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    [90,"Attrattore","it_IT",2506706,"","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-vallingegno","Abbazia di Vallingegno","L'abbazia di Vallingegno sorge sulla cima di una collina a pochi chilometri da&nbsp;<b>Gubbio</b>, immersa nella bella natura della campagna umbra.","","","<div>L'abbazia di Vallingegno sorge sulla cima di una collina a pochi chilometri da <b>Gubbio</b>, immersa nella bella natura della campagna umbra.</div>\r\n\r\n<div>\r\n<p>Il periodo di fondazione dell'abbazia non è noto, ma è già citata nella \"Legenda Sancti Verecundi\", del sec. VII, dove si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana.</p>\r\n\r\n<p>Probabilmente di origine pagana - si parla infatti di un tempietto dedicato al dio Genio, da cui il nome Vallis Genii - l'abbazia, officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione, avvenuta intorno al 1442.</p>\r\n\r\n<p>Il complesso attuale è composto dalla chiesa, dal monastero e dal campanile a vela, eretto sulla muratura della torre.</p>\r\n\r\n<p><b>All'interno della chiesa</b>, a navata unica, si conservano tracce degli impianti preesistenti, in particolare nella cripta, a pianta quadrata con pilastro centrale a rinforzo della volta a crociera, vi sono capitelli scolpiti secondo stilemi antecedenti all'XI secolo.</p>\r\n\r\n<p>All'abbazia sono legati molti fatti della vita di <b>San Francesco</b>. Le fonti la ricordano come il luogo in cui Francesco cercò rifugio dopo essere stato aggredito nei pressi di Caprignone; l'accoglienza del priore non fu delle migliori e al Santo furono assegnate mansioni da sguattero. Anni dopo, il priore dell'abbazia tornò a chiedergli perdono: da quel momento in poi, durante i frequenti pellegrinaggi verso La Verna, Francesco riceverà spesso ospitalità proprio a Vallingegno.</p>\r\n\r\n<p>Si narra inoltre che nella stalla del monastero il Santo, commosso per la morte di un agnellino ucciso dal morso di una scrofa crudele, avesse lanciato una maledizione all'animale, che morì dopo tre giorni di sofferenze.</p>\r\n</div> ","Luoghi della cultura","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/Mappa_zona_Gubbio/c4c6818a-921b-4d0c-8895-7895feac1aab?t=1423733539459",43.3513193,12.575316599999951,"Gubbio",54024,"","Vallingegno",6024,"",""],
    [422,"Attrattore","it_IT",27980930,"93915","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-santa-maria-di-sitria","Abbazia di Santa Maria di Sitria","Contesto: montagna<br />\r\nDatazione: XI SECOLO<br />\r\nL’antica abbazia è situata nel parco naturale del Monte Cucco in una valle tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara.","","","Contesto: montagna<br />\r\nDatazione: XI SECOLO<br />\r\nL’antica abbazia è situata nel parco naturale del Monte Cucco in una valle tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara. Attualmente l’edificio si presenta con impianto a croce latina immissa (a”T”), a navata unica. Il presbiterio è fortemente rialzato ed un’abside semicircolare conclude l’impianto. In corrispondenza del lato destro del transetto, sopraelevato per far spazio alla cripta sottostante, si apre un ambiente destinato a sacrestia ed una sala con volta a botte.<br />\r\nLa chiesa è stata costruita tutta in pietra squadrata.<br />\r\nLa copertura della navata è costituita da una volta a botte ogivale, poggiante su una mensola che corre lungo i muri perimetrali; l’abside, con una piccola feritoia centrale, ha una copertura a catino (vi sono tracce di un affresco del XVIII secolo).<br />\r\nAll’interno è possibile ammirare un altare in travertino del Duecento, formato da una pietra sorretta da 14 esili colonne raccordate da archetti.