente i quattro archi, di cui tre tamponati, indicano il loggiato dove anticamente si teneva il mercato, mentre al piano superiore, da menzionare, il grande salone in cui si svolgevano le pubbliche adunanze. 	Corciano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi.png/f1a5a7db-2275-4615-a067-1cb1b0c0d742?t=1423749271341	43.1245184	12.288374900000008	Corciano	54015	""	""		[  ]	""
485	Attrattore	it_IT	3035189	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-dei-cavalieri-di-malta	Castello dei Cavalieri di Malta	Nato come ospedale dei Cavalieri Gerosolimitani, attuali Cavalieri di Malta, e intitolato a S. Giovanni Battista, il nucleo originario del castello fu edificato alla metà del secolo XII non lontano dall’importante asse viario tra Perugia, il Trasimeno e la Toscana.	Cavalieri di Malta, Lago Trasimeno, castello cavalieri, Umbria, Magione	Castello dei Cavalieri di Malta	"Nato come ospedale dei Cavalieri Gerosolimitani, attuali Cavalieri di Malta, e intitolato a S. Giovanni Battista, il nucleo originario del castello fu edificato alla metà del secolo XII non lontano dall’importante asse viario tra Perugia, il Trasimeno e la Toscana. Anche se alcuni ritengono che la struttura sia stata in origine di proprietà dei cavalieri Templari, poi passata ai Gerosolimitani, non vi sono documenti che attestino tale proposta. Al contrario, tutti i documenti duecenteschi tendono a mostrare come lo stesso sia sempre appartenuto agli attuali proprietari. Questo ospedale, nel marzo 1261, fu quasi totalmente distrutto dalle milizie del comune di Perugia; della struttura originaria rimase parzialmente in piedi soltanto la chiesa, la base della torre campanaria e alcune parti dell’attuale ala occidentale. Ristrutturato già nella seconda metà del Duecento, nel 1367 fu ampliato nella parte orientale, mentre nel 1471 si realizzò un primo loggiato sopra la chiesa e, probabilmente, la torre circolare alla sinistra dell’ingresso attuale. Nel corso del secolo XVI si costruirono altri loggiati, gli stessi che possono ancora vedersi sui tre lati del cortile interno, inglobando in essi alcune parti di quelli quattrocenteschi. Fu probabilmente in occasione di questi nuovi lavori, o poco prima degli stessi, che all’interno della chiesa furono realizzati i due affreschi raffiguranti la Natività e una composizione con la Vergine, S. Giovanni Battista e S. Giacomo. Altri lavori, ma di minor entità, si ebbero nel 1644, quando fu costruito il puteale in pietra arenaria su una cisterna preesistente.<br />
Il nome Badia, con il quale i magionesi chiamano questa struttura, si è affermato in epoca moderna, quando il termine Magione passò dall’indicare la stessa, cosa che avveniva ancora nel secolo XVI, a designare il paese in luogo del più antico Pian di Carpine. Del resto, già sul finire del Quattrocento, nella documentazione è riportata l’abbatia Mansionis Plani Carpinis. Attualmente la struttura è il centro operativo di una vasta azienda agricola, i cui prodotti si connotano per un’elevata qualità. I diversi tipi di vino sembrano quasi esaltare il proprio sapore all’interno delle antiche mura del castello, incontrando il generale apprezzamento di coloro che lo bevono. Tale è la sua bontà da rendere attuale quanto già sostenuto dall’umanista Giannantonio Campano che, alla metà del secolo XV, affermava come poche erano le contrade in cui si producevano vini migliori di quelli prodotti attorno al Trasimeno. <p>Per maggiori informazioni:</p>

<p><a href=""http://www.castellodimagione.it"" target=""_blank"">www.castellodimagione.it</a></p> "	Magione | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1421257	12.203915000000052	Magione	54026	""	""		[  ]	""
486	Attrattore	it_IT	23475773	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-parco-del-monte-tezio	Il Parco del Monte Tezio	<p>Alla scoperta di un mondo fatto di storia, natura incontaminata, panorami mozzafiato e piccoli borghi.</p>	Monte Tezio, parco del Monte Tezio, natura in Umbria, Umbria, Umbria itinerari, Umbria viaggio, Umbria vacanza, sport in Umbria, trekking in Umbria, parchi in Umbria	Il Parco del Monte Tezio: natura, storia e trekking	"<p>Il Monte Tezio e i rilievi che lo circondano hanno un fascino ineguagliabile grazie alla loro struttura, al tempo stesso dolce e aspra, e ai colori della macchia mediterranea che ne arricchisce i fianchi.</p> <p>Situato a nord di <a href=""/-/perugia"">Perugia</a>, il Monte Tezio è un rilievo montuoso di 961 metri che divide la pianura del fiume Tevere, ad est, dalle colline che degradano verso il lago Trasimeno, ad ovest.</p>

<p>L’ampiezza dei panorami è tale che consente di ammirare sia la catena appenninica centrale, fino alla vetta del Gran Sasso d’Italia, sia la distesa del Lago Trasimeno con le vette che lo separano dalla Toscana.&nbsp;</p>

<p>La <strong>vegetazione</strong> è varia e abbondante: la dorsale che va da Monte Tezio a Monte Acuto (che domina la città di <a href=""/-/umbertide"">Umbertide</a>), è caratterizzata da lecci, a quote basse, mentre salendo si può trovare carpino nero, orniello, cerro, roverella e acero. Nell’area pedemontana, regna la macchia mediterranea con ginepro, comune e rosso, biancospino, rovi, ginestra e prugnolo. Scendendo ancora si raggiungono le colline con i loro paesaggi agricoli, olivi e seminativo.</p>

<p>La <strong>fauna selvatica</strong>, invece, vede la presenza, seppur limitata, di daini e caprioli, ma anche cinghiali, volpi, istrici, tassi e scoiattoli. Tra i volatili sia stanziali che migratori, si trovano diverse specie di falchi, tra cui Biancone e Astore, oltre a poiane, gufi, civette, gheppio, ghiandaia, il picchio verde, il rampichino o il picchio muratore, il verzellino, il cardellino, la cinciallegra, la capinera.&nbsp;</p>

<p>Peculiarità del territorio sono le importanti <strong>testimonianze storiche</strong> disseminate nell'area, che confermano la presenza umana in queste zone sin da tempi antichi: castelli protostorici, tombe etrusche, ruderi di castelli, acquedotti e antiche neviere che s'integrano con il paesaggio circostante in perfetta armonia.</p>

<p>Il Tezio era un luogo di culto, dove i figli delle nobili famiglie romane venivano inviati per studiare le stelle, i fulmini, il volo degli uccelli e le pratiche divinatorie dei sacerdoti aruspici.</p>

<p style=""margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"">&nbsp;</p>

<p>Queste caratteristiche rendono il Parco del Monte Tezio un luogo ideale per dedicarsi al<strong> trekking</strong> e alle escursioni, grazie ai tanti itinerari che è possibile percorrere, adatti non solo agli appassionati di montagna, ma anche a tutti coloro che amano l'arte e la storia.</p>

<p>Avrai la possibilità di immergerti in un mondo fatto di vecchie mulattiere, di boschi, di alberi monumentali, di paesaggi improvvisi con tramonti mozzafiato sul lago Trasimeno. E ancora uccelli, pascoli, rocce di varia forma, torrenti e cascate, fragori, rumori e odori da sperimentare e sentire con tutti i sensi, nel silenzio della natura, nei vari periodi dell'anno.<br />
Lungo il cammino sarà facile incontrare piccoli borghi, chiesette di campagna, torri, castelli con le loro storie e siti archeologici delle antiche civiltà qui insediate, in una terra di confine e di incontro tra Umbri ed Etruschi.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Per i dettagli sugli itinerari, clicca <a href=""http://itinerari2013.comune.perugia.it/"" target=""_blank"">qui</a>.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni e i prossimi eventi:</strong></p>

<p><a href=""http://www.montideltezio.it/"" target=""_blank"">http://www.montideltezio.it/</a></p> <p><span style=""font-size:12px;""><em>Fonti</em></span></p>

<p><span style=""font-size:12px;"">Dépliant Eventi2012 organizzati dall’ Associazione Monti del Tezio</span></p>

<p><span style=""font-size:12px;"">2° guida dei Sentieri, castelli e pievi del perugino. Testi di Francesco Brozzetti</span></p>

<p><span style=""font-size:12px;"">Associazione culturale Monti del Tezio</span></p> "	Perugia | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.2	12.350000000000023	""		""	""		[  ]	""
487	Attrattore	it_IT	29003681	90422 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-del-giocattolo-di-perugia	Museo del Giocattolo di Perugia	<p>Nella zona di San Marco a Perugia, sotto la vecchia ciminiera di una storica fornace, si trova un ampio locale che ospita il Museo del Giocattolo: in circa 300mq di spazio è possibile ammirare la collezione che consta di circa 2000 giocattoli d'epoca, dal '700 ai giorni nostri.</p>	""	Museo del Giocattolo di Perugia	"<p>Nella zona di San Marco a Perugia, sotto la vecchia ciminiera di una storica fornace, si trova un ampio locale che ospita il <strong>Museo del Giocattolo</strong>: in circa 300mq di spazio è possibile ammirare la collezione che consta di circa 2000 giocattoli d'epoca, dal '700 ai giorni nostri.</p> <p>Il percorso espositivo si snoda attraverso varie tematiche: la scuola di un tempo, i giocattoli e l'alimentazione, i giocattoli del lavoro, i giocattoli dello spazio, la città e la campagna, il teatro, il circo, il pre-cinema.</p>

<p>Il Museo è uno spazio aperto al gioco e alla creatività nelle varie proposte che offre: mostre a tema, eventi, laboratori e visite guidate.</p>

<p>La particolarità del Museo sta nel fatto che non tutti i giocattoli sono collocati nelle bacheche, ma si trovano in grandi tavoli dove sono costruite vere e proprie ""scenette"" e dove si possono ammirare da vicino i giochi e, tramite un operatore, anche vederne il funzionamento.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Il Museo è aperto, su prenotazione, tutti i giorni.</p>

<p>Giorno di apertura: domenica dalle 16 alle 18.30</p>

<p>Per prenotare le visite guidate al museo del giocattolo, contattare:</p>

<p>Giulia Zeetti 3407936887</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.museodelgiocattoloperugia.com"" target=""_blank"">www.museodelgiocattoloperugia.com</a></p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
488	Attrattore	it_IT	29007020	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/oratorio-di-san-bernardino	Oratorio di San Bernardino	<p>L'Oratorio di San Bernardino rappresenta il massimo esempio di arte rinascimentale a Perugia.</p>	umbria, arte in umbria, san francesco al prato perugia, oratorio di san bernardino perugia, agostino di duccio	Oratorio di San Bernardino	"<p>L'Oratorio di San Bernardino rappresenta il massimo esempio di arte rinascimentale a Perugia.</p> <p>Fu eretto nel 1452 sulla sinistra di <a href=""/-/san-francesco-al-prato"">San Francesco al Prato</a> in onore del santo, che spesso si recava a Perugia per predicare al popolo proprio sul prato davanti alla chiesa francescana.</p>

<p>L’elegante<strong> facciata</strong> policroma a finissimi rilievi è un capolavoro di <strong>Agostino di Duccio</strong>, scolpita tra il 1457 e il 1461.</p>

<p>Due pilastri laterali, ciascuno con due tabernacoli, sostengono un frontone e chiudono lo spazio mediano, che ha un portale gemino sormontato da una grande lunetta.</p>

<p>A partire da questi elementi architettonici si dispone la decorazione scultorea di Agostino di Duccio, col predominio dei bassorilievi e dei panneggi molto mossi delle figure.</p>

<p>Nel timpano si vede <em>Gesù benedicente tra angeli e serafini</em>, sovrastante <em>l'iscrizione AVGVSTA PERVSIA MCCCCLXI</em>. I tabernacoli superiori hanno le statue dell'<em>Arcangelo Gabriele </em>e di <em>Maria annunciata</em>, mentre quelli inferiori i patroni di Perugia, <em>Sant'Ercolano </em>e <em>San Costanzo</em>. La lunetta mostra <em>l'Ascensione di san Bernardino in una mandorla, tra angeli musicanti e cherubini</em>. Sull'architrave del portale e sotto le due nicchie superiori, <em>cinque storie della vita del santo</em>.&nbsp; Negli stipiti del portale <em>Sei Virtù francescane e Sei gruppi di angeli musicanti</em>.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>L'<strong>interno</strong>, invece, è a tre campate di volte gotiche costolonate.</p>

<p>Alla parete destra il <em>Gonfalone di San Francesco al prato</em> di Benedetto Bonfigli.</p>

<p>L'altare maggiore è costruito con un sarcofago cristiano (metà del IV secolo), in cui fu sepolto il beato Egidio dalla fine del XIII secolo al 1887. È del tipo a colonne con al centro Cristo in trono, tra la personificazione dell'Ecclesia e Apostoli; il coperchio è decorato da <em>Scene del Vecchio Testamento</em>, in particolare <em>l'Arca di Noè e Giona</em>.</p>

<p>A sinistra si vede la lastra tombale di fra' Angelo, responsabile dell'erezione dell'oratorio; poco lontano, la Deposizione, copia da Raffaello di Orazio Alfani.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Dietro l'altare, due porte immettono nell'<strong>oratorio dei Santi Andrea e Bernardino</strong>, con splendido soffitto a cassettoni intagliati e decorati (1558). Seggi, stucchi e pitture risalgono al XVIII e XIX secolo, con opere di Gaetano Lapis, Marcello Leopardi, Vincenzo Ferreri.</p>

<p>Nella sagrestia dell'oratorio si trova la Cappella Baldeschi, in cui è custodita la tomba del giureconsulto Bartolo di Sassoferrato, morto nel 1357.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte: AA.VV., Umbria (""Guida rossa""), Touring Club editore</em></p> "	Perugia | L'arte in Umbria	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
489	Attrattore	it_IT	123842	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/porchetta	Porchetta	""	porchetta umbria, enogastronomia umbria, norcineria, Vacanze umbria, agriturismo umbria	""	"<p>La porchetta è uno dei principali prodotti della norcineria umbra, tanto da poter vantare una filiera produttiva a sé stante fatta di soggetti specializzati esclusivamente alla sua produzione e commercializzazione: dalla fase di allevamento dei suini, di pezzatura particolare, fino al porchettaro, che con il suo chiosco ambulante è presente in molte occasioni di incontro tradizionali: feste paesane, sagre, mercati rionali, etc. Per la sua preparazione vengono scelti animali di piccole/medie dimensioni che vengono successivamente riempiti di erbe aromatiche e di spezie e cotti nel forno a legna per diverse ore. Solo infatti un'accurata cottura riesce a dorare la cotica esterna, apprezzata solo se ben croccante, e al tempo stesso ben cuocere la carne all'interno. È opinione condivisa che l'area con maggiori tradizioni ed abilità artigianali sia quella di Costano, nei pressi di Assisi, dove dovrebbe addirittura sorgere un ""museo della porchetta"".</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.043333	12.533611000000064	""		""	""		[  ]	""
490	Attrattore	it_IT	123429	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/caciotta	Caciotta	""	Valnerina, enogastronomia umbria, Cascia, Santa rita, caciotta, fior di cacio, norcineria	""	<p>Ricavato dal miglior latte del bestiame al pascolo nel periodo primaverile, la caciotta (o cacio fiore) rappresenta uno dei più tradizionali formaggi vaccini italiani. Il cacio fiore viene confezionato in caciotte fresche, di sapore delicato ed aromatico, ricavate dal latte intero appena munto e può essere consumato in innumerevoli modi: come parte di un antipasto, come piatto principale, con insalate o come dessert. Un'altra combinazione assai apprezzata è quella con la torta al testo farcita con verdure selvatiche di campo. Nella tradizione gastronomica, il cacio fiore più pregiato è quello prodotto nell'area del Pian di Chiavano, nei pressi di Cascia, per l'intenso aroma conferitogli dai pascoli della zona.</p> 	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.938004	12.62162109999997	""		""	""		[  ]	""
491	Attrattore	it_IT	124674	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cipolla-di-cannara	Cipolla di Cannara	""	Cannara, Umbria, Cipolla di cannara, superfood,	""	"<p>Cannara, area limitrofa ad Assisi storicamente vocata alla coltivazione delle cipolle, è luogo dove ancora oggi resistono usi e costumi strettamente legati a questo particolare prodotto. Ne è fedele testimonianza l'annuale sagra che coincide con il periodo della raccolta, quando è possibile assistere alla tradizionale legatura delle cipolle nelle caratteristiche ""trecce"" che facilitano la conservazione e l'uso del prodotto. Le testimonianze sulle proprietà gastronomiche e terapeutiche della cipolla ci giungono fin dal seicento, quando veniva utilizzata per la preparazione di zuppe con rape, bietole e piselli. Tutte preparazioni ancora vive negli usi locali, pieni di ricette capaci di valorizzarla.</p> "	Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9919438	12.58235400000001	""		""	""		[  ]	""
492	Attrattore	it_IT	20751184	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-delle-sculture-a-brufa	Parco delle sculture a Brufa	"<p>Il progetto ""Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell'Arte"" è nato nel 1987 con l'obiettivo di portare avanti un'esperienza artistica originale e moderna: la costituzione di un vero e proprio museo en plein air.</p>"	""	Parco delle sculture a Brufa	"<p>Il progetto ""Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell'Arte"" è nato nel 1987 con l'obiettivo di portare avanti un'esperienza artistica originale e moderna: la costituzione di un vero e proprio museo en plein air.</p> <p>Ogni anno, da allora, uno scultore viene invitato ad esporre i propri lavori per le strade che dominano i vigneti e le piazzette del borgo, acquisendo un'opera per ciascun artista.</p>

<p>Il risultato, sempre in divenire, è un percorso di sculture contemporanee realizzate da artisti di fama nazionale ed internazionale in un armonioso connubio tra natura, paesaggio urbano, paesaggio rurale e scultura contemporanea, che si snoda lungo il crinale della collina di Brufa, nel comune di Torgiano.</p>

<p>Gli spazi destinati all’installazione permanente delle opere vengono individuati su indicazione dell’artista che vive e studia il territorio per conoscerlo in ogni sua forma, in modo tale che le sculture risultino sempre un vero e proprio arricchimento dell’ambiente circostante e, senza intaccare gli elementi caratterizzanti, creino un nuovo itinerario naturale e culturale.</p>

<p>&nbsp;</p>
<iframe allow=""autoplay; encrypted-media"" allowfullscreen="""" frameborder=""0"" height=""411"" src=""https://www.youtube.com/embed/YljktkeiW2A"" width=""730""></iframe> <p><strong>Opere installate</strong></p> <p>1987 Massimo Pierucci - Brufa</p>

<p>1988 Marcello Sforna - L’Equilibrista</p>

<p>1989 Mario Pizzoni - La Serena di Tuoro</p>

<p>1990 Agapito Miniucchi - Thaun</p>

<p>1991 Giuliano Giuman - Ianuae</p>

<p>1992 Aurelio De Felice- La montanara</p>

<p>1993 Bruno Liberatore- Torri</p>

<p>1994 Nino Caruso - La porta di Dioniso</p>

<p>1995 Loreno Sguanci- Il grande segno</p>

<p>1996 Umberto Mastroianni - Primavera per Brufa</p>

<p>1997 Mirta Carroli - Il tempio delle voci&nbsp;</p>

<p>1998 Carlo Lorenzetti - Arc-en-ciel</p>

<p>1999 Joaquin Roca Rey - Sursum corda</p>

<p>2000 Nicola Carrino - Progetto Brufa Costruttivo modulo L</p>

<p>2001 Giuliano Giuliani - Tronco</p>

<p>2002 Gino Marotta- Grande Alone</p>

<p>2003 Eliseo Mattiacci- Porta di Castelgrifone</p>

<p>2004 Mauro Staccioli- Brufa 04</p>

<p>2005 Valeriano Trubbiani - Volo frenato&nbsp;</p>

<p>2006 &nbsp;Pietro Cascella - Fontanina&nbsp;</p>

<p>2007 &nbsp;Teodosio Magnoni - Ara&nbsp;</p>

<p>2008 &nbsp;Federico Brook - Le nuvole di Brufa&nbsp;</p>

<p>2009 &nbsp;Umberto Corsucci - Vitalità&nbsp;</p>

<p>2010 &nbsp;Ettore Consolazione - Contro tutti i terrorismi&nbsp;</p>

<p>2011 &nbsp;Beverly Pepper - Broken Circle&nbsp;</p>

<p>2012 &nbsp;Federica Marangoni - Un volo impossibile&nbsp;</p>

<p>2013 &nbsp;Marco Mariucci - L’uomo di Brufa&nbsp;</p>

<p>2014 &nbsp;Tito Amodei - Vibrazioni&nbsp;</p>

<p>2015 &nbsp;Paolo Pasticci - Macina umana</p>

<div>&nbsp;</div>

<div>&nbsp;</div>

<p>Fonte:&nbsp;<a href=""http://www.scultoriabrufa.it/"" target=""_blank"">http://www.scultoriabrufa.it/</a></p> "	Torgiano | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0588811	12.473302099999955	Torgiano	54053	""	""		[  ]	""
493	Attrattore	it_IT	122426	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/grechetto-di-todi	Grechetto di Todi	""	""	""	"<p>Il <strong>grechetto di Todi </strong>è un antico vitigno autoctono del territorio, già menzionato da Plinio il Vecchio nelle pagine della Historia Naturalis.&nbsp;<br />
L’autore, descrivendo un particolare tipo di vite, dal caratteristico retrogusto amarognolo scriveva: “<em>Peculiaris est tudernis</em>” ovvero: è tipico di Todi.</p>

<p>Dal 2003 è considerato geneticamente come unico e differente dal Grechetto di Orvieto. Seppur diversi, entrambi hanno comunque dei tratti identitari simili derivanti dalla comune appartenenza all'ampia famiglia dei Greci.<br />
È prodotto sotto la denominazione<strong> Todi Doc</strong>, che comprende i comuni di Collazzone, Massa Martana, Monte Castello di Vibio e Todi.</p>

<p>Si tratta di un vino bianco dal colore giallo paglierino con riflessi dorati; l'odore è leggermente vinoso ma delicato, mentre il sapore può variare dal secco al leggermente abboccato, vellutato, pieno, con retrogusto lievemente amarognolo, fruttato, caratteristico.</p>

<p>È ottimo per accompagnare primi piatti non molto strutturati, carni bianche, pesce alla griglia e formaggi a pasta morbida.&nbsp;</p> "	I vini e l'olio | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi34.png/952587c2-7882-4bd3-8f9f-fa1d4a480ad3?t=1423749276634	42.7819352	12.406568600000014	""		""	""		[  ]	""
494	Attrattore	it_IT	5428683	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/campello-alta	Campello sul Clitunno   Alta	Il castello di Campello,&nbsp;costruito nel XI secolo dal barone di Borgogna Rovero di Champeaux, è un insediamento fortificato posto sulla sommità di un colle, in posizione dominante sulla valle spoletina.	Campello sul Clitunno, Unesco, Castello	Campello Alta	"Il castello di Campello,&nbsp;costruito nel XI secolo dal barone di Borgogna Rovero di Champeaux, è un insediamento fortificato posto sulla sommità di un colle, in posizione dominante sulla valle spoletina. <p>L'intatta cinta muraria, a pianta circolare, rende unico il piccolo borgo cresciuto lungo la via di accesso verso il versante di pianura.</p>

<p>Campello, sorto tra la zona collinare e quella montana, conserva inalterati i caratteri del paesaggio medievale: il castello, il borgo, le case torri vicino alle mura, i piccoli campi circondati da siepi, le bianche strade di accesso segnate dalla vegetazione, le Maestà agli incroci e i terrazzamenti pieni di olivi.</p>

<p>Il castello mantiene integra gran parte della struttura trecentesca sia nei lunghi tratti ben conservati delle mura e delle torri che nell'edilizia minore interna ed esterna al centro fortificato.&nbsp;</p>

<p>L'unica porta di accesso conserva gli apparati difensivi e l'edificio pubblico posto a fianco della chiesa, che si apre su una suggestiva piazzetta pavimentata con il tipico acciottolato della zona. La chiesa di San Donato, di origine romanica, è stata più volte rimaneggiata in epoca barocca, soprattutto nell'interno, dove sono emersi affreschi votivi riferibili al XV secolo.</p>

<p>Il castello fu fondato verso la metà del X secolo da <strong>Rovero di Champeaux</strong>, da cui sarebbe derivata la famiglia dei conti di Campello, che ne ebbe la signoria.</p>

<p>Federico I, Enrico VI e Federico II confermarono sempre la giurisdizione del castello ai conti di Campello perché sostenitori gli Svevi contro la Chiesa. Papa Onorio III,&nbsp; condannando la famiglia Camplello,&nbsp; li definì ""figli del diavolo"". L'animosità dei conti di Campello contro la Chiesa si manifestò anche nel 1326 con Argento Campello. Verso la metà del XIV sec. il castello venne messo a ferro e fuoco da Pietro Pianciani, signore di Spoleto.&nbsp;Fu fatta strage di persone, saccheggiate le case, distrutte le torri, il palazzetto dei conti e la chiesa. Molti riuscirono a riparare nei boschi, attraverso segreti cuniculi sotterranei, altri obbligati a giurare al nuovo signore. Da quel periodo e fino al XVIII secolo il castello rimase unito alla città di Spoleto; divenne poi comune autonomo.</p>

<p><br />
Nella vicina località <strong>Pian delle Rotte</strong>, l'esplorazione di una cavità naturale ha portato alla luce un nucleo di ceramiche d'impasto grossolano ascrivibili all'antica (XVIII-XVII) e media (XVI-XV) Età del Bronzo. I vasi, rinvenuti schiacciati dalla terra, lascerebbero &nbsp;supporre un uso rituale della grotta. In generale, i siti dell'area risalenti all'Età del Bronzo si collocano ai margini della pianura alluvionale o sulle alture, cioè al riparo dai problemi causati dalle acque della pianura.</p> "	Campello sul clitunno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.8300014	12.769246599999974	Campello sul Clitunno	54005	""	""		[  ]	""
495	Attrattore	it_IT	5428798	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-di-pissignano	Castello di Pissignano	<p>Il castello di Pissignano, a pianta triangolare, deve il nome al temine latino <strong>Pissinianum</strong>, cioè luogo della piscina, che era posta nei pressi&nbsp; del Tempietto sul Clitunno, accanto alle famose Fonti del Clitunno.</p>	Campello sul Clitunno, castello medievale, fonti del Clitunno, Tempietto, Unesco	Castello di Pissignano	"Il castello di Pissignano, a pianta triangolare, deve il nome al temine latino <strong>Pissinianum</strong>, cioè luogo della piscina, che era posta nei pressi&nbsp; del Tempietto sul Clitunno, accanto alle famose Fonti del Clitunno. Come la tipologia dei castelli nati sui pendii delle colline ha pianta triangolare, con la torre di vertice alta e slanciata, sotto la quale se ne trova un'altra a pianta pentagonale, utilizzata in passato come campanile della parrocchiale.<br />
Le case sono disposte a terrazzi degradanti e ancora mantengono l'impronta medioevale, tra queste, interessanti, sono i resti di un palazzetto che era l'abitazione dei signori feudali.<br />
Il castello fu edificato nei secoli XI e XII, quando una comunità benedettina decise di cingere con mura il piccolo nucleo abitativo della zona. La struttura difensiva vera e propria, però, nacque grazie al barone tedesco Sancio, che venne in Italia al seguito dell'imperatore Corrado II (990-1039).<br />
Sappiamo che nel luglio del 1155 ospitò Federico Barbarossa, e nel 1213 apparteneva al duca Diopoldo, che lo donò in proprietà a Spoleto in cambio dell'aiuto contro la vicina Trevi. Fu così feudo dei nobili spoletini Sansi.<br />
Successivamente, per un breve periodo, passò di proprietà alla famiglia Trinci di Foligno, ma dopo pochi mesi papa Martino V lo assegnò al governatore di Perugia.<br />
Il castello a metà del Quattrocento contava duecentoquaranta abitanti.<br />
Nei secoli successivi divenne proprietà di diverse personalità storiche importanti, e ognuno di loro contribuì al rafforzamento difensivo del castello.<br />
Nel 1571 a Pissignano fu istituita la sede della posta pontificia.<br />
Purtroppo nel Giugno del 1799 il castello fu devastato dalle truppe francesi, che saccheggiarono l'intera comunità, portando via anche tutto ciò che c'era all'interno della chiesa di San Sebastiano.<br />
Dal 1860 è frazione del comune di Campello sul Clitunno, ma durante il periodo fascista fu sede di un campo di concentramento.<br />
Recentemente è stato restaurato e adibito a centro residenziale, all'interno si tengono annualmente convegni internazionali. "	Campello sul clitunno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.8374619	12.760100599999987	Campello sul Clitunno	54005	""	""		[  ]	""
496	Attrattore	it_IT	3237393	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-santa-croce-di-sassovivo	Abbazia di Santa Croce di Sassovivo	L'Abbazia di Sassovivo si trova a pochi chilometri da Foligno, in direzione Camerino; imponente alla vista, arroccata alle pendici del Monte Aguzzo, la sua mole di pietre calcaree si staglia sul cupo bosco di lecci che ricopre le pendici dei monti circostanti. È una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina nella Valle Spoletina.	Sassovivo, Foligno, Benedettini, Umbria spiritualità,	Abbazia di Santa Croce di Sassovivo	"L'Abbazia di Sassovivo si trova a pochi chilometri da&nbsp;Foligno, in direzione Camerino; imponente alla vista, arroccata alle pendici del Monte Aguzzo, la sua mole di pietre calcaree si staglia sul cupo bosco di lecci che ricopre le pendici dei monti circostanti. È una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina nella Valle Spoletina. <p>Il complesso abbaziale è racchiuso in una cinta muraria e si sviluppa intorno a due cortili (chiostri) determinati dalle costruzioni che nel tempo sono state realizzate.<br />
Il primo dei chiostri è situato a monte ed è delimitato dalla chiesa, da due dormitori e dall'edificio che ospita la cucina; l'altro è collocato a valle, a forma di rettangolo allungato, circoscritto dalla residenza dell'abate ed dai locali detti dell'Infermeria.<br />
Il chiostro a monte è rarissimo esempio di architettura e scultura romanica (1229). A pianta rettangolare, è costituito da un cortile circondato da un delicatissimo portico composto da 128 colonnine binate, lisce o spiraliformi, con capitelli a giglio, sorreggenti 58 archi a tutto sesto che poggiano su un muretto. Al di sopra degli archi vi è una bella trabeazione classica con marmi colorati e due cornici in mosaico.<br />
Le singole parti delle arcate vennero eseguite a Roma nel laboratorio dei Vassalletto, marmorari romani, e successivamente trasportati e montati in loco, mentre le cornici in mosaico furono realizzate sul posto da&nbsp; Nicola Vassalletto.<br />
Sulle pareti del chiostro vi sono tracce di intonaco dipinto che fanno presupporre lo sviluppo di una decorazione su tutta la superficie delle stesse. In particolare nel braccio nord è possibile ammirare una lunetta affrescata raffigurante l'immagine della Vergine in trono col bambino in braccio (1280).<br />
Al centro del cortile è situata una vera di pozzo del 1623 sormontata da una delicata struttura in metallo, posta in loco dopo il restauro della cisterna (1340).<br />
Dal chiostro si può accedere al Monastero ed al grande refettorio con la parete di fondo decorata con un affresco datato 1595, rappresentante l'Ultima Cena; ulteriori frammenti di affreschi monocromi del primo ‘400, si possono apprezzare sulle pareti della Loggia del Paradiso, un ambiente di passaggio tra l'esterno e l'interno del complesso monastico.<br />
La prima struttura dell'abbazia venne realizzata nel 1082 ad opera dell'eremita Mainardo, partendo da un edificio situato all'interno di un recinto fortificato incompleto. L'eremita lo portò a termine dandogli forma pressoché quadrata, realizzò la chiesa e dispose la cucina con il refettorio nell'edificio originario; inoltre edificò un nuovo corpo di fabbrica adibito a dormitorio, ortogonale al primo.<br />
Agli inizi del 1200, l'abate Niccolò fece ampliare la chiesa e realizzò un dormitorio sul lato sud-est, ridefinendo lo spazio per la costruzione del primo chiostro, realizzato dal maestro romano Pietro de Maria. Furono costruiti i locali detti dell'Infermeria e la residenza dell'abate in adiacenza con il muro di cinta preesistente, dando luogo ad un secondo chiostro posto tra le celle e la nuova fabbrica dove erano anche i servizi per i pellegrini e gli infermi. Probabilmente, la chiesa originaria fu ampliata verso l'area presbiteriale che risulta tuttora illuminata da un altissimo finestrone gotico.</p>
Dal 1229 al 1232 venne realizzato il chiostro e nel 1314, l'abate Filippo XXIV fece sopraelevare l'ala est di questo, lungo la parete destra della chiesa, occludendo le finestre che illuminavano quest'ultima.<br />
La comunità monastica, organizzò un centro di studi ed uno scriptorium e grazie a donazioni da parte dei conti di Foligno e di privati, acquisì un &nbsp;vastissimo patrimonio: all'inizio del 1200, dipendevano da Sassovivo 92 monasteri, 41 chiese e 7 ospedali.<br />
Grandissima fu la sua influenza sociale ed economica sul territorio, compresa&nbsp; un'attività assistenziale della comunità religiosa.<br />
Ne è testimonianza il ricco Archivio (7500 pezzi) costituito da pergamene e documenti di altissima qualità datati a partire dall'XI secolo, ed attualmente custodito presso l'Archivio Diocesano di Spoleto.<br />
All'inizio del Quattrocento, cominciò per l'Abbazia un periodo di declino. Quando nel 1467 il Papa Paolo II stabilì la commenda dell'abbazia, il patrimonio era già in parte smembrato; nonostante l'annessione dei monaci Benedettini Olivetani, in breve tempo tutto il patrimonio andò disperso. Nel 1814 l'abbazia fu soppressa e nel 1834 i monaci furono costretti a cedere ai vescovi di Foligno i diritti sul complesso, gravemente danneggiato dal sisma del 1832; nel 1860 gli immobili passarono al demanio, alla mensa vescovile e ad un privato.<br />
Nel 1979, si insediarono i ""Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle"" della Comunità Jesus Caritas.<br />
Della struttura originaria, purtroppo, rimangono solo le mura perimetrali, le sostruzioni a valle che sorreggono i locali del monastero e lo splendido chiostro romanico. "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9565626	12.762245600000028	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
497	Attrattore	it_IT	27756127	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rasiglia-e-le-sue-sorgenti	Rasiglia e le sue sorgenti	<p>Rasiglia è un borgo&nbsp;montano&nbsp;del comune di Foligno celebre per le sue suggestive sorgenti.</p>	Rasiglia, Foligno, rasiglia sorgenti, umbria, umbria vacanza, umbria borghi, umbria turismo, umbria itinerari, umbria viaggio	Rasiglia è un borgo montano del comune di Foligno celebre per le sue suggestive sorgenti.	"<p style=""text-align:justify;""><em>""Solo mi trovo in questo alpestre loco a piè d'un sacro e glorioso monte, dove tra vivi sassi surge un fonte che lacque porge mormorando un poco...""</em></p>

<p style=""text-align:justify;"">Marco da Rasiglia, poeta</p> <p style=""text-align:justify;""><span style=""text-align: justify;"">Rasiglia è una frazione montana del comune di Foligno che sorge a oltre 600 metri di altitudine, lungo la strada statale 319 sellanese, a circa 18 km dalla Città della Quintana.</span></p>

<p style=""text-align:justify;"">Il paese, che conserva le caratteristiche tipiche del borgo medievale raccogliendosi in una struttura ad anfiteatro, è celebre soprattutto per le sue<strong> sorgenti</strong>: passeggiando per i suggestivi vicoli del centro è impossibile non rimanere incantati dai corsi d'acqua che attraversano l'abitato, rendendolo unico e affascinante.</p>

<p style=""text-align:justify;"">La sorgente che alimenta e percorre Rasiglia è quella di <strong>Capovena</strong>: si trova nella parte alta del paese, ai piedi del palazzo che i Trinci (signori di Foligno tra il 1305 e il 1439) occupavano all’epoca del loro governo sul territorio folignate, e che percorre il paese formando rivoli e cascatelle che si riuniscono in una grande vasca denominata ""Peschiera"", per poi riversarsi nel fiume Menotre.</p>

<p style=""text-align:justify;"">Le altre sorgenti sono:</p>

<ul>
	<li style=""text-align:justify;"">Alzabove, che nasce sotto al monte Carosale che serve ad alimentare l'acquedotto della Valle Umbra sud.</li>
	<li style=""text-align:justify;"">Venarella, di fronte al campo sportivo di Rasiglia, serve ad alimentare l'acquedotto per Verchiano</li>
	<li style=""text-align:justify;"">Le Vene, in località Chieve.</li>
	<li style=""text-align:justify;"">La Vena Pidocchiosa, in località Pallailla.</li>
	<li style=""text-align:justify;"">Le Vene di Campolungo, nel fosso di Volperino.</li>
</ul>

<p style=""text-align:justify;"">Le origini di Rasiglia possono essere fatte risalire già al XII secolo, come attestano alcuni antichi documenti.</p>

<p style=""text-align:justify;"">La sua posizione di frontiera verso il territorio sellanese e verso la diocesi di Spoleto, ha fatto sì che i Trinci vi costruissero una delle strutture difensive per rendere sicuri e controllabili i propri confini: ecco quindi il Castrum et Roccha Rasilia.</p>

<p style=""text-align:justify;"">La Rocca di Rasiglia in origine occupava tutta la sommità del colle, con un andamento pressoché rettangolare, mentre attualmente restano visibili tratti delle mura di cinta e il rudere di una torre.<br />
Un molino, una gualchiera, alcune case nel borgo erano di proprietà dei Trinci che, sfruttando la preziosa presenza dell’acqua, avevano dato inizio a quelle attività che per secoli hanno poi garantito la sopravvivenza di tutta la comunità (mulini e opifici) grazie alla forza idrica proveniente dal fiume Menotre.</p>

<p style=""text-align:justify;"">Ancora oggi, la vita di questo splendido borgo continua ad essere scandita dall'acqua: l’elemento che passa per la tessitura, la lavorazione della lana e la tintura che viene riproposta attraverso una tradizione antichissima, risalente al 1200.</p>

<p style=""text-align:justify;"">Nei dintorni è possibile visitare l'Antico Santuario di Santa Maria delle Grazie e il Parco dell'Altolina, dal paesaggio ricco di biodiversità: le Cascate del Menotre e le Grotte dell'Abbadessa, di origine carsica, con suggestive formazioni di stalattiti e stalagmiti.</p>

<p style=""text-align:justify;"">Ogni anno, inoltre, si svolgono due importanti manifestazioni: il presepe vivente nel periodo natalizio e ""Penelope a Rasiglia"", nel mese di giugno, dedicata agli antichi mestieri della tessitura.</p>

<p style=""text-align:justify;"">Non perdetevi questo luogo lontano dal tempo, dal fascino magnetico e irresistibile, in cui il fragoroso mormorio delle acque accompagna ogni vicolo.</p> <p style=""text-align:justify;""><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p style=""text-align:justify;""><a href=""http://www.rasigliaelesuesorgenti.com/"" target=""_blank"">www.rasigliaelesuesorgenti.com</a></p> "	Foligno | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9596338	12.858276599999954	Foligno	54018	""	""		[  ]	""
498	Attrattore	it_IT	24159529	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pian-grande	I Piani di Castelluccio di Castelluccio di Norcia	I Piani di Castelluccio sono un altopiano carsico-alluvionale dell'Appennino Umbro-Marchigiano.	fioritura di Castelluccio di Norcia, Valnerina, Bike umbria, sentieri umbria	Pian Grande	"I Piani di Castelluccio sono un altopiano carsico-alluvionale dell'Appennino Umbro-Marchigiano. <p>Situati a circa 1.350 m s.l.m., i Piani sono tre e coprono una superficie di 15 km²: il <strong>Pian Grande</strong> (provincia di Perugia), il <strong>Pian Piccolo</strong> (provincia di Perugia) e il <strong>Pian Perduto</strong> (provincia di Macerata).</p>

<p>Il <strong>Pian Grande</strong>, che si estende per circa 7 km con una larghezza media di 3 km e un'altitudine che varia dai 1300 ai 1252 m, è il maggior altipiano carsico in Italia, dopo la Piana del Fucino ed è circondato interamente dalle dorsali dei Monti Sibillini. L’origine della conca è dovuta all’abbassamento delle masse rocciose sottostanti, in contrasto con i sollevamenti che hanno dato origine alla dorsale del Monte Vettore.<br />
Le principali morfologie carsiche sono rappresentate da varie doline a scodella, con fondo impermeabile e provviste d`acqua per molti mesi all'anno, doline a imbuto con fondo permeabile e, specialmente, dal Fosso dei Mergani, una dolina dalla forma a venatura che termina in un inghiottitoio dove finiscono le acque meteoriche.</p>

<p>Ciò che rende famosi i Piani è la <strong>Fioritura </strong>che, tra maggio e giugno, colora tutto il comprensorio con papaveri, fiordalisi, margherite e lenticchie (la lenticchia è una delle eccellenze gastronomiche più apprezzate in zona, insieme ai formaggi).<br />
Una cornice perfetta per una passeggiata, un picnic, un set fotografico: tra papaveri, fiordalisi e margherite, vi sentirete avvolti da profumi e fragranze rigeneranti.</p>

<p>Castelluccio e il suo altopiano sono il rifugio perfetto per gli amanti della <strong>montagna</strong>: oltre agli <strong>sport</strong> d’aria, dal deltaplano allo snow-kite passando per il parapendio, è possibile praticare tantissime attività all’aperto, sia per i più esperti che per i principianti, come trekking, nordic walking, bike e passeggiate a cavallo.</p> "	Norcia | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7916746	13.094733499999961	Norcia	54035	""	""		[  ]	""
499	Attrattore	it_IT	23589385	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-biga-monteleone-di-spoleto	La Biga - Monteleone di Spoleto	Il gioiello di Monteleone è la c.d.” Biga etrusca”, un antico carro da parata in legno di noce completamente rivestito da lamine di bronzo dorato decorate a sbalzo con applicazione di placche in avorio.	La Biga - Monteleone di Spoleto, Valnerina, Norcia, Cascia, bike umbria, etruschi, trekking	La Biga - Monteleone di Spoleto	"Il gioiello di Monteleone è la c.d.” Biga etrusca”, un antico carro da parata in legno di noce completamente rivestito da lamine di bronzo dorato decorate a sbalzo con applicazione di placche in avorio. <p>Consta di tre parapetti di cui quello mediano, frontale è più alto degli altri due laterali elegantemente decorato con raffigurazioni mitologiche raffiguranti scene della vita di Achille: Teti<br />
consegna le armi al figlio; Achille e Memnone che combattono sul cadavere di Antilochos; apoteosi di Achille.<br />
La datazione del carro intorno alla metà del VI secolo a.C. è possibile, oltre che dallo stile, grazie al numeroso corredo tombale che la stessa conteneva, composto fra l'altro, da due kỳlikes attiche con figurazioni miniaturistiche a figure nere, databili intorno agli anni 560-550 circa.&nbsp;<br />
Per decenni si è dibattuto sulla sua origine e sull’ipotesi di fattura di mano etrusca, ma grazie a recenti e più approfonditi studi è possibile, con maggiori certezze, attribuire l’opera di cesellatura e decorazione di bronzo a un artista greco-ionico immigrato in Etruria. Difatti dal punto di vista stilistico le<br />
figurazioni appartengono a quella cultura che troviamo anche in prodotti affini (tripodi Loeb, bronzi di Castel S. Mariano) in cui l'esperienza ionica si unisce a motivi etruschi indigeni.<br />
Il prezioso reperto archeologico fu ritrovato fortuitamente nel 1902 da Isidoro Vannozzi in una necropoli a pochi chilometri dal paese in località Colle del Capitano, dove era deposta in una grandiosa tomba a tumulo. Questa località ha restituito negli anni un’importante necropoli appartenente al periodo di transizione fra l'Età del Bronzo e quella del Ferro, composta da almeno quarantaquattro tombe a cremazione, a pozzetti cilindrici, di varie dimensioni con ossuari cilindrici,<br />
globulari e biconici. La prestigiosa biga è oggi conservata nel Metropolitan Museum di New York, che la acquistò nel 1903 da un trafficante di antichità, riuscito a trafugarla e a portarla oltreconfine.<br />
Il reperto è stato al centro di aspre battaglie fra il museo newyorchese e l'amministrazione comunale di Monteleone, che ne chiede da qualche tempo la restituzione.<br />
A Monteleone, presso i locali sottostanti il complesso monumentale di S. Francesco è visibile una buona copia a grandezza naturale eseguita dalla Scuola d’Arte del maestro Manzù a seguito delle celebrazioni del 1985 in occasione dell’anno degli Etruschi.&nbsp;<br />
La mostra permanente della biga permette attraverso pannelli esplicativi di conoscere non solo il manufatto, ma anche il contesto storico-archeologico del ritrovamento. Nelle due sale sono, infatti, documentate sia le vicende del ritrovamento e del rocambolesco trafugamento, che i reperti provenienti dal corredo della camera<br />
funeraria. La ricchezza e frequentazione del territorio di Monteleone di Spoleto è infine attestata da una carta archeologica con i siti di epoca preistorica, protostorica e romano-repubblicana.</p>

<p>[Fonte: www.monteleonedispoletoeventi.it]</p> "	Monteleone di Spoleto | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/ferentillo+-+polino-+arrone/10de9e76-7e34-4c29-b261-05c244d635d8?t=1454334467742	42.6504391	12.951629300000036	Monteleone di Spoleto	54031	""	""		[  ]	""
500	Attrattore	it_IT	24361346	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-sant-anatolia	Chiesa di Sant'Anatolia	In un'originale e bella piazzetta, sorge la chiesa parrocchiale di Sant'Anatolia.	Valnerina, rafting sul nera, bike umbria, via di Francesco,	Chiesa di Sant'Anatolia	"In un'originale e bella piazzetta, sorge la chiesa parrocchiale di Sant'Anatolia. <p>Recentemente restaurata, che conserva al suo interno una decorazione pittorica dei secoli XIV°-XV°, il paliotto di marmo intarsiato dell'altare maggiore di scuola seicentesca napoletana, il Crocifisso ligneo con le statue della Madonna Addolorata e di San Francesco provenienti dall'ex chiesa di Santa Croce, alcune tele seicentesche ed una cornice dorata di stile rococò.&nbsp;</p>

<p><br />
Fonte: http://www.comunesantanatolia.it/</p> "	Sant'Anatolia di Narco | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7330382	12.83600100000001	""		""	""		[  ]	""
501	Attrattore	it_IT	24361955	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fonti-di-valcasana	Fonti di Valcasana	Il parco di Valcasana si trova in Valnerina, alle porte di Scheggino.	Valnerina, bike umbria, via di Francesco, Norcia, Scheggiono, pesca sportiva	Fonti di Valcasana	"Il parco di Valcasana sono situate alle porte di Scheggino. <p>Questo grande giardino naturale, dotato di strutture di accoglienza e per il tempo libero, è caratterizzato dalla copiosa presenza di fonti d'acqua cristallina dovute alle risorgive sfruttate fin dall'antichità per l'allevamento delle trote.<br />
All'interno del parco vi è ancora la testimonianza di un'antica peschiera adibita all'allevamento di trote, anguille e gamberi ora sostituite da un laghetto per la pesca spotiva ed altre vasche per l'allevamento del pesce<br />
La vegetazione del parco è composta da un bosco compatto di carpino, orniello, roverella, acero montano e faggio; mentre nei punti più scocesi e più difficilmente raggiungibili la vegetazione è cospicua e formata da lecci, roverelle e pini.</p> "	Scheggino | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7121431	12.829464199999961	Scheggino	54047	""	""		[  ]	""
502	Attrattore	it_IT	24961976	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-cerreto-di-spoleto	Chiesa di Santa Maria Assunta - Cerreto di Spoleto	La Chiesa di Santa Maria Assunta è un esempio di edificio sacro romanico di impianto architettonico poco comune nella Regione, a navata unica absidata con transetto sporgente, tiburio e cupola sull`incrocio dei bracci. A questo nucleo principale è annessa una navatella addossata alla parete destra.	Cerreto di Spoleto, Valnerina, bike umbria, via di Francesco, rafting, Bagni triponzo	Chiesa di Santa Maria Assunta - Cerreto di Spoleto	"La Chiesa di Santa Maria Assunta è un esempio di edificio sacro romanico di impianto architettonico poco comune nella Regione, a navata unica absidata con transetto sporgente, tiburio e cupola sull`incrocio dei bracci. A questo nucleo principale è annessa una navatella addossata alla parete destra. La facciata, che presenta una terminazione orizzontale non originale, è abbellita da un rosone scolpito ed ornato di elementi musivi, di simboli evangelici e, in basso, di due telamoni. Il portale, a rincassi concentrici con ghiera, conserva nella lunetta resti di una Madonna e Angeli, affresco del sec. XIV. L`abside è decorata all`esterno da archetti pensili sostenuti da protroni, lesene e semicolonne.<br />
La muratura esterna è un esempio di cortina romanica ben conservata. La più singolare particolarità di questo edificio consiste comunque nel “progetto del rosone”, inciso sulla muratura della parete interna destra, presso l`ingresso.<br />
Nella cappella di destra sono affrescati gli Evangelisti (nella volta), Cristo al Calvario (nella lunetta), Cristo nell`orto e S. Michele (sottarco), del sec. XVI. Nell`abside Natività del sec. XVI e Sposalizio di S. Caterina, datato 1519; in alto, ai lati, Angeli del principio del sec. XIV. Nel transetto sinistro Madonna e Santi del sec. XVI. Risalendo la parete sinistra Crocifisso e Santi, affresco staccato del sec. XV; una Santa (?) e S. Agostino, del sec. XV; Madonna del Rosario, del sec. XVII.<br />
Del patrimonio artistico di questa pieve (un tempo ricco ed importante) restano due Madonne lignee del sec. XIV, una Deposizione in tela (derivazione da Daniele da Volterra) e le parti superstiti della decorazione a fresco (in mediocre stato di conservazione). Come fonte battesimale è stata utilizzata una grande tazza monolitica romana (labrum) di basalto. Una Madonna in Trono con Angeli e Santi, vasto frammento di un paliotto dipinto a tempera, opera dell`anonimo umbro del principio del sec. XIV detto Maestro di Cesi (conservata nella raccolta diocesana di Spoleto). "	Cerreto di Spoleto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8215544	12.918199100000038	Cerreto di Spoleto	54010	""	""		[  ]	""
503	Attrattore	it_IT	24361730	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-nicola-scheggino	Chiesa di San Nicola - Scheggino	"Contesto: urbano<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
La chiesa di San Nicola o Nicolò, patrono della città, sorge in pieno centro storico, presso Scheggino."	Scheggino, Valnerina, rafting nera, Via di Francesco, Bike spoleto norcia,	Chiesa di San Nicola - Scheggino	"Contesto: urbano<br />
Datazione: XIII SECOLO<br />
La chiesa di San Nicola o Nicolò, patrono della città, sorge in pieno centro storico, presso Scheggino. Il titolo ed il culto verso San Nicola di Mira fu portato dall’oriente dagli eremiti siriani, ed il primo oratorio dovette essere paleocristiano. Esso fu ingrandito in stile romanico nel XII secolo con l’estendersi fino al fiume delle mura castellane. Nel 1210 la chiesa dipendeva dai benedettini di Sassovivo, divenne pieve nel 1446. Fu ampliata e restaurata nella forma attuale dalla corporazione dei maestri muratori lombardi tra il 1509-1521. L’ingresso della chiesa è preceduto da un ampio portico. “Lascia ogni preoccupazione se entri per pregare” si legge sull’architrave.<br />
L’interno, a tre navate, presenta nell’abside affreschi attribuibili alla cerchia di Giovanni detto Lo Spagna, un’Incoronazione di Maria tra Santi e un Presepio, oggi alquanto deperiti. Fu il castello di Scheggino, in omaggio a Spoleto ed a prova della sua fedeltà, a volere dipinta, come nel Duomo spoletino, l’Incoronazione dell’Assunta nell’abside. Nella cappella del Rosario, a sinistra della maggiore, si trova una tela firmata e datata, Guidobaldo Abbatini 1664, che rappresenta la Madonna del Rosario e Santi. "	Scheggino | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7121431	12.829464199999961	Scheggino	54047	""	""		[  ]	""
504	Attrattore	it_IT	95765	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ponte-delle-torri-di-spoleto	Ponte delle Torri di Spoleto	Il maestoso Ponte delle Torri, uno dei simboli di Spoleto, &nbsp;collega il colle Sant'Elia a Monteluco	Ponte medioevo, acquedotto medievale, Spoleto, Monteluco, medioevo, trekking, sentieri	""	"Il ponte delle Torri è un'imponente struttura in pietra calcarea locale lunga circa 230 metri ed alta 80 che congiunge <strong>colle Sant'Elia</strong> al <strong>Monteluco</strong> <table align=""left"" cellpadding=""0"" cellspacing=""0"" hspace=""0"" vspace=""0"">
	<tbody>
		<tr>
			<td align=""left"">
			<p>Ci si arriva da piazza Campello percorrendo via del Ponte che costeggia il muro di cinta della rocca albornoziana.Non si hanno notizie certe riguardo la sua edificazione, avvenuta molto probabilmente tra il XIII ed il XIV secolo.<br />
			Il suo aspetto attuale risale alla <strong>metà del Trecento</strong> quando l'intera area subì profondi cambiamenti nell'ambito delle iniziative edilizie promosse dal cardinale Albornoz su progetto dell'architetto Matteo Gattapone. Il ponte aveva un doppio scopo: unire la <strong>rocca</strong> (colle sant'Elia) al <strong>fortilizio dei Mulini</strong> (Monteluco) e nello stesso tempo condurre in città le acque delle sorgenti di Cortaccione.</p>

			<p>La massa muraria si articola in <strong>nove piloni</strong> collegati da arcate ogivali, i due piloni più alti sono cavi come delle vere e proprie torri e probabilmente fungevano da posti di guardia. I basamenti dei due piloni di mezzo alludono ad un edificio precedente (periodo romano e XII secolo). Alcune arcate furono demolite già nel 1390 e ricostruite in muratura solo nel 1639, altre due vennero completamente rifatte in mattoni nel 1845.</p>

			<p>Il <strong>Fortilizio dei Mulini</strong> era il presidio dell’acquedotto dove le acque alimentavano due mulini comunali prima di essere convogliate lungo il ponte. Da questo punto prendono il via il <strong>Giro dei Condotti</strong> e numerosi sentieri verso la montagna spoletina.</p>
			</td>
		</tr>
	</tbody>
</table>