<br />\r\nLa sottostante cripta, alla quale si accede da una stretta scala situata ai piedi del transetto, è composta da un piccolo ambiente con abside terminale. La copertura a volta, poggia su un’unica colonna monolitica con capitello corinzio (VI secolo), probabilmente proveniente da vicine costruzioni.<br />\r\nL’antico eremo, di cui non resta traccia, consisteva in piccole celle in pietra e legname.<br />\r\nSecondo lo storico Iacobilli, la badia venne fondata nel 1017 da San Romualdo che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita in completa clausura.<br />\r\nNel corso del tempo, la badia crebbe inglobando molte chiese,&nbsp; ma nel XIV secolo incominciò una lenta decadenza fino a quando (1450) fu data in commenda da papa Niccolò V. Gli abati commendatari ne curarono il restauro nel XVI secolo e durarono fino al 1810, quando il papa Gregorio XVI li assegnò al vicino monastero di Fonte Avellana.<br />\r\nNel 1861 i beni dell’abbazia furono soppressi dal Governo Italiano che li affidò a privati; la chiesa diventò casa colonica e il fonte battesimale fu trasferito nella Chiesa di Isola Fossara.<br />\r\nSuccessivamente ritornò ai monaci di Fonte Avellana che provvidero a restaurarlo nel 1972. ","Scheggia e Pascelupo","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707",43.4153882,12.702021800000011,"Scheggia e Pascelupo",54046,"","Scheggia e Pascelupo",6027,"[  ]",""],
    [423,"Attrattore","it_IT",27981167,"93915","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/abbazia-di-sant-emiliano-in-congiuntoli","Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli","Contesto: montagna<br />\r\nDatazione: XIII SECOLO<br />\r\nL’antica badia è raggiungibile dalla strada che si sviluppa sulle pendici del Monte Catria, partendo da Scheggia e muovendo in direzione Sassoferrato; sorge sulla confluenza tra il fiume Sentino e il rio Freddo, da cui trae il nome di Congiuntoli (congiunzione).","","","Contesto: montagna<br />\r\nDatazione: XIII SECOLO<br />\r\nL’antica badia è raggiungibile dalla strada che si sviluppa sulle pendici del Monte Catria, partendo da Scheggia e muovendo in direzione Sassoferrato; sorge sulla confluenza tra il fiume Sentino e il rio Freddo, da cui trae il nome di Congiuntoli (congiunzione). Lo scenario appenninico accompagna il percorso lungo il quale si incontrano le altrettanto interessanti Abbazia di Sitria e quella di Fonte Avellana.<br />\r\nIl complesso, in pietra bianca, si presenta come un elegante fabbricato costituito dalla chiesa ed dal monastero.<br />\r\nLa chiesa ha impianto rettangolare a due navate di diversa ampiezza, separate da una fila di colonne ottagonali a sostegno di possenti archi a tutto sesto.<br />\r\nLa zona presbiteriale risulta leggermente rialzata rispetto alle navate, dando alla chiesa un aspetto a sala, molto diffusa negli edifici degli ordini predicatori; ciò rendeva ben visibile sia l’officiatura dei riti sacri che la figura del predicatore, il quale, con la voce ed i gesti doveva guidare i fedeli.<br />\r\nLa facciata a capanna ha la gronda decorata da una serie di mensole in pietra. Finestre ogivali illuminano le navate.<br />\r\nDella costruzione rimane, oltre alla chiesa, una serie di locali monastici con copertura a volta attualmente adibiti ad abitazioni ed annessi rurali, parte del chiostro con portico coperto da volte a crociera ed una torre che probabilmente era utilizzata a difesa del complesso.<br />\r\nLa chiesa venne edificata probabilmente nel 1286, data scolpita su una lapide situata all’interno della chiesa, trasformando una precedente cappella (1201): fu abbattuta l’abside e messa in comunicazione con l’attuale chiesa.