<div style=""clear:both;"">&nbsp;</div>
Il ponte delle Torri ha sempre affascinato viaggiatori ed importanti personaggi storici,&nbsp; da qui è possibile godere di uno <strong>splendido panorama</strong> sul Monteluco, il Bosco Sacro. "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.7331057	12.743626800000015	""		""	""		[  ]	""
505	Attrattore	it_IT	95649	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ceselli-torrentismo-rafting-trekking-	Ceselli: torrentismo, rafting, trekking…	Il borgo di Ceselli (Scheggino) in Valnerina è meta ideale per appassionati di torrentismo&nbsp;	Valnerina, Scheggino, bike umbria, rafting, outdoor, sentiero Pio IX, via di Francesco, sport acquatici	Ceselli: torrentismo, rafting, trekking…	"Ceselli (m 317) è un piccolo abitato situato in Valnerina, sulla sponda destra del fiume Nera in posizione dominante sulla omonima valle.&nbsp; Fu un castello di pendio attestato nei secoli XIII-XIV, eretto in difesa del feudo abbaziale di San Pietro in Valle e affidato, secondo la tradizione orale, ai vassalli dei duchi di Spoleto.<br />
A valle si è sviluppato il borgo con le tipiche case di pendio che presentano gli ingressi alle stalle e alle abitazioni su livelli e lati diversi.&nbsp;<br />
Nel castello, ti consigliamo di visitare la <strong>chiesa di San Michele Arcangelo</strong>, documentata dal XIV secolo, più volte trasformata nel corso dei secoli e con facciata ottocentesca. L'interno a navata unica e altari laterali conserva brani di affreschi dei secoli XV e XVI nella zona dell'abside e nel vano del campanile, quest'ultimo realizzato sui resti della torre del castello. Se viaggia lungo la strada SS209 Valnerina puoi scorgere a monte, fuori dell'abitato, la piccola <strong>chiesa romanica di San Vito</strong>, venerato dalla tradizione popolare contro le malattie della rabbia.<br />
Presso il cimitero, lungo la vecchia strada per Spoleto, si trova la romanica <strong>chiesa di San Sabino o Savino</strong>, vescovo e martire dell'Umbria ucciso a Spoleto. L'interno, a navata unica, presenta tracce di affreschi risalenti in parte al ‘500.<br />
Frazione del comune di Scheggino, noto per il suo parco divertimenti Activo Park, il tartufo e la dimensione raccolta e silenziosa che caratterizza molti borghi di questa parte della Valnerina, l'abitato di Ceselli è stato un comune autonomo fino al 1875. La sua posizione sulla sponda del <strong>fiume Nera</strong>, incassato tra ripidi versanti in cui scorrono acque ben ossigenate che a volte, spumeggianti, assumono l'aspetto di rapide, lo rende una meta favorita dagli appassionati di tutti gli <strong>sport d'acqua</strong> (rafting, canoa e kajak, torrentismo...), pesca no kill ed escursionismo, sia fluviale che terrestre.<br />
Punto di partenza per esplorare la <strong>Forra del Casco</strong>, una emozionante discesa tra canyon, cascate e rapide in una natura ancora selvaggia, Ceselli è anche immersa in una rete di sentieri terrestri da percorrere a piedi o in bici, come lo storico <strong>Sentiero di Pio IX,</strong> che parte da Osteria di Ceselli e ricalca il percorso utilizzato dall'allora Arcivescovo di Spoleto in fuga durante i moti rivoluzionari del 1831, e come la <strong>Via di Francesco</strong> "	Scheggino | Valnerina | Torrentismo e rafting | Trekking	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.6846654	12.817946900000038	""		""	""		[  ]	""
506	Attrattore	it_IT	19630	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/festa-dei-ceri	La Festa dei Ceri di Gubbio	<p>La Festa dei Ceri: un evento popolare, civile e religioso, una ricchezza di tutta l'Umbria</p>	Corsa, ceri, festa, ceraioli, sant'Ubaldo, San Giorgio, Sant'Andrea, Gubbio, alzata	""	"La secolare manifestazione della Festa dei Ceri si svolge ogni anno a Gubbio il&nbsp;<strong>15 maggio</strong>, alla vigilia della festa del Santo protettore cittadino Ubaldo, che morì nel 1160. <p><br />
Poco importa se le origini della Festa siano da ricercare nel paganesimo o in testimonianze religiose riconducibili alla devozione verso il Patrono, sta di fatto che in questa Festa si respira l'anima, la passione e le tradizioni di <strong>Gubbio</strong> e di tutta l'Umbria.<br />
La corsa, finalizzata alla glorificazione di sant'Ubaldo, consiste nel trasportare i Ceri dal centro cittadino, chiesa di Santa Maria Nuova, fino alla Basilica intitolata al Santo.<br />
<strong>I Ceri</strong> sono tre gigantesche strutture in legno pesanti circa quattro quintali ognuna, sormontati rispettivamente dalle statue di <strong>Sant'Ubaldo</strong> (protettore di muratori e scalpellini), <strong>San Giorgio</strong> (protettore di artigiani e merciai) e <strong>Sant'Antonio Abate</strong> (protettore dei contadini e degli studenti). Questi vengono portati a spalla e di corsa lungo le vie del centro storico fino a raggiungere la Basilica di Sant'Ubaldo sul monte Ingino. Il percorso vede i ""ceraioli"" impegnati in questa <strong>corsa sfrenata</strong> seguiti da una folla che partecipa con entusiasmo ed emozione.<br />
Un suggestivo cerimoniale precede la Corsa: in piazza Grande, a mezzogiorno, ha luogo la spettacolare <strong>alzata</strong> <strong>dei Ceri</strong> e i loro tre giri della piazza. Dopo aver effettuato la <strong>mostra</strong> per le vie della città, i Ceri vengono portati in via Savelli Della Porta fino al momento della corsa.<br />
Ogni anno l'appuntamento richiama visitatori da tutto il mondo entusiasti di vivere l'Umbria e il suo folklore.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Gubbio	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	""		[  ]	""
507	Attrattore	it_IT	124816	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-cassiano	Abbazia di San Cassiano	Il complesso abbaziale si trova nei pressi di&nbsp;<strong>Narni</strong>, sulle pendici scoscese del monte di Santa Croce	Narni, Umbria, benedettini, San benedetto	Abbazia di San Cassiano	"<p>L'Abbazia di San Cassiano&nbsp;si trova nei pressi di&nbsp;<strong>Narni</strong>, sulle pendici scoscese del monte di Santa Croce, in una posizione inusuale per tale tipologia di edificio.&nbsp;Fondato&nbsp;dai monaci benedettini, le prime notizie riguardanti il monastero&nbsp;si ritrovano nel&nbsp;<em>Chronicon farfense</em>&nbsp;di Gregorio da Catino, in cui l'Abbazia di San Cassiano viene appunto nominata.</p> La struttura <p>La Chiesa si presenta a croce greca.<br />
L'interno è suddiviso in tre navate da archi a tutto sesto poggianti su colonne coronate da capitelli che si trasformano in pilastri cruciformi all'incrocio dei bracci. La copertura è realizzata con capriate lignee, che ripropongono quella originale.<br />
La facciata è situata su un'alta gradinata, con il profilo a quattro spioventi, il portale a tutto sesto strombato (taglio obliquo del muro) con lunetta affrescata ed una grande ghiera realizzata in pietra locale. Nella parte alta del prospetto si apre una trifora con eleganti colonnine e tre piccoli oculi.<br />
Il campanile, a pianta quadrata, fu ricostruito sopra un'antica torre collocata al fianco della Chiesa ed è alleggerito da una serie di eleganti bifore con colonnine di pietra.<br />
Intorno alla Chiesa si sviluppa il complesso monastico parzialmente cinto da mura (risalenti probabilmente al XV secolo).<br />
Sulle mura del monastero è possibile leggere la data 1334, anno in cui vennero effettuati lavori di trasformazione della Chiesa, con la realizzazione del portale, del monastero e del campanile.<br />
Questi interventi sono la riprova dell'importanza dell'abbazia durante il XIV secolo fino al 1532. In quell'anno fu data in commenda, ma l'incuria dei commendatari ne determinarono la decadenza ed il successivo abbandono da parte dei monaci, fino al 1849, quando fu venduta a privati.<br />
Lo stato di abbandono in cui imperversava e che ne ha causato lo spoglio degli arredi e dei documenti ha avuto un freno solo con l'intervento di restauro effettuato a spese dello Stato italiano&nbsp;negli anni '70 dello scorso secolo;&nbsp;durante il corso dei&nbsp;lavori&nbsp;è stato possibile mettere in luce il primitivo impianto a croce greca, che l'intervento del XIV secolo aveva trasformato in impianto basilicale a tre navate.<br />
Oggi il complesso è di nuovo residenza dei monaci benedettini.</p> Bibliografia Santini L. (1998),&nbsp;<em>Guida di Terni e del ternano,</em>Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme<br />
Sperandio B. (2001),&nbsp;<em>Chiese romaniche in Umbria,</em>Ponte S. Giovanni (PG), Quattroemme "	Narni | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi20.png/24b896a7-7453-4e0b-85bc-c474b32f17bc?t=1423749274264	42.5176022	12.515629900000022	Narni	55022	""	""		[  ]	""
508	Attrattore	it_IT	117003	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/pozzo-etrusco-perugia	Pozzo etrusco	La più monumentale tra le opere di ingegneria idraulica di Perugia, realizzata nel III a.C. Profondo 36 metri, alimentato da acque sorgive, era il principale serbatoio idrico in epoca etrusca e romana.	Pozzo etrusco - Perugia, Umbria, vacanze cultura,	""	"La più monumentale tra le opere di ingegneria idraulica di Perugia, realizzata nel III a.C.<br />
Costruito in epoca etrusca con la duplice funzione di pozzo e cisterna, era posto lungo il principale asse viario est – ovest, che collegava l'arco dei Gigli a porta San Luca. La sua visita trova essenziale complemento in quella della cinta muraria, che offre un'ulteriore testimonianza dello sviluppo urbanistico raggiunto da Perugia in epoca etrusca. Realizzato con lo stesso travertino della cinta muraria, è scavato nel cosiddetto ""tassello mandorlato"", conglomerato tipico della città.<br />
E' costituito da una canna cilindrica profonda oltre 36 metri, dal diametro massimo di 5,60 metri, che si riduce ad imbuto nel settore inferiore. Presenta una copertura formata da due capriate, ciascuna costituita da quattro grandi blocchi di travertino, due orizzontali e due obliqui, sorretti da una chiave di volta centrale. Tale sistema, che trova strette affinità tecniche con la cisterna di via Caporali situata al capo opposto della città, serviva a sostenere una pavimentazioni a lastroni di travertino in cui doveva essere ricavata la bocca di attingimento dell'acqua.<br />
L'opera, la cui centralità e monumentalità non lasciano dubbi sulla sua destinazione pubblica, è datata al III secolo a.C., sulla base delle somiglianze tecniche riscontrate con la cinta muraria. La capacità massima calcolata ammonta a 424.000 litri, risultando la più grande tra i vari pozzi e cisterne della città, anch'essi in uso fino alla costruzione del primo acquedotto pubblico del XIII secolo Informazioni <p>Piazza Danti<br />
06121 - Perugia (PG)&nbsp;<br />
email:&nbsp;pozzoetrusco@sistemamuseo.it<br />
sito web:&nbsp;<a href=""http://www.perugiacittamuseo.it/"" target=""_blank"">www.perugiacittamuseo.it</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Perugia | Storia antica	www.umbriacultura.it	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1127659	12.38940839999998	""		""	""		[  ]	""
509	Attrattore	it_IT	24391050	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-comunale-spello	Palazzo Comunale - Spello	L'edificio, è il risultato dell'opera di prolungamento verso est e di innalzamento del primitivo palazzo comunale, quello duecentesco, costruito con la pietra calcarea bianca e rosa.	Spello, infiorata di Spello, borgo più bello dell'Umbria, luoghi romantici, palazzo medievale	Palazzo Comunale - Spello	L'edificio, è il risultato dell'opera di prolungamento verso est e di innalzamento del primitivo palazzo comunale, quello duecentesco, costruito con la pietra calcarea bianca e rosa. Costruito nel 1270 da maestro Prode, l'antico Palazzo Comunale di Spello subì una complessa opera di trasformazione e di ampliamento sia dell'edificio che della piazza antistante negli anni 1567-1575, al termine, cioè, della signoria dei Baglioni. Principale artefice di questi lavori fu il lombardo maestro Battaglia di Pietro, molto attivo a Spello nella seconda metà di quel secolo il quale provvide, tra l'altro, alla demolizione della scala rampante che dava accesso al primitivo palazzo. Al suo posto fu costruita una fontana, tuttora esistente, con i rilievi e lo stemma di Giulio III (1550-1555). Nel secolo XVII l'abate Ferdinando Passerini provvide a trasformare parzialmente l'atrio del palazzo in una sorta di lapidario, com'è tuttora, dove vennero raccolte molte delle iscrizioni romane e di età medievale scoperte nel territorio comunale. L'edificio è stata sede del Comune di Spello fino al 1972. Dalla loggia si accede alla Sala delle Volte (impropriamente detta “della Cripta”), attualmente sede del Museo dell’Infiorata. 	Spello | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
510	Attrattore	it_IT	20671648	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-madonna-bruna	Santuario Madonna Bruna	E' uno spettacolare esempio di architettura rinascimentale bramantesca, fu dedicato in seguito ad un miracolo, proprio sulla riva del torrente Tatarena.&nbsp;	Castel ritaldi, vacanze in umbria, miracolo santuario, architettura rinascimentale,	Santuario Madonna Bruna	"E' uno spettacolare esempio di architettura rinascimentale bramantesca, fu dedicato in seguito ad un miracolo, proprio sulla riva del torrente Tatarena.&nbsp; La chiesa è a navata unica forma di croce circondata da tre absidi di uguali dimensioni.&nbsp;<br />
L'altare maggiore è decorato con un grande affresco raffigurante la Madonna della Bruna attribuito a Tiberio di Diotallevi. Gli affreschi dell'abside sono opera di Pier Matteo Piergili<br />
La leggenda racconta che nel giugno 1706 un gruppo di pellegrini che si recava a Montefalco per venerare la Beata Chiara, sostò all'ombra delle querce secolari in riva al torrente.&nbsp;<br />
Quando si alzarono per riprendere il cammino non riuscirono a risollevare lo stendardo se non dopo aver fatto dipingere sul muro della chiesa l'immagine rappresentata sullo stendardo stesso.&nbsp;<br />
Il giorno dopo quando il pittore si recò sul luogo per terminare il lavoro, vide che esso era stato ultimato per mano divina. "	Castel Ritaldi | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.82863	12.656071699999984	Castel Ritaldi	54008	""	""		[  ]	""
511	Attrattore	it_IT	5218716	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-in-pantano	Chiesa di Santa Maria in Pantano	La romanica chiesa di Santa Maria in Pantano, sorge su fondamenti Romani nella area archeologica del Vicus Martis	Massa Martana, borghi umbria, spiritualità, chiesa romanica	Chiesa di Santa Maria in Pantano	"La romanica chiesa di Santa Maria in Pantano, sorge su fondamenti Romani nella area archeologica del Vicus Martis Fu edificata ad unica grande aula absidata tra il VII e il VIII secolo sopra un preesistente edificio di età romana. Tra il X e l'XI secolo l'aula venne divisa in tre navate, forse per diminuire la portata della travatura. Le pareti divisorie delle navate, alleggerite in alto da finti matronei, poggiano su quattro arcate sorrette da colonne in travertino dai capitelli a tronco di piramide rovesciata, della stessa epoca. Tale divisione non fu completata nella parte presbiteriale, lasciando così indenne l'antica abside che risulta tuttora più grande della navata centrale. Annesso alla chiesa fu poi costruito un monastero, retto dai benedettini che bonificarono e resero fertile la località, spesso inondata dal torrente Tribbio, come chiaramente indica il toponimo in Pantano.&nbsp;<br />
Da un documento del 1115 apprendiamo che la chiesa era alle dipendenze del monastero di Farfa, al quale era stata donata nel 1104 dal conte Rapizzone insieme ad alcune terre e castelli. Un altro documento dell'imperatore Enrico V confermava a Farfa il possesso della chiesa nel 1118.<br />
La facciata, del XIV XV secolo, non lega bene con i muri laterali, ed è caratteristicamente pendente in avanti; un portale ad arco acuto, in conci alternati bianchi e rossi con cornice marmorea, ed un bel rosone ne abbelliscono la semplice struttura rettangolare.<br />
Nell'interno, diviso in tre navate, si conservano urne cinerarie, frammenti decorativi romani e numerose iscrizioni. Notevoli il grande capitello corinzio riutilizzato come sostegno dell'ultima arcata di destra; i frammenti dell'antico pavimento a mosaico e ad opus spicatum, ritrovati in recenti lavori di restauro; il grande cippo con l'iscrizione che ricorda i Vicani Vici Martis riutilizzato come base per l'altare maggiore.<br />
Interessanti anche gli affreschi delle pareti. Su quella di sinistra alcuni frammenti e un bel Crocifisso ligneo del XIII secolo; sulla prima colonna di destra una sinopia con Santo che tiene un papiro; sull'altare della navata destra Madonna con il Bambino tra Santa Barbara e Sant'Antonio Abate del XV secolo, opera di Niccolò di Vannuccio; sulla parete posteriore un affresco con raffigurati Sant'Antonio Abate, San Pietro, San Fortunato e Sant'Onofrio del XIV secolo; al centro dell'abside Madonna con il Bambino (sec. XIV-XV), al quale furono aggiunti posteriormente San Felice e San Benedetto. Sulla sinistra una Crocifissione con San Severo e San Francesco (sec. XVII).<br />
A destra della facciata si eleva una torre quadrata&nbsp;con coronamento ad archetti medioevali del XIV secolo. A sinistra della chiesa, sul muro esterno dell'ex monastero, è murata un'urna funeraria romana con bassorilievo raffigurante il Sacrificio di Ifigenia: da sinistra si scorge una figura maschile nuda che tira a sé una figura con l'himation sul capo (forse Agamennone), poi un albero stilizzato, un uomo che tiene per i capelli una figura più piccola che fugge (forse Ifigenia), un'ara con dei simboli e tre guerrieri con lancia. "	Massa Martana | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi34.png/952587c2-7882-4bd3-8f9f-fa1d4a480ad3?t=1423749276634	42.7766489	12.523263100000008	Massa Martana	54028	""	""		[  ]	""
512	Attrattore	it_IT	21408108	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-felice-massa-martana	Chiesa di San Felice - Massa Martana	Nella piazza principale di Massa Martana, che conserva ancora le caratteristiche del centro fortificato, si trova la chiesa di San Felice, dedicata al patrono, che la leggenda vuole vescovo e martire dell’antica Civitas Martana.	Massa Martana, Umbria, Romani, Borgo, trekking umbria	Chiesa di San Felice - Massa Martana	"Nella piazza principale di Massa Martana, che conserva ancora le caratteristiche del centro fortificato, si trova la chiesa di San Felice, dedicata al patrono, che la leggenda vuole vescovo e martire dell’antica Civitas Martana. L’attuale edificio è il risultato di molteplici rifacimenti e restauri, l’ultimo dei quali si è reso necessario in seguito alle distruzioni causate da un bombardamento aereo avvenuto nel corso della Seconda Guerra Mondiale.<br />
Databile al XV-XVI secolo, nel 1637 fu eretto il campanile.&nbsp;<br />
La facciata, costituita da blocchi di pietra squadrata è ripartita in quattro grandi riquadri conclusi, in alto, da un cornicione e da una finta balaustra. Dalla balaustra si eleva il barocco campanile eretto nel 1637, come detto sopra, grazie al concorso indetto dal cardinale Barberini.&nbsp;<br />
Un semplice ed elegante portale immette nel vasto interno, ad una sola navata coperta da una grande volta a botte, sorretta da pilastri addossati alle pareti.<br />
Di notevole interesse l’altare maggiore, barocco, con architetture e sculture lignee, nel quale è inserita una pregevole tela del pittore Giacinto Boccanera da Leonessa, datata 1723 e raffigurante la Madonna che regge un ostensorio tra il beato Ruggero, san Felice, santa Rita e san Pio V.<br />
Entrando, nella parete sinistra, due grandi nicchie conservano affreschi del XVI secolo. Nella prima una Crocifissione, nella seconda una Madonna in trono con il Bambino tra san Rocco e sant'Ambrogio.&nbsp;<br />
Interessante anche una serie di affreschi del XV secolo raffiguranti una Madonna con il Bambino di ottima fattura e un’altra Madonna con il Bambino tra Santi, di scuola folignate.<br />
Si conserva, inoltre, una grande Croce intarsiata di madreperla, alcune modeste tele settecentesche ed un dipinto del 1957 con il Battesimo di Cristo.<br />
La chiesa, come detto, è intitolata al patrono Felice, che visse e predicò nella sua città ai tempi degli imperatori Diocleziano e Massimiano. Costoro, per reprimere la diffusione del Cristianesimo, inviarono in Martana il prefetto Tarquinio, il quale, trovato Felice lo interrogò e lo invitò all’apostasia.&nbsp;<br />
Non riuscendo a convincerlo lo condannò ad essere bruciato sulla graticola. Ma Felice uscì indenne da tale supplizio ed allora fu fatto decapitare nel foro dal carnefice Sevibo. Di notte i cristiani trafugarono il corpo del martire e lo seppellirono nel luogo dove ora sorge la chiesa a lui dedicata. "	Massa Martana | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7766489	12.523263100000008	Massa Martana	54028	""	""		[  ]	""
513	Attrattore	it_IT	5429931	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/edicola-pian-d-arca	Edicola Piandarca	L'edicola è posta in località Piandarca, fu eretta nel 1926 in occasione del VII centenario della morte di San Francesco, nel luogo dove si trovava la pietra su cui gli antichi agiografi ritengono che il Santo si sia posto durante la predica agli uccelli che effettuò tra il 1212 ed il 1213.	San Francesco, predica algli uccelli, Cannara, via di Francesco, bevagna	Edicola Pian d'Arca	"L'edicola è posta in località Pian d'Arca, fu eretta nel 1926 in occasione del VII centenario della morte di San Francesco, nel luogo dove si trovava la pietra su cui si ritiene il Santo si sia posto durante la predica agli uccelli che effettuò tra il 1212 ed il 1213. <p>L'edicola, protetta da un muretto, contiene un affresco con San Francesco che dialoga con gli uccelli e, sotto, una lastra di marmo con una incisione che ricorda l'evento.Oltrepassando un cancello si scendono alcuni gradini per arrivare ad un piccolo altare.</p>

<p>Il luogo è immerso in un bellissimo paesaggio; da qui inizia un piccolo sentiero che secondo la tradizione sembra coincidere con quello percorso da San Francesco quando, dopo aver predicato a Cannara si diresse verso&nbsp; Bevagna. Seguendo il viottolo incotrò una straordinaria moltitudine di uccelli ai quali rivolse la sua Predica.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Cannara | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.975585	12.568647599999963	Cannara	54006	""	""		[  ]	""
514	Attrattore	it_IT	3180829	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-di-santa-maria-degli-angeli	Basilica di Santa Maria degli Angeli	La basilica di S. Maria degli Angeli viene costruita tra il 1569 e 1679. La sua struttura ingloba le strutture del convento francescano edificate a ridosso della Porziuncola.&nbsp;	basilica di santa maria degli angeli, assisi, san francesco, spiritualità, umbria, umbria turismo, assisi turismo	Basilica di Santa Maria degli Angeli	"La basilica di S. Maria degli Angeli venne costruita tra il 1569 e 1679. La sua struttura ingloba le strutture del convento francescano edificate a ridosso della Porziuncola.&nbsp; <p>La costruzione della basilica di S. Maria degli Angeli è dovuta alla volontà di Pio V, che con questa struttura&nbsp;intendeva&nbsp;sia&nbsp;riconoscere l'importanza dell'ordine minorita dei francescani, sia dare modo di poter accogliere i pellegrini, che tuttora vengono in visita alla Basilica in occasione dell'Indulgenza del Perdono (31 luglio-2 agosto)&nbsp;voluta da San&nbsp;Francesco.</p>

<p>La basilica è a tre navate, come da progetto di Galeazzo Alessi;&nbsp;alla costruzione della chiesa parteciparono Giacomo Martelli, Giacomo Giorgetti e forse anche il Vignola. I lavori furono completati&nbsp;con la costruzione del campanile della parte destra.</p>

<p>A causa dei crolli del terremoto del 1832, la basilica fu in parte ricostruita da Luigi Poletti (1836-40) nelle stesse forme. La facciata venne alzata nel 1925-30.Nello stesso 1930 viene posta al vertice della facciata la statua della ""Madonna degli Angeli"" realizzata dallo scultore Colasanti, mentre per l'attuale sistemazione del piazzale antistante, si deve attendere il progetto dell'architetto Nicolosi del 1950.</p>

<p>L'interno è a tre navate e presenta delle cappelle laterali le cui decorazioni parietali rappresentano la più organica raccolta della pittura umbra del tardo Cinquecento e del primo Seicento. Di notevole interesse artistico ma soprattutto religioso legate alla vita del Santo sono la Cappella della Porziuncola e la Cappella del Transito.</p>

<p>La cappella della Porziuncola risalente al X-XI sec. è dedicata a S. Maria degli Angeli o a S. Maria della Porziuncola. Intorno al 1025, S. Francesco vi stabilì la sua dimora restaurandola e fondandovi l'Ordine francescano (1208). La parte superiore della facciata è decorata da un affresco di Friedrich Overbeck da Lubecca (1829) che raffigura ""S. Francesco implora da Gesù e Maria la concessione dell'Indulgenza del Perdono"". Sul lato destro sono visibili frammenti di affreschi di influsso senese risalenti al Quattrocento. All'altare, grande pala di Ilario da Viterbo raffigurante"" l'Annunciazione e Storie del Perdono"".</p>

<p>La Cappella del Transito: è la cella dell'infermeria dove S. Francesco morì il 3 ottobre 1226. All'esterno affreschi di Domenico Bruschi (1886), Morte e funerali del Santo Francescano. Nell'interno affreschi dello Spagna. All'interno della cappella si trova la nicchia contenente la statua di S. Francesco, in terracotta smaltata di Andrea della Robbia.</p>

<p>Dalla sagrestia si accede al corridoio che porta al Roseto legato ad una leggenda sulla vita di S. Francesco, piccolo giardino piantato esclusivamente a rosai senza spine. Adiacente al Roseto è la cappella del Roseto (1518) composta da tre ambienti decorata da affreschi di Tiberio d'Assisi, autore anche degli affreschi parietali dell'Oratorio di S. Bonaventura (1506). Lungo il tragitto d'uscita è visibile a sinistra, il chiostro quattrocentesco e ciò che resta del conventino dell'epoca di S. Bernardino di Siena (sec. XV).</p> "	Assisi | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	43.0575863	12.576021999999966	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
515	Attrattore	it_IT	2735128	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-archeologico-nazionale-di-spoleto	Museo archeologico nazionale di Spoleto	Il Museo archeologico nazionale di Spoleto conserva reperti e testimonianze della ricca storia della città e del territorio, con particolare riguardo alla Valnerina, che con Spoleto ebbe ebbe un rapporto culturale strettissimo.	Spoleto, archelogia umbria, Festival spoleto, Longobardi, trekking urbano	Museo archeologico nazionale di Spoleto	"Il Museo archeologico nazionale di Spoleto conserva reperti e testimonianze della ricca storia della città e del territorio, con particolare riguardo alla Valnerina, che con Spoleto ebbe ebbe un rapporto culturale strettissimo. <p>Il Museo è aperto dal 1985 negli spazi dell'ex convento di Sant'Agata, complesso medievale costruito sulle strutture del teatro romano (I secolo a.C.), risparmiandone la <em>cavea</em> – le gradinate per gli spettatori – ma alterandone fortemente la <em>scena </em>– lo spazio per gli spettacoli.<br />
Un piano è interamente dedicato ai più recenti risultati di scavo avvenuti a Spoleto: dalla formazione dell'abitato, sorto sul colle Sant'Elia nell'età del Bronzo, allo sviluppo in piano della colonia latina di Spoletium,divenuta municipio nel 241 a.C.<br />
Ogni tipologia di oggetti è corredata di un apparato illustrativo e critico che ne approfondisce il significato e la funzione sociale. Qui sono anche presentati alcuni materiali rinvenuti dagli scavi del teatro, che in futuro confluiranno in una specifica sezione: dai ritratti onorari per propagandare il potere alle sculture pertinenti alla sua decorazione.<br />
&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi21.png/0739359d-963e-405e-a2c3-adc2a9ff16a8?t=1423749274409	42.7335345	12.735031800000002	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
516	Attrattore	it_IT	3180933	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-paolina	Rocca Paolina	<p>La rocca Paolina, fortezza papale del XVI&nbsp;sec., si trova all'interno del centro storico di Perugia. E' possibile visitare i sotterrani,&nbsp; dall'etrusca porta Marzia, da piazza Italia e da piazza Partigiani.&nbsp;</p>	architettura ; underground ; Perugia storia; papato; architettura militare, fortezza	Rocca Paolina	"<p>La rocca Paolina, fortezza papale del XVI sec., si trova all'interno del centro storico di Perugia. E' possibile visitare i sotterrani,&nbsp; dall'etrusca porta Marzia, da piazza Italia e da piazza Partigiani.&nbsp;</p> <p>Simbolo del potere papale fu fatta costruire da papa Paolo III Farnese (1540 -1543) uscito vittorioso dalla guerra del sale contro i perugini. Per la sua edificazione, su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, il più celebre architetto militare del tempo, fu distrutto un quarto della città tra cui le dimore della potente famiglia Baglioni. La rocca si componeva di due fortificazioni: una maggiore, sul colle Landone, ed una minore in pianura, detta ""Tenaglia"", collegata alla prima tramite tre camminamenti fortificati.</p>

<p>Sempre odiata dal popolo perugino fu abbattuta dai cittadini subito dopo l'annessione di Perugia al Regno d'Italia nel 1860.</p>

<p>I sotterranei della rocca Paolina sono visitabili negli orari di apertura delle scale mobili che da piazza Partigiani portano a piazza Italia (6.15 am – 1.45 am); alcune sale ospitano un Centro Espositivo, in genere aperto durante mostre o eventi particolari, e il museo della Rocca Paolina che ripercorre le vicende storiche dell'insigne monumento.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.10698	12.387299999999982	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
517	Attrattore	it_IT	27335871	27167101	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/frappe	Frappe	<p>Dolcetti tipici del carnevale: pezzi di sfoglia dolce fritti sui quali si fa colare un po' di miele e si spolverizzano con zucchero a velo.&nbsp;</p>	umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria, frappe, frappe umbria, dolci carnevale umbria, carnevale in umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong></p> 500 gr. di farina&nbsp;<br />
Un cucchiaino di lievito in polvere<br />
3 uova&nbsp; &nbsp;<br />
La buccia grattugiata di un limone<br />
Un pizzico di sale&nbsp;&nbsp;<br />
125 gr. di burro&nbsp;&nbsp;<br />
100 gr. di zucchero&nbsp;&nbsp;<br />
Miele o zucchero a velo e alchermes per decorare<br />
1 litro di olio di semi di arachidi per friggere <p>Dolcetti tipici del carnevale: pezzi di sfoglia dolce fritti sui quali si fa colare un po' di miele e si spolverizzano con zucchero a velo.</p>

<p>Se piace si può dare anche una sgocciolata di alchermes.</p> <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>Disporre la farina a fontana miscelata con il lievito, aggiungere le uova, la buccia grattugiata del limone ed un pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero, ed il burro a fiocchetti. Amalgamare creando un impasto liscio ed omogeneo.</p>

<p>Spargere sulla spianatoia un po’ di farina e stendere il panetto a sfoglia. Tagliare con la rotellina delle strisce rettangolari. Al centro di ciascuna praticare un taglio più corto della loro lunghezza e farvi passare una estremità della striscia, tirando leggermente così da creare una sorta di piccolo nodo.</p>

<p>Nel frattempo scaldare l’olio in una padella, quando è pronto immergervi le frappe e farle dorare per 5 minuti circa. Lasciarle scolare su carta assorbente ed una volata raffreddati cospargerli con un poco di alchermes e miele o zucchero a velo.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte: <a href=""http://www.tipicamenteumbria.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=258:frappe-di-carnevale&amp;catid=57:dolci&amp;Itemid=118"" target=""_blank"">www.tipicamenteumbria.it</a></em></p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
518	Attrattore	it_IT	27335768	27167101	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cicerchiata	Cicerchiata	"<p><span style=""letter-spacing:-0.3pt;background-image:initial;background-position:initial;background-size:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-origin:initial;background-clip:initial;""><span style=""color:#4c3b43;""><span style=""font-family:arial,sans-serif;"">L'origine della ""Cicerchiata"" è contesa sia dall'Umbria che dall'Abruzzo; si tratta comunque di un dolce dall'aspetto vivace e colorato, caratteristico delle feste di Carnevale.</span></span></span></p>"	umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria, cicerchiata umbria	""	"<p><strong>Ingredienti</strong></p> 300 gr di farina<br />
3 uova<br />
1/2 limone<br />
Alchermes<br />
30 gr di burro<br />
150 gr. di mandorle<br />
400 gr. di miele<br />
100 gr. di canditi <p>L'origine della ""Cicerchiata"" è contesa sia dall'Umbria che dall'Abruzzo; si tratta comunque di un dolce dall'aspetto vivace e colorato, caratteristico delle feste di Carnevale.</p> <p><strong>Preparazione</strong></p>

<p>Impastare 300 gr di farina con 3 uova, la buccia grattugiata di 1/2 limone, qualche cucchiaio di liquore tipo alchermes e 30 gr di burro.</p>

<p>Dividere l'impasto in palline e friggerle poco alla volta in abbondante olio bollente.</p>

<p>Scolare le palline e metterle da parte.</p>

<p>Tagliare quindi a lamelle 150 gr. di mandorle sbucciate.</p>

<p>Scaldare 400 gr. di miele, fino a quando comincerà a colorirsi,</p>

<p>In una terrina mescolare quindi il miele alle palline, unire le mandorle e 100 gr. di canditi tagliati a dadini.</p>

<p>Imburrare uno stampo dal foro centrale, sistemarvi il composto in modo che si raffreddi prendendo la forma di una ciambella.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte: “La cucina delle regioni d’Italia – Umbria”, Edizioni Mida - Bologna (italy)</em></p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
519	Attrattore	it_IT	27335798	27167101	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/strufoli	Strufoli	Dolce tipico di carnevale diffuso in varie parti dell’Umbria.	umbria enogastronomia, ricette tipiche umbria, umbria natale, dolci umbria, strufoli, strufoli umbria, dolci carnevale umbria, carnevale in umbria	""	"<strong>Ingredienti</strong> 8 uova<br />
8 cucchiai di olio extravergine d’oliva<br />
8 cucchiai di zucchero<br />
16 cucchiai di farina<br />
1 bicchierino di mistrà e/o di rum&nbsp;<br />
1 buccia di limone grattugiata<br />
1 cucchiaino di lievito in polvere&nbsp;<br />
Aroma di vaniglia (facoltativo)<br />
Miele e alchermes per guarnire&nbsp;<br />
Olio per friggere Dolce tipico di carnevale diffuso in varie parti dell’Umbria. <p><strong>Preparazione</strong><br />
Unire tra loro la farina, il lievito, l’olio di semi, la buccia di limone, lo zucchero, gli aromi ed i liquori. Impastare con energia il tutto per diversi minuti, per formare un composto consistente e alveolato. Aggiungere se serve un po’ di farina o all’occorrenza del latte. Lasciare riposare l’impasto per circa un’ora. Scaldare su una larga padella l’olio di semi.Prendere una cucchiaiata dell’impasto ed immergerlo nell’olio bollente. Quando risultano gonfi e dorati estrarli dall’olio e adagiarli su di una carta assorbente. Irrorare gli strufoli di alchermes e versarvi il miele sciolto a bagnomaria.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><em>Fonte: <a href=""http://www.tipicamenteumbria.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=259:strufoli-di-carnevale&amp;catid=57:dolci&amp;Itemid=118"" target=""_blank"">www.tipicamenteumbria.it</a></em></p> "	Le ricette della tradizione	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275			""		""	""		[  ]	""
520	Attrattore	it_IT	27868400	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-gubbio	Palazzo dei Priori - Gubbio	"<p style=""margin: 0px 0px 11px;"">Attuale sede del Comune, il Palazzo dei Priori (o Pretorio o del Podestà) occupa il lato orientale di Piazza della Signoria, trovandosi di fronte al conosciuto Palazzo dei Consoli.</p>"	""	""	"<p style=""margin: 0px 0px 11px;"">Attuale sede del Comune, il Palazzo dei Priori (o Pretorio o del Podestà) occupa il lato orientale di Piazza della Signoria, trovandosi di fronte al conosciuto Palazzo dei Consoli.</p> <div>Progettato molto probabilmente da M. Gattapone nel 1349, in origine fu destinato come sede del Podestà, capo del potere esecutivo, in contrapposizione al Palazzo dei Consoli (suo gemello per origine) che era sede del potere legislativo.<br />
La sua ultimazione non fu possibile negli anni per vari motivi, sia economici che sociali a causa del dilagarsi della peste.<br />
Nella facciata che guarda la piazza sono visibili gli esiti della brusca interruzione dei lavori avvenuta nel 1350. Per questo L’edificio si presenta come una grande opera gotica incompiuta ma comunque di notevole valore architettonico.<br />
Eccezionale il criterio adottato nella costruzione dell'edificio: un unico pilastro centrale sul quale poggiano robusti archi che si congiungono ai muri perimetrali e sorreggono il carico delle volte e dei solai.<br />
Il Palazzo fu modificato ed ampliato nel tempo: ad esempio, la costruzione in mattoni che gli è stata addossata sulla sinistra risale alla fine del 1600, congiunta poi al palazzo di origine nel 1949 da un’ampia scalinata esterna.<br />
Tutto l’edificio è stato sottoposto ad un importante lavoro di restauro e di consolidamento a seguito del terremoto del 1997, lavoro che è terminato nel 2003.</div>

<div>Degni di nota, nella sala del Sindaco sono le due tele del ‘600 di F. Allegrini: due delle tante e rinomate ""Battaglie"" dipinte dal celebre artista.<br />
Il Palazzo ospita la ricca biblioteca fondata nel 1666 dal vescovo Alessandro Sperelli, e l'archivio Armanni, contenente molti manoscritti e codici, fra i quali a Storia di Gubbio del Greffolino.</div>

<div>&nbsp;</div> "	Gubbio	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	Gubbio	6024	[  ]	""
521	Attrattore	it_IT	28207860	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-impensole	Chiesa di Santa Maria Impensole	La chiesa è chiamata di S.Maria Impensole perchè costruita sul pendio. La costruzione si ebbe sui resti di una struttura più antica, datata all'VIII secolo, di cui mantenne la struttura portante.	""	""	"La chiesa è chiamata di S.Maria Impensole perchè costruita sul pendio. La costruzione si ebbe sui resti di una struttura più antica, datata all'VIII secolo, di cui mantenne la struttura portante. <p><strong>La Storia</strong></p>

<p>Le severe linee, l'accurata elaborazione delle sue parti, anche se potrebbero essere unite da un puro e semplice fatto occasionale, fanno pensare che gli artisti che l'hanno costruita, hanno voluto curarla in modo particolare, perché quasi presagivano il fascino che questo edificio avrebbe dovuto esercitare nella mente dei narnesi e dei visitatori di ogni tempo. La data di costruzione o ricostruzione è del 1175, come si legge nell'architrave della porta centrale</p>

<p><strong>L' Architettura</strong><br />
All'esterno abbiamo un atrio, che presenta tre luci, corrispondenti alle tre porte di ingresso, divise da quattro colonne di travertino, due intere e due incorporate nei pilastri laterali, due a base quadrata e due a base cilindrica. I loro capitelli in ordine corinzio un po' grossolano, tre dei quali hanno le foglie di acanto e viticci tipiche dell' ordine, mentre quello di sinistra ha tanti rami di rose fiorite che simboleggiano la purezza di Maria che da il nome alla chiesa. I portali sono ornamentati oltre che da fregi floreali e viticci, da alcune figure di animali-simboli: l'agnello, il leone, l'aquila, il pavone. Sopra il portale centrale merita attenzione l'immagine scolpita nel medaglione, che più che un gesto di benedizione, compie un gesto accogliente ed incoraggiante. Secondo alcuni è l'immagine del Redentore, secondo altri è una figura simbolica e, dato che la chiesa apparteneva ai benedettini, si potrebbe pensare a San Benedetto, ai lati del portale due leoni di pietra. Sull'ingresso di sinistra si possono vedere due aquile imperiali, che sovrastano l'agnello dell'Apocalisse. L'ambiente austero invita alla meditazione, alla riflessione, oltre che suscitare un senso di misticismo, invita a ripensare alla tormentata vita dell'epoca comunale, quando la religione era l'anima di ogni attività; la copertura a capriate e la luce delle finestrelle lo rende ancora più suggestivo. La costruzione è a croce latina, con tre navate, divise da due file di quattro colonne, che sostengono il caratteristico arco ribassato, come nella Cattedrale di San Giovenale e da due pilastri che sostengono l'arco trionfale. I capitelli delle colonne sono di ordine corinzio, tranne il terzo a destra, che ha due figure umane avvinghiate ciascuna da due leoni, appartenuto forse alla prima fondazione della chiesa nell' VIII secolo, o di origine barbarica. L'abside costruita a sbalzo nella parete di fondo è di piccole dimensioni, davanti c'è l'unico altare di forma rettangolare, in pietra, con mensa in marmo di notevoli dimensioni, sostenuta da sei pilastrini, ornati in stile cosmatesco ed uniti da altrettanti riquadri di pietre, dei quali i due laterali, al loro centro presentano un'apertura a forma di quadrifoglio dalla quale si possono osservare delle reliquie. Di notevole pregio è la statua lignea dell'Assunta del XVII secolo, che si trova su una mensola al centro dell'abside, alle pareti tracce di pitture locali del XIV e del XV secolo. Nella chiesa si tenevano spesso le assemblee popolari, o delle corporazioni.<br />
La chiesa si trova all'imbocco di Via Mazzini, lato est.</p>

<p><br />
<strong>I sotterranei</strong><br />
Uscendo dalla chiesa, scendendo alcune scalette a sinistra, vi è l'ingresso dei sotterranei. L'ambiente è costituito da tre vani, un vano d'ingresso, un piccolo vano adiacente a cui si accede per un passaggio di fortuna, ed infine un grande ambiente a tre navate, divise da pilastri. Il vano d'ingresso è rettangolare, a volta, con tre nicchie sulla parete destra. Sulla nicchia centrale è stata costruita l'abside a sbalzo, questo vano è sottostante al presbiterio. Sulla parete sinistra, costituita da muratura discontinua, eseguita con materiale di recupero, si apre l'accesso al sotterraneo delle navate della chiesa. I pilastri, cinque per parte, collegati con le pareti da altrettanti archi rappresentano un elemento interessante per la rifinitura e l'impiego della caratteristica pietra rosa e bianca, comune alle costruzioni narnesi, scavata dal Monte Ippolito, nei pressi di Narni. I pilastri a loro volta poggiano su pilastri più antichi. A destra entrando si nota una tomba ad arcosoglio (sec. VI) e trasversalmente dei resti di muro di costruzione romana a spina di pesce, che potrebbe essere della stessa epoca. In fondo a sinistra, c'è un pozzo su cui poggiano le fondamenta del muro della facciata della chiesa superiore. Infatti la chiesa come la maggior parte della città di Narni poggia le sue fondamenta sulle macerie delle distruzioni belliche e naturali dell'antica Nequinum. Ritornando al vano d'ingresso in fondo, a sinistra, c'è un pertugio scavato nel muro, che immette in un piccolo ambiente, dove si apre una finestrella e da essa si può ammirare, un pozzo originale, costruito proprio sotto il muro maestro della chiesa, che viene sostenuto da un pilastro, costituito da un blocco monolitico cubico e da un tronco di colonna cilindrico, su cui poggia un capitello rustico ed un architrave. Una particolare volta di pietra copre tutto il cavo del pozzo cilindrico e si pensa sia una cisterna romana con intonaco originale. Il pozzo della finestra misura circa 8 metri di profondità ed ha un diametro di circa 5 metri, contiene acqua per circa 2,50 metri. Altre tracce di archi fanno pensare ad altri ambienti con esso comunicanti, alcuni ancora praticabili, altri riempiti di macerie, che sono i resti di un antico monastero benedettino.<br />
Gli ambienti ipogei sono visibili soltanto durante il periodo della Corsa all'Anello.<br />
<strong>[Fonte: <a href=""http://www.turismonarni.it"">www.turismonarni.it</a>]</strong></p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> "	Narni	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/narni+-+calvi+-+otricoli/5bf8b6e8-de41-4bc1-b01f-037bc7210d15?t=1454335121724	42.5176022	12.515629900000021	Narni	55022	""	""		[  ]	""
522	Attrattore	it_IT	27980191	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-quaranta-martiri-e-logge-dei-tiratori-gubbio	Piazza Quaranta Martiri e Logge dei Tiratori - Gubbio	Originaria sede del mercato medievale, la piazza è ora attrezzata in parte a parcheggio e in parte a giardino.	""	""	"Originaria sede del mercato medievale, la piazza è ora attrezzata in parte a parcheggio e in parte a giardino. Definita il luogo di accoglienza primaria della viabilità regionale, la piazza è anche il punto dove si può godere di una splendida vista sulla parte alta della città, quella a ridosso sul monte.<br />
Il suo nome è in onore delle 40 vittime eugubine uccise dai tedeschi il 22 giugno 1944-<br />
Il lato nord è delimitato dal lungo complesso trecentesco dell'ex «Spedal Grande», costruito dalla Confraternita della Beata Vergine Maria e ceduto nel 1452 alla Confraternita dei Bianchi o dei Laici.<br />
L'edificio in origine era la sede dell'Ospedale di Santa Maria (1326). Nel 1505 si unirono ad esso altri ospedali del circondario, da qui il nome di ""Spedal Grande"" rimasto attivo fino al 1628. Già dalla prima metà del 1500 ""L'Arte della Lana"", mirava a costruire sopra il grande ospedale un locale coperto dove ""tirare"" i panni, ossia stendere i tessuti per fargli raggiungere le dimensioni desiderate.<br />
Dopo tante controversie, il Loggiato dei Tiratori venne realizzato, ed è ancora presente in tutta la sua maestosità.<br />
Nella facciata dell'edificio è visibile uno dei tanti dipinti murari dell'epoca:una Madonna fra i Ss. Pietro e Paolo di Bernardino di Nanni (1473).<br />
La chiesa di S. Maria dei Laici annessa all'edifico, fu eretta nel 1313 e ampliata forse su disegno di Francesco Allegrini durante la ristrutturazione dell'intero complesso. L'ultimo restauro risale al 1997 dopo il terremoto. le pareti dell'unica sua navata sono decorate da 24 quadretti con la vita di Maria, eseguiti da Felice Damiani. "	Gubbio	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	Gubbio	6024	[  ]	""
523	Attrattore	it_IT	27868501	93915	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-dei-santi-mariano-e-giacomo-gubbio	Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo - Gubbio	La Cattedrale, dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, fu edificata ai piedi del Monte Ingino su una chiesa romanica, di cui si possono notare i resti sul lato destro della facciata, risale ai sec XIII e XIV.	""	""	"La Cattedrale, dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, fu edificata ai piedi del Monte Ingino su una chiesa romanica, di cui si possono notare i resti sul lato destro della facciata, risale ai sec XIII e XIV. <div>Il portale, a sesto acuto, è sovrastato da un finestrone circolare ornato da un elegante fascia a fogliame ed attorniato dai simboli degli Evangelisti e dall’Agnello mistico. L’interno, in stile prevalentemente gotico, ha un’unica navata a croce latina sorretta da dieci grandi arconi ogivali trasversi. La chiesa è ricca di dipinti dovuti ad artisti eugubini del '500 (i Nucci, il Basili) ma anche di artisti forestieri (Sinibaldi Ibi, Giuliano Presutti, Dono Doni). Molto significativa è la cappella barocca che si apre nel mezzo della parete destra: contiene affreschi dell’Allegrini e una tela (la Nascita della Vergine) del Gherardi.<br />
A sin. dell'altare maggiore è il Seggio dei Magistrati , con finte tarsie di Benedetto Nucci. Nel coro si trova il Seggio episcopale, intagliato verso la metà del sec. XVI. Il sarcofago tardo-antico sotto l’altare maggiore contiene le reliquie dei SS. Giacomo e Mariano, titolari della chiesa. Sulle pareti del tempio rimangono tracce di affreschi dei secc. XIV e XV. Le pitture murali dell’abside, dell’arco trionfale e delle cappelle di sin., sono opera di Augusto Stoppoloni (1916-18).</div>

<div><strong>Fonte:&nbsp;</strong></div>

<div><a href=""http://gubbio.infoaltaumbria.it/scopri_la_citta/in_centro/il_duomo.aspx"">http://gubbio.infoaltaumbria.it</a></div>

<div>&nbsp;</div> "	Gubbio	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	Gubbio	6024	[  ]	""
524	Attrattore	it_IT	3580468	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco	Chiesa di San  Francesco	La Chiesa di San Francesco, consacrata nel 1291, subì nel corso dei secoli notevoli modifiche ed ampliamenti.	""	Chiesa di San  Francesco	"La Chiesa di San Francesco, consacrata nel 1291, subì nel corso dei secoli notevoli modifiche ed ampliamenti. <p>Il campanile, distrutto da un terremoto, fu ricostruito nel 1452. L'interno della chiesa ad unica navata fu completamente rifatto in stile barocco tra il 1707 ed 1727. Gli stucchi sono di Antonio Milli, mentre i medaglioni della volta, rappresentanti S. Francesco, S. Antonio e S. Giuseppe da Copertino, sono di Lucantonio&nbsp; Angiolucci da Città di Castello.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>

<p>Entrando nella chiesa, in fondo a sinistra vi è la Cappella Vitelli costruita verso la metà del 1500 da Giorgio Vasari, su commissione della Marchesa Gentilina Della Staffa Vitelli, madre di Paolo e di Chiappino, qui tumulati insieme a Nicolò Vitelli il ""Padre della Patria"", morto il 6 gennaio 1486. Dello stesso Vasari è anche la grande tavola raffigurante l'""Incoronazione della Vergine"".</p>

<p>Sui lati della cappella si trovano gli stalli di un coro del cinquecento finemente intarsiato e disegnato a china attribuito a maestranze &nbsp;locali che lo eseguirono su disegni lasciati da Raffaello. Il cancello in ferro battuto è opera&nbsp; del maestro Pietro Ercolano, tifernate, nel 1567. Sempre sulla sinistra vi è una terracotta di scuola ""robbiana"" raffigurante ""San Francesco che riceve le stimmate""; di fronte, il quadro raffigurante il &nbsp;""Martirio di San Bartolomeo"",&nbsp; è di Giovan Battista Pacetti, detto ""Lo Sguazzino"" nato a Città di Castello nel 1593.</p>

<p>Sull'altare di San Giuseppe, appartenuto alla famiglia Albizzini, dove vi &nbsp;è ora una copia, si trovava lo ""Sposalizio della Vergine"" dipinto da Raffello nel 1504 che fu sottratto nel 1798 dal Generale Lechi, comandante delle truppe napoleoniche. Dal 1805 si trova nella Pinacoteca di Brera a Milano. Nella chiesa &nbsp;si conservava, inoltre, un dipinto di Luca Signorelli ""L'Adorazione dei Pastori"" oggi alla National &nbsp;Gallery"" di Londra. &nbsp;</p>

<p>L'altare maggiore, monolitico del XIV sec. è attribuito al Beato Giacomo valente frate marmorario. Nell'abside è disposto un bel coro in noce del XVIII sec. Nel catino dell'abside, sopra il coro ligneo, è stato collocato nel 1763 un grande organo meccanico utilizzato ancora oggi per l'esecuzione di &nbsp;concerti.</p> Fonte: IAT Città di Castello "	Città di Castello | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi4.png/4288535a-fafa-41f2-bef5-ce0af711cabf?t=1423749271901	43.45849	12.24037999999996	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
525	Attrattore	it_IT	20709223	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-francesco-citerna	Chiesa di San Francesco - Citerna	La chiesa di San Francesco di Citerna è ubicata lungo Corso Garibaldi, fu edificata, insieme all'annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna), nella seconda metà del XV secolo sulle fondamenta di una costruzione preesistente visibile nella parte bassa della facciata.&nbsp;	""	Chiesa di San Francesco - Citerna	"La chiesa di San Francesco di Citerna è ubicata lungo Corso Garibaldi, fu edificata, insieme all'annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna), nella seconda metà del XV secolo sulle fondamenta di una costruzione preesistente visibile nella parte bassa della facciata.&nbsp; <p>Architettonicamente presenta una facciata rinascimentale ed una pianta a croce latina. Lungo la navata sono collocati quattro altari in pietra arenaria e legno, dipinti e dorati, arricchiti di tele pregevoli.&nbsp;</p>

<p>Sopra il primo altare di sinistra è collocata una Annunciazione, tela ad olio del secolo XVII (di autore anonimo); nel secondo è una tela, dello stesso secolo, che rappresenta un francescano che sorregge San Giovanni, l’Immacolata e il profeta Isaia.</p>

<p>Sopra il primo altare, della parete di destra, si trova una tavola della Madonna coi Santi e sul secondo altare una raffigurazione di Sant’Antonio da Padova (nel quadro appare il panorama di Citerna nel '500 vista dalla pianura di Sansepolcro), entrambe dell'artista Simone Ciburri, allievo del Bandiera.</p>

<p>Sulla stessa parete di destra si apre una nicchia con un pregevole affresco della Vergine con bambino, affiancata da San Michele Arcangelo e San Bernardino da Siena, riconducibile alla scuola di Luca Signorelli (forse di Tommaso Bernabei detto il Palpacelo).</p>

<p>Nella parete di fondo della parte sinistra del transetto si trova un maestoso altare ligneo intitolato al Santissimo Crocifisso, sul quale è posto appunto un Crocifisso ligneo di stile bizantineggiante. Sullo stesso altare trova posto la tavola de la Madonna e San Giovanni ed altri due dipinti, tutti attribuiti a Raffaellino del Colle.</p>

<p>Sempre nel transetto di sinistra, merita di essere menzionato, l'altare dedicato a Maria Maddalena, per la tavola della Deposizione dipinta da Nicolò Circignani detto il Pomarancio, nel 1570.</p>

<p>Sulla parte destra del transetto sono collocati altri due altari: sopra il primo si ha una tavola intitolata Cristo in Gloria di Raffaellino del Colle; sul secondo un dipinto della Madonna in trono del XVIsecolo.</p>

<p><strong>Fonte</strong>: Umbria. Vol. 1. La biblioteca di Repubblica - L'Italia, 1. Milano: Gruppo Editoriale L'Espresso SpA - Divisione la Repubblica (© Touring Editore s.r.l.), 2005.&nbsp;</p> "	Citerna | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4980125	12.11784590000002	Citerna	54011	""	""		[  ]	""
526	Attrattore	it_IT	22399928	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/nobile-collegio-del-cambio-perugia	Nobile Collegio del Cambio - Perugia	<p>Costruito tra 1452 e 1457 entro l’ala nuova di palazzo dei Priori, fu la sede della corporazione dei cambiatori di moneta.&nbsp;</p>	""	Nobile Collegio del Cambio - Perugia	"<p>Costruito tra 1452 e 1457 entro l’ala nuova di palazzo dei Priori, fu la sede della corporazione dei cambiatori di moneta.&nbsp;</p> <p>Dalla sala dei Legisti, con tribunale sulla parete di fondo e stalli lignei laterali intagliati e intarsiati da Gian Pietro Zuccari, si accede alla sala delle Udienze, destinata alle riunioni e al ricevimento del pubblico.</p>

<p>La metà della parete destra è occupata dal tribunale e dai banconi realizzati da Domenico Tasso, mentre le pareti ospitano un ciclo di affreschi realizzato di Pietro Vannucci detto il Perugino tra il 1498 e il 1500. Ispirato ad un programma iconografico dell’umanista perugino Francesco Maturanzio, raffigura Figure mitologiche (volta), Personaggi illustri della storia greca e romana, Arti liberali, Sibille e profeti (pareti destra e sinistra) e la Trasfigurazione di Cristo e il Presepe (parete di fondo).</p>

<p>Da qui si accede alla cappella di San Giovanni Battista, con affreschi di Giannicola di Paolo.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1107168	12.390827899999977	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
527	Attrattore	it_IT	125007	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-pietro	Abbazia di San Pietro	L'abbazia&nbsp;di San Pietro, inglobata nell'ampliamento quattrocentesco delle mura...	""	""	"<p>L'abbazia&nbsp;di San Pietro, inglobata nell'ampliamento quattrocentesco delle mura, si trova di fronte ai giardini del Frontone, a <strong>Perugia</strong>, in fondo a borgo XX Giugno, fuori porta San Pietro. Un tempo fu il monastero benedettino più potente dell'Umbria.<br />
Fu fondata nel X secolo ed è stata la prima sede vescovile perugina.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
San Pietro conserva intatta l'originaria struttura architettonica, alla quale si sono succeduti, tra XV e XVII secolo, numerosi interventi.<br />
Per accedere alla chiesa si deve attraversare un bel cortile porticato sui quattro lati con colonne in travertino sormontate da capitelli dorici, realizzato nel 1614 da Valentino Martelli che ha completamente coperto la facciata della chiesa. Il possente campanile, dodecagonale fino al giro dei beccatelli, poi esagonale con alte bifore e terminante con slanciata cuspide, è stato realizzato nella parte inferiore nel XIII secolo, in quella superiore nel XV, su disegno di Bernardo Rossellino.<br />
L'ingresso alla chiesa è caratterizzato da ricco portale cinquecentesco in marmo bianco sormontato da lunetta con affresco raffigurante la&nbsp;<em>Madonna&nbsp;e due angeli</em>&nbsp;di Giannicola di Paolo. A fianco del portale sono stati riportati alla luce alcuni affreschi del maestro Ironico appartenuti alla primitiva facciata.<br />
L'interno, presenta una straordinaria fusione tra architettura medievale&nbsp; e intervento&nbsp; decorativo tardomanieristico.<br />
Di impianto basilicale, a tre navate divise da colonne&nbsp; con capitelli ionici di tarda età imperiale, ha nella navata centrale grandi tele raffiguranti episodi del&nbsp;<em>Vecchio e del Nuovo Testamento&nbsp;</em>opera dell'Aliense (1592-94), inquadrate in una decorazione ad affresco che investe lo spazio tra le tele, gli archi, i sottarchi sviluppandosi anche nelle navate laterali. L'altar maggiore è composto da colonne, pilastri, nicchie e cupola di rari marmi policromi.<br />
Nella navata destra sono raffigurati personaggi legati alla chiesa come&nbsp;<em>San Pietro in Vincioli</em>,&nbsp;<em>San Benedetto</em>,&nbsp;<em>Santa Scolastica</em>,&nbsp;<em>San Mauro</em>&nbsp;e&nbsp;<em>San Gregorio Magno</em>.<br />
Lungo la parete sono anche la cappella di San Giuseppe decorata nel 1855 da Domenico Bruschi e la cappella delle Reliquie con cancellata in ferro battuto e stucchi del Cinquecento e affreschi di Benedetto Bandiera. Ai lati dell'ingresso al presbiterio sono due dipinti di Gian Domenico Cerrini (<em>Vergine che allatta il Bambino</em>&nbsp;e&nbsp;<em>San Giovanni Battista</em>). All'interno del presbiterio è il coro ligneo intarsiato (1525-1535), tra i più belli d'Italia.<br />
La sagrestia, edificata nel 1451, conserva affreschi nella volta con&nbsp;<em>Storie dell'Antico Testamento</em>&nbsp;forse di un maestro fiammingo mentre alle pareti&nbsp;<em>Storie di San&nbsp; Pietro e Paolo</em>&nbsp; di Vincenzo Danti, artista di stile michelangiolesco e cinque quadretti di Perugino con immagini di santi per la tavola dell'<em>Ascensione</em>&nbsp; requisita dai francesi ed oggi a Lione.<br />
La navata sinistra presenta lungo le pareti opere notevoli come una&nbsp;<em>Pietà</em>, parte dello smembrato polittico di San Agostino proveniente dalla chiesa di Sant'Agostino di Pietro Perugino. Nella cappella Vibi notevoli il dossale marmoreo con&nbsp;<em>Gesù fanciullo, il Battista e San Girolamo</em>&nbsp;(1453) attribuito a Mino da Fiesole, un&nbsp;<em>Annunciazione</em>&nbsp;di Giovan Battista Caporali e una<em>Visitazione</em>&nbsp; di Stefano Cimurri (1530). Segue la cappella Ranieri con volta decorata da pitture di Annibale Brugnoli (XIX) sopra un precedente decorazione del Caporali. La cappella del Sacramento ha invece volta decorata da Francesco Appiani e Pietro Carattoli. Sull'altare&nbsp; è collocata un immagine della&nbsp;<em>Madonna del giglio&nbsp;</em>del XIV secolo posta al centro di un dipinto che raffigura&nbsp;<em>San Pietro</em>&nbsp;e&nbsp;<em>San Paolo</em>&nbsp;di Jean Baptiste Wicar (XIX secolo).<br />
In controfacciata è una grande tela&nbsp; della fine del XVI secolo con il&nbsp;<em>Trionfo dell'ordine benedettino</em>.<br />
Usciti dalla chiesa, attraversato il primo chiostro, di cui si è già detto si prenda il corridoio che porta al secondo chiostro impostato su tre piani con pozzo al centro. Ancora più avanti è l'antico refettorio con lavabo in terracotta invetriata raffigurante&nbsp;<em>la Samaritana&nbsp;al pozzo</em>&nbsp;opera del XV secolo, attribuita a Benedetto Buglione. Un terzo chiostro anche detto ""chiostro delle stelle"" è opera di Galeazzo Alessi.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Nell'antica peschiera dei monaci è l'orto medievale che presenta una interessante lettura in chiave simbolica del giardino di un tempo.&nbsp;<br />
Poco distante si trova l'orto botanico, che contiene anche un giardino alpino, un giardino zen, un laghetto con piante ombrofile.&nbsp;<br />
Oggi l'orto botanico svolge una importante funzione didattico-educativa anche per le varie interazioni naturalistico-ambientali.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
La chiesa si trova nella parte meridionale della città ed è facilmente raggiungibile a piedi&nbsp; lasciando i propri mezzi di trasporto nei parcheggi circostanti il centro storico.</p> "	Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718			""		""	""		[  ]	""
528	Attrattore	it_IT	95532	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-del-popolo-a-todi	Piazza del Popolo a Todi	Piazza del Popolo a Todi è tra le più belle piazze medievali d'Italia	Piazza, Todi, medioevo, palazzo del Popolo, palazzo del Capitano, cisterne romane, todi sotterranea	Piazza del Popolo: il centro del potere della città medievale, nel cuore cittadino	"Tra le piazze più belle d'Italia, <strong>piazza del Popolo</strong> si apre nel punto più alto di Todi, sulla cima del colle Nidoli (398 m s.l.m.) <p>Cuore della città medievale e moderna, area del foro romano, vi affacciano tutti gli edifici del potere laico e religioso: il <strong>palazzo del Popolo</strong> (o del Podestà), il <strong>palazzo</strong> <strong>del</strong> <strong>Capitano</strong> e il <strong>palazzo</strong> <strong>dei Priori</strong>, realizzati tra il XIII e il XIV secolo, e, all'estremità opposta, la <strong>Cattedrale</strong><strong> di Maria Santissima Annunziata</strong>, documentata dal XII secolo e rimaneggiata più volte in epoche successive .</p>

<p>Da qualsiasi parte della città proveni, circondata come è da ripide pendenze, la piazza ti stupirà per essere tutta in piano! La sua pavimentazione è sorretta, infatti, da un sistema di monumentali cisterne realizzate in epoca romana con la funzione di sostenere la soprastante area del foro, la piazza pubblica dell'antico centro di Tuder, ancora più vasta della piazza medievale e attuale.<br />
Le <strong>cisterne romane</strong>, pregevole opera di ingegneria idraulica finalizzata a rifornire di acqua il colle, sono parte di un suggestivo <strong>percorso di visita sotterraneo </strong>che ti conduce alla scoperta della fitta rete di pozzi, gallerie e cisterne di varie epoche.</p>

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<p>Per apprezzare in pieno il suo aspetto e i suoi colori ti consigliamo di scoprirla nelle ore centrali della giornata, quando la luce del sole è al massimo della sua luminosità e riesce ad esaltare il bianco della pietra con cui sono costruiti gli edifici pubblici che vi si affacciano. Potresti ammirarla durante un aperitivo, magari sorseggiando un calice di vino DOC, e godendo delle consuetudini e dei ritmi tipici dei piccoli centri italiani, che utilizzano le piazze come luoghi di passaggio, di sosta, d'incontro, di socializzazione</p> "	Todi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.782448	12.40627399999994	""		""	""		[  ]	""
529	Attrattore	it_IT	16191146	15727054	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/la-crescionda-spoletina	La Crescionda Spoletina	La Crescionda è un dolce tipico del Carnevale delle zone di Spoleto e dintorni che, nel corso del tempo dalle sue origini ad oggi, ha subìto una vera e proprio evouluzione, perdendo i contrasti di sapore iniziali e acquistando invece un gusto ed un aspetto sempre pià raffinato.	""	""	"La Crescionda è un dolce tipico del Carnevale delle zone di Spoleto e dintorni che, dalle sue origini ad oggi, ha subìto una vera e proprio evoluzione, perdendo i contrasti di sapore iniziali e acquistando invece un gusto ed un aspetto sempre più raffinato. <p>Il nome deriva forse da ""crescia unta"" e le sue origini risalgono al Medioevo quando si preferivano le pietanze dal contrasto agro-dolce: la ricetta dell'epoca prevedeva infatti uova, pane grattato, brodo di gallina, formaggio pecorino, raschiatura della buccia di un limone, zucchero, cioccolato fondente grattugiato o cacao amaro.</p>