<br />\r\nLa separazione in due navate di diversa ampiezza è probabilmente motivata dalla volontà di riservare quella maggiore ai monaci abitanti dell’abbazia, attraverso una porta che immette su locali interni del complesso abbaziale; quella minore, il cui accesso avviene dall’esterno, ai pochi&nbsp; abitanti della zona . ","Scheggia e Pascelupo","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/sigillo+-+scheggia+-+costacciaro/9ab24d74-92ec-4ec7-b657-beb3bb10e44d?t=1454334685707",43.4153882,12.702021800000011,"Scheggia e Pascelupo",54046,"","Scheggia e Pascelupo",6027,"[  ]",""],
    [520,"Attrattore","it_IT",27868400,"93915","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/palazzo-dei-priori-gubbio","Palazzo dei Priori - Gubbio","<p style=\"margin: 0px 0px 11px;\">Attuale sede del Comune, il Palazzo dei Priori (o Pretorio o del Podestà) occupa il lato orientale di Piazza della Signoria, trovandosi di fronte al conosciuto Palazzo dei Consoli.</p>","","","<p style=\"margin: 0px 0px 11px;\">Attuale sede del Comune, il Palazzo dei Priori (o Pretorio o del Podestà) occupa il lato orientale di Piazza della Signoria, trovandosi di fronte al conosciuto Palazzo dei Consoli.</p> <div>Progettato molto probabilmente da M. Gattapone nel 1349, in origine fu destinato come sede del Podestà, capo del potere esecutivo, in contrapposizione al Palazzo dei Consoli (suo gemello per origine) che era sede del potere legislativo.<br />\r\nLa sua ultimazione non fu possibile negli anni per vari motivi, sia economici che sociali a causa del dilagarsi della peste.<br />\r\nNella facciata che guarda la piazza sono visibili gli esiti della brusca interruzione dei lavori avvenuta nel 1350. Per questo L’edificio si presenta come una grande opera gotica incompiuta ma comunque di notevole valore architettonico.<br />\r\nEccezionale il criterio adottato nella costruzione dell'edificio: un unico pilastro centrale sul quale poggiano robusti archi che si congiungono ai muri perimetrali e sorreggono il carico delle volte e dei solai.<br />\r\nIl Palazzo fu modificato ed ampliato nel tempo: ad esempio, la costruzione in mattoni che gli è stata addossata sulla sinistra risale alla fine del 1600, congiunta poi al palazzo di origine nel 1949 da un’ampia scalinata esterna.<br />\r\nTutto l’edificio è stato sottoposto ad un importante lavoro di restauro e di consolidamento a seguito del terremoto del 1997, lavoro che è terminato nel 2003.</div>\r\n\r\n<div>Degni di nota, nella sala del Sindaco sono le due tele del ‘600 di F. Allegrini: due delle tante e rinomate \"Battaglie\" dipinte dal celebre artista.<br />\r\nIl Palazzo ospita la ricca biblioteca fondata nel 1666 dal vescovo Alessandro Sperelli, e l'archivio Armanni, contenente molti manoscritti e codici, fra i quali a Storia di Gubbio del Greffolino.</div>\r\n\r\n<div>&nbsp;</div> ","Gubbio","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586",43.3513193,12.575316599999951,"Gubbio",54024,"","Gubbio",6024,"[  ]",""],
    [522,"Attrattore","it_IT",27980191,"93915","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/piazza-quaranta-martiri-e-logge-dei-tiratori-gubbio","Piazza Quaranta Martiri e Logge dei Tiratori - Gubbio","Originaria sede del mercato medievale, la piazza è ora attrezzata in parte a parcheggio e in parte a giardino.","","","Originaria sede del mercato medievale, la piazza è ora attrezzata in parte a parcheggio e in parte a giardino. Definita il luogo di accoglienza primaria della viabilità regionale, la piazza è anche il punto dove si può godere di una splendida vista sulla parte alta della città, quella a ridosso sul monte.