<p>Oggi la ricetta si è trasformata e viene proposta secondo diverse varianti, come spesso accade con le pietanze popolari: la Crescionda di mele, poco conosciuta e preparata raramente in quasi tutto il comprensorio spoletino, la Crescionda ""poretta"" e la più celebre di tutte, la Crescionda a tre strati con una base di amaretti e farina, uno strato centrale chiaro, come un budino alla vaniglia, formato dal latte e dalle uova ed uno superficiale marrone scuro formato quasi esclusivamente dalla cioccolata.</p> "	Spoleto | Sapori della terra	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7190298	12.690532599999983	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
530	Attrattore	it_IT	95669	90470	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-san-francesco-ad-assisi	Basilica San Francesco ad Assisi	Patrimonio dell'Umanità, la basilica di San Francesco d'Assisi custodisce la tomba del Santo e i capolavori di Giotto e Cimabue	Basilica di San Francesco, Assisi, basilica superiore, basilica inferiore, tomba di san Francesco, affreschi di Giotto	Nella basilica di San Francesco di Assisi per contemplarne spiritualità e arte	"Riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, la basilica di San Francesco venne costruita sotto la direzione di frate Elia, vicario generale e architetto dell'ordine, a partire dal 1228, appena due anni dopo la morte del santo, come luogo destinato ad accoglierne le spoglie.<br />
La prima pietra venne posta dal pontefice Gregorio IX il 17 luglio 1228 l'indomani della canonizzazione di san Francesco, nel luogo in cui si eseguivano le esecuzioni capitali e venivano seppelliti i malfattori. Secondo la tradizione lo stesso Francesco, in punto di morte, indicò ai compagni questo come il luogo per la sua sepoltura.<br />
<img alt="""" 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<strong>Esterno</strong><br />
L'esterno della basilica ha richiami evidenti al gotico francese nello slancio della facciata e nel portale bipartito, mitigati dalle mensole orizzontali e dal rosone, che hanno un'aria prettamente umbra, e dal greve campanile dal largo impianto.<br />
Le superfici sono tutte nella pietra del Subasio, che si tinge di rosa nelle ore del giorno per brillare di bianco sotto la luna.<br />
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<strong>Chiesa inferiore</strong><br />
Vi si accede dal fianco della basilica, attraverso un doppio portale della fine del XIII secolo, sormontato da un protiro rinascimentale.<br />
L'interno ha una singola navata, divisa da basse arcate in cinque campate, con cappelle laterali della fine del XIII secolo.<br />
Nella <strong>prima campata</strong>, all'ingresso, sono esposte due grandiose tombe gotiche del XIV secolo, e, fra esse, un pulpito dalla base duecentesca con aggiunte e rifacimenti posteriori.<br />
Di fronte all'ingresso si trova la <strong>cappella di Santa Caterina</strong>, o del Crocifisso, decorata con un ciclo di affreschi del bolognese Andrea Bartoli (1368) e alleggerita da bifore con vetrate trecentesche.<br />
Il crocifisso ligneo policromo sull'altare è invece della fine del Quattrocento.<br />
Nella <strong>navata</strong>, alle pareti sono resti di affreschi con Scene della Passione di Cristo (a destra) e Storie della vita di San Francesco (a sinistra), opera del cosiddetto Maestro di San Francesco (circa del 1253).<br />
Quasi in fondo alla parete sinistra, in una nicchia sovrastante una tribuna gotica, si trova un affresco con Incoronazione della Vergine di Puccio Capanna (XIV secolo).<br />
A metà della navata, una scala scende alla cripta; dietro l'altare, protetta da una grata di ferro, si trova l'urna che custodisce le spoglie del santo.<br />
Tornando alla chiesa, la <strong>cappella della Maddalena</strong> conserva preziosi affreschi rappresentanti Storie della Maddalena e Santi (1314 circa), attribuiti alla bottega di Giotto, e forse con interventi diretti del maestro.<br />
Nella <strong>prima cappella sinistra</strong> si ammirano invece gli episodi della Vita di San Martino, opera di Simone Martini (1312-1320).<br />
Nella <strong>crociera</strong>, sopra il gotico altare maggiore, altri affreschi sono attribuiti agli aiuti di Giotto, tra cui il Maestro delle Vele.<br />
Alle pareti e sulla volta a botte del <strong>transetto destro</strong> si trovano ancora affreschi della scuola di Giotto e una Madonna in trono con angeli e San Francesco, grandiosa composizione di Cimabue parzialmente decurtata. Alla contigua parete di fondo, sono attribuite a Simone Martini cinque figure di santi.<br />
Anche nella <strong>cappella di San Nicola</strong> sono presenti affreschi di scuola giottesca, forse con interventi del maestro stesso, rappresentanti storie del santo (1300-1310).<br />
In una nicchia sopra l'altare, il monumento funebre di Giovanni Gaetano Orsini è opera gotica di un &nbsp;ignoto maestro umbro.<br />
Alle pareti e sulla volta del <strong>transetto sinistro</strong> si ammirano, tra le altre pitture, il ciclo con la Passione di Cristo e una Madonna e Santi di Pietro Lorenzetti e bottega (1315-20).<br />
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<strong>Chiesa superiore</strong><br />
Se la basilica inferiore, grave e oscura, invita alla penitenza e al silenzio, la superiore è slanciata verso il cielo, ariosa e luminosa.<br />
Di stile gotico con influssi francesi, è a una navata di quattro campate, dalle volte a crociera, con transetto e abside poligonale.<br />
Il <strong>transetto</strong> è meravigliosamente decorato da affreschi di Cimabue, con la celebre Crocifissione, le Scene dell'Apocalisse e le Storie di San Pietro. Iniziato nel 1277, il ciclo è deperito a causa della variazione del colore bianco in toni scuri, che ha generato un effetto come di visione ""in negativo"".<br />
Di Cimabue e collaboratori sono anche i quattro Evangelisti dipinti nella volta sopra il gotico altare maggiore, e gli affreschi con le Storie di Maria alle pareti.<br />
Nella porzione superiore della <strong>navata</strong> si svolge un ciclo di affreschi, con Storie del Nuovo e del Vecchio Testamento, ritenuto in parte opera di pittori di scuola romana e in parte di seguaci di Cimabue.<br />
Lo spazio della narrazione è intervallato dalle finestre adorne di vetrate medievali, che, nonostante i rifacimenti, costituiscono una delle più complete raccolte esistenti in Italia.<br />
Nella metà inferiore della navata, è il celebre ciclo di affreschi che ebbero in Giotto sia l'artefice che il supervisore di altre maestranze. Vi sono raffigurati episodi della vita di San Francesco, dalla giovinezza alla morte ai presunti miracoli postumi, inscritti in architetture dipinte che raffigurano colonne e mensole.<br />
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<strong>Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco</strong><br />
Dal primo piano del rinascimentale Chiostro di Sisto IV, si accede al Museo del Tesoro, una raccolta d'arte sacra che comprende dipinti, oreficerie e manufatti tessili legati alla storia della basilica.<br />
Nella sala adiacente è la collezione Perkins: donata alla città nel 1955 dallo storico dell'arte americano Frederik Mason Perkins, comprende dipinti su tavola del XIV e XV secolo.<br />
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<strong>Orario</strong><br />
Mesi invernali (ora solare):<br />
chiesa superiore 8.30 - 18.00 (stop ingressi 17.45),<br />
chiesa inferiore 6.00 - 18.00.<br />
Mesi estivi (ora legale):<br />
chiesa superiore 8.30 - 19.00 (stop ingressi 18.45),<br />
chiesa inferiore 6.00 alle 19.00. "	Assisi | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.0707017	12.619596600000023	Assisi	54001	""	""		[  ]	""
531	Attrattore	it_IT	24760082	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-assunta-vallo-di-nera	Chiesa di Santa Maria Assunta - Vallo di Nera	La chiesa di Santa Maria risale a circa il 1176. Agli inizi del Trecento, la chiesa passò ai Minori Conventuali. Di fianco, venne costruito il convento di cui si ha notizia fin dal 1336.	""	Chiesa di Santa Maria Assunta - Vallo di Nera	"La chiesa di Santa Maria risale a circa il 1176. Agli inizi del Trecento, la chiesa passò ai Minori Conventuali. Di fianco, venne costruito il convento di cui si ha notizia fin dal 1336. <div>I francescani ingrandirono la chiesa originaria dedicandola a S. Francesco e trasformarono in campanile una delle torri di difesa. Nel 1652, sotto il pontificato d’Innocenzo X, la chiesa venne dedicata a Maria Assunta.</div>

<div>La chiesa francescana ha una facciata in pietre conce in linea con il romanico spoletino termina al centro con una cuspide ed è contraddistinta da un bel portale gotico ad ogiva ornato da capitelli e fregi, sovrastato da un rosone scandito da 12 colonnine. Una possente torre campanaria si eleva al di sopra del presbiterio, ed accoglie nell`ampia cella una campana maggiore del XIV secolo. Sulla parete sinistra sporge la nicchia che alloggia l`orologio a pesi. Sono diversi gli affreschi che arricchiscono le pareti, opera di artisti di scuola giottesca, in particolare Giovanni Boccati, Girolamo di Giovanni e della dinastia di Pietro, del figlio Cola e dei discendenti Arcangelo di Cola e Giacomo di Cola. L'abside fu affrescato nel 1383 da Cola di Pietro da Camerino insieme a Francesco di Antonio.<br />
Nella parete di destra sono affrescati undici santi tra i quali san Giuliano in vesti militari, sant' Antonio abate, san Pietro, san Paolo, san Giovanni Battista, san Giacomo Maggiore, san Michele Arcangelo, dipinto murale della fine del XIV secolo attribuito a Cola di Pietro da Camerino.<br />
Sotto, dello stesso pittore, è un grande affresco del 14015 raffigurante la Processione dei Bianchi. L'affresco è una delle fonti più complete del movimento penitenziario dei Bianchi che attraversò l'Italia nel 1399. Sempre nella stessa parte ma a destra della seconda finestra: Antonio abate; Gregorio Magno, coronato col triregnum, mostra un dipinto con i Santi Pietro e Paolo. Proseguendo: un’austera Madonna in trono, della metà del Quattrocento, porta sulle ginocchia il Bambino con un passerotto. A fianco, le immagini di S. Chiara e di S. Maria Egiziaca. Il penultimo gruppo di affreschi si svolge su tre registri: in alto, la Vergine in trono che allatta il Figlio; alla sua destra, i santi Rocco e Sebastiano, dipinti nel 1486 a protezione dal ciclico flagello della peste nera. Sotto: S. Gregorio Magno benedicente. Sulla destra, S. Pietro Martire, pugnalato da eretici carnefici, compare anche nel gruppo seguente assieme a S. Sebastiano.<br />
Nella sacrestia oltre ad una quattrocentesca decorazione a motivi geometrici e floreali: Sant'Antonio Abate, San Leonardo, Crocifissione di Cristo, Annunciazione, Santa Chiara tutti attribuiti al Maestro di Eggi, secolo XV. La chiesa aveva una Croce azzurra (inizi del XIII secolo) di maestro spoletino, ora al Museo diocesano di Spoleto, che deve il suo nome alla particolarissima gamma cromatica dei lilla e degli azzurri che la caratterizza.</div> "	Vallo di Nera | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.75510999999999	12.863013000000024	Vallo di Nera	54058	""	""		[  ]	""
532	Attrattore	it_IT	3237491	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/basilica-di-san-benedetto	Basilica di San Benedetto	La&nbsp;basilica di San Benedetto&nbsp;è prospiciente la piazza omonima, fulcro del centro storico della città di Norcia.	Norcia, Valnerina, San Benedetto	Basilica di San Benedetto	"La&nbsp;basilica di San Benedetto&nbsp;è prospiciente la piazza omonima, fulcro del centro storico della città di&nbsp;Norcia. <p>La&nbsp;basilica di San Benedetto&nbsp;è prospiciente la piazza omonima, fulcro del centro storico della città di Norcia.</p>

<p>La tradizione ritiene che in questo luogo fosse la casa natale dei santi gemelli, Benedetto e Scolastica.</p>

<p>Intitolata a san Benedetto, patrono d'Europa e padre del monachesimo occidentale (V-VI secolo d.C.), la basilica rappresenta spiritualmente uno dei luoghi più importanti della Regione. L'esterno, tipicamente alto-medievale, contrasta con l'interno, ristrutturato nel XVIII secolo. Attualmente <strong>la chiesa non è visitabile</strong>, per i danni provocati dal terremoto del 2016.</p>

<p>La Basilica di san Benedetto fu edificata tra il 1290 ed il 1338 sulla preesistente cripta, subì dopo pochi anni il primo ampliamento ad opera dei monaci di Sant'Eutizio in Valcastoriana. Nel XIV secolo fu eretto il campanile, ma il terremoto del 1703 ne distrusse la parte superiore che fu ricostruita di dimensioni più modeste. In seguito al terremoto del 1859 la facciata&nbsp;venne sottoposta ad un intervento di restauro nella parte superiore.<br />
L'ultimo restauro effettuato negli anni '50 del secolo scorso, ha riportato alla luce l'arco trionfale del XIV secolo.<br />
Nel 1570 alla parete laterale della chiesa, a destra della facciata, è stato affiancato un portico che originariamente veniva utilizzato come spazio coperto per il mercato dei cereali.<br />
La facciata realizzata in pietra chiara, è sagomata a capanna e riquadrata da due lesene che terminano con pinnacoli. Risulta divisa in due parti da una cornice in origine decorata con intarsi policromi. Nella parte inferiore è situato l'imponente portale, abbellito nella lunetta da un gruppo scultoreo raffigurante <em>Madonna</em> <em>con il Bambino e due angeli adoranti</em>. Ai lati della lunetta sono posizionate due edicole contenenti le statue di <em>San Benedetto</em> e <em>Santa Scolastica</em>.<br />
Al centro della zona superiore si apre un elegante rosone attorniato dai <em>simboli dei quattro Evangelisti</em>.<br />
L'interno, a croce latina con un'unica navata e abside poligonale, fu completamente ristrutturato nel XVIII secolo. Nel braccio sinistro del transetto è collocata una grande tela di Filippo Napoletano (1621), con <em>San Benedetto e Totila</em>. Sull'altare del braccio destro, <em>Madonna e santi nursini</em>, del pittore romano Vincenzo Manetti (metà del XVII secolo). Nell'abside, un grande coro ligneo cinquecentesco proveniente dalla chiesa dell'Annunziata.<br />
La cripta, posta sotto la metà della navata, è divisa in tre navate da pilastri coronati da rozzi capitelli. La navata centrale è coperta con volta a sesto ribassato e le laterali, di larghezza inferiore, con volte a crociera. La navata sinistra termina con un'absidiola appartenente ad un edificio pubblico romano del I secolo d.C., poi trasformato nel primitivo oratorio di san Benedetto. Alcuni tratti della struttura muraria della cripta sono in ""opus reticolatum"" ed altri presentano tracce di affreschi trecenteschi (abside di sinistra); dove la tradizione indica il luogo natale dei santi Benedetto e Scolastica. Una piccola porta immette nell'attigua area archeologica comprendente i resti di due altre aule dell'edificio romano.</p>

<p>La basilica di San Benedetto, nel centro storico di Norcia, è facilmente raggiungibile a piedi lasciando il proprio mezzo di trasporto nei parcheggi che circondano le mura.</p> "	Norcia | Luoghi della cultura | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.7924619	13.093242700000019	Norcia	54035	""	""		[  ]	""
533	Attrattore	it_IT	3237467	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/acquedotto-duecentesco	Acquedotto Duecentesco	Il percorso dell'acquedotto va da monte Pacciano, a circa 5 km dal centro storico, fino alla fontana Maggiore, nel centro storico di Perugia	Perugia, Fontana Maggiore, Acquedotto medievale, Cultura, vacanze in Umbria	""	"Il percorso dell'acquedotto va da monte Pacciano, zona San Marco, circa 5 km dal centro storico, fino alla&nbsp;fontana&nbsp;Maggiore, nel centro storico di Perugia <p><strong>Un tempo fu....</strong><br />
Costruito tra il 1254 ed il 1277 per rifornire di acqua il centro storico di Perugia, dopo una lunga serie di problemi manutentivi e strutturali è caduto in disuso dalla fine del XIX secolo.</p>

<p><strong>Perché visitarlo</strong><br />
Insieme alla fontana Maggiore è uno dei monumenti più significativi del capoluogo umbro.<br />
Le parti visitabili e visibili sono essenzialmente due: l'inizio, presso monte Pacciano e la fine, vicino l'Università par Stranieri, zona porta Conca.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
Nel centro storico, la caratteristica via dell'Acquedotto, sfrutta la parte superiore del monumento che tramite l'aggiunta dei parapetti divenne percorso pedonale; la strada unisce borgo Sant'Angelo al centro storico di Perugia dalla prima metà del XIX secolo.<br />
Nei pressi di monte Pacciano si trovano i conservoni, antiche cisterne in cui veniva raccolta l'acqua, la casa del custode ed una piccola chiesa.<br />
Il problema della salvaguardia dell'intera opera si presentò anche durante la sua costruzione tanto che vennero incaricati dei guardiani per evitare simili furti. Una volta conclusa l'impresa, vicino al conservone di monte Pacciano, si costruì una piccola casa con un'adiacente chiesetta, dove si insediarono degli eremiti che ne divennero, di fatto, i veri e propri custodi.</p>

<p><br />
La vigilanza sulla fontana e sull'acquedotto, inizialmente di pertinenza del solo comune perugino, a partire dalla seconda metà del ‘300, venne saltuariamente data in appalto a privati cittadini che molto spesso non ebbero a cuore l'importante compito.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
La principale causa dei danneggiamenti fu la mano dell'uomo; molti infatti depredarono l'acquedotto per procurarsi il piombo delle tubature o addirittura ne deviarono il corso per garantirsi l'acqua sufficiente a irrigare i propri terreni. Nel 1641 si scoprì come il normale afflusso di acqua fosse impedito da tre diversi conventi di clausura della città, e in special modo dalle monache del convento di sant'Antonio di Padova. Si decise, come rimedio, di deviare le condotte dal terreno compreso nei monasteri, costruendo il nuovo tracciato ai margini della strada pubblica.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
Via dell'Acquedotto è facilmente raggiungibile a piedi lasciando il proprio mezzo di trasporto in uno dei parcheggi del centro storico.<br />
Dalla stazione ferroviaria è possibile usufruire del servizio taxi o di autobus di linea.<br />
I ""conservoni"" di monte Pacciano si trovano fuori dal centro storico in zona San Marco.</p> "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1145667	12.388365300000032	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
534	Attrattore	it_IT	117043	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fontana-maggiore-a-perugia	Fontana Maggiore a Perugia	Tra i più alti esempi di scultura duecentesca è opera di Nicola Pisano e del figlio Giovanni	Fontana Maggiore Perugia, Umbria,  medioevo, scultura Nicola Giovanni Pisano	""	"Descrizione La Fontana Maggiore si presenta composta da un fusto centrale e da tre diversi ordini di vasche sovrapposte. Al vertice del fusto centrale, sopra la vasca bronzea, si trova il gruppo delle&nbsp;<em>Portatrici d'acqua</em>.<br />
Il&nbsp;<strong>bacino</strong>&nbsp;marmoreo&nbsp;<strong>superiore</strong>&nbsp;è un poligono di dodici lati a loro volta divisi in ventiquattro specchi lisci in pietra rossa d'Assisi, gli specchi sono delimitati dallo stesso numero di statuine in marmo bianco di Carrara collocate sugli spigoli e sulle rientranze. Le figure rappresentano personaggi legati alla storia della città, leggendari e simbolici.<br />
La statuina raffigurante<em>Augusta Perusia</em>, è seduta in trono tra la&nbsp;<em>Domina Clusi</em>&nbsp;e la&nbsp;<em>Domina Laci</em>, e tiene tra le mani una cornucopia, simbolo della ricchezza di grano e di pesci che questi due possedimenti le portano in dono. Vicini ad esse sono stati collocati i due santi protettori della città,&nbsp;<em>San Lorenzo</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Sant'Ercolano</em>, con i rispettivi chierici. Accanto ai due,&nbsp;<em>San Benedetto</em>&nbsp;<em>con il discepolo Mauro</em>&nbsp;rendono simbolicamente omaggio alla figura di&nbsp;<em>Fra' Bevignate</em>, benedettino che progettò la costruzione della fontana. Un secondo gruppo di statuine gravita intorno alla figura di&nbsp;<em>Roma Caput Mundi</em>&nbsp;seduta in trono tra&nbsp;<em>San Paolo</em>&nbsp;e&nbsp;<em>San Pietro</em>, alla cui destra si trova l'<em>Ecclesia Romana</em>. Attraverso queste statue si sottolinea, nonostante l'autonomia del comune, la sua stretta dipendenza da Roma, essendo di parte guelfa, e si rende omaggio al potere universale della città e del papato.<br />
In modo più specifico legati alla storia di Perugia sono le figure di&nbsp;<em>Matteo da Correggio</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Ermanno da Sassoferrato</em>, rispettivamente podestà e capitano del popolo nel 1278. Accanto al secondo personaggio si trova la&nbsp;<em>Victoria Magna</em>&nbsp;vestita come una semplice donna del tempo. Posto tra le due massime autorità comunali non poteva mancare&nbsp;<em>Euliste</em>, il leggendario eroe troiano al quale la città riconduceva le proprie origini. Infine i personaggi dell' Antico e Nuovo Testamento:<em>San Michele, Melchisedech, San Giovanni Battista, Davide, Mosè e Salomone</em>.<br />
<br />
Sulla base di un marmo rosso chiaro si apre l'ampio ciclo figurativo del più vasto&nbsp;<strong>bacino inferiore</strong>: esso, completamente in marmo bianco, si divide in venticinque lati. Ogni lato è costituito da due formelle, separate tra loro da una colonna e dalle altre attraverso fasci di quattro colonnine. Le cinquanta formelle si possono dividere a seconda dei principali argomenti trattati: la rappresentazione dei dodici mesi con i relativi segni zodiacali, le otto arti liberali - alle sette tradizionali vi si aggiunge la Filosofia che di solito era intesa come sapienza vera e propria -,&nbsp;le storie del Vecchio Testamento -&nbsp;<em>Adamo ed Eva e il serpente, la cacciata dei progenitori dal Paradiso Terrestre, Sansone e il leone, Sansone e Dalila, David e Golia</em>&nbsp;-, la storia mitica della fondazione di Roma -&nbsp;<em>Rea Silvia, la lupa e i gemelli, Romolo e Remo mentre interpretano il volo degli uccelli</em>&nbsp;-&nbsp;e due favole esopiche -&nbsp;<em>Il lupo e l'agnello, il lupo e la gru</em>. Molto vicina a tali favole, per il predominante significato pedagogico, è la formella con&nbsp;&nbsp;<em>il leoncello bastonato dal padrone</em>: essa insegna che bisogna stroncare i mali all'inizio impedendo che il nemico diventi troppo minaccioso, oppure è interpretabile come un monito rivolto ai padri nell'educare bene fin da piccoli i propri figli. Non dobbiamo infine dimenticare le raffigurazioni di emblemi politici con il&nbsp;<em>leone guelfo</em>&nbsp;e il<em>grifo perugino</em>. Non appare del tutto chiaro, invece, il significato del dittico che rappresenta un'<em>aquila</em>&nbsp;vista nelle sue due facce: probabile omaggio che lo scultore Giovanni Pisano volle rendere al suo Santo. Curiosità E' inutile sottolineare quanto grande fu la partecipazione della cittadinanza intera alla costruzione della fontana e dell'acquedotto di monte Pacciano e quanto questa risultò determinante riguardo la scelta del programma iconografico. La popolazione fu anche chiamata in causa a livello finanziario attraverso il versamento di una somma di denaro, ognuno a seconda del proprio mestiere, a favore del comune perugino impegnato a sostenere una spesa che si dimostrava troppo elevata. Il denaro, contrariamente ad ogni previsione, venne riconsegnato come stabilivano i patti, tra il gennaio e l'aprile del 1286 Informazioni e consigli utili Piazza IV Novembre è raggiungibile a piedi lasciando il proprio mezzo di trasporto in uno dei parcheggi del centro storico.<br />
Dalla stazione ferroviaria è possibile usufruire del servizio taxi o di autobus di linea.<br />
Si può anche prendere il Minimetrò e scendere alla stazione ""Mercato Coperto"" "	Perugia | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.112102	12.389096999999992	""		""	""		[  ]	""
535	Attrattore	it_IT	24391217	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-fidelia-spello	Villa Fidelia - Spello	Il complesso di Villa Fidelia (o villa Costanzi) è ubicato alla base di una collina lungo la Strada Centrale Umbra nel territorio di Spello. Costruito nel XVI secolo dalla famiglia Urbani sui resti di un santuario appartenente ad un insieme sacrale di epoca classica (IV secolo), passa nel XVIII secolo a Donna Teresa Pamphili Grillo che lo trasforma completamente.	Spello, Festa delle rose, Umbria borghi	Villa Fidelia - Spello	"Il complesso di Villa Fidelia (o villa Costanzi) è ubicato alla base di una collina lungo la Strada Centrale Umbra nel territorio di Spello. Costruito nel XVI secolo dalla famiglia Urbani sui resti di un santuario appartenente ad un insieme sacrale di epoca classica (IV secolo), passa nel XVIII secolo a Donna Teresa Pamphili Grillo che lo trasforma completamente. Fortemente condizionato dalle preesistenze romane l’impianto della villa mantiene la stessa disposizione planimetrica e lo stesso impianto, anche se all’attuale complesso di Villa Fidelia non appartiene più l’estremità meridionale, di proprietà delle suore missionarie d’Egitto.<br />
L’edificio principale presenta pianta rettangolare, si eleva su cinque piani, di cui solo tre fuori terra a causa della pendenza del terreno. I prospetti sono riccamente decorati, di gusto barocco e neo classico; sono scanditi da lesene e paraste a bugnatura piatta che si incrociano con le fasce marcapiano, da finestre con cornici mistilinee, timpani spezzati e riquadrature. La parte centrale del prospetto principale è resa molto importante dalla scalinata, dal portale con timpano spezzato affiancato da finestre, dal balcone del primo piano su cui si aprono due porte finestre mistilinee unite da un decoro a medaglione.<br />
Verso valle, più basso di un piano, si affianca un corpo più recente che prosegue a piano terra, la cadenza delle finestre rettangolari mentre al primo piano si apre con una loggia ad archi che guarda verso valle. La centralità di quest’ultima viene messa in evidenza da un arco più alto coronato da timpano con cimasa mistilinea e balconcino sporgente. Tutto il corpo loggiato si conclude con copertura a terrazza. Più fedele alla composizione originale è il prospetto secondario, tripartito, rialzato al centro di un piano e con due importanti ingressi laterali simmetrici.<br />
L’aspetto più rilevante della villa è costituito dalle sistemazioni esterne articolate nel giardino vesuviano o barocco, all’ingresso, il galoppatoio, il giardino all’italiana, il parco. Al giardino vesuviano si accede dal cancello principale affiancato ai lati dalla cappella e dalla casa del custode; questo si sviluppa su un piano inclinato suddiviso in terrazzamenti ed è delimitato ai lati da doppi filari di cipressi. Il primo terrazzamento è ornato da siepi di bosso semicircolari e circolari ed è delimitato in alto da una scalinata con fontana centrale a esedra; quelli superiori si collegano tra loro con scalinate sinuose e spazi erbosi. La parte terminale del giardino vesuviano è costituita dall’esedra dell’orologio, un elegante prospetto a nicchie la cui scalinata dà accesso al parco. Il galoppatoio, disposto a lato, è costituito da un circo formato da una duplice corona di lecci. Dal prospetto posteriore del casino parte il ripiano stretto e lungo del giardino all’italiana, quadripartito in doppie siepi e globi di bosso e ricco di vasi di agrumi. A monte il giardino è delimitato per tutta la sua lunghezza da un alto muro a nicchioni. Subito sopra, bordato da filari di cipressi e pini marittimi, si apre il parco di lecci.<br />
La villa attualmente è di proprietà pubblica ed è allestita all’interno, per mostre temporanee, all’esterno per concerti e spettacoli nella vasta area erbosa a lato del giardino barocco. "	Spello | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
536	Attrattore	it_IT	28967947	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/villa-dei-mosaici-di-spello	Villa dei Mosaici di Spello	<p>Un eccezionale tesoro archeologico nel cuore dell’Umbria</p>	Spello, mosaici romani, Unesco fascia olivata Assisi Spoleto, trekking Umbria,	Villa dei Mosaici di Spello	"<p>Con quasi 500 metri quadrati recuperati, la <strong>Villa dei Mosaici</strong> di Spello è una delle scoperte archeologiche più importanti avvenute negli ultimi anni in Umbria.</p>

<p>Dieci ambienti dai pavimenti a mosaico di grande bellezza, con straordinarie decorazioni policrome: elementi geometrici, figure umane, animali selvatici e fantastici.</p> <p>La Villa dei Mosaici di Spello fu scoperta nel luglio 2005, appena fuori le mura di Spello, in località Sant’Anna, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico.</p>

<p>Dalla terra affiorarono resti di un mosaico antico, che diedero il via alle operazioni di scavo e, a seguire, al minuzioso restauro, operazioni condotte con la direzione scientifica della allora Soprintendenza archeologica dell’Umbria, portando alla luce una villa di grandi dimensioni.</p>

<p>I venti ambienti riportati alla luce sono pertinenti al settore centrale della villa, per una superficie totale di circa 500 metri quadrati. Di questi ambienti, dieci conservano pavimenti a mosaici policromi di grande bellezza, con motivi geometrici e figurati. L’ingresso è andato perduto.</p>

<p>Intorno al peristilio, il cortile porticato che circondava il giardino interno, si aprono una serie stanze, denominate dalle figure e dai motivi decorativi dei mosaici: la stanza degli uccelli, la stanza delle anfore, il triclinio, la stanza del sole radiante, la stanza del mosaico geometrico, il peristilio, la stanza degli scudi e l’ambiente riscaldato.</p>

<p>Tra le stanze spicca l’ampio triclinio, la sala dei banchetti, con al centro del pavimento una scena di mescita del vino. Altri personaggi, disposti simmetricamente, raffigurano le Stagioni, associate a figure di Satiri del corteo dionisiaco (Bacco), come allusione al benessere, al buon raccolto e al godimento.</p>

<p>Lo scavo ha messo in luce due fasi costruttive: la prima di età augustea (27 a.C.-14 d.C.), la successiva in piena età imperiale, verso la fine del II secolo d.C.</p>

<p>La Villa dei Mosaici di Spello, anche grazie agli apparati didattici e al sistema multimediale realizzato, permetterà di immergersi nel passato e di vivere un dialogo virtuoso tra città antica e città moderna. Il passato e il futuro non sono mai stati così vicini.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.villadeimosaicidispello.it"">www.villadeimosaicidispello.it</a></p> "	Spello | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
537	Attrattore	it_IT	24390901	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-santa-maria-maggiore-spello	Chiesa di Santa Maria Maggiore - Spello	<p>Fondata nell’XI-XII, la chiesa di S. Maria Maggiore&nbsp; fu eretta probabilmente sui resti di un tempio pagano dedicato a Giunone e a Vesta, la chiesa, poi intitolata alla Natività e quindi alla Madonna, nel 1025 apparteneva all'abbazia camaldolese di S. Silvestro di Collepino</p>	Spello, Umbria, Pinturicchio	Chiesa di Santa Maria Maggiore - Spello	"Fondata nell’XI-XII, la chiesa di S. Maria Maggiore presenta una facciata risalente al 1644 realizzata in occasione dell’ampliamento dell’edificio. Da notare l’architrave, gli stipiti con bel fregio e girali d’acanto del portale, opera di lapicidi attivi tra i secc. XII-XIII tra Foligno e Bevagna e in parte attribuibili a maestranze spoletine. La chiesa è a croce latina e presenta una navata con copertura a crociera. Nella seconda metà del XVII è stata corredata di ben sette altari e di una ricca decorazione a stucco. Sugli altari, numerose opere ascrivibili al sec. XVII. A destra dell’ingresso, altare marmoreo di Gaio Titieno Flacco (oggi utilizzato come acquasantiera) già presente in Santa Maria Maggiore dal XV secolo, accanto battistero in marmo, a forma di pisside, opera di Gasparino da Val di Lugano (1509-1511).<br />
&nbsp;Lungo la parete sinistra si apre dopo il II altare sinistro, la Cappella Baglioni, commissionata nel 1500 da Troilo Baglioni all’artista Bernardino di Betto detto il Pinturicchio (Perugia, 1452 circa – Siena, 11 dicembre 1513). Presenta un pavimento ricco di decorazioni maiolicate di Deruta del 1566. La cappella è interamente decorata ad affresco dall’artista, a partire dalle vele della volta con le sibille Tiburtina, Eritrea, Europea, Samia sedute in trono; alla parete sinistra, l’Annunciazione con autoritratto e firma dell’artista. Alla parete di fondo, Adorazione dei pastori e arrivo dei Magi , alla parete destra , Disputa tra i dottori nel Tempio.<br />
&nbsp;Sempre lungo la parete sinistra da notare il pulpito rinascimentale in pietra arenaria di Simone da Campione (1545). L’altare maggiore coperto dal ciborio (o tribuna) in pietra caciolfa di Rocco di Tommaso da Vicenza (1515). Nei tondi; otto teste in terracotta di Giandomenico da Carrara: Profeti (1562). Ai pilastri che fiancheggiano l’abside due opere del Perugino, a sinistra “Pietà, San Giovanni Evangelista, e la Maddalena”, asportato da sede ignota (opera datata 1521) e a destra “ Madonna con Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e San Biagio”, asportato da sede ignota (opera datata 1521). "	Spello | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/assisi/2dcc3a9e-8b06-4bc5-951c-3b172021afeb?t=1454335296813	42.987653	12.67118979999998	Spello	54050	""	""		[  ]	""
538	Attrattore	it_IT	3035093	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-san-felice	Abbazia di San Felice	"Poco distante dal borgo di Giano dell'Umbria, in posizione isolata e dominante, sorge la chiesa di San Felice.<br />
Lo storico Iacobilli data l'istituzione del complesso al 950, mentre la realizzazione della chiesa con il monastero annesso risale agli inizi del XII secolo. La chiesa venne edificata sopra un oratorio del IV secolo che ospitava il sepolcro del vescovo martire Felice."	Giano dell'Umbria, borghi umbria, benedettini	Abbazia di San Felice	"Poco distante dal borgo di Giano dell'Umbria, in posizione isolata e dominante, sorge il complesso abbaziale di San Felice.<br />
Lo storico Iacobilli data il primo insediamento monastico attorno al 950, ma la realizzazione della attuale chiesa con il monastero annesso, risale agli inizi del XII secolo. La chiesa sembra venne edificata sopra un oratorio del IV secolo che ospitava il sepolcro del vescovo martire Felice. Nel 1373 l'abbazia passò sotto la giurisdizione di quella di Sassovivo fino al 1450, quando fu concessa all'ordine degli eremitani di Sant'Agostino di Perugia.<br />
Il degrado in cui verteva rese necessari interventi di restauro che iniziarono nel 1452, per terminare nel 1481. Ulteriori modifiche interne furono apportate nel XVI secolo e nel XVIII secolo. L'abbazia fu completamente modificata con l'eliminazione della scala presbiteriale e il completo rivestimento delle pareti e della zona absidale. A quei secoli si deve anche la realizzazione del chiostro e degli edifici conventuali, che furono creati sul fianco destro della chiesa.<br />
Nel 1957 un restauro particolarmente intenso ha riportato gli interni all'originale fattura, ""liberando"" la struttura dalla ricca decorazione settecentesca.<br />
La chiesa è a tre navate molto strette ed alte, senza transetto e terminante con un abside triconca.<br />
Il presbiterio è fortemente rialzato con una scala d'accesso ripristinata durante il restauro del XX secolo.<br />
La navata centrale è coperta con una volta a botte ribassata, mentre le navate laterali hanno copertura a crociera. Le tre navate sono divise da due file di pilastri circolari di tradizione lombarda.<br />
Un arco trionfale che divide lo spazio della navata da quello del presbiterio, è forato da una bifora posta al centro.<br />
La facciata attuale è a capanna, trasformazione che apportarono aggiungendo conci nel XVI secolo, mentre in origine, come si può ancora vedere, era a quattro spioventi, corrispondenti alla diversa altezza delle navate.<br />
Essa incornicia una elegante trifora con colonnine e capitelli di spoglio ed un portale a semplici rincassi.<br />
Le tre absidi, esternamente, presentano una particolare decorazione che le suddivide con sottili lesene poggiate su un alto basamento e culminanti con archetti pensili.<br />
La cripta è suddivisa in tre navate absidate, coperte con volte a crociera e la navata centrale risulta a sua volta tripartita da sei colonne.<br />
La caratterizzano capitelli con raffigurazioni di animali e motivi vegetali molto schematici, riferibili alla fine dell'XI secolo.<br />
Dietro l'altare è collocato il sarcofago di san Felice martire.<br />
Il chiostro, a pianta rettangolare, ha il portico sorretto da solidi pilastri quadrangolari a mattoni vivi; sopra ogni pilastro affreschi di busti di santi e beati. Mentre gli affreschi sulle pareti raffigurano Le storie della vita di San Felice.<br />
Al centro del chiostro si trova una cisterna per la raccolta delle acque piovane.<br />
Dal 1815 l'abbazia di San Felice è sede della congregazione del Preziosissimo Sangue, fondata da san Giuseppe del Bufalo. "	Giano dell'Umbria | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.8436671	12.568350399999986	Giano dell'Umbria	54021	""	""		[  ]	""
539	Attrattore	it_IT	21008796	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-s-andrea	Chiesa di S. Andrea	La chiesa romanica di S. Andrea, una delle più antiche di Gualdo Cattaneo, pagava le decime già dal Duecento.	Castello di Gualdo Cattaneo, romanico in Umbria	Chiesa di S. Andrea	"La chiesa romanica di S. Andrea, una delle più antiche di Gualdo Cattaneo, pagava le decime già dal Duecento. <p>La struttura esterna (XIII Sec.), in conci di arenaria, è in buono stato di conservazione, mentre l'interno ha subito molti danni agli stucchi cinquecenteschi. all'interno si&nbsp; conserva un grande affresco della Crocifissione, realizzato nel 1482 dalla scuola di Nicolò Alunno.</p>

<p>Edificata a ridosso delle cerchia murarie del castello di Gualdo Cattaneo, risulta particolarmente suggestiva anche per la sua collocazione tra scalette, viottoli, orti pensili e colori dorati dell'arenaria.&nbsp;</p> "	Gualdo Cattaneo | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9120496	12.556193399999984	Gualdo Cattaneo	54022	""	""		[  ]	""
540	Attrattore	it_IT	126591	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/santuario-dell-amore-misericordioso-ed-eucaristico	Santuario dell'Amore Misericordioso ed Eucaristico	Il Santuario dell'Amore Misericordioso, si trova a Collevalenza, a pochi chilometri da&nbsp;<strong>Todi</strong>.&nbsp;	Todi, Umbria, Amore Misericordioso, Madre Speranza	""	"Il Santuario dell'Amore Misericordioso, si trova a Collevalenza, a pochi chilometri da&nbsp;<strong>Todi</strong>.&nbsp;<br />
Fu eretto dall'architetto Julio Lafuente (1951) per volontà di Madre Speranza come luogo in cui, incessantemente, si annunciasse e sperimentasse che Dio è Amore Misericordioso per i peccatori che tornano a lui.<br />
Il grande tempio, a pianta circolare, è formato da due vaste aule sacre, la chiesa superiore e la cripta, ideate non separatamente ma come parti di un'unica realtà architettonica.&nbsp;<br />
L'interno della Grande Chiesa offre una visione luminosa, grazie allo spazio proporzionalmente diviso dalla grandi pareti cilindriche, aperte in direzione dell'altare, mentre la luce proviene da una enorme vetrata concava, posta sulla facciata, e dal lucernario a forma di croce che si dispiega lungo tutto il piano della copertura e va a fondersi con la fessura che divide simmetricamente l'abside.&nbsp; Cappelle lungo tutto il percorso sono adatte a coltivare la pietà privata.&nbsp; Molti i confessionali&nbsp; sia nel tempio che nella cripta. Gli altari principali sono in marmo pentelico mentre i pavimenti sono in marmo di Prodo. "	Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.74472859999999	12.473084100000051	Todi	54052	""	""		[  ]	""
541	Attrattore	it_IT	24420396	90566	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tempio-san-fortunato	Tempio San Fortunato	Il Tempio di san Fortunato sorge in Piazza Umberto I, in cima ad una bella scalinata, sopra i resti di un complesso anteriore all'anno Mille.	Todi, francescani, gotico, Umbria, Tempio	Tempio San Fortunato	"Il Tempio di san Fortunato sorge in Piazza Umberto I, in cima ad una bella scalinata, sopra i resti di un complesso anteriore all'anno Mille. &nbsp;L’edificio fu costruito dall’Ordine dei Francescani Minori, su disegno di un architetto rimasto sconosciuto. I lavori iniziarono nel 1292 e si protrassero fino alla seconda metà del Quattrocento: quando cessarono, non furono più ripresi, e la chiesa rimase incompiuta.<br />
Sul fianco della chiesa sorge l'imponente campanile, gotico, del 1460; nelle vicinanze si trova ancora l'antico convento, con un bel chiostro. La facciata, di puro stile gotico-italiano, fu iniziata nel 1415 ed è incompleta: l’architetto fu Giovanni di Santuccio, che morì nel 1458, lasciando l'opera così come oggi la vediamo. Dei tre portali ogivali, stilisticamente assai diversi, quello centrale è splendido, adornato da fasci di colonnine tortili con viticci e piccole figure, eseguite con grande accuratezza e ricchezza decorativa; è affiancato da due nicchie, con un ""Gabriele"" e una ""Annunciata"", in uno stile che ricorda Jacopo della Quercia.<br />
L'interno risale alla fine del Duecento: è a tre navate di uguale altezza; ha volte a crociera e abside poligonale; l'altare maggiore è in stile gotico trecentesco. Nella navata destra si aprono sette cappelle, nella sinistra sei.<br />
La chiesa, ricca d’arredi sacri e di tesori artistici, fu ampiamente saccheggiata nel 1327-1328 da Lodovico il Bavaro e dall’antipapa Piero della Corvara. Tra le opere d'arte ancora conservate, spiccano: una ""Madonna col Bambino e due Angeli"", del 1432, opera di Masolino da Panicale; una tavola ad olio di A. Polinori (1618); affreschi trecenteschi di scuola giottesca; un bel coro ligneo del 1590, opera di Antonio Maffei da Gubbio.<br />
La cripta sottostante, costruita nel 1596, ospita le reliquie dei cinque santi protettori della città (San Fortunato, San Callisto, San Cassiano, S. Romana e S. Degna) e il sepolcro di Jacopone da Todi. "	Todi | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/todi+e+dintorni/3c0ebd05-2c00-4470-87c3-37d738bc9721?t=1454334767441	42.7819352	12.406568600000014	Todi	54052	""	""		[  ]	""
542	Attrattore	it_IT	117033	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tempietto-sul-clitunno-campello-sul-clitunno	Tempietto sul Clitunno - Campello sul Clitunno	Il tempietto del Clitunno, piccolo sacello a forma di tempio, si trova nel comune di Campello sul Clitunno, ai piedi del castello di Pissignano, dominante la valle spoletina	Tempietto sul Clitunno, Patrimonio Uneco, Campello sul Clitunno, Fonti del Clitunno, Umbria	""	"Il tempietto del Clitunno, piccolo sacello a forma di tempio, si trova nel comune di Campello sul Clitunno, nella frazione di Pissignano, lungo il declivio del colle di S. Benedetto dominante la valle spoletina <p>Considerato uno tra i più interessanti monumenti altomedievali dell'Umbria, è tra i sette gioielli dell'arte e dell'architettura longobarda in Italia che sono stati di recente inseriti nella prestigiosa lista del <strong>Patrimonio mondiale dell'Unesco</strong>.<br />
Tra gli elementi più attraenti della visita vi è la suggestiva posizione, già descritta da Plinio il Giovane come un luogo coperto da ""antichi e ombrosi cipressi ai cui piedi scaturisce una fonte che forma un laghetto"".<br />
L'edificio, che riutilizza elementi architettonici di età romana pertinenti forse alle strutture di un precedente santuario intitolato al dio Clitumnus (divinità identificata con Giove), ha la forma di un tempietto classico: poggia su alto podio con fronte costituita da quattro colonne corinzie (pronao tetrastilo) che sorregge la trabeazione su cui corre l'iscrizione che dedica la chiesa al ""Dio degli angeli"".<br />
L'interno, cui si accede mediante due scalinate laterali, ha l'abside con complessa decorazione dove si uniscono scultura a rilievo (in origine policroma) e affreschi di tema cristiano (Cristo benedicente, san Pietro, san Paolo, Angeli con Croce Gemmata), datati all'VIII secolo d.C. La piccola edicola-tabernacolo al centro dell'abside reimpiega elementi scultorei del I secolo d.C.<br />
Ritenuto a lungo un sacello romano, l'edificio è stato oggetto di numerose interpretazioni riguardo le sue fasi costruttive. Una prima proposta di datazione lo vede innalzato nel IV – V secolo d.C., come chiesa intitolata a S. Salvatore. Recenti studi, invece, hanno permesso di circoscrivere la cronologia dell'edificio all'età longobarda, con un'oscillazione tra gli inizi del VII ed il pieno VIII secolo.</p> Orari <p>Martedì - Sabato: 8.15 - 19.15 (ultimo ingresso)</p>

<p>Domenica: 14.15 - 19.15</p>

<p>Lunedì chiuso</p>

<p>Lunedì 14 agosto: aperto.</p> Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Strada Provinciale Flaminia, Km 139</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06042 - Campello sul Clitunno (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>sba-umb@beniculturali.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Campello sul clitunno | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.8345715	12.765554000000066	""		""	""		[  ]	""
543	Attrattore	it_IT	24217357	90494	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/isola-maggiore	Isola Maggiore	L’Isola Maggiore è la seconda per grandezza del lago Trasimeno e si presenta ricoperta da una fitta vegetazione di olivi, lecci e cipressi. A differenza dell’Isola Polvese e della Minore è ancora oggi urbanizzata; presenta infatti un piccolo villaggio sulla riva occidentale.	Lago Trasimeno, Isola Maggiore, sport acquatici, Annibale, Umbria, san Francesco	Isola Maggiore	"L’Isola Maggiore è la seconda per grandezza del lago Trasimeno e si presenta ricoperta da una fitta vegetazione di olivi, lecci e cipressi. A differenza dell’Isola Polvese e della Minore è ancora oggi urbanizzata; presenta infatti un piccolo villaggio sulla riva occidentale. <p>L’insediamento risale all’alto medioevo, mentre una comunità di Frati minori vi si insediò a partire dalla fine del XIII secolo. Furono loro che ospitarono sull’isola San Francesco durante un’intera quaresima.<br />
Il piccolo villaggio è formato da un’unica strada interamente lastricata lungo la quale si affacciano le case del due-trecento tra le quali spicca la graziosa casa del Capitano del Popolo.<br />
Al termine del paese si trova la Chiesa di San Salvatore che conserva all’interno alcune parti di un polittico di Sano di Pietro proveniente dalla chiesa del convento francescano.<br />
Sulla punta meridionale dell’isola è ubicato il <strong>Castello Guglielm</strong>i, che attualmente purtroppo si trova in stato di abbandono e che prende il nome dal marchese Giacinto Guglielmi. Questi lo edificio in forme neogotiche riutilizzando le strutture dell’antico convento dei francescani del quale rimase la piccola chiesa di San Francesco. Altra importante costruzione è la Chiesa di San Michele Arcangelo con all’interno affreschi eseguiti tra il XIII ed il XVI secolo ed un Crocifisso forse attribuibile a Bartolomeo Caporali.</p>
&nbsp;

<p>&nbsp;</p> "	Passignano sul Trasimeno | Tuoro sul Trasimeno | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1758032	12.092539100000067	Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno		""	""		[  ]	""
544	Attrattore	it_IT	19387	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/gola-del-bottaccione	Gola del Bottaccione	La Gola del Bottaccione: sito geologico e scrigno d'arte&nbsp;	Gola bottaccione gubbio eremo acquedotto romano dinosauri meteorite	La Gola del Bottaccione: la teoria sull'estinzione dei dinosauri	"La <strong>Gola del Bottaccione</strong> è una profonda incisione del terreno con pareti verticali tra il monte Ingino e il monte Foce, detto anche monte Calvo.&nbsp; Importante sito naturalistico e scientifico la Gola del Bottaccione è anche ricca di importanti testimonianze storico-­artistiche.<br />
La Gola del Bottaccione deve la sua origine all'azione erosiva esercitata negli ultimi due-tre milioni di anni dal torrente Camignano, che ancora oggi scorre a fondo valle.
<p>Le rocce del Bottaccione costituiscono una sequenza stratigrafica completa, originale e ordinata: abbracciano parte del Giurassico, tutto il Cretaceo e gran parte dell'era Terziaria.<br />
Le diverse forme di fossili che si trovano nelle rocce hanno permesso così lo studio delle condizioni ambientali in cui le rocce stesse si sono formate. Ecco perché la Gola del Bottaccione è anche chiamata <strong>""archivio della Terra""</strong>.<br />
Ma il sito geologico è diventato famoso in tutto il mondo negli anni Settanta del Novecento, quando un geologo americano scoprì che uno strato di roccia presentava un'altissima concentrazione di iridio, metallo raro sulla terra ma presente nello spazio. Questa scoperta portò alla formulazione dell'ipotesi più plausibile, e cioè che la terra fu colpita da un grosso meteorite che nell'impatto avrebbe prodotto un enorme cratere (150­200 Km di diametro), distruggendo interi ecosistemi e portando all'estinzione di tutti gli animali che erano direttamente legati a tale vegetazione; tra questi i grandi dinosauri che dominavano la terra da milioni di anni. Solo gli organismi meno specializzati riuscirono a sopravvivere. Si può quindi affermare che grazie a questo sito geologico è stata trovata la causa che determinò l'estinzione dei dinosauri.<br />
Oltre che per la sua grande importanza geologica, la Gola del Bottaccione ha un notevole interesse anche per le testimonianze storico­artistiche che racchiude, a cominciare dall'antico acquedotto medievale e l'<strong>Eremo di Sant'Ambrogio</strong>, di fondazione trecentesca.</p> "	Gubbio | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459	43.3513193	12.575316599999951	Gubbio	54024	""	""		[  ]	""
545	Attrattore	it_IT	29004231	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/fonti-del-clitunno	Fonti del Clitunno	"La sorgente del fiume Clitunno crea un laghetto dalle acque limpidissime con riflessi smeraldo. Un giardino d'acqua fonte di ispirazione di poeti:<span class=""st""> Properzio, Plinio, Virgilio,&nbsp; Byron e Carducci</span>"	Fonti del Clitunno, Plinio, Campello sul Clitunno, Tempietto sul Clitunno, Unesco, Carducci, Umbria	Fonti del Clitunno	"<p>La sorgente del fiume Clitunno crea un laghetto dalle acque limpidissime con riflessi smeraldo. Un giardino d'acqua fonte di ispirazione di poeti: Properzio, Plinio, Virgilio, Byron e Carducci.</p> <p>Sono formate da sorgenti sotterranee che fuoriescono da fessurazioni della roccia attraverso numerose polle, individuabili, a tratti, nel fondo del laghetto.&nbsp;<br />
Lo specchio d’acqua, dai colori intensi e cangianti, è ricco di numerose specie vegetali (fanerogame, coda di cavallo, muschio, nasturzio acquatico...) che creano un aspetto lussureggiante e di rara suggestione; una fitta vegetazione, in particolare salici piangenti e pioppi, circonda le rive.&nbsp;</p>

<p>Per la loro rara bellezza, furono fonte di ispirazione, fin dall’antichità, per pittori, poeti e scrittori. <strong>Virgilio </strong>riportò la leggenda dei buoi che, immergendosi nelle acque del fiume, sarebbero diventati ancora più candidi. <strong>Plinio il Giovane</strong> scrisse un’epistola ricordando la sacralità del fiume, la sua navigabilità, la divisione tra una parte non balneabile (le ‘Fonti’) ed una balneabile; la zona infatti era ricca di ville e terme che si affacciavano sul corso d’acqua e di numerosi sacelli sacri. Anche l’imperatore Caligola era un frequentatore delle “Sacra Clitumnalia”, ovvero le feste primaverili in onore del dio Clitunno, che si credeva risiedesse nelle profondità delle acque.</p>

<p>Questo luogo incantato è stato ammirato anche in epoche più recenti: Corot, Gorge Byron e Carducci, che ad esse dedicò la celebre “Ode alle Fonti del Clitumno”. Un cippo marmoreo, scolpito a bassorilievo e con un’epigrafe di Ugo Ojetti, ne ricorda la visita, avvenuta nel 1910.</p>

<p>Le sorgenti, come ricordalo stesso Plinio, erano così copiose da formare un grande fiume navigabile fino a Roma, proseguendo con il Tevere. Nel 440 d.C. un violento terremoto modificò radicalmente l’area disperdendo gran parte delle vene; ancora oggi il Clitunno è tra le più cospicue sorgenti dell’Umbria, con 1300-1500 litri al secondo. L’attuale&nbsp;sistemazione oggi è dovuta all’opera del Conte Paolo Campello della Spina che, tra il 1860 e&nbsp;il 1865, creò il laghetto e piantò&nbsp;pioppi e salici intorno. La fauna, oltre a quella ittica, è composta prevalentemente dai caratteristici <strong>cigni</strong>,&nbsp;oltre ad alcune specie di volatili acquatici.</p> <p><em>Fonte:&nbsp;<a href=""http://www.comune.campello.pg.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=183&amp;explicit=SI"" target=""_blank"">www.comune.campello.pg.it</a></em></p> "	Campello sul clitunno | Paesaggi d'acqua | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8335356	12.767791699999975	Campello sul Clitunno	54005	""	""		[  ]	""
546	Attrattore	it_IT	23447235	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/l-acqua-termale-di-parrano	L'acqua termale di Parrano	<p>Parrano, immerso nella collina umbra, è un'apprezzata meta turistica per la presenza di numerose sorgenti di acqua utilizzate nelle cure idropiniche</p>	Parrano, Terme, Tane del Diavolo, Umbria, benessere	L'acqua termale di Parrano	"<p>Situato nella parte occidentale dell'Umbria, <strong><a href=""https://www.umbriatourism.it/-/parrano"">Parrano</a></strong> è un piccolo borgo che spazia su un vasto panorama che si affaccia sulla valle del Chiani fino a Città della Pieve.&nbsp;</p> <p>Immerso nella collina umbra, è un'apprezzata meta turistica per la presenza di numerose sorgenti di acqua utilizzate nelle cure idropiniche.</p>

<p>Ai piedi del paese, si trova il Parco Termale ""<strong>Bagno del Diavolo</strong>"" che, circondato dal verde, è il luogo ideale per concedersi una pausa all'insegna del relax e del benessere.</p>

<p>Il Torrente Bagno, infatti, è da sempre famoso per la presenza di sorgenti di acqua termale (come conferma il toponimo stesso della zona ""Bagno""), le cui qualità terapeutiche sono note sin dall'antichità, sia per la diminuzione di disturbi digestivi che per la cura di disfunzioni epatiche, come spiega anche Andrea Bacci nel suo ""De Thermis"" (1571), nel quale le definisce “Argenteae Aquae Sub Parrano Castro"".</p>

<p>L’acqua termale di Parrano è un’acqua bicarbonato carbonica alcalino terrosa ipotermale.</p>

<p>Allo stato attuale la temperatura di 30 °C, insieme alla notevole produttività dell’acquifero, rendono questo complesso carbonatico uno dei più interessanti dell’Umbria.</p>

<p>Il suo utilizzo è attualmente limitato in stagione fredda in ambienti all’aperto, ma nulla ne circoscrive l’impiego in strutture chiuse o richiudibili stagionalmente e per le consuete attività termali (come fanghi, bagni, idromassaggi o cure idropiniche).</p>

<p>L'area è inoltre caratterizzata dalla suggestiva forra delle ""<a href=""https://www.umbriatourism.it/-/da-todi-a-orvieto-passando-per-spoleto-e-parrano-alla-scoperta-delle-grotte-naturali-dell-umbria""><strong>Tane del Diavolo</strong></a>"", un articolato complesso di grotte di origine carsica.</p>

<p>Parrano, nascosta nel verde dell'Umbria in un contesto naturalistico di rara bellezza, grazie alla sua acqua, intatta e pura, non può che definirsi un vero e proprio “Borgo del Benessere”.</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://parrano.it/"" target=""_blank"">http://parrano.it/</a></p> "	Monteleone d'Orvieto | Orvieto | Montegabbione | Parrano | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/orvieto+e+dintorni/62f62850-b005-42d1-a380-fca17492714f?t=1454334789860	42.8761645	12.101612100000011	Parrano	55025	""	""		[  ]	""
547	Attrattore	it_IT	24847758	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/tane-del-diavolo-parrano	Tane del Diavolo - Parrano	Alle pendici dell’altura ove sorge il paese di Parrano (poco a Nord di Orvieto) sulle pareti di una forra, lungo il fosso del Bagno, si apre un articolato complesso di grotte di origine carsica, noto con il suggestivo toponimo di Tane del Diavolo.	Parrano, terme, Umbria, benessere, Tane del Diavolo,	Tane del Diavolo - Parrano	"Alle pendici dell’altura ove sorge il paese di Parrano (poco a Nord di Orvieto) sulle pareti di una forra, lungo il fosso del Bagno, si apre un articolato complesso di grotte di origine carsica, noto con il suggestivo toponimo di Tane del Diavolo. <p>Da queste cavità provengono rilevanti materiali archeologici di epoche diverse, che, dall’età eneolitica (il momento di passaggio tra l’età della pietra e quella dei metalli, all’inizio del III millennio a.C.), giungono fino alle fasi più tarde dell’età del Bronzo. All’inizio della forra si trova una sorgente le cui acque sono caratterizzate da un fenomeno di termalismo piuttosto accentuato, sgorgando ad una temperatura di ca. 28°C. Qui si trova un laghetto termale, dove poter fare un bel bagno ristoratore una volta usciti dalle grotte!<br />
Centro di Documentazione Territoriale<br />
Il Centro di Documentazione Territoriale o Museo del Territorio è un piccolo complesso espositivo situato all’ingresso del paese di Parrano, al piano inferiore dell’edificio che ospita la Scuola Elementare Sante De Sanctis. Si compone di 4 sezioni: la prima sulla geologia del territorio e la formazione del canyon sul quale si aprono le Tane del Diavolo; la seconda sulla storia degli scavi archeologici alle Tane e sui loro risultati, corredata dall’esposizione di materiali del Paleolitico Superiore e dell’Età del Bronzo Finale; la terza è relativa alla scoperta e allo scavo della tomba etrusca di località Soriano, con alcuni pezzi del corredo, tra i quali importanti vasi del Gruppo Orvieto (VI sec. a. C.); la quarta è relativa alla storia del castrum di Parrano dal Medioevo ai nostri giorni, con la riproduzione di una nutrita serie di documenti d’archivio, tra i quali alcune carte dello Statutum Castri Parrani, risalente al 1559.<br />
La visita del Centro può essere abbinata o indipendente dall’escursione alle Tane del Diavolo.</p>

<p><br />
<strong>Fonte: <a href=""http://www.comune.parrano.tr.it"" target=""_blank"">www.comune.parrano.tr.it</a></strong></p> "	Monteleone d'Orvieto | Orvieto | Montegabbione | Parrano | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.8768761	12.103264299999978	Parrano	55025	""	""		[  ]	""
548	Attrattore	it_IT	9938909	90454 | 20526633 | 15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-di-archeologia-arborea-di-san-lorenzo-di-lerchi	Parco di Archeologia Arborea di San Lorenzo di Lerchi	La Fondazione Archeologia Arborea Onlus ha come scopo la ricerca, salvaguardia e riproduzione di alberi da frutto in via di estinzione	Archeologia, alberi da frutto, parco, museo, tutela biodiversità, patrimonio, archivio, adozione	Il Parco dei frutti e sapori dimenticati	"<p>Un antico eremo immerso nel verde della campagna alto tiberina ed un vivaio molto particolare&nbsp; dove protagonista&nbsp; è la storia delle nostre campagne&nbsp; e degli alberi che non molti anni fa caratterizzavano i terreni&nbsp; dei contadini umbri:&nbsp; è questa Archeologia Arborea &nbsp;situata nelle campagne fra Umbria e Toscana; ideatrice e curatrice del parco archeologico è&nbsp; Isabella Dalla Ragione, agronoma, ricercatrice paesaggista , che dopo la morte del padre Livio,&nbsp; ha portato avanti questo progetto, prima con un' Associazione e oggi&nbsp; con la Fondazione dell'Archeologia Arborea che ha sede&nbsp; a San Lorenzo di Lerchi, località del Comune di&nbsp; Città di Castello.</p> <p>Andando a cercare fra campi abbandonati, orti di antichi conventi, giardini, boschi, ascoltando racconti di vecchi contadini, Isabella è riuscita a recuperare e a mettere a dimora circa 400 varietà di frutta&nbsp; mantenendo tradizioni, usi popolari e sistemi di coltivazione.&nbsp; Ed è così che questi frutti dai nomi originali e dimenticati:&nbsp; la ""pera briaca"" , la ""pera del curato"", la&nbsp; mela ""culo d'asino"", la ""mela limoncella"" , la ""mela conventina"" , la susina verdacchia, il ""fico permaloso"", ""l'uva passerina"" e tanti altri varietà di piante sono ritornate in vita riproducendo sapori e odori di un tempo.</p>

<p>I Soci della Fondazione arrivano da Italia e tutta Europa; versando un piccolo contributo è possibile adottare una delle piante in collezione, potendo così consumarne i frutti, tranne tre: uno per il sole, uno per la terra ed uno per la piante, secondo una tradizione locale. Tra i soci dell' Archeologia personaggi&nbsp; importanti come l'attore Gérard Depardieu, che ha adottato la ""pera briaca"" dalla polpa zuccherina e rossa come se fosse imbevuta di vino; il giornalista John Seabrook&nbsp; del New Yorker&nbsp; la ""mela roggia"" , mentre Bill Pullman, star del film &nbsp;Indipendence Day, che collabora attivamente con Archeologia Arborea, ha adottato la ""mela fiorentina"".</p>

<p>Il parco è aperto su prenotazione e viene visitato da tecnici, associazioni, singoli cittadini oltre che da scolaresche di ogni ordine e grado. Al termine della visita Isabella vi farà assaggiare il miele,&nbsp; le sue deliziose marmellate preparate con i frutti del parco con i quali fa anche delle ottime crostate; il tutto accompagnato dal sapore ineguagliabile del&nbsp; Vinosanto Affumiccato, divenuto presidio Slow Food dell'Umbria, prodotto con le uve migliori del vigneto di Archeologia Arborea.</p> <p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p> <p>Isabella Dalla Ragione&nbsp;</p>