<br />\r\nIl suo nome è in onore delle 40 vittime eugubine uccise dai tedeschi il 22 giugno 1944-<br />\r\nIl lato nord è delimitato dal lungo complesso trecentesco dell'ex «Spedal Grande», costruito dalla Confraternita della Beata Vergine Maria e ceduto nel 1452 alla Confraternita dei Bianchi o dei Laici.<br />\r\nL'edificio in origine era la sede dell'Ospedale di Santa Maria (1326). Nel 1505 si unirono ad esso altri ospedali del circondario, da qui il nome di \"Spedal Grande\" rimasto attivo fino al 1628. Già dalla prima metà del 1500 \"L'Arte della Lana\", mirava a costruire sopra il grande ospedale un locale coperto dove \"tirare\" i panni, ossia stendere i tessuti per fargli raggiungere le dimensioni desiderate.<br />\r\nDopo tante controversie, il Loggiato dei Tiratori venne realizzato, ed è ancora presente in tutta la sua maestosità.<br />\r\nNella facciata dell'edificio è visibile uno dei tanti dipinti murari dell'epoca:una Madonna fra i Ss. Pietro e Paolo di Bernardino di Nanni (1473).<br />\r\nLa chiesa di S. Maria dei Laici annessa all'edifico, fu eretta nel 1313 e ampliata forse su disegno di Francesco Allegrini durante la ristrutturazione dell'intero complesso. L'ultimo restauro risale al 1997 dopo il terremoto. le pareti dell'unica sua navata sono decorate da 24 quadretti con la vita di Maria, eseguiti da Felice Damiani. ","Gubbio","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586",43.3513193,12.575316599999951,"Gubbio",54024,"","Gubbio",6024,"[  ]",""],
    [523,"Attrattore","it_IT",27868501,"93915","https://www.umbriatourism.it/web/umbria/-/cattedrale-dei-santi-mariano-e-giacomo-gubbio","Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo - Gubbio","La Cattedrale, dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, fu edificata ai piedi del Monte Ingino su una chiesa romanica, di cui si possono notare i resti sul lato destro della facciata, risale ai sec XIII e XIV.","","","La Cattedrale, dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, fu edificata ai piedi del Monte Ingino su una chiesa romanica, di cui si possono notare i resti sul lato destro della facciata, risale ai sec XIII e XIV. <div>Il portale, a sesto acuto, è sovrastato da un finestrone circolare ornato da un elegante fascia a fogliame ed attorniato dai simboli degli Evangelisti e dall’Agnello mistico. L’interno, in stile prevalentemente gotico, ha un’unica navata a croce latina sorretta da dieci grandi arconi ogivali trasversi. La chiesa è ricca di dipinti dovuti ad artisti eugubini del '500 (i Nucci, il Basili) ma anche di artisti forestieri (Sinibaldi Ibi, Giuliano Presutti, Dono Doni). Molto significativa è la cappella barocca che si apre nel mezzo della parete destra: contiene affreschi dell’Allegrini e una tela (la Nascita della Vergine) del Gherardi.<br />\r\nA sin. dell'altare maggiore è il Seggio dei Magistrati , con finte tarsie di Benedetto Nucci. Nel coro si trova il Seggio episcopale, intagliato verso la metà del sec. XVI. Il sarcofago tardo-antico sotto l’altare maggiore contiene le reliquie dei SS. Giacomo e Mariano, titolari della chiesa. Sulle pareti del tempio rimangono tracce di affreschi dei secc. XIV e XV. Le pitture murali dell’abside, dell’arco trionfale e delle cappelle di sin., sono opera di Augusto Stoppoloni (1916-18).</div>\r\n\r\n<div><strong>Fonte:&nbsp;</strong></div>\r\n\r\n<div><a href=\"http://gubbio.infoaltaumbria.it/scopri_la_citta/in_centro/il_duomo.aspx\">http://gubbio.infoaltaumbria.it</a></div>\r\n\r\n<div>&nbsp;</div> ","Gubbio","","https://www.umbriatourism.it/documents/10184/87120/gubbio/20732a06-fc5c-4a7c-96ca-072dacb55fe5?t=1454334869586",43.3513193,12.575316599999951,"Gubbio",54024,"","Gubbio",6024,"[  ]",""]
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