<p><a href=""http://www.archeologiaarborea.org/"">www.archeologiaarborea.org</a>&nbsp;&nbsp;</p>

<p>info@archeologiaarborea.org</p>

<p>tel.335 6128439&nbsp;</p> "	Città di Castello | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.4745058	12.190394200000014	Città di Castello	54013	""	""		[  ]	""
549	Attrattore	it_IT	95492	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/il-lago-trasimeno-tra-arte-leggenda-sport-ed-enogastronomia	Il Lago Trasimeno tra arte, leggenda, sport ed enogastronomia	Scopri il Lago Trasimeno, le sue isole, il paesaggio e le città che lo circondano	Lago Trasimeno,  Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno, museo della pesca, Annibale	Scopri il Lago Trasimeno, le sue isole, il paesaggio e le città che lo circondano	"Nella parte settentrionale dell'Umbria, a confine con la Toscana, il&nbsp;<strong>lago Trasimeno</strong>&nbsp;è un vero e proprio paradiso naturale. <p>Quarto lago d'Italia per dimensioni, deve il suo nome ad un'antica leggenda in cui si narra del principe Trasimeno e del suo amore per la ninfa Agilla. Paragonato da Lord Byron ad ""un velo d'argento"",&nbsp; nel corso dei secoli il lago ha ammaliato con il suo fascino innumerevoli poeti, pittori e viaggiatori.<br />
<a href=""https://www.umbriatourism.it/-/parco-del-lago-trasimeno""><strong>Parco Regionale</strong></a> dal 1995 è caratterizzato da una zona umida, ove, tra rigogliosi canneti, si affollano <strong>anatre selvatiche, cormorani, il nibbio, il martin pescatore</strong>. Il lago infatti rappresenta da sempre per l'<a href=""https://www.umbriatourism.it/-/birwatching-al-lago-trasimeno"">avifauna acquatica</a>&nbsp;un'importante area di svernamento, sosta e riproduzione e per le specie ittiche un habitat perfetto per riprodursi.</p>

<p>Per approfondire la storia della fauna ittica e dell'avifauna del Trasimeno e per conoscere i segreti dei pescatori e gli strumenti da loro utilizzati ti consigliamo di visitare il <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/museo-della-pesca-del-lago-trasimeno""><strong>Museo della Pesca </strong></a>di San Feliciano nel comune di Magione; se vuoi conoscere le imbarcazioni usate dai pescatori a partire dal medioevo ti consigliamo di visitare il <strong>museo delle Barche</strong>, ospitato nella rocca di Passignano.<br />
Se sei un appassionato di storia ti consigliamo di organizzare la tua vacanza ripercorrendo le tappe della <strong>Battaglia di Annibale</strong> al Trasimeno.<br />
Se vuoi praticare sport all'aria aperta hai solo l'imbarazzo della scelta fra <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/alla-scoperta-del-lago-trasimeno"">itinerari in bici, a cavallo</a> e <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/sport-acquatici-al-lago-trasimeno"">sport acquatici </a><strong>come kytesurf, canoa e vela</strong>.<br />
In ogni momento dell'anno fatti rapire dal fascino di una visita in una delle città intorno al lago Trasimeno: <strong><a href=""https://www.umbriatourism.it/-/castiglione-del-lago"">Castiglione del Lago</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/paciano"">Paciano</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/panicale"">Panicale</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/piegaro"">Piegaro</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/citta-della-pieve"">Città della Pieve</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/magione"">Magione</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/passignano-sul-trasimeno"">Passignano sul Trasimeno</a>, <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/lisciano-niccone"">Lisciano Niccone</a> </strong>e <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/tuoro-sul-trasimeno"">Tuoro sul&nbsp;Trasimeno</a>, che si affacciano direttamente sul lago o lo dominano dai colli circostanti. Prova l'emozione di una gita all'<a href=""https://www.umbriatourism.it/-/isola-maggiore"">isola&nbsp;Maggiore</a> e all'isola Polvese,&nbsp; che potrai raggiungere tutto l'anno con comodi battelli.</p>

<p>Se ami la buona cucina, al lago potrai gustare ottimi <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/i-pesci-del-lago-sapori-e-tradizioni-del-trasimeno"">piatti a base di <strong>pesce di lago</strong></a> e in particolare anguilla, persico e tinca, e assaggiare la <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/fagiolina-del-lago""><strong>Fagiolina</strong><strong> del Trasimeno</strong></a>, riconosciuta come Presidio Slow Food e il pregiato<strong> Zafferano di Città della Pieve</strong>.</p>

<p>Tra i prodotti tipici ti invitiamo ad assaporare anche <strong>l'olio di oliva</strong> e i <strong>vini </strong>che potrai assaggiare percorrendo la <strong>""Strada dei vini dei Colli del Trasimeno</strong>"".<br />
Il territorio del Trasimeno è celebre per i <a href=""https://www.umbriatourism.it/-/museo-del-merletto-tuoro-sul-trasimeno""><strong>merletti a pizzo irlanda</strong> dell'Isola Maggiore</a>, le <strong>lavorazioni in Tulle</strong> di Panicale oltre che per l'arte di intrecciare cesti con le canne del lago.</p> "	Castiglione del Lago | Città della Pieve | Lisciano Niccone | Paciano | Panicale | Passignano sul Trasimeno | Piegaro | Tuoro sul Trasimeno | Magione | Lago Trasimeno | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/passignano+-+magione+-+tuoro/3d6dc692-b73a-4a57-9675-f7d1dc6fb91d?t=1454334635186	43.1295911	12.09468179999999	""		""	""		[  ]	""
550	Attrattore	it_IT	116983	15726642	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/parco-e-museo-vulcanologico-di-san-venanzo	Parco e museo vulcanologico di San Venanzo	Il Museo e l'attiguo Parco meritano una visita per la particolarità della raccolta e soprattutto dell'area in cui sorge.	Parco e museo vulcanologico di San Venanzo, venanzite	Parco e museo vulcanologico di San Venanzo	"Il Museo e l'attiguo Parco meritano una visita per la particolarità della raccolta e soprattutto dell'area in cui sorge. Tra i reperti più importanti conservati all'interno del percorso espositivo si segnalano in particolare la Venanzite, roccia molto rara derivata dal consolidamento della lava, l'uovo di dinosauro ed il cranio di Elephas meridionalis, rinvenuto nei pressi dell'area. Il Parco si snoda invece attraverso un percorso di circa 2 km lungo il quale i visitatori possono ripercorrere la storia del vulcano e, tra le altre cose, ammirare i resti di un cava di macine in pietra a testimonianza delle antiche attività estrattive della zona.<br />
Il Museo e il Parco si trovano in un'area caratterizzata dalla presenza di tre piccoli vulcani, di circa 500 m di diametro e 30 m di altezza, attivi 265.000 anni fa. Lo scopo primario dell'esposizione è quindi quello di illustrare il significato geologico e ambientale di eruzioni verificatesi nell'area di San Venanzo mettendole in relazione con i fenomeni vulcanici in generale. Il percorso si articola in quattro sale espositive nelle quali sono conservati materiali di particolare interesse tra i quali spicca la <strong>Venanzite</strong>, roccia derivata dal consolidamento di lava la cui composizione è pressoché unica al mondo e che ha contribuito a diffondere il nome della piccola cittadina nel mondo. Da menzionare è anche l'uovo di dinosauro proveniente dalla Cina ed il cranio di Elephas meridionalis, rinvenuto nei pressi dell'area.<br />
Lo scopo del museo è anche quello di fornire al visitatore un'adeguata conoscenza delle rocce e delle morfologie vulcaniche che andrà poi direttamente ad osservare nel Parco. È, quest'ultimo, un vero e proprio museo all'aria aperta realizzato sulla grande colata di Venanzite il cui percorso si snoda, per una lunghezza di circa 2 Km, all'interno della colata stessa grazie allo svuotamento del corpo lavico, avvenuto negli anni settanta. Durante la visita è possibile osservare coni, crateri, colate laviche ed alcune rocce e minerali rari. Informazioni <p>Parco e Museo Vulcanologico di San Venanzo (Tr)<br />
Piazza Roma 1&nbsp;<br />
05010 San Venanzo (Tr)<br />
E-Mail: parco.museovulcanologico@gmail.com<br />
Tel e Fax: +39075875482<br />
Prenotazioni al +393397743826 oppure +39348 8033116<br />
Sito web:&nbsp;<a href=""http://www.comune.sanvenanzo.tr.it/it/territorio_comunale/parco_e_museo_vulcanologico.html"" target=""_blank"">www.comune.sanvenanzo.tr.it</a><br />
Su Facebook: <a href=""https://www.facebook.com/museo.vulcanologico/"" target=""_blank"">https://www.facebook.com/museo.vulcanologico/</a></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	San Venanzo | Parchi naturalistici e tematici	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.868833	12.266169999999988	""		""	""		[  ]	""
551	Attrattore	it_IT	95835	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/duomo-di-san-feliciano-a-foligno	Duomo di San Feliciano  a Foligno	La cattedrale di San Feliciano, patrono di Foligno, è importante esempio di romanico umbro con interno neoclassico	Cattedrale di San Feliciano, Foligno, Museo diocesano di Foligno, romanico, quintana	Duomo di San Feliciano  a Foligno	"La cattedrale di San Feliciano si trova in piazza della Repubblica, antica platea magna di Foligno. Sorge sul luogo ove fu martirizzato e sepolto nel 251 d.C. san Feliciano, evangelizzatore della città. Secondo la leggenda, dopo essere stato a lungo torturato, Feliciano venne incatenato ad una biga e trascinato dai cavalli al galoppo, finché sopraggiunse la morte. Edificato nel 1113 ad opera di <strong>Maestro Atto</strong>, come documenta una iscrizione posta sulla facciata principale, a partire dal 1201 fu ampliato con la facciata secondaria; nei secoli XVI e XVII si eseguirono ulteriori restauri che modificarono radicalmente la struttura del Duomo.<br />
Della<strong> facciata principale</strong> a fasce bianche e rosa, resta ben poco. Il mosaico raffigurante Cristo <em>in trono tra san Feliciano e Messalina</em>, protettori della città, con papa Leone XIII, committente dell'opera, è opera recente e data al 1904.<br />
Meglio conservata e più ricca è la <strong>facciata secondaria</strong>, quella che si apre su piazza della Repubblica. Un iscrizione sull'arco esterno del portale cita <strong>i Maestri Rodolfo e Binello</strong> e l'anno 1201. Si caratterizza per il bel portale romanico decorato con bassorilievi classicheggianti, tra cui figura <em>Federico Barbarossa</em>, il <em>vescovo Anselmo</em>, i <em>simboli degli Evangelisti</em> ed <em>i segni zodiacali</em>. Sopra il portale è una cornice su mensole con protomi di animali e una bella loggetta. Le bifore, in alto, furono aggiunte dalla famiglia Trinci nel Quattrocento.<br />
L'elegante cupola è un'aggiunta cinquecentesca opera di Giuliano di Baccio d'Agnolo.<br />
<strong>L'interno</strong>, ad un'unica navata, denota i tratti del rifacimento Neoclassico operato nella seconda metà dell'Ottocento da Giuseppe Piermarini su progetto, notevolmente modificato, di Luigi Vanvitelli.<br />
Il <strong>baldacchino</strong> sopra l'altare maggiore è fedele riproduzione di quello <strong>berniniano </strong>presente nella basilica di San Pietro a Roma.<br />
Nel palazzo delle Canoniche a ridosso del transetto e della navata sinistra, è il <strong>Museo Capitolare Diocesano</strong> che conserva circa <strong>cinquanta opere</strong> provenienti dalla cattedrale e da località della Diocesi. La visita del museo comprende anche la <strong>Cripta</strong><strong> di San Feliciano </strong>(VII-IX secolo), recentemente restaurata.&nbsp; "	Foligno | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi39.png/8ad5a843-3aa4-42ac-a313-46d50e76239f?t=1423749277384	42.9485249	12.714124900000002	""		""	""		[  ]	""
552	Attrattore	it_IT	29006213	90542	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-dell-ovo-pinto-a-civitella-del-lago	Museo dell'Ovo Pinto a Civitella del Lago	"Un museo unico al mondo che raccoglie migliaia di uova dipinte e scolpite, opere frutto della Mostra Concorso Nazionale ""OVO PINTO"" nata nel 1982, a Civitella del Lago, dalla geniale intuizione di Bernardini Anacleto, presidente di un'Associazione Culturale giovanile."	ovo pinto, mostra concorso ovo pinto, baschi, umbria, umbria vacanza, umbria itinerari, umbria viaggio	Museo dell'Ovo Pinto a Civitella del Lago	"Un museo unico al mondo che raccoglie migliaia di uova dipinte e scolpite, opere frutto della Mostra Concorso Nazionale ""OVO PINTO"" nata nel 1982, a Civitella del Lago, dalla geniale intuizione di Bernardini Anacleto, presidente di un'Associazione Culturale giovanile. <p>Dipingere le uova durante il periodo pasquale è un’antichissima usanza, molto diffusa in Europa e soprattutto nel centro Italia: le uova si coloravano utilizzando colori naturali derivati da infusi di fiori, erbe, cipolle ed altro.<br />
Dal 1982, da Pasqua al 1° maggio, viene organizzata quindi la Mostra Concorso Nazionale Ovo Pinto, aperta a tutti, professionisti e non, che vogliono esprimere la propria creatività. Molti artisti, nei vari concorsi, si sono cimentati a trovare nuove forme e tecniche che stupiscono ogni anno l’immaginazione.</p>

<p>Nel 2005 a Civitella del Lago è stato aperto al pubblico un Museo originale,&nbsp;in cui sono esposte, dipinte o scolpite, migliaia di uova di tutte le specie animali.</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p> <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p><a href=""http://www.turismobaschi.it/ita/6/arte-e-cultura/2/museo-dellovo-pinto"" target=""_blank"">http://www.turismobaschi.it/</a><br />
<a href=""http://www.ovopinto.it/"" target=""_blank"">http://www.ovopinto.it/</a></p>

<p>&nbsp;</p> "	Baschi | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Cartina_zona_todi/152af2c9-089d-4425-b8c6-627a54845839?t=1423734069410	42.7118251	12.281919199999948	Baschi	55007	""	""		[  ]	""
553	Attrattore	it_IT	112059	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cimitero-museo-le-mummie-di-ferentillo-	"Cimitero-Museo ""Le Mummie di Ferentillo"", umbria, valnerina,"	Nella cripta romanica della chiesa sono conservate alcune mummie, scoperte nel 1805 quando un editto napoleonico ordinò l'esumazione delle salme dall'interno delle chiese	"Cimitero-Museo ""Le Mummie di Ferentillo"", Umbria, Valnerina"	""	"<p>La facciata, molto semplice, è caratterizzata, al centro, da un rosone decorato da piccole sculture sotto al quale si trova il portale d'ingresso, in pietra bianca, inserito tra due colonne che alla base recano gli stemmi di Lorenzo Cybo e del Capitolo Lateranense.<br />
&nbsp;L'interno è a tre navate, nell'abside, circolare, in stile barocco, si aprono due piccole logge con balaustre in legno di gusto rococò. Al centro una grande tela raffigura il Martirio di Santo Stefano, opera di Giuseppe Rosi, 1759. Da menzionare anche l'affresco di Pierino Cesarei, datato 1595, raffigurante il Presepe e lo splendido fonte battesimale. Nel presbiterio, sul pilastro destro, è incastonato un tabernacolo per la conservazione degli oli sacri che risale al XVI secolo.</p>

<p><br />
Nella cripta romanica della chiesa sono conservate alcune mummie, scoperte nel 1805 quando un editto napoleonico ordinò l'esumazione delle salme dall'interno delle chiese. Sono una ventina i corpi mummificati visibili all'interno di teche: il più antico risale a circa quattro secoli fa, il più recente è del XIX secolo. La conservazione dei corpi è dovuta a particolari microrganismi presenti nella terra e ad una ventilazione costante</p> Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Precetto - Via della Torre</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">05034 - Ferentillo (TR)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>mummie@libero.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	Ferentillo | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi13.png/8c043462-6498-4684-8357-c32946aa1d2b?t=1423749273208	42.6204432	12.784383100000014	Ferentillo	55012	""	""		[  ]	""
554	Attrattore	it_IT	112037	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/castello-bufalini-san-giustino	Castello Bufalini - San Giustino	La storia dell'edificio è legata indissolubilmente a quella della famiglia Bufalini, che vantava personaggi affermatisi in ambito ecclesiastico, letterario e giuridico	palazzo Vitelli, Umbria, Palazzo Bufalini, san Giustino, fortilizio militare,	""	"Passato di proprietà nel 1487 a Niccolò di Manno Bufalini, vennero intrapresi lavori di ricostruzione su progetto dell'architetto romano Mariano Savelli e su indicazioni di Giovanni e Camillo Vitelli, uomini d'armi ed esperti in architettura militare. Assunse l'aspetto di una fortezza, a pianta quadrata irregolare con quattro torri agli angoli, di cui una di maggiori dimensioni, la torre maestra; un ampio fossato con acqua la circondava.<br />
La storia dell'edificio è legata indissolubilmente a quella della famiglia Bufalini, che vantava personaggi affermatisi in ambito ecclesiastico, letterario e giuridico. A partire dagli anni trenta del XVI secolo, la fortezza fu trasformata in residenza nobiliare rispondente a precise esigenze artistiche, sociali e culturali, secondo la volontà di Giulio I e del fratello, l'Abate Ventura Bufalini. Benché sia stato l'interno a subire maggiori modifiche, con la creazione di ampie sale distribuite attorno ad un cortile con due lati porticati, risale a quel periodo l'inserimento in facciata del loggiato e l'ingresso monumentale in posizione centrale.<br />
Dall'esterno rimase ben visibile l'originaria struttura militare dell'edificio. Il progetto del palazzo fu opera dell'architetto fiorentino della cerchia dei Sangallo Giovanni di Alesso, detto Nanni Unghero, ma i lavori furono ultimati con l'intervento del Vignola attorno al 1560. Durante l'ultimo decennio del XVII secolo e i primi anni del XVIII, il palazzo fu ristrutturato secondo il progetto dell'architetto-pittore tifernate Giovanni Ventura Borghesi, come amena villa di campagna con giardino all'italiana. L'edificio si arricchì nel XVIII secolo di pregevoli opere d'arte di gusto tardo barocco, tra le quali cicli pittorici e decorativi su affresco e tela, volti anche a celebrare i Bufalini divenuti marchesi. Nel luglio del 1989 Castello Bufalini è stato acquisito dal demanio dello Stato, un raro esempio di dimora storica signorile pressoché integra, che conserva gran parte del suo arredo formatosi dal XVI al XIX secolo con una collezione di dipinti provenienti dal palazzo Bufalini di Città di Castello. Attualmente l'intero complesso è allestito, dipinti, mobilio, tappezzerie, maioliche e vari busti di epoca romana, secondo il gusto della dimora nobiliare.<br />
Nel percorso di visita si possono ammirare: la Sala degli Dei Pagani e Sala di Prometeo con affreschi di Cristofano Gherardi; il Loggiato; la Sala della Credenza, con le vetrine che custodiscono i preziosi servizi da tavola in ceramica e la cristalleria; la Sala da Pranzo; il Salotto: la Sala del Trono con tele raffiguranti scene dal Vecchio Testamento e dall'Orlando Furioso dell'Ariosto; la Galleria dei Ritratti; la Sala degli Stucchi; la Camera del Cardinale Giovanni Ottavio Bufalini, con la bellissima culla. Il Giardino è un tipico esempio di giardino all'italiana che si presenta oggi nella forma voluta nel XVIII secolo: spiccano per particolare bellezza il roseto, la galleria vegetale detta voltabotte, il cosiddetto ""paradiso"" ed il labirinto Informazioni <p><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Via Largo Cruciani</span><br />
<span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">06016 - San Giustino (PG)<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span></span><br />
<span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">email:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;</span>sbsae-umb@beniculturali.it</span></span></p>

<p>&nbsp;</p>

<p><i><span style=""font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">Fonte Regione Umbria - Servizio Musei e soprintendenza ai beni librari&nbsp;&nbsp;</span></i></p> "	San Giustino | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi5.png/07b91758-b74f-4731-af5b-1f0e872725ac?t=1423749272028	43.5517952	12.172451799999976	""		""	""		[  ]	""
555	Attrattore	it_IT	24961873	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/ex-monastero-di-san-giacomo-cerreto-di-spoleto	Ex Monastero di San Giacomo - Cerreto di Spoleto	La Chiesa di San Giacomo, con il monastero annesso, ospita oggi la sede del CEDRAV (Centro per la documentazione antropologica in Valnerina). La facciata, corrispondente alla parete sinistra della navata, è ornata di un portale archiacuto.	Cerreto di Spoleto, Via di Francesco, Bike umbria, trekking umbria, Valnerina, natura umbria	Ex Monastero di San Giacomo - Cerreto di Spoleto	"La Chiesa di San Giacomo, con il monastero annesso, ospita oggi la sede del CEDRAV (Centro per la documentazione antropologica in Valnerina). La facciata, corrispondente alla parete sinistra della navata, è ornata di un portale archiacuto. <p>All`interno, sulla parete sinistra, Visitazione del 1573, tela di Camillo Angelucci da Mevale, appartenente ad una delle più importanti dinastie di pittori della Valnerina; notevoli le tele del sec. XVII raffiguranti i SS. Benedetto e Scolastica, i SS. Michele Arcangelo, Giacomo e Filippo Neri. Tre pareti conservano buona parte della decorazione a fresco del sec. XV, danneggiata e restaurata. Fra gli affreschi più degni di nota Annunciazione, Crocifissione fra Santi, e figure frammentarie nella parete superiore. Alcuni di essi, collocabili intorno della metà del sec. XV, sembrano affini ad affreschi della Chiesa di Santa Maria Assunta a Vallo di Nera, collegati all`ambiente del Maestro di Eggi. Sulla stessa parete, a destra della porta che immette in un piccolo ambiente adiacente, Cristo in gloria con Angeli recanti i simboli della passione e S. Michele Arcangelo e figure oranti del sec. XV. Nel piccolo ambiente a destra, affreschi della fine del sec. XIV: Storie della passione; S. Caterina e santa martire di buona qualità e tutti riferibili ad uno stesso autore.<br />
Nel monastero, in un locale al piano inferiore, Giudizio Universale con Cristo giudice entro mandorla; Maria, Apostoli su dannati e il committente, affresco della prima metà del sec. XV.</p>

<p><br />
<strong>Fonte: http://www.cerretodispoletoturismo.it</strong></p> "	Cerreto di Spoleto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8215544	12.918199100000038	Cerreto di Spoleto	54010	""	""		[  ]	""
556	Attrattore	it_IT	27756151	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/casa-romana	Casa Romana	La Casa Romana è un esempio di abitazione signorile della prima età imperiale; lo stile degli affreschi, dei mosaici e il tipo di muratura collocano la Casa Romana nel I secolo d.C.&nbsp;	umbria,Spoleto, bike spoleto norcia, Festival di spoleto, Casa romana, trekking urbano	La Casa Romana è un esempio di abitazione signorile della prima età imperiale; lo stile degli affreschi, dei mosaici e il tipo di muratura collocano la Casa Romana nel I secolo d.C.	"La Casa Romana è un esempio di abitazione signorile della prima età imperiale; lo stile degli affreschi, dei mosaici e il tipo di muratura collocano la Casa Romana nel I secolo d.C.&nbsp; La prima campagna di scavi finalizzata al suo rinvenimento venne effettuata dall’archeologo spoletino Giuseppe Sordini tra il 1885-86 e i lavori proseguirono fino al 1914, anno di morte dell’archeologo.&nbsp;<br />
La sua posizione privilegiata, in prossimità dell’antico Foro Romano - l’attuale Piazza del Mercato - e la ricchezza degli elementi decorativi lasciano supporre che il proprietario fosse un personaggio di rilievo dell’epoca. Durante gli scavi venne trovata un’iscrizione dedicata all’imperatore Caligola e firmata da una […] Polla; da qui l’ipotesi che la casa appartenesse a Vespasia Polla, madre dell’Imperatore Vespasiano, originaria della zona tra Norcia e Spoleto.<br />
Gli ambienti della domus conservano dei bellissimi mosaici pavimentali e presentano lo schema architettonico tipico delle case patrizie in voga tra la fine dell’età repubblicana e l’inizio di quella imperiale.<br />
Al centro dell’atrio si trova l’impluvium, una vasca di forma quadrata che permetteva di raccogliere direttamente l’acqua piovana.&nbsp;<br />
Intorno all’atrio si dispongono due stanze da letto (cubicola), due ambienti aperti (alae) e, in fondo, il tablinum, fiancheggiato ai lati da due ambienti minori.<br />
Il tablinum era la stanza principale di ricevimento, la più importante e ricca della casa, posta in asse con l’ingresso. Essa era il luogo in cui il padrone di casa (dominus) svolgeva le funzioni di rappresentanza, gestiva i suoi rapporti con i clientes e trattava gli affari.<br />
A destra del tablino si trova il triclinium dove, sulla destra, sono visibili i resti di una decorazione pittorica.<br />
Durante gli scavi furono poi recuperati numerosi reperti, esposti nella Casa Romana: frammenti di ceramiche, anfore, lucerne, fuseruole, vetri, oggetti in osso e avorio come pettini, spille, aghi, frammenti di statuine in bronzo e elementi in metallo. <p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>

<p>Via di Visiale<br />
tel. e fax 0743 40255<br />
e-mail: info@iat.spoleto.pg.it; spoleto@sistemamuseo.it&nbsp;&nbsp;</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7404881	12.737800300000004	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
557	Attrattore	it_IT	22342889	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/museo-nazionale-del-ducato-di-spoleto	Museo Nazionale del Ducato di Spoleto	<p>Il museo si trova all'interno della Rocca, nella parte alta del centro storico di Spoleto.&nbsp;</p>	Spoleto, ducato Longobardo, Rocca albornoziana, trekking urbano, Festival Spoleto	Museo Nazionale del Ducato di Spoleto	"<p>Il museo si trova all'interno della Rocca, nella parte alta del centro storico di Spoleto.&nbsp;</p> <p>Il museo nasce per documentare la storia del Ducato, nato grazie ai Longobardi, popolazione germanica che ruppe l'unità politica della penisola italiana nel VI secolo d.C.</p>

<p>La Rocca fu edificata per volere del Cardinale spagnolo Egidio Albornoz a partire dal 1360. Fu sede di legati pontifici e papi.</p>

<p>Oggi, con il progressivo recupero degli ambienti e dei dipinti murali che ancora ne ornano le pareti, il complesso ha finalmente ritrovato il suo fascino primitivo dopo essere stato per lungo tempo utilizzato come carcere.</p>

<p>Il museo propone un interessante documento di conoscenza del territorio spoletino dal IV al XV secolo e contemporaneamente illustra, tramite pannelli, la bellezza degli ambienti affrescati in cui le opere sono esposte.</p>

<p>Inaugurato nel 2007, il museo nasce grazie ad un progetto di raccolta di opere d'arte e materiali, già in gran parte conservate presso i locali del museo civico e pinacoteca, utili a documentare l'origine, lo sviluppo e le molteplici ricadute storiche e culturali del longobardo Ducato di Spoleto.<br />
Articolato in due spazi attorno al cortile d'Onore, uno al pianterreno e l'altro al primo piano, si suddivide in quindici sale.<br />
Nel complesso la raccolta delle opere copre un arco di tempo che va dal IV secolo d.C., con testimonianze delle prime comunità cristiane, fino al XV secolo.<br />
Pensato quale strumento adeguato alla conoscenza della città e del territorio, il museo intende far percepire al visitatore la complessità delle vicende storiche che lo interessarono e contemporaneamente la sua vivacità culturale anche dopo la caduta del Ducato.<br />
Il percorso inizia dal IV secolo illustrando le prime comunità cristiane con materiali provenienti dalle aree funerarie e dagli edifici di culto limitrofi, ponendo l'accento sul fenomeno del monachesimo. Si prosegue con opere che vanno dal VI al IX secolo, testimoni dell'evoluzione artistica territoriale, e si conclude con sculture e pitture dal XII al XV secolo che ben documentano la straordinaria fioritura artistica della città e del territorio come il Trittico di Santa Maria delle Grazie di Niccolò di Liberatore.<br />
Nel percorso completano l'itinerario pannelli illustrativi che danno conto della funzione storica di ciascun ambiente attraversato.</p> <p><strong>Accessibilità</strong></p> <p>La Rocca Albornoziana è situata nel punto più alto della città, sulla sommità del Colle Sant’Elia e non è servita dai mezzi pubblici.</p>

<p>Per chi fosse anche interessato a visitare la bella cittadina, esistono tre pratici percorsi meccanizzati che collegano la parte nuova della città, in basso, a quella più alta e antica.</p>

<p>Uno parte dal parcheggio della “Ponzianina” e con scale mobili arriva fino al Duomo. Un altro, invece, parte dal parcheggio della “Posterna” e consente di raggiungere Piazza Campello tramite tappeti mobili e ascensori, attraverso un percorso sotterraneo con uscite in corrispondenza del Teatro Nuovo, di Piazza Pianciani e di Piazza del Mercato. Un terzo collega, attraverso tappeti mobili sotterranei, il parcheggio di “SpoletoSfera” a Piazza della Libertà.</p>

<p>Da qui, percorrendo tutto Corso Mazzini si raggiunge Piazza Pianciani, in cui è possibile riallacciarsi al percorso precedentemente descritto.</p>

<p>Per raggiungere la Rocca è consigliabile servirsi del percorso della “Posterna” in quanto il più diretto e tutto al coperto fino all’uscita della Rocca.</p>

<p>Giunti quindi al capolinea di Piazza Campello, si sale in superficie tramite uno dei due ascensori a disposizione, forniti di pulsantiera in Braille e a rilievo sia esterna che interna e di indicazione luminosa e vocale dei piani.</p>

<p>Uscendo all’aperto ci si trova sulla strada asfaltata pedonale del “Giro della Rocca” che è un percorso tutto intorno alla stessa; andando a destra, si apre il passaggio per gli ascensori che salgono alla Rocca in Largo Luigi Antonini, sempre muniti di pulsantiera in braille e a rilievo sia interna che esterna e di segnalazione luminosa e vocale ai piani.</p>

<p>Per chi vuole raggiungere la Rocca con mezzi propri, si deve tener conto che la struttura si trova all’interno della ZTL, pertanto è necessario inviare via fax al numero 0743-218074 la fotocopia fronte/retro del tagliando per disabili, comunicando la targa del veicolo e il giorno di passaggio; il tutto precedentemente al transito oppure entro le 72 ore successive. In alternativa, ci si può anche presentare di persona al Comando della Polizia Municipale, in Piazza Garibaldi 42, nella parte bassa della città, sotto i due archi di ingresso.</p>

<p>Dopo aver parcheggiato nella zona di Piazza Campello, si imbocca il percorso pedonale che gira attorno alla Rocca. Dopo aver superato di 150 metri circa l’ingresso agli ascensori che portano al percorso sotterraneo dei tapis roulant, si trova quello degli ascensori per salire alla Rocca come già descritto sopra.</p>

<p>Per le persone disabili è possibile arrivare con la propria automobile fino all’interno della Rocca, in prossimità dell’ingresso del Museo e lì parcheggiare per la durata della visita. È necessario telefonare allo 0743-224952 (Biglietteria) o allo 0743- 223055 (custodi) per avvisare dell’arrivo e farsi dare indicazioni.</p>

<p>Il museo può essere visitato da persone con difficoltà motoria e che necessitino di ausili come sedia a rotelle.</p>

<p>Per la visita da parte di persone non vedenti o ipovedenti è consentito l’ingresso ai cani guida.</p>

<p>È possibile ricevere informazioni su di una eventuale visita dedicata telefonando alla cooperativa “Sistema Museo” al numero 0743- 46434 o direttamente in biglietteria allo 0743-224952.</p>

<p>Nella struttura non vi è disponibilità di audioguide.</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.7404881	12.737800300000004	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
558	Attrattore	it_IT	24760349	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-di-san-rocco-vallo-di-nera	Chiesa di San Rocco - Vallo di Nera	La Chiesa di San Rocco si trova fuori&nbsp; a Vallo di Nera, lungo la strada che conduce ai casali. Venne eretta nel sec. XV.	Valnerina, bike umbria, sentieri umbria, Rafting sul nera,	Chiesa di San Rocco - Vallo di Nera	"La Chiesa di San Rocco si trova fuori&nbsp; a Vallo di Nera, lungo la strada che conduce ai casali. Venne eretta nel sec. XV. <p>La facciata è a capanna, ornata di una grata in ferro battuto, preceduta da un portico che si estende per tutta la lunghezza della strada.</p>

<p>L'interno conserva alcuni affreschi coevi alla costruzione tra cui, sull`altare in stucco, una Madonna del Latte della seconda metà del sec. XV.</p>

<p style=""margin: 0px;"">&nbsp;</p> "	Vallo di Nera | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/spoleto/a31e3b11-7378-4a0f-b972-e4089aac5335?t=1454334432566	42.8016159	12.863551599999937	Vallo di Nera	54058	""	""		[  ]	""
559	Attrattore	it_IT	3351161	93925	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/teodelapio	Teodelapio	<p>Il Teodelapio si trova fuori dal centro storico, di fronte la stazione Ferroviaria di Spoleto.</p>	Alexander Calder, Spoleto, arte contemporanea, Longobardi, Bike spoleto norcia, festival di Spoleto	Teodelapio	"<p><strong>Dove si trova</strong><br />
Il Teodelapio si trova fuori dal centro storico, di fronte la stazione Ferroviaria di Spoleto.</p> <p><strong>Perchè visitarla</strong><br />
Prima scultura monumentale <em>stabile</em> dell'artista americano Alexander Calder (""sto facendo uno Stabile che potrá posare sul suolo e fará da arco alla strada), fu realizzata nel 1962 per la mostra ""Sculture nella città""&nbsp; in occasione del V Festival dei Due Mondi, mostra ideata da Gianni Carandente e rimasta nella storia dell'arte contemporanea.</p>

<p>Lo scultore americano Alexander Calder (1898-1976) è noto per le sue meravigliose macchine aeree snodate e colorate,&nbsp; i cosiddetti mobiles che, appesi a fili sottilissimi, si muovono con leggerezza per un calcolato sistema di equilibri. Alcuni mobiles sono conservati nel Museo di Palazzo Collicola.</p>

<p><strong>Descrizione</strong><br />
La scultura in acciaio verniciato è alta 18 metri.<br />
Costituita da un assemblaggio di forme diverse ritagliate ed imbullonate nel metallo, ha aspetto zoomorfo e ricorda in parte una corona - Calder non aveva ancora deciso il nome della scultura quando, durante il soggiorno a Spoleto (primavera 1962), vide nella hall del suo albergo una stampa raffigurante il duca <em>Teodelapio</em> (prima metà del VII secolo) con una corona a punte e decise di chiamare così la sua opera.<br />
Il bozzetto, alcune lettere e disegni preparatori sono conservati all'interno della Galleria Civica d'Arte Moderna di Spoleto.</p>

<p><strong>Curiosità</strong><br />
Il bozzetto venne ingrandito 27 volte negli stabilimenti dell'Italsider di Savona e le lamiere che se ne trassero furono direttamente montate e saldate nella piazza spoletina.</p>

<p><strong>Informazioni e consigli utili</strong><br />
Il piazzale della Stazione si trova poco fuori il centro storico di Spoleto, provenendo da via Flaminia, alla fine del rettilineo viale Trento e Trieste.&nbsp;</p> "	Spoleto | Luoghi della cultura	""	""	42.748121	12.736141999999973	Spoleto	54051	""	""		[  ]	""
560	Attrattore	it_IT	21008664	90590	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/rocca-di-gualdo-cattaneo	Rocca di Gualdo Cattaneo	La rocca è sicuramente il monumento più importante di Gualdo Cattaneo.&nbsp;	Gualdo Cattaneo, Borghi Umbria, Castelli e fortificazioni, Borgia, umbria turismo, umbria itinerari, umbria viaggio, umbria vacanza, umbria castelli	Rocca di Gualdo Cattaneo	"La rocca è sicuramente il monumento più importante di Gualdo Cattaneo.&nbsp; <p>La costruzione iniziò nel 1494, fu progettata secondo i canoni militari dell'epoca, in cui l'avvento delle artiglierie stava mutando sostanzialmente l'aspetto di tutte le strutture difensive.<br />
La rocca chiamata “Dei Borgia” in onore di Papa Alessandro VI, fu portata al termine nel 1500 e alla sua costruzione si alternarono diverse maestranze.<br />
<br />
Si tratta di una&nbsp; fortezza triangolare in cui ad ogni vertice corrisponde una torre rotonda e troncoconica, intercomunicante con le altre attraverso camminamenti sotterranei.<br />
La torre più alta ha la base di 80 metri di circonferenza e un'altezza di 20 metri e domina tutto il borgo; è costituita da 5 piani in cui si trovano tutti gli elementi abitativi necessari alla difesa e alla residenza della guarnigione.<br />
La Rocca di Gualdo Cattaneo fu l'ultima di un sistema difensivo fortificato ""di frontiera"", perché perennemente conteso fra Spoleto, Todi, Foligno e Perugia, tutt'ora costellato di torri, manieri, <a href=""/-/gualdo-cattaneo-il-borgo-dei-castelli"" target=""_blank"">rocche e castelli</a> (come San Terenziano, Grutti, Torri, Barattano o Cisterna).</p>

<p><br />
Nel 1624 vi soggiornò Galileo Galilei, che lasciò scritto ""<em>È un piccolo compendio dell'universo</em>"".</p> "	Gualdo Cattaneo | Storia antica	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/deruta+-+collazzone/15d029e8-5b64-4bc0-b6dd-829c4285c2ba?t=1454334610275	42.9120496	12.556193399999984	Gualdo Cattaneo	54022	""	""		[  ]	""
561	Attrattore	it_IT	24420076	90438	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/lago-di-piediluco	Lago di Piediluco	Collocato alle propaggini sud-orientali dell'Umbria, con un ramo che sconfina nel Lazio, il lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale della regione dopo il Trasimeno.	Lago di Piedilugo, Canottaggio, Cascata delle Marmore, Vacanze Umbria, outdoor	Lago di Piediluco	"Collocato alle propaggini sud-orientali dell'Umbria, con un ramo che sconfina nel Lazio, il lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale dell'Umbria dopo il Trasimeno. <div>Il nome sembra potersi interpretare come ""ai piedi del bosco sacro"". Insieme ai laghi Lungo, di Ripasottile e di Ventina situati in provincia di Rieti, rappresenta uno dei resti dell'antico Lacus Velinus, grande bacino di origine alluvionale venutosi a formare a partire dal Quaternario.</div>

<div>Di forma irregolare con un perimetro di circa 13 chilometri, il lago si trova ad un'altitudine di 375 metri, con una profondità massima attestata sui 19 metri. Il suo immissario naturale è il rio Fuscello, gli altri due immissari sono invece rappresentati da canali costruiti dall'uomo, uno che lo collega al fiume Velino, l'altro che fa convogliare nel lago una porzione di acqua derivata invece dal fiume Nera, lungo ben 42 chilometri. L'emissario, cioè il fiume Velino, è deviato verso Marmore dove si getta nel fiume Nera formando la cascata delle Marmore.<br />
Di suggestiva bellezza, il lago ha rappresentato per molti artisti una tappa obbligata di quel Grand Tour così definito nel 1670 dal prete e scrittore Richard Lassels, autore di An Italian Voyage. Noti i dipinti ad olio realizzati nell'anno 1826 dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot che hanno come soggetto il suo scenario. Molto ricca è anche la fauna ittica: da uno studio del 2010 è risultato che le specie ittiche che popolano il lago di Piediluco sono 15 di cui 8 sono alloctone.<br />
La mancanza di correnti e la presenza di venti abbastanza regolari rendono il lago un eccellente campo di gara per regate di canottaggio nazionali e internazionali.</div> "	Terni | Paesaggi d'acqua	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/terni/5376881f-e907-49f2-8871-c7f688432072?t=1454335089554	42.5636168	12.642660400000068	Terni	55032	""	""		[  ]	""
562	Attrattore	it_IT	24963318	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-fortebraccio-montone	Piazza Fortebraccio - Montone	L'incantevole piazza di Fortebraccio riprende il nome dal capitano di ventura Andrea Fortebracci, detto appunto Braccio da Montone, che fu signore del castello a partire dal XIII secolo.	""	Piazza Fortebraccio - Montone	"L'incantevole piazza di Fortebraccio riprende il nome dal capitano di ventura Andrea Fortebracci, detto appunto Braccio da Montone, che fu signore del castello a partire dal XIII secolo. <p>E' la sede del municipio di Montone, ed è posta nel cuore del borgo medievale, da dove partono numerosi vicoli fiancheggiati da case con muratura a cortina.</p>

<p>E' un luogo suggestivo, dove è possibile respirare un'atmosfera d'altri tempi; dalla piazza si può vedere, svettante tra i vicoli del borgo, l’alta torre civica con l’orologio su una facciata.</p> "	Montone	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.3623228	12.32368729999996	Montone	54033	""	""		[  ]	""
563	Attrattore	it_IT	24217897	90422	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/san-francesco-al-prato	Chiesa di San Francesco al Prato	La chiesa di San Francesco al Prato, cui si affianca a sinistra l’oratorio di San Bernardino, si trova a Perugia in piazza San Francesco, al termine di via dei Priori.	""	Chiesa di San Francesco al Prato	"La chiesa di San Francesco al Prato, cui si affianca a sinistra l’<a href=""/-/oratorio-di-san-bernardino"">oratorio di San Bernardino</a>, si trova a Perugia in piazza San Francesco, al termine di via dei Priori. La chiesa è situata in una delle zone più caratteristiche della città, nei pressi dell’etrusca porta Trasimena così chiamata perché aperta in direzione del lago e Cortona.<br />
Oltre che per vedere la chiesa con l’attiguo oratorio rinascimentale, opera dello scultore Agostino di Duccio, una visita al quartiere Santa Susanna, è consigliata per ammirare le importanti residenze gentilizie e gli stretti e tortuosi vicoli circostanti tra le più tipiche peculiarità dell’assetto viario della città vecchia.<br />
Fondata dai francescani minori nel XIII secolo sulla foggia dell’edificio Superiore di San Francesco in Assisi, la chiesa fin dalla sua creazione s’impose alla devozione delle maggiori famiglie della città che vi costruirono i loro sepolcri facendola diventare il vero e proprio&nbsp; pantheon di Perugia. Nel corso del XIV secolo il convento fu sede di uno Studium assai celebre ove si formarono i papi Sisto IV e Giulio II.&nbsp;<br />
La chiesa è ad unica navata terminante con abside poligonale.<br />
Tra il fianco sinistro e il transetto, a metà del Quattrocento, fu costruito l’oratorio della Confraternita della Santissima Concezione, rivestito&nbsp; di intarsi di marmo bianco e rosa, che conservava un gonfalone con la Madonna della Misericordiaeseguito in occasione della peste del 1464 da Mariano d’Antonio e Benedetto Bonfigli, ora nell’oratorio di San Bernardino.<br />
Con la divisione interna all’ordine francescano tra conventuali ed osservanti, San Francesco al Prato divenne sede dei conventuali mentre gli osservanti ebbero la loro sede in San Francesco a Monteripido. Questa chiesa così celebre e ricca di capolavori fu però sin da pochi anni dopo la sua edificazione vittima di numerosi problemi di staticità, poggiando su un terreno cedevole.<br />
Sin dal XV secolo, si resero necessari continui lavori di consolidamento e restauro fino a quando nel Settecento la chiesa venne integralmente ripristinata su progetto di Pietro Carattoli; ma l’elevato peso dei nuovi contrafforti invece di aiutare la precedente struttura gotica accelerò il cedimento della collina. A meno di un secolo di distanza dall’intervento del Carattoli si fu così costretti a demolire la cupola, le volte di navata e del transetto e parte dei muri absidali. Al 1926 è da datare la ricostruzione della facciata,&nbsp; opera di Pietro Angelici. Questa, liberata da edifici che le erano stati addossati nel XVII secolo, fu fatta su modello di quella antica di cui si hanno testimonianze nel Gonfalone di San Bernardino di Benedetto Bonfigli, ora in Galleria Nazionale dell’Umbria. Terminante con timpano e racchiusa tra due contrafforti, la facciata si presenta con rivestimento geomentrico bianco e rosa e tarsie colorate.<br />
La chiesa, attualmente sconsacrata e scoperchiata, è da alcuni anni, insieme al convento che oggi ospita l’Accademia di Belle Arti di Perugia, sottoposta a interventi di consolidamento e restauro. Una volta ripristinata diverrà l’auditorium della città.<br />
La chiesa ospitava al suo interno opere d’arte di straordinaria importanza; tra le più significative erano la grande Croce del Maestro di San Francesco, oggi nella Galleria Nazionale dell’Umbria, la Deposizione Baglioni e l’Incoronazione della Vergine di Raffaello oggi rispettivamente conservate nella Galleria Borghese e nella Pinacoteca Vaticana di Roma e la Resurrezione di Pietro Vannucci detto il Perugino sempre in Pinacoteca Vaticana.<br />
Per una splendida vista della chiesa e dell’attiguo oratorio di San Bernardino dall’alto si consiglia di prendere le scalette di via del Poggio e raggiungere l’omonima piazzetta panoramica. "	Perugia | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/perugia+-+corciano/83177533-a4e7-49de-88d1-a49e514e3a08?t=1454334522718	43.1139399	12.38354890000005	Perugia	54039	""	""		[  ]	""
564	Attrattore	it_IT	25079066	90518	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/chiesa-e-convento-di-san-francesco-monteleone-di-spoleto	Chiesa e convento di San Francesco - Monteleone di Spoleto	Il complesso monumentale di S. Francesco di Monteleone di Spoleto è forse l’opera più significativa e&nbsp;suggestiva per complessità di storia, sviluppo, arte, e fede. E’ un libro di storie, santi e simbologie da leggere con cura.	Monteleone di Spoleto, biga, Valnerina, bike umbria, via di Francesco, sentieri umbria, outdoor	Chiesa e convento di San Francesco - Monteleone di Spoleto	"Il complesso monumentale di S. Francesco di&nbsp;<a href=""http://www.umbriatourism.it/-/monteleone-di-spoleto"">Monteleone di Spoleto</a> è forse l’opera più significativa e suggestiva per complessità di storia, sviluppo, arte, e fede. E’ un libro di storie, santi e simbologie da leggere con cura. <div>La chiesa di San Francesco fu eretta nel corso del XIV secolo su un precedente oratorio benedettino del XII secolo. La&nbsp;chiesa è in realtà intitolata a S. Maria (o meglio alla Madonna dell’Assunta), ma è comunemente nota col nome del poverello d’Assisi da quando&nbsp;vi s’insediarono i primi francescani, intorno al 1280:&nbsp;fino alla soppressione del convento, l’ordine francescano di&nbsp;Monteleone utilizzò&nbsp;in ogni atto ufficiale&nbsp;un sigillo&nbsp;recante l’emblema dell’ordine sovrastato dall’immagine dell’Assunta rapita in cielo, con le iniziali S(anctae) M(ariae).</div>

<div><br />
La chiesa&nbsp;fu restaurata una prima volta nel XV secolo;&nbsp;in&nbsp;seguito al terremoto del gennaio 1703 fu necessario intervenire con un nuovo restauro, che modificò&nbsp;in modo radicale la struttura. La chiesa trecentesca era&nbsp;infatti&nbsp;di proporzioni più slanciate rispetto all'attuale, come del resto si può intuire osservando la parete esterna in corrispondenza della zona absidale. Il pavimento fu rialzato fra il 1395 e il 1398, con una volta inferiore a tutto sesto, riducendo di un terzo l’altezza della chiesa originaria alla quale si accedeva dalla porta ogivale sul lato destro; fu inoltre&nbsp;creato un nuovo ambiente di culto nella parte inferiore della struttura. Gli effetti di questa divisione sono ben visibili nel pavimento interno alla chiesa&nbsp;che taglia l'affresco con la crocifissione sulla parete sinistra, ulteriormente mutilato poi dalla successiva apertura di una porta moderna che immette nell'ordine superiore del chiostro.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>La facciata principale (volta a nord) è nella parte superiore:&nbsp;ornata da un portale ogivale di chiaro gusto romano-gotico, arricchito da un fascio di tre colonne tortili e rilievi di vivace sapore naturalistico con animali, figure umane e angeli, opera certa di mastri lombardi, è però parzialmente tronca del coronamento originario.&nbsp;Nella lunetta superiore si può vedere un affresco raffigurante Maria fra S. Francesco e S. Nicola. Ai lati del paramento esterno, in particolari condizioni di luce, sono visibili tracce di graffiti devozionali e di una croce. Sul fianco destro i possenti contrafforti con finali scolpiti rendono l'edificio simile ad un luogo fortificato: la sensazione è ulteriormente&nbsp;accentuata&nbsp;dalla sua giacitura e dalla vicinanza alla porta del castello, lungo le mura.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>L'interno è diviso in&nbsp;due navate&nbsp;da pilastri in pietra; la navata maggiore è decorata da bel soffitto ligneo dipinto di Giuseppe Frigerio da Norcia (1760), mentre la minore è coperta con volte a crociera e costoloni. Della decorazione murale interna restano numerosi cicli di affreschi, spesso giustapposti fra loro (realizzati fra il XIV e il XVI secolo), purtroppo in parte danneggiati dai numerosi lavori avvenuti nei secoli. Fra le acquasantiere ne è presente una di fattura longobarda che riporta il simbolo greco del TAU, simbolo del compimento della parola rivelata da Dio.</div>

<div><br />
Dalla porta che taglia l'affresco con la Crocifissione&nbsp;si accede al chiostro superiore, un tempo coperto da volte a crociera (delle quali rimangono i punti d'imposta), mentre ora presenta una tettoia a spiovente unico; qui sono 9 lunette a tempera realizzate nella prima metà del XVIII secolo, raffiguranti (esclusa la prima) la vita di S. Francesco. Ai piedi di queste lunette&nbsp;e lungo tutta la parete del corridoio sono raggruppati come in un&nbsp;piccolo <em>antiquarium </em>una raccolta di frammenti epigrafici e scultorei di epoca romana, medioevale e moderna voluta&nbsp;dal parroco Don Angelo Corona. Parte del materiale architettonico medioevale proviene dalla chiesa matrice di S. Nicola, mentre una statua muliebre acefala è stata recuperata dal Trivio. Qui è anche l’iscrizione funeraria romana di Sesto Vettuleno, rinvenuta decenni fa a Forca di Usigni (nel&nbsp;comune di Poggiodomo) e recante la seguente iscrizione: SEX VETTVLENVS. P.F. GRAGVS / VETTVLENA. SEX.F. VXOR.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div>Nella chiesa inferiore, poi utilizzata come sepolcreto, il vecchio coro conserva vivaci affreschi&nbsp;di soggetto francescano che, sebbene più volte pesantemente ridipinte, costituiscono un'interessante testimonianza della pittura umbro meridionale del principio del sec. XV. Nell'ambiente, adibito a teatro, nella parete destra sono stati&nbsp;riportati&nbsp;alla luce alcuni arcosolii che testimoniano il non comune aspetto della chiesa inferiore. Nella sacrestia è ospitata una piccola ma notevole raccolta di arte sacra che include una scultura lignea del sec. XIII raffigurante una Madonna con Bambino, proveniente da Castevecchio.</div>

<div>&nbsp;</div>

<div><strong>[Fonte:<a href=""http://www.monteleonedispoletoeventi.it""> www.monteleonedispoletoeventi.it</a>]</strong></div> "	Monteleone di Spoleto | Luoghi della fede	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/cascia+norcia+preci/9daa8de8-5de7-4674-a8cb-535dca8ff187?t=1454334384712	42.6504391	12.951629300000036	Monteleone di Spoleto	54031	""	""		[  ]	""
565	Attrattore	it_IT	27981929	90454	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/preggio-umbertide	Preggio - Umbertide	Il pittoresco borgo di Preggio si trova vicino al confine con il territorio del comune di Passignano sul Trasimeno.	""	""	Il pittoresco borgo di Preggio si trova vicino al confine con il territorio del comune di Passignano sul Trasimeno. Nella zona rimane segno di radici etrusche: sul monte Murlo, poco a nord di Preggio, si trovano resti di mura etrusche databili al IV secolo a.C. La località viene indicata con il nome di Bellona o Bellonia, e costituiva un importante snodo stradale, considerando che si trovava lungo la via più breve che congiungeva Perugia a Cortona, e sulla strada che unisce l'Alta Valle del Tevere al Lago Trasimeno. Il 25 giugno 217 a.C., le truppe cartaginesi e romane si scontrarono risalendo dalla valle del torrente Niccone, verso Bellona; i romani, reduci scampati dalla battaglia del Trasimeno, ebbero la peggio. Questi avvenimenti sono ricordati da un gran numero di toponimi locali: Pugnano, Monte Corvino, Peggio (ora Preggio), Pian di Marte. 	Umbertide	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+di+castello+e+dintorni/d7282df3-5039-442b-a7d3-b97d0ffb86cb?t=1454334891718	43.2410667	12.222262600000022	Umbertide	54056	""	""		[  ]	""
566	Attrattore	it_IT	112097	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/convento-della-scarzuola-e-citta-buzziana-montegabbione	Convento della Scarzuola, Città Buzziana , Montegabbione, Umbria,	Grande opera globale sempre aperta, mai finita, in cui elementi del passato si sovrappongono a quelli del presente e del futuro	Convento della Scarzuola e Città Buzziana - Montegabbione, labirinto, città ideale, architettura surreale	""	"La Scarzuola si trova in località Montegiove nel comune di Montegabbione. <p>Deve forse il suo nome ad una capanna di scorza (paglia) che, secondo la tradizione, San Francesco costruì durante una delle sue peregrinazioni.<br />
In quel luogo venne edificata nel 1282 dal nobile Nerio di Bulgaruccio dei Conti di Montegiove (appartenente alla&nbsp;famiglia di Marsciano o dei Conti di Marsciano, che unì sotto di sé i rami “di Parrano”, “di Montegiove” e “di Migliano”)&nbsp;una chiesa con un piccolo convento francescano. Nell'abside della chiesa, dedicata alla Santissima Annunziata, è un affresco della prima metà del XIII secolo, raffigurante san Francesco in levitazione. Si tratta di una delle prime raffigurazioni del santo, ancora fuori dai canoni dell'iconografia ufficiale.<br />
Il convento, abbandonato dai frati nel Settecento&nbsp;fu rilevato da uno dei <span style=""font-size:14px;"">maggiori</span> architetti italiani del Novecento, il milanese Tommaso Buzzi (1900-1981), che vi volle costruire, nel corso di ventina d'anni una sua città ideale, incentrata su sette teatri e ispirata all'ideale umanistico della composizione armonica di natura e cultura.<br />
Lungo il percorso si incontrano edifici dal forte valore simbolico, anche nel nome (la torre di Babele, la scala Musicale delle Sette Ottave, la scala di Giobbe, etc.), e il culmine della rappresentazione giunge con l'Acropoli, una montagna di edifici, vuoti all'interno e spesso sovrapposti.<br />
Grande opera globale sempre aperta, mai finita, in cui elementi del passato si sovrappongono a quelli del presente e del futuro, presenta un uso-abuso di scale, sproporzioni volute, mostri, percorsi labirintici, geometrici e astronomici.</p> Per informazioni e prenotazioni <p><span style=""font-size:14px;""><span style=""line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif;""><span style=""background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"">sito web:<span class=""apple-converted-space"">&nbsp;<a href=""http://www.lascarzuola.com/"" target=""_blank"">www.lascarzuola.com</a></span></span></span></span></p>

<p><span style=""font-size:14px;"">mail:&nbsp;<a href=""mailto:info@lascarzuola.com "">info@lascarzuola.com</a></span></p>

<p><span style=""font-size:14px;"">telefono - fax:&nbsp;0763837463&nbsp;</span></p>

<p>&nbsp;</p> "	Montegabbione | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/6773061/cartina_sm_umbria_150dpi26.png/8b68a78b-6333-44e9-8966-aed87daed4e6?t=1423749275145	42.8973996	12.149306700000011	""		""	""		[  ]	""
567	Attrattore	it_IT	125998	""	https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/duomo-di-santa-maria-assunta-in-cielo	Duomo di Santa Maria Assunta in Cielo	Il duomo di Orvieto si colloca perfettamente nel contesto urbano che lo circonda, dominando con la sua mole l'intero borgo medioevale.	duomo, orvieto, cappella di san brizio, cappella del corporale	Duomo di Santa Maria Assunta in Cielo	"La cattedrale rappresenta la maggiore attrattiva di&nbsp;<a href=""https://www.umbriatourism.it/it_IT/-/orvieto""><strong>Orvieto</strong></a>: la sua bellezza è data non solo dalle opere d'arte conservate all'interno, ma anche dalla sua storia secolare che ha visto alternarsi tantissime maestranze importanti, ognuna delle quali ha lasciato una piccola parte di sé&nbsp;nell'edificazione della chiesa. Mirabile sintesi tra architettura, scultura, arti decorative e pittura, è oggi considerato un&nbsp;gioiello dell'architettura romanico-gotica. <p>La sua edificazione iniziò il 14 Novembre&nbsp;1290, quando papa Nicolò IV ne pose la prima pietra, in un periodo di grande vivacità sul piano economico e civile, e di grande spinta di rinnovamento spirituale per la città. Pur restando ignoto l'autore del progetto originale, attribuito ora ad Arnolfo di Cambio, ora a frà Bevignate da Perugia, si sa per certo che dal 1310 la direzione dei lavori passò a&nbsp;<strong>Lorenzo Maitani</strong>, il cui intervento caratterizzò&nbsp;la struttura in maniera decisiva.</p> <strong>Descrizione</strong> <p>Raggiungendo piazza Duomo la cattedrale&nbsp;lascia estasiati per la ricchezza della sua facciata: colpisce lo slancio delle alte guglie, l'oro usato per lo sfondo dei mosaici, i cicli scultorei dei pilastri, l'elaborato rosone e i portali bronzei. Tanta bellezza è racchiusa all'interno di linee armoniche ed equilibrate che tendono a dare ancora più fascino alla struttura. Entrando nella cattedrale l'impatto è di grande effetto, anche grazie alla bicromia del marmo, che sottolinea tutte le masse murarie e le colonne. Lo spazio è solenne e grandioso, scandito dagli alti pilastri che si susseguono, creando un&nbsp;eccezionale&nbsp;gioco prospettico.<br />
Le numerose opere pittoriche e scultoree, che si ammirano lungo le pareti e nelle cappelle, fanno degli&nbsp;interni&nbsp;un vero scrigno d'arte.</p>

<p>Il duomo ha pianta basilicale aperta da dieci cappelle, adornate da finestre chiuse con lastre di alabastro.<br />
Il transetto destro è occupato interamente dalla&nbsp;<strong>cappella Nuova o di San Brizio</strong>, un vero gioiello d'arte. Le sue pareti vennero affrescate dal pittore&nbsp;<strong>Luca Signorelli,</strong>&nbsp;che subentrò al Beato Angelico dopo che questi interrruppe i lavori. Gli affreschi&nbsp;delle pareti e delle volte&nbsp;hanno come tema centrale il&nbsp;<em>Giudizio Universale</em>. Intorno a questo ruotano tutti gli episodi e i personaggi legati alla rappresentazione.<br />
Ugolino Di Prete Ilario e Pietro Di Puccio si occuparono invece della decorazione della&nbsp;zona absidale, con affreschi raffiguranti le&nbsp;<em>Storie della Vergine</em>. Particolarmente bello è l'alto finestrone dalle raffinate linee goticheggianti. Un altro capolavoro è costituito dal coro, decorato con preziosi intagli e sculture.<br />
Il transetto di sinistra è occupato dalla&nbsp;<strong>cappella del Corporale</strong>. Qui si conserva il&nbsp;<em>Reliquiario</em>, all'interno del quale si può ammirare il&nbsp;<em>Sacro Lino</em>&nbsp;che si macchiò del sangue di Cristo durante il&nbsp;<em>Miracolo di Bolsena:&nbsp;</em>tradizione vuole che<em>&nbsp;</em>nel&nbsp;1263 un prete boemo, Pietro da Praga, dubbioso della presenza del corpo di Cristo nell'Ostia consacrata, mentre celebrava messa nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena, vide scendere dall'Ostia delle gocce di sangue che andarono a bagnare il Corporale. Il Sacro Lino, per volere del papa che si trovava ad Orvieto, venne portato in città ed esposto al popolo. Poco dopo venne decisa l'edificazione del duomo dedicato a Maria per esporre il Corporale miracolato.</p>

<p>Sulla parete d'ingresso alla cappella trova posto uno degli organi&nbsp;più grandi d'Italia.</p>

<p>Accanto al fonte battesimale, sulla parete di sinistra, è ancora ben visibile una&nbsp;<em>Madonna con il Bambino</em>&nbsp;affrescata da Gentile da Fabriano nel 1425.</p>

<p>&nbsp;</p> "	Orvieto | Luoghi della cultura	""	https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/citt%C3%A0+della+pieve/7746896c-7202-44f0-a549-a98b8a630304?t=1454334571240	42.7168056	12.112986099999944	""		""	""		[  ]	""
